Il Vitellone Bianco dell’Appennino IGP conquista Napoli a “Gustus”

Il Vitellone Bianco dell’Appennino IGP conquista Napoli a “Gustus”

Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP conquista Gustus, l’expo dei sapori mediterranei che si è tenuto alla Mostra d’oltremare di Napoli da domenica 20 a martedì 22 novembre scorsi. Il Consorzio di tutela, all’interno dello spazio istituzionale nel padiglione 4 – Stand 3088, ha fatto conoscere ai visitatori le caratteristiche della carne bovina certificata “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP” e la qualità garantita dal marchio e dalle attività di controllo del Consorzio sull’intera filiera: dall’allevamento alla macellazione fino alla ristorazione.

Nel corso della manifestazione il Consorzio di tutela, in collaborazione con l’Unione regionale cuochi della Campania ha organizzato presso l’area show cooking sala Federazione Italiana Cuochi due cooking show al giorno dove ha promosso il corretto utilizzo della carne di Vitellone Bianco in cucina.
Ogni cooking show ha visto la presenza del direttore, Andrea Petrini e di uno Chef dell’Unione reginale cuochi che ha preparato una o due ricette con la carne certificata di Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP.

“Per la prima volta  – afferma il direttore del Consorzio di tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP  Andrea Petrini –  siamo stati a Napoli per partecipare a una delle manifestazioni più importanti in Italia, dedicata ai prodotti mediterranei
Un appuntamento che ha richiamato numerosi visitatori, operatori e buyer da tutto il Sud Italia e rappresenta una grande occasione per far conoscere da vicino la qualità della nostra carne, come riconoscerla e come utilizzarla al meglio in cucina.
Questi aspetti sono fondamentali per il nostro Consorzio, impegnato ogni giorno nel controllo dell’intera filiera per garantire allevatori, macellai e consumatori attraverso il rispetto del Disciplinare di produzione e il marchio di qualità IGP che accompagna il nostro prodotto dal 1998”.

Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale ha ottenuto la certificazione IGP nel 1998 ed è stato il primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia, indirizzato a qualificare la carne prodotta dalle razze bovine tipiche dei territori dell’Appennino centrale: Chianina, Marchigiana e Romagnola.
I bovini devono essere nati e allevati nell’area tipica e in aziende assoggettate ai controlli per la verifica del rispetto del disciplinare di produzione. La carne certificata con il marchio “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP” può essere venduta esclusivamente nei punti vendita autorizzati e controllati. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.vitellonebianco.it.

Il consorzio Chianti conquista il Giappone

Il consorzio Chianti conquista il Giappone

Grande ritorno in Asia per il Consorzio Vino Chianti: dopo la missione nelle Americhe, chiusa nei giorni scorsi con l’ultima tappa in Messico, il Consorzio non si ferma e fa rotta ad Est per il “Chianti Lovers Japan Tour 2022”.

Dal 28 novembre al primo dicembre il Consorzio propone ben tre eventi istituzionali di approfondimento sulla denominazione nella terra del Sol Levante: il 28 novembre a Fukuoka, il 29 a Osaka e infine il 1 dicembre, a Tokyo.

Il ricco programma delle tre tappe giapponesi è senza dubbio all’altezza dell’importanza che questo mercato rappresenta per il vino italiano e per l’amore dimostrato nei confronti del Chianti. Tre le masterclass che riaccenderanno i riflettori sulla denominazione: a Fukuoka si esploreranno e proveranno tutte le tipologie di prodotto e zone esistenti, a Osaka e Tokyo, si porrà, invece, l’accento sulla categoria

Riserva attraverso due degustazioni orizzontali delle annate 2018 e 2019, sempre molto apprezzate e didattiche per la loro capacità di comparare correttamente tutte le pregevoli sfumature del Chianti contemporaneo. A tenere gli incontri saranno il noto giornalista Isao Miyajima, specialista del vino e profondo conoscitore dell’Italia, ed il Wine ambassador del Consorzio, Luca Alves.

