148 osterie premiate. La Toscana brilla nella guida Osterie d’Italia 2023

148 osterie premiate. La Toscana brilla nella guida Osterie d’Italia 2023

147 osterie in guida di cui 11 novità e 27 chiocciole:questi i numeri della regione Toscana nella nuova edizione di Osterie d’Italia.

Torna lo storico sussidiario del mangiarbere all’italiana: presentata come ormai di consueto al Piccolo Teatro Strehler di Milano.
La trentatreesima edizione di Osterie d’Italia racconta la ristorazione italiana più autentica e di qualità attraverso le visite e le recensioni di più di 240 collaboratori sparsi in tutta Italia, in una rete fitta e capillare.

La nuova edizione raccoglie 1730 indirizzi di osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati per la cucina territoriale, la rigorosa selezione degli ingredienti e il prezzo giusto, e introduce tre nuovi simboli per raccontare in modo più ampio e dettagliato l’offerta dei locali recensiti:  il simbolo del pane, assegnato alle osterie con un eccellente cestino del pane e di prodotti da forno, autoprodotti o reperiti da fornai di qualità̀; il simbolo dell’olio, ai locali che valorizzano l’olio extravergine d’oliva sia a tavola che in cucina, secondo una selezione oculata di prodotti d’eccellenza e rappresentativi del territorio; il riconoscimento del Bere Bene, assegnato a quelle osterie che offrono, accanto o in sostituzione a una valida proposta di vini, una selezione di bevande alcoliche e non – birre artigianali, distillati, cocktail ma anche succhi, estratti e infusi – scelti con attenzione e personalità. 

Il premio speciale
Tra i riconoscimenti ottenuti dalle osterie della regione spicca il Premio Selezione Bere Bene, assegnato a Roberto Taverna in Montisi – Montalcino (SI), con la seguente motivazione: “In un luogo come Montalcino è quasi scontato avere una carta dei vini ben fatta. Lo è decisamente meno dedicare la stessa attenzione a tutto il resto della carta, salvo che ci si trovi nell’osteria di Roberto Crescenzi. Ecco che accanto a Brunello e Rosso locali spiccano, con eguale dignità e personalità, succhi e birre artigianali, distillati e liquori scelti con cura e raccontati con passione”. 

Toscana: la panoramica 2023
Crostini di fegatini, ribollita, pappa al pomodoro, cacciucco, peposo, cinghiale in umido, bistecca: basterebbero questi piatti a riassumere una proposta gastronomica che si identifica con la regione, più precisamente con le tante osterie in cui si ritrova ancora il sapore di ciò che si mangia. Sono soprattutto quelle di periferia delle grandi città, di campagna e dell’Appennino dimenticato a rappresentarla al meglio, grazie a ricette classiche spesso riadattate alle esigenze di oggi. Ai fornelli ci sono sempre più giovani osti e dinamiche ostesse impegnati in questo racconto della toscanità, mettendo da parte quella smania di protagonismo oggi sempre più diffusa nella ristorazione. Forse in Toscana il concetto di osteria contemporanea stenta a decollare: può essere più appropriato definirle “nuove osterie”, laddove ciò che si era perso, per tanti motivi, riprende forza con la cura dei dettagli e l’attenzione posta in una nuova valorizzazione dei prodotti tipici e della sostenibilità.

Le chiocciole della Toscana
Nonno Cianco – Abetone Cutigliano (PT) – nuova chiocciola
Aiuole – Arcidosso (GR)
La Lina – Bagnone (MS)
Il Tirabusciò – Bibbiena (AR)
Il Grillo è Buoncantore – Chiusi (SI)
La Solita Zuppa – Chiusi (SI)
Osteria del Teatro – Cortona (AR)
Da Burde – Firenze
Il Cibreo Trattoria – Firenze
Osteria dell’Enoteca – Firenze – nuova chiocciola
La Burlanda – Fosdinovo (MS)
Mangiando Mangiando – Greve in Chianti (FI)
Oste Scuro – Grosseto
Azzighe – Osteria a metà – Livorno – nuova chiocciola
Il Mecenate – Lucca
Da Roberto Taverna in Montisi – Montalcino (SI)
Belvedere – Monte San Savino (AR)
La Ciottolona  – Montieri (GR) – nuova chiocciola
L’Oste Dispensa – Orbetello (GR)
La Bottegaia – Pistoia – nuova chiocciola
Caveau del Teatro – Pontremoli (MS)
La Tana degli Orsi – Pratovecchio Stia (AR)
Caciosteria dei Due Ponti – Sambuca Pistoiese (PT)
Antico Ristoro Le Colombaie – San Miniato (PI)
Agriosteria La Casa del Buono – Terranuova Bracciolini (AR) – nuova chiocciola
Il Conte Matto – Trequanda (SI)

Buonumore – Viareggio (LU)

Il Consorzio Chianti chiude tour americano con evento speciale nel profondo Messico

Il Consorzio Chianti chiude tour americano con evento speciale nel profondo Messico

Ultima tappa per il tour di promozione americano del Consorzio Vino Chianti, al grido di ‘Viva Chianti. ¡Viva Mexico!’.

