Vini Bagnanti, l’evento dell’estate 2024 a Riva degli Etruschi

Vini Bagnanti, l’evento dell’estate 2024 a Riva degli Etruschi

di Barbara Tedde – Vini Bagnanti è l’evento dal sapore di mare, di salsedine e di vino naturalmente. L’evento dell’estate sulla costa toscana ideato da Teseo Geri – patron di Vini Migranti – si presenta alla stampa con grande entusiasmo presso una location storica della Toscana e ben conosciuta in gran parte del Pianeta.
Siamo a Riva degli
Etruschi a San Vincenzo (Livorno) dove l’evento prenderà vita il 22 Giugno dalle 18.30 alle 23.30.

la spiaggia di Riva degli Etruschi

Il vino si mette l’infradito e scende in spiaggia

Sarà un chilometro di spiaggia tutto da sorseggiare, un evento unico dove l’abbraccio delle onde e della natura incontaminata ci cullerà in un percorso di assaggi di ben 50 aziende presenti.
Tra i
produttori nomi come Walter Massa, Stefano Amerighi, Michele Satta e Toscani.
Oltre ad assaggiare sarà possibile anche
acquistare i vini, ma attenzione, gli ingressi sono contingentati ed è previsto un numero massimo di 400 persone, proprio nel rispetto della spiaggia e della natura circostante.
Il format è stato presentato alla stampa per voce di Iacopo Lisi – proprietario insieme ai fratelli di Riva degli Etruschi – Teseo Geri – Vini Migranti – Vieri Martelli – Direttore Marketing e Revenue di Riva degli Etruschi – e Silvio Barbero – Vicepresidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
La spiaggia di Riva degli Etruschi è ecologica – spiega Iacopo Lisi – e segue pertanto protocolli ben precisi, con presenza di poseidonia.
Qui esporranno i produttori, sulla sabbia sospesa tra
querce e lecci, una vera perla dell’arcipelago toscano.

la conferenza stampa di presentazione di “Vini Bagnanti”

Il debutto di un evento davvero unico

Riva degli Etruschi lavora secondo princìpi di sostenibilità ambientale e sono presenti grandi produzioni agricole in un Resort di trenta ettari che vede la presenza di 200.000 persone l’anno.
Abbiamo la produzione di vini di eccellenza in
collaborazione con Michele Satta, la produzione anche di gin, oltre alla coltivazione di ortaggi in via di estinzione.
“Vini Bagnanti è un evento mai fatto prima in Toscana, è il commento di Teseo Geri.
Nessuno sa gestire un chilometro di
spiaggia in maniera così rispettosa come Riva degli Etruschi: durante l’evento trasformeremo la location nel salotto migliore, con le pareti saranno fatte di mare, bosco, cielo e sabbia.
I
cinquanta rinomati vignaioli non hanno saputo dire no ad un
evento che spinge la degustazione su un altro livello”.
Vieri Mantelli, Direttore Marketing & Revenue di Riva degli Etruschi, commenta: “questo evento, che coinvolge molti produttori del territorio, riflette il nostro DNA: la valorizzazione del territorio e il recupero delle eccellenze locali.
Negli anni,
abbiamo collaborato con numerosi partner per tradurre in azioni tangibili i nostri valori.
Dalla partnership con l’Università di
Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Slow Food, alle iniziative nel

campo della sostenibilità sociale, fino al prezioso coinvolgimento di Michele Satta per la produzione del nostro vino, abbiamo dimostrato la nostra convinzione che le sinergie siano fondamentali per fare la differenza”.


