Set 9, 2025 | Territori
Il Friuli Venezia Giulia si conferma una terra capace di sorprendere in ogni stagione, offrendo
esperienze uniche che accompagnano il visitatore alla scoperta di un patrimonio storico e artistico straordinario.
Dalle vestigia romane di Aquileia ai palazzi storici di Trieste, passando per le fortezze rinascimentali e i borghi medievali, le visite guidate attive in regione, oltre venti quelle disponibili, rappresentano un’occasione imperdibile per vivere la storia in prima persona, grazie a percorsi tematici condotti da guide esperte, sotto il coordinamento di PromoTurismoFVG.
Tutte le esperienze, individuali o di gruppo, costano tra i 10 e i 15 euro, prevedono la gratuità fino ai 12 anni, agevolazioni per gli under18, over 65, studenti fino a 25 anni, per i possessori di FVGcard e, ove indicato, tariffe ridotte per famiglie, scuole e abbonati.
Molte visite sono disponibili anche in formato buono regalo con validità dodici mesi. Per sapere la disponibilità delle date in cui poter prenotare per tempo la propria visita guidata, l’invito è a collegarsi al sito internet https://www.turismofvg.it/it/acquista-la-tua-esperienza quindi selezionare la categoria, la meta e il giorno prescelto.
Oltre alle visite guidate, la FVGcard offre ora anche un viaggio nei sapori più autentici della tradizione regionale con “Dolci à la card”: i possessori della discovery card potranno infatti assaporare gratuitamente un dolce tipico in un itinerario che, da Trieste a Gemona, attraversa gran parte del Friuli Venezia Giulia

interno della basilica di Aquileia
Aquileia: 4 modi per viverla
Antica capitale della X Regio e crocevia di popoli, lingue e culture, Aquileia fu uno dei centri più importanti dell’Impero Romano e oggi è tutelata dall’Unesco come sito di eccezionale valore. L’offerta di visite guidate consente di immergersi in questo affascinante passato attraverso tre proposte diverse, adatte a ogni tipologia di visitatore.
Con “Aquileia al tramonto” si cammina tra resti archeologici e decumano illuminato; “Viaggia con noi nella storia di Aquileia” racconta foro, basilica e testimonianze romane; “Le domus di Aquileia” svela abitazioni, arredi e vita quotidiana.
“La passeggiata con il direttore” è un’esperienza esclusiva con il direttore della Fondazione Aquileia, alla scoperta di perle archeologiche solitamente chiuse al pubblico.

Cividale del Friuli
Cividale del Friuli, atmosfere longobarde sul Natisone
Passeggiare lungo le vie lastricate di Cividale del Friuli significa attraversare secoli di storia.
Città di confine e di incontri, vide il passaggio di celti, romani e longobardi, questi ultimi fondatori del primo ducato longobardo in Italia.
Oggi il suo centro storico, insignito del titolo di sito Unesco, custodisce tesori di architettura e arte altomedievale unici al mondo. Il centro storico si rivela tra vicoli medievali, la casa dell’orefice, la chiesetta dei Santi Pietro e Biagio e il celebre Tempietto Longobardo, straordinario esempio di arte altomedievale.
La visita si conclude al Ponte del Diavolo, con la leggenda che ne accompagna la costruzione.
Codroipo, Villa Manin
“Una residenza degna di un Re”: così Carlo Goldoni descrisse l’“immenso palazzo e i superbi giardini di Passariano dei conti Manin”. Con la visita guidata alla storica residenza, i partecipanti potranno vivere lo stesso stupore provato dal celebre commediografo, ammirando un capolavoro architettonico che fu dimora dell’ultimo Doge di Venezia, Lodovico Manin.
L’itinerario conduce attraverso gli eleganti saloni, la cappella e i magnifici spazi interni, raccontando la storia della villa e di coloro che vi hanno abitato. Alcuni personaggi storici rivivranno attraverso i racconti della guida, restituendo vita e aneddoti a un luogo che fu scenario di momenti significativi per la storia veneta e friulana.

