È siciliano uno dei migliori gin al mondo

È siciliano uno dei migliori gin al mondo

Apenera, il gin siciliano prodotto solo con ingredienti e botaniche dell’isola, ha conquistato la giuria di “The Gin Guide Awards” la più autorevole competizione mondiale dedicata al gin e porta a casa il miglior risultato per la categoria “Contemporary Gin”.


Dalla Sicilia con furore 

Tra i migliori gin del mondo ce n’è uno siciliano, è Apenera, il gin distillato in Sicilia che utilizza esclusivamente ingredienti e botaniche dell’isola.  Un gin  che ha conquistato la giuria della rigorosa competizione internazionale indipendente  “The Gin Guide Awards”.
Apenera Gin ha superato tre batterie di test alla cieca ed è stato decretato vincitore per la categoria “Contemporary Gin”, conquistando i giudici provenienti da tutto il mondo per la qualità delle sue straordinarie botaniche, i profumi e gli aromi che raccontano di Sicilia, la grande morbidezza e la sua spiccata eleganza.
Protagoniste di Apenera, gin prodotto esclusivamente con botaniche del territorio siciliano seguendo processi volti alla sostenibilità, sono le bacche di ginepro dell’Etna a cui si accompagnano: la scorza dell’arancia di Ribera IGP, il limone e il pompelmo rosa di Siracusa e il miele di api nere, che dona delle note agrumate e speziate alla struttura del liquore.
E poi ancora entrano nel ricchissimo bouquet: il basilico, i semi di finocchietto selvatico, il timo capocchiuto, la menta di agrigento e la salvia di Ragusa, note vegetali che bilanciano i picchi agrumati e lasciano al palato la freschezza di un gin unico nella complessità dei suoi profumi.
Le mandorle e le noci della Val di Noto completano la struttura e conferiscono morbidezza, mentre le mele Lappedde del messinese e i mirtilli neri dell’Etna donano densità, unendo tutti gli aromi in una sinfonia elegante e ricercata.


Due giovani imprenditori, cervelli di ritorno

“Una gioia immensa e tanta soddisfazione che ci ripaga da tutti gli sforzi condotti negli ultimi due anni per portare avanti il nostro progetto – affermano Jerry Prestigiacomo e Giusy Cipolla, i due giovani fondatori e creatori di Apenera Gin, tornati ad investire in Sicilia dopo un lungo periodo all’estero. “La nostra idea – continuano – è quella di associare l’immagine dell’Ape Nera Mellifera Siciliana alla storia dei Siciliani. Un popolo che, come le Api Nere, ha resistito e resiste tutt’ora alle migrazioni e alle tante contraddizioni che caratterizzano la nostra isola, e che adesso con tanto sforzo e coraggio vuole tornare a vivere le città e raccontare della bellezza delle proprie origini da protagonista. Questo premio ci da la forza necessaria per continuare a credere nei nostri sogni.”
Apenera, nasce nel 2021 ad Aragona, paesino a 10 km dalla Valle dei Templi di Agrigento e dalla Scala dei turchi, entrambi Patrimonio UNESCO. Qui un vecchio deposito di frutta secca è stato sapientemente ristrutturato e adesso ospita un distillatore in rame realizzato in maniera artigianale dalla famiglia tedesca Müller, leader nel mondo della produzione di alambicchi dal 1929. Il distillatore chiamato affettuosamente “Mimì” è stato progettato con un cestello a sospensione per le botaniche più delicate e un pre-condensatore, che estraendo gli oli essenziali con delicatezza e nel massimo rispetto della materia prima, permette la produzione di un gin dal gusto complesso ed elegante, che ha conquistato i giudici dell’autorevole competizione internazionale.
Con la vittoria del “The Gin Guide Awards” un gin 100% siciliano entra ufficialmente nell’olimpo degli spirits internazionali. 

L’Italia è tra le mete preferite da europei e italiani per la Pasqua 2024

L’Italia è tra le mete preferite da europei e italiani per la Pasqua 2024

Si avvicina una Pasqua di viaggi e brevi fughe, in cui la voglia degli italiani di partire e godersi una meritata vacanza sta portando a prenotazioni da record, come si evince dai motori di ricerca specializzati in ricerche dato che quelle dei voli sono aumentate del 13%, mentre quelle di alberghi sono aumentate del 16% rispetto alla Pasqua del 2023.
È quindi l’anno con il maggior numero di ricerche nella storia.

