Ago 9, 2026 | Territori
Dalla Spagna all’Islanda, passando per le Baleari: viaggio nei luoghi più spettacolari per assistere all’eclissi totale di Sole. E in Italia? Si vedrà, ma solo parzialmente
Ci sono viaggi che si organizzano per vedere un monumento, un museo o una spiaggia. E poi ci sono quelli che si organizzano per guardare il cielo. Il 12 agosto 2026 sarà uno di quei giorni.
La Luna passerà davanti al Sole regalando una spettacolare eclissi solare totale, visibile da una fascia che attraverserà Groenlandia, Islanda, Atlantico, Spagna e una piccola parte del Portogallo. In gran parte dell’Europa, Italia compresa, l’eclissi sarà invece visibile solo parzialmente.
Un appuntamento astronomico raro che può diventare anche l’occasione perfetta per un viaggio di agosto.
Perché assistere a un’eclissi non significa soltanto trovare un punto da cui guardare il Sole.Significa scegliere un luogo speciale, arrivare con un po’ di anticipo, esplorare il territorio, aspettare che la luce cambi e vivere per qualche minuto uno degli spettacoli più sorprendenti che la natura possa offrire.
E allora preparate gli occhiali per l’osservazione solare, scegliete la destinazione e mettetevi in viaggio.

La totalità: dove il giorno si trasforma in notte
Prima di scegliere la destinazione bisogna capire una cosa. Un’eclissi solare può essere parziale, anulare o totale.
Il 12 agosto 2026 la vera protagonista sarà la totalità: in una stretta fascia della superficie terrestre la Luna coprirà completamente il disco del Sole.
Saranno pochi minuti. Ma saranno minuti molto particolari.
La luce del giorno diminuirà rapidamente, il cielo cambierà colore, la temperatura potrà scendere e intorno alla sagoma nera della Luna sarà possibile osservare la corona solare, l’atmosfera esterna del Sole. È proprio questo il momento che gli appassionati di astronomia aspettano.
E c’è una particolarità tutta europea: in Spagna la totalità arriverà nel tardo pomeriggio, con il Sole molto basso sull’orizzonte.
Il risultato potrebbe essere spettacolare: un’eclissi che si trasforma in una sorta di tramonto cosmico.

1- Leòn, Spagna. Cattedrale, tapas e un cielo che si spegne
Per chi vuole unire eclissi, cultura e gastronomia, León è una delle destinazioni più interessanti. La città è famosa soprattutto per la sua magnifica cattedrale gotica, per il centro storico e per il vivace Barrio Húmedo, dove tapas e cucina locale diventano parte integrante dell’esperienza.
Il 12 agosto, però, sarà il cielo a prendersi la scena.
León si trova infatti nella fascia della totalità. Il consiglio è quello di visitare la città durante il giorno e poi spostarsi verso un punto aperto con orizzonte libero verso ovest, così da avere una visuale migliore sul Sole durante l’eclissi.
Prima dello spettacolo astronomico, spazio quindi a cultura, tapas e passeggiate. Poi tutti con il naso all’insù.
Da non perdere: Cattedrale, Casa Botines, centro storico e Barrio Húmedo.

2 – A Coruna, Spagna. L’Atlantico come palcoscenico
Immaginate l’oceano davanti a voi, il vento della Galizia e il Sole che lentamente scende verso l’orizzonte. Poi arriva la totalità.
A Coruña è una delle destinazioni più suggestive per vivere l’eclissi, soprattutto per chi sogna di assistere allo spettacolo davanti all’Atlantico.
La città offre spiagge urbane, lungomare, centro storico e soprattutto la Torre di Ercole, uno dei suoi simboli.
Qui il vero consiglio è scegliere con attenzione il punto di osservazione.
Il mare è un alleato perfetto perché garantisce, almeno in teoria, un orizzonte occidentale ampio e libero.
Il piccolo problema? La costa atlantica può essere meteorologicamente imprevedibile. Per questo è fondamentale controllare le previsioni negli ultimi giorni e avere un piano B.
Perfetta per: chi vuole un’eclissi vista dall’oceano.

3 – Asturie, Spagna. Montagne verdi, villaggi e sidro
Per chi ama i paesaggi spettacolari, ma non vuole necessariamente trascorrere l’estate al mare, le Asturie sono una scelta interessante.
La regione offre montagne, vallate verdissime, villaggi tradizionali e una cucina decisamente gustosa.
Oviedo può essere il punto di partenza per costruire un itinerario fra cultura e natura.
Il 12 agosto basterà poi raggiungere un luogo aperto, lontano da ostacoli visivi, per assistere all’eclissi.
E dopo?
Una cena asturiana e un bicchiere di sidro. Perché anche un fenomeno astronomico può diventare un ottimo pretesto gastronomico.
Perfetta per: chi vuole combinare eclissi, natura e viaggio on the road.

4 – Burgos. La grande cattedrale sotto una luce surreale
Un’altra destinazione perfetta per un viaggio culturale è Burgos. La spettacolare cattedrale gotica domina il centro storico e merita già da sola il viaggio. Ma il 12 agosto la città avrà un appuntamento decisamente più alto. Letteralmente.
Il consiglio è quello di visitare il centro durante il giorno e scegliere poi, per l’eclissi, una posizione leggermente fuori dal tessuto urbano.
L’ideale? Un punto sopraelevato e con vista libera verso ovest.
Perché con il Sole basso sull’orizzonte anche pochi alberi o edifici possono fare la differenza.

5 – Zaragoza. Un city break con finale cosmico
Zaragoza è perfetta per chi vuole costruire un viaggio urbano intorno all’eclissi. La Basilica del Pilar, il Palazzo dell’Aljafería, le piazze e il centro storico offrono abbastanza motivi per arrivare qualche giorno prima.
Poi, il 12 agosto, spazio al cielo.
La città si trova nella fascia della totalità e può essere una soluzione interessante per chi preferisce una grande città rispetto alle località più turistiche della costa.
Il programma ideale?
Tre giorni di cultura e gastronomia, una gita nei dintorni e, il 12 agosto, caccia al punto perfetto per l’eclissi.