Castello di Gorizia
Gorizia, per conoscere meglio la Capitale europea della cultura 2025
Nel 2025, Nova Gorica e Gorizia condividono il prestigioso titolo transfrontaliero di Capitale europea della Cultura, un’occasione unica per scoprire la città di confine dove storia, architettura e memoria si intrecciano in un racconto che attraversa i secoli.
Il racconto inizia con “Gorizia, una storia di frontiera”, un itinerario che conduce ai luoghi simbolo della separazione tra Est e Ovest, quando una sottile linea bianca tracciata nel 1947 divise famiglie, strade e persino una stalla.
La guida accompagna tra storie di contrabbandieri, curiosi episodi e memorie ancora vive. Con “Atmosfere goriziane”, dal colle del castello lo sguardo si apre sul Collio e la Brda, fino alle alture che furono teatro di battaglie della Prima Guerra Mondiale. In città, eleganti palazzi e monumenti testimoniano il passato asburgico. Infine “Via Rastello, dove le storie prendono vita” svela la strada medievale che fu il cuore commerciale della città, tra botteghe storiche e insegne antiche, fino alla celebre ferramenta Krainer.
Grado, l’isola del sole fra mare e bella epoque
Dopo il tramonto, Grado si veste di fascino, anche a fine estate, nel mese di settembre. La passeggiata si snoda tra calli, campielli e piazze del borgo, intrecciando storie di pescatori e ricordi della Belle époque, quando la città ospitò figure come Adele Bloch Bauer e fu definita “perla dell’Adriatico” dall’imperatore Francesco Giuseppe.
Un’ottima occasione per conoscere la località anche fuori stagione, lasciandosi sorprendere dalla sua atmosfera autentica e senza tempo.

Muggia
Muggia, due esperienze tra arte e mare
La città situata nell’ultimo lembo del Friuli Venezia Giulia che richiama il fascino delle località legate alla Serenissima Repubblica di Venezia, propone due visite guidate: “Muggia e lo spirito della Serenissima” conduce tra calli, piazze e il porticciolo del Mandracchio, in un’atmosfera veneziana autentica. “Beethoven abita a Muggia” apre le porte della Casa Museo Carrino, riconosciuta dalla Beethoven Haus di Bonn, che custodisce la più grande collezione privata dedicata al compositore.

Palmanova
Palmanova, la fortezza perfetta della Serenissima
La città stellata, patrimonio mondiale Unesco e gioiello architettonico del Friuli Venezia Giulia, è stata progettata dalla Repubblica di Venezia nel 1593 per essere una fortezza inespugnabile e al tempo stesso un capolavoro di ingegneria militare.
Accoglie i visitatori con le Gallerie di Contromina e il Baluardo Donato, bastione meglio conservato della fortezza. La passeggiata prosegue fino all’antico acquedotto e alla maestosa piazza Grande, centro della vita cittadina, dove le “macchine artificiose” raccontano la costruzione della città. Il percorso si chiude davanti al Duomo barocco, svelando l’ingegno della stella a nove
punte.
Pordenonese: Spilimbergo e Sacile
Nei territori del Pordenonese, tra acque, pianure e centri storici, sono due le perle da poter scoprire. A Spilimbergo, borgo medievale arroccato sul Tagliamento, la visita conduce al Duomo, tra vie e palazzi dalle facciate affrescate, fino alla Scuola Mosaicisti del Friuli, eccellenza internazionale che da oltre un secolo tramanda un’arte antica e sempre attuale.
A Sacile, “il giardino della Serenissima”, le architetture veneziane si specchiano nelle acque del Livenza. Il percorso tocca il borgo San Gregorio, piazza del Popolo, la Loggia Municipale, il Duomo di San Nicolò, la chiesetta della Pietà e il cinquecentesco palazzo Ragazzoni, celebre per i suoi affreschi.