Gli europei scelgono l’Italia

Molti degli europei che hanno deciso di viaggiare durante la Pasqua 2024 stanno scegliendo l’Italia.
Il clima primaverile nel Bel Paese, la ricchezza di cultura, paesaggi, tradizioni, così come la ricca offerta di enogastronomia e ospitalità hanno fatto in modo che l’Italia sia diventata il secondo paese più ricercato per trascorrere queste vacanze, dietro alla Spagna e prima del Portogallo.


Il trionfo di Roma e Milano

I dati che analizzano i risultati delle ricerche di voli durante la Pasqua 2024 indicano che una grande maggioranza ha optato per le grandi città, che tendono a essere più vuote del solito in questo periodo dell’anno, come Roma, che è diventata la città più richiesta dai viaggiatori tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi e portoghesi e la seconda più richiesta per i britannici.
Dall’altro lato,
Milano, è la meta preferita dai britannici, la seconda per tedeschi, spagnoli olandesi e portoghesi e la terza per i francesi.

Napoli


Napoli, Bari e Genova fra arte e mare

Per quanto riguarda le destinazioni italiane che combinano l’attrattiva di una grande città, con il sole, la spiaggia, e la gastronomia ci sono Napoli, che è la terza città più richiesta dai viaggiatori olandesi, la quarta per tedeschi e britannici e la quinta per francesi e spagnoli. Bari è la quinta città preferita dai britannici e la sesta per i tedeschi.
Inoltre 
Genova è diventata la nona città più richiesta dai viaggiatori tedeschi, britannici e olandesi.
Spiccano anche le destinazioni interne, con le loro ricchezze culturali, molto richieste, tra cui emerge Bologna, che è la quarta città preferita dai viaggiatori olandesi, la quinta per i portoghesi e la settima per gli spagnoli. Torino, è la 12esima scelta per francesi e spagnoli.

Catania

Sardegna e Sicilia, le isole del sole

Per quanto riguarda le isole, la Sicilia rappresenta ancora una volta un paradiso per i viaggiatori europei al suo interno Catania è diventata la terza città più ricercata dai viaggiatori tedeschi, la quinta per gli olandesi, la sesta per i francesi, l’ottava per i britannici, la nona per gli spagnoli e la decima per i portoghesi.
Oltre a Catania, anche Palermo è tra le città più ricercate, essendo la settima scelta per tedeschi e francesi, l’ottava per spagnoli e portoghesi, la decima per gli olandesi e la 12esima per i britannici..
Dal canto suo, anche la Sardegna dimostra di essere una delle isole preferite dai turisti, soprattutto per Cagliari, che è diventata l’undicesima città più ricercata dai viaggiatori francesi, la 12esima per i tedeschi, la 13esima per gli spagnoli, la 14esima per gli olandesi e la 15esima per i portoghesi. Anche Olbia è tra le città più ricercate, essendo la nona scelta per i portoghesi, la 12esima per gli olandesi, la 14esima per i tedeschi e la 15esima per i britannici.

Venezia. Foto: Foto di Ingeborg Gärtner-Grein da Pixabay

Firenze e Venezia i grandi classici

La Toscana è anche una regione molto ambita, e soprattutto per Firenze, che è la quarta città preferita dai viaggiatori francesi, spagnoli e portoghesi, la sesta per i britannici e l’ottava per tedeschi e olandesi. Anche Pisa è tra le città più ricercate, essendo la sesta scelta per gli spagnoli, la settima per portoghesi e olandesi, la decima per tedeschi e francesi e l’undicesima per i britannici.
Anche il Veneto è molto richiesto, soprattutto Venezia, che è diventata la seconda città più ricercata dai viaggiatori francesi, la terza per britannici, spagnoli e portoghesi e la quinta per i tedeschi. Da parte sua, Verona è la settima scelta per i britannici e l’undicesima per tedeschi e spagnoli.


