Grande successo per la Coppa Italia di rafting sul torrente Lima

Grande successo per la Coppa Italia di rafting sul torrente Lima

Grande successo a  Bagni di Lucca per la Coppa Italia di rafting che si è svolta sul torrente Lima: come previsto dal calendario della Federazione Nazionale Rafting, nel fine settimana appena trascorso del 3 e 4 dicembre nelle specialità Slalom e Discesa.

La manifestazione ha visto la partecipazione di 60 equipaggi con più di 100 atleti provenienti da tutta Italia, da nord a sud.
I team presenti si sono sfidati in un’avvincente competizione lungo le acque cristalline del torrente Lima luogo vocto dell’Appennino per gli appassionati di questo sport.
L’organizzazione ed il Campo Slalom sono stati allestiti in località Cevoli e al termine della due giorni, presso la Sala Rosa di piazza dei Forestieri a Bagni di Lucca, sono stati assegnati i titoli di Campioni d’Italia delle diverse categorie in gara: giovanili, senior e master.

L’evento, che ha fatto registrare un grande successo di partecipazione e di contenuti in termini sportivi e di sostenibilità, è stato possibile grazie alla collaborazione tra Comune di Bagni di LuccaFederazione Italiana RaftingEnel Green Power, associazioni sportive di rafting presenti in Val di Lima affiliate e aggregate alla Federazione.

Durante le due giornate Enel Green Power ha gestito gli impianti di Lima e Sperando in modo da garantire la portata di acqua utile allo svolgimento delle gare nel tratto del torrente Lima interessato, consentendo ai partecipanti di svolgere l’attività nelle condizioni ideali nel rispetto dell’ecosistema fluviale favorendo così la riuscita della Coppa Italia di Rafting.

All’iniziativa erano presenti il vicesindaco di Bagni di Lucca Sebastiano Pacini, i consiglieri comunali delegati Silvano Salotti e Maria Barsellotti, i rappresentanti della Federazione Italiana Rafting e delle Associazioni sportive locali, i responsabili Hydro Enel Green Power.

 creare valore condiviso in collaborazione con le Istituzioni. Un’attività che fa parte del più ampio contesto internazionale e italiano, che anche in Toscana vede Enel tra i leader della transizione energetica in chiave di sostenibilità e di economia circolare.

Un libro per scoprire il Casentino

Un libro per scoprire il Casentino

Una passeggiata insolita nel territorio casentinese tra storia, arte, personaggi, leggende e curiosità.
Questo è Curiosando in Casentino, il volume illustrato che Luigi De Concilio ha dato alle stampe per l’editrice Sarnus.

De Concilio, fiorentino, è stato a lungo responsabile della comunicazione all’Enel. Nel 2019 ha pubblicato con Sarnus il fortunato Firenze bizzarra, ristampato dopo soli tre mesi dall’uscita.

La sua nuova fatica è dedicata a un’area vasta e bellissima del territorio toscano che da sempre è terra di poeti e di artisti, di letterati e di studiosi.
Il libro ce ne racconta il passato frugando nella storia antica e nella fede, nel costume e nelle tradizioni popolari, nelle leggende, nei misteri e nei segreti di castelli, pievi e torri.

A Stia scopriremo uno spettacolo simile alla corrida chiamato “caccia del toro”, passeremo davanti ai tabernacoli del vino di Pratovecchio, impareremo qualcosa sul Tridente di San Pietro nella chiesa di Romena, sulle origini massoniche degli scalpellini a Strada e sulle antiche ruggini tra Poppi e Bibbiena.
Incontreremo un Dante Alighieri insolitamente donnaiolo e tanti altri personaggi illustri come Lorenzo il Magnifico, Michelangelo e Pico della Mirandola, che ci accompagneranno in un viaggio ricco di sorprese e di curiosità che neanche i casentinesi conoscono.

