I 20 fari più spettacolari d’Europa

I 20 fari più spettacolari d’Europa

Per centinaia di anni i fari hanno protetto i marinai e illuminato la notte tra gli scogli.
Oggi la loro utilità è relativa e certamente non richiedono più la presenza costante di un guardiano con il suo occhio vigile. Ma questi edifici unici sono strutture curiose che si affacciano sul mare, in posti spettacolari di solito spazzati dal vento, da cui si gode anche una vista magnifica.
Sono monumenti storici la cui bellezza continua a stupire. Molti sono stati anche riconvertiti in alloggi originali in cui poter trovare solitudine e suggestione.
In Europa ci sono centinaia di questi fari e per voi abbiamo scelto i 20 più suggestivi del Vecchio Continente; tre di essi si trovano proprio qui in Italia: Capo Spartivento, in Sardegna, il Faro di Capri in Campania e il Faro di Genova in Liguria, ma vediamoli uno ad uno


Capo Spartivento, Sardegna – Italia

Sicuramente oggi è uno dei fari più eleganti ed esclusivi d’Europa ed è stato trasformato in un raffinato hotel; dormire qui dentro è un’esperienza di lusso, si tratta di un resort che ha conservato i soffitti a volta dell’antica struttura rosso cremisi e in cui sono stati ampliati e restaurati i 700 metri quadrati di terrazze panoramiche con vista mozzafiato sulle baie di Malfatano e Capo Teulada.
É il faro più antico della Sardegna, un luogo da sogno costruito nel 1856 a picco sul mare nel Sud dell’isola, dove il sottobosco profuma di mirto e ginepro.

Capri

Faro di Capri, Campania – Italia

Situato a 3 km da Anacapri, sulla splendida isola di Capri, il Faro di Punta Carena è un faro attivo dal 1867. É il secondo faro più luminoso d’Italia, dopo quello di Genova, ed è uno dei più antichi d’Italia.
Sebbene sia uno spettacolo impressionante da vedere in azione, è consigliabile visitarlo prima che il sole tramonti e che entri in funzione per godere dell’incredibile vista sulla costa rocciosa, sulle calette e insenature, sulla pineta che costeggia la baia, sulla ricca flora mediterranea, sull’infrangersi delle onde e sull’imponente Torre della Guardia, antica torre di avvistamento.

Faro di Genova

Faro di Genova, Liguria – Italia

Costruito per la prima volta nel 1128 e poi ricostruito nella forma attuale nel 1543, il faro di Genova è una torre quadrata, soprannominata Lanterna.
Si eleva per 77 metri e raggiunge un’altezza di 117 metri sul livello del mare.
Simbolo della città, la Lanterna domina il porto e offre una magnifica vista su Genova e sul suo centro storico.
Oggi è un po’ distante dal mare e circondato da edifici e strade ma comunque suggestivo.

Maiden’s Tower Istanbul

Torre della Fanciulla, Istanbul – Turchia

Questa torre sorge su un isolotto all’ingresso meridionale dello Stretto del Bosforo, a 200 metri dalla costa di Üsküdar, a Istanbul.
Il faro, che segnala le numerose navi che solcano le acque, è protagonista di una triste leggenda.
Un oracolo profetizzò che la figlia dell’imperatore sarebbe stata avvelenata da un serpente velenoso il giorno del suo 18esimo compleanno.
L’imperatore fece costruire così la torre in mezzo al Bosforo per proteggere la figlia fino al suo 18esimo compleanno. Il giorno della ricorrenza, l’imperatore portò come regalo alla principessa un cesto di sontuosi frutti esotici, felice di essere riuscito a evitare la profezia.
Tuttavia, quando prese il cesto, un aspide che si era nascosto tra i frutti morse la giovane, che morì tra le braccia del padre, proprio come aveva predetto l’oracolo. Da qui il nome di Torre della Fanciulla.

Hercules tower, La Coruna, Galicia, Spain

Torre di Ercole, La Coruña – Spagna

La Torre di Ercole è l’unico faro romano ancora attivo e che svolge le stesse funzioni di quando fu costruito.
Con ogni probabilità fu realizzato nella seconda metà del I o all’inizio del II secolo d.C. dall’Impero Romano, nella finis terrae del mondo finora conosciuto, per accompagnare le navi in navigazione verso la fine del continente e il punto più lontano dell’Impero in Occidente.
Oggi è diventato patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Rubjerg Knude 

Faro di Rubjerg Knude, Hjoerring – Danimarca

Situato sulla costa del Mare del Nord a Rubjerg, nel comune jutlandese di Hjoerring, nel Nord della Danimarca, il faro è visitato ogni anno da 250.000 persone.
Sia le sabbie mobili che l’erosione costiera sono un problema serio nella zona.
La costa si erode in media di 1,5 metri all’anno, una reale minaccia anche per il faro, che si trovava in mezzo alle dune; ha comunque cessato la sua attività il primo agosto 1968 e il governo qualche anno fa ha deciso di salvarlo, spostandolo di 70 metri.


Faro di Santa Marta, Cascais – Portogallo

È situato in una splendida cornice, all’ingresso di un piccolo estuario, soprattutto se ammirato dal bar sulla spiaggia proprio di fronte mentre si gustano sardine alla griglia alla portoghese e si sorseggia un buon “vinho verde” (vino verde).
Fu costruito nel 1864 come parte del Forte di Santa Maria a Cascais.
La vecchia casa del guardiano del faro è stata sapientemente trasformata in un museo in cui vengono illustrate la vita degli antichi guardiani del faro, la tecnologia e la storia attraverso i secoli.

Formentor Majorca Mallorca

Faro di Cabo de Formentor, Maiorca, Isole Baleari – Spagna

È uno dei fari delle isole più difficili da costruire proprio per la sua posizione sulla penisola di Formentor a 210 metri sul livello del mare; è anche uno dei più antichi, in quanto inaugurato nel 1863.
La sua bellezza e la spettacolare vista sulla costa mediterranea attraggono migliaia di turisti che devono arrampicarsi sulla tortuosa strada, cosa che ha portato a limitare le visite nei mesi estivi; ci si può arrivare solo in autobus, in bicicletta o a piedi.


Faro di Fastnet, Fastnet Rock – Irlanda

Fastnet Rock è un piccolo isolotto di ardesia argillosa con venature di quarzo.
Si erge a circa 30 metri sopra il livello della bassa marea. Viene utilizzato come punto di passaggio per una delle classiche regate di yacht del mondo, la Fastnet Race, un itinerario di andata e ritorno di 1.126 chilometri da Cowes, sull’Isola di Wight, passando intorno allo scoglio e ritornando a Plymouth.
A volte viene utilizzato anche come indicatore per le regate dei centri velici locali, come Schull e Baltimora.