Un laboratorio del gusto in riva al mare

Mantelli conclude: “Anche questa volta, l’evento Vini Bagnanti è un’esemplificazione tangibile del nostro impegno nelle sinergie con il territorio e con le realtà che condividono i nostri stessi valori”.
“La banca del vino selezionerà una serie di produttori attraverso alcune postazioni. E’ previsto un laboratorio del gusto in riva al mare, un momento di confronto tra i vini del mare, ovvero quelli prodotti in territori costieri con quelli delle isole” , aggiunge Silvio Barbero, Vicepresidente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo dove ha sede anche la Banca del vino.
Non resta quindi che infilare abiti comodi ed infradito per godere di un tramonto sulla spiaggia degustando vini di rara eccellenza.
Per la degustazione verranno usati calici in conformità alle norme vigenti, pertanto non aspettatevi cristalli o affini. La spiaggia è preziosa ed è necessario il massimo rispetto.
E’ prevista una Masterclass condotta da un responsabile della guida Slow Wine la cui prenotazione è obbligatoria.
L’ingresso ha il costo di 15 Euro ed i biglietti sono acquistabili on-line.

San Vincenzo: degustando la PalamitaSan Vincenzo: tasting Palamita

di Nadia Fondelli – Torna, come ormai da tradizione a San Vincenzo, nel cuore del litorale livornese, l’annuale inno al pesce azzurro: quello verace del mare nostrum meno celebrato, ma decisamente benefico dal punto di vista salutaristico più di tanti altri pesci celebrati dagli chef più modaioli.

”La Palamita” quest’anno ci aspetta tutti il 4 e 5 maggio per la sua ottava edizione. Questa straordinaria rassegna enogastronomia del mare ci farà scoprire tutto il pesce azzurro in tavola con cibo da strada, degustazioni e tanta allegria fra il mercatino delle tipicità di Piazza Vittorio Veneto e i menù, aperitivi e cene a tema proposti dalle attività di San Vincenzo.

Protagonista assoluto ovviamente il pesce che da il nome alla rassegna, ovvero la palamita di cui, forse non avrete mai sentito parlare, ma sappiate però che siamo di fronte ad un pesce fratello minore del tonno e dello sgombro, scarso di spine e dalla carne gustosa che trova in cucina applicazione in un numero infinito di ricette.
La palamita oggi è un icona di tutto il cosiddetto “pesce povero” oltrechè essere un simbolo stesso di San Vincenzo tanr’è che è un presidio slow food che ha fatto, con grande successo, il suo debutto anche al Salone del Gusto di Torino, vero e proprio punto di riferimento del settore gastronomico.

Nella festa  tutti coloro che arriveranno a San Vincenzo potranno scoprire tutti i pregi di questo straordinario prodotto vessillo della tradizione ittica italiana e fulcro dell’economia di queste zone.
Potrete provare le polpette di palamita, la palamita in forno con pomodorini oppure quella con cipollotti freschi e fagioli tanto per stuzzicarvi l’appetito.
Ma non solo. In questa originale festa del mare non fatevi mancare gli assaggi anche di tutte le altre prelibatezze, sorelle della palamita che con essere condividono la definizione di pesce azzurro ovvero: le sardine alla mediterranea, il tonno briaco, gli acerti in cartoccio con la mentuccia, la spuma di sgombro, le sardine sotto pesto, etc…

L’offerta e infinita e le vostre papille gustative ne godranno!
Un suggerimento da non mancare a cui potete aggiungere il fascino della primavera salmastra tirrenica, le uscite in barca a vela, le leggende che i pescatori del posto sono sempre pronti a narrarvi e la certezza che potrete incontrare fra le vie di San Vincenzo tanti nomi illustri che ben hanno capito l’importanza per la loro salute di nutrirsi con questo cibo sano, amico del portafoglio e totalmente made in Italy!

by Nadia Fondelli – The annual anthem to oily fish is back again, as is the tradition in San Vincenzo, in the heart of the Livorno coastline. The lesser celebrated fish from our sea, but undoubtedly much more beneficial in terms of health than the many other fish lauded by the hip chefs of the day.

