Firenze: la notte dei ponti, 3/4 agosto 1944

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Foto 4di redazione – Le Gallerie degli Uffizi celebrano anche quest’anno la “notte della memoria”, in ricordo di quella terribile tra il 3 e 4 agosto del 1944, che vide Firenze trasformata in teatro di paura e distruzione da parte delle truppe tedesche in ritirata.

Foto 2Queste, per rallentare l’avanzata degli Alleati che stavano risalendo la penisola, decisero infatti di minare e distruggere tutte le vie di comunicazione dietro di loro e tra queste tutti i ponti della città, ad eccezione di Ponte Vecchio.
Per i fiorentini questo fu forse il momento più dolorosamente emblematico della Guerra, perché dovettero assistere impotenti alla distruzione dei ponti della città e dei quartieri medievali vicino a Ponte Vecchio – in particolare via Por Santa Maria – delle torri antiche e delle botteghe: si colpiva al cuore la loro città, si annientò la vita nei quartieri che vennero rasi al suolo.
Venne minato il ponte di Foto 3Santa Trinita, ideato da Michelangelo e poi realizzato da Bartolomeo Ammannati per ordine di Cosimo I de’ Medici cancellandone in una serie di esplosioni la straordinaria armonia architettonica: fu un’azione simbolicamente criminale che riuscì nell’intento di deprimere la popolazione, creando sgomento e aprendo una ferita indelebile. E poi le case: ma almeno, in quella notte d’agosto i fiorentini d’oltrarno sfollati dalle loro abitazioni ridotte a macerie poterono rifugiarsi a Palazzo Pitti e a Boboli, spazio sicuro e protetto. Vennero allestiti letti e pasti di fortuna, e gli sventurati trovarono temporaneo conforto tra le mura austere e poderose del Palazzo, che nel frattempo aveva aperto le porte per tutti i senza tetto.

La rappresentazione di quest’anno vuole evocare le presenze di quella notte, risvegliarne le immagini e le voci.
Il racconto rivive non solo attraverso le immagini – fotografiche e cinematografiche – realizzate in quel momento per documentare lo scempio della città e il dramma di tanti fiorentini, ma anche attraverso le parole di chi c’era, e ci ha lasciato materia per ricordare.

La Compagnia delle Seggiole interpreterà (per la cura di Sabrina Tinalli con Fabio Baronti, Luca Marras e la stessa Sabrina Tinalliu) testi di Anna Banti, Nello Baroni e Giulio Bencini, intellettuali e artisti che hanno lasciato un ricordo toccante di quelle ore. Insieme a frammenti del War Requiem di Benjamin Britten – realizzato per celebrare la ricostruzione della cattedrale gotica di Coventry rasa al suolo durante la seconda Guerra Mondiale – la voce di quei testimoni si alzerà di nuovo nel cortile di Palazzo Pitti, per risvegliare in tutti noi la memoria di quei fatti.
La distruzione dei ponti fiorentini e dei quartieri vicini, episodio parziale nella tragedia immane della seconda Guerra Mondiale, assume però valore simbolico universale.

A seguire avrà luogo la proiezione del documentario “Dov’era e com’era. La ricostruzione del Ponte a Santa Trinita di Firenze” di Riccardo Gizdulich, versione a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Il documentario illustra l’impegno e l’entusiasmo profuso dall’architetto e dai fiorentini nella ricostruzione del Ponte di Santa Trinita, come a voler cancellare il grave colpo inferto alla città.

Come ricorda il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, «(…) le ricostruzioni hanno quasi cicatrizzato le ferite inferte alla città, ma quello che non si può risarcire, quello che rimane irreparabile, è il sacrificio di tante vite umane. E dunque diventa urgente, proprio ora – quando in molte parti d’Europa risorge l’ideologia nazifascista e si registra una crescita di delitti xenofobi e antisemiti – conservare e rinnovare il ricordo degli inenarrabili abomini del nazismo.
In questo periodo critico, in cui ci troviamo ad accogliere profughi che scappano da paesi in guerra e migranti in cerca di asilo e sopravvivenza, va ricordato con più forza il ruolo di Palazzo Pitti, quando divenne rifugio per le famiglie che persero la casa nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944.
Rimanga viva la memoria di quella notte: come testimonianza della lotta dei fiorentini per i diritti umani, e come impegno di tutti noi contro il ripetersi del crimine.»