Faro di Saint-Mathieu, Plougonvelin – Francia

Il promontorio di Saint-Mathieu ospita le rovine di un’abbazia, di un semaforo e di un faro.
Questo strano accostamento si spiega con le connessioni che queste strutture hanno condiviso nel corso della storia di Saint-Mathieu.

Cabo de Gata, Spain

Faro di Cabo de Gata, Almeria – Spagna

Situato nel cuore del Parco Naturale di Cabo de Gata-Níjar, questo faro alto 18 metri fu costruito a causa delle numerose navi che naufragavano sulla barriera corallina di Laja de Cabo.
Già dalla sua base si gode di una vista spettacolare della costa e delle sue scogliere. Inoltre, da qui si può vedere la leggendaria barriera corallina delle sirene, dove anticamente vivevano le foche monache che i marinai scambiavano per creature mitologiche. 

Cape St. Vincent, Algarve, Portugal. 

Faro di San Vicente, Algarve – Portogallo

Si dichiara il finis terrae d’Europa, in forte competizione con altri promontori e fari portoghesi e spagnoli.
In ogni caso, la sua posizione è spettacolare, sul bordo di scogliere di 200 metri dove i pescatori pazienti lanciano le loro canne.
Si trova in una fortezza eretta nel XVI secolo, anche se il faro risale al 1904, costruito per proteggere la costa dai frequenti attacchi dei pirati arabi.
Sorge sul sito di un convento medioevale che, secondo la leggenda, ha custodito le spoglie di San Vincenzo. Questa zona – Sagres – era la residenza del principe Enrico il Navigatore.

Saint Mathieu in Plougonvelin, Britannia, France

Faro dell’Ile Vierge, Plouguerneau – Francia

L’Ile Vierge è un isolotto di sei ettari situato a 1,5 chilometri dalla costa Nord-occidentale della Bretagna, di fronte al villaggio di Lilia.
Qui si trova il faro in pietra più alto d’Europa e il “faro tradizionale” più alto del mondo. Questo imponente edificio in pietra è accessibile solo in barca.
Bisogna salire quasi 400 gradini prima di arrivare in cima, da dove però poi si gode di una vista magnifica. Accanto ad esso si trova il primo faro dell’Isola Vergine, costruito nel 1845; siccome però non era abbastanza visibile ne venne inaugurato un altro nel 1902.

Lindau, Bavaria, Germany.

Faro di Lindau, Baviera – Germania

L’antico faro di Lindau, alto 37 metri, fu costruito nel XIII secolo.
È una struttura che accresce il fascino di questa città insulare sulle rive del Lago di Costanza. Non lontano dal faro si trova l’emblema della città, un imponente leone di pietra, simbolo della Baviera, che sembra segnare l’orizzonte.

Chipiona, Cadice

Faro di Chipiona, Cadice – Spagna

È il faro più alto della Spagna, con i suoi 69 metri dalla base, e uno dei più alti d’Europa.
Curiosamente, è uno dei pochi fari aeromarittimi che proietta una luce orizzontale e una verticale, servendo da guida sia per barche che per aerei.
Ai suoi piedi si incontrano le acque del Guadalquivir e dell’Atlantico. È possibile salire fino al lucernario, anche se bisogna fare 244 gradini.
Dal 2018 si tiene la Vertical Race Faro de Chipiona, alla quale partecipano solitamente quasi 200 persone. La gara inizia con uno sprint di 50 metri su e giù fino alla cima del faro (688 gradini in totale); dopo aver suonato la campana del belvedere bisogna fare uno sprint di 450 metri fino alla base.


Faro di Tourlitis, Isola di Andros – Grecia

A 200 metri dalla costa dell’isola di Andros, nelle Cicladi, il pittoresco faro di Tourlitis sorge su una roccia all’ingresso del porto di La Chora.
Costruito nel 1897 e poi distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, l’attuale faro è in realtà una replica dell’originale, venne ricostruito nel 1990.

Farol do Arnel Sao Miguel Island, Azores

Faro di Ponta do Arnel, Isole Azzorre – Portogallo

Questo è stato il primo faro costruito nelle Azzorre ed era tradizionalmente utilizzato come faro di avvicinamento per le navi provenienti dal Portogallo continentale.
Si trova all’estremità orientale dell’isola di Sao Miguel e vi si accede attraverso una strada impegnativa ma che vale la pena percorrere.

Hook Head 

Faro di Hook Head – Wexford – Irlanda

Sulla penisola di Hook Head si trova l’omonimo faro, il più antico d’Irlanda e uno dei più antichi fari attivi d’Europa.
Costruito quasi 800 anni fa dai Normanni, è una delle attrazioni turistiche del Sud-Est dell’Irlanda. È possibile visitarne l’interno e godere di una vista mozzafiato sul mare dalla cima.

Faro di Kõpu, Isola di Hiiumaa – Estonia

Uno dei fari più antichi del mondo, situato sull’isola estone di Hiiumaa, aiuta la navigazione dal 1531.
Con i suoi 36 metri di altezza, l’orgogliosa struttura a forma di prisma si trova in cima a una collina di 68 metri, conquistando il titolo di faro costiero più alto di tutto il Mar Baltico.
Nonostante la costruzione di un nuovo faro radar nel 1997, Kõpu è ancora utilizzato come guida per la navigazione dalle imbarcazioni locali da pesca, da diporto e per le navi di piccole dimensioni.


Faro di Maspalomas, Gran Canaria, Isole Canarie – Spagna

Le spiagge e le dune di Maspalomas sono senza dubbio le più apprezzate, visitate e fotografate di tutte le isole Canarie.
L’intero bacino di Maspalomas, le dune e il palmeto costituiscono un’area di grande valore ecologico. La decisione di erigere il faro, alto 55 metri, fu presa nel 1861.
All’epoca il luogo era disabitato e isolato dal resto dell’isola. La luce del faro fu accesa nel 1890 e servì da guida per le navi che percorrevano le rotte tra Europa e America.
Salmone affumicato made in Italy. Nasce il Consorzio Affumicatori Maestri Italiani

Salmone affumicato made in Italy. Nasce il Consorzio Affumicatori Maestri Italiani

Agroittica Lombarda, Foodlab, Sicily Food e Starlaks, danno vita al nuovo Consorzio Affumicatori
Maestri Italiani. Regole produttive chiare e procedure trasparenti.
Duplice l’obiettivo: fornire utili consigli per aiutare il
consumatore italiano a scegliere il miglior salmone affumicato e comunicare al mercato un’eccellenza del Made in Italy.
Presidente del Consorzio è Gianpaolo Ghilardotti patron di Foodlab, azienda parmense specializzata nella lavorazione e affumicatura di salmone e altre eccellenze ittiche.