6 – Valencia. Mediterraneo, paella e un’eclissi al tramonto
Se invece l’idea è combinare mare e astronomia, Valencia è una delle destinazioni più interessanti.
La Città delle Arti e delle Scienze, il centro storico, il Mercato Centrale e le spiagge permettono di costruire una vacanza completa.
Poi arriva il 12 agosto.
Il Sole sarà molto basso e la totalità arriverà in prossimità del tramonto. Il consiglio è quindi di cercare un luogo con visuale libera verso ovest. Una spiaggia può diventare il vostro osservatorio naturale.
E una volta terminata l’eclissi?
Paella, sangria e mare. Non esattamente il peggior modo di concludere una giornata.

7 – Maiorca. Una vacanza alle Baleari con un appuntamento nel cielo
Perché scegliere fra una vacanza al mare e un evento astronomico quando si possono avere entrambe le cose? Maiorca è una delle destinazioni più intriganti per il 12 agosto.
L’isola offre calette, montagne, borghi, cucina mediterranea e naturalmente il mare.
Durante il giorno si esplora.
Nel tardo pomeriggio si cerca il punto panoramico giusto. E poi si aspetta.
La totalità alle Baleari trasformerà per pochi minuti la normale luce estiva in qualcosa di completamente diverso. Un’esperienza da vivere, ma anche da fotografare.
Perfetta per: coppie, gruppi di amici e chi vuole trasformare l’eclissi in una vacanza estiva.

8 – Menorca. La versione slow dell’eclissi
Se Maiorca vi sembra troppo movimentata, c’è Menorca.
Più rilassata, più naturale, perfetta per chi ama camminare, esplorare calette e viaggiare senza programmi troppo rigidi.
L’eclissi diventa semplicemente il momento clou di una vacanza già bellissima.
La giornata può iniziare in una caletta, proseguire con un trekking lungo la costa e terminare davanti al mare mentre la Luna passa davanti al Sole.
Un modo decisamente originale di vivere un’isola mediterranea.

9 – Islanda. Dove l’eclissi incontra un paesaggio da un altro pianeta
Se cercate qualcosa di veramente spettacolare, segnate Islanda. Qui l’eclissi sarà totale e il paesaggio farà il resto.
Vulcani, ghiacciai, cascate, campi di lava, fiordi e spiagge nere sono già sufficienti per trasformare il viaggio in un’avventura.
Durante l’eclissi, però, tutto potrebbe assumere un’atmosfera ancora più surreale.
A Reykjavík la totalità durerà poco più di un minuto, mentre nella zona di Keflavík sarà più lunga. E questo permette di costruire un vero eclipse road trip.
Arrivare qualche giorno prima, noleggiare un’auto, esplorare l’isola e scegliere il punto di osservazione in base alle condizioni meteorologiche.
Qui il viaggio è parte integrante dello spettacolo.

10 – Keflavìk e Reykjanes. Vulcani, oceano e cielo nero
La penisola di Reykjanes, vicino a Keflavík, è una delle zone più interessanti per chi vuole assistere alla totalità in Islanda.
Il paesaggio è vulcanico, quasi lunare.
Campi di lava, coste oceaniche e aree geotermiche creano uno scenario che sembra costruito apposta per un evento astronomico.
A Keflavík la totalità dovrebbe durare circa un minuto e 39 secondi.
Un tempo brevissimo. Ma sufficiente per trasformare una normale giornata islandese in un ricordo da raccontare per anni.

11 – Portogallo. Un piccolo angolo di totalità
Anche il Portogallo sarà coinvolto dall’eclissi totale, ma solo in una parte del territorio. Per chi vuole combinare l’evento con un viaggio nella penisola iberica può essere un’opzione interessante, soprattutto nelle zone nord-occidentali coinvolte dalla fascia della totalità.
E anche qui vale la regola numero uno: scegliere il punto di osservazione prima della giornata dell’eclissi.
La posizione esatta sulla mappa conta moltissimo.
E In Italia?
Niente totalità. Ma nemmeno niente spettacolo. In Italia l’eclissi del 12 agosto sarà infatti parziale.
La Luna coprirà quindi solo una parte del disco solare.
Il fenomeno sarà visibile nel Paese nelle ore serali, con tempi e percentuali di oscuramento che varieranno a seconda della località.
Per goderselo al meglio bisogna cercare un posto con orizzonte libero verso ovest.
Una collina, un belvedere, una spiaggia o una terrazza panoramica possono diventare il posto ideale.
E se il Sole tramonta proprio mentre l’eclissi è ancora in corso? Potrebbe arrivare un tramonto decisamente particolare.
Il dettaglio che può fare la differenza: il meteo
C’è una regola fondamentale quando si organizza un viaggio per un’eclissi: non basta essere nella fascia della totalità. Bisogna anche riuscire a vedere il cielo.
E ad agosto questo significa guardare con attenzione le previsioni meteorologiche.
La situazione più delicata riguarda soprattutto le aree atlantiche e settentrionali della Spagna, dove nuvole e foschie potrebbero complicare l’osservazione.
Per questo, se l’eclissi è il motivo principale del viaggio, può essere intelligente scegliere una destinazione che permetta di spostarsi rapidamente in caso di previsioni sfavorevoli.
È uno dei motivi per cui l’Islanda, con un vero road trip, può essere particolarmente interessante.

La curiosità più incredibile: il sole e la luna hanno quasi la stessa dimensione nel cielo
Il Sole è circa 400 volte più grande della Luna. Ma è anche circa 400 volte più lontano dalla Terra.
Una coincidenza geometrica incredibile che fa sì che, osservati dalla Terra, i due corpi celesti appaiano quasi della stessa dimensione. Ed è proprio questo allineamento apparentemente perfetto che rende possibile l’eclissi totale.
In altre parole: uno degli spettacoli più affascinanti del cielo nasce da una straordinaria coincidenza cosmica.

