Lug 23, 2026 | Territori
C’è una Croazia che tutti conoscono: quella di Dubrovnik, Spalato e delle spiagge più famose dell’Adriatico. E poi ce n’è un’altra, forse ancora più affascinante, che si scopre soltanto salendo su un traghetto e lasciandosi alle spalle la costa.
È quella dell’arcipelago dalmata, un universo composto da oltre mille isole, isolotti e scogli dove il tempo sembra rallentare.
Qui il mare cambia colore a ogni baia, le pinete arrivano fino all’acqua cristallina, le antiche fortezze veneziane sorvegliano porti di pescatori e i profumi della lavanda si mescolano alla salsedine. Ogni isola racconta una storia diversa, fatta di dominazioni veneziane, monasteri medievali, villaggi in pietra e paesaggi che sembrano dipinti.
Se state programmando un viaggio in Croazia, queste sono le isole della Dalmazia che meritano assolutamente una tappa.

Hvar
1 – Hvar, l’isola del sole e della lavanda
Hvar è probabilmente l’isola più famosa della Croazia, ma ridurla alla meta preferita di yacht e celebrità sarebbe un errore.
Con oltre 2.700 ore di sole all’anno è una delle località più luminose dell’Adriatico. Nell’entroterra si susseguono vigneti, uliveti secolari e campi di lavanda che, tra giugno e luglio, trasformano il paesaggio in un mare viola.
Da non perdere: la monumentale Piazza Santo Stefano; la Fortezza Spagnola con vista sull’arcipelago delle Pakleni; Stari Grad, uno dei centri abitati più antichi della Croazia; la Piana di Stari Grad, Patrimonio UNESCO, rimasta praticamente identica a quella progettata dai coloni greci oltre 2.300 anni fa.

Brač
2 – Brač, dove nasce la spiaggia più famosa della Croazia
Se esiste un’immagine simbolo della Croazia è quasi certamente Zlatni Rat. La sua caratteristica lingua di ciottoli cambia forma continuamente seguendo venti e correnti, regalando ogni volta un panorama diverso.
Ma Brač è anche l’isola della celebre pietra bianca utilizzata fin dall’epoca romana per costruire palazzi, chiese e monumenti. Secondo una tradizione molto diffusa, sarebbe stata impiegata perfino per la Casa Bianca di Washington.
Da visitare: Bol e il suo elegante lungomare; il monastero domenicano; Vidova Gora, il punto panoramico più alto delle isole adriatiche.

Korcula
3 – Korčula, la piccola Dubrovnik
Basta uno sguardo alle sue mura per capire perché venga soprannominata la “Piccola Dubrovnik”.
Korčula conserva uno dei centri medievali meglio preservati dell’Adriatico. Le sue stradine seguono un originale schema a lisca di pesce, progettato per proteggere il borgo dai venti e favorire la circolazione dell’aria.
Qui la tradizione vuole che sia nato Marco Polo, anche se gli storici continuano a discuterne.
Da non perdere: la Cattedrale di San Marco; le possenti mura veneziane; i vigneti dove nasce il celebre vino Pošip.

Vis
4 – Vis, l’isola segreta della Dalmazia
Per quasi quarant’anni Vis è rimasta chiusa al turismo perché utilizzata come base militare jugoslava. Paradossalmente è stato proprio questo isolamento a salvarla dall’edilizia intensiva. Oggi rappresenta una delle isole più autentiche della Dalmazia.
Da vedere assolutamente: la spettacolare spiaggia di Stiniva; il pittoresco porto di Komiža; la celebre Grotta Azzurra di Biševo, dove l’acqua si illumina di un incredibile blu elettrico.

Mljet,
5 – Mljet, il paradiso verde dell’Adriatico

Lastovo
6 – Lastovo, dove brillano le stelle
Lastovo è l’isola perfetta per chi vuole davvero staccare dal mondo.
Fa parte di un parco naturale e vanta uno dei cieli più limpidi d’Europa grazie al bassissimo inquinamento luminoso.
Di giorno si esplorano baie deserte e sentieri immersi nella macchia mediterranea. Di notte basta alzare lo sguardo per assistere a uno degli spettacoli astronomici più emozionanti dell’Adriatico.

Pag
7 – Pag, l’isola che sembra la Luna
È famosa in tutto il mondo per il formaggio Paški Sir, prodotto con il latte delle pecore che pascolano tra erbe aromatiche ricoperte di sale marino.
Accanto alla tradizione convivono le spiagge di Zrće, una delle capitali europee della movida estiva.

Šolta
8 – Šolta, la Croazia più autentica
A pochi chilometri da Spalato, Šolta è ancora lontana dal turismo di massa.
Qui si viene per rallentare, assaggiare miele e olio extravergine prodotti localmente, passeggiare tra ulivi secolari e nuotare in baie dal mare trasparente.

Dugi Otok
9 – Dugi Otok, dove la natura è protagonista
Dugi Otok ospita alcune delle meraviglie naturali più spettacolari della Croazia. Da un lato si trova la spiaggia di Sakarun, con sabbia chiarissima e acqua caraibica.
Dall’altro si aprono le impressionanti falesie del Parco Naturale di Telašćica, che precipitano per oltre 150 metri nel mare Adriatico.

