Con la bella stagione, la Valtellina si apre alle due ruote, tra grandi dislivelli alpini, percorsi di fondovalle e itinerari su strade secondarie che attraversano vigneti, terrazzamenti e borghi storici. L’intero territorio conta circa una quindicina di ciclabili e itinerari misti ciclopedonali, che consentono di percorrere quasi tutta la provincia di Sondrio in chiave sportiva e paesaggistica, dalla bici da strada alla MTB, fino a e-bike e gravel.
A rafforzare questa identità contribuiscono anche appuntamenti di rilievo internazionale e iniziative diffuse
sul territorio: dalla partenza del Tour de Suisse (17 giugno), che consolida il legame della Valtellina con il
grande ciclismo professionistico, alle giornate di Enjoy Stelvio Valtellina, quando i grandi passi alpini
vengono chiusi al traffico motorizzato e restituiti ai ciclisti.

Mobilità lenta, cammini e cicloturismo
Si parte dalla Ciclabile della Valchiavenna (facile e panoramica), che attraversa paesaggi tipici alpini da
Colico fino a Chiavenna e all’imbocco della Val Bregaglia, al confine con la Svizzera.
Il percorso segue circa 40 km tra punti panoramici e ambienti naturali, dalla Riserva del Pian di Spagna al Lago di Mezzola, fino a Chiavenna, Piuro, le Cascate dell’Acquafraggia e il Palazzo Vertemate Franchi.
Scendendo verso la Bassa Valtellina, la Passeggiata Olimpica collega Morbegno a Cino — primo Comune
della Costiera dei Cech sul versante retico all’ingresso della valle — con totem dedicati alle Olimpiadi e al
territorio valtellinese, pensata per chi cammina può essere seguita anche con una MTB o gravel con
rapporti agili. Qui i grandi cinque cerchi olimpici diventano simbolo e richiamo turistico per tutta la valle.
Dall’ingresso della Valtellina prende poi forma il Sentiero Valtellina, asse ciclopedonale che da Colico
percorre l’intera valle fino a Bormio costeggiando il fiume Adda per oltre 110 km. Un itinerario continuo ma
modulabile, prevalentemente pianeggiante e quindi accessibile a tutti. È un tracciato e accessibile, servito
da ferrovia, punti di sosta e noleggi bici, ideale per un turismo lento.
Si inserisce in questa rete il Sentiero Rusca, un itinerario ciclopedonale storico che ripercorre in parte la
Strada Cavallera, che collegava Sondrio col Passo del Muretto (2.562 m), storica porta di comunicazione tra
Valtellina ed Engadina. L’itinerario parte da Sondrio e arriva al Passo del Muretto. In mountain bike,
attraverso una comoda ciclabile, si può arrivare fino a Chiesa in Valmalenco passando per San Giuseppe e
Chiareggio si riesce ad arrivare al Passo del Muretto su strade sterrate sentieri e mulattiere.
Nello stesso ambito si inserisce la Via dei Terrazzamenti, che percorre il versante retico tra Morbegno e
Tirano attraversando i vigneti eroici della viticoltura valtellinese. Oltre 70 km di paesaggio terrazzato,
sostenuto da muretti a secco, modellano la montagna con pendenze che raggiungono anche il 60%.
All’altezza di Tirano, importante nodo di collegamento con la Svizzera, si intercetta la Raetica Classica,
itinerario ciclistico su strada ad anello che collega Valtellina e territori elvetici attraverso passi alpini e
vallate laterali. È un percorso sportivo e dinamico, più impegnativo rispetto alle ciclabili di fondovalle, con
salite e cambi di pendenza; è anche un percorso escursionistico, anche se l’uso prevalente resta quello
cicloturistico.

La Valtellina corre su due ruote
Assi ciclabili di fondovalle, cammini storici e itinerari panoramici tra vigneti e terrazzamenti, fino a circuiti turistici ad anello che collegano laghi, borghi e aree alpine. Tutti i comprensori valtellinesi sono “contagiati” dalla mania per il cicloturismo.
Lungo il versante tra Ardenno e Tirano si trova la Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina, itinerario
tematico che valorizza il paesaggio terrazzato e il rapporto tra uomo e montagna.
È percorribile in bici da strada, e-bike e gravel, anche a tappe, con una forte componente culturale ed enogastronomica.
Infine, verso est, l’area di Bormio introduce ai Laghi di Cancano, dove il Giro dei Laghi offre un’esperienza
escursionistica e ciclabile accessibile in un contesto quasi di alta montagna, dal paesaggio aperto e dolce.
Nello stesso ambito si inserisce il Giro delle Tee, a Livigno, itinerario che attraversa piccoli nuclei rurali e
alpeggi.
Un tracciato che valorizza la dimensione più intima e diffusa del territorio valtellinese. La Valtellina si conferma una destinazione ideale per il cicloturismo, con una forte vocazione alla gravel,
disciplina a metà tra bici da strada e mountain bike che permette di affrontare sterrati, strade di campagna
e sentieri.
Il territorio alterna salite impegnative e tratti più dolci, offrendo percorsi di grande varietà: dalla
Strada del Sale e del Vino alle storiche strade militari della Grande Guerra, dai fondovalle della Val Viola ai
Laghi di Cancano, fino alla salita del Passo dello Stelvio, tra le più iconiche e impegnative delle Alpi. La rete
ciclabile consente di esplorare la valle in sicurezza tra borghi, chiese, castelli e aree agricole, grazie a punti
di sosta e servizi diffusi lungo tutto il territorio.

