16 Febbraio 2026

La capitale italiana della pasta? È un borgo da 1.400 abitanti in Abruzzo

Altro che metropoli gourmet: la vera patria della pasta italiana si nasconde tra le montagne dell’Abruzzo, in un minuscolo borgo circondato da natura selvaggia e panorami da cartolina.
Si chiama Fara San Martino e, con poco più di mille abitanti, è conosciuto in tutto il mondo per un motivo preciso: qui nasce una delle paste più amate di sempre.
Pronti per un viaggio tra curve di montagna, aria pulita e profumo di grano? Andiamo.

Lo spettacolare luogo dove sorge il borgo della pasta

Tra canyon, eremi e… piatti di pasta memorabili

Siamo ai piedi della Majella, tra gole scavate nella roccia, sentieri immersi nel verde ed eremi che sembrano usciti da un film. Un territorio perfetto per chi ama camminare, respirare silenzio e staccare davvero.
Ma diciamolo: qui si viene anche (e soprattutto) per mangiare bene.
Tra salite panoramiche e strade che si arrampicano tra i monti, Fara San Martino ti accoglie con un mix irresistibile di natura, tradizione e gusto. È la meta ideale per un weekend slow, magari d’inverno, quando l’atmosfera diventa ancora più magica.

Le gole

Dai benedettini all’acqua verde

L’acqua del fiume Verde, infatti, non solo era utilizzata come materia prima nella produzione ma permetteva anche di far funzionare le macine per produrre la semola di grano.
Con questi presupposti nell’Ottocento la città ha visto nascere diversi storici pastifici italiani come De Cecco, Delverde e Cocco.
La storia di questa località è stata lungo legato ai monaci benedettini. Fara San Martino, infatti, è stata prima colonizzata e controllata dai benedettini per poi passare sotto la giurisdizione del Vaticano. In seguito, diverse famiglie hanno dominato questo feudo come i Valignani nel XV secolo e i Melchiorre Reviglione nel XVI. Il borgo, inoltre, è così chiamato per la presenza sin dal X secolo dell’Abbazia eretta in onore di San Martino, vescovo di Tours.
Durante la Seconda guerra mondiale Fara San Martino è stata considerevolmente danneggiata anche se sono riusciti a rimanere intatte alcune delle aree più antiche del paese che si trovano presso il borgo di Terra Vecchia.
Attualmente Fara San Martino è una cittadina famosa per la sua storia, per le sue antiche tradizioni ma anche perché sorgendo proprio alle pendici del versante orientale del massiccio della Majella è un’ottima base per partire alla scoperta del famoso Parco abruzzese.
Nei dintorni della città è possibile visitare numerose grotte carsiche e organizzare escursioni a piedi, in bici o a cavallo.
Ma torniamo alla pasta dove tutto inizia come una vera favola italiana nel 1831, quando Nicola De Cecco produceva farina in modo artigianale.
Ma è suo figlio, Filippo Giovanni, ad avere l’intuizione geniale: trasformare quel piccolo mulino in un’azienda moderna, sfruttando l’acqua pura di montagna e il sapere locale.
Nasce così De Cecco, oggi uno dei marchi simbolo della pasta nel mondo.
In poco più di un secolo, da bottega di paese a colosso internazionale: una storia tutta italiana, fatta di qualità, costanza e amore per il prodotto.

Un borgo piccolo, un cuore industriale enorme

La cosa sorprendente? Lo stabilimento principale è ancora qui, immerso nel verde, proprio a Fara San Martino.
In un paese di poco più di 1.300 abitanti lavorano oltre 500 persone, che producono non solo pasta, ma anche sughi, olio, farine e specialità da forno. Un vero motore economico che convive in perfetto equilibrio con la vita lenta del borgo.
Qui, mentre passeggi tra case in pietra e scorci montani, stai camminando nel cuore della pasta italiana.

Il borgo

Perché visitare Fara San Martino 

Il nucleo più antico della città è sicuramente il borgo fortificato di Terra Vecchia che sorge su uno sperone roccioso. L’accesso al borgo avviene attraverso la Porta del Sole e qui si trovano conservati diversi siti di interesse, palazzi signorili e numerose chiese.
Presso Piazza Municipio, invece, si trova il Museo Didattico Naturalistico dove è possibile acquisire informazioni sulla flora e sulla fauna del parco e dove si trova anche il Centro Visite del Parco Nazionale della Majella.
I resti del Monastero di San Martino in Valle si trovano incastonati nella montagna vicino alle Gole di San Martino. Secondo alcune antiche informazioni il monastero è stato costruito nel luogo in cui in precedenza era presente un insediamento eremitico che era costituito da una cella scavata nella roccia.
Il fatto che sia stato dedicato a San Martino, vescovo di Tour, fa pensare che sia di origine franca. Le prime informazioni riguardo questo complesso, però, risalgono al IX secolo quando risulta registrato tra i possedimenti del monastero di Santo Stefano in Lucania.
Il monastero e la chiesa che ne era parte sono stati più volte distrutti e hanno subito diversi lavori di rimaneggiamento tra il IX e il XVIII. Nonostante sia stato da poco restaurato ora rimangono visibili i resti dell’accesso e un cortile interno che permetteva di accedere ad un portico a tre arcate sorrette da quattro colonne con capitelli a foglia.
La Chiesa della Santissima Annunziata è stata costruita attorno al XIII secolo presso l’antico borgo di Terravecchia. Una scossa di terremoto avvenuta nel XVIII secolo, però, ha gravemente danneggiato l’edificio che è stato ricostruito incorporando anche la costruzione della Porta del Sole.
Quella che possiamo ammirare ora, quindi, è una ricostruzione avvenuta tra Settecento e Ottocento. L’edificio religioso si in stile barocco con pianta centrale, coperta da una cupola ribassata. Esternamente sopra il portale si trova una lunetta che ospita una rappresentazione della Vergine con Sant’Antonio, mentre all’interno si trovano pareti finemente affrescate.
Palazzo di Cecco è un palazzo residenziale che si trova presso il borgo di Terravecchia ed era in origine il palazzo badiale della Chiesa dell’Annunziata.
Esteso su due livelli più il seminterrato, l’edificio ha una facciata esterna con cornici marcapiano e finestre finemente decorate. Il portale d’ingresso, invece, presenta un bellissimo arco a tutto sesto.
Le Gole di Fara San Martino si trovano dietro il borgo di Fara nascoste tra due alte pareti rocciose che secondo una leggenda sono state realizzate da San Martino.
Si dice, infatti, che il Santo abbia creato queste strette gole con la forza delle braccia per consentire alla popolazione di Fara di arrivare più velocemente ai pascoli della Majella. La prima parte del percorso comincia con pareti vicinissime che poi piano piano si allargano e conducono sino ai resti del Monastero di San Martino. Il percorso fino al monastero è lungo circa 3,5 chilometri, ma i più allenati possono continuare l’itinerario fino a raggiungere la vetta del Monte Amaro nel cuore della Majella. 

La meta perfetta per un weekend diverso

Fara San Martino è uno di quei posti che non ti aspetti: piccolo, discreto, ma con una storia enorme alle spalle. Un mix perfetto tra natura, cultura industriale e sapori veri.
Se cerchi una destinazione fuori dai soliti circuiti, dove riempire gli occhi… e il piatto, questo borgo abruzzese potrebbe essere la tua prossima meta.
Perché sì: a volte, le capitali più importanti non hanno grattacieli. Hanno montagne, acqua pura e un piatto di pasta fumante davanti.

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