Dopo il successo delle prime tre tappe, a Rio de Janeiro, São Paulo e Miami, dove la denominazione ha raccolto grande interesse e partecipazione degli operatori locali, ora il Consorzio Vino Chianti va a chiudere in bellezza il suo tour in Messico.

L’ultima tappa del viaggio di promozione alla conquista del Nuovo Continente è stata ieritra le strade del quartiere Polanco, presso l’Hotel InterContinental Presidente, a Città del Messico.

Ancora una giornata immersiva all’insegna del rosso toscano, stavolta con un taglio tecnico di focus sulle Riserve, attraverso una degustazione orizzontale dell’annata 2019 con gli specialisti Georgina Estrada, vice presidente dell’associazione messicana sommelier e Luis Morones, direttore settore vino del Gruppo Presidente, che annovera uno dei caveau di vino più importanti al mondo.

Un evento speciale come degna conclusione di un viaggio che ha portato la denominazione a imporsi all’attenzione del Continente, da Rio de Janeiro fino a Città del Messico.

 

“E’ dal 27 ottobre che siamo in America per la promozione della denominazione – evidenzia il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – e siamo molto soddisfatti dell’accoglienza che il Continente ci ha riservato. In queste settimane abbiamo proposto degustazioni, workshop e masterclass per far conoscere il mondo del Chianti a 360 gradi e la risposta degli operatori locali è stata brillante, a conferma della strategicità di questi mercati. Ora chiudiamo il tour con un’interessante tappa in Messico e poi torneremo in Italia con la giusta carica e determinazione per programmare i prossimi eventi di promozione all’estero”.

Firenze. Il Settebello e il pranzo buono e sano

Firenze. Il Settebello e il pranzo buono e sano

Ebbene sì, negli spazi rilassanti e ombrosi del giardino della piscina di Bellariva, là dove d’estate schizzano e schiamazzano i bagnanti fiorentini si può mangiare sano e gustoso anche in inverno a piscina chiusa.

Nello scenario delle offerte fiorentine fuori dal centro storico spicca senz’altro nel popoloso quartiere di Bellariva e a due passi dalle rive dell’Arno e facilmente raggiungibile anche in auto il ristorante – pizzeria Settebello che si trova (anche se un po’ nascosto all’occhio distratto che transita sul lungarno)  all’interno del giardino della piscina Nannini in lungarno Aldo Moro 6.

Settebello, non solo d’estate

Dal 2016 il Settebello (nome evocativo che ci rimanda alle imprese della nazionale di pallanuoto e non accaso in questa piscina si allena la Rari Nantes Florentia) è gestito da un’appassionata e giovane coppia: Nico Fejzaj, che si occupa della sala e sua moglie Ana che dirige la brigata
di cucina e si dedica al forno a legna per le pizze.

La posizione è sicuramente intrigante in estate quando si può mangiare in terrazza e soprattutto la sera quando si può godere del fresco in città; ma forse (troppi) pochi sanno che il locale è aperto tutto l’anno sia a pranzo che a cena.

“Il ristorante pizzeria Settebello non è legato alla piscina Nannini, come qualcuno potrebbe pensare – spiega Nico Fejzaj – anzi, è completamente indipendente anche se, non nego, che l’attività agonistica dell’impianto natatorio in alcuni giorni della settimana possa essere d’aiuto. Per questo vogliamo farci conoscere e presentare le nostre proposte soprattutto per il
pranzo”.

Bellariva è una zona molto frequentata con tante attività commerciali ed uffici e il locale può essere una valida alternativa anche per pranzi molto veloci.
Il menu per il pranzo è infatti veloce, dote indispensabile per questa pausa a metà giornata, gustoso, abbondante, salutare e anche bello a vedersi.
Il menu proposto è composto da primi, secondi, contorno e piatti unici di carne o pesce, vegetariano e vegano più una buona scelta di insalatone con un costo che varia dai sette ai dieci euro con acqua e coperto compreso.

Ḕ possibile per chi ha più tempo pranzare anche con un pasto composto da primo, secondo, contorno, acqua, caffè e coperto compreso, con proposte scelte dal menu o a seconda della disponibilità delle materie prime che sono sempre fresche e di qualità, al prezzo speciale di dieci euro.