”La Palamita” awaits us all on 4 and 5 May for its seventh year. This extraordinary seaside food and wine event lets us discover all those oily fish with street food, tastings and lots of fun on the local produce market in Piazza Vittorio Veneto and the menus, happy hours and themed dinners offered by businesses in San Vincenzo.

The star of the show is obviously the fish which gives the event its name, that is the bonito, which you may never have heard of, but you should know that this is the little brother of the tuna and mackerel, lacking in bones and with a delicious flesh that is used in an infinite number of recipes in the kitchen.
The bonito is now an icon of all the so-called “poor fish”, as well as being the symbol of San Vincenzo itself. It is also safeguarded by the Slow Food movement, successfully making its debut at the Salone del Gusto di Torino, a real point of reference of the gastronomic sector.
In the festival everyone who arrives in San Vincenzo will be able to discover all the benefits of this extraordinary product of the Italian fish tradition and the centre of the economy in these areas.

You can try bonito patties, baked bonito with cherry tomatoes or bonito with fresh spring onions and beans to satisfy your appetite.
That’s not all. At this original seaside festival make sure you taste all the other morsels, sisters of the bonito which shares the title of oily fish, that us Mediterranean-style sardines, tuna cooked in alcohol, mackerel baked with mint, mackerel mousse, sardines in pesto, etc.
The choice is endless and your palate will love them!

Just a suggestion to add the charm of the Tyrrhenian brackish spring, take a sailing boat trip and listen to the myths that the local fishermen are already ready to tell you and the certainty that you encounter lots of illustrious names in the streets of San Vincenzo who understood the importance of eating this healthy food, a friend to your wallet and genuinely Italian!

Carnevali di Toscana: coriandoli ed allegria

di Stefania Pianigiani – Arriva il Carnevale e Viareggio si trasforma. Anzi i viareggini si trasformano. Non è facile capire cosa succede a Carnevale, per chi non vive in questa città.
Humor sottile e voglia di divertirsi si avvertono a tutte le età e scatta un meccanismo di autoironia che diventa il filo conduttore di maschere e gruppi. I viareggini con maestria e cura, preparano gli abiti e il copione delle loro mascherate, riversandosi in massa in passeggiata e sui viali a mare. Altra particolarità di Viareggio, è che ogni sabato, precedente al corso mascherato della domenica, ogni rione, fa la propria festa: musica, cibo di strada, frittura, tortelli e gnocchetti di pesce accompagnano la lunga notte nei rioni. Il primo rione a cominciare la festa, è “Torre del Lago”, seguito dal rione “Marco Polo”, poi arriva il turno della “Vecchia Viareggio” e conclude il rione “Baccanale Darsena”.
Il Carnevale a Viareggio, comincia con la cerimonia di apertura, dove si consegnano le chiavi della città a Burlamacco, e l’ultimo corso chiude con spettacolari fuochi d’artificio.

Poco distante, troviamo il “Carnevale Pietrasantino”, con la maschera simbolo che si chiama “Sprocco”. E’a partire dai primi anni del novecento, che si svolgono sfilate in maschera a Pietrasanta, e col tempo i corsi mascherati, si sono arricchiti di un altro importante evento “Lo Sprocco d’Argento”: festival che elegge la canzone regina del Carnevale.

Nel Valdarno, precisamente nella ridente cittadina di San Giovanni, i suoi abitanti, oltre a fare uno squisito “stufato alla sangiovannese”, con tanto di ricetta segreta, sono anche unici nel festeggiare il Carnevale. Gli Uffizi di Carnevale, è infatti una manifestazione unica nel suo genere: nell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, le sette compagnie di suffragio, organizzano ricchi pranzi a base di specialità locali, preceduti dalla sfilata del carroccio con i paggetti in costume.
I cinque “Uffizi” che tuttora sopravvivono sono: Sant’Antonio, Santa Lucia, quello “dell’Industria”, quello del “Vicariato” e quello delle “Donne”.

