24 Gennaio 2026

Daniela Mastroberardino rieletta presidente nazionale de Le Donne del Vino

Daniela Mastroberardino è stata rieletta presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino per il triennio 2026-2028.
Dopo il primo mandato (2023–2025), il nuovo Consiglio le ha rinnovato
all’unanimità la fiducia riconoscendone la visione, la capacità di guida e il lavoro svolto in questi anni di crescita e trasformazione dell’Associazione.
La Toscana riconferma invece Donatella Cinelli Colombini anch’essa al secondo mandato ed ex past presidente Nazionale.

L’imprenditrice vinicola irpina bissa il mandato

Imprenditrice del vino, ambasciatrice della cultura enologica campana e italiana, Daniela Mastroberardino guida insieme al fratello l’azienda Terredora Di Paolo, realtà simbolo della valorizzazione dei vitigni autoctoni dell’Irpinia.
«Un secondo mandato non è un punto di partenza, ma un momento di consapevolezza – ha dichiarato –. È il tempo di riconoscere il cammino fatto e di scegliere, con ancora più responsabilità, la direzione futura».
Accanto alla presidente, il nuovo Consiglio nazionale vede la riconferma delle vice presidenti Francesca Poggio (Piemonte, vicaria), Marianna Cardone (Puglia), Paola Longo (Lombardia), e un gruppo eterogeneo che rappresenta l’Italia del vino in tutte le sue competenze e territori: Roberta Urso (Sicilia) Federica Cecchi (Toscana), Maria Teresa Santaguida (Calabria), Dominique Marzotto (Sicilia), Cristiana Cirielli (Friuli Venezia Giulia), Antonietta Mazzeo (Emilia Romagna), Floriana Risuglia (Lazio), Lorella Di Porzio (Campania).
Elette anche le probiviri: Romina Togn (Trentino Alto Adige), Marzia Morganti Tempestini (Toscana) e Michela Guadagno (Campania).

Un’associazione in crescita, con radici forti
Nel triennio appena concluso, Le Donne del Vino hanno conosciuto una crescita significativa: dalle circa 1.000 socie del 2023 alle 1.250 di oggi. Un’evoluzione che ha ampliato il profilo dell’Associazione, accogliendo nuove professionalità di comunicatrici, architette, avvocate, esperte di marketing accanto a produttrici, che sono cuore
fondante del progetto, ristoratrici, sommelier e giornaliste.
Il nuovo mandato si apre in una fase delicata per il settore vitivinicolo, segnata da un rallentamento dei consumi e da profondi cambiamenti culturali e sociali:
«Per questo sentiamo ancora più forte la responsabilità di lavorare sulla
diffusione di una cultura del bere consapevole, capace di parlare ai giovani e di investire sulla formazione come strumento di futuro», afferma Daniela Mastroberardino.
Un impegno che si traduce nello sviluppo del Progetto D-Vino, pensato per gli studenti degli Istituti Turistici e Alberghieri, con l’obiettivo di trasmettere il valore del vino come patrimonio culturale, espressione di territori, competenze e responsabilità.
Parallelamente, l’Associazione intende rafforzare il proprio ruolo di voce autorevole nel dibattito pubblico, affrontando temi centrali come la sostenibilità, la responsabilità sociale e l’evoluzione degli stili di consumo.
Proseguirà inoltre il
lavoro di consolidamento della rete internazionale e del dialogo tra le donne del vino nel mondo, nella convinzione che il confronto globale rappresenti una leva fondamentale di crescita culturale e professionale. Uno sguardo già proiettato al 2028, anno in cui l’Associazione celebrerà i 40 anni dalla fondazione, traguardo simbolico che segnerà una nuova tappa nella storia associativa.

Il nuovo consiglio nazionale delle Donne del Vino

Chi sono le Donne del Vino

Le Donne del Vino sono la più grande associazione mondiale di enologia al femminile. Fondata nel 1988, conta oggi 1.250 socie tra produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, architette, avvocate e professioniste del settore.
È presente in tutte le regioni italiane attraverso delegazioni attive e coordinate. Associazione senza scopo di
lucro, Le Donne del Vino promuovono la cultura del vino e il ruolo delle donne lungo tutta la filiera vitivinicola.
Realizza
studi sul gender gap in cantina, incentiva l’adozione del vetro leggero e collabora con università e enti formativi per offrire percorsi di aggiornamento e alta formazione, soprattutto nei settori del marketing e della comunicazione.