Cosa mangiare a pranzo e a cena

Da provare  gli spaghetti Settebello con pomodori freschi, burrata, granelli di pistacchi, il salmone e fagioli e riso in bianco, il piatto vegano riso in bianco con verdure saltate e ceci e quello vegetariano riso in bianco con uovo sodo e fagiolini. Piatti leggeri, per non appesantire il rientro al lavoro, ma gustosi.

A cena invece si mangia à la carte oppure la pizza.
Consigliati gli spaghetti allo scoglio, la frittura di gamberi e calamari e la selezione di dolci tra cui la Crema Catalana fatta personalmente da Ana.

Le pizze sono cotte nel forno a legna e sono altrettanto buone. Da provare la Tartufata, pomodoro, mozzarella, salsiccia fresca, porcini e crema di tartufi, la Gustosa, pomodoro mozzarella, speck, datterini rossi e burrata, mentre le pizze bianche è consigliata la Bianco, mozzarella, acciughe, burrata e scorza di limone.

La carta dei vini comprende vini toscani e italiani, sia fermi che mossi, e birre alla spina o in bottiglia anche analcoliche.
Da provare la Hoegaarden una classica birra Blanche belga non filtrata a base di frumento. che viene servita nel suo bicchiere ghiacciato per esaltarne il profumo fragrante e speziato con note di coriandolo e scorza d’arancia. Il gusto è fruttato e leggermente mielato che la rende piacevole, dissetante e beverino.

Nadia Fondelli

Ristorante pizzeria Settebello
Lungarno Aldo Moro, 6 Firenze
(all’interno del giardino della piscina Nannini a Bellariva)
Tel. 055 606840 – settebellobellariva@yahoo.it
Settebello Bellariva Bar Ristorante Pizzeria
Aperto tutti i giorni a pranzo e cena. Sabato aperto solo a cena.

Giro nel mondo nel bicchiere. Torna a Firenze Enomundus

Giro nel mondo nel bicchiere. Torna a Firenze Enomundus

Dopo la prima edizione assoluta che si è svolta a giugno a Villa Castelletti di Lastra a Signa fa il suo debutto fiorentino nel prestigioso salone Michelangelo dell’hotel Albani di Firenze “Enomundus” prima fiera mercato italiana interamente dedicata ai produttori e vini esteri.

Saranno due giornate esclusive e decisamente interessanti quelle che si terranno a Firenze il 13 e 14 novembre.

L’ ideatrice dell’evento è la sommelier Olfa Haniche oggi anche export manager di cantine vinicole italiane e consulente per importatori/distributori nazionali di vini esteri.

L’idea di Enomundus gli è nata a suo dire “seguito della grande richiesta di vini esteri in Italia degli ultimi anni con lo scopo di divulgare, fare conoscere e degustare vini di produttori provenienti da oltre 10 paesi stranieri.

In occasione dell’evento sarà possibile degustare e acquistare vini provenienti da Francia e Corsica, Spagna, Romania, Grecia, Turchia, Austria, Paesi Bassi.
Novità di questa seconda edizione il focus sui vini di Grecia grazie al Patrocinio del
Consolato Greco con la presenza della Console Peggy Petrakakos.

L’evento si snoderà su due giorni. Domenica 13 novembre sarà una giornata rivolta al pubblico degli appassionati che potranno girare fra i banchi d’assaggio, parlare con i produttori ed acquistare i vini mentre lunedì 14 novembre sarà una giornata più tecnica con una sezione B2B
importatori/distributori e categoria Horeca e appuntamenti degustativi solo su appuntamento www.vinaviewinetasting.com

Dopo la prima edizione che ha avuto come scenario mozzafiato Villa Castelletti attendiamo il debutto fiorentino per dare, dopo la seconda edizione, un giudizio sulla manifestazione.

Personalmente non vedo in giro questa grande voglia di conoscenza di vini esteri ma anzi trovo che il pubblico dei winelovers forse troppo condizionato dai nuovi guru influencer deila rete.non sappia andare oltre ai brand.

La parola presa in prestito dal mondo della moda non è assolutamente casuale e sottolinea la leggerezza con cui i miracolati dei social si ergono ad esperti di un settore che richiede anni di studio, approfondimenti continui, visite in cantina (e non solo per scattare selfie) e degustazioni continue e costanti.

Esiste un mondo da degustare che va oltre i grandi nomi e oltre i confini stretti di una regione come la Toscana che seppur feconda di ottimi vini non rappresenta l’unico scenario possibile. E’ qui che a mio avviso sono fermi molti appassionati.

Nel vino serve essere curiosi sempre e saper andare oltre agli stereotipi. Ecco perché personalmente mi avvicinerò con curiosità alla scoperta dell’enomundus anche se il mappamondo in degustazione non è vastissimo e un po’ limitato ai “confinanti”.

La speranza è di incontrare nel bellissimo salone dell’Albani davvero tante persone, anche più dei 500 appassionati previsti dall’organizzazione.