Giornata Nazionale del Trekking Urbano: la carica dei 9 Comuni toscani alla scoperta di misteri e leggende

[:it]La carica dei 9 Comuni toscani si prepara a mettersi in cammino per festeggiare la XIV Giornata Nazionale del Trekking Urbano.
Martedì 31 ottobre Arezzo, Asciano, Grosseto, Lucca, Massa Marittima, Murlo e Siena proporranno itinerari guidati per scoprire, al ritmo lento dei passi, gli angoli più belli e suggestivi dei centri storici toscani. A Monteriggioni il tour guidato si svolgerà domenica 29 ottobre e Pistoia il trekking raddoppia con l’itinerario lungo le vie della città, in programmasabato 28 e martedì 31 ottobre.

Alla scoperta di Arezzo tra i suoi misteri e le sue leggende.
Il percorso di Arezzo partirà martedì 31 ottobre dalla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato per andare verso corso Italia e sostare di fronte all’ attuale Biblioteca Comunale, sede del carcere cittadino fino al 1926, che ha ospitato il noto Federico Bobini detto “Gnicche”, protagonista de “Il Brigante Innamorato”.
Si proseguirà verso la parte più sconosciuta e suggestiva della città che porta verso Piazza San Lorenzo, sede dell’omonima chiesetta e luogo del ritrovamento, in circostanze a dir poco fortuite, della statua bronzea della Minerva, che è stata ospitata presso le stanze Comunali nel Palazzo Fraternita dei Laici all’interno della mostra dedicata alle più belle creazioni orafe dei nostri tempi.
L’itinerario procederà poi verso Piazza di Porta Crucifera dove si trova una riproduzione della statua della Minerva, fino a Via Francesco Crispi per poi imboccare Via Margaritone con una sosta presso il Museo Archeologico Nazionale Gaio Clinio Mecenate e l’Anfiteatro Romano, luogo di grande valore storico.
Tappe finali del tour saranno via Vittorio Veneto verso Campo di Marte fino ad arrivare al Colle del Pionta, luogo in via di riqualificazione, che ha ospitato la vecchia Cattedrale dedicata al Santo Donato e dove si potrà visitare l’ampia zona archeologica.

Trekking urbano lungo i misteri della Via Lauretana ad Asciano.
Il trekking urbano di Asciano, nello scenario delle crete senesi, racconterà la bellezza inaspettata che si trova lungo la Via Lauretana.
L’itinerario, con partenza martedì 31 ottobre alle ore 15, sarà costellato di chiese ed edicole devozionali e permetterà di risolvere enigmi di grande interesse, come quello legato all’abilissimo artista che nel ‘400 dipinse la “Natività della Vergine”, noto capolavoro destinato alla Basilica di Sant’Agata e oggi conservato presso il Museo di Palazzo Corboli.
I trekker avranno, inoltre, modo di ammirare la grande maestria che si nasconde dietro l’affresco della piccola Chiesa di San Giuseppe.

A Grosseto alla scoperta della leggenda del vitello d’oro.
Grosseto il trekking urbano, in programma martedì 31 ottobre, andrà sulle tracce della leggenda del vitello d’oro per raccontare i primi insediamenti della città maremmana.
Si narra che la divinità del vitello-toro fosse già sacra agli etruschi, sulla cui protezione facevano sicuro affidamento anche le genti della Diocesi di Roselle.
Un vero e proprio idolo simbolico protettivo durante lo spostamento della gens rosellana verso la pianura lacustre nel nuovo Castrum in loco Grossito.
Il tour racconterà il bizzarro intreccio di analogie scaturite dai racconti biblici, che rimandano all’Esodo, alle affinità geografiche dei luoghi narrati e al bovino adorato come salvatore degli Ebrei.

A Lucca a passo di trekking tra misteri e leggende.
Lucca il trekking urbano, in programma martedì 31 ottobre, racconterà storie d’amore vissute nell’oscurità degli antichi palazzi e i racconti di omicidi, con donne al centro di intrighi e misteri.
Il percorso parte da Via San Paolino, toccando poi Via Galli Tassi, Via Pelleria, Via San Giorgio, Via Cesare Battisti in direzione San Frediano, quindi Via Fillungo, Piazza Anfiteatro, Via del Portico, Via della Fratta, Via della Quarquonia, Casa del Boia, Via dei Bacchettoni, Via Brunero Paoli, quindi Via dei Fossi, Via Mordini, Via Guinigi, Via Sant’ Andrea, Via Fatinelli, proseguendo per le piazze Bernardini, dei Servi, delle Trombe, sostando presso la Chiesa di San Martino, imboccando poi Via del Duomo, Via Cenami, Via Fillungo, Chiasso Barletti, con sosta alla Chiesa di San Michele, Via San Paolino, Piazzale Verdi, concludendo il percorso presso gli Spalti mura.

Trekking sulle tracce della Massa Marittima segreta.
Il percorso di Massa Marittima, in programma martedì 31 ottobre, svelerà i particolari meno conosciuti e i luoghi più suggestivi della città, come la Cattedrale, la Torre dell’Orologio, il Monumento a Garibaldi e le Fonti dell’Abbondanza.
Il percorso toccherà anche luoghi meno turistici, snodandosi ad anello dal Museo Archeologico in Piazza Garibaldi, passando per Corso della Libertà, salendo fino a Porta San Francesco. Il trekking si concluderà facendo ritorno in Piazza Garibaldi per il termine della visita.

Passeggiata nella storia da Abbadia Isola a Monteriggioni.
Monteriggioni la festa del turismo sostenibile andrà in scena domenica 29 ottobre alle ore 10 con il tour dedicato alla Via Francigena.
Il percorso a piedi proporrà una visita guidata dall’Abbazia dei SS. Salvatore e Cirino ad Abbadia Isola fino a raggiungere il Castello di Monteriggioni, dove figuranti in costume medievale accompagneranno il gruppo alla scoperta del territorio, illustrandone bellezze, personaggi storici e antiche leggende.
Lungo il percorso è previsto anche un piccolo rinfresco. All’arrivo a Monteriggioni il castellano e la sua corte daranno il benvenuto ai partecipanti e a seguire sarà possibile partecipare alla visita ai camminamenti sulla cinta muraria e al museo delle armature.

A Murlo sulle orme dei Vescovi di Siena.
Murlo il trekking urbano sarà un viaggio alla ricerca dell’urbanità attraverso i castelli di una realtà policentrica, erede di un singolare caso di Signoria ecclesiastica, durata dal 1189 al 1778.
Il tour guidato partirà martedì 31 ottobre alle ore 10 dal Castello di Murlo per raccontare la storia del feudo dei vescovi di Siena, assegnato da Papa Clemente III e dove vi erano due residenze particolari: a Murlo (amministrativa) e a Crevole (quella privata).
Quest’ultima era strategica e il Comune di Siena aveva stretto un accordo per mantenervi una guarnigione, essenziale per far funzionare il circuito delle torri di segnalazione che iniziava dal porto di Talamone.
A sua volta, la torre di Crevole era in comunicazione ottica con quella del Mangia. Dal museo di Murlo si partirà in auto verso Crevole, dove troviamo la Chiesa di Santa Cecilia, collocata su un diverticolo della Via Clodia. Al ritorno a Murlo è prevista una visita guidata all’Antiquarium di Poggio Civitate, ospitato nel “palazzone” vescovile.