Eclissi e perseidi: il cielo regala il bis
Il 12 agosto cade anche nel periodo delle Perseidi, una delle più famose piogge di meteore dell’anno. Questo significa che il viaggio potrebbe avere un doppio appuntamento astronomico.
Prima l’eclissi. Poi, con l’arrivo della notte, spazio alle stelle cadenti.
Naturalmente la luminosità della Luna e le condizioni del cielo influenzano molto la visibilità delle meteore, ma il periodo resta particolarmente interessante per gli appassionati.
Il programma perfetto?
Eclissi al tramonto, cena all’aperto e occhi puntati verso il cielo durante la notte.
Una curiosità da nerd dello spazio
Per osservare l’eclissi ancora più a lungo, la NASA porterà in volo due aerei WB-57 ad altissima quota.
Volando a circa 50.000 piedi, gli strumenti potranno seguire l’ombra della Luna più a lungo rispetto a chi osserva il fenomeno da terra.
È uno dei tanti esempi di come un’eclissi non sia soltanto uno spettacolo per turisti e appassionati, ma anche una straordinaria occasione scientifica.
Come prepararsi all’eclissi
Se state pensando di organizzare un viaggio, non lasciate tutto all’ultimo.
Servono filtri specifici per l’osservazione del Sole. I normali occhiali da sole non proteggono gli occhi.
Non aspettate il pomeriggio del 12 agosto per decidere dove andare.
In Spagna il Sole sarà molto basso: edifici, alberi e montagne possono nasconderlo.
Aggiornate le previsioni nelle ore e nei giorni immediatamente precedenti.
Se il cielo è coperto, avere la possibilità di spostarsi può essere decisivo.
Per fotografare il Sole servono attrezzature e filtri adeguati. Non guardate mai il Sole attraverso una fotocamera, un binocolo o un telescopio privi di filtro solare certificato.
Ago 8, 2026 | Territori
C’è una strada che sembra fatta apposta per chi ama viaggiare senza fretta, con il finestrino abbassato, il vento addosso e il mare sempre lì, a pochi metri.
È la Alghero-Bosa, una delle strade panoramiche più spettacolari della Sardegna, un itinerario di poco più di 50 chilometri che collega due località simbolo dell’isola e regala un concentrato incredibile di natura, panorami e storia.
Da una parte c’è Alghero, la “piccola Barcellona” di Sardegna, con le sue atmosfere catalane e il centro storico affacciato sul mare. Dall’altra Bosa, l’antica città regia del Logudoro, con le case color pastello, il fiume Temo e il profilo del castello che domina il borgo.
In mezzo? Una strada tutta curve, scogliere, macchia mediterranea e scorci sul Mediterraneo.
Insomma, più che un semplice trasferimento da una città all’altra, è un piccolo viaggio dentro l’anima più autentica e sorprendente della Sardegna.

L’itinerario da fare almeno una volta
Il viaggio parte dal cuore di Alghero. Lasciato il centro storico, si costeggia il Parco Tarragona e si imbocca Via Manzoni, seguendo la direzione del Lungomare Valencia. Da qui si prosegue lungo Viale della Resistenza fino a raggiungere la Strada Provinciale 105, la vera porta d’ingresso alla panoramica Alghero-Bosa. Ed è proprio qui che il viaggio comincia a cambiare ritmo.
La strada si allontana progressivamente dal centro abitato e inizia a seguire la costa, regalando una successione di panorami che sembrano fatti apposta per essere fotografati.
Per circa 20 chilometri si viaggia lungo la costa del territorio sassarese, fra mare, scogliere e vegetazione mediterranea, fino al confine tra le province di Sassari e Oristano.
Qui cambia il nome della strada: dalla SP105 si passa alla SP49.
Ma non cambia lo spettacolo. Anzi.

Quando la strada diventa parte del paesaggio
Uno degli aspetti più belli della Alghero-Bosa è la sensazione di essere lontani da tutto. Lungo questo tratto non si incontrano praticamente centri abitati. Per chilometri la strada attraversa un territorio ancora sorprendentemente selvaggio, dove la macchia mediterranea arriva quasi a sfiorare il mare e le scogliere si alternano a piccole calette e spiagge.
È una di quelle strade in cui il viaggio conta almeno quanto la destinazione. E forse è proprio questo il suo fascino.
Non c’è bisogno di avere fretta. Anzi, meglio prendersela comoda, fermarsi nei punti panoramici, scattare qualche foto e lasciarsi sorprendere dai continui cambi di prospettiva.
La Sardegna, qui, mostra uno dei suoi volti più autentici: selvaggio, luminoso e profondamente mediterraneo.
Dopo il tratto costiero, una breve deviazione verso sud conduce infine a Bosa, dove il percorso arriva sul Lungotemo Giorgio Amendola. E a questo punto viene quasi spontaneo chiedersi: possibile che in appena una cinquantina di chilometri si possa trovare così tanto?
La risposta è sì.

La spettacolare curva ai piedi di Punta Badde Jana, caratterizzata da una bellissima volta parasassi; sullo sfondo Capo Marrargiu
Due città, una strada da cartolina
La Alghero-Bosa è una di quelle strade che riescono a mettere d’accordo praticamente tutti: motociclisti, automobilisti, ciclisti, fotografi e semplicemente viaggiatori alla ricerca di panorami spettacolari. Il motivo è semplice.
Qui la presenza dell’uomo non ha cancellato il paesaggio.
Nonostante strade, infrastrutture e attività turistiche, il territorio ha conservato una forte identità naturale. I pendii scendono verso il mare, la macchia mediterranea domina il paesaggio e le costruzioni sono relativamente poche.
Il risultato è una strada in cui la natura resta protagonista. E per chi viaggia su due ruote il piacere è doppio: curve, panorami e quella sensazione bellissima di avere davanti una strada che sembra non finire mai.