Cres
10 – Cres, l’isola dei grifoni
Chiude la classifica Cres, una delle isole più grandi dell’Adriatico. Qui convivono antichi borghi medievali, spiagge nascoste e una natura straordinaria.
Il simbolo dell’isola è il grifone, uno dei rapaci più rari d’Europa, che qui trova uno degli ultimi habitat naturali.
Da non perdere il borgo arroccato di Lubenice, sospeso su una falesia alta quasi 400 metri.
Quando visitare le isole della Dalmazia
Il periodo migliore va da maggio a settembre.
Maggio e giugno: clima perfetto, poca folla e lavanda in fiore.
Luglio e agosto: il mare è al massimo del suo splendore, ma è anche l’alta stagione.
Settembre: probabilmente il mese ideale, con temperature ancora estive e un’atmosfera molto più rilassata.
Perché scegliere la Dalmazia
Le isole dalmate rappresentano una delle destinazioni più complete del Mediterraneo. In pochi chilometri si passa da città medievali patrimonio dell’umanità a spiagge caraibiche, da monasteri immersi nella natura a vigneti secolari, da baie segrete a panorami che sembrano usciti da un film.
È una Croazia diversa da quella delle cartoline più famose: più autentica, più lenta e capace di sorprendere a ogni approdo. Un viaggio tra queste isole non è soltanto una vacanza al mare, ma un itinerario tra storia, natura e cultura che lascia il desiderio di tornare ancora.
Lug 16, 2026 | Territori
La Valtellina si conferma una destinazione perfetta per fare coolcation, ovvero la tendenza sempre più diffusa, complice l’aumento delle ondate di calore, a fuggire dalle città roventi per raggiungere località dalle temperature decisamene più fresche.
Laghi, fiumi e torrenti sono infatti elementi distintivi del paesaggio alpino dalla Valchiavenna all’Alta Valtellina e offrono un'ampia varietà di esperienze che permettono di viverli in modo attivo, adattandosi alle esigenze e agli interessi di ogni visitatore, sempre nel rispetto dell’ambiente in cui ci si trova.
Per chi, per esempio, cerca emozioni e adrenalina, i torrenti di montagna sono l’ambiente ideale per praticare il canyoning (torrentismo), dove cascate, gole e salti naturali trasformano il corso d’acqua in un
percorso di avventura. Chi predilige un’esperienza sportiva può anche scegliere il rafting, affrontando le
rapide dei fiumi, oppure esplorare laghi e corsi d’acqua in canoa o kayak, coniugando attività fisica e
scoperta del paesaggio.
Mentre per chi ama un turismo più tranquillo e contemplativo, le rive dei laghi offrono spazi dedicati al relax, alle passeggiate e alla pesca sportiva, con esperienze adatte alle famiglie e a chi desidera trascorrere il tempo libero immerso nella natura, in un contesto di quiete e benessere.
Dalle esperienze più avventurose a quelle più rilassanti, l'acqua resta dunque un elemento di attrazione.
Proprio per questo è importante viverla in modo consapevole: nei laghi alpini il bagno è quasi sempre
vietato, poiché l’acqua resta molto fredda anche in estate e può essere pericolosa, mentre la balneazione e l’uso di creme solari possono compromettere ecosistemi di grande fragilità.

Rafting e canoa: divertimento a pelo d’acqua
Il fiume Adda, che attraversa il cuore della Valtellina, è uno dei principali scenari naturali per la pratica di
rafting e canoa. Le attività si svolgono lungo il fiume, in particolare da est a ovest, nel tratto da Stazzona
(frazione di Villa di Tirano) e Castione Andevenno (qualche km dopo Sondrio), dove le acque alternano
zone più tranquille a tratti di maggiore movimento, rendendo l’esperienza adatta a diversi gradi di
preparazione.
Si tratta di sport fluviali che non richiedono particolari esperienze pregresse, ma è necessario essere in buone condizioni fisiche e seguire sempre le indicazioni delle guide durante il briefing iniziale e la
discesa, che viene effettuata in totale sicurezza con istruttori qualificati e attrezzatura completa.
Varie realtà del territorio organizzano attività per vivere una giornata di puro divertimento sull’acqua, tra le più conosciute l’associazione Indomita Valtellina River che ha sede a Tresenda e a Castione Andevenno.
Dal mese di aprile fino a novembre, l’associazione organizza discese in gommone adatte a tutti i livelli e includono il noleggio completo dell’attrezzatura (muta, casco, giubbotto salvagente).
Altre realtà propongono discese in gommone e attività guidate lungo il fiume, come nel tratto tra Teglio e
la Media Valtellina, oppure nelle aree fluviali nei dintorni di Sondrio, dove il rafting è una delle attività
outdoor più apprezzate. Le proposte sono pensate sia per chi si avvicina per la prima volta a questo sport, sia per chi cerca percorsi più dinamici, con la possibilità di vivere il fiume in modo attivo tra rapide, tratti panoramici e momenti più rilassati, sempre a stretto contatto con l’ acqua e la natura alpina.