Le preferite degli italiani: grandi capitali europee, ma non solo…

Inoltre per gli stessi italiani, le capitali e le città principali dei paesi europei sono le prime destinazioni più desiderate per trascorrere questi giorni di riposo e svago.
Parigi (1), Amsterdam (2), Barcellona (3), Londra (4), Praga (9), Madrid (10), Lisbona (11), Valencia (13), Siviglia (15), Budapest (17), Vienna (18), Bucarest (19), Tenerife (20) e Berlino (22).
Anche altre città italiane sono molto ricercate, come Napoli (5), Catania (6), Milano (7), Roma (8), Palermo (14), Torino (23), Firenze (24) e Bari (25).
Quelli che hanno scelto destinazioni a lungo raggio hanno optato invece per New York al 12esimo posto.

Le città più ricercate dai turisti italiane durante Pasqua 2024:
1. Parigi
2. Amsterdam
3. Barcellona
4. Londra
5. Napoli
6. Catania
7. Milano
8. Roma
9. Praga
10. Madrid
11. Lisbona
12. New York
13. Valencia
14. Palermo
15. Siviglia
16. Istanbul
17. Budapest
18. Vienna
19. Bucarest
20. Tenerife
21. Marrakesh
22. Berlino
23. Torino
24. Firenze
25. Bari
Vini Sicilia, individuati 131 nuovi presunti cloni varietali

Vini Sicilia, individuati 131 nuovi presunti cloni varietali

Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia è fortemente impegnato in un’azione di tutela e conservazione della biodiversità generata dagli oltre 3.000 anni di storia della viticoltura siciliana.
Un impegno mosso non solo dall’intento di proteggere e valorizzare la ricchezza ampelografica dell’isola, ma anche volto a sviluppare un approccio all’enologia siciliana capace di coniugare tradizione e alta qualità in uno scenario in continua trasformazione.


Vino siciliano: un mondo di biodiversità

È proprio in questo contesto che ha trovato grande entusiasmo la notizia che a fronte dei test condotti sia in laboratorio che sul campo sono stati individuati 131 nuovi presunti cloni delle diverse varietà oggi in fase di omologazione.
Si tratta di uno straordinario passo in avanti – racconta il Presidente del Consorzio Antonio Rallo – di un percorso che parte da lontano”.
Dal 2003, infatti, l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia ha affidato alle Università di Palermo e di Milano ed all’Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale di Roma il coordinamento scientifico ed il monitoraggio delle azioni operative del Progetto di selezione clonale e di recupero dei vitigni antichi dell’Isola.
Numerose le tappe – continua – di questo progetto così sfidante e complesso che ha portato nel 2018 al grande traguardo di iscrivere nuove varietà nel Registro Nazionale delle Varietà della Vite. Si è trattato di un nuovo punto di partenza da cui sono sfociati due importanti progetti, che hanno come comun denominatore lo scopo di fornire, nel tempo, alle aziende siciliane, la possibilità di acquistare presso i vivaisti locali materiale certificato, per poter poi utilizzarlo nell’impianto dei nuovi vigneti.” Un valore immenso dal punto di vista biologico, dunque, ma anche una risorsa culturale ed economica importante quella che attraverso questi filoni progettuali la Sicilia del vino sta portando avanti.


Nero d’Avola, Grillo e Lucido sugli scudi

È“Data la sua ricchezza e la sua importanza, è utile e doveroso studiare, valorizzare e salvaguardare la biodiversità viticola siciliana. – sottolinea Rosario Di Lorenzo, Presidente Accademia Italiana della Vite e del Vino – Per questo l’obiettivo del progetto “Valorizzazione del germoplasma viticolo” è quello di produrre viti siciliane dotate di certificazione che ne attesti l’integrità sanitaria e l’identità varietale, dare valore e sostegno alla qualità dei vini siciliani.
Ebbene, i risultati del 2023 individuano rispettivamente 73 per il Nero D’Avola, 29 per il Grillo e 26 per il Lucido, i “cloni candidati” in attesa di una valutazione agronomica, enologica e sanitaria nel corso dei prossimi anni
”.