Udine, due esperienze per scoprirla
Discreta ed elegante, ma anche vivace, conviviale e dall’indole sportiva: così si presenta Udine a chi la scopre passo dopo passo.
Nel Tour Classico la visita guidata parte da Piazza Primo Maggio, cuore verde della città, per proseguire lungo via Manin fino a raggiungere Piazza Libertà, considerata la più bella piazza in stile veneziano in terraferma con la Loggia del Lionello e la Torre dell’Orologio, lungo vie che custodiscono scorci eleganti e calde atmosfere.
Il Tour dello Stadio dell’Udinese Calcio apre le porte di un impianto moderno, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, da poco teatro della sfida per la Uefa Super Cup 2025: zona interviste, spogliatoi, aree VIP e il tunnel dei giocatori che porta sul campo, per vivere le emozioni di una grande partita.
Trieste, tre esperienze per viverla
Affacciata sull’azzurro dell’Adriatico e dominata da una delle piazze più scenografiche d’Europa, Trieste seduce con i suoi palazzi neoclassici, liberty ed eclettici, e con il profumo di caffè che invade le vie del centro.
Con “Quattro passi a Trieste” si attraversa una città dai mille volti: origini romane, fasto asburgico, atmosfere mitteleuropee e il rito del rebechin nei caffè storici.
“Le luci di Trieste” è una passeggiata serale dal Borgo Teresiano a piazza Unità, passando per San Spiridione, la Chiesa Luterana e il Teatro Romano, fino al mare illuminato. “Born to Create” è un percorso narrativo che intreccia arte, moda e creatività contemporanea: da ITS Arcademy alle case e ai luoghi di Anita Pittoni, Miela Reina, le sorelle Wulz, James Joyce e Leonor Fini, con ritorno alle mostre di moda emergente.
Ago 13, 2025 | Territori
Scopri 5 mete estive nascoste del Friuli Venezia Giulia: borghi, valli e altopiani autentici, lontani dal turismo di massa..
Esiste un Friuli Venezia Giulia lontano dalle rotte battute, fatto di borghi silenziosi, valli segrete e colline punteggiate di vigneti. Un viaggio in questa regione può trasformarsi in un’esperienza di connessione profonda con la natura e con le radici autentiche del territorio.
Perfetto per chi cerca un’estate alternativa: non la corsa al selfie perfetto, ma la meraviglia della scoperta lenta, dietro una curva di strada o tra i vicoli di un borgo medievale.
In questo articolo ti portiamo alla scoperta di 5 mete estive del Friuli Venezia Giulia fuori dalle rotte turistiche: luoghi autentici, capaci di regalare esperienze intense e memorabili.
Non ci fermiamo nell’elegante Udine, nell’atmosfera mitteleuropea di Trieste e nemmeno nella città capitale europea della cultura ovvero Gorizia/Nova Gorica e nemmeno nella montagna più celebre quella del tarvisiano.
Facciamo un viaggio diverso, dalle valli boscose del nord ai colli friulani, passando per suggestivi altopiani e borghi medievali, ogni meta racconta una parte dell’anima nascosta della regione.

Un borgo della Val Resia. Depostphotos
1 – Val Resia, la valle delle lingue perdute
Incastonata tra le montagne delle Prealpi Giulie, la Val Resia è una delle valli più affascinanti e meno conosciute dell’intera regione.
La sua peculiarità? Qui si parla ancora una lingua slava arcaica, il resiano, sopravvissuto nei secoli grazie all’isolamento geografico e alla tenacia degli abitanti.
Visitare la Val Resia in estate significa immergersi in un paesaggio rigoglioso, fatto di boschi fittissimi, torrenti cristallini e vette imponenti. Il Parco Naturale delle Prealpi Giulie offre numerosi sentieri, tra cui il celebre anello del Monte Sart, il percorso verso il Fontanone Barman o la suggestiva Gola di Rosanda.
Non perdete una visita al Museo della Gente della Val Resia, che racconta usi, costumi e storie di questa comunità unica. Tra luglio e agosto potreste assistere a una delle feste tradizionali locali, con musiche, danze e piatti tipici come la žlikrofi, una sorta di gnocco ripieno.

Topolovl, it:user:Sacrabolt – Wikipedia IT
2 – Topolò, il borgo dove l’arte incontra il silenzio
Topolò, frazione del comune di Grimacco, è un minuscolo borgo della Slavia Friulana, a pochi passi dal confine sloveno.
Sembra uscito da un’altra epoca: case di pietra, viuzze acciottolate, una manciata di abitanti. Ma ogni estate, per un mese, Topolò si trasforma in un laboratorio artistico a cielo aperto grazie alla manifestazione “Stazione di Topolò / Postaja Topolove”.
Artisti da tutto il mondo si danno appuntamento qui per creare, esporre, suonare, scrivere e dialogare con il paesaggio e la comunità.
Non si tratta di un festival tradizionale, ma di un’esperienza immersiva in cui arte e natura si fondono in una poetica silenziosa.
Fuori dai giorni della manifestazione, Topolò resta un rifugio ideale per chi cerca pace e autenticità. È il luogo perfetto per rallentare, leggere, camminare nei boschi e ascoltare il suono del vento tra le foglie.