Tanto fumo a garanzia dei consumatori

Una nuova realtà si affaccia nello scenario ittico/enogastronomico del Paese: CAMI – Consorzio Affumicatori Maestri Italiani, nato per preservare e valorizzare la produzione di salmone affumicato
lungo tutta la Penisola.
I fondatori sono quattro protagonisti della filiera del salmone lavorato: Agroittica di Calvisano – BS
(presente sul mercato con il marchio Fjord), Foodlab con sede a Polesine Zibello – PR (marchio Fumara),
Sicily Food di Aragona – AG (marchio Fine & Fish) e Starlaks, ubicata a Borgolavezzaro – NO (marchi
Aquafood e Starlaks).
L’iniziativa si fonda sui valori che accomunano le quattro aziende: il rispetto del consumatore, la passione
per la qualità e per il servizio, la massima attenzione ai più alti standard qualitativi lungo tutte le singole
fasi della produzione.
Oggi, è un dato di fatto, l’offerta a scaffale è molto ampia e, spesso le etichette dei prodotti esposti sono
incomplete e fuorvianti.

Da sinistra Davide Brebbia (Starlacks), Carla Sora (Agroittica Lombarda), Gianpaolo Ghilardotti (Foodlab), Riccardo Massetti (SQS Netwok) Antonio Mancuso di Sicily Food).

I magnifici quattro fondatori del Consorzio

La sfida del neo-nato Consorzio è quella di fornire al consumatore tutte le informazioni necessarie per poter scegliere consapevolmente il salmone che acquista.
È proprio la costante ricerca di una qualità a 360* il fil rouge che lega da anni i fondatori del Consorzio.
Agroittica, Foodlab, Sicily Food, Starlaks, sono accomunati da una scrupolosa cura nella selezione della
materia prima, nei processi di trasformazione e di distribuzione del salmone, così come nello studio per la
realizzazione di un packaging rispettoso dell’ambiente.
Nel loro insieme le quattro realtà danno impiego
a più di 500 persone, garantiscono una lavorazione di più di 10.000 tonnellate di pesce annue e, da sempre, agiscono in sintonia con le rispettive comunità locali.
La visione comune alla base del Consorzio è quella di promuovere il salmone e le altre specialità ittiche
affumicate, sempre più presenti sulle nostre tavole, come alimenti sani, nutrienti e di qualità.
Non è cosa
da poco. Aziende in grado di garantire una produzione di qualità rappresentano un valore importante, sia a livello di garanzia per i clienti, sia come leva di sviluppo per le realtà locali di riferimento
CAMI ha nominato Presidente Gianpaolo Ghilardotti di Foodlab e vice presidente Riccardo Massetti di
SQS Network di Coccaglio (Brescia), esperto operatore del settore, che ha promosso la costituzione del
consorzio.


I 12 obiettivi dei fondatori

Gli obiettivi del Consorzio Affumicatori Maestri Italiani
– Preservare e valorizzare la produzione di salmone affumicato in Italia
–  Promuovere il consumo di salmone di qualità, alimento premium dal punto di vista nutrizionale;
–  Accrescere la consapevolezza fra i consumatori che la lavorazione italiana dei prodotti di
riferimento (come da disciplinare del Consorzio) è sinonimo di garanzia del rispetto delle migliori
prassi di produzione e igieniche, assicurate anche dai controlli delle autorità veterinarie Italiane,
tra le più qualificate e attente in Europa;
– Aiutare il consumatore a destreggiarsi tra etichette, brand, indicazioni.
Vademecum CAMI per la scelta del vero salmone affumicato italiano
Al fine di avere una base comune e garantire livelli di qualità e sicurezza omogenei, i soci
ribadiscono le seguenti ‘regole’ (attestate dalla presenza del marchio del Consorzio sulle
confezioni:
– La lavorazione deve essere effettuata in Italia
– La salatura deve essere rigorosamente a secco, senza iniezione di salamoia
– Per il prodotto pescato, vi è l’obbligo di dichiarare zone di pesca e relative certificazioni di
sostenibilità;
– Per il prodotto allevato, vi è l’obbligo che cresca in allevamenti sicuri e certificati secondo le
norme relative al benessere animale;
– La tracciabilità e la certificazione della materia prima devono essere chiare e con indicazioni
esaustive e verificabili;
– Tutte le norme a tutela della sicurezza alimentare devono essere scrupolosamente rispettate;
– L’etichettatura dei prodotti deve essere chiara e precisa;
– Audit annuale da parte di un ente di certificazione terzo.
“Il nostro intento è di essere un supporto continuo al consumatore, ai buyers e agli operatori sia per la
GDO che per l’Horeca in un mercato in cui le regole sono spesso poco chiare. Vogliamo offrire una
maggior tutela e una nuova leggibilità a un settore Italiano virtuoso ma spesso poco e mal conosciuto.
Siamo da decenni parte integrante del patrimonio ittico/enogastronomico d’Italia e oggi ci sentiamo
pronti ad accompagnare e guidare i nostri consumatori con una voce nuova e autorevole.” ha dichiarato il
Presidente Gianpaolo Ghilardotti.

I 10 parchi nazionali più gettonati del nostro Paese

I 10 parchi nazionali più gettonati del nostro Paese

Agriturismi e parchi nazionali, si sa, sono un binomio inscindibile che mette al centro la meraviglia della natura in tutto il suo splendore. Ma quali sono i Parchi Nazionali che vale più la pena di visitare in Italia?
UN portale turistico ha raggruppato i parchi nazionali italiani e ordinati in primo luogo sulla base del numero di sentieri che ciascuno di essi contiene e in secondo luogo sulla base del punteggio degli utenti di Google Maps: a partire dalle due sotto classifiche è stata poi stilata una classifica generale. In caso di parità è stata data la precedenza al Parco con maggiore estensione territoriale. Ecco la top ten.

Pixabay


1 posto – Parco nazionale dello Stelvio

Gioiello naturalistico situato nelle Alpi e istituito nel 1935, è uno dei parchi nazionali più antichi e vasti d’Europa. La sua estensione copre un’area montagnosa che si estende tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, abbracciando una varietà di ecosistemi unici.
Le sue caratteristiche distintive includono maestose vette alpine, foreste di conifere, ampi pascoli alpini punteggiati da fiori selvatici e numerosi corsi d’acqua cristallina.
Questo parco è una destinazione ideale per gli amanti della natura, degli sport all’aria aperta e dell’escursionismo, offrendo una rete di sentieri escursionistici che conducono a panorami mozzafiato e a habitat naturali ricchi di fauna selvatica.
Stambecchi, camosci, marmotte e aquile reali, popolano queste montagne e possono essere osservati durante escursioni ed esplorazioni. Il Parco Nazionale dello Stelvio è un luogo di avventura e contemplazione, dove la natura si manifesta in tutta la sua magnificenza.