A Pistoia storie, racconti e leggende lungo le vie della città.
Nell’anno di Pistoia Capitale Italiana della Cultura il percorso, in programma sabato 28 e martedì 31 ottobre, offrirà un racconto della città inconsueto.
Misteri e leggende saranno il filo della storia, tra angoli di strade e palazzi, teste scolpite nella pietra e rilievi in terracotta.
L’itinerario si svilupperà da Via del Can Bianco, attraversando Piazza del Duomo, con una sosta davanti al Palazzo Comunale dove, sulla facciata, compare una testa di marmo nero sormontata da una mazza in ferro.
Forse è il ritratto di Re Musetto II di Maiorca, ucciso dal capitano pistoiese Grandonio dei Ghisilieri nel XII secolo. Si proseguirà lungo Via De’Rossi, incrociando Via Abbi Pazienza e percorrendo poi Via Sant’Andrea. Il percorso si concluderà in Piazza San Francesco.

Le tappe del percorso teatralizzato di Siena tra misteri, leggende e apparizioni.
L’itinerario di Siena, con partenza martedì 31 ottobre ogni 15 minuti dalle ore 17 in poi da Piazza del Campo, si snoderà tra arte, storia e bellezza alla ricerca degli angoli più suggestivi del centro storico di Siena.
Il percorso, per la prima volta, si ‘tinge di mistero’ grazie alle speciali apparizioni lungo il percorso dei personaggi protagonisti della storia della città.
Il tour partirà a ritmo di musica sulle note di Radio e della Banda Città del Palio che per l’occasione intratterranno i trekker dalle ore 15.
Il percorso partirà dal cuore della città, Piazza del Campo, per raccontare la storia dei gemelli Senio e Aschio e delle origini ancora misteriose di Siena.
Tappa successiva sarà Palazzo Chigi Saracini per parlare di Cerreto Ceccolini, tamburino e leggendario cronista della battaglia di Montaperti del 1260.
Il trekking proseguirà alla ricerca della Diana, mitico fiume sotterraneo ricercato per secoli dai senesi, per approfondire la conoscenza della Bella Marsilia, donna di polso, capace, si dice, di piegare perfino un sultano al suo volere.
Seguendo le leggende senesi si arriverà al pozzo del Convento del Carmine che si racconta avrebbe permesso di sentire le acque di questo fiume, ma che tante vite ha misteriosamente interrotto.
Fantasmi e sirene accompagneranno i trekker tra l’Orto Botanico e Via del Porrione fino all’incontro con un vero lupo mannaro, che farà capolino in uno dei vicoli più sorprendenti della città, il Vicolo degli Orefici.
Il tour guidato si concluderà con il racconto delle leggende legate alla battaglia di Montaperti e al campanile della Chiesa di San Giorgio, per terminare nell’antico Castellare degli Ugurgieri, a colloquio con Cecco Angiolieri.

Info Giornata Nazionale del Trekking Urbano.
La XIV Giornata Nazionale del Trekking Urbano rientra tra gli eventi dell’Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, promosso dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per informazioni è possibile contattare l’assessorato al turismo del Comune di Siena al numero 0577 – 292128/78 oppure inviare un’e-mail a trekkingurbano@comune.siena.it. Per conoscere gli itinerari proposti delle 61 città che partecipano all’edizione 2017 è possibile consultare il sito www.trekkingurbano.info, la Pagina Facebook, il Profilo Twitter e Instagram del Trekking Urbano.

 [:en]La carica dei 9 Comuni toscani si prepara a mettersi in cammino per festeggiare la XIV Giornata Nazionale del Trekking Urbano.
Martedì 31 ottobre Arezzo, Asciano, Grosseto, Lucca, Massa Marittima, Murlo e Siena proporranno itinerari guidati per scoprire, al ritmo lento dei passi, gli angoli più belli e suggestivi dei centri storici toscani. A Monteriggioni il tour guidato si svolgerà domenica 29 ottobre e Pistoia il trekking raddoppia con l’itinerario lungo le vie della città, in programmasabato 28 e martedì 31 ottobre.

Alla scoperta di Arezzo tra i suoi misteri e le sue leggende.
Il percorso di Arezzo partirà martedì 31 ottobre dalla Cattedrale dei Santi Pietro e Donato per andare verso corso Italia e sostare di fronte all’ attuale Biblioteca Comunale, sede del carcere cittadino fino al 1926, che ha ospitato il noto Federico Bobini detto “Gnicche”, protagonista de “Il Brigante Innamorato”.
Si proseguirà verso la parte più sconosciuta e suggestiva della città che porta verso Piazza San Lorenzo, sede dell’omonima chiesetta e luogo del ritrovamento, in circostanze a dir poco fortuite, della statua bronzea della Minerva, che è stata ospitata presso le stanze Comunali nel Palazzo Fraternita dei Laici all’interno della mostra dedicata alle più belle creazioni orafe dei nostri tempi.
L’itinerario procederà poi verso Piazza di Porta Crucifera dove si trova una riproduzione della statua della Minerva, fino a Via Francesco Crispi per poi imboccare Via Margaritone con una sosta presso il Museo Archeologico Nazionale Gaio Clinio Mecenate e l’Anfiteatro Romano, luogo di grande valore storico.
Tappe finali del tour saranno via Vittorio Veneto verso Campo di Marte fino ad arrivare al Colle del Pionta, luogo in via di riqualificazione, che ha ospitato la vecchia Cattedrale dedicata al Santo Donato e dove si potrà visitare l’ampia zona archeologica.

Trekking urbano lungo i misteri della Via Lauretana ad Asciano.
Il trekking urbano di Asciano, nello scenario delle crete senesi, racconterà la bellezza inaspettata che si trova lungo la Via Lauretana.
L’itinerario, con partenza martedì 31 ottobre alle ore 15, sarà costellato di chiese ed edicole devozionali e permetterà di risolvere enigmi di grande interesse, come quello legato all’abilissimo artista che nel ‘400 dipinse la “Natività della Vergine”, noto capolavoro destinato alla Basilica di Sant’Agata e oggi conservato presso il Museo di Palazzo Corboli.
I trekker avranno, inoltre, modo di ammirare la grande maestria che si nasconde dietro l’affresco della piccola Chiesa di San Giuseppe.

A Grosseto alla scoperta della leggenda del vitello d’oro.
Grosseto il trekking urbano, in programma martedì 31 ottobre, andrà sulle tracce della leggenda del vitello d’oro per raccontare i primi insediamenti della città maremmana.
Si narra che la divinità del vitello-toro fosse già sacra agli etruschi, sulla cui protezione facevano sicuro affidamento anche le genti della Diocesi di Roselle.
Un vero e proprio idolo simbolico protettivo durante lo spostamento della gens rosellana verso la pianura lacustre nel nuovo Castrum in loco Grossito.
Il tour racconterà il bizzarro intreccio di analogie scaturite dai racconti biblici, che rimandano all’Esodo, alle affinità geografiche dei luoghi narrati e al bovino adorato come salvatore degli Ebrei.

A Lucca a passo di trekking tra misteri e leggende.
Lucca il trekking urbano, in programma martedì 31 ottobre, racconterà storie d’amore vissute nell’oscurità degli antichi palazzi e i racconti di omicidi, con donne al centro di intrighi e misteri.
Il percorso parte da Via San Paolino, toccando poi Via Galli Tassi, Via Pelleria, Via San Giorgio, Via Cesare Battisti in direzione San Frediano, quindi Via Fillungo, Piazza Anfiteatro, Via del Portico, Via della Fratta, Via della Quarquonia, Casa del Boia, Via dei Bacchettoni, Via Brunero Paoli, quindi Via dei Fossi, Via Mordini, Via Guinigi, Via Sant’ Andrea, Via Fatinelli, proseguendo per le piazze Bernardini, dei Servi, delle Trombe, sostando presso la Chiesa di San Martino, imboccando poi Via del Duomo, Via Cenami, Via Fillungo, Chiasso Barletti, con sosta alla Chiesa di San Michele, Via San Paolino, Piazzale Verdi, concludendo il percorso presso gli Spalti mura.

