Nel Collio friulano spuntano le orchidee nei vigneti

Nel Collio friulano spuntano le orchidee nei vigneti

Una fioritura rara che racconta un territorio intatto lì dove la sostenibilità non è una dichiarazione d’intenti, ma pratica concreta.
Nel territorio
 più elevato del Collio friulano, durante le giornate limpide della primavera, qualcosa di raro accade: tra i prati che circondano i vigneti di Tenuta Stella, compaiono le prime orchidee spontanee.
Piccole, eleganti, silenziose, queste piante straordinarie fioriscono solo in ambienti intatti, dove il suolo conserva la sua composizione originaria e ogni forma di vita – dalla vite all’insetto impollinatore – è parte di un equilibrio delicato e profondo. 


Una fioritura rara che racconta di un territorio intatto

La presenza di queste orchidee non è casuale, ma segno tangibile di un territorio rispettato e preservato. «Non si tratta solo di piante affascinanti», spiega Cristiano Francescato, botanico e consulente agro-ecologico della cantina.
“Ogni seme di orchidea deve essere dapprima aiutato da un fungo specifico per poter germinare. Questa simbiosi iniziale porta poi le piante ad emettere le prime foglie e a crescere in modo autonomo. I funghi specializzati in questo tipo di attività si trovano solamente su suoli che non hanno subito alcuna modificazione nella loro composizione originaria. La loro presenza, quindi, ci indica un ambiente non inquinato e un suolo rispettato nei suoi principi naturali”.
A Tenuta Stella, la sostenibilità non è una dichiarazione d’intenti, ma una pratica concreta, fondata su osservazione, misura e rispetto. Crediamo che fare vino significhi anche saper ascoltare la terra, non imporvisi”, sottolinea Erika Barbieri, enologa della cantina.Quando le orchidee selvatiche fioriscono tra i filari, è il segnale che stiamo seguendo la strada giusta”. 


Le orchidee ingannatrice

Tra le specie che prosperano accanto all’habitat vigneto ci sono Ophrys apifera, che utilizza inganni visivi e olfattivi per attrarre insetti impollinatori specifici, e Anacamptis pyramidalis, impollinata esclusivamente dalle farfalle che, dotate di spiritromba lunga, raggiungono il fondo della corolla raccogliendo involontariamente il granulo pollinico da portare nel fiore successivo.
La loro sopravvivenza dipende dalla biodiversità e da relazioni altamente specializzate con altri organismi viventi.
Tenuta Stella invita a scoprire questo raro patrimonio naturale attraverso visite guidate che uniscono la degustazione dei vini a passeggiate tra i vigneti e i prati in fiore, per un’esperienza immersiva che svela il legame profondo tra viticoltura d’altura e tutela ambientale. La cantina accoglie gli ospiti su prenotazione lungo tutto l’anno. 

 

E’ friulano il miglior vino bianco d’Italia

E’ friulano il miglior vino bianco d’Italia

Viene dal cuore del Collio friulano il miglior vino bianco d’Italia. E’ il Fosarin 2022, l’eccellente Collio Bianco Doc dell’azienda vinicola Ronco dei Tassi di Cormòns, fra le più conosciute ed apprezzate del Friuli Venezia Giulia: a decretarlo è la Guida Vini d’Italia de L’Espresso 2025 curata da Luca Gardini, che ha selezionato i 1000 vini italiani più interessanti per offrire un panorama esaustivo delle eccellenze della penisola.
Il Fosarin 2022 si è aggiudicato l’ambito riconoscimento in quanto “Assemblaggio esemplare da vigneto unico che riesce nell’impresa di rappresentare impagabilmente la vocazione di un territorio.”


Sbaragliata l’agguerrita concorrenza dei 1000

La premiazione è avvenuta al teatro Arcimboldi di Milano. A ritirare il premio è stato Enrico Coser, con la sua famiglia proprietario di Ronco dei Tassi.
“Sono onorato e grato di ricevere questo premio che ci dà entusiasmo ed energia per proseguire al meglio nei nostri obbiettivi – ha detto emozionato davanti ad una platea di un migliaio di persone -La nostra azienda nata 35 anni fa dai miei genitori ed oggi portata avanti da me e mio fratello Matteo, da sempre è volta alla ricerca della qualità con l’obbiettivo di portare nel bicchiere la nostra sfumatura legata all’identità del nostro splendido territorio, il Collio,  estremamente vocato per i vini bianchi.”  

