13 Dicembre 2025

Bresaola della Valtellina: storia, sapori e segreti del tesoro rosso delle Alpi

Simbolo della Valtellina per eccellenza, questo salume povero di grassi e ricco di proteine è il frutto di un antico processo di conservazione della carne di bovino per salatura ed essiccamento.
Il clima irripetibile della valle, con la sua aria tersa che scende dalle Alpi, crea le condizioni per una stagionatura graduale ed è il segreto che rende la bresaola unica ed inimitabile. 


Il Consorzio, una garanzia di autenticità

Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, attivo dal 1998, garantisce la qualità, l’autenticità e l’origine controllata della Bresaola della Valtellina IGP, salume d’eccellenza prodotto solo nella provincia di Sondrio secondo rigidi standard definiti dal Disciplinare di produzione.
Il Consorzio nasce per garantire l’autenticità, la qualità e l’origine controllata di un prodotto con una storia secolare che, grazie a un profondo legame con il saper fare e la tradizione del territorio, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento europeo Igp (Indicazione Geografica Protetta).
Solo i produttori certificati, operanti nella provincia di Sondrio, che seguono rigorosamente il Disciplinare di produzione, possono utilizzare la denominazione tutelata e il marchio Igp.
Una certificazione che garantisce al consumatore un
prodotto autentico, sicuro e di qualità, frutto di un perfetto equilibrio fra tradizione e innovazione.


Secoli di storia e di memoria

Oggi la Bresaola della Valtellina IGP è un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. Ma la sua storia è frutto di secoli di memoria e cultura.
La sua zona tipica di produzione lo ricordiamo è la provincia di Sondrio in Lombardia, con le sue due valli principali nel cuore delle Alpi: la Valtellina e la Valchiavenna.
La bresaola nasce ufficialmente nel Quattrocento, ma risale all’antichissima tradizione dei territori alpini di conservare le carni mediante salatura ed essiccazione.
Fino a fine Ottocento, la produzione è circoscritta in ambito domestico, poi si evolve: la specializzazione dei macellai locali e le nascenti tecnologie industriali impongono la bresaola all’attenzione regionale e nazionale.
È solo l’inizio del prodotto d’eccellenza valtellinese che oggi conosciamo.


“Bresaola”, l’origine incerta del nome

Il nome bresaola potrebbe derivare dall’espressione “salàa come brisa”, perché un tempo si faceva uso del sale nella conservazione e perché, in dialetto locale, “brisa” indica una ghiandola dei bovini sapida.
Oppure, potrebbe derivare dal termine germanico “brasa” (in dialetto, brace) poiché in passato l’asciugatura del prodotto avveniva in locali riscaldati da bracieri a legna di abete e larice, aromatizzata con bacche di ginepro, timo e foglie di alloro.
Da “brisaola” il nome è poi mutato in “Bresaola”, “Brazaola”, “Bresavola” o “Brisaola”, a seconda delle zone geografiche.
Quel che è certo è che il nome si compone di due parti e che il suffisso “sal” è legato all’impiego del sale nel processo di conservazione del prodotto.