Con la bici da strada
Per i puristi delle due ruote, la Valtellina offre, oltre alle piste ciclabili, alcune fra le strade e i passi alpini che
hanno fatto la storia del ciclismo. Il Giro d’Italia ha raggiunto la valle numerose volte con arrivi di tappa e
l’ha attraversata grazie ai suoi valichi iconici.
Tra questi spiccano il Passo dello Stelvio, scalato 13 volte, e il Passo del Mortirolo, affrontato più di 10 volte,
a conferma del ruolo centrale della Valtellina nella storia della corsa rosa. Le grandi salite del ciclismo —
Stelvio, Gavia e Mortirolo — sono luoghi simbolo delle imprese di campioni come Fausto Coppi e Marco
Pantani.
Il Passo dello Stelvio (2.758 m), il più alto passo automobilistico d’Italia, divenne leggendario nel 1953 con
l’impresa di Coppi, mentre il Passo Gavia entrò nella storia nel 1988 con una memorabile tappa sotto la
neve.
In questo contesto nasce nel 2025 Stelvio Epic Rides, progetto dedicato al cicloturismo in Alta Valtellina:
non una gara, ma un’esperienza da vivere tra giugno e ottobre affrontando le tre salite leggendarie —
Stelvio, Gavia e Mortirolo — insieme ad altri sette itinerari inediti, con l’obiettivo di valorizzare il territorio
anche oltre la stagione estiva.
Il Passo Mortirolo, tra Valtellina e Valcamonica, è tra le salite più dure al mondo, con picchi che superano il
20%. Qui nacque nel 1994 il mito di Pantani. Numerosi altri itinerari mettono alla prova i ciclisti tra
panorami spettacolari: dai Laghi di Cancano (Piccolo Stelvio), al Passo Spluga (2.227 m), fino al Passo
dell’Aprica (1.181 m). Tra le salite meno note: Passo San Marco, Campo Moro in Valmalenco e Passo del
Foscagno (2.291 m). In estate, con il progetto Enjoy Stelvio Valtellina, alcuni passi vengono chiusi al
traffico, offrendo giornate dedicate ai ciclisti in totale sicurezza. A questo si aggiunge Spluga da Capogiro:
l'iniziativa che prevede la chiusura al traffico veicolare della SS36 da Campodolcino a Pianazzo, ovvero uno
dei tratti più scenici e suggestivi del Passo dello Spluga. Per garantire a ciclisti e a pedoni la possibilità di
godere, in piena sicurezza, di panorami spettacolari e aria pura di montagna, è prevista ogni domenica
mattina di luglio e agosto (8-12).

Mountain bike, downhill e bike park
Gli amanti della mountain bike apprezzano i dislivelli più impegnativi nell’area della Val Belviso, in zona
Aprica, che percorre le Orobie Valtellinesi.
L’Anello dell’Alpe Groppera, adatto anche ai principianti, si snoda nei boschi sopra Madesimo nel versante
a est dove d’inverno gli sciatori affrontano le piste da sci; in questo itinerario suggestivo è possibile fare una
sosta per rinfrescarsi nel meraviglioso Lago Azzurro immerso nella pineta, oppure ammirare il panorama
dell’altopiano degli Andossi e delle cime dell’alta Valle Spluga: Pizzo Quadro, Pizzo Ferrè e Pizzo Tambò, per
citare i più importanti.
In estate gli impianti di risalita aprono ai biker, con percorsi dedicati a ogni livello. Livigno è una meta di
riferimento con il Bike Park Mottolino (14 trail) e il Carosello 3000 (oltre 50 km di percorsi), collegato alla
Mountain Area Sitas.
A Bormio, il Bike Park sul monte Vallecetta offre itinerari downhill, freeride e cross country, oltre al Tour
delle 3 Gondole che collega i tre impianti del comprensorio. Qui si sviluppano anche gli Stelvio Natural Trail,
percorsi su tracciati naturali tra boschi e sentieri d’alta quota, e il Bormio 360 Adventure Trail, anello
panoramico adatto sia al trekking sia ai biker più esperti.
In Valmalenco, il Palù Bike Park propone percorsi tra i 1.400 e i 2.400 m, adatti anche ai principianti. L’area
è completata da una Trial Zone, dedicata all’allenamento tecnico su ostacoli naturali e artificiali, e da un
Pump Track a Caspoggio, un circuito ad anello con dossi e curve sopraelevate che si percorre sfruttando il
movimento del corpo senza pedalare. Un ulteriore Pump Track si trova tra Poggiridenti e Piateda, lungo il
Sentiero Valtellina.
Aperto dal 2012, il Made Bike Park di Madesimo propone percorsi per tutti i livelli, dai tracciati gravity per
principianti ai flow trail più tecnici. Tra questi spicca la Valle delle Streghe, pista nera con ostacoli e
pendenze naturali. Completano il quadro altri itinerari MTB tra la Val Grosina e le aree di confine della
Valposchiavo, con percorsi su mulattiere e discese tecniche.



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