Sauris, depositphotos
3 – Sauris, l’altipiano incantato tra leggende e prosciutti
Raggiungere Sauris significa inerpicarsi lungo strade sinuose che si aprono, all’improvviso, su un altipiano mozzafiato incastonato tra le Dolomiti Friulane.
Questo borgo, che vanta uno dei dialetti tedeschi più arcaici d’Europa, è famoso per la sua architettura in legno, il suo prosciutto affumicato e il suo spirito fiabesco.
In estate, Sauris è un paradiso per escursionisti e ciclisti: il lago artificiale dalle acque turchesi, i sentieri panoramici e l’aria tersa la rendono una meta ideale per chi vuole godersi la montagna senza la folla delle Dolomiti blasonate.
Ogni estate, Sauris ospita anche la Festa del Prosciutto, un’occasione perfetta per scoprire i sapori locali. Da non perdere una visita al piccolo birrificio artigianale Zahre Beer e un’escursione alla casera Malins, dove si produce ancora formaggio secondo metodi antichi.

Clauiano. Fai
4 – Clauiano, il borgo delle pietre gentili
A pochi chilometri da Palmanova e Cividale, Clauiano è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, eppure rimane sorprendentemente fuori dai radar turistici.
Questo minuscolo centro del comune di Trivignano Udinese colpisce per la bellezza discreta delle sue case in pietra, decorate con archi, portali e dettagli architettonici che testimoniano una ricchezza antica.
Passeggiare per le vie di Clauiano è un viaggio nella storia rurale del Friuli: tutto è silenzioso, curato, armonioso. D’estate, i cortili si aprono per accogliere eventi culturali e degustazioni enogastronomiche.
Il borgo è anche un ottimo punto di partenza per esplorare la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Colli Orientali. Un itinerario tra cantine, trattorie e paesaggi collinari che nulla hanno da invidiare alla Toscana.

Veduta aerea di Muggia. Depositphotos
5 – Muggia Vecchia, il balcone segreto sul Golfo di Trieste
A pochi chilometri dalla frenesia di Trieste, il colle di Muggia Vecchia conserva le tracce di un antico insediamento romano e medievale, oggi ridotto a un pugno di case e alla splendida basilica di Santa Maria Assunta, risalente al IX secolo.
Muggia Vecchia offre una vista spettacolare sul Golfo di Trieste, un’atmosfera rarefatta e sentieri che scendono dolcemente verso il mare. È il luogo ideale per una passeggiata al tramonto, per un picnic tra gli ulivi o per una sosta contemplativa.
Nei dintorni, le colline carsiche offrono percorsi naturalistici e ciclovie poco frequentate, che attraversano una natura calda e profumata d’estate, tra muretti a secco, vigneti e grotte nascoste.
Il Friuli Venezia Giulia è una terra di confine che nasconde tesori lontani dal turismo di massa.
Dalla Val Resia a Sauris, passando per borghi medievali e panorami mozzafiato, queste 5 mete estive ti porteranno alla scoperta di un Friuli autentico, fatto di silenzi, sapori e incontri veri.
Ott 4, 2023 | Territori
Trieste città gioiello di eleganza e cultura si preprara per il fine settimana più incredibile dell’anno quello della Barcolana, la grande regata di fine stagione che attira in città e nei dintorni, per tre giorni, migliaia di persone.
La Barcolana è una grande festa diventata non solo per i triestini una tradizione indissolubile ma è doveroso andare un po’ indietro nel tempo e raccontare quella che è diventata oggi una regata di fama internazionale.
La Barcolana è nata nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano e si tiene ogni anno nel golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.

Photo credit: Epsilon68 – Street and Travel Photography on Visualhunt.com
La regata velica da primato
In quel 1969 alla prima edizione della Barcolana parteciparono 51 imbarcazioni, tutte di circoli velici triestini. Poi anno dopo anno la regata è cresciuta fino a coinvolgere equipaggi internazionali con velisti di caratura mondiale.
Potremmo definirla una regata velica storica, nota per essere una delle regate con più partecipanti, Tant’è che nel 2018, in occasione della 50ª edizione è entrata ufficialmente nel Guinness dei Primati come “Largest Sailing Race”, ovvero regata più grande del mondo, grazie alle 2689 imbarcazioni iscritte.