“Le tappe di Tokyo e di Osaka rappresentano per il Consorzio un ritorno su città già battute negli anni scorsi – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – mentre per la città di Fukuoka si tratta di un primo importante debutto. L’arrivo del Consorzio in questa città del Giappone meridionale ha già fatto registrare un sold out di adesioni, chiaro sintomo di una forte voglia di ripartenza, in un paese che è stato tra gli ultimi a riaprire al turismo e ai visitatori stranieri, dopo quasi tre anni di pandemia e di frontiere chiuse. Questa tournée istituzionale – conclude Busi – rappresenta il preludio al ritorno in grande stile e con aziende al seguito del Consorzio in Giappone, previsto per la prossima primavera”.

Nasce con una “rivoluzione” l’associazione viticoltori di Montespertoli

Nasce con una “rivoluzione” l’associazione viticoltori di Montespertoli

E’ nata a novembre a Montespertoli una nuova associazione di viticoltori in Toscana. L’ennesima verrebbe voglia di dire in un mondo che, escluso gli esperti e gli appassionati, fatica a identificarsi costringendo il neofita a  districarsi fra una moltitudine non sempre ben variegata di consorzi e associazioni

In controtendenza in un mondo globalizzato dove gli esperti del markerting consigliano di vendersi sul mercato internazionale sfruttando le potenzialità di nomi evocativi come “Toscana” e “Chianti” noti in tutto il mondo presso il Museo della Vite e del Vino di Montespertoli e alla presenza  del Sindaco Alessio Mugnaini e di un ristretto gruppo di giornalisti e operatori di settore è stata presentata ufficialmente l’Associazione dei Viticoltori di Montespertoli.

L’Associazione all’atto della costituzione dello scorso maggio contava già 17 aziende del territorio che hanno aderito al “Patto del Viticoltore di Montespertoli”, con l’obiettivo comune di promuovere e formare una nuova figura di viticoltore: un artigiano che coltivi e trasformi le proprie uve all’interno del comune di Montespertoli e, così facendo, tuteli non soltanto il proprio vino e il vigneto dal quale lo produce ma, allo stesso tempo, anche il paesaggio, il territorio, la cultura.

E’ vero che Montespertoli è uno dei comuni più vitati della Toscana con una tradizione millenaria in ambito vitivinicolo legato al nome Chianti che va oltre le mode e la bordolese, ma è altrettanto vero che Montespertoli intende con questa mossa “smarcarsi” e fare “repubblica vinicola” a se.
Una grande ambizione per un comune di poco più di 13.000 abitanti che evidentemente non si riconosce nel consorzio Chianti fino in fondo anche perché l’obiettivo di riportare (come si legge in comunicato stampa “di riportare l’attenzione di tutti, soprattutto, sugli aspetti qualitativi legati a questi luoghi, caratterizzati come sono da quella straordinaria biodiversità – vigneti, seminativi, oliveti, bosco – che concorre alla bellezza della campagna toscana.” è formato di tante belle parole che nel concreto non si differenziano dagli obiettivi di tante altre associazioni e consorzi.

Questa volontà di recuperare tipicità e autenticità (quello che i francesi chiamano terroir) pare però la scoperta dell’acqua calda e troviamo che sia davvero poco di rivoluzionario ma anzi un atto dovuto condito di concretezza e lungimiranza ambientale pensare a un vino che si rinnova nel recupero della tradizione.

Giulio Tinacci, Presidente dell’Associazione, durante la conferenza di presentazione ha affermato che: “oggi è un giorno importante per il vino a Montespertoli e diamo dignità e importanza al lavoro di tutti noi così come al territorio che, ogni giorno, abbiamo l’orgoglio e l’onere di custodire. Esattamente un anno fa, proprio in questa sala, una manciata di produttori ha iniziato a parlarsi e confrontarsi. Ed è proprio dal confronto che nascono le cose più belle come quello che è stato il nostro percorso”.

