I vini delle donne: Marina Orlandi Contucci

I vini delle donne: Marina Orlandi Contucci

Colle Manora si estende su 75 ettari a cavallo fra Quargnento e Fubine, nel Monferrato. 2o sono gli ettari dedicati a vigna, coltivati in accordo con Sqnpi– agricoltura integrata sostenibile.
Sono vini classici, fieri, depositari del territorio e di una tradizione antica e nobile, che ha sempre perseguito la qualità del risultato finale, con un attenzione costante alla cura del vigneto, alla vinificazione, all’affinamento, consapevoli che il vino è un prodotto vivo.
I vini di Colle Manora di Marina Orlandi Contucci partono dalla valorizzazione del terroir. Per questo motivo accanto a nobili vitigni internazionali ci sono uve autoctone e antiche, come l’Albarossa, sintesi di un terroir dai caratteri netti e decisi.
“Ray” Piemonte Albarossa Doc, nasce dall’incrocio di Barbera e Nebbiolo di Dronero, nel 1938 grazie al Professor Dalmasso. Ciò che rende unica la produzione dell’Albarossa  “Ray” Doc di Colle Manora è la scelta di non utilizzare il legno per l’affinamento, ma di affidarsi completamente all’acciaio, garantendoo un vino che esprime appieno il carattere autentico e inimitabile.
Rubino intenso e profondo nnel colore, il boquet di note sono speziate; al palato riunisce, in modo eclettico, i sentori varietali del Nebbiolo e della Barbera in un insolito elegante equilibrio. 

10 vini per brindare alla Festa del Papà

10 vini per brindare alla Festa del Papà

La Festa del Papà è una bella occasione per scegliere un vino da regalare. Spesso del proprio padre conosciamo i gusti e le preferenze ma per una volta, proviamo a scegliere il vino giusto per la festa del papà in base a quello che noi consideriamo più simile a nostro padre.
Ecco per voi a scelta.

Rosso di Rosso 2015, Diesel Farm (Veneto)

Il Rosso di Rosso 2015 della cantina Diesel Farm è una sinergia tra Merlot e Cabernet Sauvignon che esplora l’opulenza e la profondità di queste varietà.
Derivante da un’attenta interazione uomo-natura, questo vino esprime ricchezza e complessità, è coltivato in un ambiente collinare con suoli basaltici e un clima mediterraneo temperato fresco.
Dopo un affinamento in barrique per 12 mesi, si presenta di un color rubino brillante con riflessi granati.
Al naso, offre un profumo ampio ed elegante di sottobosco e spezie, mentre al palato è ricco, avvolgente ed equilibrato.
Perfetto per accompagnare pranzi e cene di ricerca e della tradizione, si consiglia di servire a 18°C in bicchieri ampi a stelo lungo.

Collio bianco Bratinis, Gradis’ciutta (Friuli Venezia Giulia)

Il Collio Bianco “Bratinis” prosegue la tradizione del passato, regolata poi anche con il disciplinare della Doc nel 1968.
Oggi, che ogni produttore può metterci la sua creatività, Robert Princic produce il “Bratinis” utilizzando uve Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon in percentuali diverse, tutte provenienti dalle marne argillose del Collio.
Il nome deriva dalla località in cui vengono raccolte parte delle uve. Sul palato il vino parte morbido e rotondo per poi svilupparsi succoso e fruttato e virare verso un finale preciso dai sentori di ananas e mango.
Servire fresco, attorno ai 9-10° C (47-50° F). Abbinamenti: vino da aperitivo, si accosta egregiamente a piatti di pesce, ad antipasti e primi di vario genere. Interessante è l’accostamento con secondi piatti leggeri, specialmente carni bianche.

