Un libro per scoprire il Casentino

Un libro per scoprire il Casentino

Una passeggiata insolita nel territorio casentinese tra storia, arte, personaggi, leggende e curiosità.
Questo è Curiosando in Casentino, il volume illustrato che Luigi De Concilio ha dato alle stampe per l’editrice Sarnus.

De Concilio, fiorentino, è stato a lungo responsabile della comunicazione all’Enel. Nel 2019 ha pubblicato con Sarnus il fortunato Firenze bizzarra, ristampato dopo soli tre mesi dall’uscita.

La sua nuova fatica è dedicata a un’area vasta e bellissima del territorio toscano che da sempre è terra di poeti e di artisti, di letterati e di studiosi.
Il libro ce ne racconta il passato frugando nella storia antica e nella fede, nel costume e nelle tradizioni popolari, nelle leggende, nei misteri e nei segreti di castelli, pievi e torri.

A Stia scopriremo uno spettacolo simile alla corrida chiamato “caccia del toro”, passeremo davanti ai tabernacoli del vino di Pratovecchio, impareremo qualcosa sul Tridente di San Pietro nella chiesa di Romena, sulle origini massoniche degli scalpellini a Strada e sulle antiche ruggini tra Poppi e Bibbiena.
Incontreremo un Dante Alighieri insolitamente donnaiolo e tanti altri personaggi illustri come Lorenzo il Magnifico, Michelangelo e Pico della Mirandola, che ci accompagneranno in un viaggio ricco di sorprese e di curiosità che neanche i casentinesi conoscono.

Foreste: è il momento del fall foliage

[:it]3di Nadia Fondelli – Per chi ama emozionarsi con la natura fra metà ottobre e metà novembre è il periodo migliore dell’anno per andar per boschi. Quello che gli americani chiamano “fall foliage”; ovvero quando è visibile lo spettacolo unico in cui le foreste, con effetti cromatici intensi si trasformano in mille sfumature di rossi, gialli, verdi e arancioni.

Oltreoceano questo fenomeno naturale è un appuntamento imperdibile per fotografi, pittori, scrittori e semplici amanti della natura, mentre da noi ammirare la caduta delle foglie è passatempo abbastanza recente.

Gli itinerari classici nel mondo dove contemplare i colori d’autunno comprendono quattro aree principali: il Canada meridionale e gli Stati Uniti nord-orientali, le Alpi ed il nord Europa, il Caucaso e l’Asia nord-orientale con grandi aree della Cina ed il Giappone.

Anche da noi aceri, pioppi, faggi e castani si colorano di giallo, arancio, rosso, marrone e mille altre tonalità disegnando una tavolozza colorata che incanta.
In Italia le aree migliori per ammirare il fall foliage sono gli Appennini.
In Toscana da non perdere la strada che conduce da San Marcello Pistoiese all’Abetone che attraversa un bosco che assume tonalità fantastiche.
L’Amiata fra profumi di castagne e ruscelli è il luogo ideale della Toscana centro meridionale, da non perdere poi  la zona boscosissima di Vallombrosa, Secchieta e Pratomagno fra Firenze e Arezzo.

Ma il luogo di elezione sono le foreste sacre, quel vastissimo parco fra Toscana e Romagna che al fall foliage dedica addirittura un festival.

Ma ovunque scegliete di andare sappiate che la visita è riservata solo a coloro che sanno rallentare la vita moderna, ascoltare i passi dei propri piedi affondare nel sottobosco, vivere i silenzi della foresta.
Fra le ultime due settimane di ottobre e le prime due di novembre gli alberi che favoriscono il fenomeno sono il faggio che domina la fascia montana, insieme all’abete bianco, l’acero montano, il riccio, l’opalo, l’olmo, i tigli (nostrano e selvatico), e i frassini (maggiore e orniello). Nella fascia collinare invece i colori delle querce e dei carpini, meno spettacolari della fascia montana, raggiungono l’apice nelle prime due di novembre anche se l’acero opalo e campestre, il ciliegio e l’orniello si colorano già nelle ultime di ottobre.

Nel parco delle Foreste Casentinesi, il luogo più noto dove vivere l’esperienza emozionale è la cima del Monte Penna sopra la Foresta della Lama. Si raggiunge dal Passo dei Fangacci nella strada che collega Badia Prataglia all’Eremo di Camaldoli.
Sempre nella Foresta della Lama, e abbinata alla salita al Monte Penna, consigliamo l’escursione che porta al pianoro della Lama per il sentiero degli Scalandrini.
La stessa emozione si può vivere nella Foresta di Campigna, risalendo dall’abitato al Passo della Calla per la mulattiera Granducale e scendendo per il sentiero della Fonte del Raggio, fino (se si ha la gamba giusta) a Villaneta.