Una carica di emozione con il canoyning
La disciplina del canyoning permette di esplorare gole, cascate e forre create dall’acqua, vivendo momenti adrenalinici a stretto contatto con l’ambiente montano.
Si tratta di una attività che richiede preparazione adeguata e che deve essere svolta esclusivamente con Guide Alpine qualificate, con l’adozione di attrezzatura tecnica specifica, seguendo attentamente le indicazioni di sicurezza. Per la natura dei percorsi e delle condizioni ambientali, non è un’attività adatta all’improvvisazione e viene sempre consigliato di affidarsi a professionisti del settore per garantire un’esperienza sicura e al tempo stesso appagante.
In Valchiavenna, la Val Bodengo rappresenta uno dei riferimenti principali per il canyoning, con percorsi
che si sviluppano in un contesto naturale selvaggio e suggestivo, tra scivoli naturali, calate e strette gole
scavate nel tempo dall’acqua. L’esperienza viene proposta con accompagnamento di guide specializzate che conoscono il territorio e ne valorizzano le caratteristiche naturalistiche.
Lungo la strada che sale al Passo Stelvio, nella Valle dei Vitelli, si può vivere una discesa emozionante di canyoning in tutta sicurezza con le Guide Alpine di Bormio. L’attività si sviluppa attraverso itinerari pensati per l’approccio all’avventura. La Marmotta Experience è indicata per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina e offre un percorso più semplice tra calate brevi, scivoli naturali e piccole cascate.

Due laghi agli estremi della Valtellina
Ci sono poi il Lago di Livigno e il Lago di Mezzola: due ambienti che, pur appartenendo allo stesso contesto alpino, assumono caratteri profondamente diversi.
Il Lago di Livigno, a oltre 1.800 metri di altitudine e delimitato dalla diga, si presenta come uno specchio
d’acqua d’alta quota, freddo e limpido, immerso in un paesaggio tipicamente montano. Il lago è uno spazio funzionale alla pratica sportiva, è navigabile per imbarcazioni non a motore: kayak, SUP e pedalò.
Al centro del bacino si trova anche una piattaforma galleggiante, punto di sosta per chi percorre il lago. L’inizio delle attività sull’acqua è subordinato al livello di riempimento del lago e alle condizioni meteorologiche.
L’accesso al lago è consentito esclusivamente dal pontile appositamente predisposto, previa presentazione del ticket rilasciato dalla Reception di Aquagranda.
Il Lago di Mezzola, che si trova nel fondovalle valtellinese a Nord del Lago di Como, rappresenta invece un ambiente naturale più articolato, in cui l’acqua si intreccia con canneti, zone umide e l’ecosistema della Riserva del Pian di Spagna. Qui il lago è attraversato da canoe, kayak e piccole imbarcazioni che procedono lentamente, permettendo di osservare la ricchezza della flora e della fauna locale. L’acqua è più mite e il paesaggio più dolce, in un equilibrio continuo tra ambiente lacustre e terraferma. Maggiori

Pesca sportiva fra torrenti e grandi fiumi
La Valtellina è una destinazione ideale anche per gli appassionati di pesca sportiva. Dalle acque dei fiumi maggiori ai torrenti, fino ai suggestivi laghetti alpini del territorio, la provincia di Sondrio offre ambienti adatti sia ai pescatori più esperti sia a chi desidera vivere una prima esperienza immerso nella natura.
È possibile praticare diverse tecniche, dalla pesca tradizionale alla pesca a mosca fino alla modalità “no kill”, sempre nel rispetto dell’ambiente e della normativa vigente.
Per pescare è necessario essere in possesso della licenza di pesca prevista dalla normativa regionale e degli eventuali permessi richiesti nei singoli comprensori, acquistabili presso gli Infopoint turistici e i punti autorizzati.
Chi desidera avvicinarsi a questa disciplina o perfezionare la propria tecnica può inoltre affidarsi alle guide di pesca del territorio.
Il fiume Adda e i torrenti Bitto, Masino e dell’Alta Valtellina offrono numerosi tratti dedicati alla pesca in
acque correnti, dove è possibile trovare specie come trote, temoli e salmerini in contesti naturali di grande fascino.
Facilmente raggiungibile da Aprica, il torrente Belviso è una delle mete più amate dai pescatori della zona.
Per chi preferisce la pesca in quota, gli ambienti spettacolari non mancano: come il Lago del
Porcile in Val Tartano e i Laghi di Cancano, nei pressi di Bormio, ideali per vivere un’esperienza immersi
nella natura alpina. Anche a Livigno la pesca sportiva è praticabile lungo il fiume Spöl e nei laghi alpini della valle (informandosi sempre sui permessi necessari) con possibilità di vivere esperienze guidate e attività organizzate.
Chi si approccia per la prima volta alla pesca può scegliere uno dei laghetti attrezzati del territorio, come La Sablonera a Bormio, il Parco Prati di Punta a Grosotto, il laghetto della Magnolta ad Aprica e il Lago di Sommasassa a Teglio, dove si possono trovare servizi dedicati, punti di noleggio dell’attrezzatura e aree attrezzate per trascorrere una giornata all'aria aperta.
Lug 13, 2026 | Territori
Se Norvegia e Islanda sono ormai entrate nell’immaginario delle vacanze al fresco, l’Europa custodisce ancora angoli poco conosciuti dove l’estate significa boschi infiniti, laghi cristallini, montagne silenziose e temperature che raramente superano i 22-24 °C.
Sono destinazioni perfette per chi desidera vivere un viaggio autentico, lontano dalle rotte del turismo di massa.