Per queste ragioni il cortile di Palazzo Pitti sarà aperto alla città, affinché tutti possano assistere gratuitamente allo spettacolo. Il palazzo sarà di nuovo un simbolo di accoglienza per coloro che vorranno testimoniare il proprio impegno nel disconoscere odio e guerra.

Cortile di Palazzo Pitti, Firenze. 4 agosto 2017 alle ore 21.15 ad ingresso gratuito[:en]di redazione – Le Gallerie degli Uffizi celebrano anche quest’anno la “notte della memoria”, in ricordo di quella terribile tra il 3 e 4 agosto del 1944, che vide Firenze trasformata in teatro di paura e distruzione da parte delle truppe tedesche in ritirata.

Queste, per rallentare l’avanzata degli Alleati che stavano risalendo la penisola, decisero infatti di minare e distruggere tutte le vie di comunicazione dietro di loro e tra queste tutti i ponti della città, ad eccezione di Ponte Vecchio.
Per i fiorentini questo fu forse il momento più dolorosamente emblematico della Guerra, perché dovettero assistere impotenti alla distruzione dei ponti della città e dei quartieri medievali vicino a Ponte Vecchio – in particolare via Por Santa Maria – delle torri antiche e delle botteghe: si colpiva al cuore la loro città, si annientò la vita nei quartieri che vennero rasi al suolo.
Venne minato il ponte di Santa Trinita, ideato da Michelangelo e poi realizzato da Bartolomeo Ammannati per ordine di Cosimo I de’ Medici cancellandone in una serie di esplosioni la straordinaria armonia architettonica: fu un’azione simbolicamente criminale che riuscì nell’intento di deprimere la popolazione, creando sgomento e aprendo una ferita indelebile. E poi le case: ma almeno, in quella notte d’agosto i fiorentini d’oltrarno sfollati dalle loro abitazioni ridotte a macerie poterono rifugiarsi a Palazzo Pitti e a Boboli, spazio sicuro e protetto. Vennero allestiti letti e pasti di fortuna, e gli sventurati trovarono temporaneo conforto tra le mura austere e poderose del Palazzo, che nel frattempo aveva aperto le porte per tutti i senza tetto.

La rappresentazione di quest’anno vuole evocare le presenze di quella notte, risvegliarne le immagini e le voci.
Il racconto rivive non solo attraverso le immagini – fotografiche e cinematografiche – realizzate in quel momento per documentare lo scempio della città e il dramma di tanti fiorentini, ma anche attraverso le parole di chi c’era, e ci ha lasciato materia per ricordare.

La Compagnia delle Seggiole interpreterà (per la cura di Sabrina Tinalli con Fabio Baronti, Luca Marras e la stessa Sabrina Tinalliu) testi di Anna Banti, Nello Baroni e Giulio Bencini, intellettuali e artisti che hanno lasciato un ricordo toccante di quelle ore. Insieme a frammenti del War Requiem di Benjamin Britten – realizzato per celebrare la ricostruzione della cattedrale gotica di Coventry rasa al suolo durante la seconda Guerra Mondiale – la voce di quei testimoni si alzerà di nuovo nel cortile di Palazzo Pitti, per risvegliare in tutti noi la memoria di quei fatti.
La distruzione dei ponti fiorentini e dei quartieri vicini, episodio parziale nella tragedia immane della seconda Guerra Mondiale, assume però valore simbolico universale.

A seguire avrà luogo la proiezione del documentario “Dov’era e com’era. La ricostruzione del Ponte a Santa Trinita di Firenze” di Riccardo Gizdulich, versione a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Il documentario illustra l’impegno e l’entusiasmo profuso dall’architetto e dai fiorentini nella ricostruzione del Ponte di Santa Trinita, come a voler cancellare il grave colpo inferto alla città.