Nasce con una “rivoluzione” l’associazione viticoltori di Montespertoli

Nasce con una “rivoluzione” l’associazione viticoltori di Montespertoli

E’ nata a novembre a Montespertoli una nuova associazione di viticoltori in Toscana. L’ennesima verrebbe voglia di dire in un mondo che, escluso gli esperti e gli appassionati, fatica a identificarsi costringendo il neofita a  districarsi fra una moltitudine non sempre ben variegata di consorzi e associazioni

In controtendenza in un mondo globalizzato dove gli esperti del markerting consigliano di vendersi sul mercato internazionale sfruttando le potenzialità di nomi evocativi come “Toscana” e “Chianti” noti in tutto il mondo presso il Museo della Vite e del Vino di Montespertoli e alla presenza  del Sindaco Alessio Mugnaini e di un ristretto gruppo di giornalisti e operatori di settore è stata presentata ufficialmente l’Associazione dei Viticoltori di Montespertoli.

L’Associazione all’atto della costituzione dello scorso maggio contava già 17 aziende del territorio che hanno aderito al “Patto del Viticoltore di Montespertoli”, con l’obiettivo comune di promuovere e formare una nuova figura di viticoltore: un artigiano che coltivi e trasformi le proprie uve all’interno del comune di Montespertoli e, così facendo, tuteli non soltanto il proprio vino e il vigneto dal quale lo produce ma, allo stesso tempo, anche il paesaggio, il territorio, la cultura.

E’ vero che Montespertoli è uno dei comuni più vitati della Toscana con una tradizione millenaria in ambito vitivinicolo legato al nome Chianti che va oltre le mode e la bordolese, ma è altrettanto vero che Montespertoli intende con questa mossa “smarcarsi” e fare “repubblica vinicola” a se.
Una grande ambizione per un comune di poco più di 13.000 abitanti che evidentemente non si riconosce nel consorzio Chianti fino in fondo anche perché l’obiettivo di riportare (come si legge in comunicato stampa “di riportare l’attenzione di tutti, soprattutto, sugli aspetti qualitativi legati a questi luoghi, caratterizzati come sono da quella straordinaria biodiversità – vigneti, seminativi, oliveti, bosco – che concorre alla bellezza della campagna toscana.” è formato di tante belle parole che nel concreto non si differenziano dagli obiettivi di tante altre associazioni e consorzi.

Questa volontà di recuperare tipicità e autenticità (quello che i francesi chiamano terroir) pare però la scoperta dell’acqua calda e troviamo che sia davvero poco di rivoluzionario ma anzi un atto dovuto condito di concretezza e lungimiranza ambientale pensare a un vino che si rinnova nel recupero della tradizione.

Giulio Tinacci, Presidente dell’Associazione, durante la conferenza di presentazione ha affermato che: “oggi è un giorno importante per il vino a Montespertoli e diamo dignità e importanza al lavoro di tutti noi così come al territorio che, ogni giorno, abbiamo l’orgoglio e l’onere di custodire. Esattamente un anno fa, proprio in questa sala, una manciata di produttori ha iniziato a parlarsi e confrontarsi. Ed è proprio dal confronto che nascono le cose più belle come quello che è stato il nostro percorso”.

Una netta presa di posizione che conferma che da oggi in poi Montespertoli nel vino farà repubblica a se.

Le aziende aderenti all’associazione: Podere all’Anselmo, Tenuta Barbadoro, Casa di Monte, Tenuta Coeli Aula, Le Fonti a San Giorgio, Podere Ghisone, Podere Guiducci, Fattoria La Leccia, La Lupinella, Marzocco di Poppiano, Montalbino, Tenuta Moriano, Fattorie Parri, La Querce Seconda, Tenuta Ripalta, Castello Sonnino e Valleprima.

