Trend, il curioso rito del cetriolo di Natale conquista l’aperitivo italiano

Trend, il curioso rito del cetriolo di Natale conquista l’aperitivo italiano

Quest’anno il classico aperitivo natalizio sarà più insolito del previsto: l’ingrediente principe secondo gli esperti sarà infatti il cetriolo, protagonista non solo di una tradizione nata in Europa e diventata popolare negli Usa, ma di un vero e proprio fenomeno social.
Il “Cetriolo di Natale” è un trend virale con oltre 16mila post su Instagram, tanto da diventare un caso mediatico. Ecco che dalla prestigiosa collaborazione tra lo chef, Lorenzo Lunghi, di Torre – in Fondazione Prada – e Hendrick’s Gin arrivano originali ricette in grado di conquistare amici e parenti.
Se per Solomiya, Brand Ambassador Italia Hendrick’s Gin, “I cocktail di tendenza per il Natale 2023, come l’Hendrick’s Gin & Tonic, saranno caratterizzati finalmente da qualcosa di estremamente rinfrescante; il cetriolo”, per Lorenzo Lunghi, chef di Torre “L’idea è raccontare l’incredibile simbiosi di Hendrick’s con il cetriolo attraverso la cucina. Quella che porto in tavola è una storia dove il protagonista assoluto è proprio lui, declinato in tutta la sua straordinaria versatilità”.

foto di Steve Buissinne da Pixabay

Il cetriolo delle feste che porta fortuna

Il Natale si avvicina ed è partita la riscoperta degli usi e costumi più stravaganti per sorprendere amici e parenti nel periodo più atteso. Ma quest’anno, secondo gli esperti di Hendrick’s Gin Torre in Fondazione Prada, il protagonista sarà solo uno, sull’albero come in tavola, fino nei piatti e nei bicchieri: si tratta del “cetriolo di Natale”, una curiosa e peculiare antica tradizione, meglio nota a livello internazionale come “Christmas Pickle”, che unisce Europa e Stati Uniti, a partire proprio dalle origini tedesche dell’usanza divenuta negli ultimi anni popolarissima oltreoceano.
Oggi, infatti, quello del cetriolo di Natale è un rito capace di attirare l’attenzione della stampa internazionale, tanto che anche il New York Times ne ha raccontato la storia.
Dal 1909, il fortunato che per primo trova il cetriolino nascosto tra i rami dell’albero addobbato ha diritto a un anno di successi e a un regalo in più.
Al contempo, un’ azienda che produce ornamenti in vetro, ha rivelato che da 40 anni il Christmas Pickle risulta essere l’addobbo di Natale più venduto, con 25mila pezzi ogni anno.
Come spesso accade, il folclore si è poi trasformato in trend, che dall’albero di Natale si è trasferito in cucina.
Se l’attrice Kristen Bell ha condiviso a Good Morning America la ricetta natalizia della sua famiglia per preparare una zuppa di cetrioli, i social lo fanno diventare un trend: il “Cetriolo di Natale”, che arriva a contare oltre 16mila post su Instagram.
Da semplice ornamento a protagonista delle tavolate, il cetriolo finisce così per conquistare anche l’aperitivo natalizio, il momento più conviviale delle festività: il “Christmas Cucumber”, firmato Hendrick’s Gin e Torre in Fondazione Prada, è infatti il nuovo e freschissimo aperitivo che sorprenderà amici e parenti.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Un cetriolo nel bicchiere

La rivoluzione del cetriolo parte dal bicchiere e arriva fino alla tavola.
Dalla straordinaria freschezza dell’Hendrick’s Gin & Tonic, il classico cocktail amato dagli appassionati in tutto il mondo, alla ricercatezza del French 75, il drink per le feste che vogliono lasciare il segno. Un abbinamento tanto insolito quanto sorprendente, la delicatezza dell’ostrica servita con cetriolo e olio al tagete, il profumo dello scampo marinato alla rosa e la deliziosa eleganza di una tartelletta con cetriolo, panna acida e caviale e l’avvolgente fragranza del pan brioche con tartare di vitello, maionese all’aneto e cetriolo. I protagonisti della “festa prima delle feste”, non potranno dunque che essere il gin – il distillato più bevuto dopo cena e il secondo tra gli aperitivi – e il cetriolo, il suo matrimonio perfetto. “Hendrick’s Gin nasce dall’insolita, quanto straordinaria, infusione di essenze di rosa e cetriolo, deliziosamente affiancata da niente meno che 11 botaniche provenienti dai quattro angoli del mondo.
Questa singolare unione produce un gin rinfrescante dal delizioso aroma distintivo. Hendrick’s Gin viene infatti distillato in ben due tipi di alambicchi, il Bennett-Still e il Carter-Head. L’armoniosa combinazione dei due crea un gin straordinariamente insolito, dal carattere deciso ed equilibrato. I cocktails di tendenza per il Natale 2023, come l’Hendrick’s Gin & Tonic, saranno caratterizzati dal cetriolo, rinfrescante e dal carattere eccentrico, perfetto dall’aperitivo al dopo cena”, commenta Solomiya, Brand Ambassador Italia Hendrick’s. In abbinamento ai cocktail d’eccezione, in questo Natale 2023, occorre un altrettanto ricercato aperitivo. Ci ha pensato Lorenzo Lunghi, chef del ristorante Torre in Fondazione Prada, che ha realizzato 4 proposte insolite, per un pairing fresco e sorprendente: “L’idea è raccontare l’incredibile simbiosi di Hendrick’s Gin con il cetriolo attraverso la cucina. Quella che porto in tavola è una storia dove il protagonista assoluto è infatti il cetriolo, declinato in tutta la sua straordinaria versatilità a livello di texture. Nel caso dell’ostrica, abbiamo impiegato il succo del cetriolo come centrifugato; lo scampo marinato alla rosa vede scendere in campo il secondo celebre profumo di Hendrick’s Gin, la rosa, ad abbracciare con coraggio il gusto più deciso del cetriolo vaporizzato per estrarne l’essenza; per la tartelletta, abbiamo impiegato il cetriolo in tutta la sua croccante purezza, condito semplicemente con olio, sale e pepe per essere abbinato alla cremosità della panna acida e la sapidità del caviale; nella quarta proposta abbiamo optato invece per l’inserimento del pickle, il cetriolo sottaceto di cui parla anche la tradizione. I cetrioli, oltretutto, sono alleati eccellenti per l’idratazione e contengono un sacco di vitamine e minerali. La parola chiave di questi piatti è dunque freschezza!”, commenta lo chef.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Italiani, re degli aperitivi