1 – Parco Nazionale del Retezat (Romania)
Nel cuore dei Carpazi occidentali si estende uno dei parchi nazionali più spettacolari e meno conosciuti d’Europa.
Il Parco Nazionale del Retezat custodisce oltre ottanta laghi glaciali, vallate ricoperte di fiori alpini e cime che superano i 2.500 metri. È un paradiso per gli escursionisti, ma anche per chi cerca silenzio e paesaggi incontaminati.
Qui è ancora possibile incontrare camosci, lupi, cervi e, con molta fortuna, l’orso bruno, simbolo delle foreste romene. Temperatura media estiva: 15-22 °C
Da provare: un trekking fino al Lago Bucura, il più grande lago glaciale della Romania.

2 – Saaremaa, l’isola segreta dell’Estonia
Mentre il turismo si concentra sulle capitali baltiche, l’isola di Saaremaa continua a vivere con ritmi lenti.
Mulini a vento, fari, foreste di pini, scogliere sul Mar Baltico e piccoli villaggi di pescatori raccontano un’Europa quasi dimenticata.
L’acqua del mare resta fresca anche ad agosto, ma le lunghe giornate estive invitano a esplorare la costa in bicicletta o in kayak.
Curiosa è la presenza del cratere di Kaali, formatosi migliaia di anni fa dall’impatto di un meteorite e avvolto da antiche leggende. Temperatura media estiva: 17-22 °C
Da non perdere: il Castello di Kuressaare e il Parco Nazionale di Vilsandi, rifugio di numerose specie di uccelli marini.

3 – Le Alpi di Kamnik-Savinja (Slovenia)
Quando si pensa alla Slovenia vengono subito in mente il Lago di Bled e Lubiana. Ma basta spingersi più a nord per scoprire una delle catene montuose più spettacolari del Paese.
Le Alpi di Kamnik-Savinja offrono vallate verdi, cascate, malghe, boschi di abeti e sentieri panoramici praticamente privi di folla.
Il cuore della regione è la Logarska Dolina, considerata una delle valli glaciali più belle d’Europa, dove il paesaggio ricorda quello delle Alpi di un secolo fa.
Qui il tempo sembra rallentare: si dorme in fattorie di montagna, si assaggiano formaggi prodotti in alpeggio e si percorrono sentieri che attraversano foreste secolari.
Temperatura media estiva: 18-24 °C. Esperienza da vivere: raggiungere la cascata Rinka e proseguire fino ai rifugi d’alta quota.

4 – Parco Nazionale di Dovrefjell (Norvegia)
È uno dei pochi luoghi al mondo dove è possibile osservare in libertà il bue muschiato, un gigantesco mammifero sopravvissuto all’ultima era glaciale.
Il Parco Nazionale di Dovrefjell-Sunndalsfjella, nella Norvegia centrale, è un susseguirsi di altopiani, laghi, tundra e montagne, attraversati da una fitta rete di sentieri.
L’estate qui è breve ma luminosa, con giornate interminabili che permettono di camminare fino a tarda sera senza bisogno della torcia.
Oltre ai buoi muschiati, non è raro avvistare renne selvatiche, volpi artiche e aquile reali. Temperatura media estiva: 10-18 °C
Da non perdere: un’escursione guidata all’alba per osservare i buoi muschiati nel loro habitat naturale.

5 – Kainuu, la Finlandia dei mille laghi
Chi sogna il silenzio assoluto dovrebbe segnare questo nome. La regione di Kainuu, nel nord-est della Finlandia, è un mosaico di foreste boreali, laghi, torbiere e piccoli villaggi immersi nella natura.
Qui il turismo è ancora discreto e rispettoso dell’ambiente. Si naviga in canoa, si pesca, si percorrono sentieri tra i pini e si dorme in cottage di legno affacciati sull’acqua.
Le notti estive sono illuminate fino a tarda ora, mentre il cielo si riflette sulle superfici immobili dei laghi.
Tra le esperienze più emozionanti c’è il bear watching, l’osservazione dell’orso bruno da appositi capanni fotografici, sempre accompagnati da guide specializzate. Temperatura media estiva: 15-22 °C
Esperienza imperdibile: una sauna tradizionale finlandese seguita da un tuffo in uno dei laghi della regione.
Perché scegliere una meta ancora poco conosciuta?
Le destinazioni emergenti delle coolcation offrono molto più di qualche grado in meno.
Consentono di vivere un turismo lento, lontano dall’overtourism, con un minore impatto ambientale e un contatto più autentico con le comunità locali.
Qui il lusso non è rappresentato da un resort esclusivo, ma dal silenzio di una foresta, dal rumore di una cascata, da un cielo che non diventa mai completamente buio o da una cena in una baita di montagna preparata con prodotti del territorio.
Forse è proprio questa la vera evoluzione del viaggio contemporaneo: non rincorrere il caldo, ma cercare luoghi capaci di regalare tempo, spazio e benessere.
Lug 12, 2026 | Territori
C’è chi sogna una spiaggia tropicale e chi, invece, quest’estate cerca una felpa da indossare al tramonto.
Benvenuti nell’era delle coolcation, il nuovo modo di viaggiare che sta conquistando l’Europa.
La parola nasce dall’unione di “cool” e “vacation” e racconta una tendenza sempre più diffusa: scegliere mete ad alta quota o ad alte latitudini per sfuggire alle ondate di calore e vivere un’estate all’insegna del benessere.
Le temperature record registrate negli ultimi anni hanno cambiato le abitudini di molti viaggiatori. Se un tempo il Mediterraneo era il sogno delle vacanze estive, oggi sempre più persone guardano verso il Nord Europa, le montagne e le grandi foreste, alla ricerca di giornate piacevoli, aria pulita e notti fresche.
Ecco dodici destinazioni europee perfette per una “vacanza al fresco”.