Spostandoci nell’aretino, una nota di merito va al “Carnevale dei “Figli di Bocco”: tutto nasce da un antico documento datato 1174, dove si narra di grandi festeggiamenti prima dell’inizio della quaresima, con balli e libagioni, dove signori e bifolchi, festeggiano insieme.
I figuranti, indossano meravigliosi costumi e bellissime maschere e sfilano per le vie del borgo, accompagnati da musici, sbandieratori e tamburini.

Un altro Carnevale toscano molto famoso è quello di Foiano della Chiana: la sua esistenza è documentata in uno Statuto del 1539, e tale documento fa si che questo Carnevale sia il più antico d’Italia.
Ad aprire le sfilate dei quattro quartieri del paese è “Re Giocondo”, che verrà bruciato durante la cerimonia della “Rificolona” e della lettura del testamento.

Ma la Toscana, si conferma la regione regina dei carnevali fantasiosi sia per il nome che per i costumi: ad Arezzo è rinomato il “Carnevale dell’Orciolaia”, a Ponte a Buggiano (Pistoia) c’è quello dei golosi, a Bibbiena (Arezzo), quello della “Mea”.

E anche la costa organizza sfavillanti corsi in maschera, come il “Carnevale del Mare” a San Vincenzo, “Il Baraonda” a Rosignano Solvay e il “Carnevale di Follonica”.by redaction HGH – Viareggio Carnival arrives and turns. Indeed the Viareggio turn. It is not easy to understand what happens during Carnival, for those who do not live in this city.
Subtle humor and desire to have fun, you will hear all ages and takes a mechanism of self-irony that becomes the theme of masks and groups. The Viareggio with skill and care, prepare clothes and the script of their masked, pouring in mass walk and walks along the sea. Another peculiarity of Viareggio, is that every Saturday, Sunday masked prior to the course, each district makes its festival: music, street food, fry, ravioli and gnocchi fish accompany the long night in the wards. The first district to start the party, is “Torre del Lago”, followed by the district “Marco Polo”, then comes the turn of the “Old Viareggio” and concludes the district “Bacchanal Dock”.
The Carnival in Viareggio, begins with the opening ceremony, where you hand over the keys of the city to Burlamacco, and the last course ends with a spectacular fireworks display.

Nearby, there is the “Carnival Pietrasanta” with the mask symbol called “Sprocco.” E’a since the early years of the twentieth century, taking place in Pietrasanta dress parades, masked and in time, we are enriched by another important event “The Sprocco Silver” festival which elects the song Queen of the Carnival .

In Valdarno, specifically in the small town of St. John, its inhabitants, as well as make a delicious “stew sangiovannese”, complete with a secret recipe, they are also unique in celebrating Carnival. The Uffizi Carnival, is indeed a unique event of its kind: the Oratory of Santa Maria delle Grazie, the seven companies suffrage, lavish meals based on local specialties, preceded by a parade of carroccio with pageboy costume.

The five “Uffizi” that still survive are: Saint Anthony, Saint Lucia, the “Industry”, that of “vicariate” and that of “Women”.
Moving nell’aretino, a note of credit goes to the “Carnival of the” Sons of Bocco “everything comes from an ancient document dated 1174, which tells of a great celebration before the beginning of Lent, with dancing and drinking, where lords and peasants, celebrating together.
The participants, wearing beautiful costumes and beautiful masks and parade through the streets of the village, accompanied by musicians, flag bearers and drummers.

Another very famous Tuscan Carnival is to Foiano della Chiana: its existence is documented in a statute of 1539, and this document makes this Carnival is the oldest in Italy.
To open the parade of four districts of the country is “Re Giocondo,” which will be burned during the ceremony of the “Rificolona” and the reading of the will.

But Tuscany, is still the region queen of carnival fancy Both the name and for the costumes in Arezzo is the famous “Carnival dell’Orciolaia” Bridge to Buggiano (Pistoia) is that of a sweet tooth, in Bibbiena ( Arezzo), that of “Mea”.
And the coast organizes courses in sparkling form, as the “Carnival of the Sea” in San Vincenzo, “The Uproar” Rosignano Solvay and the “Carnival of Follonica”.