Un’eccellenza che inizia dalla materia prima

Per la produzione della Bresaola della Valtellina Igp vengono utilizzati solo tagli di carne di prima categoria, i più pregiati e teneri, tratti esclusivamente dalla coscia di bovini di razze selezionate – preferibilmente allevati all’aperto e al pascolo e nutriti con alimenti selezionati – e di età compresa tra i 18 mesi e i 4 anni, come previsto dal Disciplinare.
È una scelta di qualità, perché tutti questi fattori – razza ed età dell’animale, sistema di allevamento e alimentazione, scelta dei tagli muscolari più pregiati della coscia bovina (come la punta d’anca) – contribuiscono ad assicurare carni migliori, dal punto di vista organolettico (consistenza, morbidezza, gusto, colore, magrezza e assenza di nervature) e nutrizionale (ad esempio – per un minor contenuto in grassi).
I produttori aderenti al Consorzio utilizzano principalmente carne proveniente da allevamenti europei e sudamericani, dove i sistemi di allevamento e i controlli in tutte le fasi della filiera garantiscono una materia prima che risponde alle elevate esigenze di qualità richiesta per la produzione della Bresaola della Valtellina Igp.
Vengono usate le
migliori razze di bovini da carne, da cui si ottengono tagli magri e consistenti, come previsto dal Disciplinare e da una tradizione secolare. Tra le razze di origine europea si privilegiano la Charolaise, la Limousine, la Blonde d’Aquitaine e le Garonnesi. Tra le italiane la razza Piemontese.
Dal Sudamerica arrivano invece le razze pure di Zebù. Tra queste spicca lo Zebù Nellore – le cui carni sono molto magre – che è l’animale più diffuso nei vasti pascoli del Brasile. Poi abbiamo lo Zebù Guzerat e il Brahman, che rappresentano tuttavia una minima parte dell’intero patrimonio bovino sudamericano.


I tagli

I tagli: per produrre la Bresaola della Valtellina Igp possono essere utilizzati esclusivamente i 5 tagli muscolari più pregiati della coscia bovina. Ma il più utilizzato in assoluto è la punta d’anca che è il taglio più pregiato e corrisponde alla parte della fesa privata del muscolo adduttore. Utilizzata anche la fesa che corrisponde alla porzione posteromediale della muscolatura della coscia e comprende il muscolo retto interno, il muscolo adduttore e il muscolo semimembranoso. Vi è poi la sottofesa che corrisponde alla porzione posterolaterale della muscolatura della coscia e precisamente al muscolo lungo vasto. Altro taglio utilizzabile da disciplinare il magatello che corrisponde alla porzione posterolaterale della muscolatura della coscia e più in particolare al muscolo semitendinoso e infine si utilizza anche il sottosso corrispondente alla fascia anteriore della coscia, composta dal muscolo retto anteriore e dal muscolo vasto esterno, interno e intermedio.

Una lavorazione a regola d’arte

Nella produzione della Bresaola della Valtellina Igp l’elemento umano è centrale. L’abilità nella rifilatura, il sapiente dosaggio degli aromi naturali utilizzati, il massaggio della carne in salagione, le giuste variazioni di temperatura e umidità durante la stagionatura. avvengono secondo una antica tradizione.
Un saper fare che risponde a regole tramandate di padre in figlio che riguardano ogni singola fase della produzione.
Come prima cosa si seleziona e si rifila la carne.
Il taglio selezionato viene accuratamente rifilato per rimuovere il grasso e le parti tendinose.
Si passa poi alla salagione a secco fase in cui la carne viene cosparsa con una concia di sale, aromi naturali, spezie e piante aromatiche. La salagione dura mediamente da 10 a 15 giorni e prevede operazioni di massaggio per favorire la penetrazione uniforme del sale e degli aromi.
Dopo la salagione, la carne viene insaccata e sottoposta ad asciugatura per una settimana. La successiva stagionatura, che dura tra 4 e 8 settimane e avviene in ambienti a temperatura e umidità controllate. Sono vietate tecniche di disidratazione accelerata.
Il prodotto una volta stagionato viene sottoposto a numerosi controlli. Solo la bresaola conforme agli standard del Disciplinare può essere marchiata Igp e commercializzata intera, a pezzi o affettata, con confezionamento sottovuoto o in atmosfera protettiva.

Una produzione radicata nel territorio

Le aziende produttrici della bresaola della Valtellina Igp si trovano esclusivamente nella provincia di Sondrio, cuore storico e geografico di questa eccellenza italiana.
Protagoniste principali della produzione nazionale di bresaola, queste aziende sono un pilastro fondamentale dell’economia locale e del comparto agroalimentare valtellinese.
L’adesione pressoché totale al Consorzio di Tutela testimonia l’impegno condiviso dei produttori di Bresaola della Valtellina Igp a salvaguardare una lavorazione tramandata nel tempo.
Materia prima selezionata, elevati standard del processo produttivo, sicurezza alimentare, controlli periodici e vigilanza costante del Consorzio e delle autorità pubbliche danno vita a un sistema strutturato che garantisce la salvaguardia della bresaola della Valtellina Igp.