Photo credit: Skiwalker79 on Visualhunt.com

2 posto – Parco nazionale delle Foreste Casentinesi

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è una preziosa riserva naturale situata nell’Appennino toscano e romagnolo istituito come parco nel 1993, protegge una vasta area di foresta e territorio montano, rappresentando uno degli ultimi rifugi per la biodiversità in Italia.
Luogo di straordinaria bellezza naturale, con fitti boschi di faggi, querce e abeti che ricoprono le montagne e le valli. Boschi che rappresentano uno degli ultimi esempi rimasti delle foreste che una volta coprivano gran parte dell’Europa.
Il parco è attraversato da numerosi sentieri escursionistici, che offrono agli amanti della natura la possibilità di esplorare queste foreste antiche, scoprire cascate nascoste e osservare la fauna selvatica, tra cui cervi, caprioli e l’aquila reale.
Nel cuore del parco si trova il Monastero di Camaldoli, un luogo di grande importanza storica e spirituale e il Monte Falterona, che è considerato il punto di nascita del fiume Arno.
Rifugio per la natura incontaminata è un santuario di tranquillità e una destinazione perfetta per chi cerca avventura e serenità nel cuore delle foreste dell’Appennino italiano.

Photo credit: Sisto Nikon – CLICKALPS PHOTOGRAPHER on VisualHunt.com

3 posto – Parco nazionale del Gran Paradiso

E’ un’area protetta situata nelle Alpi fra Piemonte e Valle d’Aosta che forma il primo parco nazionale d’Italia. Istituito nel 1922 occupa una vasta e spettacolare area montagnosa che abbraccia alcune delle vette più alte delle Alpi.
Le caratteristiche distintive di questo parco includono imponenti cime alpine, ghiacciai, valli profonde, prati alpini e foreste di conifere. Ospita una vasta gamma di fauna selvatica, tra cui stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali e gipeti, che possono essere avvistati durante le escursioni e le passeggiate.
Le attività da svolgersi all’aperto sono abbondanti, con una rete di sentieri escursionistici ben sviluppati che conducono a panorami spettacolari, tra cui il Gran Paradiso stesso, che è la cima più alta interamente italiana. Questo parco offre un’esperienza unica di immersione nella bellezza delle Alpi e una profonda connessione con la natura incontaminata. 

Photo credit: Strocchi on VisualHunt.com

4 posto – Parco nazionale dell’Appennino tosco-romagnolo

Grande area protetta situata nelle regioni dell’Emilia-Romagna e della Toscana istituito come parco nazionale nel 2001 per preservare e proteggere la bellezza naturale e la biodiversità delle montagne dell’Appennino.
Le caratteristiche principali di questo parco includono una varietà di paesaggi montagnosi, tra cui vette imponenti, valli profonde, foreste, pascoli alpini e corsi d’acqua cristallina.
L’area ospita una ricca fauna selvatica, tra cui cervi, caprioli, lupi, aquile reali e numerose altre specie di uccelli e animali. I boschi di faggi e abeti offrono un ambiente ideale per l’escursionismo, il trekking e l’osservazione della natura.
Il Parco è attraversato da una rete di sentieri escursionistici che consentono ai visitatori di esplorare questa regione montagnosa e di ammirare panorami mozzafiato. Le attività all’aperto sono ampiamente sostenute, con opportunità per il trekking, l’arrampicata su roccia e il ciclismo in montagna. Infine vale la pena sottolineare che l’area ospita piccoli borghi montani e tradizionali dove è possibile immergersi nella cultura e nella cucina locali. 

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5 – Parco nazionale dei Monti Sibillini

Si trova fra Umbria e Marche ed è stato istituito come parco nazionale nel 1993. Deve il suo nome alla catena montuosa dei Monti Sibillini, che sono una caratteristica prominente del paesaggio.
Il Parco è noto per la sua bellezza naturale straordinaria, che comprende cime montuose spettacolari, profonde gole, laghi e ricche foreste.Un paradiso per gli amanti della natura e degli sport all’aria aperta dove si possono godere di escursioni, trekking, arrampicata, mountain bike e sci invernale, a seconda della stagione.
Le cime più famose all’interno del parco includono il Monte Vettore e il Monte Sibilla, che offrono panorami mozzafiato. Il parco è anche noto per i suoi fiori alpini, che dipingono i pascoli in primavera e in estate.
In termini di fauna, è possibile avvistare camosci, aquile reali, linci e molti altri animali selvatici. Il Parco dei Monti Sibillini è per coloro che desiderano connettersi con la natura in un ambiente montano spettacolare e per coloro che cercano avventura all’aperto.

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6 – Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga situato in Abruzzo, Lazio e Marche è stato istituito nel 1991 ed è uno dei più grandi d’Europa. Include il maestoso massiccio del Gran Sasso, che ospita la cima più alta degli Appennini, il Corno Grande.
Questo parco presenta una grande varietà di ambienti naturali, tra cui vette montuose, profonde gole, altopiani, foreste, pascoli alpini e laghi. Questa diversità di habitat offre un rifugio per una straordinaria gamma di flora e fauna.
Questo parco è un’ottima destinazione per gli amanti della natura e degli sport all’aria aperta. Offre opportunità per escursioni, arrampicata, mountain bike, sci e osservazione della fauna selvatica. La zona è famosa per ospitare specie come il camoscio appenninico, il lupo appenninico, il gipeto, l’aquila reale e molte altre specie rare di animali selvatici.

Photo credit: Luigi_Alesi on VisualHunt.com

7 – Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

E’ un’importante area protetta ubicata specificamente fra Abruzzo, Lazio e Molise istituito come parco nazionale nel 1922 ed è uno dei più antichi d’Italia. Le sue caratteristiche principali includono montagne, valli, foreste, laghi alpini e pascoli alpini, che formano un ambiente ideale per la flora e la fauna. Il parco è famoso per il camoscio d’Abruzzo, una delle specie simboliche della regione, ma ospita anche lupi, cervi, orsi marsicani, aquile reali e numerose altre specie di animali selvatici.
Destinazione eccezionale per gli amanti della natura e degli sport all’aria aperta offre una vasta rete di sentieri escursionistici, che permettono ai visitatori di esplorare questa meravigliosa regione montuosa e ammirare panorami spettacolari. Le attività all’aperto includono escursioni, trekking, sci invernale, birdwatching e molto altro. Un vero paradiso per chi cerca un’esperienza di montagna autentica e desidera connettersi con la natura in uno dei paesaggi più suggestivi dell’Italia.