Trekking sulle tracce della Massa Marittima segreta.
Il percorso di Massa Marittima, in programma martedì 31 ottobre, svelerà i particolari meno conosciuti e i luoghi più suggestivi della città, come la Cattedrale, la Torre dell’Orologio, il Monumento a Garibaldi e le Fonti dell’Abbondanza.
Il percorso toccherà anche luoghi meno turistici, snodandosi ad anello dal Museo Archeologico in Piazza Garibaldi, passando per Corso della Libertà, salendo fino a Porta San Francesco. Il trekking si concluderà facendo ritorno in Piazza Garibaldi per il termine della visita.

Passeggiata nella storia da Abbadia Isola a Monteriggioni.
Monteriggioni la festa del turismo sostenibile andrà in scena domenica 29 ottobre alle ore 10 con il tour dedicato alla Via Francigena.
Il percorso a piedi proporrà una visita guidata dall’Abbazia dei SS. Salvatore e Cirino ad Abbadia Isola fino a raggiungere il Castello di Monteriggioni, dove figuranti in costume medievale accompagneranno il gruppo alla scoperta del territorio, illustrandone bellezze, personaggi storici e antiche leggende.
Lungo il percorso è previsto anche un piccolo rinfresco. All’arrivo a Monteriggioni il castellano e la sua corte daranno il benvenuto ai partecipanti e a seguire sarà possibile partecipare alla visita ai camminamenti sulla cinta muraria e al museo delle armature.

A Murlo sulle orme dei Vescovi di Siena.
Murlo il trekking urbano sarà un viaggio alla ricerca dell’urbanità attraverso i castelli di una realtà policentrica, erede di un singolare caso di Signoria ecclesiastica, durata dal 1189 al 1778.
Il tour guidato partirà martedì 31 ottobre alle ore 10 dal Castello di Murlo per raccontare la storia del feudo dei vescovi di Siena, assegnato da Papa Clemente III e dove vi erano due residenze particolari: a Murlo (amministrativa) e a Crevole (quella privata).
Quest’ultima era strategica e il Comune di Siena aveva stretto un accordo per mantenervi una guarnigione, essenziale per far funzionare il circuito delle torri di segnalazione che iniziava dal porto di Talamone.
A sua volta, la torre di Crevole era in comunicazione ottica con quella del Mangia. Dal museo di Murlo si partirà in auto verso Crevole, dove troviamo la Chiesa di Santa Cecilia, collocata su un diverticolo della Via Clodia. Al ritorno a Murlo è prevista una visita guidata all’Antiquarium di Poggio Civitate, ospitato nel “palazzone” vescovile.

A Pistoia storie, racconti e leggende lungo le vie della città.
Nell’anno di Pistoia Capitale Italiana della Cultura il percorso, in programma sabato 28 e martedì 31 ottobre, offrirà un racconto della città inconsueto.
Misteri e leggende saranno il filo della storia, tra angoli di strade e palazzi, teste scolpite nella pietra e rilievi in terracotta.
L’itinerario si svilupperà da Via del Can Bianco, attraversando Piazza del Duomo, con una sosta davanti al Palazzo Comunale dove, sulla facciata, compare una testa di marmo nero sormontata da una mazza in ferro.
Forse è il ritratto di Re Musetto II di Maiorca, ucciso dal capitano pistoiese Grandonio dei Ghisilieri nel XII secolo. Si proseguirà lungo Via De’Rossi, incrociando Via Abbi Pazienza e percorrendo poi Via Sant’Andrea. Il percorso si concluderà in Piazza San Francesco.

Le tappe del percorso teatralizzato di Siena tra misteri, leggende e apparizioni.
L’itinerario di Siena, con partenza martedì 31 ottobre ogni 15 minuti dalle ore 17 in poi da Piazza del Campo, si snoderà tra arte, storia e bellezza alla ricerca degli angoli più suggestivi del centro storico di Siena.
Il percorso, per la prima volta, si ‘tinge di mistero’ grazie alle speciali apparizioni lungo il percorso dei personaggi protagonisti della storia della città.
Il tour partirà a ritmo di musica sulle note di Radio e della Banda Città del Palio che per l’occasione intratterranno i trekker dalle ore 15.
Il percorso partirà dal cuore della città, Piazza del Campo, per raccontare la storia dei gemelli Senio e Aschio e delle origini ancora misteriose di Siena.
Tappa successiva sarà Palazzo Chigi Saracini per parlare di Cerreto Ceccolini, tamburino e leggendario cronista della battaglia di Montaperti del 1260.
Il trekking proseguirà alla ricerca della Diana, mitico fiume sotterraneo ricercato per secoli dai senesi, per approfondire la conoscenza della Bella Marsilia, donna di polso, capace, si dice, di piegare perfino un sultano al suo volere.
Seguendo le leggende senesi si arriverà al pozzo del Convento del Carmine che si racconta avrebbe permesso di sentire le acque di questo fiume, ma che tante vite ha misteriosamente interrotto.
Fantasmi e sirene accompagneranno i trekker tra l’Orto Botanico e Via del Porrione fino all’incontro con un vero lupo mannaro, che farà capolino in uno dei vicoli più sorprendenti della città, il Vicolo degli Orefici.
Il tour guidato si concluderà con il racconto delle leggende legate alla battaglia di Montaperti e al campanile della Chiesa di San Giorgio, per terminare nell’antico Castellare degli Ugurgieri, a colloquio con Cecco Angiolieri.

Info Giornata Nazionale del Trekking Urbano.
La XIV Giornata Nazionale del Trekking Urbano rientra tra gli eventi dell’Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, promosso dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Per informazioni è possibile contattare l’assessorato al turismo del Comune di Siena al numero 0577 – 292128/78 oppure inviare un’e-mail a trekkingurbano@comune.siena.it. Per conoscere gli itinerari proposti delle 61 città che partecipano all’edizione 2017 è possibile consultare il sito www.trekkingurbano.info, la Pagina Facebook, il Profilo Twitter e Instagram del Trekking Urbano.

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Grosseto: Passione Maremma, wine&food shire 2014Grosseto: Passione Maremma, wine&food shire 2014

di redazione – E per raggiungere Grosseto si percorre per la prima volta la Via Clodia, antica via consolare tra Roma e Roselle, ora riportata alla luce
Per The Guardian la MAREMMA è l’unica meta italiana inserita tra 40 destinazioni top al mondo per una vacanza cool nel 2014.

Glamour e understatement al tempo stesso, questa è la Maremma. Charme ed emozioni allo stato puro. Appartata, segreta, riservata solo a chi è sensibile alla bellezza. Una terra in parte remota e schiva dal fascino intimo di luoghi fortemente preservati. Soprattutto, una terra dove la natura si sente ancora forte, talvolta aspra.
La Maremma si racconterà e si mostrerà al pubblico in una lunga tre giorni, 16-17-18 maggio con un grande salotto open air lungo le vie e le piazze più suggestive del centro storico di Grosseto che ne rappresenta un po’ il cuore e la “capitale”.

E’ passione Maremma food&wine shire, la prestigiosa vetrina dei vini, delle eccellenze agroalimentari, ma anche della cultura maremmana e del suo artigianato artistico, ideata da Giovanni Lamioni, maremmano doc e presidente della Camera di Commercio di Grosseto, che organizza la manifestazione in collaborazione con il Comune di Grosseto e la Provincia, mentre allestimento e direzione artistica sono a cura di Artex.

Passione Maremma food&wine shire, tre giorni di relax e gusto per il secondo anno porta la Maremma toscana coi suoi prodotti e i suoi produttori (oltre 130) ma soprattutto uno stile di vita maremmano dall’identità forte, dentro la cerchia delle possenti Mura Medicee che racchiudono il suggestivo cuore medievale di Grosseto fino ad allargarsi al territorio con attività all’aria aperta, dalla pesca al golf all’equitazione.