Langhe Doc Nebbiolo 2021, Josetta Saffirio (Piemonte)

Il Langhe Doc Nebbiolo della cantina Josetta Saffirio è un vino elegante e complesso, interamente prodotto da uve Nebbiolo.
Coltivato su terreni esposti a Sud-Est a un’altitudine tra i 400 e i 450 metri sul livello del mare, beneficia di un’eccezionale combinazione di marne calcaree grigie e arenarie cementate.
Dopo una vendemmia attenta, le uve subiscono una delicata diraspatura e pressatura seguita da una crio-macerazione per circa 24 ore. La fermentazione avviene in vasche a temperatura controllata di 8-10 giorni e successivamente un affinamento in botti di rovere.
Il risultato è un vino di notevole struttura, perfetto in abbinamento con carni rosse, brasati, selvaggina e formaggi.
Si consiglia di servire leggermente fresco, a una temperatura compresa tra i 16 e i 18 gradi.

Incalmo, Le Colture (Veneto)

“Incalmo”, è un vino frizzante ottenuto da uve Glera, secondo il metodo storico di rifermentazione in bottiglia.
Il naturale deposito di un sottile residuo nella parte bassa della bottiglia, ne conferisce la tipica velatura di color giallo paglierino ed inoltre è responsabile di profumi fragranti di crosta di pane, burro o frutta secca e di un sorso croccante, fresco e asciutto, senza la presenza di zuccheri.
Il perlage è molto spesso sottile e vivace, delicato. Un vino di facile beva ma non per questo banale, anzi molto complesso nel tempo e nelle diverse annate, grazie anche ai residui che ne aiutano la preservazione della fragranza.
Questa sua versatilità lo rende adatto sia a piatti più sofisticati che piatti più tradizionali e ricchi. Da gustare così, senza scaraffarlo, eventualmente facendo un piccolo movimento in modo che i commensali abbiano lo stesso bicchiere velato. Il disegno in etichetta, realizzato da Aldo Rebuli, artista di Valdobbiadene, raffigura l’abbraccio simbolico tra pianta e lavoro dell’uomo.

Inaco Refosco Doc, Le Monde (Friuli Venezia Giulia)

Per la Festa del Papà, la cantina Le Monde presenta una special edition di bottiglie serigrafate da collezione.
Qui proposte per Inaco Refosco DOC, sono disponibili su richiesta anche per tutte le altre referenze della linea Le Icone firmata Le Monde. Inaco è il vino dedicato al padre di Alex Maccan, titolare dell’azienda, un uomo dal carattere autentico, sicuro ed equilibrato, simile alla personalità di questo Refosco, vitigno a bacca rossa profondamente friulano.
Affinato in barrique per 24 mesi, questo Refosco svela un bagaglio aromatico intenso che passa dal ribes alla mora, dal muschio al pepe, dalla cannella al tabacco.
Alla beva, la struttura è densa e avvolgente, dai tannini risolti e dal buon apporto della fragranza acida, che ne rende il sorso profondo e vivace. Inaco è il vino perfetto da stappare nelle occasioni speciali, da abbinare ai piatti più corposi della cucina tradizionale italiana, in particolar modo alle carni rosse e alla selvaggina.

Critone bianco Igt (Calabria)

Critone è un Calabria Bianco IGT della Cantina Librandi, prodotto da uve Chardonnay (90%) e Sauvignon. È un vino dal gusto internazionale e l’anima Calabra, di grande personalità e freschezza.
Molto complesso all’olfatto, con delicati cenni fruttati di melone, banana, pesca gialla e ananas, sui quali e sentori vegetali e agrumati.
Al palato è un vino fresco e sapido, ma al tempo stesso profondo e persistente.
Si abbina meravigliosamente ad aperitivi e antipasti di mare, con primi delicati a base di pesce e secondi di pesce al forno.

Soreli bianco Doc Collio 2020 (Friuli Venezia Giulia)

Nel Collio Goriziano, si trovano i 30 ettari della tenuta gioiello dell’azienda Pighin.
È qui che nasce il top wine dell’azienda: Soreli. Si tratta di un Bianco Doc Collio e il suo nome, che in friulano significa sole, è un rimando all’esposizione di cui godono i vigneti, ubicati in un vero e proprio anfiteatro naturale che si estende nella Tenuta di Spessa di Capriva.
Soreli unisce in un’interpretazione inedita i tre bianchi autoctoni del Collio: le uve del Friulano donano personalità e struttura, mentre le uve di Malvasia e Ribolla Gialla regalano al vino freschezza e complessità aromatica.
Il risultato è un vino ricco al naso, albicocca matura con sentori di bacca di vaniglia. In bocca il sapore è armonico con un’elegante struttura aromatica varietale. Trasmette note di buccia di arancia.
Eccellente con carni bianche arrostite, soufflé di verdura, piatti a base di uovo. Si accompagna piacevolmente anche a formaggi freschi o erborinati.