Isole Lofoten
1 – (Norvegia)
Montagne che si tuffano nel mare, piccoli villaggi di pescatori e il sole di mezzanotte.
Le Lofoten rappresentano l’essenza della coolcation.
Anche in piena estate le temperature oscillano generalmente tra i 12 e i 18 °C, con 24 ore di luce al giorno ideali per trekking, kayak e fotografia naturalistica.
Da non perdere: Reine, Henningsvær e le spiagge di Ramberg.

2 – Fiordi della Norvegia
Geirangerfjord, Nærøyfjord e Sognefjord offrono alcuni dei paesaggi più spettacolari del continente.
Navigare tra le pareti rocciose, le cascate e i ghiacciai significa vivere un’estate completamente diversa da quella mediterranea con le temperature che oscillano fra i 14-20 °C e le circa 20 ore di luce.

3 – Lapponia finlandese
D’estate il sole non tramonta quasi mai.
La Lapponia sorprende con foreste infinite, laghi cristallini e una natura quasi incontaminata. Le temperature raramente superano i 22 °C e solitamente oscillano fra i 13 e i 22° per 24 ore di luce.
È il luogo ideale per escursioni, pesca e canoa.

le cascate di Kirkjufellsfoss
4 – Islanda
Vulcani, ghiacciai, geyser e cascate. L’Islanda è forse la destinazione simbolo delle coolcation.
Qui il clima resta fresco anche a luglio e agosto con temperature fra i 10-15 ° e circa 18.21 ore di luce.Ogni giorno regala paesaggi completamente diversi.
Un bagno nella Laguna Blu diventa ancora più suggestivo quando l’aria è frizzante.

5 – Faroe (Danimarca)
Diciotto isole sospese tra Scozia e Islanda.
Le Faroe sono ancora poco conosciute dal turismo di massa e rappresentano una delle mete più affascinanti per chi cerca silenzio, trekking e panorami mozzafiato e temperature miti fra 11-15 °C e circa 17-20 ore di luce in estate.

6 – Highlands (Scozia)
Castelli, brughiere, laghi e distillerie di whisky.
Le Highlands scozzesi offrono una delle estati più piacevoli d’Europa, con temperature che difficilmente raggiungono i 25 ° e normalmente si assestano fra i 13-20 °c.
Da non perdere il misterioso Loch Ness e l’Isola di Skye.
7 – Dolomiti (Italia)
Non serve lasciare il nostro Paese.
Le Dolomiti sono una delle migliori destinazioni europee per chi desidera una vacanza fresca (le temperature difficilmente superano i 24 gradi) senza rinunciare alla buona cucina e all’ospitalità italiana.
Laghetti alpini, rifugi e sentieri rendono ogni giornata diversa.
8 – Alpi Svizzere
Zermatt, Saas-Fee, Grindelwald e la regione della Jungfrau rappresentano un paradiso per gli amanti della montagna e del fresco con temperature che oscillano dai 14 ai 22 °.
Qui si può persino camminare sui ghiacciai anche in estate.

9 – Slovenia
Il Parco Nazionale del Triglav e il Lago di Bohinj rappresentano il volto più autentico della Slovenia.
Boschi, fiumi smeraldo come l’Isonzo e la sua bellissima vallata e temperature miti che difficilmente anche qui suoerano i 24° centigradi e fanno di questo piccolo Paese una delle sorprese europee.
10 – Tirolo austriaco
Le vallate del Tirolo sono perfette per escursioni, bicicletta e benessere.
Ogni paese sembra uscito da una cartolina, con chalet in legno, pascoli e montagne che superano i tremila metri.