Pur immersi nella ruralità maremmana il “tour maremmano” si snoderà attraverso il nucleo più caratteristico del centro storico e degli spazi più suggestivi di Grosseto collegati da un percorso a tema, e al calar della luce da un percorso di luci e proiezioni su mura e facciate. Insomma un Maremma district per foodies convinti.

Si comincerà da piazza Baccarini, la stessa del Museo Archeologico, proprio accanto alla riservata piazza San Francesco dove saranno riunite le arti e l’artigianato artistico, poi si entrerà nella piazza del Mercato e dopo nella scenografica piazza Duomo per poi passare in piazza Dante e spostarsi infine in piazza Pacciardi proprio sotto le Mura anche loro teatro della festa.

Il “racconto” maremmano si dipana lungo spazi caratterizzati da un’impronta eco fashion attraverso prodotti, vini, immagini, storie, testi teatrali, musica, sapori, profumi, atmosfere che parlano di una terra in cui natura e presenza umana, ruralità e storia si legano. Tra gli appuntamenti, spazio anche alla cultura il teatro all’aperto nel Parco Archeologico e Anfiteatro Romano di Roselle dove venerdì 16 maggio alle 21.00 si terrà “Vinum, panem et circenses” su testi di Orazio, Catullo, Anacreonte, Baudelaire, D’Annunzio ed altri, per la regia di Francesco Tarsi. Un mix di teatro, musica e insolite divagazioni sul gusto.

E ancora, tornando in città, una ricca selezione di filmati storici sulla Maremma proiettati su megascreen e lungo le Mura Medicee dove si assisterà anche a concerti della Corale Puccini. Il racconto di un territorio dove la commistione tra cultura e paesaggio è stata ed è tuttora forte emerge anche nel nascente Parco Letterario della Maremma presentato attraverso una suggestiva performance di parole, suoni, immagini nel pomeriggio di sabato 17 maggio. Tante le attività per i bambini e i ragazzi ideate dalla Società Dante Alighieri, a cominciare da un gioco/caccia al Tesoro sulle parole della tradizione gastronomica maremmana : “Adotta una parola” spingerà a muoversi attraverso strade e piazze grossetane alla ricerca del piatto o del prodotto da indovinare.

Una terra infatti vocata al bello quanto al buono con prodotti eccellenti e vini memorabili, frutto di una viticoltura all’avanguardia da parte di aziende di punta e in un terroir sempre più emergente.
Eccellenze da scoprire e degustare a passione Maremma wine&food shire attraverso “wine tasting”, “classi del gusto”, “cooking show” animati e coordinati da Paolo Massobrio. Il racconto itinerante dei profumi e sapori di Maremma, oppure le dimostrazioni e le degustazioni: dal pesce ai più tipici prodotti maremmani preparati sul posto secondo ricette di tradizione. Una Maremma da assaporare anche a casa facendo shopping nelle tante botteghe del centro storico che in questi tre giorni presenteranno vetrine speciali a tema Maremma. Così come fin di buon mattino si potrà seguire un percorso del gusto maremmano nei caffè e nei ristoranti del centro che proporranno colazioni e menù maremmani e carte dei vini del territorio. Dalla schiaccia coi friccioli all’acqua cotta.

All’interno della manifestazione, entro aree suddivise in wine, food, art, saranno gli stessi produttori a raccontare la qualità, il lavoro che c’è dietro l’eccellenza. Gli artigiani del gusto come quelli delle arti, i pescatori come i butteri o gli allevatori. Gli artisti delle terrecotte estrusche, i liutai o gli stylist che realizzano esclusivamente capi di sartoria maremmana. E ancora, i cantori di storie e tradizioni millenarie come “Il Maggio”, così come chi ha scelto di fare musica contemporanea a partire da quella popolare ed etnica e che accompagnerà queste tre notti maremmane sotto le stelle e i giochi di luce fino a “tirar tardi”, come si dice da queste parti. Magari con un buon sigaro. Salotto nel salotto infatti il “fumoir” su piazza San Francesco dove la star è il sigaro toscano accompagnato da distillati e vini da dessert. Degustazioni, percorsi guidati, amabili conversazioni a tema.

Lasciata passione Maremma nel cuore di Grosseto, non resta che allontanarsi dalla città per raggiungere una delle aree più suggestive che è quella della laguna di Orbetello dove nella tre giorni si potrà fare fish watching esplorando la laguna su un’imbarcazione con tanto di aperitivo a bordo organizzato da I Pescatori di Orbetello una comunità di 60 pescatori (per passeggiate in barca individuali prenotazioni tel. 348-7304266). E sempre sul mare, gare di pesca sportiva, regate di vela e molto altro organizzato nel pittoresco porticciolo di Castiglione della Pescaia.

Lasciate quelle suggestive terre di acqua dopo una manciata di chilometri si torna lungo strade poco battute, sentieri che costeggiano il mare o attraversano la campagna. Ma soprattutto lungo un tracciato verde per chi sa andare piano, magari a cavallo.
Quest’anno, infatti, uno dei protagonisti sarà proprio il cavallo maremmano, superbo simbolo del territorio. E c’è attesa per quello che sarà l’evento nell’evento, l’arrivo, domenica sera, in pieno centro a Grosseto dei cavalieri al termine di una lunga cavalcata sulla via Clodia. Infatti in occasione di passione Maremma wine&food shire, la via Clodia, da Roma all’area archeologica di Roselle, tornerà agli antichi splendori.
Duemila anni fa infatti tra l’Aurelia e la Cassia correva un’altra via consolare, la Clodia che raggiungeva ricche città etrusche del Tirreno.
Una grande strada tra Roma e Roselle, alle porte di Grosseto, che si è persa nel medioevo. Una lunga cavalcata (230 km) inaugurerà il percorso ritrovato: a cavallo, ma anche a piedi o in mountain bike, si raggiungerà Grosseto da Roma come 2000 anni fa lungo la storica ed affascinante via, alla scoperta della natura selvaggia e dei paesaggi mozzafiato della Maremma, (www.anticaviaclodia.it).
E la Maremma proprio quando sembrava di conoscerla continuerà a sorprendere ed emozionare.

Orari: venerdì 17.00 – 24.00; sabato 11.00-24.00 e domenica 11.00-22.00- ingresso gratuito. Info: 0564/430248

Passione Maremma food&wine shire non è solo rivolto ai food and wine lovers di casa nostra. Il brand Maremma infatti si sta sempre più velocemente imponendo nel panorama internazionale tanto che molto recentemente The Guardian l’ha inserita tra le 40 top destinations al mondo come meta di vacanza “in”, unica località in Italia.
Passione Maremma food&wine shire quindi è anche un’occasione per creare contatti e sinergie, facendo sistema per sostenere le eccellenze, sviluppando rapporti e mercati. Questo vuol dire brand Maremma rivolto alla diffusione e promozione internazionale attraverso la presenza di oltre 50 operatori internazionali e buyers impegnati in un fitto programma di incontri b-2-b e visite guidate sul territorio.
www.passionemaremma.it
di redazione – E per raggiungere Grosseto si percorre per la prima volta la Via Clodia, antica via consolare tra Roma e Roselle, ora riportata alla luce
Per The Guardian la MAREMMA è l’unica meta italiana inserita tra 40 destinazioni top al mondo per una vacanza cool nel 2014.

Glamour e understatement al tempo stesso, questa è la Maremma. Charme ed emozioni allo stato puro. Appartata, segreta, riservata solo a chi è sensibile alla bellezza. Una terra in parte remota e schiva dal fascino intimo di luoghi fortemente preservati. Soprattutto, una terra dove la natura si sente ancora forte, talvolta aspra.
La Maremma si racconterà e si mostrerà al pubblico in una lunga tre giorni, 16-17-18 maggio con un grande salotto open air lungo le vie e le piazze più suggestive del centro storico di Grosseto che ne rappresenta un po’ il cuore e la “capitale”.

