18 Settembre 2025

Sulle tracce della “guerra bianca” in Trentino

Un percorso escursionistico perfetto da effettuarsi in autunno è In Primiero, al cospetto delle Pale di San Martino si cammina sulle tracce della Grande Guerra: la meta è la Cima della Cavallazza.
Questo percorso escursionistico, relativamente breve, parte da Passo Rolle e transita in uno dei luoghi più iconici del Primiero, i Laghetti di Colbricón.

Alla scoperta degli Stòli

Ammirandone la bellezza si prosegue verso la meta, la Cima della Cavallazza e le gallerie militari della Grande Guerra sulla Cavallazza Piccola.
Sotto questa cima si sviluppa il tratto più caratteristico dell’itinerario: esposto ma ben protetto da cavi metallici, porta alle gallerie militari costruite dagli Austriaci e riadattate successivamente dal Genio Italiano nel 1915 (chiamate “Stóli” della Cavallazza).
Si raggiunge poi Cima Tognazza e percorrendo in discesa il tracciato di una pista da sci si rientra a Passo Rolle e alla partenza. Dall’Alpe Vederna, sopra Imer, si possono invece raggiungere gli “Stóli” di Morosna: queste gallerie di guerra sono visitabili e dotate di illuminazione.

La prima linea d”alta quota

La Prima Guerra Mondiale è stata un evento tragico che ha coinvolto direttamente anche le Valli di Primiero e Vanoi.
Queste all’epoca erano zone di confine tra Regno d’Italia e Impero austroungarico e a partire dal maggio del 1915 diventarono loro malgrado la “prima linea”. Ma com’era combattere ad oltre 2.000 metri di quota?
La cosiddetta “guerra bianca” era davvero dura: in luoghi tanto meravigliosi quanto impervi c’erano trincee da scavare, nuove strade da costruire, pezzi di artiglieria da trasportare, mentre il freddo, il nemico più temuto, mieteva vittime sia d’estate che d’inverno.
A oltre un secolo di distanza trincee, antiche mulattiere, gallerie e fortificazioni ci raccontano qualcosa in più su quella triste pagina di storia e consentono di calarsi nei panni dei giovani soldati che su queste montagne trascorsero con tenacia e coraggio giorni, mesi e anni, fatti di attese, appostamenti e scontri.

Foto: Primiero Hiking, APT San Martino di Castrozza

Gli stòli della Cavallazza

Questo percorso escursionistico, relativamente breve, transita in uno dei luoghi più iconici e visitati di tutto il Primiero, facilmente raggiungibili Laghetti di Colbricón. Non è questo però il fulcro del giro però, che porta prima sulla Cima della Cavallazza e poi alla scoperta delle gallerie militari della Grande Guerra sulla Cavallazza Piccola.
Si parte dal parcheggio di Malga Rolle (1.904 m slm), posto un paio di tornanti sotto lo scavalco Passo Rolle, sul lato della Val di Fiemme. La prima parte dell’itinerario segue la bella mulattiera del Sentiero No. 348 verso i Laghetti di Colbricón, che comincia a poche centinaia di metri dalla malga sulla conca erbosa Busa Ferrari.
La mulattiera, relativamente pianeggiante ed immersa nel bosco di 
Paneveggio, in un paio di chilometri (comuni ad un tratto degli itinerari “Translagorai” TL e “Sentiero Italia” SI) porta al Rifugio Laghi di Colbricón e ai Laghetti di Colbricón (1.922 m slm). Dato il facile accesso ai laghetti e la vocazione turistica del posto, questo tratto dell’escursione è solitamente affollato.
Dal Rifugio Laghi di Colbricón si seguono le indicazioni che portano, su una ripida traccia su una pietraia dal fondo sdrucciolevole che si affaccia su dirupi ma mai esposta, alla Cima della Cavallazza (2.324 m slm).
Dalla cima, raggiungibile seguendo sulla destra una vecchia trincea, comincia la parte migliore dell’itinerario, che include una serie di punti panoramici e luoghi della Grande Guerra.
Dalla cima il tracciato continua sul tratto in discesa sul pendio erboso ad O del monte verso la Cavallazza Piccola e raggiunge in breve l’incrocio presso la piccola Forcella Cavallazza (2.226 m slm). Dall’incrocio si prosegue verso la Cavallazza Piccola, su una traccia che si affaccia sul lato occidentale delle Pale di San Martino.
Dalla Cavallazza Piccola (2.303 m slm) inizia un sentiero che percorre il lato orientale della montagna; questo tratto caratteristico dell’itinerario, molto esposto ma ben protetto da cavi metallici, porta alle gallerie militari (chiamate Stóli della Cavallazza). È possibile arrivare agli “Stóli” anche evitando questo tratto esposto, aggirando il monte sulla traccia ad O della cima e giungendo alle gallerie da N. La posizione strategica delle gallerie, costruite dagli Austriaci e riadattate successivamente dal Genio Italiano nel 1915, permetteva di avere un pieno controllo sull’accesso del Passo Rolle.
Superati gli avamposti formati da gallerie e trincee, si seguono le tracce visibili verso la Cima Tognazza (2.207 m slm). Non ci si può sbagliare; è l’unica via possibile e l’impianto sciistico che ne arriva in cima è un ulteriore punto di riferimento. Dalla Tognazza non resta che scendere lungo la pista da sci Cimón che riporta prima a Passo Rolle e poi, lungo i prati, al punto di partenza.