Non più solo cenone, quindi: secondo l’analisi di mercato di TradeLab, pubblicata pochi giorni fa, gli italiani sono anche dei grandissimi amanti dell’aperitivo, arrivando a spendere fino a 4,5 miliardi l’anno in happy hour. Un’abitudine ormai consolidata dunque, che merita una degna offerta anche durante le festività natalizie, quando le occasioni per festeggiare con amici, parenti e colleghi si moltiplicano.
A guidare il trend sono le celebrità. La testata Hola riporta infatti le ricette dei cocktail natalizi preferiti dalle star: dal tanto amato da Kate Moss French 75, fino all’amatissimo Gin and Dubonnet della compianta Regina Elisabetta,  Natale non è soltanto tradizione, ma anche nuove scoperte e sperimentazioni, soprattutto quando si parla di brindisi.

Al buffet con bon ton!At buffet with bon ton

Maestro di cerimonie Alberto Presutti – L’aperitivo, detto anche, oggi, “Happy Hour”, costituisce un piacevole momento d’incontro e di nuove conoscenze tanto che il buffet è divenuto, sempre più, punto di attrazione mondano e sociale, a principiare dai business networking fino ai vernissage nelle gallerie d’arte, il cocktail citato in calce ai cartoncini di invito, è ragione in più, spesso, per presenziare.
Il problema è che una volta che si apre il buffet, gli invitati all’evento, come uno sciame impazzito, si producono in un assalto inverecondo alle tartine, ai bignè, alle fette delle torte salate e dei dolci e, bevendo, anzi, taluni sbevazzando, senza ritegno alcuno, come nessuno di loro mai farebbe a casa propria o già di semplici conoscenti, danno spettacolo di Mal Ton!
L’educazione di ognuno degli invitati diviene pallido ricordo, così che taluni si piazzano davanti al tavolo del buffet, ancorandovisi e ingollandosi senza freno, altri sgomitano con forza per giungere nelle vicinanze di qualcosa di commestibile, magari infilando, a mò di serpente guizzante, il proprio braccio tra gomiti e ulne altrui.
La mancanza di Bon Ton si evidenzia dal fatto che dall’apertura del buffet, tutti ignorino tutti, non esiste più amico o collega, solamente una fame che pare atavica, sotto lo sguardo rassegnato dei camerieri che disperatamente tentano di metter ordine a far fronte a tanta voracità.
Abbuffarsi, invece di mangiare. Rispettare gli altri, invece di prevaricarli. Riempirsi il piatto con poco, per dare a tutti la possibilità di scegliere e non doversi contentare del poco che resta nei vassoi. Bere con misura e non credersi all’osteria.
Il buffet, come un afrodisiaco eccita un desiderio compulsivo che si traduce nella morte delle Buone maniere e del buon senso, e soprattutto, è irriverente un tale abbuffarsi per i tanti che muoiono davvero fame!
by Alberto Presutti – The price of cialis drink, also called today “Happy Hour” is a pleasant meeting point and new knowledge so that the buffet has become more and more worldly point of attraction and social principiare to the business networking to the vernissage art galleries, cocktail mentioned at the bottom of the cards of invitation is all the more reason, often to attend.

The problem is that once you open the buffet, the guests at the event, like a swarm crazy, are produced in a shameful assault on canapés, to puff, to slices of pies and cakes and drinking, indeed, some sbevazzando, without any restraint, as none of them ever would at home or of mere acquaintances, put on a show of Mal Ton!

The education of each of the guests becomes dim memory, so that some are placed in front of the buffet table, and ancorandovisi ingollandosi without brake, others jostle with force to get close to something edible, maybe threading, a kind of snake wriggling, his arm between elbow and ulne others.

The lack of Bon Ton is highlighted by the fact that the opening of the buffet, ignore all, there is no longer a friend or colleague, just a hunger that seems atavistic, under the resigned look of the waiters who desperately try to put order to cope with such voracity.

Binge, instead of eating. Respect others, instead of prevaricarli. Fill the pot with little, to give everyone the possibility to choose and not have to satisfy the little that remains in the trays. Drink with moderation and do not believe the tavern.
The buffet, as an aphrodisiac excites a craving that results in the death of good manners and common sense, and above all, is irreverent such a binge for the many who die really hungry!