E’ passione Maremma food&wine shire, la prestigiosa vetrina dei vini, delle eccellenze agroalimentari, ma anche della cultura maremmana e del suo artigianato artistico, ideata da Giovanni Lamioni, maremmano doc e presidente della Camera di Commercio di Grosseto, che organizza la manifestazione in collaborazione con il Comune di Grosseto e la Provincia, mentre allestimento e direzione artistica sono a cura di Artex.

Passione Maremma food&wine shire, tre giorni di relax e gusto per il secondo anno porta la Maremma toscana coi suoi prodotti e i suoi produttori (oltre 130) ma soprattutto uno stile di vita maremmano dall’identità forte, dentro la cerchia delle possenti Mura Medicee che racchiudono il suggestivo cuore medievale di Grosseto fino ad allargarsi al territorio con attività all’aria aperta, dalla pesca al golf all’equitazione.

Pur immersi nella ruralità maremmana il “tour maremmano” si snoderà attraverso il nucleo più caratteristico del centro storico e degli spazi più suggestivi di Grosseto collegati da un percorso a tema, e al calar della luce da un percorso di luci e proiezioni su mura e facciate. Insomma un Maremma district per foodies convinti.

Si comincerà da piazza Baccarini, la stessa del Museo Archeologico, proprio accanto alla riservata piazza San Francesco dove saranno riunite le arti e l’artigianato artistico, poi si entrerà nella piazza del Mercato e dopo nella scenografica piazza Duomo per poi passare in piazza Dante e spostarsi infine in piazza Pacciardi proprio sotto le Mura anche loro teatro della festa.

Il “racconto” maremmano si dipana lungo spazi caratterizzati da un’impronta eco fashion attraverso prodotti, vini, immagini, storie, testi teatrali, musica, sapori, profumi, atmosfere che parlano di una terra in cui natura e presenza umana, ruralità e storia si legano. Tra gli appuntamenti, spazio anche alla cultura il teatro all’aperto nel Parco Archeologico e Anfiteatro Romano di Roselle dove venerdì 16 maggio alle 21.00 si terrà “Vinum, panem et circenses” su testi di Orazio, Catullo, Anacreonte, Baudelaire, D’Annunzio ed altri, per la regia di Francesco Tarsi. Un mix di teatro, musica e insolite divagazioni sul gusto.

E ancora, tornando in città, una ricca selezione di filmati storici sulla Maremma proiettati su megascreen e lungo le Mura Medicee dove si assisterà anche a concerti della Corale Puccini. Il racconto di un territorio dove la commistione tra cultura e paesaggio è stata ed è tuttora forte emerge anche nel nascente Parco Letterario della Maremma presentato attraverso una suggestiva performance di parole, suoni, immagini nel pomeriggio di sabato 17 maggio. Tante le attività per i bambini e i ragazzi ideate dalla Società Dante Alighieri, a cominciare da un gioco/caccia al Tesoro sulle parole della tradizione gastronomica maremmana : “Adotta una parola” spingerà a muoversi attraverso strade e piazze grossetane alla ricerca del piatto o del prodotto da indovinare.

Una terra infatti vocata al bello quanto al buono con prodotti eccellenti e vini memorabili, frutto di una viticoltura all’avanguardia da parte di aziende di punta e in un terroir sempre più emergente.
Eccellenze da scoprire e degustare a passione Maremma wine&food shire attraverso “wine tasting”, “classi del gusto”, “cooking show” animati e coordinati da Paolo Massobrio. Il racconto itinerante dei profumi e sapori di Maremma, oppure le dimostrazioni e le degustazioni: dal pesce ai più tipici prodotti maremmani preparati sul posto secondo ricette di tradizione. Una Maremma da assaporare anche a casa facendo shopping nelle tante botteghe del centro storico che in questi tre giorni presenteranno vetrine speciali a tema Maremma. Così come fin di buon mattino si potrà seguire un percorso del gusto maremmano nei caffè e nei ristoranti del centro che proporranno colazioni e menù maremmani e carte dei vini del territorio. Dalla schiaccia coi friccioli all’acqua cotta.

All’interno della manifestazione, entro aree suddivise in wine, food, art, saranno gli stessi produttori a raccontare la qualità, il lavoro che c’è dietro l’eccellenza. Gli artigiani del gusto come quelli delle arti, i pescatori come i butteri o gli allevatori. Gli artisti delle terrecotte estrusche, i liutai o gli stylist che realizzano esclusivamente capi di sartoria maremmana. E ancora, i cantori di storie e tradizioni millenarie come “Il Maggio”, così come chi ha scelto di fare musica contemporanea a partire da quella popolare ed etnica e che accompagnerà queste tre notti maremmane sotto le stelle e i giochi di luce fino a “tirar tardi”, come si dice da queste parti. Magari con un buon sigaro. Salotto nel salotto infatti il “fumoir” su piazza San Francesco dove la star è il sigaro toscano accompagnato da distillati e vini da dessert. Degustazioni, percorsi guidati, amabili conversazioni a tema.

Lasciata passione Maremma nel cuore di Grosseto, non resta che allontanarsi dalla città per raggiungere una delle aree più suggestive che è quella della laguna di Orbetello dove nella tre giorni si potrà fare fish watching esplorando la laguna su un’imbarcazione con tanto di aperitivo a bordo organizzato da I Pescatori di Orbetello una comunità di 60 pescatori (per passeggiate in barca individuali prenotazioni tel. 348-7304266). E sempre sul mare, gare di pesca sportiva, regate di vela e molto altro organizzato nel pittoresco porticciolo di Castiglione della Pescaia.

Lasciate quelle suggestive terre di acqua dopo una manciata di chilometri si torna lungo strade poco battute, sentieri che costeggiano il mare o attraversano la campagna. Ma soprattutto lungo un tracciato verde per chi sa andare piano, magari a cavallo.
Quest’anno, infatti, uno dei protagonisti sarà proprio il cavallo maremmano, superbo simbolo del territorio. E c’è attesa per quello che sarà l’evento nell’evento, l’arrivo, domenica sera, in pieno centro a Grosseto dei cavalieri al termine di una lunga cavalcata sulla via Clodia. Infatti in occasione di passione Maremma wine&food shire, la via Clodia, da Roma all’area archeologica di Roselle, tornerà agli antichi splendori.
Duemila anni fa infatti tra l’Aurelia e la Cassia correva un’altra via consolare, la Clodia che raggiungeva ricche città etrusche del Tirreno.
Una grande strada tra Roma e Roselle, alle porte di Grosseto, che si è persa nel medioevo. Una lunga cavalcata (230 km) inaugurerà il percorso ritrovato: a cavallo, ma anche a piedi o in mountain bike, si raggiungerà Grosseto da Roma come 2000 anni fa lungo la storica ed affascinante via, alla scoperta della natura selvaggia e dei paesaggi mozzafiato della Maremma, (www.anticaviaclodia.it).
E la Maremma proprio quando sembrava di conoscerla continuerà a sorprendere ed emozionare.

Orari: venerdì 17.00 – 24.00; sabato 11.00-24.00 e domenica 11.00-22.00- ingresso gratuito. Info: 0564/430248

Passione Maremma food&wine shire non è solo rivolto ai food and wine lovers di casa nostra. Il brand Maremma infatti si sta sempre più velocemente imponendo nel panorama internazionale tanto che molto recentemente The Guardian l’ha inserita tra le 40 top destinations al mondo come meta di vacanza “in”, unica località in Italia.
Passione Maremma food&wine shire quindi è anche un’occasione per creare contatti e sinergie, facendo sistema per sostenere le eccellenze, sviluppando rapporti e mercati. Questo vuol dire brand Maremma rivolto alla diffusione e promozione internazionale attraverso la presenza di oltre 50 operatori internazionali e buyers impegnati in un fitto programma di incontri b-2-b e visite guidate sul territorio.
www.passionemaremma.it

Come ti salvo la Maremma!How to save the Maremma!

di Simone Focardi – Nella Toscana dei primi del 1700 molti erano i problemi dopo l’estinsione della famiglia Medici che era rimasta senza eredi. La Toscana, venne così assegnata, in un intricato gioco politico ai Lorena, che si ritrovarono così per le mani uno stato in assoluta decadenza… grazie all’inettitudine degli ultimi granduchi di casa Medici.