Una netta presa di posizione che conferma che da oggi in poi Montespertoli nel vino farà repubblica a se.

Le aziende aderenti all’associazione: Podere all’Anselmo, Tenuta Barbadoro, Casa di Monte, Tenuta Coeli Aula, Le Fonti a San Giorgio, Podere Ghisone, Podere Guiducci, Fattoria La Leccia, La Lupinella, Marzocco di Poppiano, Montalbino, Tenuta Moriano, Fattorie Parri, La Querce Seconda, Tenuta Ripalta, Castello Sonnino e Valleprima.

Arriva il “saranno famosi” anche nel vino

Arriva il “saranno famosi” anche nel vino

In un mondo che quasi implode su se stesso, che si trova a corto di fantasia nella nevrotica esigenza di dover sorprendere ad ogni costo e che conduce talvolta a raschiare il fondo del badile delle idee non potevamo privarci del primo talent show in salsa enoica.

Ecco che così dalle polveri di una manifestazione di successo nell’era pre-covid e in un week (quello del 3 e 4 dicembre) che pullula di eventi vinosi (ma perché non consultarsi prima di stabilire le agende?) spunta “Saranno Famosi nel Vino” in programma alla Stazione Leopolda di Firenze.

Ecco così un nuovo format che pescando a piene mani nella tradizione televisiva trash intende mettere insieme i migliori vini italiani creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni.
L’intento è quello di valorizzare oltre 200 etichette emergenti e con grandi ambizioni e di far scoprire al mondo dei wine lovers, buyers, ristoratori e sommelier quello che probabilmente i più curiosi hanno già scoperto.

In una atmosfera nuova, giocosa, ma al tempo stesso seria coordinata da Ais Toscana .l’ambizione come si legge da comunicato è indicare la strada del successo con l’incontro e confronto soprattutto con wine influecer e wine blogger “in un’atmosfera festaiola e leggermente trasgressiva per il mondo del vino”.

Cristiano Cini, presidente AIS Toscana assicura che – il pubblico troverà anche un contest con un test per valutare la propria competenza enologica, un wine tour guidato da sommelier professionisti in una “passerella” nella quale vedremo sfilare le prossime “collezioni” cioè le nuove etichette e le nuove “maison” cioè le cantine appena nate”.

“Saranno Famosi nel Vino” prevede di richiamare circa 5mila visitatori appassionati di vino, operatori e sommelier. Certo è che l’evento incuriosisce ma la stima è decisamente ottimista per un evento inedito che al momento ci fa storcere un po’ la bocca,,,

Champagne & Foie Gras, il connubio più spumeggiante per le feste

Champagne & Foie Gras, il connubio più spumeggiante per le feste

Si intitola “J’adore” la serata in programma mercoledì 23 novembre al Dolce Emporio, boutique gourmet in Oltrarno (Borgo San Frediano 128/r), dalle ore 18 alle 21. Tre calici fuori dal comune abbinati a tre goduriosi assaggi della linea Fiori di Spezie, più uno champagne “da meditazione”, per scoprire nuove sfumature del gusto e iniziare a scrivere la wish list natalizia.

La Maison Philippe Gonet, nata nel 1910, si trova a Mesnil-sur-Oger, nel cuore della blasonata Côte des Blancs, zona collinare a sud della Marna, dove si coltiva principalmente Chardonnay. La famiglia Gonet vanta una storia di sei generazioni di viticoltori ed è ancora una realtà strettamente familiare. Oggi sono Chantal e Pierre Gonet a condurre l’azienda, estesa su 20 ettari, suddivisi in 35 parcelle e in 8 villages differenti. Pierre segue la vigna, la cantina e tutta la produzione, mentre Chantal si occupa della commercializzazione. I Blanc de Blancs rappresentano la migliore espressione della casata. Gli champagne ‘sans année’ affinano in bottiglia per almeno tre anni, i millesimati un minimo di cinque; Belemnita almeno 10 anni.