Come ricorda il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, «(…) le ricostruzioni hanno quasi cicatrizzato le ferite inferte alla città, ma quello che non si può risarcire, quello che rimane irreparabile, è il sacrificio di tante vite umane. E dunque diventa urgente, proprio ora – quando in molte parti d’Europa risorge l’ideologia nazifascista e si registra una crescita di delitti xenofobi e antisemiti – conservare e rinnovare il ricordo degli inenarrabili abomini del nazismo.
In questo periodo critico, in cui ci troviamo ad accogliere profughi che scappano da paesi in guerra e migranti in cerca di asilo e sopravvivenza, va ricordato con più forza il ruolo di Palazzo Pitti, quando divenne rifugio per le famiglie che persero la casa nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944.
Rimanga viva la memoria di quella notte: come testimonianza della lotta dei fiorentini per i diritti umani, e come impegno di tutti noi contro il ripetersi del crimine.»

Per queste ragioni il cortile di Palazzo Pitti sarà aperto alla città, affinché tutti possano assistere gratuitamente allo spettacolo. Il palazzo sarà di nuovo un simbolo di accoglienza per coloro che vorranno testimoniare il proprio impegno nel disconoscere odio e guerra.

Cortile di Palazzo Pitti, Firenze. 4 agosto 2017 alle ore 21.15 ad ingresso gratuito[:]

Calenzano: una domenica fra arte e solidarietàCalenzano: a Sunday between art and solidarity

di redazione – Appuntamento alle ore 17.30 con l’esposizione di due fotografi mugellani, Nando Cosi e Silvestro Forasassi. Questa è “COLTIVA Arte&Solidarietà” in programma domenica 18 maggio a Calenzano. Una mostra fotografica e un aperitivo solidale contro la fame nel mondo. Dopo la presentazione della mostra, aperitivo biologico con ricavato a favore di Oxfam Italia

L’arte fotografica di due fotografi mugellani, Nando Cosi e Silvestro Forasassi, incontra la solidarietà e l’impegno di Oxfam Italia contro la fame nel mondo.
L’appuntamento è per domenica 18 maggio alle ore 17.30 all’Osteria I’Cantuccio di Calenzano (zona La Chiusa), che ospiterà l’iniziativa “COLTIVA Arte&Solidarietà con noi!”.
Ad aprire la serata sarà la presentazione della mostra fotografica di Cosi e Forasassi, protagonista fino a domenica 25 maggio con gli scatti realizzati attraverso tecniche personalizzate che danno il titolo alle rispettive esposizioni: “Alla maniera nera” per Nando Cosi e “Il paesaggio essenziale” per Silvestro Forasassi.
Seguirà, poi, un aperitivo biologico e solidale al costo di 8 euro, il cui ricavato andrà a sostenere il progetto COLTIVA promosso da Oxfam Italia per sviluppare un sistema di alimentazione più equo, sostenibile e responsabile.

I due fotografi e la loro arte. Le immagini di Nando Cosi, attraverso la tecnica “alla maniera nera” ricalcano in via fotografica una tecnica di incisione risalente alla metà del 1600 e utilizzata principalmente per i ritratti, vista la sua capacità di riprodurre le sfumature più tenui.
Quasi abbandonata alla metà del XIX secolo, questa tecnica appare attualmente nelle preziose opere dell’italiano Alberto Rocco e del giapponese Akiko Chiba.
Proprio l’interesse per le opere di Rocco ha portato Cosi a utilizzare una tecnica di ripresa che privilegia le tonalità scure, che, insieme alla stampa fine-art su carta Canson, dona alle immagini il caratteristico aspetto vellutato e le delicate nuances dei grigi tipiche, appunto, della “maniera nera”.
Le opere di Cosi protagoniste di questa esposizione, tuttavia, si differenziano dalla normale produzione dell’autore, il cui stile può essere classificato in quella che viene chiamata “Street Photography” o “Reportage da strada”.
Gli scatti firmati da Silvestro Forasassi, invece, prediligono “il paesaggio essenziale”, fatto di campagna, città, specchi d’acqua, linee, profili, nuvole e foschie, con sfumature di grigio e colori intensi, dove la fotografia di paesaggio è allo stato più puro ed ciò che serve per dare voce all’austera e straordinaria bellezza che ci avvolge.