Alghero la “piccola Barcellona” di Sardegna
Prima di partire, però, vale assolutamente la pena dedicare almeno qualche ora ad Alghero. Conosciuta anche come l’Alguer, la città è una delle destinazioni più amate della Sardegna nord-occidentale. Ma il suo doppio nome nasconde una storia davvero particolare.
Qui, infatti, sopravvive una variante della lingua catalana, eredità della lunga presenza catalana in città. Per questo Alghero viene spesso chiamata la “piccola Barcellona” della Sardegna.
Una curiosità talmente particolare che la Generalitat de Catalunya, il governo regionale catalano, ha aperto in città una propria delegazione. Ma Alghero non è soltanto una curiosità linguistica.
È una città da vivere lentamente, passeggiando fra vicoli, piazze e mura del centro storico.
Tra le tappe da mettere in agenda ci sono la chiesa di San Michele, riconoscibile dalla sua spettacolare cupola policroma e importante esempio del barocco sardo, e Palazzo Machín.
Poi c’è il grande spettacolo della natura.
A pochi chilometri dalla città si arriva a Capo Caccia, uno dei luoghi più scenografici della costa nord-occidentale della Sardegna.
Qui meritano una visita la spettacolare Escala del Cabirol, la scalinata scavata nella roccia che conduce verso il mare, e le celebri Grotte di Nettuno.
Insomma, Alghero è il posto perfetto per iniziare il viaggio con calma. Perché anche il motociclista più impaziente, quello che vorrebbe solo infilare la prima marcia e macinare chilometri, davanti a un panorama così probabilmente deciderà di fermarsi.

Bosa
Bosa, il borgo colorato sul fiume Temo
Dopo aver seguito la strada panoramica arriva il momento di incontrare la seconda protagonista del viaggio. Bosa.
Più piccola di Alghero, con circa 8.000 abitanti, ma assolutamente capace di conquistare al primo sguardo.
Il borgo si trova nella verdissima Planargia, attraversata dal fiume Temo, l’unico fiume navigabile della Sardegna. Ed è proprio il fiume a regalare a Bosa uno dei suoi scenari più caratteristici.
Le case color pastello si arrampicano lungo le pendici della collina, mentre sulle rive del Temo sorgono le antiche Sas Conzas, le vecchie concerie che raccontano il passato artigianale e produttivo della città.
Il colpo d’occhio è notevole. Ma basta alzare lo sguardo per trovare un’altra delle icone di Bosa.
In cima alla collina domina il Castello di Serravalle, costruito in posizione strategica e ancora oggi capace di regalare una vista spettacolare sul borgo e sul territorio circostante.
A completare il paesaggio ci sono le antiche torri costiere, costruite nel XVI secolo per difendere la costa dalle incursioni e controllare il mare.
Un sistema di avvistamento e difesa che oggi appare quasi surreale inserito in un paesaggio così tranquillo.
Alghero-Bosa, il viaggio è la meta
Alla fine, forse, è proprio questo il segreto della Alghero-Bosa. Non è soltanto una strada che collega due splendide località. È un itinerario in cui la strada stessa diventa destinazione.
Si parte da una città dal cuore catalano, si attraversa una costa ancora selvaggia, si corre accanto a scogliere e macchia mediterranea, si incontrano torri costruite per difendere il mare e si arriva in un borgo colorato adagiato lungo un antico fiume. Tutto in poco più di 50 chilometri.
Un percorso breve, ma capace di regalare una quantità sorprendente di esperienze. E allora il consiglio è uno solo: niente fretta.
La prossima volta che sarete in Sardegna, lasciate per qualche ora le strade più veloci e scegliete la panoramica. Accendete il motore, mettete in playlist la vostra colonna sonora preferita e lasciate che sia la strada a decidere il ritmo del viaggio.
Perché sulla Alghero-Bosa non si tratta semplicemente di arrivare. Si tratta di godersi tutto quello che succede lungo la strada.
Ago 7, 2026 | Territori
Un grande cratere sottomarino, con dimensioni di circa 100 × 60 metri, e nuovi camini di origine idrotermale sono stati scoperti sul fondale marino a circa un miglio dall’isola di Panarea, a una profondità compresa tra 60 e 80 metri.
La scoperta è il risultato di uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN), in particolare il Sicily Marine Centre e il Calabria Marine Centre – (CRIMAC).

Particolare del camino idrotermale
Una scoperta straordinaria
“La scoperta di questa nuova area caratterizzata da un’intensa attività a nord-est dell’isola di Panarea suggerisce la necessità di riconsiderare l’estensione del sistema idrotermale sottomarino finora conosciuto.
Questo risultato pone nuove sfide nello studio della dinamica e dell’energia del sistema e, più in generale, dello stato di attività del complesso vulcanico di Panarea e del suo impatto sull’ecosistema circostante, aprendo nuove prospettive per le attività di ricerca e monitoraggio vulcanico utili all’aggiornamento degli scenari di pericolosità”, affermano i ricercatori Antonino Torre, Agostino Semprebello, insieme ad Alessandro Gattuso, coordinatore della ricerca e responsabile della sede operativa di Milazzo dell’INGV.

Emissioni dal cratere
Le analisi grazie a un robot
Lo studio ha preso avvio dall’analisi dei dati acquisiti nell’ambito del progetto IDMAR (Infrastruttura Multidisciplinare Distribuita sul MARe) finanziato dal PO FESR 2014-2020, riguardanti le caratteristiche del fondale marino situato a circa 1,5 km a nord-est di Panarea.
I rilievi Multibeam, acquisiti dal gruppo di ricerca in aree idrotermali sottomarine dell’INGV di Palermo coordinato da Manfredi Longo, hanno consentito di individuare, mediante sistemi informativi geografici (GIS), morfologie complesse a diverse profondità.
Le successive analisi di dettaglio hanno permesso di interpretare queste strutture come potenziali vie di risalita di fluidi idrotermali dal fondale, mai documentate in precedenza.
Per verificare la presenza delle strutture individuate e valutarne lo stato di attività,nel luglio del 2026 è stata condotta un’indagine diretta mediante un ROV (Remotely Operated Underwater Vehicle), un robot subacqueo filoguidato dalla superficie. Il ROV, messo a disposizione dall’Università di Padova e pilotato da Marco Munari (SZN), ha restituito immagini e filmati che hanno confermato un’intensa attività di degassamento all’interno del grande cratere, con emissioni diffuse sia lungo le pareti sia nel settore più profondo.

