Planato sulle Alpi occidentali insieme ai gelidi venti polari di questo inizio 2026, è tornato uno dei periodi più speciali dell’anno per la Valle d’Aosta: è la stagione del Carnevale o, meglio, dei Carnevali, al plurale: se in tutto il mondo si celebra la fine dell’inverno più buio, le giornate che si allungano a salutare i primi sprazzi di primavera, per la regione più alta d’Italia il sollievo vale doppio. C’è persino un proverbio, in patois, che celebra questo momento di passaggio: “se nèit la demendze grasa, tot l’an la tèra grasa.”, ovvero, “se nevica la domenica di carnevale, tutto l’anno la terra sarà grassa”, nel senso di generosa, fertile e produttiva.
I riti di Carnevale anticipano nei calendari contadini l’inizio della stagione della semina: un momento di grandi aspettative e speranze, da trascorrere in allegria ed abbondanza in un’atmosfera sospesa e licenziosa, dove ogni scherzo vale e per un giorno ci si può concedere qualche cosa in più.
In Valle d’Aosta, tuttavia, il Carnevale non dura un giorno: è possibile partecipare, di settimana in settimana, alle celebrazioni delle diverse località della Regione più alta d’Italia: sono tre, i principali carnevali storici, ma la festa si irradia in diversi altri borghi della Valle, in un’euforia diffusa che dura tutto un inverno.

Il Carnevale di Verrès. Una storia di coraggio femminile
Vive Introd et Madame de Challant: un coro di festa che affonda le radici in una vicenda di quasi 600 anni fa.
Appellandosi alla legge salica, che escludeva le donne dalle linee di successione, i cugini di Francesco di Challant cercarono di impedire alle due figlie Caterina e Margherita di ereditare i feudi del padre.
La coraggiosa Caterina, tuttavia, rifiutò le pressioni dei prìncipi di Challant, difendendo i propri diritti con ogni mezzo, conscia che per conseguire i propri obiettivi era indispensabile poter contare anche sul supporto popolare: fu così che in occasione della festa della Trinità del 1450, insieme al suo coniuge Pierre d’Introd, Caterina uscì in piazza a danzare insieme alla gioventù del paese.
Al suono del piffero e del tamburo si aggiunse, nell’entusiasmo generale, ben presto anche il coro da cui siamo partiti: Vive Introd et Madame de Challant, che riecheggia ancora oggi per tutta la durata del Carnevale.
l Carnevale di Verrès si è aperto, come ogni anno, con la presentazione dei nuovi Catherine di Challant e Pierre d’Introd LXXVII, che hanno interpretato per l’edizione 2026 i due coniugi rinascimentali, seguita dalla Proclamazione dei nuovi cavalieri del Carnasciali Verretiesi Supremus Ordo.

Yat tornà lo Carnaval! Carnevale storico di Verrès
La storia della castellana “amica del popolo” è rivissuta ogni anno dai Verrezziesi, ancor grati del gesto tanto bello quanto inusuale data l’epoca. Si parte il sabato sera con fiaccolata e corteo storico, a cui partecipano ben 250 figuranti in costume, la “Lettura del Proclama” e ricevimento delle ex-Caterine al castello. Il resto è una tre giorni tutta da vivere di atmosfere medievali, allegria e goliardia.

La Coumba Freida. Un Carnevale portato dal vento e da Napoleone
Se gli spifferi gelidi di queste località sono valsi il nome di Coumba Freida, gli abitanti della valle del Gran San Bernardo e della Valpelline sanno certamente come riscaldarsi: un Carnevale che rievoca il passaggio, sul valico, di Napoleone Bonaparte, transitato lungo l’antica via Francigena nel maggio dell’anno 1800.

San Martino, il diavolo e un ponte romano. ll Carnevale di Pont-Saint-Martin
Il celebre ponte romano che dà il nome alla cittadina di Pont-Saint-Martin risale al primo secolo Avanti Cristo, ma nel Medioevo gli abitanti locali ormai non lo ricordavano più: una diffusissima leggenda locale, infatti, fa risalire l’arcata di pietra che sovrasta il torrente Lys all’epoca di Martino di Tours che, diretto a Roma, rese possibile la costruzione del ponte in una sola notte, ingannando il diavolo. Sono proprio San Martino e Belzebù i due personaggi fondamentali dello storico Carnevale di Pont-Saint-Martin, giunto alla 116ima edizione, oltre alla Ninfa del torrente Lys e alcune figure folkloriche legate all’antica Roma, come Consoli, Tribuni della Plebe, Milites e, dall’altra parte, i loro grandi nemici: i Salassi, introdotti nella manifestazione ormai 50 anni fa.
Giovedì 12 febbraio si parte con il Mini Carnevale Storico a cura delle scuole dell’Infanzia del territorio, culminando nella cerimonia del Mini Rogo del Diavolo.
Il vero clou della manifestazione è a ridosso del Martedì Grasso, con la tradizionale Corsa delle Bighe di lunedì 16 e la sfilata dei carri allegorici di martedì 17.

Fiaccolate sugli sci in maschera
Fiaccole accese, sci ai piedi, maschere sul volto: anche la neve, in Valle d’Aosta, sa travestirsi. Le fiaccolate di Carnevale chiudono la stagione come un ultimo brindisi sotto le stelle, tra musica, risate e discese illuminate.
Fiaccolata in maschera per grandi e piccini, con i maestri di sci e animazione con musica e DJ.La Fiaccolata in maschera più divertente della stagione, sulle nevi di Pila.



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