Foto: ApT San Martino, APT San Martino di Castrozza

Gli stòli di Morosna

Percorso che dall’abitato di Imer permette di raggiungere gli Stoli di Morosna, gallerie e camminamenti custruiti dall’esercito italiano nel corso della Prima Guerra Mondiale
L’itinerario inizia ad Imer in località Giare, dove sono presenti numerosi parcheggi. Ci si dirige a piedi in località Casa Bianca, dove parte il sentiero che conduce in Val Noana mantenedosi sulla destra idrografica della vallata (segnavia 736).
Il sentiero, breve ma molto panoramico, sale per circa 1,2 km prima di tornare nuovamente ad incrociare la SP221.
Dopo aver percorso un breve tratto sulla provinciale si imbocca sulla destra il sentiero (sempre segnavia 736) che risale la Val Caora fino a collegarsi con la mulattiera che conduce al Rifugio Vederna in località “Pian Grant”, notevolissimo pascolo in quota alle pendici del Monte Pavione.
Dal Rifugio Vederna si prosegue su strada forestale fino a raggiungere la località Morosna dove si trovano gli omonimi Stoli costruiti dal Genio Italiano nel corso del Primo Conflitto Mondiale.
Le gallerie scavate nella roccia sono illuminate e liberamente visitabili. Il panorama è spettacolare: da quella posizione si vedono sia la valle di Primiero che buona parte della valle del Vanoi. Per rientrare si percorre a ritroso lo stesso itinerario fino ad Imer. 