Mappa d’inquadramento
L’area dei camini
Nell’area dei camini sono state inoltre documentate attività idrotermali recenti e un elevato tasso di emissione di gas dal fondale marino.
Le strutture individuate presentano caratteristiche morfologiche simili a quelle dei camini idrotermali dell’area denominata Smoking Land, scoperta nel 2015 poco a sud dell’isolotto di Basiluzzo. Sebbene l’indagine fosse finalizzata principalmente alla caratterizzazione delle emissioni idrotermali e non prevedesse un censimento sistematico della componente biologica, le immagini acquisite dal ROV hanno fornito anche le prime osservazioni sugli habitat presenti.
Nell’area dei camini, caratterizzata da una minore attività idrotermale, il fondale ospita una ricca comunità bentonica (organismi presenti nell’area del fondale) dominata da macroalghe verdi della famiglia Udoteaceae e da numerose colonie della gorgonia Eunicella singularis, in accordo con quanto già osservato nella vicina Smoking Land. All’interno del grande cratere, invece, dove il degassamento è molto più intenso, il fondale è prevalentemente ricoperto da estesi tappeti batterici associati alle emissioni idrotermali, mentre macroalghe e organismi sessili (cioè organismi ancorati al fondale) risultano quasi del tutto assenti.

Emissioni idrotermali dal fondo del cratere
Le evidenze scientifiche
Queste prime evidenze suggeriscono che il gradiente di attività idrotermale possa influenzare significativamente la distribuzione delle comunità biologiche e indicano l’interesse di future campagne dedicate allo studio ecologico di questi ambienti.
Dal punto di vista geologico-strutturale, la nuova area si colloca lungo la direttrice tettonica orientata nord-est/sud-ovest, già nota nella letteratura scientifica, che collega l’isola di Panarea all’isolotto di Basiluzzo.
Le scarpate morfologiche individuate e confermate durante l’indagine sottomarina indicano che questa struttura tettonica costituisce una via preferenziale per la circolazione idrotermale e la risalita di gas e fluidi di origine profonda.
Antonio Paonita, Direttore della Sezione di Palermo dell’INGV (INGV – PA), sottolinea: “Le evidenze ottenute sono il frutto di una lunga tradizione di ricerca che vede la Sezione di Palermo impegnata da più di vent’anni negli studi dei sistemi vulcanici ed idrotermali sottomarini, con particolare riferimento alle Isole Eolie, dove ha sviluppato scienza e tecnologie innovative per il monitoraggio e la modellazione dei processi profondi”.
Teresa Romeo, Direttrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn Sicilia-Calabria, conclude: “La scoperta di quest’area apre nuovi scenari che potranno darci informazioni sulla biodiversità di questi complessi ecosistemi che, a fronte della loro estensione, rappresentano laboratori naturali per studiare i cambiamenti climatici e gli adattamenti degli organismi. La sinergia tra le competenze vulcanologiche e quelle biologiche ed ecologiche consente una completa interpretazione della complessità energetica del sistema che, a partire da questa scoperta, potrà essere approfondita attraverso campagne di ricerca e monitoraggio per una maggiore valutazione dei rischi, ma anche per simulazioni specifiche di condizioni estreme”.
Ago 6, 2026 | Enogastronomia, Territori
L’Italia è un Paese che si racconta anche attraverso i suoi sapori.
Dalle coste alle montagne, dai piccoli borghi alle città d’arte, ogni territorio custodisce un patrimonio gastronomico unico fatto di prodotti stagionali, antiche lavorazioni e tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Durante l’estate questo straordinario mosaico di eccellenze torna protagonista con sagre, festival e appuntamenti dedicati ai prodotti simbolo delle diverse regioni: dal pesce dell’Adriatico e del Mediterraneo ai grandi vini, dai salumi ai formaggi di montagna, fino alle specialità della terra che raggiungono in questo periodo il massimo della qualità.
Ma questi eventi non sono soltanto occasioni per degustare. Sono vere esperienze di viaggio, capaci di portare il visitatore alla scoperta di borghi, paesaggi e comunità locali. Dietro ogni prodotto c’è infatti una storia: quella di un territorio, dei suoi produttori e di un sapere artigianale che continua a resistere al tempo.
Dal Piemonte all’Emilia Romagna e dalla Campagna alla Sicilia il fine estate diventa così la stagione ideale per mettersi in cammino seguendo una nuova geografia del gusto: un itinerario fatto di profumi, incontri e sapori autentici che raccontano l’anima più vera dell’Italia.

Festa del Peperone di Carmagnola
La 77ª fiera nazionale del peperone di Carmagnola si svolgerà da venerdì 28 agosto a domenica 6 settembre, per dieci giorni di eventi nel centro storico della cittadina piemontese.
Si tratta della più grande manifestazione italiana dedicata a un singolo prodotto agricolo, con oltre 250 appuntamenti tra enogastronomia, spettacoli, cultura e intrattenimento.
Tra gli eventi più attesi dell’edizione 2026 ci saranno il grande mercato del Peperone di Carmagnola, con i produttori locali; show cooking e degustazioni con chef e ristoratori; il Peperone Day, dedicato ai menu speciali nei ristoranti aderenti, la tradizionale Festa di Re Peperone e della Bela Povronera, con la sfilata delle maschere storiche e il Foro Festival, che ogni sera propone concerti, spettacoli e ospiti del mondo della musica e dello spettacolo.
Per il programma completo e gli aggiornamenti puoi consultare il sito ufficiale della manifestazione.

Festival del Prosciutto di Parma
Il Festival del Prosciutto di Parma si svolgerà da venerdì 4 a domenica 6 settembre 2026, con la XXIX edizione della manifestazione dedicata al Prosciutto di Parma Dop.
L’evento si tiene principalmente a Langhirano, nel cuore della zona di produzione del prosciutto di Parma, e coinvolge anche altri comuni del territorio parmense con un ricco calendario di iniziative all’insegna dell’enogastronomia, della cultura e del turismo.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono: finestre aperte, l’iniziativa simbolo del festival, durante la quale i prosciuttifici aprono eccezionalmente le porte ai visitatori per mostrare tutte le fasi della lavorazione del Prosciutto di Parma DOP, dalla salagione alla stagionatura. Ci saranno poi degustazioni guidate e laboratori dedicati agli abbinamenti con vini e prodotti tipici del territorio, show cooking, incontri con produttori, mercati gastronomici e spettacoli che animano il centro di Langhirano e le colline parmensi. Infine itinerari tra castelli, caseifici del Parmigiano Reggiano e aziende agricole, per scoprire uno dei distretti gastronomici più importanti d’Italia.