Tutti i colori del mare All the colours of the sea

di Giuseppe Raimondi – Giampaolo Talani è il grande autore di “Partenze”, un affresco di 70 metri quadri nel salone centrale della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella; del “Marinaio” una scultura di sette metri che domina il Porto Turistico di San Vincenzo, e di tante opere di grande impatto emotivo realizzate con sentimento, grande maestria tecnica e uno stile inconfondibile. Abbiamo sentito l’artista.

Quando inizia l’amore per la pittura?
Da sempre; fin da bambino.
Ho fatto il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Firenze.
Da ragazzo ho affrescato la Chiesa di San Vincenzo. Poi sono iniziate le prime mostre, i primi successi.
La mia è una storia semplice; tutto il mio lavoro è permeato dalla ricerca della semplicità; dobbiamo tendere alla semplicità che è eccezionale; spesso invece siamo bravissimi a complicarci l’esistenza dimenticando che le cose semplici sono spesso le meno banali.

I temi delle sue opere?
Nei miei quadri si parla, appunto, di cose semplici, di sentimenti: l’amore, la ricerca dell’altro, la solitudine, le partenze, la scoperta… Emozioni in cui tutti si ritrovano.
Mi piacciono le storie della gente, le storie dei sentimenti – che sono i sentimenti di tutti.
Altri temi che prediligo sono il mare, il vento, la musica, la femminilità.
L’amore resta uno dei valori più importanti: incontrarsi, capirsi. Questa per me è l’arte.

Il suo rapporto con la musica?
Fin da piccolo sono stato molto attratto dalla musica; vengo da una famiglia di musicisti e ho studiato pianoforte per 10 anni; poi, ho avuto altri interessi. Sono comunque sempre un appassionato e ho una collezione di pianoforti e di organi elettronici. Amo suonare il Jazz e il Blues. Vorrei saper suonare meglio; oggi la musica è soprattutto un hobby; è un po’ la balena inseguita e mai raggiunta.

Il suo rapporto con il mare?
Il mare è la mia vita; potrei dire di essere nato “sotto l’ombrellone”. Vivo a San Vincenzo, a 30 metri dal mare e lo vivo come un’esperienza quotidiana da sempre.
La mia famiglia ha uno stabilimento balneare: il bagno “Venere”. Ho fatto il bagnino per 25 anni con tutto ciò che questo comporta, dai grandi impegni di gestione alle responsabilità dei salvataggi, fino al fascino delle avventure estive.
Il lavoro di bagnino ha dato molto alla poetica del pittore che in definitiva mette su tela l’umanità. Io credo molto nell’Uomo; l’uomo che ha fatto la cupola del Brunelleschi e la nona di Beethoven; ma anche il terrorista e quello che ha sganciato l’atomica su Hiroshima. Questo è l’Uomo; ma io resto ottimista, c’è sempre una speranza – come una rosa che si deve tenere fra i denti.

La figura del “Marinaio”?
E’ Marinaio chi ha la curiosità, la voglia di andare oltre, di capire gli altri per comprendere e comprendersi. Io mi sento un “marinaio di spiaggia”; ma in fondo siamo tutti marinai – anche in città o in montagna.

Cosa significa essere Toscano?
Io sono orgoglioso di essere Toscano e ammetto di avere tutti i difetti dei Toscani: siamo polemici, rissosi, litigiosi, ma sinceri e mai cattivi.

