La carota è uno degli ortaggi più comuni e riconoscibili al mondo, ma dietro la sua semplicità si nasconde una storia lunga, una grande varietà e numerosi benefici per la salute.
È una radice commestibile dal caratteristico colore arancione (anche se non sempre è così), coltivata e consumata in quasi tutte le cucine del mondo.

Cos’è la carota
La carota è la radice della pianta Daucus carota, appartenente alla famiglia delle Apiaceae, la stessa del prezzemolo e del finocchio. La parte che mangiamo è una radice fittonante, cioè una radice principale ingrossata che la pianta utilizza per accumulare sostanze nutritive.
Sebbene oggi siamo abituati a vederla arancione, le prime carote coltivate erano probabilmente viola, bianche o gialle. L’arancione è diventato predominante solo in seguito a selezioni agricole avvenute in Europa, soprattutto nei Paesi Bassi.

A cosa fa bene la carota
La carota è conosciuta soprattutto per il suo alto contenuto di beta-carotene, un precursore della vitamina A, fondamentale per la salute della vista, della pelle e del sistema immunitario.
Ma i suoi benefici non finiscono qui: protegge la vista e aiuta la salute degli occhi, favorisce la pelle e contribuisce a una buona abbronzatura, aiuta la digestione grazie alle fibre, supporta il sistema immunitario, ha proprietà antiossidanti, utili contro l’invecchiamento cellulare.
È inoltre un alimento leggero, ricco di acqua e povero di calorie, quindi adatto a qualsiasi tipo di dieta.

Origini e storia della coltivazione
La carota ha origini antichissime: si ritiene che le prime forme selvatiche siano nate tra l’Asia centrale e il Medio Oriente. Inizialmente non veniva coltivata per la radice, ma per le sue foglie e i semi aromatici.
Solo nel Medioevo la radice ha iniziato a diventare la parte più apprezzata. Attraverso selezioni progressive, soprattutto in Europa, la carota è diventata più dolce, carnosa e meno legnosa rispetto alle varietà selvatiche.

Come si coltiva
La coltivazione della carota richiede attenzione, ma è possibile anche in piccoli orti domestici.
Predilige trreni soffici e sabbiosi, ben drenati, climi temperati, senza eccessi di caldo o freddo, esposizione soleggiata.
La semina avviene direttamente in campo, perché la pianta non ama i trapianti. Il terreno deve essere ben lavorato e privo di sassi, altrimenti la radice rischia di deformarsi.
Dopo la semina, la crescita è lenta: servono circa 2-4 mesi per il raccolto, a seconda della varietà.

Le principali varietà italiane
In Italia esistono diverse varietà di carote, spesso legate ai territori di coltivazione.
La carota di Polignano (Puglia): una varietà antica e molto dolce, anche di colore viola e giallo, riscoperta negli ultimi anni.
La carota novella di Ispica (Sicilia): precoce, tenera e dolcissima, molto apprezzata sul mercato.
La carota del Fucino (Abruzzo): una delle più conosciute a livello nazionale, con certificazione IGP, croccante e dal colore intenso.
Queste varietà mostrano quanto la carota, pur essendo un ortaggio comune, sia in realtà profondamente legata ai territori e alle loro tradizioni agricole.

Curiosità sulla carota
Nel corso del tempo la carota ha accumulato molte curiosità interessanti ve ne raccontiamo alcune per conoscerla al meglio.
Non è sempre stata arancione: le varietà antiche erano viola, bianche e gialle. Il suo consumo regolare può influire sul colore della pelle, rendendola leggermente più dorata (in caso di consumo molto elevato). In origine veniva coltivata soprattutto per uso medicinale e aromatico. Le foglie sono commestibili e possono essere usate in pesto o zuppe, infine è uno degli ortaggi più coltivati e consumati al mondo.

Simbolo dell’acutezza visiva
La carota è una radice dalla storia millenaria che è diventata il simbolo dell’ acutezza visiva grazie all’elevato contenuto di beta-carotene che il corpo converte in vitamina A, essenziale per la formazione dei pigmenti visivi nella retina e per il mantenimento di una vista ottimale, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione.
Questo ortaggio è inoltre riccho di luteina e zeaxantina che proteggono la macula dalla luce blu e dallo stress ossidativo, contribuendo a prevenire l’invecchiamento precoce delle cellule oculari.
Elevato anche il contenuto di vitamina C che contribuisce alla salute dei vasi sanguigni che nutrono l’occhio e aiuta a prevenire l’opacizzazione del cristallino; e di vitamina E che protegge le membrane cellulari dai danni ossidativi ed infine è nota per la ricchezza di minerali come il potassio che favorisce il corretto funzionamento cellulare.

Non solo salutare ma anche versatile in cucina
La sua naturale dolcezza, la consistenza croccante e la capacità di essere incorporata in piatti freddi, tiepidi o caldi permettono di creare ricette appetitose ed equilibrate che, oltre a deliziare il palato, migliorano l’assorbimento dei suoi nutrienti benefici per la vista quando vengono abbinati a grassi sani, vitamina C o acidi grassi omega-3.
Così, quella che è iniziata come la coltivazione di un’umile radice nelle regioni dell’Asia centrale è diventata un punto di riferimento nutrizionale legato alla cura degli occhi.



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