Gragnano città della pasta
Nel 2026 la manifestazione Gragnano Città della Pasta è in programma da sabato 12 a lunedì 14 settembre 2026 nel centro storico di Gragnano (Napoli).
L’evento celebra la Pasta di Gragnano Igp, trasformando per tre giorni la città in un grande percorso del gusto tra tradizione, cultura e spettacolo.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono: le degustazioni della Pasta di Gragnano IGP preparata dai pastifici storici e dagli chef campani; gli show cooking con cuochi, pizzaioli e maestri della cucina italiana; il percorso enogastronomico nel centro storico con stand dedicati ai prodotti tipici campani; visite ai pastifici e incontri con i mastri pastai per scoprire le tecniche di lavorazione e l’essiccazione tradizionale; talk, convegni e momenti culturali dedicati alla storia della pasta e del territorio; spettacoli, musica dal vivo e il Premio Culturale “Gragnano Città della Pasta”, assegnato ogni anno a una personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.
L’evento rappresenta anche un’ottima occasione per visitare uno dei luoghi simbolo della gastronomia italiana.
Situata tra i Monti Lattari e la Costiera Sorrentina, Gragnano è conosciuta nel mondo come la Città della Pasta grazie a una tradizione che risale al XVI secolo. Le particolari condizioni climatiche, la qualità dell’acqua sorgiva e l’antica esperienza dei pastai hanno reso celebre la Pasta di Gragnano IGP, oggi esportata in tutto il mondo.

Cous Cous Fest
Nel 2026 il Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo si svolgerà dal 18 al 27 settembre, per dieci giorni di eventi dedicati al cous cous, alla cucina mediterranea e all’incontro tra culture.
L’edizione di quest’anno sarà la 29ª dalla nascita della manifestazione.
Il festival, nato nel 1998, è oggi uno dei più importanti appuntamenti enogastronomici del Mediterraneo e richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. Il programma comprende: il Campionato del Mondo di Cous Cous, con chef provenienti da diversi Paesi; cooking show con cuochi italiani e internazionali; degustazioni nelle Case del Cous Cous, dove è possibile assaporare oltre venti interpretazioni del piatto simbolo del Mediterraneo; masterclass, wine tasting e incontri dedicati alla cultura gastronomica; l’Expovillage, con produttori siciliani e mediterranei; concerti gratuiti e spettacoli serali sul lungomare e in Piazza Santuario.
Ago 2, 2026 | Territori
C’è una Sicilia che si scopre lentamente, lontano dalle rotte più battute e dalle isole, dove il viaggio non è solo una destinazione ma un’esperienza da attraversare.
È la Sicilia dei cammini, di quei sentieri che si snodano tra montagne e coste, di borghi silenziosi e paesaggi che cambiano a ogni passo.
Qui il turismo diventa tempo ritrovato: quello del camminare, del pedalare, del fermarsi ad ascoltare il vento tra gli alberi o il suono del mare lungo una scogliera.
La Sicilia custodisce un patrimonio naturale straordinario, protetto attraverso un sistema di aree che copre circa il 10% della superficie regionale.
I quattro parchi naturali regionali rappresentano i pilastri di una grande biodiversità, spaziando dai vulcani attivi alle fitte foreste dei Nebrodi e delle Madonie.
Un parco “speciale” e quello dell’Etna. La Sicilia detiene il primato della regione con il più grande vulcano attivo d’Europa: L’Etna. Sito UNESCO a più di tremila metri d’altitudine, innevato per diversi mesi l’anno, con stazioni sciistiche sul versante settentrionale, offre la possibilità di trekking, escursioni in funivia e in jeep, in contrasto continuo tra il nero della pietra lavica, il verde dei boschi e il bianco della neve.

sulla Magna via Francigena
Camminare la Sicilia: un racconto che attraversa l’Isola
Sono oltre 5.000 i chilometri di cammini e sentieri che attraversano la Sicilia, una trama fitta che unisce territori, comunità e storie diverse.
Percorsi che non sono solo itinerari, ma veri e propri racconti in movimento: la Via dei Frati che collega santuari e borghi tra le Madonie e il Tirreno, il Cammino di San Giacomo che attraversa città d’arte e paesaggi dell’entroterra, fino ai grandi itinerari come la Magna Via Francigena o la Sicilia d’acqua, itinerario tra canyon, fiumi e sorgenti nell’entroterra dell’isola.
Camminare in Sicilia significa attraversare silenzi, incontrare comunità, scoprire tradizioni e lasciarsi guidare da un ritmo diverso, più umano.
Da non perdere il Parco Fluviale dell’Alcantara che si sviluppa lungo il corso dell’omonimo fiume con le sue geometrie di roccia tra le province di Messina e Catania. L’attrazione principale sono le Gole dell’Alcantara, un canyon profondo dove l’acqua ha scavato antiche colate laviche, creando spettacolari colonne basaltiche a forma di prisma. Sono anche presenti le Gurne: piccoli laghetti circolari formati dall’erosione fluviale, circondati da una ricca vegetazione ripariale. È uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile avvistare il Martin Pescatore e la Trota Fario.
Altrettanto imperdibile la Riserva di Pantalica (Valle dell’Anapo). Situata nel siracusano, è un sito UNESCO che unisce natura e archeologia in modo quasi mistico. Si cammina lungo i canyon scavati dai fiumi Anapo e Calcinara. Il sentiero più suggestivo segue il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, attraversando gallerie scavate nella roccia. Il percorso è disseminato da oltre 5.000 tombe a “grotticella” scavate nelle pareti a strapiombo (una necropoli enorme del XIII secolo a.C.), acque limpidissime dove fare il bagno e resti di villaggi bizantini.
Per una panoramica completa si può consultare la pagina del sito web di promozione turistica regionale visitsicily.info dedicata ai Sentieri e Cammini oltre la Web map regionale dei sentieri e dei percorsi per la mobilità dolce realizzata dal LabGis Osservatorio Turistico della Regione Siciliana in collaborazione con Cammini e Sentieri di Sicilia, FIAB Sicilia e CAI Sicilia.