lI risultato di oggi è infatti uno step di un processo che per sua stessa natura si sviluppa per cicli lunghi e a volte complessi. “Ricordiamo infatti – conclude Antonio Rallo – che la diversità biologica della vite è il risultato di migliaia di anni di selezione ed è determinata dalle mutazioni, dalla ricombinazione genica e dall’effetto delle pressioni selettive operate dal clima e dall’uomo. Si tratta dunque di un’eredità che la natura ed i nostri antenati ci hanno lasciato e che una volta distrutta non potrà essere ricostituita. Da qui il nostro impegno per la tutela ma anche il recupero del ricchissimo patrimonio viticolo siciliano, così come della grande ricchezza intravarietale e genetica dell’isola

Settimana della cucina italiana. La Sicilia conquista Dubai

Settimana della cucina italiana. La Sicilia conquista Dubai

La Regione Sicilia -con Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea in occasione della “VIII Settimana della Cucina Italiana nel mondo”, ha fatto tappa negli Emirati
Arabi con un importante evento che ha voluto celebrare, a livello internazionale, le eccellenze agroalimentari dell’isola, oltre che evidenziarne l’enorme potenziale e l’inestimabile valore attrattivo.


La cucina siciliana e mediterranea conquista i palati arabi

Durante l’evento si è svolto un esclusivo “show cooking”, tenuto dagli Chef Ambasciatori del gusto
Siciliano, Giacomino Drago (Il Pastaio), Tanino Drago (Drago Restaurant Group Los Angeles) e
Alessandro Miceli (Amunì Restaurant).
Lo spettacolo che si è svolto presso l’Amuni
Restaurant&Lounge del Trade Centre di Dubai, ha fatto da perfetta vetrina per omaggiare la tradizione culinaria siciliana, oltre che per gustare i sapori dei prodotti e dei piatti tipici.
In questa occasione si è tenuta una conferenza stampa con la presenza del console italiano a Dubai, Giuseppe Finocchiaro, l’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Lorenzo Fanara e Luca Sammartino, Assessore dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea e Vice Presidente della Regione Sicilia, che ha dichiarato: “La storia della cucina siciliana affonda le radici nella tradizione araba, una contaminazione che ha reso i nostri prodotti delle vere e proprie eccellenze. È questo il suo punto di forza: essere crocevia di culture e popoli. La sfida che abbiamo davanti è sostenere le aziende siciliane nella conquista di nuovi mercati e nella promozione dei nostri prodotti. La grande attenzione che ho riscontato negli Emirati Arabi dimostra che l’obiettivo è a portata di mano».


Sicilia candidata come Regione Europea della Gastronomia 2025

Oltre alla presentazione del dossier di candidatura per la nomina della Sicilia a Regione Europea
della Gastronomia 2025, si è parlato anche del valore della biodiversità che caratterizza la
produzione agricola dell’isola, e del coinvolgimento dei giovani nel settore dell’agricoltura siciliana.
Le iniziative presentate a Dubai sono state finalizzate alla promozione dei prodotti gastronomici
siciliani e alla valorizzazione della Dieta Mediterranea, con l’obbiettivo di segnalare il pregio delle
tradizioni culinarie e il loro rapporto con il benessere individuale, sociale e ambientale.


Cucina siciliana, fra valori e ambiente

La cucina italiana, la Dieta Mediterranea e le relative modalità di coltivazione tradizionali, unite
alle innovazioni del settore agroalimentare italiano e del Sud del Mediterraneo, sono in linea non
solo con il benessere dell’individuo, ma anche con quello ecologico: come dimostrato dai recenti
studi, l’impatto sull’ambiente risulta sostenibile, sia a livello di emissioni di CO2 che come
influenza sui comportamenti e sulle abitudini dei cittadini.
Non a caso, sempre più spesso il tema
del recupero delle tradizioni culinarie richiama il valore di antiche modalità di produzione e lavorazione.
Entrando a far parte della Piattaforma delle Regioni Europee della Gastronomia e collaborando
con l’IGCAT (Istituto Internazionale di Gastronomia, Cultura, Arti e Turismo), la Sicilia intende, da un lato, tutelare, recuperare e valorizzare le tradizioni culinarie storiche e l’identità del marchio
della regione; dall’altro, si propone di rafforzare la collaborazione internazionale, implementare la
visibilità e facilitare l’integrazione di numerose attività e disponibilità in un progetto di
valorizzazione dell’enogastronomia e della produzione agroalimentare sostenibile.
Questi aspetti, oltre a garantire ricette ed esperienze culinarie di alta qualità, permettono di
valorizzare soluzioni che possono essere e, se opportunamente progettate, capaci di
essere promotrici di un sistema di Resilienza Climatica (tema che sarà trattato nella successiva
settimana dedicata alla COP28 di Dubai).
L’obiettivo dell’evento a Dubai è stato quindi quello di promuovere la cucina siciliana, oltre alle
sue tradizioni, come esempio di produzione attenta al benessere individuale (Dieta Mediterranea),
ma anche al benessere dell’intero sistema sociale e produttivo.