Nella Guida ai Vini d’Italia sono quasi 5000 i vini degustati da Luca Gardini, che ne ha così selezionati 1000 secondo i criteri: pulizia, riconoscibilità, rigore stilistico, identità, bevibilità, filosofia aziendale, affidabilità aziendale e costanza nel tempo.


Il Fosarin Collio bianco Doc 2022

Il Fosarin è una cuvée a base di Friulano, Malvasia (due tra i più interessanti vini autoctoni friulani) e Pinot Bianco. Un vino che non teme il tempo e che si affina con raffinatezza negli anni.
Pluripremiato e apprezzatissimo sia in Italia che all’estero, è un vino storico ed iconico per Ronco dei Tassi, dato che è stato il primo vigneto acquistato dalla famiglia Coser e la prima annata di produzione è stata il 1990. Di colore giallo paglierino, al naso è delicato, fine ed elegante. Fresco e fruttato da giovane, dopo il secondo anno di vita diventa complesso, ampio e speziato. In bocca è morbido, armonico, pieno, con una buona complessità legata alle tre varietà che lo compongono.
La sua gradazione alcolica è di 13,5%.  A 180 metri sul livello del mare, sul monte Quarin che domina Cormòns, il vigneto di 2,5 ettari da cui provengono le sue uve ha il terreno formato da marne arenarie di origine eocenica e le viti hanno un’età media di 55 anni. Le uve vengono raccolte manualmente nella seconda decade di settembre.
L’affinamento fino all’imbottigliamento (nel dicembre dell’anno successivo) avviene in serbatoi d’acciaio per il Friulano e la Malvasia  e in piccole botti di rovere per il Pinot Bianco. La versione 2022 è maturata per 10 mesi in barrique.

Cormons, Ronco dei Tassi – Foto Elia Falaschi

Ronco dei Tassi, portabandiera della migliore enologia friulana

Ronco dei Tassi, portabandiera della migliore enologia del Friuli Venezia Giulia, è una delle storiche e più apprezzate cantine del Collio, la più pregiata zona vinicola di questa regione del Nord Est d’Italia.
Fondata nel 1989 da Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e Daniela Coser, a cui si sono affiancati i figli Enrico e Matteo, si sviluppa oggi su una superficie di 50 ettari, di cui 23 coltivati a vigneto. Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare una viticultura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare. Il nome dell’azienda deriva da due sue peculiarità: il fatto che i vigneti sono disposti su terrazzamenti chiamati appunti “ ronchi” e che qui vivono delle colonie di tassi che, quando l’uva è matura, sono ghiotti dei grappoli più dolci : un segnale che è il momento giusto per iniziare a raccoglierla.

I vini delle donne: Ornella Venica

I vini delle donne: Ornella Venica

Venica & Venica dal 1930 è un’azienda a conduzione familiare con 40 ettari di vigneto tutti a Dolegna del Collio, il comune più a nord del Doc Collio.
Nel segno di un armonioso ricambio generazionale e in rapporto sinergico fra l’affascinante Collio e il continuo incessante amore per la terra, per le vigne e le sue uve, la sostenibilità aziendale è per l’azienda il punto di partenza di un processo che vede uniti produttori e consumatori e che focalizza l’attenzione sull’unicità di ciascun vino come espressione della singola realtà produttiva. La filosofia è “fare bene per fare del bene”.
Il Pinot bianco è un vitigno originario dell’Alsazia , ma da oltre 150 anni ha preso fissa dimora in Friuli Venezia Giulia. In Collio ha trovato le condizioni climatiche ottimali per esaltare tutte le sue qualità.
“I raggi timidi ma rincuoranti di un sole tiepido d’inizio primavera fanno capolino fra i rami del bosco sopra la collina”.
“Talis” significa proprio tarassaco in friulano. Circa il 40% del vino affina in grandi botti di legno, la restante parte in contenitori d’acciaio.
Talis, Pinot bianco Collio 2022 si presenta con un colore giallo paglierino intenso. Il naso è elegante e pulito, persistente e d’intensità crescente, risaltano maggiormente le note di nespola e di fiori di gelsomino che lasciano spazio a una delicata vena minerale.
Il palato conferma la sua eleganza. Il sorso è fresco, ricco di sapidità, con interessanti rimandi floreali.