Il primo Granduca Lorena che prese possesso del nuovo stato, fu Francesco Stefano, sposo dell’Imperatrice d’Austria Maria Teresa, che governò la Toscana attraverso una reggenza. I sudditi toscani dovettero attendere il suo figlio Pietro Leopoldo, per rivedere un inquilino a Palazzo Pitti. Era il 1765.

Ardua fu quindi la situazione che si trovò ad affrontare il giovanissimo Pietro Leopoldo in Toscana. Ma lui da buon austriaco, cresciuto nel rigore non si scoraggio e anzi, si rimboccò le maniche, si mise al fianco un valido gruppo di collaboratori toscani che ben conoscevano i problemi della regione e cominciò a lavorare.

Fra le prime cose che subito capì fosse necessario sistemare per il benessere del suo Granducato, una su tutte era senz’altro la “questione maremmana”.

La provincia agricola più meridionale dello stato che versava in uno stato di autentica rovina e che, come se non bastasse, era infestata dalla mal’aria: Le sue città, alcune un tempo splendide e fiorenti, erano ridotte, specie d’estate, in città fantasma: Sì perché li la gente moriva oppure, era costretta a fuggire per evitare le febbri.

I Lorena presero in mano la situazione. Svolsero vere proprie inchieste sullo stato reale della tragica situazione, si recarono sul campo con esperti di vari settori, si informarono, chiesero agli abitanti come stessero davvero le cose e poi iniziarono ad agire concretamente.

Si doveva risollevare la Maremma! Ma come? Da dove partire? Quali le priorità?

Era più necessario prima permettere la coltivazione e l’abitabilità delle genti o fare opere idrauliche per bonifare l’ambiente? Sicuramente erano necessari anche provvedimenti legislativi ad hoc, che puntualmente arrivarono. I consulti fra esperti si susseguivano freneticamente. Si arrivò alla conclusione che si doveva necessariamente agire simultaneamente in tutte le direzioni. Recuperare l’agricoltura del resto era fondamentale per far ripartire la società perché essa era, per quella provincia, l’unica reale fonte di ricchezza possibile. Il risultato di questo grande fermento messo su dai Lorena ci fu! E fu quello di ridare vita alla Maremma!

Tutt’un insieme di provvedimenti, alcuni di tipo tradizionale, altri invece fortemente innovativi per l’epoca, ma comunque tutti vincenti, riuscirono a ridar vita alla provincia.

Da area depressa ed insalubre e completamente trascurata dai precedenti governi medicei che anzi, l’avevano abbandonata a se stessa con tutti i problemi di spopolamento, di sottoproduzione e di paludismo, la Maremma, divenne una provincia in cui iniziava un lento e faticoso cammino di riavvicinamento al resto dello stato. Il cammino era avviato, il più era stato fatto sia pure con lentezza ma ineluttabile…

Per la Maremma finalmente arrivarono tempi migliori. Furono i Lorena a salvarla anche se molti non lo sanno, furono loro i primi a trasformarla, consegnandola a noi oggi in quello straordinario gioiello che è.

by Simone Focardi – In 1700, after the extinction of the Medici who had no inheritors, many were the problems in Tuscany. In an intricate political game Tuscany was assigned to the Lorraine’s family who inherited a State in absolute decline … thanks to the ineptitude of the last Medici Grand Dukes.

The first Lorraine Grand Duke to take possession of the new State was Francis Stephen, husband of the empress Maria Theresa of Austria, who governed Tuscany through regency.

The Tuscan subjects had to wait his son Peter Leopold to have back a tenant in Palazzo Pitti. It was 1765.

The young Peter Leopold had to face a hard situation in Tuscany. As a good Austrian, grown in the rigour, he didn’t lose heart and, on the contrary, rolled up his sleeves, found a helpful team of Tuscan collaborators who knew well the problems of the region. He started then to work.

Among the first things, he understood immediately it was necessary to work out the “Maremma matter”, for the well-being of his grand dukedom.

The most southern agricultural province was in a state of real ruin and, as it were not enough, was infested by the bad air; local towns, some once beautiful and flourishing, were a sort of ghost towns: people either died or left to avoid the fevers.

The Lorraine’s took matters into their own hands. They carried out inquiries to know concretely the tragic situation; they went over there with experts in several sectors, gathered information, asked the dwellers about the real situation and then started to work actively.

They had to turn around the Maremma! But how? Where to start from? Which priorities?

Was it necessary first to allow people to cultivate and live there, or to carry out water works to drain the area? Certainly an ad hoc legislation was needed and was punctually promulgated. Consultations among experts followed one another frantically. The conclusion was that it was necessary to act in all directions at the same time. Recovering the agriculture was essential to make the society restart again, because in that area it was the only possible resource. This great turmoil set up by the Lorraine gave its result! And it was the new life of Maremma!

This cluster of measures, some traditional and some very innovating for that time, but in any case all successful, managed to make the area revive.

From a depressed and unhealthy area completely neglected by the previous governments of Medici, who leaved it aside with its issues of depopulation, under-production and paludism, the Maremma became a province that slowly and in a laboured way was re-approaching to the rest of the State. The beginning was set, the main thing was done: although slow, it was ineluctable…

Better times came for Maremma. The Lorraine saved it and, although many people don’t know it, they were the first to transform it in the marvellous jewel it is today.

La Toscana spagnolaThe Spanish Tuscany

di Nadia Fondelli – Lo Stato dei Presidi rappresenta un caso del tutto particolare nella storia non solo della Toscana ma di tutta l’Italia preunitaria.

Verso la metà del XVI secolo la Toscana meridionale si trovava sotto la sovranità della Repubblica di Siena e costituiva agli occhi dei più importanti sovrani europei un nodo strategico di fondamentale importanza per il controllo dell’intero mar Mediterraneo.

Nel 1552 Siena, ormai stanca delle sempre più pesanti ingerenze imperiali, si ribellò a Carlo V, alleandosi con il tradizionale avversario dell’imperatore, la Francia. Firenze invece, che non stava certo a guardare si alleò proprio con Carlo V.

Nel 1555 Siena, dopo oltre un anno di assedio, si arrese e con il trattato di Firenze (datato 3 aprile 1557) Filippo II di Spagna, figlio e successore di Carlo V, assegnò il territorio della Repubblica Senese sconfitta ai Medici e tenne però per sé quella zona di Toscana meridionale oggi nota con il nome di Costa d’Argento o Argentario, comprendente gli attuali territori di: Orbetello, Talamone, Porto Ercole e Monte Argentario che, governati da viceré spagnoli, costituirono i “Reali Presidios di Toscana”.

I Presidios per la verità, non formarono mai un vero e proprio stato ma, piuttosto, un sistema di fortificazioni portuali che permettevano alla Spagna di meglio controllare il Tirreno e quindi il Mediterraneo.

Queste fortificazioni furono rafforzate negli anni a cavallo tra i secoli XVI e XVII per meglio resistere alle incursioni dei temibili corsari barbareschi.

Nel 1646 i Presidi, per ordine del cardinale Mazzarino – vero signore della Francia durante la minore età di re Luigi XIV – furono assaliti dalle truppe francesi che però, dopo due mesi di assedio, non riuscirono a prendere Orbetello.

Il fallimento dell’azione , facilitato dalla mancanza di viveri e dalla malaria, costrinse i francesi a rinunciare per sempre ai loro progetti e a ritirarsi.