Monte Carbonare, Soave classico Doc 100%, Garganega (Veneto)

Questo Soave Classico della Cantina Suavia viene prodotto esclusivamente da uve Garganega, prodotte da viti che affondano le radici in una terra vulcanica nerissima, che conferiscono veracità e mineralità tagliente.
Il Monte Carbonare, alla vista presenta un colore giallo paglierino luminoso. All’olfatto emergono sentori fumé e sulfurei, insieme a note di agrumi e fiori di campo.
Al Palato risulta cremoso ed elegante, dotato di spiccata sapidità e freschezza, con un finale asciutto e molto persistente. Accompagna meravigliosamente piatti a base di pesce, ma anche carni bianche saporite e risotti vegetali, tartufo e formaggi di media stagionatura.

Le Fornaci, Lugana Riserva 2020, Tommasi (Veneto)

Questa Lugana Riserva di grande carattere della cantina Tommasi, è un vino che è la massima espressione delle uve Turbiana e del Lago di Garda.
Il colore è intenso, con riflessi oro brillanti. All’olfatto presente un ricco bouquet di note fresche e minerali che si armonizzano con quelle di frutta gialla matura, con i sentori floreali.
All’assaggio conferma la ricchezza aromatica, la finezza e l’intensità chiudendo con un finale lungo e avvolgente.
Si si fa apprezzare in ogni momento, dall’aperitivo alla cena, ma si abbina particolarmente bene con antipasti e primi piatti a base di pesce, pesce alla griglia o al forno, pollame e carni bianche saporite e formaggi di media stagionatura.

Chianti Classico Gran Selezione Docg 2019, Vecchie Terre di Montefili (Toscana)

Il Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2019 della cantina Vecchie Terre di Montefili è un’eccellente espressione del territorio toscano.
Ottenuto al 100% da uve Sangiovese coltivate a un’altitudine di 500 metri sul livello del mare su suoli di Alberese, questo vino rappresenta il meglio della tradizione vinicola della regione con una produzione limitata a 7.680 bottiglie.
La Gran Selezione è ben strutturata ed equilibrata, con sapori di frutta matura, tannini ampi e setosi.
Al palato l’impatto è immediato, con sentori di ciliegia rossa, ribes nero maturo e prugna matura.
Note complesse di cannella, chiodi di garofano e noce moscata. Il finale è intenso, dalle note fresche ed eleganti.

 

 

I vini che parlano d’amore (nell’etichetta)

I vini che parlano d’amore (nell’etichetta)

Messaggi d’amore in bottiglia, o meglio, in etichetta. Non solo per San Valentino il giorno più romantico dell’anno, ma per ogni occasione in cui volete stupire il vostro partner ecco il suggerimento di due etichette sentimentali e sognanti fin dal nome.

“Ho scritto t’amo sulla sabbia” e sull’etichetta…

Il primo vino è Ho scritto t’amo sulla sabbia de Le vigne di San Pietro una piccola isola tra le colline moreniche del Garda di circa 10 ettari nata nel 1980 per volere di Sergio e Franca Nerozzi e oggi guidata dal figlio Carlo. Un vino ottenuti da uve Corvina al 100% che al naso ricorda la pesca animata da tocchi di mentuccia fresca, mentre al palato conquista con la sua grande sapidità e un finale decisamente balsamico, punteggiato da note di liquirizia.
Un vino teso che chiama la beva, facilissimo da bere ma tutt’altro che semplice, dal perlage sottile e dal bel colore rosa antico. Da bere come aperitivo o con piatti delicati, come il pesce crudo o una leggera insalata all’arancia.  