Photo credit: diana_robinson on VisualHunt

8 – Parco nazionale delle Cinque Terre

Area protetta situata sulla costa della Liguria è istituito nel 1999, protegge una delle regioni costiere più iconiche del paese, famosa per i suoi colorati villaggi affacciati sul Mar Ligure.
Le Cinque Terre prendono il nome dai cinque pittoreschi villaggi costieri che fanno parte del parco: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. Villaggi sono noti per le loro case colorate, i terrazzamenti per la coltivazione della vite e la bellezza naturale della costa. Il parco comprende sia aree marine che terrestri, e offre molte opportunità per gli amanti della natura e del trekking. La rete di sentieri che collega i villaggi costieri permette ai visitatori di esplorare i paesaggi collinari, godere di panorami spettacolari sul mare e immergersi nella cultura locale. Le acque sono ideali per il nuoto, il snorkeling e altre attività acquatiche. La costa rocciosa offre un habitat unico per la vita marina, rendendo la zona popolare tra gli amanti del mare e degli sport acquatici.
La cucina locale è deliziosa, con piatti a base di pesce fresco e prodotti locali. Le Cinque Terre sono anche famose per i loro vini, in particolare il celebre vino bianco “Sciacchetrà”.
In sintesi, il Parco Nazionale delle Cinque Terre è una destinazione affascinante che offre un mix di bellezze naturali, cultura locale e vita marina, ed è un luogo ideale per una vacanza all’insegna dell’avventura, del relax e della scoperta.

Photo credit: shardanart on VisualHunt

9 – Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu

Il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu è un’area protetta situata in Sardegna ed è istituito a parco da 1998. Abbraccia una vasta gamma di paesaggi spettacolari, compresi monti, grotte, foreste, valli, spiagge e l’incantevole Golfo di Orosei.
Il Gennargentu è una catena montuosa che comprende la cima più alta della Sardegna, il Punta La Marmora. Queste montagne offrono una grande varietà di opportunità per gli amanti della natura e degli sport all’aperto, inclusi escursionismo, trekking, alpinismo e mountain bike.
Il Golfo di Orosei è famoso per le sue affascinanti spiagge nascoste, grotte marine e acque cristalline. È possibile esplorare la costa attraverso escursioni in barca o kayak, ammirando le spettacolari formazioni rocciose, come le famose “Cale” (insenature) di Cala Gonone, Cala Luna e Cala Goloritzè.
Il parco ospita una varietà di flora e fauna uniche, tra cui il muflone sardo, il gatto selvatico sardo, l’aquila reale e il gipeto. I visitatori possono anche scoprire la ricca storia e la cultura della Sardegna, visitando piccoli villaggi tradizionali.

Photo credit: “Olivier Jules” on Visualhunt

10 – Parco nazionale della Maiella

Area protetta situata nell’Abruzzo prende il nome dalla catena montuosa della Maiella. Questo parco istituito nel 1991 è famoso per i suoi paesaggi montani mozzafiato, la ricca biodiversità e le numerose opportunità per attività all’aperto.
La Maiella è una catena montuosa dell’Appennino centrale e ospita la cima più alta dell’Appennino, il Monte Amaro.
Il parco è un paradiso per gli amanti della natura, con una grande varietà di habitat che includono montagne, gole, boschi, fiumi e prati alpini. Questi ambienti ospitano una notevole diversità di flora e fauna, compresi camosci, lupi, cervi, aquile reali e molte altre specie di animali selvatici.
Il parco offre numerose opportunità per l’escursionismo, il trekking e l’arrampicata, con una rete di sentieri ben sviluppati che consentono ai visitatori di esplorare la bellezza naturale e godere di viste spettacolari. È anche possibile avventurarsi in attività come il ciclismo in montagna e il birdwatching.
La Maiella è una regione ricca di storia e cultura, con antichi eremi, borghi medievali e tradizioni locali. La cucina abruzzese è rinomata per i suoi piatti a base di prodotti locali, tra cui pasta fatta in casa, formaggi e salumi.
In sintesi, il Parco Nazionale della Maiella è un luogo ideale per chi cerca una combinazione di avventura all’aperto, bellezze naturali e un’esperienza culturale autentica nell’Appennino italiano.

I classificati fino al 25mo posto

11 – Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Sardegna
12 – Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Veneto
13 – Parco nazionale del Gargano, Puglia
14 – Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Campania
15 – Parco nazionale del Pollino, Calabria – Basilicata
16 – Parco nazionale della Sila, Calabria
17 – Parco nazionale della Val Grande, Piemonte
18 – Parco nazionale dell’Isola di Pantelleria, Sicilia
19 – Parco nazionale dell’Alta Murgia, Puglia
20 – Parco nazionale dell’Asinara, Sardegna
21 – Parco nazionale del Circeo, Lazio
22 – Parco nazionale del Vesuvio, Campania
23 – Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Toscana
24 – Parco nazionale dell’Aspromonte, Calabria
25 – Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Basilicata

I 10 luoghi più romantici d’Europa

I 10 luoghi più romantici d’Europa

Alla ricerca di una fuga romantica?
Sia che vogliate trascorrere i momenti magici a San Valentino, in luna di miele o semplicemente scappare in una fiaba romantica con la persona amata senza una ragione specifica, l’Europa è piena di luoghi straordinari che indubbiamente aumentano il romanticismo.
E mentre tutti sappiamo che città come Parigi e Roma continuano a tenere il titolo di destinazioni più romantiche, abbiamo deciso di presentarvi luoghi meno turistici e più autentici.

Provenza, Francia

Crediamo che abbiate immediatamente immaginato gli infiniti campi di lavanda bagnati dalla luce del sole – una scena davvero romantica, giusto?
La Provenza è una grande via di fuga dai centri turistici che offrono una vera atmosfera mediterranea in molte piccole città come Aix-en-Provence, Roussillon, Avignone, Gordes, Venasque e anche Marsiglia.
L’incantevole architettura medievale, i bellissimi paesaggi e le affascinanti strade di questi luoghi storici renderanno il vostro soggiorno indimenticabile. Inoltre, la posizione della regione rende il cielo chiaro con la luce più incredibile, specialmente al tramonto e all’alba, il che non può essere visto ovunque e non c’è da stupirsi perché sia stato dipinto da artisti famosi come Van Gogh.
Alla fine gustate anche la straordinaria cucina locale.