Nel 1707, nel corso delle vicende della guerra di successione spagnola, gli Asburgo d’Austria subentrarono a quelli di Spagna nel governo dei Presidios toscani, innescando così una serie di vicende – anche dinastiche – che mantennero questi territori divisi dal resto della Toscana fino al 1801 quando, per volere di Napoleone, essi furono annessi al neonato Regno d’Etruria. 

Con il tramonto del Bonaparte e in seguito al Congresso di Vienna, venne confermata l’annessione dei Presidios al Granducato di Toscana.

 

by Nadia Fondelli The “Stato dei Presidi” is a unique case in the Tuscan and the Italian history. Towards the middle of the XVI century the south of Tuscany was a part of the Republic of Siena and it was considered a crucial strategic point for the whole Mediterranean by the most important European rulers.

In 1552 Siena was tired of the heavy pressures and revolted against the emperor Charles V taking the part of France, the antagonist of the emperor. And Florence took the part of Charles V. In 1555 after one year of siege Siena surrendered and with the treaty of Florence (dated the 3rd of April 1557) Philip II of Spain, the son and successor of Charles V, assigned the territories of the Repulic of Siena to the Medici and kept for himself the south part of Tuscany known as the Costa d’Argento or Argentario, including the present territories of Orbetello, Talamone, Porto Ercole and Monte Argentario, and governed by Spanish viceroys; the “Reali Presidios di Toscana”(The Royal Viceroys of Tuscany).

The viceroys never formed a state but rather a system of harbour fortifications that enabled Spain to better control the Tyrrhenian Sea and the Mediterranean. These fortifications where reinforced between the XVI and XVII century in order to better defend the territory from dreadful and barbarian pirates.

In 1646 the viceroys were attacked by French troops, commanded by the Cardinale Mazzarino – a true gentleman of France during the era of Luigi XIV – but after two months of siege they didn’t manage to take Orbetello. The failure of the attack, in part because of the malaria and the lack of supplies, forced the French to resign and to retreat.

In 1707 during the Spanish wars the Hapsburgs of Austria took the place of the Spanish viceroys starting a series of events, also of dynastic character, maintaining and keeping these territories separate from the rest of Tuscany until 1801 when, according to the will of Napoleon, they became a part of the new Kingdom of Etruria. With the decline of Bonaparte and the following Congress of Vienna the territory became a part of the Grand Duchy of Tuscany.

 

Maremma: Buttero, un mestiere epico. L’ultimo simbolo di MaremmaMaremma: Buttero, an epic trade. Maremma’s ultimate symbol

di Nadia Fondelli – È un mestiere epico avvolto in un alone di magia che ancora sopravvive in Toscana.
È il Buttero simbolo della Maremma. Per conoscere meglio questa figura, la sua storia e il suo lavoro, abbiamo incontrato Stefano Senserini, direttore tecnico dell’Associazione Butteri d’Alta Maremma, noto come “Sensibile”, perché ogni buttero che si rispetti ha un suo soprannome…

Chi è stato nella tradizione e chi è oggi il buttero?
Il mandriano, colui che era preposto alla sorveglianza, alla cura, alla doma e all’addestramento dei grandi branchi di vacche e cavalli allevati allo stato brado.
Purtroppo le opere di bonifica, degli anni Trenta e Quaranta del Novecento, e la riforma agraria, degli anni Cinquanta, che ha segnato il passaggio dal latifondo alla mezzadria, hanno quasi fatto sparire la figura del buttero.
L’allevamento brado è quasi scomparso e con se si è portato via usi e costumi che hanno da sempre caratterizzato questa terra. I pochi butteri esistenti oggi si trovano in aziende statali o regionali che mantengono questo tipo di allevamento, più per tradizione che per tornaconto economico.

Essere butteri oggi è quindi più una passione che un lavoro?
Oggi è per pochissimi un lavoro e per molti solo un atto d’amore per questa terra meravigliosa e per i nostri nonni per i quali essere buttero era un onore, era elevarsi dalla massa e anche se era pur sempre un lavoro umile era ambito e ammirato.
La passione di chi oggi veste questi panni è quindi quella di mantenere vive queste tradizioni, di evitare che vadano dimenticate e perse per sempre.

Buttero e Maremma binomio imprescindibile?
Sicuramente sì. Buttero e Maremma sono legati a doppio filo; sicuramente senza la Maremma non sarebbe esistito il buttero, ma è anche vero che nel corso dei secoli il buttero è diventato il simbolo di questa terra divenendo quasi un personaggio dall’alone eroico e rappresentando la Maremma in giro per il mondo.

Ci spiega una volta per tutte la differenza fra il cowboy e il buttero?
In senso stretto, non c’è molta differenza tra il buttero e il cowboy, come non ce n’è con il Gaucho argentino. Sono tutte persone che svolgono il medesimo lavoro. La sola grande differenza è che il buttero ha origini antichissime, dato che esisteva molto prima che Cristoforo Colombo scoprisse l’America e quindi quello che a noi da più fastidio è sentir dire che noi siamo i cowboy italiani. Semmai è il contrario, sono loro a essere i butteri americani!

Qual era il lavoro del Buttero?
Semplificando possiamo dire che la sua vita non era semplice; lavorava ogni giorno a cavallo a contatto con gli animali con qualunque tempo, controllando oltre 500 capi di vacche e tori maremmani bradi e 120 cavalli!
La sua giornata iniziava quando ancora era buio e sceglieva uno dei 3 o 4 cavalli che aveva a disposizione, in virtù delle mansioni da svolgere nella giornata.
A maggio, nella seconda quindicina, quando gli animali hanno perso il pelo invernale, veniva effettuata “la merca”, cioè la marchiatura a fuoco dei capi di bestiame, una vera e propria cerimonia che richiamava gente alla fattoria, segnava l’entrata ufficiale dei vitelli e dei puledri giovani nella mandria e costituiva per il buttero l’occasione di dimostrare la sua abilità.
Con fatica e incitamenti, e l’aiuto di lunghi bastoni, le mandrie venivano guidate verso un recinto e da qui ogni animale veniva separato dal gruppo (sbrancato) e indirizzato verso il tondino (recinto circolare) per la marchiatura, dove, dopo esser stato immobilizzato, tre uomini “lo marchiavano” col fuoco: uno per l’anno di nascita, uno per il numero progressivo dell’animale (impressi ai lati della groppa) e infine con il simbolo dell’allevamento (visibile sulla coscia).
Va considerato che il vitello maremmano a un anno è già sviluppato, agile e forte per la vita libera che ha condotto e dentro il tondino è estremamente nervoso per essere stato separato dal gruppo e per la vicinanza degli uomini.
Atterrarlo e impastoiarlo è una lotta pericolosa e infatti da qui il detto: “Chi va alla merca e non è mercato, alla merca non c’è stato”, cioè chi va a fare la marchiatura e non si fa nemmeno un graffio vuol dire che alla marchiatura non c’è stato…

La Transumanza è ancora viva in questa parte d’Italia? La racconti…
È la forma più antica utilizzata per spostare il bestiame da un pascolo esaurito a uno migliore.
Esistevano due tipi di transumanza: quello delle greggi di pecore, che d’autunno scendevano per svernare in Maremma, un immenso fiume di lana che calava verso il mare dall’Appennino tosco-emiliano e da quello alle spalle di Arezzo.
Poi c’era la transumanza dei cavalli, detta “estatura” che come dice la parola avveniva in estate per sfuggire alla malaria.
La nostra associazione ogni anno rievoca la transumanza, spostando un branco di cavalli bradi lungo un percorso che attraversa, nel volgere di due giorni, il meraviglioso paesaggio della Maremma Toscana.