Mercoledì 23 al Dolce Emporio sarà possibile assaggiare lo Champagne Brut Reserve con Fuà al Naturale, Champagne 3210 Extra Brut Blanc de Blancs Mgm abbinato a Fuà con Scorzette di Cedro Candite e Pepe Bianco di Sarawak, Champagne Roy Soleil Blanc de Blancs Gran Cru Mgm insieme a Fuà con Nespole Candite e Zenzero. In degustazione anche la Cuvée TER Noir, champagne “da meditazione” che ben esprime lo stile e l’espressività degli champagne di ultima generazione dell’azienda.

La collezione TER nasce dall’assemblaggio delle migliori parcelle di 3 differenti terroir, accuratamente selezionate per ogni cuvée. La forma della bottiglia è la fedele riproduzione di una in vetro soffiato del XVIII secolo trovata nelle cantine della maison Gonet. La vinificazione avviene in botti di rovere da 60 HL per apportare complessità e profondità ai vini. Senza fermentazione malolattica, dosate extra-brut 3 gr/l. Nel rispetto per il terroir, le vigne da dove provengono le uve non sono state mai trattate con insetticidi o pesticidi.

Il Foie Gras Fuà, invece, è il fiore all’occhiello della linea Fiori dei Spezie, firmata dallo chef Fabio Barbaglini. Intensità aromatica e ricerca costante fanno da filo conduttore a tutta la linea: la ricetta di Fuà, affinata nel corso degli anni e custodita come un prezioso segreto, prevede la marinatura del fegato con Marsala e spezie, che variano a seconda della tipologia. Sale grigio atlantico, pepe di Sechuan, pepe bianco di Sarawak, bacche di coriandolo, curcuma e cardamomo per la versione più naturale; mentre per quelle speciali si aggiungono ingredienti studiati quali vino dolce naturale di Rivesaltes millesimato e affinato con metodo Solera, Pepe di Timut originario del Nepal e frutta candita dell’Antica Confetteria Pietro Romanengo, la più antica d’Italia, attiva a Genova dal 1780. Dopo la marinatura, il torchon viene cotto al vapore, senza aggiunta di conservanti, panna o burro: una procedura che preserva delle contaminazioni e rende il foie gras pronto per essere gustato accompagnato da pochi semplici granelli di sale o da una composta di frutta in grado di esaltarne la naturale dolcezza.

Il costo della degustazione con tre calici abbinati a tre assaggi è di 35 euro a persona, 45 euro con l’aggiunta di un calice di Champagne Ter Noir. Prenotazioni via mail a info@dolcemporio.shop e per telefono al 338 259 6812 (anche Whatsapp).

L’olio IGP si tinge di rosa, testimonial al femminile per la Toscana di qualità

L’olio IGP si tinge di rosa, testimonial al femminile per la Toscana di qualità

Il Toscano IGP tinge di rosa la Toscana dell’olio extravergine di qualità. Al via la nuova campagna immagine del Consorzio di Tutela dell’extravergine Toscano IGP che punta sulla gentilezza, l’eleganza e la determinazione delle olivicoltrici.
I volti sono quelli di Anna Maria, Elena, Francesca  e Viviana, donne reali che vivono le loro aziende nella quotidianità e che appartengono al Consiglio di Amministrazione del Consorzio così da rappresentare in modo neutrale ed al contempo istituzionale tutto l’universo rosa associativo.

Donne coraggiose nei momenti più difficili, orgogliose di custodire una tradizione centenaria e determinate a crescere e migliorare ogni giorno la propria realtà con investimenti e know-how innovativo che hanno contributo, insieme a tante altre imprenditrici, al successo dell’extravergine in Italia e ne mondo.