C’è ancora tempo per vedere il fall foliage. Ecco dove

C’è ancora tempo per vedere il fall foliage. Ecco dove

La lunga estate 2022 ha allungato la stagione per ammirare il fall foliage e quindi, per chi ama emozionarsi con la natura questo autunno è il momento migliore per andar per boschi.
É la stagione di quello che gli americani chiamano “fall foliage”, ovvero il periodo dell’anno in cui è visibile lo spettacolo unico dei boschi che, con effetti cromatici intensi, si trasformano in mille sfumature di rossi, gialli, verdi e arancioni.

Dove ammirarlo nel mondo?

Oltreoceano questo fenomeno naturale è da anni un appuntamento imperdibile per fotografi, pittori, scrittori e semplici amanti della natura. Da noi ammirare la caduta delle foglie è passatempo recente.
Gli itinerari classici nel mondo sono molti. Dal Canada agli Stati Uniti, dall’Europa alpina al Caucaso per finire in Giappone.

In Europa: i laghi di Plivitce

Sedici laghi in un bellissimo parco nazionale croato collegati tra loro da numerose cascate che attirano d’estate moltissimi turisti.
Fra passerelle di legno a pelo d’acqua, un trenino panoramico e silenziosi battelli elettrici potrete ammirare le bellissime sfumature di questo parco Patrimonio Unesco già nel 1979. Il contrasto tra le acque smeraldo e i toni autunnali delle foreste rende imperdibile questo fall foliage.

Anteprima di “Ruska”

Ruska in lingua finlandese significa cambio di colore delle foglie in autunno. La nostra destinazione in questo paese è oltre il circolo polare artico. Ci aspetta la Lapponia dove l’autunno dura poco e gioca d’anticipo. Solo a settembre qui si può ammirare il foliage. Se siete fortunati potreste anche vedere l’aurora boreale. In autunno, con l’aumentare delle ore di buio si inizia infatti a vedere le prime.

Una passeggiata nei parchi di Tokyo

La stagione autunnale è un ottimo momento per visitare il Giappone e godersi le sfumature degli aceri. E senza allontanarsi da Tokyo. Per vivere le atmosfere autunnali basta andare in uno dei numerosissimi parchi della capitale, fra tutti il bellissimo Ueno.

Nella Valle della Loira o nei vigneti del Chianti Classico?

Non solo boschi. Incredibile è visitare vigneti e castelli in autunno. Subito dopo la vendemmia i filari cominciano ad assumere sfumature uniche di rossi e gialli che regalano agli occhi un quadro indimenticabile pennellato su colline famose.
Il consiglio è percorrere le strade del vino. Per gli appassionati dei vini internazionali consigliamo la zona della Loira per chi ama rimanere entro i nostri confini consigliamo le colline del Chianti Classico.

Nelle Dolomiti, ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo

Il foliage si manifesta in tutto il suo splendore anche sulle Dolomiti. In tutta la zona fra Trentino e Veneto i boschi sono particolarmente belli, ma la Val Fiscalina, piccola e stretta al fianco della Val Pusteria e all’interno del Parco delle Tre Cime di Lavaredo, peraltro interdetta alle auto, regala sfumature color oro incredibili.

Amiata: il monte sacro degli Etruschi in autunno

In Toscana da non perdere un escursione sul Monte Amiata, raggiungibile anche con lo speciale treno a vapore fra profumi di castagne e ruscelli in occasione di “Amiata Autunno” è il luogo ideale della Toscana centro meridionale.

Appena fuori Firenze

Senza muoversi troppo dalla città è possibile perdersi nella magia dei boschi d’autunno per ammirare il foliage nei boschi di Vallombrosa che circondano la millenaria Abbazia e nell’altopiano del Pratomagno andando verso Il Casentino.

Fra le Foreste Sacre

Il Parco delle Foreste Casentinesi fra Toscana e Romagna al fall foliage dedica addirittura un festival.
Non a caso il parco è considerato il più colorato d’Italia. Il festival si è svolto a ottobre ma ancora tante sono le occasioni di immergersi nella magi dei colori infiniti.