Trieste di notte. Photo credit: miroslav0108 on Visualhunt
Il percorso
La particolare formula che contraddistingue la Barcolana la rende un evento unico nel panorama velico internazionale. Su una singola linea di partenza, infatti, si ritrovano a gareggiare fianco a fianco velisti professionisti e semplici appassionati, su imbarcazioni di varie dimensioni che vengono suddivise in categorie a seconda della lunghezza.
La regata si svolge su un percorso di circa 13 miglia, che nel corso degli anni ha subito diverse modifiche.
La linea di partenza è fissata alle 10.30 tra il Castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano, accostata maggiormente alla riviera di Barcola.
Al largo del Faro della Vittoria inizia la fase finale della regata, che conduce gli equipaggi all’arrivo: si naviga per 160 gradi fino a raggiungere, dopo un miglio e mezzo, la Diga del Porto Vecchio, dove, di fronte alla piazza dell’Unità, è posizionato l’arrivo della regata, consentendo al pubblico di seguire l’arrivo da terra a occhio nudo, da San Giusto, da piazza Unità, da Miramare, lungo la Napoleonica o la Strada del Friuli.

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I luoghi migliori dove vederla
E’ possibile vedere la Barcolana dal basso (mare) o dall’alto (Carso). Se preferite vederla dal mare uno dei posti migliori è Barcola il luogo dove la regata è nata. Un luogo comodo da raggiungere dal centro città con l’autobus di linea 6 e 36.. Il consiglio è di arrivare almeno 3/4 ore prima per guadagnarsi un posto migliore.
I luoghi migliori per vedere la Barcolana dall’alto invece si trovano sul Carso e si tratta della parte finale della strada Napoleonica (arrivando da Prosecco) e del Santuario di Monte Grisa, entrambi raggiungibili sia in auto che con i mezzi.
C’è di più, per chi ama la Barcolana esperienza unica è mettere la sveglia al mattino presto per fare un giro sulle Rive prima che tutto si metta in moto.
Gli equipaggi che si preparano, chi fa colazione in pozzetto, chi va e torna con le borse della spesa dai supermercati vicini (aperti in anticipo per l’occasione), chi si appena svegliato dalla festa della sera prima, chi si prepara con stretching alla regata e chi ride e scherza.
Ci sono poi due luoghi davvero speciali e spettacolari da dove poter ammirare la regata.
Il primo è sul Faro della Vittoria, che di solito in occasione della regata è aperto con orario continuato. Attenzione però: non ci può essere posto per tutti, quindi preparati ad aspettare… .
L’altro ancora più speciale, è la possibilità di salire sulla torretta del Castello di Miramare; da lassù il punto di osservazione è il migliore di tutti: proprio sul mare e davanti alla zona dove le barche sono impegnate nella fase cruciale della regata. Se vuoi approfittare prenota subito il tuo posto: si può accedere per turni perché lo spazio è piccolo; la visita è compresa nel prezzo del biglietto per il Castello; per saperne di più, leggi l’evento su Facebook e scrivi a eventi.miramare@cultura.gov.it.

Photo credit: dani7c3 on VisualHunt
Vivere la Barcolana dal mare
E se volessi vedere la Barcolana dal mare non puoi scegliere che d”imbarcarti”. Lo puoi fare dal sito ufficiale di Barcolana 55 dove si trovano tutte le possibilità offerte.
Se sei velista puoi partecipare direttamente alla regata condividendo la tua esperienza con un equipaggio e trascorrendo il sabato in mare, il giorno prima della gara, con un istruttore federale assieme al team.