Foto: Primiero Hiking, APT San Martino di Castrozza

Gli stòli di Totòga

L’escursione ad anello che, partendo da Passo Gobbera, percorre il giro completo del Monte Totóga (La Totóga per i locali), è un percorso non particolarmente frequentato e immerso nella sua quasi interezza nel bosco, su sentieri poco impegnativi e ideale per famiglie, capace di aggiungere a bellezza naturalistica e panorami anche un po’ di storia, grazie ai numerosi resti risalenti alla Grande Guerra.
L’escursione, che porta sulla cima del Monte Totóga (1.705 m slm), parte da Passo Gòbbera (989 m slm), con possibilità di parcheggio e fontana per l’approvvigionamento di acqua.
Da Passo Gòbbera si imbocca inizialmente la comoda strada forestale in direzione O (segnalata solo nel suo primissimo tratto come Sentiero No. 345), salendo leggermente lungo il versante N del Monte Totóga. In questo primo tratto si può dare un’occhiata ad una restaurata Calchèra, fornace utilizzata per la produzione della calce e attiva fino al 1950.
Da qui si continua in direzione O verso Còl de la Crós. La strada prosegue in falsopiano verso il Còl de la Crós (1.083 m slm), che si raggiunge in breve, rientrando sul Sentiero No. 345 che sale da Lausén verso la cima del Monte Totóga.
La camminata segue il Sentiero No. 345 che si sviluppa sul pendio O del monte e, attraversando alcune valli, presenta anche un paio di passaggi esposti e suggestivi tra le rocce, che si superano agevolmente grazie al sentiero ben protetto. Inizia poi  il tratto più ripido che, sempre nel bosco, porta alla zona dei vecchi Masi de Totóga (1.376 m slm), un tempo immersi nei loro pascoli aperti ma che oggi sono ridotti a dei ruderi. Si sale ancora un po’ fino ai Pradi de Totóga Alta (1.402 m slm), raggiunti anche da una strada forestale che sale dalla Val di Schenèr e rinomata per le escursioni in mountain bike con i suoi 48 (!) tornanti.
Dal crocevia presente sul prato, si sale verso NO in direzione Monte Totóga lungo la strada del Sentiero No. 345B che risale i Pradi de Totóga Alta fino al bivacco forestale San Giovanni Gualberto (1.570 m slm), con il suo locale a lato (casa forestale) sempre aperto ed ottimo per una sosta prima del tratto finale di ascesa.
Dalla casa forestale si raggiungono in pochi metri gli avamposti militari della Grande Guerra, chiamati Stóli di Totóga (1.586 m slm), un sistema di gallerie artificiali realizzate dall’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale con lo scopo di proteggersi da un’eventuale discesa delle truppe Austro Ungariche dal Vanoi.
Le gallerie sono visitabili e costruite su due livelli, con sette sale principali che si affacciano direttamente sulla valle del Vanoi e sul Cauriòl e quattro sale interne più piccole. Recentemente il comune di Canal San Bovo ha messo in sicurezza alcuni di questi Stoli. L’accesso risulta pertanto limitato. Inoltre è stata realizzata una passerella con vista sulla valle (vedi foto).
Dalla casa forestale, l’ultimo breve tratto di risalita procede lungo il Sentiero No. 345A, che si stringe ed entra nel bosco per poi giungere sulla Cima Totóga (1.705 m slm), dove si trova la croce di vetta e una piccola radura che permette di ammirare il paesaggio, con la Valle di Primiero ed il Monte Vederna su un versante, il Vanoi e il Lagorai sull’altro versante, separati dalla profonda Val di Schenèr.
Da Cima Totóga il rientro verso Passo Gobbera segue inizialmente lo stesso percorso (Sentiero No. 345A), passando nei pressi della casa forestale San Giovanni Gualberto e giungendo al bivio presente in località Le Monde (1.499 m slm), dove si prosegue a sinistra, verso SE, sempre sul Sentiero No. 345A, in direzione Passo Gobbera.
La via scelta per il ritorno è più diretta e scende a tratti abbastanza ripida verso il passo sulle pendici E del monte. Una volta giunti al bivio in località 
El Ram (1.384 m slm) ci si riporta nuovamente sul sentiero principale (Sentiero No. 345) e si prosegue a sinistra sempre seguendo le indicazioni per Passo Gobbera.
Dopo un altro bel tratto di discesa ripida, in corrispondenza della località del 
Bivio de le Doi Strade (1.045 m slm) il sentiero si trasforma in strada forestale, addolcendo la pendenza. Proprio al bivio ci si ritrova sopra alla pittoresca Chiesetta di San Silvestro, che l’itinerario non tocca ma che si può intravedere alla propria destra (lato E) tra gli alberi.
Proseguendo lungo la strada, dopo essere passati nuovamente presso la Calchèra di inizio escursione, si rientra così comodamente a Passo Gobbera.

 

 

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