30 Novembre 2025

Tellaro, la poesia scritta sull’acqua

C’è un punto della Liguria dove il Mediterraneo sembra riposare, finalmente quieto, come se avesse trovato un rifugio.
È Tellaro, un pugno di case rosate abbarbicate sugli scogli del Golfo dei Poeti, un borgo così elegante e silenzioso da sembrare quasi irreale, dipinto più che costruito.

Chi arriva qui ha spesso l’impressione di aver varcato la soglia di un racconto antico, uno di quelli che profumano di salsedine, di leggende e di sere lente illuminate da lanterne.

Un labirinto che profuma di mare

Tellaro non si attraversa: si scopre.
Si entra nei suoi vicoli come in un piccolo labirinto mediterraneo, dove il vento si infila tra le persiane e il mare è una presenza costante, quasi un narratore invisibile.
Le stradine si arrotolano una sull’altra, le scale si incastrano come fili di un tessuto antico, e ogni svolta apre un nuovo squarcio sul blu del golfo.
Le case, color cipria e corallo, custodiscono la luce come vecchie fotografie. E poi ci sono le porte: verdi, azzurre, sbilenche, spesso decorate da fiori arrampicati. In certi momenti della giornata il borgo sembra sospeso, come se il tempo avesse deciso di rallentare per permettere ai viaggiatori di assaporare ogni istante.


La leggenda del polpo salvatore

Tellaro non sarebbe Tellaro senza la sua leggenda più celebre: quella del polpo gigante che, si dice, salvò il paese da un’improvvisa incursione dei pirati.
Una notte, con il borgo immerso nel silenzio, il polpo sarebbe salito fino alla chiesa di San Giorgio e avrebbe suonato le campane per dare l’allarme.
Una storia fantastica, certamente, ma così radicata nel cuore dei tellaresi da diventare parte del loro modo di raccontarsi al mondo.


La chiesa sul mare, guardiana del Golfo

La Chiesa di San Giorgio è forse il punto più iconico del borgo: sorge su una scogliera a picco sul mare, come il ponte di prua di una nave di pietra.
Il suo rosso tenue si scalda al tramonto, quando il sole si tuffa nel mare e regala alla facciata riflessi dorati.
Da qui si sente forte il respiro delle onde, e capita spesso di vedere pescatori che rientrano verso il porticciolo mentre il cielo si sfuma di arancio e viola.


Un borgo per chi ama viaggiare lento

Tellaro è un luogo che sembra destinato a chi ha voglia di rallentare. Non offre piazze affollate o lungomari rumorosi: offre silenzio.
Offre la possibilità di sedersi su un muretto a guardare la luce che cambia, di perdersi in un vicolo senza una meta, di riconoscere il profumo del mare prima ancora di vederlo.
Qui la Liguria si mostra nel suo volto più autentico e gentile: quello delle piccole botteghe, delle tavole apparecchiate semplicemente, dei piatti che sanno di basilico e mare.


Il Natale subaqueo

Tellaro merita un viaggio perché è uno di quei posti che ti restano dentro. Perché è un borgo che si ascolta prima che si osservi. Perché qui il mare parla e la terra risponde, in un dialogo antico che merita di essere visto almeno una volta nella vita.
Il borgo marinaio ligure è noto per la sua particolarità del Natale subacqueo. Il 24 dicembre, è una festa di particolare suggestione: per celebrare la nascita di Gesù, ogni anno la statuina del Bambino emerge dalle acque trasportata da un gruppo di subacquei. Segue la processione verso la Chiesa Stella Maris.
Questo tradizionale appuntamento celebra la Natività in una cornice di migliaia di fiaccole ad illuminare il borgo di Tellaro e la scogliera circostante. 

Il fascino del Golfo dei Poeti

Tellaro è l’ultimo gioiello del Golfo dei Poeti, così chiamato perché ha sedotto scrittori e pittori di ogni epoca: Byron, Shelley, Lawrence, Montale.
Qui la luce è diversa, più morbida, più incline alla poesia.
Una luce che si posa sulle acque tranquille e che invita naturalmente alla contemplazione.
Chi cerca mare, scogli, calette nascoste e passeggiate vista mare trova a Tellaro il suo paradiso.

Lerici

Nei dintorni: Lerici, Fiascherino e Montemarcello, tre meraviglie a due passi 

Visitare Tellaro significa aprire la porta su uno dei tratti più affascinanti della Liguria di Levante, un territorio dove ogni insenatura, ogni sentiero, ogni paese porta con sé una sfumatura diversa di mare e poesia.
Pochi chilometri più in là, Lerici accoglie il viaggiatore con il suo castello che veglia sul golfo come un faro medievale.
Le sue stradine brulicanti, le piazzette inaspettate e il lungomare illuminato la sera fanno di Lerici un piccolo mondo a sé: vivace, elegante, perfetto per una passeggiata al tramonto con un gelato in mano o per salpare verso le calette più nascoste.
A metà strada tra Lerici e Tellaro, Fiascherino è una parentesi di bellezza quasi segreta. Qui il mare assume tonalità cangianti — turchese, smeraldo, cobalto — e le scogliere disegnano piccole baie da scoprire a nuoto o in kayak.
È un luogo che invita alla lentezza, ideale per chi ama tuffarsi in acque limpide o sdraiarsi a guardare il cielo tra pini marittimi e profumo di salsedine.
Per chi ama i panorami ampi e l’energia dei sentieri, c’è poi Montemarcello, uno dei borghi più suggestivi d’Italia, arroccato su un promontorio che domina dall’alto tutto il Golfo dei Poeti. Le sue strade ordinate, le case in tinte pastello e la quiete assoluta evocano un senso di pace immediato.
Da qui partono percorsi escursionistici che conducono a spiagge selvagge come la Punta Corvo, una distesa di sabbia scura che pare uscita da un romanzo d’avventura.
Esplorare i dintorni di Tellaro significa costruire un mosaico di esperienze diverse: la vivacità gentile di Lerici, i riflessi marini di Fiascherino e l’orizzonte infinito di Montemarcello. Ogni tappa aggiunge un tassello al racconto del Golfo dei Poeti, rendendo il viaggio ancora più ricco e indimenticabile.

Il polpo e Tellaro, un connubio indissolubile

Nel mese di agosto, ricordiamo la tradizionale Sagra del Polpo Tellarese. La notte romantica nei Borghi più Belli d’Italia (giugno) è divenuta per Tellaro uno degli appuntamenti più attesi della stagione, che apre l’estate e dà il via ad una serie di appuntamenti estivi, tra i quali spiccano le inziative culturali che si svolgono nella piazzetta dell’Oratorio di Santa Maria ‘n Selàa: mostre, concerti e in particolar modo la rassegna letteraria dal nome dialettale “Libi’n Selàa” (luglio)
Il polpo alla tellarese, lessato con le patate e condito con l’olio del posto, olive snoccilolate e un trito di aglio, prezzemolo, sale e succo di limone.
Trae ispirazione da un’antica leggenda, quella del Polpo Campanaro, che si dice svegliò gli abitanti del borgo suonando le campane della chiesa con i suoi lunghi tentacoli e salvandoli così da un’incursione saracena.

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