Verona. Italia

C’è qualcosa di più romantico che visitare una città dove accadde la tragedia più famosa di Romeo e Giulietta?
Anche se la famosa destinazione romantica di Venezia è a solo un’ora di distanza, c’è qualcosa di Verona che persino Shakespeare aveva riconosciuto.
Il grande vantaggio è probabilmente che sulla cittadina che sorge sulle rive dell’Adige potete sfuggire alla grande folla di Venezia e godersi una vacanza più intima.
Il suo centro antico e la maestosa arena vi conquisterà. Così come sarà piacevole esplorare le sue strade e godersi una lunga pausa caffè in Piazza delle Erbe degustando un buon bicchiere di amarone.

Bled, Slovenia

Il lago magico e pittoresco con il suo iconico isolotto in mezzo al lago. Un gioiello delle Alpi e un’attrazione riconosciuta a livello mondiale.
Se avete visto per una volta anche una sola foto di Bled, sapete di cosa stiamo parlando.
Le coppie adorano questa destinazione per la sua incredibile bellezza e le tante leggende e storie di quest’angolo di Slovenia.
Una gita in barca a remi sull’isolotto è un’esperienza romantica perfetta e una volta raggiunta l’isola inevitabile la visita alla Chiesa di Maria Assunta che leggenda narra che ascoltando il suono delle sue campane tutti i vostri sogni si avvereranno!
Oltre a questo, potete godervi anche un giro lago in carrozza, oppure rilassarvi nelle piscine termali e scoprire favolosi racconti su questo posto.

La Valletta, Malta

Il suo cuore mediterraneo unito all’eleganza british sono le caratteristiche che rendono questa città una meta romantica con i suoi affascinanti luoghi barocchi, tanto sole,una bellissima costa e cibo incredibile.
Anche se piccola vale davvero la pena scoprite La Valletta perché ogni singola parte nasconde il cuore di una città vibrante e moderna dietro a tutta la sua splendida architettura storica.
Passeggiate per i giardini Barrakka e godetevi le romantiche vedute del tramonto sulla baia di St. George dato che Malta insieme a Gozo e Comino (le altre due isole dell’arcipelago maltese) nasconde il romanticismo in ogni angolo e alcuni dei luoghi che dovreste assolutamente visitare come le Tre città, la Blue Lagoon, Mdina e Marsaxlokk.

Corfù, Grecia

Visitare un’isola greca suona come visitare un paradiso romantico, ma abbiamo scelto Corfù perché è un vero smeraldo che sale dal mare preservandone la bellezza naturale.
Forse avete sentito parlare della famosa vita notturna di Kavos, ma l’isola offre molto più relax e fuga romantica di una semplice festa.
La sua bella e lunga costa nasconde splendide spiagge con viste incredibili di cui il più attraente è Paleokastritsa. La pittoresca città di Corfù vi farà innamorare dei suoi meravigliosi posti dove mangiare, affascinanti strade e un’architettura bella e ricca di storia.

Siviglia, Spagna

Molte persone pensano che Siviglia sia la città più romantica della Spagna, se non nel mondo intero. Questa affascinante capitale andalusa offre infatti romanticismo in ogni angolo.
Tutti i simboli spagnoli per eccellenza come il flamenco, la corrida, le tapas si possono trovare a Siviglia!
Esplorate le stradine della romantica Santa Cruz, godetevi il bellissimo tramonto e le incredibili viste da Las Setas, scoprite l’Aire de Seville e rilassatevi nei bagni arabi e guardate un autentico spettacolo di flamenco. 

Zara, Croazia

Zara è forse una piccola città all’ombra di quelli più grandi croate come Dubrovnik, ma il romanticismo che nasconde è qualcosa che dovete sentire.
Prima di tutto, Zara è meno affollata di altri posti turistici in Croazia quindi potete esplorare in pace e senza fretta il suo affascinante centro storico.
Quando il sole inizia a scendere, dirigitevi verso il luogo più romantico della città, l’Organo Marino. Da qui potete vedere i tramonti più spettacolari sull’Adriatico che sono sempre diversi, a seconda del tempo e della stagione.
Da provare nel centro storico i migliori piatti della cucina mediterranea.

Bruges, Belgio

Bruges è anche chiamata Venezia del Belgio, che già spiega molto. Questa affascinante città è ricca di chiese e musei che conservano perfettamente il suo aspetto e l’atmosfera medievale.
Il centro è nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, quindi c’è molto da vedere, ma ci vuole anche un po’ di coraggio a salire i 366 gradini del Belfry per una vista mozzafiato.
Ma la natura straordinaria, i canali e l’architettura non sono tutto, ricordatevi che siete in Belgio, il che significa tanto cioccolato delizioso da provare.
La sera, Bruges non è una città affollata, quindi potrebbe sembrare incredibilmente tranquilla e ideale per godere le passeggiate romantiche, sentendosi come se foste soli in città.

Cinque Terre, Italia

Le Cinque Terre sono sicuramente una delle destinazioni romantiche più famose e popolari d’Europa. Stiamo parlando del complesso di cinque villaggi sulla riviera ligure che sono sia un parco nazionale che una parte del patrimonio mondiale dell’Unesco.
Se volete per la vostra fuga romantica un autentico scenario italiano e mediterraneo, lo troverete qui. Case colorate, mare cristallino e montagne verdi alle spalle che vi permettono di avere tutto durante la tua visita, dalle giornate di relax al mare all’arrampicata nella natura.

Cappadocia, Turchia

Gli splendidi paesaggi sono solo alcune delle cose che rendono la Cappadocia una destinazione romantica unica.
Per il massimo relax da non perdere ma da prenotare in anticipo i bagni turchi o l’hammam, un modo tradizionale di purificare e coccolarsi. Ricordate però che gli hammamm sono separati da uomini e donne.

Sulla strada italiana della lavanda

Sulla strada italiana della lavanda

Non solo Provenza. Anche in Italia si può ammirare lo spettacolo della fioritura della lavanda. 
Non una strada ma una scelta infinita di località da nord a sud dove ammirare i campi viola da giugno ad agosto. 
Dal Piemonte alla Toscana, dalla Liguria all’Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia all’Umbria e dalla Calabria alla Sicilia. Serve solo scegliere tra le tante feste di luglio e agosto.
Il periodo è perfetto. Da metà giugno ai primi di agosto è possibile ammirare paesaggi incredibili di fiori blu. Non solo paesaggi però. Eventi, feste e musei dedicati per una full immersion nel mondo della lavanda.