Le mostre e gli eventi durante la Barcolana
La Barcolana è un evento che coinvolge ogni anno non solo i velisti ma l’intera città, attraendo turisti anche dall’estero. Peraltro a Trieste domenica 8 ottobre si può arrivare da Udine anche a bordo dello storico treno a vapore.
Ogni anno vi prendono parte circa 25.000 velisti mentre il pubblico arriva ad oltre 300.000 persone, che seguono la regata sia dalle Rive di Trieste che dalle alture del Carso.
Cosa vedere e cosa fare a Trieste e dintorni dal venerdì 6 a domenica 8 ottobre 2023.
La Barcolana non si limita alla regata della domenica mattina, ma si è allargata fino a diventare una serie di eventi che coinvolgono il mare e la città per i dieci giorni precedenti. In particolare, negli ultimi anni si svolgono diverse regate ed esibizioni collaterali:
Barcolana Young: gara riservata agli atleti dagli 8 ai 15 anni su imbarcazioni di classe Optimist;
Barcolana Classic: la regata dedicata alle barche d’epoca, classiche e “spirit of tradition”, cioè realizzate recentemente, ma fedeli alla vela d’epoca;
Barcolana by Night: regata riservata alla classe UFO 28 che si svolge in notturna di fronte a Piazza Unità d’Italia;
Barcolana FUN: rassegna che ogni anno ospita eventi e mezzi particolari, legati dall’essere fortemente adrenalinici (kitesurf, foil, windsurf);
Barcolana Nuota: gara di nuoto di fondo che si svolge davanti a Piazza Unità d’Italia.
Non mancano gli eventi a terra, che completano il programma:
Villaggio Barcolana: una serie di stand allestiti sulle Rive di Trieste e in Piazza Unità d’Italia, con aree enogastronomiche, spazi riservati agli sponsor, esposizioni di materiali tecnici;
Barcolana Un Mare di Racconti: festival letterario a tema marittimo, inaugurato nel 2019.

Colori e allegria alla Barcolana
Il programma anche degli eventi collaterale è molto fitto che è davvero difficile scegliere
Al mare protagonista assoluto del fine settimana è dedicata la mostra Amare il Mare, in centro città. Inaugurata sabato 30 settembre nella Galleria d’Arte Rettori Tribbio in Piazza Vecchia 6 a pochi passi da Piazza Unità espone opere in stili, linguaggi e tecniche tra i più diversi uniti attorno a un unico soggetto: il mare. Visitabile da martedì a sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 domenica dalle 10 alle 12.
Rotte in Libertà: mostra di Ester Maria Negretti, un viaggio artistico ispirato alle barche a vela, compiuto nel 2023, circumnavigando il Mediterraneo. Da ammirare presso la Sala Xenia in Riva tre Novembre 7, di fronte al villaggio Barcolana dal 3 al 8 ottobre.
Borea nelle Rose dei Venti: mostra di stampe, cartografia e curiosità sui venti con oltre 30 carte geografiche originali, databili dal XV al XIX secolo, che celebrano il mito del Re del Vento e documentano l’evoluzione della percezione dei confini del bacino del Mediterraneo attraverso i secoli. Villa Italia, Comando Regione Militare, Villa Necker – Via dell’Università, 2. Da martedì 03 ottobre 2023. Orari di visita: lunedì dalle 11 alle 17.30
Giu 4, 2023 | Enogastronomia, Territori
Un vino dalla personalità unica: Il Terrano. Il Carso con le sue storie e i suoi paesaggi, tra echi di battaglie e vento del futuro: il Terrano.
Fra i tanti vini italiani non solo non è uno dei più celebri, ma è anche uno dei meno conosciuti. Forse anche da parte dei colleghi abituati a girare Italia e papille gustative alla scoperta di novità.

Terrano, il vino del Carso
Una pecora nera o una mosca bianca? Come preferite. Per me è unico, esclusivo e peraltro antichissimo. Tanto antico che Plinio il Vecchio ne fece riferimento nell’opera “Naturalis Historia”. “Nasce nel golfo del Mare Adriatico, non lungi dalla sorgente del Timavo, su un colle sassoso dove alla brezza marina matura per poche anfore”.
Leggenda narra che sia solo per i più forti. E il Terrano è decisamente caratteriale. O lo ami o lo odi.
Strano e sapido come lo sono le vigne abbarbicate in equilibrio instabile e inclinato su brulla roccia sferzata dalla bora.
Il mare avvolge le radici di queste piccole pianticelle che affondano in una terra rossa e inconfondibile. Teatro impotente di un’inutile strage.
Siamo su un altopiano roccioso calcareo. In una terra di confine impervia e selvaggia con rocce permeabili che scavano, quasi trapassando la terra. E non è un caso se nei paraggi ci sono le grotte più grandi d’Europa. Sarnico e un misterioso fiume sotterraneo che riemerge solo alla foce, il Timavo.