A Firenze città

Per chi ama ammirare lo spettacolo unico del foliage Toscana ci sono ottime occasioni  d’incantarsi ad ammirare le sfumature dell’autunno anche senza allontanarsi da Firenze ma semplicemente andando in alcuni parchi cittadini.
Tanti giochi di colore si possono trovare nel più grande parco cittadino, quello delle Cascine.
Oltre 130 ettari di sfumature di verdi che corrorono parallelamente al fiume Arno.
Tantissime sono le tipologie di alberi che caratterizzano il parco e che regalano un paesaggio tipico di bosco autunnale in città. Si possono trovare enormi alberi di pioppi, platani, ippocastani, querce, lecci e perfino il bellissimo bosco di cedri dell’Atlante.

Un’altra meta imperdibile è vicino a San Miniato e al Piazzale Michelangelo il giardino del Bobolino molto noto fra i fotografi da matrimonio che spesso lo scelgono come scenario.
Fra le curve che salgono al piazzale pare incorniciare un paesaggio da sogno incastonato dai profili di Firenze. Un parco all’inglese formato da tre giardini adornati da alberi maestosi spesso storici e anche due belle vasche rinascimentali e una grotta. Da ammirare sua maestà ovvero l’ultracentenario Cedro dell’incenso chiamato anche “albero dei cornuti” a causa della sua particolare forma.

A Firenze sud da non perdere il parco di Villa Favard a Rovezzano dove l’illuminata Baronessa Favard negli anni di Fiirenze capitale d’Italia chiamò a se Giuseppe Poggi, l’architetto paesaggista che stava trasformando la città coi moderni boulevard e lo spettacolare percorso del viale dei Colli con le Rampe e le sue fontane per realizzare uno straordinario giardino dove giganteggiano alberi spettacolari fra cui un centenario cedro del Libano.

 

Champagne & Foie Gras, il connubio più spumeggiante per le feste

Champagne & Foie Gras, il connubio più spumeggiante per le feste

Si intitola “J’adore” la serata in programma mercoledì 23 novembre al Dolce Emporio, boutique gourmet in Oltrarno (Borgo San Frediano 128/r), dalle ore 18 alle 21. Tre calici fuori dal comune abbinati a tre goduriosi assaggi della linea Fiori di Spezie, più uno champagne “da meditazione”, per scoprire nuove sfumature del gusto e iniziare a scrivere la wish list natalizia.

La Maison Philippe Gonet, nata nel 1910, si trova a Mesnil-sur-Oger, nel cuore della blasonata Côte des Blancs, zona collinare a sud della Marna, dove si coltiva principalmente Chardonnay. La famiglia Gonet vanta una storia di sei generazioni di viticoltori ed è ancora una realtà strettamente familiare. Oggi sono Chantal e Pierre Gonet a condurre l’azienda, estesa su 20 ettari, suddivisi in 35 parcelle e in 8 villages differenti. Pierre segue la vigna, la cantina e tutta la produzione, mentre Chantal si occupa della commercializzazione. I Blanc de Blancs rappresentano la migliore espressione della casata. Gli champagne ‘sans année’ affinano in bottiglia per almeno tre anni, i millesimati un minimo di cinque; Belemnita almeno 10 anni.

Mercoledì 23 al Dolce Emporio sarà possibile assaggiare lo Champagne Brut Reserve con Fuà al Naturale, Champagne 3210 Extra Brut Blanc de Blancs Mgm abbinato a Fuà con Scorzette di Cedro Candite e Pepe Bianco di Sarawak, Champagne Roy Soleil Blanc de Blancs Gran Cru Mgm insieme a Fuà con Nespole Candite e Zenzero. In degustazione anche la Cuvée TER Noir, champagne “da meditazione” che ben esprime lo stile e l’espressività degli champagne di ultima generazione dell’azienda.