Fine vendemmia 2023 per il Consorzio Vini Sicilia. Ottima qualità delle uve che lascia presagire vini eccellenti

Fine vendemmia 2023 per il Consorzio Vini Sicilia. Ottima qualità delle uve che lascia presagire vini eccellenti

Si sono conclusi i “cento giorni” della vendemmia siciliana e le considerazioni finali del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia sono nel complesso positive: “ci aspettiamo un’elevata qualità delle uve – dice il Presidente del Consorzio Antonio Rallo – resa possibile anche grazie alla gestione attenta e oculata dei vigneti da parte dei viticoltori siciliani durante quest’annata così complessa dal punto di vista climatico”.


Conclusa la vendemmia più lunga d’Italia

Pur confermando il dato previsionale relativo al calo produttivo dell’oltre 40 % dovuto agli eccessi climatici di fine primavera e inizio estate e all’attacco senza precedenti della peronospera, i viticoltori siciliani presagiscono un’ottima qualità dei vini. Una menzione speciale sembrano meritarla le uve a bacca nera, dato che gli acini, restando di piccole dimensioni, garantiscono maggiore intensità e concentrazione aromatica.

La vendemmia “più lunga d’Italia”, che ha visto il suo inizio a fine luglio a partire dalla costa occidentale dell’isola fino a spostarsi gradualmente verso sud est per poi concludersi a ottobre inoltrato sui rilievi più alti, è avvenuta in modo regolare anche favorita da un inizio autunno positivo dal punto di vista climatico.
“Sicuramente i nostri viticoltori – continua il Presidente Rallo – si sono trovati a fare i conti con un’annata sfidante dove abbiamo dovuto affrontare molte delle variabili che la natura può manifestare: tuttavia l’esperienza e la perizia dei produttori della Doc Sicilia ha permesso ancora una volta di portare a casa un risultato di assoluta qualità”. A un autunno piovoso e un inverno con minori precipitazioni, è seguita infatti una fredda primavera, con alcuni eventi piovosi anche estremi e quindi un’estate molto secca e arida. Per fronteggiare le difficoltà di questa vendemmia 2023, si sono rivelate fondamentali le riserve idriche accumulate durante le precipitazioni primaverili. I produttori della DOC Sicilia con vigneti coltivati a biologico, dopo un’annata agraria così caratterizzata, sono naturalmente coloro che hanno più risentito delle difficoltà.
“Tuttavia l’attacco della peronospera – sottolinea il Presidente Rallo – si è maggiormente concentrato sui grappoli, così che si è rilevata una minore produzione ma una migliore maturazione delle uve, proprio grazie alla quantità delle foglie”.


Consorzio di Tutela Vini doc Sicilia

Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia (siciliadoc.wine) prende vita nel 2012, con l’obiettivo promuovere i vini a DOC Sicilia, con azioni mirate alla crescita della visibilità di un marchio simbolo del Made in Italy, oltre a tutelare il prodotto con azioni di vigilanza a difesa del consumatore e dei produttori.

Quasi 8.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori sono promotori della Denominazione di Origine Controllata, un riconoscimento utile a rappresentarli ma anche a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell’isola. La Sicilia è la più grande area vinicola biologica in Italia: rappresenta il 30% della superficie nazionale e con i suoi oltre 42mila ettari ha anche il primato tra le regioni che praticano una viticoltura sostenibile, assoggettata al disciplinare bio o a quello di produzione integrata.