Carso bianco e rosso sangue
Ma fra queste doline, giusto un secolo fa, è scorso anche il sangue di tanti innocenti. Carso è il nome della terra che da origine a questo vino. Un nome che fa tremare i polsi a chi ha sentito i racconti di trincea fatti dai nonni.
Su questa costa di confine divisa fra ben tre nazioni, il vento soffia furioso in tutto il golfo: da Grado fino a Zara.
Siamo sopra Trieste, città famosa soprattutto per lo Spritz in quel terreno brullo chiamato Carso dov’ era la trincea in cui Ungaretti marciva. Qui fra una battaglia e l’altra componeva poesie immortali sui pacchetti di sigarette.
Oggi, al posto di quelle trincee ci sono insieme al ricordo le cantine che custodiscono eccellenti vini e nel caso di Cormons si è voluto creare anche il vino della pace.
Il Carso che geograficamente si divide fra Italia, Slovenia e Croazia è un susseguirsi di paesaggi selvaggi e microscopici paesini silenziosi. Profumo di salmastro, stradelle selciate, muri a secco e bilinguismo.
Terra povera, crocevia di mondi, culture e crudeltà che viveva di miseria e agricoltura.
Qui soprattutto, grazie al clima unico a metà strada esatta fra Alpi con i suoi parchi e Mediterraneo, ai tempi dell’Impero Austro Ungarico si coltivava frutta e verdura per il mercato di Trieste e fiori per quello di Vienna.
Solo più tardi è nato l’amore per la vite grazie alla passione e caparbietà degli sloveni. Si occupano da sempre di agricoltura, mentre gli italiani preferiscono la pesca e il mare. Hanno vinto la guerra con la roccia e sono riusciti a mettere a dimora, pianta dopo pianta le viti.

Un vino antico
Da quelle pianticelle oggi si produce un’eccellenza dell’enologia mondiale: il Terrano. Vino del Carso inconfondibile con la sua personalità spiccata.
Pare scolpito dalla roccia e da quel terreno difficile da trattare che gli regala molte virtù. Dalla montagna prende l’acidità, dal mare la sapidità e dalla roccia la mineralità. Inconfondibile, caratteristico e caratteriale dicevamo.
E’ un vino “antico” molto naturale. Poca chimica sia in vigna che in cantina, fermentazione spontanea e niente chiarifiche e filtrazioni.
ll Terrano nasce dall’omonimo vitigno autoctono a bacca rossa e discende dal Refosco. Vini acidi ed aspri difficili da domare.
Insieme ad esso in Carso per completezza c’è, la Malvasia doc istriana meno aromatica e più minerale rispetto alle malvasie più famose. Curiosa la Vitovsk, interessante ibrido a metà fra Malvasia e Gerla (l’uva con cui in Veneto fanno il prosecco tanto per intendersi) e poi fra i distillati da assaggiare è sicuramente lo slivowitz

Terrano il vino, refosco il vitigno
Il Terrano è un vino seducente dai profumi intensi con gusto aspro e deciso che col passare del tempo diviene sempre più invitante.
Secco, colore rubino intenso, riflessi violacei e profumo selvatico ricco di frutti di bosco e violetta. In bocca è moderatamente tannico, con una forte acidità e un corpo vigoroso, ma di grande armonia. La gradazione moderata e l’acidità ne fanno il compagno ideale dei cibi della tradizione contadina locale. Fra tutti i deliziosi salumi e formaggi ma anche i più appetitosi piatti tipici del Carso. Selvaggina e i piatti di carne in genere, su tutti il maiale e la caratteristica jota, una minestra di fagioli e crauti. Ma sul Carso il Terrano non disdegna anche i pesci grassi come salmone e anguilla.
Dove degustarlo? Ma in un osmiza!
Il luogo migliore dove degustarlo è senza dubbio una Osmiza. Una di quelle case private, in genere costruzioni tipicamente carsiche, aperte per brevi periodi. Qui, a prezzi convenienti è possibile degustare i prelibati prodotti locali, serviti in tavola con il sorriso e la familiarità dei gestori del luogo.
E per panorama un affascinante scenario rurale affacciato sulle luci del golfo di Trieste.
Il Terrano, il vino che racconta il Carso.