Dove cresce la lavanda in Italia

I paesaggi tinti dal viola inebriano l’occhio e non solo il naso. Donano serenità e calma interiore. In Italia la lavanda cresce spontanea da sempre fra i 300 e i 1000 metri d’altitudine. Sia sui crinali delle Alpi che su quelli degli Appennini. Se siete quindi appassionati da questa fioritura unica e non volete andare in Provenza ecco una vasta scelta di luoghi nazionali da visitare


Lavanda in Piemonte

Partiamo dal Piemonte e precisamente dalle Alpi cuneesi. A Demonte, nel cuore della Valle Stura le lavande fioriscono da sempre spontanee e selvagge nei campi.. Fra l’Ottocento e il Novecento la lavanda fece la fortuna economica dei valligiani.

’izòp del cuneese e l’alambicco di Giuseppe Rocchia

I raccoglitori di lavanda sono detti “izòp” nella lingua occitana che si parla in questa vallata. Oggi i tempi sono cambiati ma a Demonte è tutt’oggi attiva l’antica distilleria Rocchia dove operano gli eredi dell’illuminato Giuseppe.
Fu lui che, due secoli fa, affinò processi di distillazione innovativi. Capì che sfruttando il vapore poteva mantenere integre le proprietà organolettiche dell’olio essenziale di questa straordinaria pianta. Sempre nel cuneese, ma spostandoci però fra Alpi Marittime e Val di Gesso troviamo il piccolo borgo di Andonno di Valdieri. Qui a fine luglio (sabato 29 e domenica 30 luglio) alla lavanda si dedica un’intera festa. Sarà possibile fare trekking raccogliendo dal vivo le spighe, assistere alla distillazione e vivere esperienze enogastronomiche sul sentiero della lavanda.

Nel Monferrato a scoprire il menù alla carta di cuscini

Sulle morbide e sinuose colline del Monferrato, sempre in Piemonte è un’altra tappa d’obbligo per chi ama la lavanda. A Ponti, pochi passi da Acqui Terme c’è una cascina specializzata nella coltivazione e lavorazione di questa amata pianta officinale. La Cascina Blengio è un posto dove è doveroso fermarsi per conoscere vizi, virtù e magie sia della lavanda versione officinale che di quella ibrida. Tanti prodotti da veder lavorare, assaggiare e acquistare. C’è davvero l’imbarazzo della scelta fra prodotti officinali, cosmetici e alimentari. E se poi volete fare una full immersion, la cascina ospita anche in modalità B&B per cui affrettatevi a prenotare e rimarrete sorpresi dal menù alla carta di…cuscini.

Per chiudere il tour della lavanda piemontese vale la pena soffermarsi per una visita anche a Grugliasco appena fuori Torino. Sembra quasi incredibile che in questo paesone oggi appartenente all’hinterland della capitale dell’automobile esista un po’ di “verde” e una cascina del XVII secolo dove la lavanda condivide 20 ettari con foraggio e cereali per regalarci poi dei fantastici agnolotti alla lavanda.


Viaggio in Liguria fra sacro e profano a tutto viola

In Liguria la lavanda è radicata nella storia, nelle leggende e nella tradizione sacra e profana. Iniziamo il percorso dai borghi delle Alpi Mistiche dell’entroterra di ponente. Qui sopravvivono ampie coltivazioni di una “variante” speciale. Coltivazioni molto ridimensionate rispetto a un tempo, quando erano intensive. Tante le feste e sagre che animano i mesi estivi della zona. Noi consigliamo di provare quella di Colle di Nava patria dell’omonima variante (Coldinava) la più ricercata dalle distillerie per le sue presunte superiori qualità. 
Taggia la tradizione della lavanda si fa sacra con la festa che si celebra la terza settimana di luglio. Una devozione speciale gli abitanti di questo borgo lo riservano a Santa Maria Maddalena, simbolo di purificazione e rinascita.
L’antica tradizione ligure racconta infatti che la Santa si sia rifugiata sulla via della Provenza nei boschi taggesi e specialmente nella “grotta miracolosa”.

Nell’entroterra della Liguria

Sempre nell’entroterra ligure, troviamo anche un bel museo dedicato alla regina delle piante aromatiche. Il Museo della Lavanda di Carpasio è il primo del genere in Italia. Tutti da ammirare gli storici alambicchi, il “giardino dei profumi” dove insieme alla lavanda ammaliano i nostri nasi altre 70 essenze. Nella corte del museo un viaggio intenso nel mondo di questa pianta lo si può fare attraverso il Giardino dei Profumi. Sono ben 30 le diverse sfumature della pianta viola, tutte da annusare.


Friuli Venezia Giulia

Dall’altra parte del Nord Italia, esattamente nel cuore del Friuli Venezia Giulia esiste una patria della lavanda. Venzone è uno splendido borgo medievale fortificato ricostruito sapientemente dopo il terremoto del 1976.
Siamo alle porte della Carnia e qui la produzione della lavanda è radicata nei secoli. La varietà utilizzata è la angustifolia riconoscibile per le foglie argentee e il profumo molto intenso.
Passeggiando sul selciato delle deliziose vie del borgo è inevitabile fermarsi al Palazzo della Lavanda dove potrete trovare tutto ciò che vi viene in mente dedicato fiore viola. 

Agosto a Venzone

Il nostro suggerimento è di prenotare una visita a Venzone in agosto. Nella prima settimana del mese si festeggia insieme al Santo Patrono la lavanda che a queste latitudini fiorisce più tardi. E a proposito di santi e misteri molti non sanno che Venzone è celebre anche per le misteriose mummie che riposano nella Cappella di San Michele. La mummificazione qui è facilitata da un fungo particolare. É il Hipa Bombicina Pers, una muffa che vegeta nelle tombe del Duomo di Venzone che disidrata il corpo in un solo anno e rende la pelle simile a pergamena.


Romagna color lavanda

Scendendo lungo la penisola tappa d’obbligo in Romagna dove, nell’entroterra del ravennate c’è un autentico Eden della lavanda a Casola Valsenio. Negli anni Settanta del Novecento questo fu il regno del professor Augusto Rinaldi Ceroni che, pianta dopo pianta, ha creato uno straordinario Giardino delle Erbe. Notevole lo spazio dedicato alla lavanda con ben 20 varietà diverse fra cui la Hidcote e la Nonable.

Lavanda di Toscana

La strada della lavanda italiana fa tappa d’obbligo poi in Toscana dove fra Chianti Classico e Maremma Toscana esistono sempre più paesaggi tinti di viola. Da fotografare i campi di Fonterutoli vicino a Castellina in Chianti a 600 metri d’altitudine e quelli di Civitella Paganica che lasciano davvero senza fiato per profumo ed estensione.