Cosa fanno le Donne del Vino

Dal 2021 hanno avviato il progetto D-Vino, un’iniziativa che porta l’insegnamento del vino negli istituti alberghieri e turistici italiani, con una partecipazione sempre più ampia delle regioni.
Le Donne del Vino valorizzano l’identità locale
attraverso progetti culturali come il primo ricettario italiano ispirato al vino e ai vitigni autoctoni, le degustazioni dedicate ai “vitigni reliquia” e ai “vigneti antichi”, e la promozione del turismo del vino.
Dal 2019 Le Donne del Vino
hanno avviato una storica partnership internazionale con 12 associazioni estere del vino al femminile, dando vita al Forum Mondiale delle Donne del Vino, un appuntamento annuale di confronto sui grandi temi del settore.
L’ultimo
incontro a Roma nel novembre 2024. Da sempre impegnata nel sociale, l’associazione contrasta la violenza sulle donne con campagne di sensibilizzazione, convegni e raccolte fondi. Info: www.ledonnedelvino.com

Donatella Cinelli Colombini con le sue vice delegate

La Toscana riconferma Donatella Cinelli Colombini

Dopo l’elezione del consiglio e della presidente nazionale a dicembre lo scorso giorno anche la Toscana, regione fondatrice dell’associazione ha eletto la sua delegata regionale, quella che rappresenta la regione con il maggior numero di socie.
L
’assemblea riunita a Firenze il 22 gennaio ha confermato anche per il prossimo triennio alla guida Donatella Cinelli Colombini. Al suo fianco un Consiglio di delegazione composto dalle Vice delegate Laura Bucci, Laura Carrera, Paola Rastelli e Angela Zinnai oltre alle due toscane del board nazionale la grafica Federica Cecchi e la giornalista Marzia Morganti.

Gruppo delle Donne del vino della Toscana

Chi sono le Donne del Vino della Toscana

La Delegazione Toscana delle Donne del Vino comprende circa 130 socie cioè circa il 10% dell’intera compagine nazionale. È la più grande e attiva in Italia.
Ha quasi raddoppiato il suo organico negli ultimi 3 anni durante il primo mandato di Donatella Cinelli Colombini. È anche la delegazione che meglio rispecchia il poliedrico mondo delle professioniste femminili del vino. Infatti oltre a produttrici, ristoratrici, sommelier, giornaliste, esperte e enotecarie che fanno parte delle Donne del Vino fino dal momento dell’atto costitutivo, in Toscana troviamo la grafica che disegna etichette e packaging, l’immobiliarista specializzata nella compravendita di cantine con vigneto, l’avvocatessa esperta in diritto vitivinicolo, chi si occupa di comunicazione digitale o di wine hospitality, oppure fa analisi di laboratorio sui vini e creme di bellezza partendo dall’uva.

Cosa fanno le Donne del Vino della Toscana

Dopo anni di intensissima attività le Donne del Vino della Toscana si preparano a un 2026 con dieci appuntamenti già in calendario all’insegna dell’arricchimento personale delle socie: la visita didattica a 3 territori del vino, le lezioni sul vino agli studenti di una Scuola alberghiera, tre degustazioni di cui una a Firenze, una per la Festa della Donna con AIS Toscana in occasione di Eccellenza di Toscana  e una a Torino in collaborazione con le colleghe piemontesi, 2 esperienze a carattere più culturale e un incontro sulla certificazione di genere.
Un dinamismo che unito al piacere di stare insieme, fa delle Donne del Vino toscane un esempio di leadership positiva. Un gruppo i cui membri si aiutano reciprocamente, diffondono all’esterno la cultura del vino e uniscono le forze per azioni di charity in favore di donne meno fortunate. 
Lo scorso anno abbiamo fatto due corsi straordinari: sul credito alla Banca d’Italia di Firenze e sull’intelligenza artificiale con la guida di Darya Majidi una delle 4 voci italiane tra le 200 scelte da Linkedin a livello mondiale. Abbiamo messo le basi per la definizione di un nuovo vino bianco della Toscana Interna… Non sarà facile volare sempre così alto ma ci proveremo per fare delle Donne del Vino un elemento forte, propositivo e consapevole all’interno dell’enologia toscana”  ha detto Donatella Cinelli Colombini ringraziando per la fiducia le socie della sua regione che l’hanno eletta per acclamazione.
 
CHI E’ DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Produttrice di vino a Montalcino dove possiede il Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle di Trequanda, in cui c’è anche un centro agrituristico con ristorante, scuola di cucina e 3 piscine. Le sue due cantine sono le prime in Italia con un organico di sole donne e adesso le sue aziende hanno anche la certificazione di genere. Esporta i suoi vini in 44 Paesi esteri e ha dieci etichette con rating superiori ai 90/100 sulla stampa internazionale.
Intraprendente e visionaria ha creato, nel 1993 la giornata Cantine aperte dando vita al turismo del vino in Italia. Per 10 anni è stata Assessore al Turismo del Comune di Siena e in quella veste ha ideato e diffuso il Trekking urbano facendone un modello di turismo sostenibile.
Molto attiva nell’insegnamento e nello studio del turismo del vino e del ruolo delle donne nel mondo enologico ha presieduto le due associazioni italiane più importanti: il Movimento Turismo del vino e le Donne del Vino.

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