Un aneddoto che ricorda volentieri
Nel 1992 sono stato ricevuto da papa Wojtyla perché ero stato incaricato di affrescare il Palazzo Vescovile di Massa Marittima.
Mi sono presentato con un abbigliamento un po’ sportivo e l’addetto della segreteria non voleva farmi passare. Ho cominciato a replicare e a discutere educatamente ma con  fermezza; in fondo avevo la cravatta in tinta con la giacca – in pelle.
A un certo punto, ci siamo accorti che il Pontefice era dietro di noi; aveva seguito la discussione e rideva; sì, rideva a crepapelle; era piegato in due dal ridere –anche lui è un uomo.
La questione fu risolta e il Papa addirittura si scusò dicendo che ero un artista e che quindi potevo vestirmi come volevo. Da allora, mi sento ancora più libero nelle mie scelte di abbigliamento… Se l’ha detto il Papa!di Giuseppe Raimondi – Giampaolo Talani is the great artist of Partenze (Departures), a fresco covering 70 square metres in the central hall of the Santa Maria Novella train station, Marinaio (Sailor), a seven metre sculpture that dominates Pay Day Loans the tourist port of San Vincenzo, and many works of great emotional impact created with sentiment, great technical mastery and an unmistakable style.
We find out straight from the artist.

When did your love for painting begin?
It’s always been there since I was a kid. I went to art college and the Academy of Fine Arts in Florence. As a young man I frescoed the church of San Vincenzo.
My first exhibition and successes then began.
Mine is a simple story. All my work is permeated with the search for simplicity. We must tend towards simplicity, which is exceptional; on the other hand, we’re often very good at complicating life, forgetting that the simple things are often the least banal.

What are the themes of your works?
In my paintings I actually talk about simple things and sentiments: love, searching for that other person, solitude, departures, discovery… Emotions that everyone feels from time to time.
I like people’s stories, the stories of sentiments – the sentiments of others.
Other themes that I prefer are the sea, the wind, music and femininity.
Love is still one of the most important values: meeting and understanding one another. That’s art for me.

What is your relationship with music?
Since I was a child I have always been attracted to music. I come from a family of musicians and I studied piano for ten years. But I had other interests. I still love it and I have a collection of pianos and electronic organs. I love to play jazz and blues. I’d like to know how to play better; now music is a hobby above all. It is the goal I’ve pursued and never achieved.

What about your relationship with the sea?
The sea is my life. You could say that I was born under a parasol. I live in San Vincenzo, 30 metres from the sea and it has always been a daily experience for me.
My family has a bathing establishment called Venere. I worked as a lifeguard for 25 years, with everything that entails, from the hard work of management to the responsibilities of lifesaving, as well as the wonders of summer romances.
Working as a lifeguard gave me a lot in terms of the poetics of being a painter, putting humanity on the canvas once and for all. I believe very much in mankind; the man who created Brunelleschi’s dome and Beethoven’s Ninth Symphony, but also the terrorist and man who released the atomic bomb on Hiroshima. That’s mankind, but I’m still an optimist and there’s always hope – like a rose that you grip between your teeth.

And the figure of the sailor?
Sailors are curious, they have the willpower to go beyond, to understand others to understand themselves. I feel like a beached sailor, but at the end of the day we’re all sailors – even in the town or mountains.

What does it mean to be Tuscan?
I’m proud to be Tuscan and I admit that I have all the faults of being Tuscan; we’re polemical, quarrelsome and argumentative, but sincere and never bad.

Do you have an anecdote that you’re happy to remember?
In 1992 I was received by Pope Wojtyla as I was commissioned to fresco the Palazzo Vescovile in Massa Marittima.
I turned up wearing something that was a bit too sporty and the secretary wouldn’t let me through. I started to talk back and politely yet firmly discuss the matter. After all, I have wearing a tie that was in tone with my – leather – jacket.
At a certain point, we realised that the Pope was behind us. He had followed the discussion and was laughing. Yes, he laughed, fit to bursting; he was bent in half with laughing – after all, even he is a man.
The matter was resolved and the Pope actually said sorry, saying that I was an artist and that I could therefore wear what I wanted. From then on, I’ve always felt freer in my dress sense… Well, the Pope said so!