Oxfam Italia, Ong con sede a Firenze e Arezzo, nasce dall’esperienza di Ucodep, organizzazione non governativa italiana impegnata da oltre 30 anni per migliorare le condizioni di vita di migliaia di persone povere nel mondo.
Nel 2010 l’Ong ha aderito alla confederazione internazionale Oxfam, specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo e composta da 17 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con 3.000 partner locali in oltre 90 Paesi per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia. Oggi Oxfam Italia lavora direttamente in 20 Paesi del mondo per contribuire a garantire mezzi di vita sostenibili, il diritto all’acqua, la salute e l’istruzione, il rispetto dei diritti umani nelle crisi umanitarie, il diritto alla partecipazione e all’ascolto e la solidarietà.

Il progetto “COLTIVA – Il cibo. La vita. Il pianeta” è uno dei progetti principali di Oxfam Italia e ha come obiettivi primari lo sviluppo di un sistema migliore che renda il cibo, la vita e il pianeta più equi e sostenibili; la condivisione di soluzioni con cui coltivare meglio, investendo sui piccoli agricoltori e dando loro la terra e le risorse necessarie, e di scelte che riducano il potere di pochi sulle decisioni che riguardano tutti. Per saperne di più, è possibile consultare il sito dell’organizzazione, www.oxfamitalia.org.by redaction – Meet at 17.30 with the exhibition of two photographers Mugello , Nando So Forasassi and Sylvester . This is ” GROW Art & Solidarity” program on Sunday, May 18th at Calenzano. A photographic exhibition and a drink in solidarity against hunger in the world. After the presentation of the exhibition, biological aperitif with proceeds to benefit Oxfam Italy

The photographic art of two photographers Mugello , Nando Cosi and Sylvester Forasassi meets the solidarity and commitment to Oxfam Italy against hunger in the world.
The event is scheduled for Sunday, May 18th at 17:30 at Osteria I’Cantuccio Calenzano ( Closed Area ) , which will host the initiative ” GROW Art & Solidarity with us.”
Opening the evening will be the presentation of the photographic exhibition of Cosi and Forasassi , leading up to Sunday, May 25 with the shots taken through personalized techniques that give the title to the respective exhibitions: “In the black way ” for Nando Cosi and ” The essential landscape ” for Sylvester Forasassi .
Follow , then , an appetizer and organic solidarity at a cost of € 8 , with proceeds going to support the GROW project sponsored by Oxfam Italy to develop a power system more equitable , sustainable and responsible .

The two photographers and their art. The images Nando Thus , through the technique of ” black style ” are modeled via a photographic etching technique dating back to the mid 1600s and used mainly for portraits , because of its ability to reproduce the most subtle nuances .
Almost abandoned in the mid- nineteenth century , this technique currently appears in the precious works of Italian Alberto Rocco and Japanese Akiko Chiba.
Just the interest in the works of Rocco led So to use a shooting technique that focuses on the dark tones , which, together with fine-art printing on Canson paper , it gives the images a characteristic velvety appearance and delicate shades of gray typical precisely the ” black way ” .
So the works of the protagonists of this exhibition , however, are different from the normal production of the author , whose style can be classified into what is called ” Street Photography ” or ” A report from the road.”
The shots signed by Sylvester Forasassi , however , prefer ” the essential landscape ” , made of countryside, cities , bodies of water , lines, profiles , clouds and mists , shades of gray and vibrant colors , where the landscape photography is the purest form and you need to give voice to the austere and extraordinary beauty that surrounds us .
 
Italy Oxfam , an NGO based in Florence and Arezzo, born from the experience of Ucodep , Italian non-governmental organization committed over 30 years to improve the living conditions of thousands of poor people in the world.
In 2010, the NGO has joined the international confederation Oxfam , specializing in humanitarian aid and development projects and consists of 17 organizations from different countries who work with 3,000 local partners in over 90 countries to find lasting solutions to poverty and injustice. Today Italy Oxfam works directly in 20 countries around the world to help ensure sustainable means of livelihood , the right to water , health and education , respect for human rights in humanitarian crises , the right to participation and listening and solidarity.

The ” GROW – The food . Life . The planet ” is one of the main projects of Oxfam Italy and has as its primary goals the development of a system that makes the best food , life and the planet more sustainable and equitable ; share solutions with which to grow better by investing on small farmers and giving them land and resources , and choices that reduce the power of a few over the decisions that affect us all. To learn more, please visit the organization’s website , www.oxfamitalia.org .