“Giocheremo con i fiori” per post hippy nostalgici

Da Torre dei Beati, piccola cantina dell’Abruzzo, votata alla produzione di vini naturali, arrivaGiocheremo con i Fiori, un vino unico, ben bilanciato da una vena acido-sapida che lo rende veramente interessanti: il livello di profondità di espressione di questo Pecorino sorprende, con una sapidità ben marcata ma sempre elegante, vero punto di forza del terroir sul quale crescono i vigneti di Torre dei Beati.
Questo Pecorino stupisce fin dal primo sorso, grazie alla sua prorompenza sempre elegante, alla sua freschezza e alla sua complessità aromatica.
Il merito di questa complessità, oltre che al costante e preciso lavoro di Adriana e Fausto, va sicuramente anche al terreno: i vigneti si trovano sulle prime colline ai piedi del Gran Sasso, a valle del torrente Tavo; qui il terreno è argilloso-calcareo, ricco di scheletro con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, riesce a conferire alle uve una forte esaltazione del corredo aromatico.
È così che nasce il Pecorino “Giocheremo con i fiori”, con la passione di una cantina unica, capace di esaltare al meglio le caratteristiche del territorio di Loreto Aprutino. 

In Chianti Classico l’archivio in bottiglia dei grandi vini

In Chianti Classico l’archivio in bottiglia dei grandi vini

Un compendio storico della viticultura toscana di qualità in bottiglia. Un archivio enoico che non è solo una summa del passato, per quanto preziosa ed emozionante, non è solo un magazzino, ma un’opportunità, per chi vuole godere di qualcosa di esclusivo, di bottiglie da collezionare, per fare regali unici con vini maturi pronti da bere al massimo della loro espressività.

L’archivio enoico dei grandi vini

Sugli scaffali oltre 100 mila bottiglie delle tre denominazioni storiche più i Super Tuscan. Ad un mese dal via dell’anteprima del Chianti Classico alla Leopolda a Firenze, e subito a seguire del Vino Nobile di Montepulciano, quando tutta l’attenzione è puntata sulle nuove annate, prende sempre più evidenza il progetto di Carpineto sui vini di lunga vita.
E anche alla Leopolda a Firenze o al banco d’assaggio a Montepulciano, oltre all’annata in uscita sul mercato, e ai campioni da botte, da non perdere la Riserva 1993 del Chianti Classico o il Vino Nobile 1989 o il Cru di Nobile, primo sangiovese 100%, il Poggio Sant’Enrico 2001.
Tutti degustabili sul posto ma anche tutti a disposizione nell’archivio enoico con oltre 100 mila bottiglie appena apertosi a Dudda, Greve in Chianti.


Una collezione a disposizione per i lovers

L’Appodiato di Dudda a Greve in Chianti, sede originaria della Carpineto in Chianti Classico, è il cuore storico dell’azienda, emblematicamente rappresentato anche da una libreria enoica tra le più fornite, con un grande numero di annate storiche.
L’affinamento dei vini imbottigliati avviene in una cella sotterranea a temperatura costante, un caveau che può ospitare fino ad un milione di bottiglie.

Non sono poche le aziende storiche toscane che hanno un archivio delle loro annate migliori. Quello che rende però l’archivio di Carpineto prezioso è la varietà, la profondità ed anche l’ampia disponibilità di tutti i vini per l’acquisto.
La biblioteca comprende Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello e Super Tuscan.

Bill Gates mentre beve Chianti Classico Carpineto

Nel caveau i vini preferiti da Bill Gates e Celine Dion

L’idea di costituire una libreria delle bottiglie nacque agli stessi fondatori, Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, loro stessi, ovviamente, grandi appassionati di vino, fin dall’inizio.
Per dimostrare la longevità dei prodotti iniziarono così fin dai primissimi anni a conservare le annate più prestigiose, nonché quelle più premiate….“male che va – dicevano –  ‘ce le beviamo noi!’ Ma così poi non è andata!