fiume Alcantara. Foto Piero Lo Scalzo
Madonie: natura, energia e meraviglia nel Geopark Unesco
Con l’arrivo della primavera, le Madonie si trasformano in un laboratorio naturale a cielo aperto, dove il turismo outdoor trova una delle sue espressioni più complete.
Nel Parco riconosciuto Geopark UNESCO, i sentieri si snodano tra faggete secolari, altipiani sospesi e vette come il Pizzo Carbonara, regalando panorami che spaziano dal Tirreno all’Etna.
Qui il cammino si intreccia con una proposta ampia e articolata: trekking, mountain bike, percorsi tra borghi e itinerari tematici come il Cammino dei Santuari Mariani o il Cammino dei Briganti, che trasformano il territorio in un racconto vivo, fatto di natura e memoria. Accanto alla dimensione slow, le Madonie offrono anche esperienze più dinamiche: dalla Zipline Sicilia che attraversa vallate e boschi, ai parchi avventura completamente immersi nella natura, fino alle escursioni nelle Gole di Tiberio e alle attività di arrampicata e bike.
Un territorio che riesce a tenere insieme contemplazione e adrenalina, lentezza e movimento.

Riserva Naturale di Pantalica
Sicilia centrale: l’anima più autentica dell’outdoor
Tra Enna e Caltanissetta si apre una Sicilia meno conosciuta, ma sorprendente, dove il paesaggio diventa esperienza in ogni sua forma.
Qui il viaggio si sviluppa attraverso altopiani, laghi e borghi sospesi. Si cammina lungo antichi itinerari, si pedala tra paesaggi agricoli e parchi minerari, si esplora la natura attraverso attività come il birdwatching nella Riserva di Pergusa o gli sport lacustri al Lago Nicoletti.
E poi c’è la prospettiva dall’alto: voli in mongolfiera sui calanchi o esperienze di parapendio che trasformano il paesaggio in emozione pura.
Accanto a tutto ciò, immancabili le esperienze più intime e legate alla tradizione, come il trekking someggiato con gli asini o le attività di transumanza, capaci di restituire il senso di un turismo che si fonda sulla relazione con il territorio e con le comunità locali.

Cala Capreria nella Rierva dello Zingaro
Sicilia occidentale: mare, riserve e percorsi di mobilità dolce
Sul versante occidentale, la natura incontra il mare in una delle sue forme più spettacolari. La riapertura della Riserva dello Zingaro segna il ritorno di uno dei luoghi simbolo del trekking costiero, mentre i percorsi lungo Monte Cofano e la costa trapanese attirano appassionati di escursionismo e ciclismo da tutta Europa.
Le pareti rocciose di Castelluzzo diventano palestre naturali per l’arrampicata, mentre la Laguna dello Stagnone a Marsala si conferma meta internazionale per il kitesurf.
A completare l’offerta, il recupero e la riattivazione dei sentieri CAI e progetti come la Greenway Elimos Segesta, un percorso ciclopedonale lungo un’antica linea ferroviaria che unisce mobilità dolce, paesaggio e patrimonio archeologico.
Un’infrastruttura che non è solo un itinerario, ma un modo diverso di vivere il territorio, favorendo la destagionalizzazione e il coinvolgimento delle comunità locali.
Sport outdoor ed esperienze ad alta intensità
Per chi cerca un rapporto più dinamico e immersivo con il territorio, la Sicilia offre un’ampia gamma di esperienze outdoor ad alto impatto emozionale.
Dalla prospettiva del cielo a quella delle profondità naturali, l’Isola si presta a essere vissuta in modo attivo e sorprendente. Nella Sicilia orientale, tra Siracusa e Caltagirone, il paracadutismo consente lanci da 4.000 metri con viste spettacolari sull’Etna e sulla costa, mentre il parapendio regala voli panoramici tra Taormina, Castelmola e la costa palermitana, sfruttando correnti ascensionali ideali.
Sul versante occidentale, la Riserva dello Stagnone di Marsala è considerata una delle migliori destinazioni al mondo per il kitesurf, grazie alle acque basse e ai venti costanti, affiancata da spot come Capo Feto e Pozzillo. Le Gole dell’Alcantara diventano invece teatro di esperienze come il body rafting e il canyoning, tra pareti basaltiche alte fino a 25 metri.
Gli amanti dell’arrampicata trovano nella scogliera di Salinella a San Vito Lo Capo una delle mete più iconiche d’Europa, con oltre 800 vie attrezzate affacciate sul mare, mentre sull’Etna l’outdoor si declina tra downhill in mountain bike su sabbie laviche e trekking ai crateri sommitali, un’esperienza intensa che porta fino a quota 3.300 metri in un ambiente unico e primordiale.
Un’offerta che completa il racconto della Sicilia outdoor, affiancando alla dimensione lenta del cammino quella più energica e avventurosa, senza mai perdere il legame profondo con il paesaggio.

Il castello torr merlata Scalisi
Paesaggi alternativi: la Sicilia più inattesa e sorprendente
Accanto ai grandi itinerari naturalistici, la Sicilia custodisce una dimensione meno conosciuta e sorprendente, fatta di paesaggi che sembrano appartenere ad altri mondi. Ad Aragona, le Macalube disegnano un ambiente quasi lunare, dove piccoli vulcani di fango ribollono lentamente in un silenzio sospeso. Sui Monti Nebrodi, l’altopiano dell’Argimusco appare come un luogo fuori dal tempo, punteggiato da monoliti dalle forme evocative che al tramonto si stagliano contro un orizzonte che abbraccia Etna e Isole Eolie.
Lungo la costa occidentale, le Saline di Trapani e Marsala creano scenari geometrici e mutevoli, tra vasche d’acqua che riflettono il cielo in sfumature dal rosa al celeste e antichi mulini a vento che raccontano una tradizione secolare. Nel sottosuolo, nei pressi di Realmonte, la Cattedrale di Sale svela un mondo ipogeo straordinario: una chiesa scolpita nella roccia salina, immersa in un labirinto di gallerie dove le pareti raccontano millenni di storia geologica.
Nel ragusano, infine, i canyon di Cava d’Ispica offrono uno scenario potente e primordiale: una gola lunga chilometri, dove la vegetazione lussureggiante convive con pareti rocciose disseminate di grotte, necropoli e testimonianze di civiltà antiche.
Ago 1, 2026 | Territori
A soli 80 km dalla Florida, le Bahamas regalano la sensazione di essere dall’altra parte del mondo. Oltre 700 isole, ognuna con un carattere diverso, permettono a ogni famiglia di costruire la propria vacanza su misura: dal relax sulle spiagge più appartate alle esperienze nella natura, fino alle avventure che conquistano grandi e piccoli.
Ecco sei idee per scoprire le Out Islands, l’anima più autentica dell’arcipelago.

