4 Gennaio 2023

I 5 vini preferiti dalla Befana

La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, con le toppe alla sottana, viva viva la Befana!”, recita un’antica filastrocca dedicata alla vecchina con la scopa.
La Befana temuta e amata da tutti i bambini durante la notte tra il 5 e il 6 gennai solca i cieli alla ricerca dei comignoli delle case dove vivono i bimbi per riempire le loro calze di dolci, doni e caramelle.

La Befana amante del vino rosso

Un viaggio lungo e faticoso in una fredda notte invernale per un’anziana signora e quindi tradizione vuole che per renderli tutto meno faticoso ogni bambino sul suo davanzale mette dei comfort a disposizione: mandarini, frutta fresca, qualche dolcetto ma soprattutto, siccome la signora con la scopa non è astemia, per rinfrancarla servono le energie di un buon bicchiere di vino rosso che lei ama molto!
Tra le molte filastrocche che si tramandano c’è ne peraltro una che parla proprio del vino della Befana.

“La Befana è una vecchina
che col sacco si fa china
mangia arance e beve vino
porta i doni ad un bambino.

Poi all’alba si nasconde
sopra i monti o tra le onde
e ritorna un altro anno
se non prende un gran malanno.”

Siccome sappiamo però che la Signora ama i vini rossi ma corposi e caratteriali abbiamo fatto una selezione. Se volete accontentarla sapete cosa andare ad acquistare.

Austerità e potenza: il Taurasi

Iniziamo con uno dei fiori all’occhiello della viticoltura “sudista” ovvero con il campano Taurasi un grande rosso robusto e potente che nasce sulle colline dell’Irpinia, nella provincia di Avellino grazie al vitigno autoctono Aglianico.
Con il suo ventaglio aromatico sorprendente che ricorda l’arancia sanguinella, le prugne, le amarene sotto spirito, la confettura di mora e con la sua densità sontuosa che avviluppa la bocca con tannini scolpiti e sapidità decisa rappresenta con la sua austerità e e potenza uno dei vini perfetti per la vecchietta.

L’Amarone fra eleganza e struttura

Dal sud passiamo al nord e fermiamoci nella Valpolicella per scegliere un buon Amarone con cui non si sbaglia mai.
Un grande vino rosso prodotto esclusivamente in provincia di Verona in quella terra fertile collinare sotto le prealpi fra al fiume Adige ai monti Lessini.
Un rosso passito di grande struttura prodotto con una serie di vitigni sanciti dal disciplinare che sono uve Corvina, Corvinone e Rondinella alle quali si può aggiungere altri vitigni a bacca rossa non aromatici.
Un vino pregiato di grande struttura, colore granato intenso. Vigoroso, corposo, consistente quasi masticabile dai profumi nitidi e freschi. I tannini sono presenti ma morbidi e vellutati ma è quel retrogusto di cioccolato e vaniglia che ammalierà anche la Befana.

Sua Altezza il Brunello per donare calore e intensità

La vecchietta del 6 gennaio da donna esperta e amante dei grandi rossi la conquisteremo sicuramente ponendo per lei sul davanzale un bel bicchiere di un buon Brunello.
Uno dei grandi ambasciatori enoici dell’Italia nel mondo la conquisterà per la sua eleganza e sontuosità, il suo colore rubino intenso e brillante i suoi profumi di fragola, rosa canina con la bella acidità e il tannino vellultato. Una garanzia.

Re Barolo: solenne e austero

Per continuare ad andare sul sicuro si passa da sua Maestà Brunello a Re Barolo che dal cuore delle Langhe regalala la sua intensità, il suo grande e intenso bouquet di ciliegia, viola, tabacco e cioccolato. Anche la Befana quando lo berrà si soffermerà affascinata dal suo gusto pieno e rotondo elegante e raffinato.

Osiamo con il caratteriale Terrano

Siccome la Befana è si una vecchietta simpatica ma talvolta spiegolosa e caratteriale abbiamo pensato di suggeriivi di farli assaggiare anche un vino particolare, poco conosciuto, che però può conquistarla.
Il Terrano è un vitigno autoctono unico che affonda le sue radici nella dura pietra del Carso. Una “chicca” rara che ha in se tutto il carattere della sua terra.
Dal colore vivace dai riflessi violacei e trasparenti sprigiona un fortissimo profumo beverino con sentori vividi di frutti rossi e di bosco, violetta, ciclamino, pietra bagnata, ruggine e terra. In bocca è fresco e robusto dona una forte scarica di acidità che si trasforma in una grande sapidità lunga e persistente che grazie al basso grado alcolico conquista.

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *