Ago 2, 2026 | Territori
C’è una Sicilia che si scopre lentamente, lontano dalle rotte più battute e dalle isole, dove il viaggio non è solo una destinazione ma un’esperienza da attraversare.
È la Sicilia dei cammini, di quei sentieri che si snodano tra montagne e coste, di borghi silenziosi e paesaggi che cambiano a ogni passo.
Qui il turismo diventa tempo ritrovato: quello del camminare, del pedalare, del fermarsi ad ascoltare il vento tra gli alberi o il suono del mare lungo una scogliera.
La Sicilia custodisce un patrimonio naturale straordinario, protetto attraverso un sistema di aree che copre circa il 10% della superficie regionale.
I quattro parchi naturali regionali rappresentano i pilastri di una grande biodiversità, spaziando dai vulcani attivi alle fitte foreste dei Nebrodi e delle Madonie.
Un parco “speciale” e quello dell’Etna. La Sicilia detiene il primato della regione con il più grande vulcano attivo d’Europa: L’Etna. Sito UNESCO a più di tremila metri d’altitudine, innevato per diversi mesi l’anno, con stazioni sciistiche sul versante settentrionale, offre la possibilità di trekking, escursioni in funivia e in jeep, in contrasto continuo tra il nero della pietra lavica, il verde dei boschi e il bianco della neve.

sulla Magna via Francigena
Camminare la Sicilia: un racconto che attraversa l’Isola
Sono oltre 5.000 i chilometri di cammini e sentieri che attraversano la Sicilia, una trama fitta che unisce territori, comunità e storie diverse.
Percorsi che non sono solo itinerari, ma veri e propri racconti in movimento: la Via dei Frati che collega santuari e borghi tra le Madonie e il Tirreno, il Cammino di San Giacomo che attraversa città d’arte e paesaggi dell’entroterra, fino ai grandi itinerari come la Magna Via Francigena o la Sicilia d’acqua, itinerario tra canyon, fiumi e sorgenti nell’entroterra dell’isola.
Camminare in Sicilia significa attraversare silenzi, incontrare comunità, scoprire tradizioni e lasciarsi guidare da un ritmo diverso, più umano.
Da non perdere il Parco Fluviale dell’Alcantara che si sviluppa lungo il corso dell’omonimo fiume con le sue geometrie di roccia tra le province di Messina e Catania. L’attrazione principale sono le Gole dell’Alcantara, un canyon profondo dove l’acqua ha scavato antiche colate laviche, creando spettacolari colonne basaltiche a forma di prisma. Sono anche presenti le Gurne: piccoli laghetti circolari formati dall’erosione fluviale, circondati da una ricca vegetazione ripariale. È uno dei pochi luoghi dove è ancora possibile avvistare il Martin Pescatore e la Trota Fario.
Altrettanto imperdibile la Riserva di Pantalica (Valle dell’Anapo). Situata nel siracusano, è un sito UNESCO che unisce natura e archeologia in modo quasi mistico. Si cammina lungo i canyon scavati dai fiumi Anapo e Calcinara. Il sentiero più suggestivo segue il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, attraversando gallerie scavate nella roccia. Il percorso è disseminato da oltre 5.000 tombe a “grotticella” scavate nelle pareti a strapiombo (una necropoli enorme del XIII secolo a.C.), acque limpidissime dove fare il bagno e resti di villaggi bizantini.
Per una panoramica completa si può consultare la pagina del sito web di promozione turistica regionale visitsicily.info dedicata ai Sentieri e Cammini oltre la Web map regionale dei sentieri e dei percorsi per la mobilità dolce realizzata dal LabGis Osservatorio Turistico della Regione Siciliana in collaborazione con Cammini e Sentieri di Sicilia, FIAB Sicilia e CAI Sicilia.

fiume Alcantara. Foto Piero Lo Scalzo
Madonie: natura, energia e meraviglia nel Geopark Unesco
Con l’arrivo della primavera, le Madonie si trasformano in un laboratorio naturale a cielo aperto, dove il turismo outdoor trova una delle sue espressioni più complete.
Nel Parco riconosciuto Geopark UNESCO, i sentieri si snodano tra faggete secolari, altipiani sospesi e vette come il Pizzo Carbonara, regalando panorami che spaziano dal Tirreno all’Etna.
Qui il cammino si intreccia con una proposta ampia e articolata: trekking, mountain bike, percorsi tra borghi e itinerari tematici come il Cammino dei Santuari Mariani o il Cammino dei Briganti, che trasformano il territorio in un racconto vivo, fatto di natura e memoria. Accanto alla dimensione slow, le Madonie offrono anche esperienze più dinamiche: dalla Zipline Sicilia che attraversa vallate e boschi, ai parchi avventura completamente immersi nella natura, fino alle escursioni nelle Gole di Tiberio e alle attività di arrampicata e bike.
Un territorio che riesce a tenere insieme contemplazione e adrenalina, lentezza e movimento.

Riserva Naturale di Pantalica
Sicilia centrale: l’anima più autentica dell’outdoor
Tra Enna e Caltanissetta si apre una Sicilia meno conosciuta, ma sorprendente, dove il paesaggio diventa esperienza in ogni sua forma.
Qui il viaggio si sviluppa attraverso altopiani, laghi e borghi sospesi. Si cammina lungo antichi itinerari, si pedala tra paesaggi agricoli e parchi minerari, si esplora la natura attraverso attività come il birdwatching nella Riserva di Pergusa o gli sport lacustri al Lago Nicoletti.
E poi c’è la prospettiva dall’alto: voli in mongolfiera sui calanchi o esperienze di parapendio che trasformano il paesaggio in emozione pura.
Accanto a tutto ciò, immancabili le esperienze più intime e legate alla tradizione, come il trekking someggiato con gli asini o le attività di transumanza, capaci di restituire il senso di un turismo che si fonda sulla relazione con il territorio e con le comunità locali.

Cala Capreria nella Rierva dello Zingaro
Sicilia occidentale: mare, riserve e percorsi di mobilità dolce
Sul versante occidentale, la natura incontra il mare in una delle sue forme più spettacolari. La riapertura della Riserva dello Zingaro segna il ritorno di uno dei luoghi simbolo del trekking costiero, mentre i percorsi lungo Monte Cofano e la costa trapanese attirano appassionati di escursionismo e ciclismo da tutta Europa.
Le pareti rocciose di Castelluzzo diventano palestre naturali per l’arrampicata, mentre la Laguna dello Stagnone a Marsala si conferma meta internazionale per il kitesurf.
A completare l’offerta, il recupero e la riattivazione dei sentieri CAI e progetti come la Greenway Elimos Segesta, un percorso ciclopedonale lungo un’antica linea ferroviaria che unisce mobilità dolce, paesaggio e patrimonio archeologico.
Un’infrastruttura che non è solo un itinerario, ma un modo diverso di vivere il territorio, favorendo la destagionalizzazione e il coinvolgimento delle comunità locali.
Sport outdoor ed esperienze ad alta intensità
Per chi cerca un rapporto più dinamico e immersivo con il territorio, la Sicilia offre un’ampia gamma di esperienze outdoor ad alto impatto emozionale.
Dalla prospettiva del cielo a quella delle profondità naturali, l’Isola si presta a essere vissuta in modo attivo e sorprendente. Nella Sicilia orientale, tra Siracusa e Caltagirone, il paracadutismo consente lanci da 4.000 metri con viste spettacolari sull’Etna e sulla costa, mentre il parapendio regala voli panoramici tra Taormina, Castelmola e la costa palermitana, sfruttando correnti ascensionali ideali.
Sul versante occidentale, la Riserva dello Stagnone di Marsala è considerata una delle migliori destinazioni al mondo per il kitesurf, grazie alle acque basse e ai venti costanti, affiancata da spot come Capo Feto e Pozzillo. Le Gole dell’Alcantara diventano invece teatro di esperienze come il body rafting e il canyoning, tra pareti basaltiche alte fino a 25 metri.
Gli amanti dell’arrampicata trovano nella scogliera di Salinella a San Vito Lo Capo una delle mete più iconiche d’Europa, con oltre 800 vie attrezzate affacciate sul mare, mentre sull’Etna l’outdoor si declina tra downhill in mountain bike su sabbie laviche e trekking ai crateri sommitali, un’esperienza intensa che porta fino a quota 3.300 metri in un ambiente unico e primordiale.
Un’offerta che completa il racconto della Sicilia outdoor, affiancando alla dimensione lenta del cammino quella più energica e avventurosa, senza mai perdere il legame profondo con il paesaggio.

Il castello torr merlata Scalisi
Paesaggi alternativi: la Sicilia più inattesa e sorprendente
Accanto ai grandi itinerari naturalistici, la Sicilia custodisce una dimensione meno conosciuta e sorprendente, fatta di paesaggi che sembrano appartenere ad altri mondi. Ad Aragona, le Macalube disegnano un ambiente quasi lunare, dove piccoli vulcani di fango ribollono lentamente in un silenzio sospeso. Sui Monti Nebrodi, l’altopiano dell’Argimusco appare come un luogo fuori dal tempo, punteggiato da monoliti dalle forme evocative che al tramonto si stagliano contro un orizzonte che abbraccia Etna e Isole Eolie.
Lungo la costa occidentale, le Saline di Trapani e Marsala creano scenari geometrici e mutevoli, tra vasche d’acqua che riflettono il cielo in sfumature dal rosa al celeste e antichi mulini a vento che raccontano una tradizione secolare. Nel sottosuolo, nei pressi di Realmonte, la Cattedrale di Sale svela un mondo ipogeo straordinario: una chiesa scolpita nella roccia salina, immersa in un labirinto di gallerie dove le pareti raccontano millenni di storia geologica.
Nel ragusano, infine, i canyon di Cava d’Ispica offrono uno scenario potente e primordiale: una gola lunga chilometri, dove la vegetazione lussureggiante convive con pareti rocciose disseminate di grotte, necropoli e testimonianze di civiltà antiche.
Ago 1, 2026 | Territori
A soli 80 km dalla Florida, le Bahamas regalano la sensazione di essere dall’altra parte del mondo. Oltre 700 isole, ognuna con un carattere diverso, permettono a ogni famiglia di costruire la propria vacanza su misura: dal relax sulle spiagge più appartate alle esperienze nella natura, fino alle avventure che conquistano grandi e piccoli.
Ecco sei idee per scoprire le Out Islands, l’anima più autentica dell’arcipelago.

Harbour Island: la spiaggia rosa e lo snorkeling tra i coralli
Harbour Island è una delle gemme più preziose delle Out Islands e il suo vanto è Pink Sand Beach, una spiaggia lunga 5 km il cui colore rosa pallido è dovuto ai gusci frantumati dei Foraminiferi, minuscoli organismi marini dal guscio rosso-rosato. Una meraviglia che conquista grandi e piccini e che non ha eguali nei Caraibi.
Di fronte alla spiaggia le acque poco profonde e protette offrono condizioni ideali per lo snorkeling in sicurezza anche con i più piccoli: pesci tropicali variopinti, barriere coralline a pochi metri dalla riva e la calma assoluta tipica delle Out Islands. Le guide locali organizzano uscite in barca accompagnate, perfette per avvicinare i bambini al mondo sommerso con tutta la tranquillità necessaria. Harbour Island si raggiunge con un breve tragitto in water taxi da North Eleuthera o direttamente da Nassau con il traghetto e combina fascino coloniale — con le sue casette colorate in stile New England — e bellezza naturale senza pari.

Dean’s Blue Hole a Long Island: il bagno più spettacolare del mondo
A Long Island si trova Dean’s Blue Hole, considerato il terzo blue hole marino più profondo del mondo (oltre 200 metri di profondità) e uno degli scenari naturali più straordinari dell’intero arcipelago. Incastonato tra due scogliere calcaree, si apre direttamente sulla spiaggia di Clarence Town e l’acqua azzurro intenso al suo centro crea un contrasto visivo mozzafiato.
Per le famiglie con bambini, la zona attorno al blue hole offre acque bassissime e cristalline dove fare il bagno e nuotare in assoluta sicurezza. La spiaggia è quasi sempre deserta: niente folla, niente rumore, solo la natura. Un luogo che insegna ai bambini il rispetto e la meraviglia di fronte ai fenomeni naturali.

Le Exuma: island hopping, maialini e meraviglie marine
Le Exuma sono un arcipelago nell’arcipelago: oltre 365 cay disseminati in acque turchesi, ognuna con la propria personalità. L’island hopping in barca è l’attività per eccellenza e i bambini lo adorano: ci si ferma dove si vuole, si nuota dove l’acqua è più invitante, si scopre una spiaggia nuova a ogni sosta. Tra le tappe imperdibili: l’incontro con gli iconici maialini nuotatori di Big Major Cay, la nuotata con le tartarughe a Hoopers Bay, lo snorkeling nella Thunderball Grotto resa famosa dal film di James Bond “Thunderball Operazione Tuono”, e la sosta a Stocking Island per avvistare razze e stelle marine. La magia delle Exuma sta nel fatto che ogni isola regala una sorpresa diversa.

Eleuthera: natura selvaggia, pozze di marea e ritmo lento
Sottilissima e allungata per oltre 180 km, Eleuthera è l’isola della bellezza selvaggia e del ritmo lento. È la meta ideale per le famiglie che cercano autenticità e contatto diretto con la natura, lontano dalla frenesia dei grandi resort.
Da non perdere il Queen’s Bath, vasche naturali nella roccia dove i bambini possono esplorare la vita marina in miniatura con gamberetti, pesciolini e anemoni. Le spiagge appartate — come Surfer’s Beach e Lighthouse Beach — sono tra le più belle delle Bahamas e quasi sempre deserte. E lo snorkeling nelle acque di Eleuthera, soprattutto nella zona di Current Cut dove la corrente porta branchi di pesci in superficie, è un’esperienza adrenalinica ma sicura se accompagnati da guide locali.

Andros: foreste di mangrovie, blue hole e la barriera corallina
Andros è l’isola più grande delle Bahamas e la meno esplorata: un paradiso per le famiglie avventurose. Il suo litorale orientale costeggia la terza barriera corallina più lunga del mondo, con spot di snorkeling accessibili anche ai principianti. I più grandi possono spingersi ai blue hole interni, vere e proprie finestre sull’immaginario dei Caraibi.
A bordo di kayak o SUP, le famiglie possono esplorare le intricate reti di mangrovie, habitat fondamentale per la biodiversità dell’arcipelago. Un’esperienza che insegna ai bambini il valore degli ecosistemi marini in modo diretto e coinvolgente. Da non perdere la lavorazione dell’androsia, il batik tradizionale di Andros: un souvenir fatto a mano da portare a casa.

Bimini e Grand Bahama: scienza marina e avventura nella natura
Per le famiglie con ragazzi curiosi e amanti della scienza, Bimini ospita il Bimini Sharklab, un centro di ricerca non-profit dove i bambini possono avvicinarsi alla biologia marina e capire l’importanza della conservazione degli squali. I tour di snorkeling portano a esplorare barriere coralline e relitti avvolti nel mistero.
A Grand Bahama, invece, il Lucayan National Park offre passerelle panoramiche che attraversano tutti gli ecosistemi dell’isola, dalle caverne dei Lucayan alle foreste di mangrovie, fino alla spiaggia. Il Peterson Cay National Park è perfetto per lo snorkeling sulle barriere coralline poco profonde, accessibile a tutta la famiglia. E per i più avventurosi, un jeep safari nei parchi naturali è pura adrenalina.
Lug 30, 2026 | Territori
Camminare sospesi nel vuoto, tra due montagne, trasformando il paesaggio in un teatro a cielo aperto. Dal 31 luglio al 2 agosto 2026 Castelsaraceno, nel cuore della Basilicata, ospiterà Tra Cielo e Terra, uno degli appuntamenti outdoor più spettacolari dell’estate.
Per la prima volta in Italia arriverà Les Passagers du Vide, collettivo francese formato da alpinisti, atleti, ingegneri, fotografi e videomaker, tra i principali protagonisti internazionali della highline.

Una performance adrenalitica
Dopo aver compiuto la spettacolare traversata di 800 metri tra il Dente del Gigante e il Monte Mallet, a oltre 4.000 metri di quota nel massiccio del Monte Bianco la scorsa estate, gli atleti realizzeranno una nuova performance sospesa tra le montagne che uniscono il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese in Basilicata.
Promossa da APT Basilicata e Comune di Castelsaraceno, su iniziativa dell’associazione Polimeri, fondatrice del festival cinematografico Visioni Verticali, la manifestazione propone tre giorni in cui sport, natura, arte e cultura dialogano per promuovere una nuova idea di turismo, fondata sull’esperienza, sul racconto dei luoghi e sulla valorizzazione delle aree interne.

Cos’è la highline
Per Les Passagers du Vide, la highline è molto più di una disciplina estrema.
“È un incontro tra alpinismo, tecnica di installazione e poesia del gesto – spiegano gli alpinisti – Ci fa riflettere sul nostro rapporto con il vuoto, con la bellezza e con la collettività: come andare avanti insieme, anche quando tutto vacilla.
Attraverso i nostri eventi, vogliamo condividere con il grande pubblico una parte di quelle emozioni che viviamo lassù. La nostra ambizione è valorizzare i territori attraverso progetti allo stesso tempo spettacolari e ricchi di significato, che si svolgano in piena natura, in ambiente urbano o nell’ambito di eventi aziendali. Attraverso performance, film e conferenze, condividiamo i valori che ci animano: la cooperazione nel superamento di sé, la capacità di raggiungere l’equilibrio, insieme, nella complessità”. È questa la filosofia che anima anche l’iniziativa Tra Cielo e Terra.
L’intera esperienza sarà documentata dagli stessi alpinisti, i quali realizzeranno un cortometraggio che sarà presentato in anteprima a Visioni Verticali 2026, confermando come il cinema possa diventare uno strumento di promozione turistica e di valorizzazione dei territori.

Il programma dell’evento lucano
La manifestazione si aprirà venerdì 31 luglio con l’opening party in piazza Piano della Corte di Castelsaraceno (ore 17.00), seguito dalla Sunset Highline sul Ponte tra i Due Parchi (ore 19.00), la spettacolare camminata sospesa nel cielo al tramonto.
Sabato 1° agosto il pubblico potrà partecipare gratuitamente ai laboratori di slackline e arrampicata (ore 10.00-12.00 e 17.00-19.00), assistere alle performance degli atleti in piazza Piano della Corte (ore 11.00) e sul Ponte tra i Due Parchi (ore 17.00-19.00).
Alle 18 si terrà una lezione di yoga presso il parco comunale in via Antonio Gramsci. La giornata si concluderà con la proiezione del documentario Des Équilibres (ore 21.00), dedicato alle imprese del collettivo francese, seguita dall’outdoor party in piazza Piano della Corte con il dj set degli Striker Collective (Rojz e Snave).
Infine, domenica 2 agosto inizierà con una lezione di yoga presso il parco comunale alle ore 10, poi proseguirà con le ultime highline sul Ponte tra i Due Parchi (ore 11-12) e i workshop di slackline e arrampicata (ore 10-12).
A concludere la manifestazione sarà la tavola rotonda Outdoor e sviluppo turistico. Opportunità, strategie e visioni per la Basilicata(ore 16.30-18.30), alla quale prenderanno parte il Direttore Generale di APT Basilicata Margherita Sarli, il sindaco di Castelsaraceno Rocco Rosano, operatori turistici ed esperti del settore per discutere del ruolo dell’outdoor come leva di sviluppo economico e promozione territoriale.
Lug 24, 2026 | Enogastronomia, Territori
Dalle colline del tartufo alle piazze del vino, passando per borghi marinari, paesi del peperoncino e capitali della pasta fatta a mano: agosto è il mese ideale per partire alla scoperta dell’Italia più autentica. Non solo vacanze al mare o in montagna, ma un itinerario tra le località che celebrano i loro prodotti simbolo con festival, degustazioni e tradizioni tramandate da generazioni.
Quando il sole cala e le piazze si riempiono di tavolate, l’Italia mostra il suo volto più genuino. Ogni regione diventa custode di un’eccellenza gastronomica che racconta storia, cultura e identità.
È il momento perfetto per organizzare un viaggio seguendo il calendario del gusto.

Norcia, la patria del tartufo e della norcineria

Brisighella, il borgo dell’olio tra colline, uliveti e sapori di Romagna
Adagiata tra i calanchi e le dolci colline dell’Appennino romagnolo, Brisighella è uno dei borghi più affascinanti d’Italia e una meta ideale per chi ama unire il piacere della tavola alla scoperta del territorio. Inserita nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, questa cittadina medievale conserva un’atmosfera autentica fatta di vicoli acciottolati, antiche case in pietra e scorci panoramici dominati dalla Rocca Manfrediana, dalla Torre dell’Orologio e dal Santuario del Monticino.
Il fiore all’occhiello di Brisighella è senza dubbio il suo olio extravergine d’oliva DOP, ottenuto prevalentemente dalla cultivar autoctona Nostrana di Brisighella. Considerato tra i migliori oli italiani e premiato ogni anno nei più prestigiosi concorsi internazionali, si distingue per il suo colore verde brillante con riflessi dorati, il profumo intenso di erba appena tagliata e carciofo e un gusto armonioso, leggermente piccante e piacevolmente amarognolo. Un prodotto che racconta il carattere di queste colline e che rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano.
Passeggiare per Brisighella significa entrare in un mondo dove la cultura dell’olio è ancora profondamente radicata. Numerosi frantoi aprono le loro porte ai visitatori, offrendo degustazioni guidate e percorsi alla scoperta delle tecniche di produzione, mentre le aziende agricole raccontano il lavoro che si cela dietro ogni bottiglia, dalla cura degli uliveti alla raccolta delle olive fino alla spremitura a freddo.
Ma Brisighella non vive soltanto di olio. Le colline circostanti ospitano anche vigneti dai quali nascono vini di grande personalità, come l’Albana Docg e il Sangiovese di Romagna, protagonisti di itinerari enoturistici che conducono tra cantine storiche e moderne aziende vitivinicole. Un’occasione per conoscere da vicino una Romagna meno conosciuta, fatta di piccoli produttori, ospitalità genuina e paesaggi che invitano a rallentare.
La gastronomia locale completa l’esperienza con una cucina che valorizza le materie prime del territorio. Nei ristoranti e nelle osterie del borgo, l’olio extravergine diventa il protagonista di piatti che spaziano dalla piadina romagnola ai crostini con verdure di stagione, dai passatelli ai cappelletti, fino alle carni alla griglia e ai formaggi locali. Ricette semplici, ma capaci di esaltare la qualità di un ingrediente che qui è molto più di un semplice condimento.
L’estate è il periodo ideale per visitare Brisighella. Le serate si animano con eventi culturali, concerti, mercatini e appuntamenti dedicati ai prodotti tipici, mentre i sentieri che attraversano gli uliveti e il vicino Parco della Vena del Gesso Romagnola, riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO, offrono itinerari perfetti per escursioni a piedi o in bicicletta.
Tra frantoi, cantine, ristoranti di qualità e un patrimonio storico perfettamente conservato, Brisighella rappresenta una delle destinazioni gourmet più eleganti dell’Emilia-Romagna. Un luogo dove il turismo lento incontra l’eccellenza gastronomica e dove ogni assaggio diventa un invito a conoscere una terra che ha fatto della qualità e dell’accoglienza il proprio tratto distintivo.

Alba, la capitale del tartufo bianco dove le Langhe celebrano l’eccellenza del gusto
Nel cuore delle Langhe, tra colline ricamate da filari di vigneti e borghi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Alba è una delle destinazioni simbolo dell’enogastronomia italiana. Elegante, raffinata e profondamente legata alla sua tradizione agricola, la città piemontese è conosciuta nel mondo come la capitale del tartufo bianco, il prezioso “diamante della tavola” che ogni anno richiama chef, gourmet e appassionati da ogni continente.
Se è vero che il momento di massimo splendore arriva con l’autunno, già dalla fine dell’estate Alba comincia a respirare l’atmosfera della stagione più attesa. Le tartufaie si preparano alle prime raccolte, le cantine aprono le porte agli appassionati di vino e i ristoranti iniziano a proporre i menu che accompagneranno la celebre Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, uno degli appuntamenti gastronomici più prestigiosi al mondo.
Il protagonista assoluto è il Tartufo Bianco d’Alba (Tuber magnatum Pico), considerato il più pregiato tra i tartufi grazie al suo profumo intenso e inconfondibile. La sua raccolta è ancora oggi affidata all’esperienza dei trifolau, i cercatori di tartufi che, accompagnati dai loro cani addestrati, si avventurano nei boschi delle Langhe e del Roero seguendo rituali tramandati di generazione in generazione. Un patrimonio di conoscenze che rappresenta una delle tradizioni più affascinanti del Piemonte.
Ma Alba è molto più del suo tartufo. È anche la porta d’ingresso a un territorio che ha fatto del gusto una vera filosofia di vita. Le colline circostanti ospitano alcune delle cantine più prestigiose d’Italia, dove nascono vini iconici come Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto e Barbera, protagonisti di degustazioni e visite che permettono di scoprire la cultura vitivinicola delle Langhe. Non è un caso che questa zona sia diventata una delle mete più amate dagli appassionati di enoturismo, attratti da un paesaggio in cui vigneti, castelli medievali e piccoli borghi si fondono in un equilibrio perfetto.
Passeggiare nel centro storico di Alba significa immergersi in una città vivace ed elegante, con le sue torri medievali, le piazze animate, i caffè storici e le boutique gastronomiche dove acquistare i prodotti simbolo del territorio. Accanto al tartufo trovano spazio la celebre nocciola Piemonte IGP, ingrediente fondamentale dell’alta pasticceria, i formaggi delle vallate cuneesi e una cucina che valorizza la tradizione con piatti diventati ormai iconici, dai tajarin al burro alle carni di Fassona piemontese, fino al vitello tonnato e agli agnolotti del plin.
Tra la fine di agosto e settembre il territorio si anima con un ricco calendario di appuntamenti che anticipano la grande stagione del tartufo. Le cantine organizzano degustazioni tra i filari, i castelli delle Langhe ospitano concerti e visite guidate, mentre i produttori aprono le loro aziende per raccontare da vicino il lavoro che si cela dietro ogni bottiglia di vino e ogni eccellenza gastronomica. È il periodo ideale per vivere le Langhe senza l’affollamento dell’alta stagione autunnale, godendo dei colori dorati dei vigneti e della tranquillità delle colline.
Quando arriva ottobre, Alba diventa il palcoscenico della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, un evento che ogni anno richiama migliaia di visitatori e alcuni tra i più importanti chef del panorama internazionale. Mercati del tartufo, aste benefiche, show cooking, degustazioni, incontri culturali e percorsi sensoriali trasformano la città nella capitale mondiale del gusto, confermando il suo ruolo di ambasciatrice dell’eccellenza agroalimentare italiana.
Visitare Alba significa intraprendere un viaggio che coinvolge tutti i sensi: il profumo del tartufo appena affettato, i grandi vini delle Langhe, i panorami delle colline UNESCO e una cultura gastronomica che ha saputo trasformare prodotti della terra in simboli riconosciuti in tutto il mondo. È una destinazione che va oltre il semplice turismo enogastronomico, offrendo un’esperienza autentica dove natura, tradizione e alta cucina convivono in perfetta armonia.

Tropea, la città della cipolla rossa che racconta il volto più autentico della Calabria
Affacciata su uno dei tratti di costa più spettacolari del Mediterraneo, con le sue case arroccate sulla roccia e il mare turchese che si apre ai piedi del centro storico, Tropea è una delle mete più amate della Calabria. Ma oltre alle spiagge da cartolina, ai tramonti sul Tirreno e ai vicoli ricchi di storia, questa cittadina custodisce un’eccellenza gastronomica diventata famosa in tutto il mondo: la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP.
Dolce, croccante e profumata, la cipolla di Tropea è molto più di un semplice ingrediente della cucina calabrese: è un simbolo identitario, il frutto di una tradizione agricola secolare e di un rapporto profondissimo tra uomo e territorio. Coltivata lungo la fascia costiera che comprende l’area tra Vibo Valentia e Cosenza, cresce grazie alle particolari condizioni climatiche della zona, dove il sole intenso, la brezza marina e i terreni fertili contribuiscono a conferirle quelle caratteristiche uniche che l’hanno resa celebre.
La sua particolarità è il gusto delicato, lontano dalla nota pungente tipica di molte altre varietà di cipolla. Proprio questa dolcezza la rende estremamente versatile in cucina: può essere gustata cruda nelle insalate estive, protagonista di conserve e marmellate agrodolci, utilizzata per arricchire primi piatti, pizze gourmet e piatti di pesce, oppure semplicemente assaporata su una fetta di pane calabrese con un filo di olio extravergine d’oliva.
Durante l’estate Tropea diventa il luogo ideale per scoprire questo prodotto attraverso percorsi gastronomici, mercati contadini e appuntamenti dedicati alle eccellenze locali. Le piazze del borgo si animano con degustazioni, incontri con i produttori e menu speciali nei ristoranti, dove la cipolla rossa diventa protagonista di ricette che uniscono tradizione e creatività. Dalle frittelle di cipolla ai primi piatti della cucina mediterranea, fino agli abbinamenti più sorprendenti con formaggi, salumi e pesce fresco, questo prodotto dimostra una capacità straordinaria di adattarsi tanto alla cucina popolare quanto alla ristorazione contemporanea.
Ma il fascino di Tropea nasce anche dalla sua capacità di unire il piacere della tavola alla bellezza del paesaggio. Una giornata può iniziare con un bagno nelle acque limpide della Costa degli Dei, proseguire tra le botteghe del centro storico alla ricerca dei prodotti tipici e concludersi in una terrazza panoramica gustando una cena a base di specialità calabresi davanti al tramonto sul Tirreno.
Il borgo offre un patrimonio storico di grande fascino: il santuario di Santa Maria dell’Isola, simbolo della città, domina il mare da un promontorio roccioso e regala una delle viste più suggestive della Calabria; le stradine del centro conducono tra palazzi nobiliari, balconi fioriti e piccole botteghe dove acquistare conserve, peperoncino, ‘nduja, vini locali e naturalmente la celebre cipolla rossa.
Nei mesi estivi, quando la Calabria vive il suo periodo più vivace, non mancano eventi dedicati ai prodotti del territorio e alla cultura gastronomica locale. Feste di paese, sagre e iniziative organizzate dai produttori diventano occasioni per conoscere da vicino le tecniche di coltivazione e le storie delle famiglie contadine che da generazioni custodiscono questo patrimonio agricolo.
La Cipolla Rossa di Tropea è anche un esempio di come un prodotto semplice possa diventare un ambasciatore di un’intera regione. Dietro ogni bulbo c’è il racconto di una terra fatta di mare, sole e agricoltura, dove la cucina nasce da ingredienti poveri trasformati con sapienza in vere eccellenze.
Visitare Tropea significa quindi vivere un’esperienza completa: il fascino di un borgo sospeso sul mare, la bellezza di spiagge tra le più suggestive d’Italia e il piacere di una gastronomia autentica, dove un ingrediente umile come la cipolla è diventato il simbolo di una Calabria capace di conquistare il mondo con i suoi sapori.

Zafferana Etnea, dove il miele incontra la forza del vulcano
Alle pendici orientali dell’Etna, tra antiche colate laviche, boschi rigogliosi e panorami che abbracciano il Mar Ionio, Zafferana Etnea rappresenta una delle destinazioni più affascinanti della Sicilia per chi ama unire natura, gastronomia e cultura del territorio. Qui il paesaggio vulcanico incontra una tradizione agricola ricchissima, dando vita a prodotti unici che raccontano l’anima più autentica della montagna siciliana.
Il simbolo gastronomico di Zafferana è senza dubbio il miele dell’Etna, un’eccellenza nata dal lavoro instancabile delle api che trovano in questo territorio una straordinaria varietà di fioriture. Grazie alla biodiversità del vulcano, gli apicoltori locali producono mieli dalle caratteristiche molto diverse: dal delicato miele di zagara, ricavato dai fiori degli agrumi, al profumato miele di castagno, fino alle varietà di millefiori che racchiudono i profumi delle piante spontanee che crescono sui versanti dell’Etna.
Il rapporto tra Zafferana e l’apicoltura è antico e profondamente radicato. Le aziende del territorio custodiscono ancora oggi tecniche tradizionali, con produzioni artigianali che valorizzano il lavoro delle api e il rispetto dell’ambiente. Visitare un laboratorio di miele significa entrare in un mondo fatto di arnie immerse nella natura, profumi intensi e racconti di famiglie che da generazioni trasformano un prodotto semplice in una vera eccellenza gastronomica.
Ma la cucina di Zafferana non vive soltanto di miele. La fertilità dei terreni vulcanici regala una grande varietà di prodotti agricoli: pistacchi, nocciole, agrumi, frutta, conserve, vini dell’Etna e specialità della tradizione siciliana. Il miele diventa protagonista anche nella cucina locale, abbinato ai formaggi stagionati, utilizzato nei dolci tipici o come ingrediente per esaltare ricette sia dolci sia salate.
Tra gli appuntamenti più importanti dell’anno c’è Ottobrata Zafferanese, una delle manifestazioni gastronomiche più conosciute della Sicilia orientale. Anche se si svolge in autunno, già durante l’estate il territorio si prepara a celebrare le proprie eccellenze attraverso eventi, degustazioni e iniziative dedicate ai prodotti agricoli locali. L’Ottobrata trasforma il centro cittadino in un grande mercato del gusto, dove visitatori e appassionati possono scoprire miele, vini, conserve, dolci tradizionali e tutte le specialità dell’area etnea.
L’estate è comunque il periodo ideale per vivere Zafferana e il suo territorio. La posizione privilegiata permette di alternare esperienze gastronomiche ed escursioni naturalistiche sul vulcano più alto e attivo d’Europa. I sentieri del Parco dell’Etna conducono tra boschi di castagni, ginestre e paesaggi lunari creati dalle colate laviche, offrendo percorsi adatti sia agli escursionisti più esperti sia a chi desidera semplicemente ammirare la spettacolarità della montagna.
Uno dei momenti più suggestivi è il tramonto, quando dai belvedere di Zafferana lo sguardo spazia dalla costa ionica fino alla Calabria nelle giornate più limpide. Dopo una giornata trascorsa tra natura e cultura, le trattorie e i ristoranti del paese propongono una cucina che celebra i sapori siciliani: dalla pasta alla norma alle specialità di pesce della costa, dai dolci alla mandorla alle granite accompagnate dalla tradizionale brioche.
Il territorio offre inoltre la possibilità di scoprire piccoli borghi e luoghi di grande fascino: Acireale con il suo barocco, i borghi marinari della costa ionica, le cantine dell’Etna dove degustare vini prodotti su terreni neri di lava e i percorsi tra antichi casali e vigneti.
Zafferana Etnea è quindi una destinazione dove ogni elemento racconta il carattere della Sicilia: il fuoco del vulcano, la pazienza degli apicoltori, la ricchezza della terra e la generosità della cucina. Un luogo in cui il viaggio diventa un’esperienza multisensoriale, capace di unire trekking, panorami mozzafiato e sapori autentici.
Qui il miele non è soltanto un prodotto tipico: è il risultato dell’incontro tra il lavoro dell’uomo, la biodiversità e la straordinaria energia dell’Etna, un territorio unico dove la natura continua a creare eccellenze.

Genova e le Cinque Terre, il viaggio nel cuore del pesto alla genovese
In Liguria il pesto non è soltanto un condimento, ma un vero patrimonio culturale che racconta il legame tra il territorio, il mare e le colline ricoperte di basilico. Il suo profumo accompagna da secoli la cucina ligure e durante l’estate diventa uno dei simboli gastronomici più amati dai visitatori che scelgono questa regione per le vacanze.
Il viaggio alla scoperta del pesto parte naturalmente da Genova, la città che ha dato i natali alla ricetta originale preparata secondo tradizione nel mortaio di marmo con basilico genovese DOP, pinoli, aglio, Parmigiano Reggiano, pecorino, olio extravergine di oliva e sale. Qui il pesto si incontra nei vicoli del centro storico, nelle trattorie tradizionali e nei laboratori artigianali dove ancora oggi viene preparato seguendo gesti antichi.
La cultura del pesto è profondamente legata anche ai territori collinari alle spalle del capoluogo, dove il basilico cresce grazie al clima mite e alla particolare esposizione al sole. Uno dei luoghi simbolo è Pra’, quartiere di Genova considerato la patria storica del basilico genovese, dove questa pianta aromatica viene coltivata in serra e raccolta nel momento ideale per ottenere il massimo del profumo e dell’intensità.
Durante l’estate molte località liguri celebrano il pesto attraverso sagre, serate gastronomiche e appuntamenti dedicati ai prodotti tipici. Nei borghi dell’entroterra e lungo la costa non mancano occasioni per assaggiare piatti della tradizione come le trofie al pesto, le trenette con patate e fagiolini, le lasagne al pesto e molte altre ricette che raccontano una cucina semplice ma ricca di sapore. Tra gli appuntamenti gastronomici estivi si trovano anche sagre che abbinano il pesto ad altri prodotti simbolo della Liguria, come quelle dedicate alle trofie al pesto nell’entroterra genovese.
Il pesto diventa così il filo conduttore di un itinerario che porta alla scoperta di alcuni dei paesaggi più belli della regione. Dopo una passeggiata tra i carruggi di Genova, il viaggio può proseguire verso i borghi marinari della Riviera di Levante, da Camogli a Sestri Levante, fino alle celebri Cinque Terre, dove il profumo del basilico incontra quello del mare.
La gastronomia ligure offre naturalmente molto altro: la focaccia genovese, la focaccia di Recco, la farinata, i pansoti con salsa di noci, il pesce azzurro e i vini prodotti sui terrazzamenti affacciati sul Mediterraneo. Il pesto diventa così il punto di partenza per scoprire una cucina profondamente legata alla natura e alla stagionalità.
Un’esperienza imperdibile per chi visita la Liguria in estate è partecipare a una degustazione o a un laboratorio dedicato alla preparazione del pesto: imparare a dosare gli ingredienti, utilizzare il mortaio e conoscere la storia di questa ricetta permette di trasformare un semplice assaggio in un vero viaggio nella cultura ligure.
Tra mare cristallino, borghi colorati e colline profumate di basilico, la Liguria dimostra che anche una salsa può raccontare un intero territorio. Il pesto alla genovese non è soltanto una specialità gastronomica, ma il simbolo di una regione capace di trasformare ingredienti semplici in un patrimonio conosciuto e amato in tutto il mondo.
Un viaggio che racconta l’Italia
Le feste dedicate ai prodotti tipici non sono semplici sagre. Sono il racconto di comunità che custodiscono tradizioni secolari e trasformano il patrimonio gastronomico in un’esperienza di viaggio. Visitare questi luoghi significa entrare nelle piazze, conoscere i produttori, assaggiare ricette autentiche e scoprire un’Italia che continua a fare del cibo uno dei suoi linguaggi più universali.