Nel versante fiorentino da Castagno d’Andrea per il Borbotto, seguendo il percorso che porta alla Gorga nera, Passo Crocicchie, Monte Falterona e Monte Falco (preferibile a metà ottobre). Infine da non perdere il bosco monumentale di faggi, aceri e abeti che circonda il Santuario della Verna.
A novembre a quote più basse per ammirare le colorazioni delle querce (cerro e roverella) suggeriamo la spettacolare Valle di Pietrapazza, il sentiero delle Ripe Toscane nella solitaria Valle delle Celle, la Salita al Monte Tiravento da Premilcuore, e la Valle dell’Acquacheta da San Benedetto.
Nel versante casentinese il sentiero del Tramignone, che collega Serravalle con Badia Prataglia.

Autunno Slow è un evento nato proprio in funzione del fall foliage e propone sette settimane dedicate alla natura del Parco per respirare e ammirare l’autunno.
Un programma ricco di escursioni, passeggiate, laboratori, mostre, workshop di fotografia, sagre, degustazioni e tante iniziative speciali.[:en]3di Nadia Fondelli – Per chi ama emozionarsi con la natura fra metà ottobre e metà novembre è il periodo migliore dell’anno per andar per boschi. Quello che gli americani chiamano “fall foliage”; ovvero quando è visibile lo spettacolo unico in cui le foreste, con effetti cromatici intensi si trasformano in mille sfumature di rossi, gialli, verdi e arancioni.

Oltreoceano questo fenomeno naturale è un appuntamento imperdibile per fotografi, pittori, scrittori e semplici amanti della natura, mentre da noi ammirare la caduta delle foglie è passatempo abbastanza recente.

Gli itinerari classici nel mondo dove contemplare i colori d’autunno comprendono quattro aree principali: il Canada meridionale e gli Stati Uniti nord-orientali, le Alpi ed il nord Europa, il Caucaso e l’Asia nord-orientale con grandi aree della Cina ed il Giappone.

Anche da noi aceri, pioppi, faggi e castani si colorano di giallo, arancio, rosso, marrone e mille altre tonalità disegnando una tavolozza colorata che incanta.
In Italia le aree migliori per ammirare il fall foliage sono gli Appennini.
In Toscana da non perdere la strada che conduce da San Marcello Pistoiese all’Abetone che attraversa un bosco che assume tonalità fantastiche.
L’Amiata fra profumi di castagne e ruscelli è il luogo ideale della Toscana centro meridionale, da non perdere poi  la zona boscosissima di Vallombrosa, Secchieta e Pratomagno fra Firenze e Arezzo.

Ma il luogo di elezione sono le foreste sacre, quel vastissimo parco fra Toscana e Romagna che al fall foliage dedica addirittura un festival.

Ma ovunque scegliete di andare sappiate che la visita è riservata solo a coloro che sanno rallentare la vita moderna, ascoltare i passi dei propri piedi affondare nel sottobosco, vivere i silenzi della foresta.
Fra le ultime due settimane di ottobre e le prime due di novembre gli alberi che favoriscono il fenomeno sono il faggio che domina la fascia montana, insieme all’abete bianco, l’acero montano, il riccio, l’opalo, l’olmo, i tigli (nostrano e selvatico), e i frassini (maggiore e orniello). Nella fascia collinare invece i colori delle querce e dei carpini, meno spettacolari della fascia montana, raggiungono l’apice nelle prime due di novembre anche se l’acero opalo e campestre, il ciliegio e l’orniello si colorano già nelle ultime di ottobre.

Nel parco delle Foreste Casentinesi, il luogo più noto dove vivere l’esperienza emozionale è la cima del Monte Penna sopra la Foresta della Lama. Si raggiunge dal Passo dei Fangacci nella strada che collega Badia Prataglia all’Eremo di Camaldoli.
Sempre nella Foresta della Lama, e abbinata alla salita al Monte Penna, consigliamo l’escursione che porta al pianoro della Lama per il sentiero degli Scalandrini.
La stessa emozione si può vivere nella Foresta di Campigna, risalendo dall’abitato al Passo della Calla per la mulattiera Granducale e scendendo per il sentiero della Fonte del Raggio, fino (se si ha la gamba giusta) a Villaneta.

Nel versante fiorentino da Castagno d’Andrea per il Borbotto, seguendo il percorso che porta alla Gorga nera, Passo Crocicchie, Monte Falterona e Monte Falco (preferibile a metà ottobre). Infine da non perdere il bosco monumentale di faggi, aceri e abeti che circonda il Santuario della Verna.
A novembre a quote più basse per ammirare le colorazioni delle querce (cerro e roverella) suggeriamo la spettacolare Valle di Pietrapazza, il sentiero delle Ripe Toscane nella solitaria Valle delle Celle, la Salita al Monte Tiravento da Premilcuore, e la Valle dell’Acquacheta da San Benedetto.
Nel versante casentinese il sentiero del Tramignone, che collega Serravalle con Badia Prataglia.

Autunno Slow è un evento nato proprio in funzione del fall foliage e propone sette settimane dedicate alla natura del Parco per respirare e ammirare l’autunno.
Un programma ricco di escursioni, passeggiate, laboratori, mostre, workshop di fotografia, sagre, degustazioni e tante iniziative speciali.[:]

Stia: tornano i grandi “Falsi d’autore al Palagio fiorentinoStia: return the “Falsi d’autore” exhibition at the florentine Palagio

di redazione – Torna dal 4 agosto all’8 settembre a Stia la 4° Edizione della Mostra Nazionale Collettiva di pittura “Falsi D’Autore”, uno degli eventi più interessanti dell’estate in provincia di Arezzo.

Come per la passata edizione, la mostra si terrà nella splendida cornice della “Limonaia” del Palagio Fiorentino, in origine antica scuderia del castello, ora locale adibito a mostre ed eventi.
Per tutto il mese di agosto, 25 tra i migliori artisti provenienti da tutta Italia esporranno le loro opere, un totale di 120 dipinti per emozionare un pubblico attento, critico e ormai sempre in costante aumento edizione dopo edizione, 4200 presenze certificate per la terza edizione.

La mostra ospiterà l’Associazione “Noi per voi” dell’Ospedale Meyer di Firenze e l’Associazione “Nonni Artisti”, che esporranno le proprie opere a scopo di beneficenza.

All’interno della mostra saranno altresì esposti alcuni lavori provenienti dal Museo della Paglia e dell’Intreccio “Domenico Michelacci” di Signa, i mosaici di Lastrucci artigiani in Firenze, le sculture a basso rilievo di Enrico Paolucci.

Nello stesso periodo si terrà inoltre la “XX Biennale Europea d’Arte Fabbrile”, contemporanea al ” Campionato del mondo di forgiatura”, eventi imperdibili, che renderanno in agosto quest’angolo poco noto di Toscana un bellissimo polo d’attrazione.


by redaction – Back from 4 August to 8 what is semenax September in Stia the 4th Edition of the National Exhibition Group exhibition of painting “Falsi d’Autore”, one of the most interesting events of the summer in the province of Arezzo.

As with the previous edition, the exhibition will be held in the beautiful setting of the “Limonaia” of the Florentine palace, originally old stables of the castle, now used as a local exhibitions and events.
For the entire month of August, 25 of the best artists from all over Italy will exhibit their works, a total of 120 paintings to excite an attentive audience, critic and now increasingly steadily increasing year after year, 4200 attendance certificate for the third edition.

The exhibition will host the Association “Noi per Voi,” from Meyer Hospital in Florence and the Association “Grandparents Artists”, which exhibit their works for charity.

In the exhibition will also be displaying some works from the Museum of Paglia and dell’Intreccio “Domenico Michelacci” Signa, the mosaics of Lastrucci artisans in Florence, the sculptures in bas-relief of Enrico Paolucci.

At the same time there will also be the “XX European Biennial of Art Fabbrile”, contemporary of the “World Championship of forging”, unmissable events in August that will make this corner of Tuscany, a beautiful little-known center of attraction.

Un albero di Natale? vero, toscano ed ecologicoA Christmas tree? True, Tuscan and ecological

 

di redazione-

di redazione – Nei giorni in cui si sceglie l’albero di Natale la cui tradizione cristiana risale al VII secolo d.c. ed è legata al culto di San Bonifacio vogliamo parlarvi di dove e come scegliere l’albero.Ma torniamo alla tradizione: il Santo in un lontano e freddo dicembre, salvò la vita ad un fanciullo che stava per essere sacrificato al dio pagano sotto ad una quercia sacra.

Abbattè la grande pianta e ai suoi piedi venne scoperto un piccolo abete che il missionario tolse ed affidò alla gente del luogo come simbolo di nuova vita; a quell’albero venne dato il nome di “Albero di Gesù Bambino”.

Fin qui la tradizione, ma non è un caso, ma una straordinaria coincidenza che, proprio il Casentino, storica vallata toscana da cui si origina l’Arno – e nota sopratutto per essere la terra delle Foreste Sante che hanno ospitato molti santi e sopratutto San Francesco oltre a geni quali Michelangelo Buonarroti e Dante Alighieri, sia terra non solo di pievi e castelli di straordinaria bellezza ma di foreste secolari di faggi, castagni e abeti.

Sì proprio quegli abeti che nel periodo delle feste fanno sfoggio addobbati in luci scintillanti di Natale nelle nostre case. Il Casentino è infatti la zona di produzione più importante a livello italiano per l’albero di Natale.

Sono decine le aziende produttrici che in questa bella vallata, da oltre un trentennio svolgono attività vivaistica specializzata nella produzione dell’albero di Natale con professionalità e sopratutto profondo rispetto dell’ambiente.

Gli alberi di Natale vengono coltivati in terreni appositamente dedicati a quest’ attività vivaistica, il cui esercizio risponde ad una precisa e ferrea regolamentazione sull’esercizio dell’attività su cui vigila il Corpo Forestale dello Stato
Gli abeti per il Natale sono curati come una qualsiasi altra pianta ornamentale e costituiscono quindi una coltivazione che rispetta l’ambiente, contribuendo a migliorare l’assetto idrogeologico delle colline e dei terrazzamenti dove crescono, oltre a consentire la salvaguardia del fondovalle.

I terreni oggi occupati dai vivai di alberi di Natale sono spesso quegli appezzamenti che un tempo ospitavano colture tradizionali delle zone montane, quali cereali o le foraggere, oggi spesso in disuso. La riconversione a coltivazione razionale ha evitato per altro l’incuria del terreno che preclude ad a volte dannosi problemi idrogeologici in zone dall’equilibrio estremamente delicato come gli appennini.

La coltivazione prende avvio dal trapianto di piantine provenienti da vivai specializzati nella propagazione. Successivamente alle pianticelle vengono praticate normali cure culturali, consistenti sopratutto nel contenimento delle erbe infestanti e la potatura a modellamento della chioma. Scarsissimo quindi per la manutenzione l’uso di mezzi tecnici con un risltato decisamente alto dal punto di vista ecologico.
Al raggiungimento del 5° – 6° anno di vita si procede infine alle operazioni di preparazione ed estirpazione della pianta per poterla mettere in commercio.

L’albero del Casentino è certificato ed ecologico. In città viene venduto o dagli stessi vivai o solo da rivenditori autorizzati con licenza. Ogni albero deve avere un talloncino ben visibile in cui si specifica nr. di autorizzazione del rivenditore e dati anagrafici del produttore. Queste sono solo alcuni suggerimenti per garantirvi un albero di Natale sano, ecologico e toscano.

 


Editorial – In the days when you Levitra choose Christmas tree whose Christian tradition dates from the seventh century AD and is linked to the cult of St. Boniface want to tell you about where and how to choose the tree. But back to the tradition, the Holy One in a distant and cold December, saved the life of a child who was about to be sacrificed to the pagan god under a sacred oak.
Struck the large tree at its base was discovered a small fir tree that the missionary took off and entrusted to the local people as a symbol of new life, that tree was given the name of “Tree of the Child Jesus.”

So far the tradition, but it is not a coincidence, but an amazing coincidence that, just the Casentino, historic Tuscan valley from which originates the Arno – and especially known to be the land of the Holy Forests that have hosted many saints and especially San Francesco well as genes such as Michelangelo and Dante Alighieri, both land not only of churches and castles of extraordinary beauty but old forests of beech, chestnut and fir trees.

Yes precisely those fir trees during the holidays show off decorated in twinkling lights of Christmas in our homes. The Casentino is in fact the most important production area in the Italian for the Christmas tree.

There are dozens of companies that in this beautiful valley for over thirty years engaged nursery specializing in the production of the Christmas tree with professionalism and especially deep respect for the environment.

Christmas trees are grown on land specially dedicated to quest ‘nursery, the exercise of which responds to a precise and strict regulation of the activity of which is supervised by the State Forestry
The fir trees for Christmas are treated like any other ornamental plant and thus constitute a crop that respects the environment, helping to improve the hydrogeological hills and terraces where they grow, as well as allowing the preservation of the valley.

The land now occupied by nurseries, Christmas trees are often those plots that were once traditional crops in mountain areas, such as cereals or forage, which is often obsolete. Conversion to rational cultivation has avoided the neglect of other land that sometimes preclude damaging hydrogeological problems in areas such as the extremely delicate balance Apennines.

The cultivation starts from transplanting seedlings from nurseries specializing in propagation. Then the seedlings are practiced cultural standard care, consisting mainly of containment of weeds and pruning of the crown molding. Then very little maintenance for the use of technical means with a decidedly high risltato from the ecological point of view.
On reaching the 5 th – 6 th year of life then proceeds to the operations of preparation and eradication of the plant to be able to market.

The shaft of the Casentino is certified and environmentally friendly. In the city is sold or by the nursery or only by authorized dealers under license. Each tree must have a tag clearly visible when you specify no. authorization of the retailer and data of the manufacturer. These are just a few tips to make your Christmas tree healthy, ecological and Tuscany.