Harbour Island: la spiaggia rosa e lo snorkeling tra i coralli
Harbour Island è una delle gemme più preziose delle Out Islands e il suo vanto è Pink Sand Beach, una spiaggia lunga 5 km il cui colore rosa pallido è dovuto ai gusci frantumati dei Foraminiferi, minuscoli organismi marini dal guscio rosso-rosato. Una meraviglia che conquista grandi e piccini e che non ha eguali nei Caraibi.
Di fronte alla spiaggia le acque poco profonde e protette offrono condizioni ideali per lo snorkeling in sicurezza anche con i più piccoli: pesci tropicali variopinti, barriere coralline a pochi metri dalla riva e la calma assoluta tipica delle Out Islands. Le guide locali organizzano uscite in barca accompagnate, perfette per avvicinare i bambini al mondo sommerso con tutta la tranquillità necessaria. Harbour Island si raggiunge con un breve tragitto in water taxi da North Eleuthera o direttamente da Nassau con il traghetto e combina fascino coloniale — con le sue casette colorate in stile New England — e bellezza naturale senza pari.

Dean’s Blue Hole a Long Island: il bagno più spettacolare del mondo
A Long Island si trova Dean’s Blue Hole, considerato il terzo blue hole marino più profondo del mondo (oltre 200 metri di profondità) e uno degli scenari naturali più straordinari dell’intero arcipelago. Incastonato tra due scogliere calcaree, si apre direttamente sulla spiaggia di Clarence Town e l’acqua azzurro intenso al suo centro crea un contrasto visivo mozzafiato.
Per le famiglie con bambini, la zona attorno al blue hole offre acque bassissime e cristalline dove fare il bagno e nuotare in assoluta sicurezza. La spiaggia è quasi sempre deserta: niente folla, niente rumore, solo la natura. Un luogo che insegna ai bambini il rispetto e la meraviglia di fronte ai fenomeni naturali.

Le Exuma: island hopping, maialini e meraviglie marine
Le Exuma sono un arcipelago nell’arcipelago: oltre 365 cay disseminati in acque turchesi, ognuna con la propria personalità. L’island hopping in barca è l’attività per eccellenza e i bambini lo adorano: ci si ferma dove si vuole, si nuota dove l’acqua è più invitante, si scopre una spiaggia nuova a ogni sosta. Tra le tappe imperdibili: l’incontro con gli iconici maialini nuotatori di Big Major Cay, la nuotata con le tartarughe a Hoopers Bay, lo snorkeling nella Thunderball Grotto resa famosa dal film di James Bond “Thunderball Operazione Tuono”, e la sosta a Stocking Island per avvistare razze e stelle marine. La magia delle Exuma sta nel fatto che ogni isola regala una sorpresa diversa.

Eleuthera: natura selvaggia, pozze di marea e ritmo lento
Sottilissima e allungata per oltre 180 km, Eleuthera è l’isola della bellezza selvaggia e del ritmo lento. È la meta ideale per le famiglie che cercano autenticità e contatto diretto con la natura, lontano dalla frenesia dei grandi resort.
Da non perdere il Queen’s Bath, vasche naturali nella roccia dove i bambini possono esplorare la vita marina in miniatura con gamberetti, pesciolini e anemoni. Le spiagge appartate — come Surfer’s Beach e Lighthouse Beach — sono tra le più belle delle Bahamas e quasi sempre deserte. E lo snorkeling nelle acque di Eleuthera, soprattutto nella zona di Current Cut dove la corrente porta branchi di pesci in superficie, è un’esperienza adrenalinica ma sicura se accompagnati da guide locali.

Andros: foreste di mangrovie, blue hole e la barriera corallina
Andros è l’isola più grande delle Bahamas e la meno esplorata: un paradiso per le famiglie avventurose. Il suo litorale orientale costeggia la terza barriera corallina più lunga del mondo, con spot di snorkeling accessibili anche ai principianti. I più grandi possono spingersi ai blue hole interni, vere e proprie finestre sull’immaginario dei Caraibi.
A bordo di kayak o SUP, le famiglie possono esplorare le intricate reti di mangrovie, habitat fondamentale per la biodiversità dell’arcipelago. Un’esperienza che insegna ai bambini il valore degli ecosistemi marini in modo diretto e coinvolgente. Da non perdere la lavorazione dell’androsia, il batik tradizionale di Andros: un souvenir fatto a mano da portare a casa.

Bimini e Grand Bahama: scienza marina e avventura nella natura
Per le famiglie con ragazzi curiosi e amanti della scienza, Bimini ospita il Bimini Sharklab, un centro di ricerca non-profit dove i bambini possono avvicinarsi alla biologia marina e capire l’importanza della conservazione degli squali. I tour di snorkeling portano a esplorare barriere coralline e relitti avvolti nel mistero.
A Grand Bahama, invece, il Lucayan National Park offre passerelle panoramiche che attraversano tutti gli ecosistemi dell’isola, dalle caverne dei Lucayan alle foreste di mangrovie, fino alla spiaggia. Il Peterson Cay National Park è perfetto per lo snorkeling sulle barriere coralline poco profonde, accessibile a tutta la famiglia. E per i più avventurosi, un jeep safari nei parchi naturali è pura adrenalina.