Lavanda del Lazio e dell’Umbria

Scendendo poi dalla Maremma Toscana al Lazio per fare tappa a Tuscania, autentica città della lavanda. La Tuscia è infatti una delle più grandi zone di produzione italiana per quello che riguarda la produzione biologica. Qui la fioritura da il meglio di se fino all’inizio di agosto. Suggeriamo di ammirare lo spettacolo dei campi in fiore dall’alto dell’ Museo della Lavanda di Carpasio

Il giardino del Professor Ceroni e il miele del Santo di Assisi

A proposito di sacro forse pochi sanno che parlare di lavanda e associarla alla bellissima Assisi non è scontato. Eppure anche nella terra di San Francesco questa pianta viene coltivata e utilizzata soprattutto per la produzione di pregiati mieli.


La lavanda del sud fra specie autoctone e grani antichi

A Campotenese, a due passi da Morano Calabra nel cuore del Parco del Pollino esiste una Provenza Calabrese tutta da ammirare. Qui siamo al Sud e la fioritura è precoce: da fine maggio ai primi di luglio. Il parco della Lavanda è una creazione di Franco Rocco e di sua figlia Selene. Hanno iniziato non più di dieci anni anni fa coltivando la specie autoctona “loricanda”. Una varietà in via di estinzione che rischiava di scomparire per sempre col rimboschimento del Pollino. E pensare che la specie era nata solo negli anni Cinquanta del Novecento dalla duplicazione in vitro della lavanda “angusifolia”. Una specie che veniva raccolta e poi venduta all’epoca alla ditta Carlo Erba di Genova, prima industria farmaceutica italiana.

Lavanda in 60 varietà

Oggi in questa eccellenza del Sud sono ben 60 le diverse varietà che Selene ha recuperato in giro per l’Europa. Chiedete di assistere all’arte antica della distillazione e alla creazione delle candele, saponette e quant’altro la creatività di questi due amanti della lavanda sapranno proporvi. 


Sicilia: lavanda, grano tumminia e mandorleti centenari

Finiamo il nostro giro d’Italia in Sicilia e precisamente a Santa Caterina Villarmosa in provincia di Caltanisetta. Qui a piedi del monte Fagarìa la famiglia D’Anca produce lavanda alternandola con il grano Tumminia e i mandorleti centenari. 
Le varietà piantate in Sicilia sono quelle autentiche della Provenza: “grosso” e “lavandino” e i campi siculi sono davvero un must perché è insolito per il turista distratto trovare un angolo di Provenza nel cuore della Sicilia.


Come si fotografa la lavanda?

La lavanda è uno dei soggetti preferiti da appassionati e professionisti del click. Sembra facile realizzare una foto straordinaria dei filari di lavanda ma in realtà non è così facile come sembra.
Le inquadrature preferite sono due: il paesaggio e la macro. Cerchiamo di dare alcuni piccoli suggerimenti su come realizzare uno scatto perfetto. 
Il paesaggio è coinvolgente con le sue lunghe distese che sfidano la prospettiva e l’orizzonte. Per una foto perfetta serve però un obiettivo a grandangolo per esaltare le linee e la profondità. 
La lavanda si presta molto anche all’obiettivo degli amanti della macro. In questo caso l’inquadratura si deve concentrare sul fiore dov’è possibile cogliere anche lo svolazzio delle api in cerca di polline fra i filari di lavanda.


Come si coltiva la lavanda in terra e in vaso

Facile che a questo punto che vi sia venuta voglia di coltivare la lavanda. Il suo tocco di colore e il suo profumo possono essere perfetti anche in un terrazzo di città.
L’arbusto è robusto e quindi, anche se si esalta in campo aperto è possibile coltivarla anche in vaso. Per quanto riguarda il clima si adatta facilmente anche a climi difficile anche se la sua condizione perfetta è l’area del Mediterraneo. (l’articolo segue dopo il video)

Questa pianta si può coltivare con facilità anche in vaso purché si scelga di posizionarla in una zona soleggiata. Se a casa vostra il clima invernale tende a diventare rigido il consiglio è spostare in inverno il vaso di lavanda in un luogo chiuso ma sempre vicino a una fonte di luce. La specie che più si adatta fra tutti i tipi di lavanda ad essere coltivata in caso è la lavandula angustifolia. L’annaffiatura è necessaria quando la terra è asciutta e l’acqua deve sempre essere indirizzata alla base della pianta. 
Se ben mantenuta la lavanda anche in vaso cresce molto velocemente. In un anno può arrivare facilmente al mezzo metro di altezza e a questo punto è obbligatorio travasarla scegliendo sempre di volta in volta contenitore dal diametro maggiore. 

Origine e diffusione della pianta di lavanda

Finiamo con un escursus botanico per conoscere meglio questa pianta. Il suo nome scientifico è Lavandula officinalis e appartiene alla famiglia botanica delle Lamiaceae.
Fin dai tempi dell’antico Egitto era ricercata per le qualità detergenti e profumanti. La sua fortuna ha attraversato i secoli, Nel Medioevo era ingrediente principale per la cura delle patologie gastrointestinali. Nel XVI secolo la svolta con la nascita e diffusione dell’arte profumiera e l’usanza delle signore di portare con se una bustina di lavanda per profumarsi.


Le tante specie di lavanda in Italia

Come abbiamo visto anche nel nostro viaggio fra la strada della lavanda italiana tante sono le specie di lavanda. Vediamo quali le principali.
Limitandosi all’area dell’Europa Mediterranea le specie di lavanda sono ventidue. Limitandoci alle specie più diffuse in Italia parleremo di cinque specie.

  • La lavandula spica detta anche lavanda spigo conosciuta botanicamente come Lavandula latifolia è forse la più diffusa. Perenne ed alta fra i 30 e i 60 centimetri è una pianta perenne. Si trova sopratutto in collina.
  • La Lavandula stoechas più alta della precedente preferisce i terreni acidi e cresce spontanea in tutta la peisola ma soprattutto sulla costa tirrenica.
  • La Lavandula angustifolia è la lavanda “vera”. Le foglie rispetto alle precedenti specie hanno un verde più intenso, mentre i fiori hanno sfumature infinite che variano da lilla al rosso, al bianco e al blu. Cresce spontanea in tutta Italia ma soprattutto sulla costa tirrenica.
  • La Lavandula dentata è nota anche come spigonardo. Raramente cresce selvatica ed è la specie usata soprattutto in profumeria per realizzare oli essenziali. Si distingue per la base ramosa e la diffusione soprattutto al sud.
  • La Lavandula multifida ha stelo grigio e lanoso ed è a rischio estinzione. Tipica delle aree aride è nota anche come lavanda dell’Egitto