11 – Pirenei francesi
Meno affollati delle Alpi, custodiscono laghi glaciali, cascate e piccoli villaggi di montagna.
Una meta ideale per chi desidera un turismo lento.
12 – Transilvania (Romania)
Foreste immense, castelli medievali e montagne dei Carpazi.
La Transilvania offre estati piacevoli, prezzi contenuti e un patrimonio culturale ancora poco conosciuto. Un’alternativa sorprendente alle destinazioni più turistiche.
Perché scegliere una coolcation?
Le vacanze al fresco non significano soltanto temperature più basse. Significano: dormire meglio; fare attività all’aperto anche nelle ore centrali; respirare aria più pulita; evitare il sovraffollamento delle spiagge; vivere un turismo più sostenibile.
Sempre più studi mostrano come il caldo estremo influenzi la qualità del sonno, le prestazioni fisiche e persino il benessere psicologico. Le destinazioni dal clima mite permettono di vivere la vacanza con ritmi più rilassati.
Il gusto: sapore del Nord: zuppa di salmone norvegese
Se c’è un piatto che racconta l’anima delle coolcation nordiche è la fiskesuppe, la tradizionale zuppa di salmone.
Preparata con salmone fresco, patate, porri, panna e aneto, rappresenta uno dei comfort food più amati della Scandinavia.

Il viaggio del futuro potrebbe essere al fresco
Per decenni abbiamo inseguito il sole. Oggi, con estati sempre più torride, il desiderio sembra essersi invertito.
Le coolcation non sono una semplice moda, ma il segnale di un nuovo modo di viaggiare: più lento, più sostenibile e più attento al benessere.
Forse il vero lusso dell’estate non è una spiaggia affollata a quaranta gradi, ma una passeggiata lungo un fiordo norvegese, una notte sotto il sole di mezzanotte o una cena in un rifugio alpino, con una coperta sulle spalle e l’aria fresca che entra dalla finestra.
La coolcation perfetta: cosa mettere in valigia
Se scegli una vacanza al fresco, dimentica l’idea di portare solo costumi e infradito. Nello zaino non dovrebbero mai mancare: una giacca impermeabile e antivento; un pile o una felpa per la sera; scarponcini o scarpe da trekking; uno zaino leggero per le escursioni; una borraccia riutilizzabile; occhiali da sole e crema solare: anche con temperature miti, i raggi UV sono intensi, soprattutto in quota.
Lo sapevi?
Secondo le principali piattaforme di prenotazione turistica e diversi osservatori del settore, le ricerche online legate alle “coolcation” sono cresciute rapidamente negli ultimi anni.
Sempre più viaggiatori, soprattutto famiglie e over 50, scelgono montagne, fiordi e regioni nordiche per evitare le ondate di calore, privilegiando esperienze a contatto con la natura, escursioni, benessere e un turismo più lento.
si bruni
Lug 10, 2026 | Territori
C’è un luogo dove il profumo del mare si mescola a quello del tartufo, dove i campanili veneziani si specchiano nell’Adriatico e le colline ricordano la Toscana, mentre le insegne parlano croato, italiano e sloveno.
È l’Istria, una penisola che sorprende passo dopo passo e che regala un viaggio fatto di storia, natura e sapori autentici.
Basta attraversare il confine nord-orientale dell’Italia per ritrovarsi in una terra che nei secoli è stata romana, veneziana, asburgica e jugoslava. Ogni dominazione ha lasciato un segno, rendendo l’Istria una delle regioni culturalmente più affascinanti d’Europa.
Il nostro itinerario parte dalla costa per poi addentrarsi nell’entroterra, tra borghi medievali, vigneti e foreste ricche di tartufi.
L’Istria è uno di quei luoghi che sorprendono senza fare rumore. Una penisola sospesa tra Mediterraneo ed Europa centrale, dove le pietre raccontano la storia di Romani, Veneziani e Asburgo, i campanili dominano piccoli porti di pescatori e i profumi del tartufo e della Malvasia accompagnano il viaggio nell’entroterra.
Da Rovigno a Pola, da Motovun a Parenzo, questo itinerario di cinque giorni conduce alla scoperta di un territorio autentico, ricco di tradizioni, sapori e paesaggi che conquistano in ogni stagione.

Rovigno
Prima tappa: Rovigno, la perla dell’Istria
La prima emozione arriva davanti al profilo di Rovigno, uno dei borghi più belli dell’Adriatico.
Le case color pastello sembrano emergere direttamente dal mare, mentre il dedalo di vicoli acciottolati conduce fino alla chiesa di Sant’Eufemia, il punto panoramico più suggestivo della città.
Qui il tempo sembra essersi fermato ai secoli della Serenissima Repubblica di Venezia, che governò queste coste per quasi cinquecento anni. Ancora oggi molti abitanti parlano italiano e il leone di San Marco compare su palazzi e porte antiche.
Una curiosità? Secondo la tradizione, il sarcofago di Sant’Eufemia arrivò miracolosamente sulle coste di Rovigno nell’VIII secolo, trasportato dal mare. Da allora la santa è la patrona della città.
Al tramonto il lungomare si anima di artisti, pescatori e piccoli locali dove assaporare un bicchiere di Malvasia istriana guardando il sole tuffarsi nell’Adriatico.

veduta aerea di Pola
Pola e il suo anfiteatro romano
Proseguendo verso sud si raggiunge Pola, città che custodisce uno dei monumenti romani meglio conservati al mondo: l’Arena, costruita nel I secolo d.C. durante il regno dell’imperatore Vespasiano.
Con i suoi oltre ventimila posti, è il sesto anfiteatro romano più grande esistente e ancora oggi ospita concerti, spettacoli e festival cinematografici.
Passeggiando nel centro storico si incontrano l’Arco dei Sergi, il Tempio di Augusto e il Foro, testimonianze di un passato che continua a vivere tra caffè e mercatini.