Magra, nutriente, digeribile

La bresaola della Valtellina Igp è magra, nutriente e digeribile.
Una porzione da 50 grammi (la quantità giornaliera consigliata dalla linee guida per una sana alimentazione italiana) apporta mediamente 76 calorie e solo 1 grammo di grassi.
È ricca di proteine nobili di alto valore biologico (amminoacidi essenziali) e di vitamine (B1, B6 e soprattutto B12).
Non mancano neppure i sali minerali, preziosi per la nostra salute, soprattutto ferro, zinco, fosforo e potassio, con proprietà antiossidanti. Sono assenti i carboidrati, il calcio e la vitamina D, integrabili associando alla bresaola del pane e qualche scaglia di formaggio grana o parmigiano.
In assoluto è il salume più povero di grassi e a giusto titolo definita “integratore naturale”. Essendo altamente digeribile e molto nutriente, in quanto ricca di proteine animali e di aminoacidi ramificati, ferro, sali minerali e vitamine, è particolarmente adatta a chi fa sport.
È indicata sia prima di uno sforzo fisico prolungato (bicicletta, corsa, pesi…), sia per il recupero del fabbisogno di proteine e di sodio nel post allenamento.

Come degustarla

Assaporare un’icona
La Bresaola della Valtellina Igp è un salume dal gusto unico e inconfondibile. Per una degustazione a regola d’arte va mangiata “santa”, ovvero da sola e al naturale, seguendo alcuni accorgimenti che rendono questa esperienza davvero appagante.

Esame visivo
La prima caratteristica da osservare in una fetta di bresaola della Valtellina Igp è il colore, che deve essere di un rosso uniforme. Può presentare una leggera marezzatura (sottilissime striature di grasso di colore bianco).

Esame olfattivo
L’odore deve richiamare la concia usata per la salagione e gli aromi utilizzati nel processo produttivo. Ogni produttore ha la propria ricetta.

Assaggio
La fetta deve essere sottile con uno spessore tra 0,6 e 0,8 mm. Alla masticazione deve risultare morbida, non gommosa o fibrosa. Bisogna metterne in bocca una piccola quantità, masticare lentamente e poi espirare dal naso e a bocca chiusa.
Al palato emergeranno gradualmente note di carne stagionata, spezie, frutta secca, funghi e sentori di sottobosco, con una piacevole persistenza aromatica che invita naturalmente al boccone successivo.

Le regole d’oro

Conoscere la bresaola della Valtellina Igp significa imparare a servirla, degustarla e rispettarne le caratteristiche.
Dalla giusta temperatura di servizio al taglio perfetto, fino ai suggerimenti per l’abbinamento ideale, ecco come assaporarla al meglio.

La ricetta: Gnocchi di patate, bresaola, crema di gorgonzola, noci

Ingredienti
1 kg di gnocchi di patate
200 gr di Bresaola della Valtellina IGP
150 gr di Gorgonzola DOP dolce
60 gr di noci sgusciate
latte q.b.
Preparazione
Mettere a bollire una pentola di acqua salata. Scaldare il latte e aggiungere il gorgonzola. Lasciare sciogliere il formaggio a fuoco basso fino a che non risulta una crema densa.
Se serve, aggiungere latte per stemperare. Tritare finemente le noci fine. Tagliare la Bresaola della Valtellina Igp a striscioline. Cuocere gli gnocchi nell’acqua bollente fin quando non emergono. Condire gli gnocchi in un tegame con la salsa al gorgonzola, la bresaola cruda e le noci. Servire caldo.

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