Tra i clienti Vip, Bill Gates, grande amante del Chianti Classico e Celine Dion che predilige un Super Tuscan, il Farnito Cabernet Sauvignon, ma è rimasta colpita anche dal Vino Nobile di Montepulciano.
Almeno dagli anni ’80 in poi le bottiglie in archivio non sono mai state, e mai saranno, “pezzi da museo”
raccontano in Carpineto.
Si tratta infatti di bottiglie con un grande appeal per appassionati e wine lovers. Appeal
dovuto soprattutto alle qualità intrinseche dei vini dalla spiccata attitudine alla longevità e alle modalità di conservazione ottimali sin dal momento dell’imbottigliamento.
La procedura per chi acquista on line prevede che vengano etichettate al momento dell’ordine per assicurare una presentazione perfetta e se spedite messe in una cassetta di legno sigillata.
Si possono comporre cassette di particolare pregio che racchiudono al loro interno una verticale completa con 6 bottiglie di un Cru, oppure scegliere singole bottiglie e comporle magari in una confezione che rappresenti un affresco della Toscana del vino. Sorsi del tempo, potremmo definirli, per appassionati.
“La tradizione ci spinge in avanti, l’innovazione ci tiene al passo coi tempi” stanno concentrati in questa sorta di motto ispiratore che Antonio Mario Zaccheo, fondatore, nel 1967, con Giovanni Carlo Sacchet, della Carpineto ama ripetere, il carattere e la forza di questa icona di vini da lungo affinamento.

Antonio M.Zaccheo fondatore e Caterina Sacchet della nuova generazione

La lunga storia di due famiglie amanti del vino

Fondata in Chianti Classico nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, Carpineto, tuttora gestita dalle due famiglie, coltiva in modo sostenibile e neutrale all’impronta del carbonio 500 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra 5 tenute nelle zone storiche della Toscana vitivinicola: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma.
Molto nota per i grandi rossi a denominazione e alcuni SuperTuscan e sempre ai vertici delle classifiche nazionali e internazionali. Esporta oltre 70 Paesi nel mondo i vini delle più prestigiose Docg della Toscana.
Nella tenuta di Montepulciano si pratica l’enoturismo con una variegata gamma di proposte di degustazione, passeggiate in vigna, pic nic  e pranzi all’aperto.
Carisma, stile, grande continuità qualitativa dei vini, riconoscimenti prestigiosi da scoprire sul territorio, nei vigneti delle 5 tenute, o appodiati, nei territori più vocati della Toscana.
Per la Carpineto il vino è passione, emozione, natura, cultura.

 

I vini delle donne: Romina Togn dal Trentino

I vini delle donne: Romina Togn dal Trentino

Il Teroldego Rotaliano Superiore Riserva Doc di Romina Togn è il primo vino a inaugurare questa nostra rubrica dedicata ai vini delle donne.
Gaierhof è un’azienda agricola che si trova all’estremo lembo del Trentino ovvero a Roverè della Luna dove la cultura mediterranea incontra quella mitteleuropea.

Le sorelle Togn

L’incontro fra la cultura mediterranea e quella mitteleuropea

Qui Romina, Valentina e Martina Togn con tenacia, dedizione e caparbietà creativa gestiscono l’azienda di famiglia fondata dal padre Luigi, ricercando un perfetto equilibrio fra passato e futuro:
Nasce sotto questo spirito il loro Teroldego Rotaliano Superiore Riserva Doc vinificato con le migliori uve di Teroldego, il vitigno simbolo del Trentino.
Prodotta in un limitato numero di bottiglie e solo nelle migliori annate, questa riserva nasce da un’attenta selezione delle zone a maggiore vocazione nei comuni di riferimento della Piana Rotaliana: San Marco (Mezzacorona), e Morrei (Mazzolombardo).
Si presenta con un uno splendente colore rubino con riflessi granati, un bouquet aromatico dallo spiccato sentore di frutti rossi, confettura di mora e lampone con note mentolate e di spezie dolci dovute al lungo affinamento in legno.
In bocca regala una vivace acidità supportata da un tannino elegante e raffinato che dona struttura e piacevole persistenza.
Un vino vivace e vitale pur nella sua complessità ed estremamente interessante.