È quindi possibile fare la transumanza con voi?
Certo, chiunque possieda un cavallo potrà vivere un’esperienza fantastica, e troverà la sera pasti caldi della cucina tipica maremmana, musica, balli e una allegra compagnia per poter rivivere antiche atmosfere.

La vostra associazione vuole far conoscere il mestiere e le attività del buttero. Quali gli appuntamenti da non perdere….
Durante l’anno svolgiamo spettacoli nelle più importanti fiere equestri italiane e in feste in tutta Italia.
Gli spettacoli equestri sono il nostro fiore all’occhiello con cui cerchiamo di far conoscere le qualità del cavallo maremmano, e consistono in esibizioni di antichi giochi tipici della Maremma, come il “Gioco della Rosa” e lo spettacolare “Carosello”, una coreografia di figure eseguite al trotto e al galoppo in un susseguirsi di cavalli e cavalieri che formano un tutt’uno con la musica che li accompagna in cerchi, pettini, diagonali mozzafiato.
Qui si vede l’abilità del buttero, ma anche le qualità del cavallo Maremmano che si fida ciecamente del suo cavaliere e lo asseconda anche nella più pericolosa delle figure.
Durante il periodo estivo inoltre, nelle nostre strutture del Puntone di Scarlino, abbiamo appuntamenti fissi in notturna (agosto) nei quali oltre a presentare i numeri sopradescritti diamo anche dimostrazione di quello che era il lavoro del buttero, conducendo una mandria di vacche maremmane nel recinto e facendo vedere come si spostano e si dividono i vitelli durante la merca.
A fine settembre organizziamo la Transumanza delle Colline Metallifere, che quest’anno ha celebrato la sua XVIII edizione, e parteciperanno, con i propri cavalli, cavalieri da tutta Italia aiutandoci a spostare un branco di puledri bradi; e, infine, un’altra attività di cui andiamo fieri è quella di gestire insieme alle Bandite di Scarlino l’allevamento allo stato brado di una mandria di vacche Maremmane nel Padule di Scarlino.

Info: www.butteri-altamaremma.com – email: info@butteri-altamaremma.com

di Nadia Fondelli – Shrouded by an aura of magic, it is an epic trade that still survives in Tuscany. The “Buttero” is the symbol of Maremma. To learn more about this figure, its history and its trade, we met with Stefano Senserini, technical manager of the Associazione Butteri d’Alta Maremma (association of Butteri of the Upper Maremma), also known as “Sensitive”, because every “buttero Online Pokies” worthy of the title has a nickname.

Who was the “buttero” traditionally and who is he today?
The
“buttero” is the herdsman, the person who was traditionally in charge of watching over, looking after, taming and breaking large herds of cows and horses bred in the wild.
Sadly, the land reclamation works carried out in the 1930s and ‘40s, and the agrarian reform of the 1950s, which marked the transition from the
large landed estates to sharecropping, almost caused the extinction of the “buttero”.
Wild breeding has almost disappeared, eradicating in its wake customs and traditions that have always distinguished this land. The few remaining “butteri” can be found in state or regional companies, which preserve this type of breeding more for traditional reasons than economic interests.

So, being a “buttero” today is therefore more of a passion than a job?
Today, very few
“butteri” consider their craft a profession. For the majority, it is an act of love towards this wonderful land and our grandparents, for whom being a “buttero” was an honour, a means to rise above the masses and a much coveted and admired profession, albeit a humble one.
Today, those who carry on this trade, are motivated by the desire to keep these traditions alive, to save them from being forgotten and lost forever.

So, the words “buttero” and Maremma are inseparable?
Yes
, without a doubt. “Buttero” and Maremma are two closely related concepts; the “buttero” would never have existed without the Maremma region, but it is also true that, over the centuries, the “buttero” has become the symbol of this land, virtually taking on an air of heroism and representing Maremma around the world.

Can you explain, once and for all, the differences between the cowboy and the “buttero”?
Strictly speaking,
there are few differences between the two, just as the “buttero” does not differ much from the Argentinian Gaucho. They all do the same job.
The only major difference is that the “buttero” dates much further back, given that the figure existed way before Christopher Columbus’s discovery of America, so what annoys us the most is that we are called the Italian cowboys. It’s the exact opposite: cowboys are the American “butteri”!

What did the Buttero’s duties involve?
To put it simply,
the life of the “buttero” was not an easy one; his duties involved watching over more than 500 wild Maremma cows and bulls and 120 horses every day, sitting atop a horse come rain or shine.
His working day started when it was still dark and he chose one of the 3 or 4 horses available, according to the
tasks to be performed during the day. In May, during the second half of the month, when the animals shed their winter coats, the “merca”, that is, the branding of the cattle heads, was carried out.
This was a veritable ceremony, which attracted people to the farm, signalled the official entry of the young calves and foals into the herd and offered the “buttero” the opportunity to display his skills.
With much effort and spurring, and with the aid of long sticks, the herds were guided towards an enclosure and from here each animal was separated from the group (cut out) and directed towards the
tondino (circular fence) to be branded. After being immobilized here, the animal was branded by three different men: one branded the year of birth, another the animal’s serial number (marked at either side of the rump) and a third the farm’s symbol (visible on the thigh).
One must bear in mind that
a one year-old Maremma calf is already fully developed, possesses strength and agility owing to the free life it has led, and, inside the tondino, is extremely nervous because it has been separated from the group and is surrounded by people.
The struggle to floor and fetter the calf is an dangerous one
, hence the saying: “Chi va alla merca e non è mercato, alla merca non c’è stato”, that is, he who takes part in the branding and comes out of it without a single scratch didn’t perform it in the first place…

Does transhumance still exist in this part of Italy? Can you explain what it means?
It is the
oldest method used to move the cattle from a depleted grazing land to a fresh pasture. There were two types of transhumance: one was the transhumance of sheep flocks, which descended in the autumn to winter in Maremma; an endless sea of wool marching towards the sea from the Tuscan-Emilian Apennines and the Apennines north of Arezzo.
The second was the transhumance of horses, known as
estatura, which, as the word suggests in Italian, took place during the summer season to avoid malaria. Every year our association recreates the experience of transhumance, moving a herd of wild horses along a course that cuts across the glorious landscape of the Tuscan Maremma over a two-day period.

Can people take part in the transhumance experience with you?
Of course. A
nyone who owns a horse will be able to enjoy an extraordinary experience, with hot and typical, local dishes in the evenings, as well as music, dances, all in the company of cheerful people recreating ancient atmospheres.

Your association aims to spread the word about the trade and duties of the “buttero”. Which events should we not miss out on?
During the year we organi
se equestrian shows at leading Italian equestrian fairs and at shows all around the country.
The equestrian shows are the feather in our cap: they are an opportunity for us to display the Maremma horses’ qualities and consist of ancient games, typical of the region, such as the “Game of the Rose” and the spectacular
“Carousel”, a choreography of trotting and galloping movements, where horses and horsemen follow one another forming a whole with the music accompanying them as they perform breathtaking circles, serpentines and diagonals.
It is during such performances that the skills of the “buttero” and the Maremma horses are displayed to their fullest, the horse trusting its rider so blindingly as to tackle even the most dangerous of movements.
Furthermore, during the summer season, in our Puntone di Scarlino
complex, we hold set evening events (on August), featuring, in addition to the aforementioned performances, a demonstration of the “buttero’s” duties: the buttero leads a herd of Maremma cows into an enclosure and shows the public how the calves are arranged and separated during the branding phase.
From end September onwards, we organise the Colline Metallifere Transhumance, this year are celebrateed 18th year.
The event will attract riders and their horses from all over Italy and they will help us move a herd of wild foals. Last but not least, we are also proud to be co-managing, with the Bandite di Scarlino, the wild breeding of a herd of Maremma cows in the Padule di Scarlino area.
For further information contact
: www.butteri-altamaremma.com – e-mail: info@butteri-altamaremma.com