La collezione TER nasce dall’assemblaggio delle migliori parcelle di 3 differenti terroir, accuratamente selezionate per ogni cuvée. La forma della bottiglia è la fedele riproduzione di una in vetro soffiato del XVIII secolo trovata nelle cantine della maison Gonet. La vinificazione avviene in botti di rovere da 60 HL per apportare complessità e profondità ai vini. Senza fermentazione malolattica, dosate extra-brut 3 gr/l. Nel rispetto per il terroir, le vigne da dove provengono le uve non sono state mai trattate con insetticidi o pesticidi.

Il Foie Gras Fuà, invece, è il fiore all’occhiello della linea Fiori dei Spezie, firmata dallo chef Fabio Barbaglini. Intensità aromatica e ricerca costante fanno da filo conduttore a tutta la linea: la ricetta di Fuà, affinata nel corso degli anni e custodita come un prezioso segreto, prevede la marinatura del fegato con Marsala e spezie, che variano a seconda della tipologia. Sale grigio atlantico, pepe di Sechuan, pepe bianco di Sarawak, bacche di coriandolo, curcuma e cardamomo per la versione più naturale; mentre per quelle speciali si aggiungono ingredienti studiati quali vino dolce naturale di Rivesaltes millesimato e affinato con metodo Solera, Pepe di Timut originario del Nepal e frutta candita dell’Antica Confetteria Pietro Romanengo, la più antica d’Italia, attiva a Genova dal 1780. Dopo la marinatura, il torchon viene cotto al vapore, senza aggiunta di conservanti, panna o burro: una procedura che preserva delle contaminazioni e rende il foie gras pronto per essere gustato accompagnato da pochi semplici granelli di sale o da una composta di frutta in grado di esaltarne la naturale dolcezza.

Il costo della degustazione con tre calici abbinati a tre assaggi è di 35 euro a persona, 45 euro con l’aggiunta di un calice di Champagne Ter Noir. Prenotazioni via mail a info@dolcemporio.shop e per telefono al 338 259 6812 (anche Whatsapp).

Bando miglioramento castagneti da frutto. La Regione Toscana finanziate domande per 560mila euro

Bando miglioramento castagneti da frutto. La Regione Toscana finanziate domande per 560mila euro

Sono 20 le domande accolte per progetti di miglioramento dei castagneti da frutto e ad esse andranno i 560mila euro di fondi disponibili.
Grazie a queste risorse, le imprese agricole singole o associate, come individuate dall’articolo 2135 del Codice civile, e quelle iscritte all’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali, previsto dalla legge regionale 39/2000, potranno realizzare i loro interventi con una copertura dell’80 per cento del costo dell’investimento.

Le richieste pervenute sul bando sono state in tutto 75.
“Con queste risorse messe a disposizione dal Ministero, e che abbiamo scelto di indirizzare in particolare al recupero dei castagneti da frutto, diamo prima risposta ad un settore che non ha trovato sufficiente soddisfazione con le risorse del Piano di sviluppo rurale – dichiara la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi -. La decisione punta al miglioramento dei castagneti, alla luce anche della sensibile contrazione delle aziende del settore che, dopo il problema degli attacchi del cinipide, adesso si ripercuote sui futuri assetti dell’equilibrio idrogeologico di sistemi estremamente fragili, quali quelli montani, in cui l’abbandono incide pesantemente sul contesto non solo produttivo, ma anche sociale dei territori. Invece – sottolinea –  il ruolo della castanicoltura nel panorama regionale riveste un ruolo importante non solo per gli aspetti produttivi ed economici, ma anche per quelli ambientali, paesaggistici, sociali, culturali e per la tutela della biodiversità agraria e forestale e le nostre politiche puntano a valorizzarla”.

Le istruttorie delle domande partiranno nei prossimi giorni e si prevede di confermare le assegnazioni alle aziende entro il mese di gennaio 2023.