“Il Consorzio dell’olio toscano IGP ha messo in piedi una campagna di comunicazione e informazione anche con il sostegno della misura 3.2 del PSR, quindi con i fondi che gestisce la Regione, straordinariamente innovativa e di grande attualità – ha detto la vicepresidente Saccardi – . Una campagna fondata sulle donne con la testimonianza di quattro donne produttrici di olio che ogni giorno scendono in campo, si occupano della loro azienda agricola, che hanno una grande passione per l’olio e che, nelle loro aziende con il loro prodotto, rappresentano una grande qualità. L’olio, d’altra parte, esprime tante qualità di tipo femminile, la sensibilità, l’attenzione al contesto, all’ambiente, alla confezione, alla parte nutraceutica.  Con questa campagna di comunicazione quindi si vuole sensibilizzare tutti ad acquistare l’olio toscano,  soprattutto in questo periodo di grande difficoltà a causa dei costi che i frantoi sono costretti a sostnere per il caro energia.  Acquistiamo l’olio toscano che non solo fa bene alla salute, ma contibuisce a mantenere e preservare un paesaggio unico al mondo”. 

“Più di una impresa olivicola associata al nostro Consorzio su tre, quasi il 40%, è rosa e questo è sufficiente per comprendere il ruolo fondamentale che hanno avuto nella crescita dell’extravergine Toscano IGP. Il settore olivicolo è sicuramente uno dei comparti della nostra agricoltura dove le donne sono più presenti. – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP – Con questa campagna abbiamo voluto accendere ancora di più le luci sull’universo rosa dell’olio Toscano IGP ed illuminarlo sotto diverse angolazioni per farne emergere tutte le possibili ed emozionanti peculiarità e differenze”.La nuova campagna, realizzata nell’ambito dei finanziamenti del PSR 2021 MISURA 3.2, sarà indirizzata principalmente ai media tradizionali come stampa quotidiana e periodica dedicata al settore cucina e lifestyle oltre che alle emittenti radiofoniche nazionali.

“La mia vita gira tutta intorno all’olio”: dice Elena. “Sono nata in mezzo alla natura e cresciuta in un frantoio tra il profumo delle olive e il sapore pungente dell’olio. È per questo amore profondo che ho scelto di laurearmi in scienze agrarie, diventare un’appassionata degustatrice e fare dell’imprenditoria olearia la mia professione”.

Anche Anna Maria racconta: “Sono cresciuta nell’azienda dei nonni e con loro mi divertiva andare a raccogliere le olive. Quel gioco, dopo tanti anni si è trasformato in una vera passione che ha dato vita alla mia azienda. Con impegno sono arrivate poi tante soddisfazioni grazie all’aiuto di tutta la mia famiglia. Perché l’olio è anche questo, unione e condivisione. Sono orgogliosa della mia azienda, anzi la AMO”.

Per Viviana “lavorare nell’olio significa imparare a leggere il linguaggio della natura ed i suoi continui cambiamenti. Ogni anno non è mai uguale all’altro e per questo occorre preparazione, cura e tanta, tanta passione”.

Per Francesca infine “l’olio si tinge di tutti i colori della creatività: vivere di olivicoltura, amare il nostro mondo e farlo conoscere, è un atto coraggioso e anche un pò folle”.

Storie e pensieri semplici, genuini che incarnano quella forza rosa che trascina il Toscano IGP sulle vette della qualità e dei primati internazionali. Il Toscano IGP è il primo olio di qualità esportato al mondo ed il primo per valore alla produzione tra tutti gli extravergine a denominazioni d’Italia.

A fianco della campagna rosa destinata ai media tradizionali e ai canali digitali, il Consorzio di Tutela ha inoltre realizzato uno spot televisivo con protagonista il cantastorie digitale fiorentino Wikipedro. Lo spot andrà in onda su RTV38 per i prossimi mesi oltre che si canali social del Consorzio. 30 secondi ambientati in una splendida oliveta dove due ragazzi, lui toscano al 100%, lei straniera, si incontrano e Wikipedro farà leva sulle doti e bellezze tutte toscane per far breccia nel suo cuore.