il borgo fi Montona
Il cuore verde dell’Istria
Lasciata la costa, l’Istria cambia volto.
Le colline diventano morbide, i filari di vite disegnano il paesaggio e i boschi nascondono uno dei tesori gastronomici più preziosi della regione: il tartufo bianco.
La tappa è Motovun (Montona), un magnifico borgo medievale arroccato su una collina da cui si domina tutta la valle del fiume Quieto.
Qui si respira un’atmosfera quasi toscana, con mura possenti, piccole piazze e terrazze panoramiche. Ogni autunno il paese ospita eventi dedicati al tartufo che attirano appassionati da tutta Europa.
Poco distante si estende la Foresta di Motovun, uno dei principali habitat del tartufo bianco istriano, spesso paragonato per qualità al celebre tartufo di Alba.

Groznjan-Griignano
Grožnjan, il paese degli artisti
A pochi chilometri si incontra Grožnjan (Grisignana). Negli anni Sessanta questo borgo rischiava l’abbandono, ma un progetto culturale lo ha trasformato in una cittadina d’arte.
Oggi le sue antiche case ospitano atelier, gallerie, botteghe artigiane e scuole di musica.
Passeggiare tra i suoi vicoli significa incontrare pittori al lavoro, musicisti che provano un concerto e artigiani che lavorano ceramica, legno e vetro.
Durante l’estate il paese diventa un enorme laboratorio artistico a cielo aperto.

Parenzo
Parenzo e la basilica Eufrasiana
L’ultima tappa conduce a Parenzo, elegante città costiera famosa per la Basilica Eufrasiana, dichiarata Patrimonio Mondiale Unesco..
I mosaici bizantini del VI secolo sono tra i meglio conservati del Mediterraneo e rappresentano una delle più importanti testimonianze dell’arte paleocristiana europea.
Passeggiando lungo il Decumano, l’antica strada romana, si incontrano palazzi gotici, botteghe storiche e piccoli ristoranti dove gustare il meglio della cucina istriana.
Le tradizioni dell’Istria
L’Istria è una terra di confine anche nelle tradizioni. Qui convivono culture slave, italiane e mitteleuropee.
Le feste popolari celebrano ancora la vendemmia, la raccolta delle olive, il tartufo e la pesca. Tra i prodotti simbolo troviamo: l’olio extravergine d’oliva, considerato tra i migliori al mondo; la Malvasia istriana; il Terrano, vino rosso intenso; il prosciutto istriano stagionato senza affumicatura; i formaggi di pecora e gli asparagi selvatici.
10 curiosità sull’Istria che forse non conosci
1. Qui si parla anche italiano
L’Istria è ufficialmente bilingue in molti comuni. In città come Rovigno, Parenzo, Umago e Cittanova l’italiano è lingua co-ufficiale insieme al croato, eredità di una storia lunga secoli
2. L’Arena di Pola è una delle megliori conservate al mondo
Costruita nel I secolo d.C., è tra i sei anfiteatri romani più grandi ancora esistenti. Ancora oggi ospita concerti, opere liriche e il celebre Pula Film Festival.
3. L’olio extravergine istriano è tra i migliori del pianeta
Da oltre dieci anni l’Istria viene regolarmente inserita dalla guida internazionale Flos Olei tra le migliori regioni olivicole del mondo. Il clima e il terreno ricco di minerali regalano oli dal profumo intenso e dal gusto equilibrato.
4. Nei boschi cresce uno dei tartufi bianchi più pregiati d’Europa
La Foresta di Motovun è famosa per il tartufo bianco istriano, spesso paragonato a quello di Alba. Nel 1999 qui venne trovato un tartufo gigante di oltre un chilogrammo, entrato nel Guinness dei Primati.
5. L’Istria era la “Toscana dell’Impero Austro-Ungarico”
Durante il dominio asburgico era una delle mete di villeggiatura preferite dall’aristocrazia viennese, attratta dal clima mite e dalle eleganti località costiere.
6. Esiste una città degli artisti
Grožnjan (Grisignana) conta poco più di un centinaio di abitanti ma ospita decine di atelier, gallerie d’arte e laboratori artigiani. In estate le sue strade diventano un palcoscenico a cielo aperto per musicisti e artisti internazionali.
7. Qui sono passati Romani, Veneziani e Asburgo
Ogni epoca ha lasciato il proprio segno. In pochi chilometri si passa da anfiteatri romani a campanili veneziani, fino ai palazzi in stile austro-ungarico.
8. Le impronte dei dinosauri esistono davvero
Nel Parco Nazionale delle isole Brioni sono state rinvenute oltre duecento impronte fossili di dinosauro risalenti a circa 130 milioni di anni fa.
9. La Malvasia istriana è uno dei vini simbolo della Croazia
Profumata, fresca e minerale, accompagna perfettamente il pesce dell’Adriatico, gli asparagi selvatici e il tartufo.
10. L’Istria è una destinazione per tutte le stagioni
L’estate regala spiagge e mare cristallino, ma primavera e autunno sono ideali per esplorare i borghi medievali, partecipare alla raccolta del tartufo, percorrere itinerari cicloturistici e degustare vini e prodotti locali senza il turismo di massa.
Il viaggio che resta nel cuore
L’Istria non è soltanto una meta balneare.
È un mosaico di popoli, lingue e tradizioni che convivono da secoli. È il luogo dove l’Europa centrale incontra il Mediterraneo, dove ogni borgo custodisce una storia e ogni tavola racconta il legame profondo con la terra.
Un viaggio qui non significa soltanto visitare una destinazione, ma attraversare una cultura fatta di ospitalità, sapori autentici e paesaggi capaci di sorprendere in ogni stagione.
Lug 8, 2026 | Territori
Luglio è spesso sinonimo di spiagge affollate, parcheggi introvabili e lunghe code sotto il sole. Eppure, in Italia esistono ancora angoli di costa dove il mare conserva la sua autenticità e il turismo di massa non ha ancora preso il sopravvento.
Piccoli borghi marinari, calette raggiungibili a piedi o in barca e litorali immersi nella natura permettono di vivere una vacanza rilassante anche nel pieno della stagione estiva. Ecco dieci destinazioni da mettere in agenda.

Scilla
1 – Scilla (Calabria)
Affacciata sullo Stretto di Messina, Scilla è uno dei borghi più affascinanti del Sud Italia. Il quartiere di Chianalea, con le case costruite direttamente sul mare, regala atmosfere uniche.
Le spiagge sono ampie e il mare è limpido, soprattutto nelle prime ore del mattino. Ideale per: coppie e amanti dei borghi storici.
2 – Marina di Pisciotta (Campania)
Nel cuore del Cilento, questa località conserva un ritmo lento e autentico. La costa alterna spiagge di ciottoli e piccole insenature, mentre il borgo medievale domina il mare dall’alto.
Da non perdere: il tramonto sul porto e l’olio extravergine prodotto dagli ulivi secolari.
3 – Porto Pino (Sardegna)
Lontana dalle località più mondane della Sardegna, Porto Pino sorprende con dune di sabbia bianca, pinete e un mare dai colori caraibici.
Nonostante la bellezza del luogo, gli spazi sono talmente ampi da non dare mai una sensazione di eccessivo affollamento.

Punta Aderci
4 – Punta Aderci (Abruzzo)
Una delle riserve naturali più belle dell’Adriatico. Qui la natura è protagonista: spiagge selvagge, sentieri panoramici e acque trasparenti fanno dimenticare rapidamente il caos delle località più turistiche. Perfetta per: chi ama trekking e mare nella stessa giornata.
5 – Maratea (Basilicata)
Con oltre trenta chilometri di costa e numerose calette raggiungibili anche in barca, Maratea offre panorami spettacolari senza le folle tipiche di altre mete più celebri.

6 – Sirolo (Marche)
La Riviera del Conero custodisce alcune delle spiagge più belle dell’Adriatico.
Pur essendo conosciuta, basta allontanarsi dalle spiagge principali o scegliere gli orari meno frequentati per godersi un mare cristallino e una natura rigogliosa.
7 – Torre Guaceto (Puglia)
Chi cerca il Salento più autentico dovrebbe puntare sulla riserva naturale di Torre Guaceto.
L’accesso regolamentato e la tutela ambientale mantengono l’area tranquilla anche nei mesi più caldi.
8 – Baia di Ieranto (Campania)
Raggiungibile soltanto a piedi attraverso un sentiero panoramico, questa baia all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella offre acque trasparenti e un’atmosfera decisamente più rilassata rispetto alle vicine località della Costiera Amalfitana.

Sampieri
9 – Sampieri (Sicilia)
Un lungo arenile dorato, poche costruzioni e una natura ancora protagonista.
Sampieri, nel ragusano, è una meta ideale per chi desidera una Sicilia meno turistica ma ricca di fascino.
10 – Riva di Ugento (Puglia)
A pochi chilometri dalle spiagge più famose del Salento si trovano lunghi tratti di costa immersi nella macchia mediterranea, dove è ancora possibile trovare spazio anche nel mese di luglio.
Come evitare la folla anche in alta stagione
Anche scegliendo una località meno conosciuta, alcuni piccoli accorgimenti possono fare la differenza: preferire le spiagge al mattino presto o nel tardo pomeriggio; visitare le calette raggiungibili con brevi passeggiate; evitare il weekend, privilegiando i giorni feriali; soggiornare nei borghi vicini invece che nelle località più rinomate; scegliere aree naturali protette, dove gli accessi sono spesso contingentati.
Non sempre è necessario partire per destinazioni esotiche per trovare mare cristallino e tranquillità. L’Italia custodisce ancora numerose perle poco conosciute, capaci di offrire paesaggi spettacolari, autenticità e ritmi lenti anche nel mese di luglio.
Con un pizzico di curiosità e la voglia di uscire dai percorsi più battuti, è possibile riscoprire un turismo più sostenibile e vivere il mare in modo davvero rilassante.