6 Giugno 2026

Le tre cucine del Friuli Venezia Giulia

La gastronomia del Friuli Venezia Giulia è fatta di mille sapori che s’intrecciano e si sovrappongono frutto del suo essere da sempre terra di confine.
Varia come il paesaggio di questa terra che spazia dalla cima delle Alpi alle spiagge dell’Adriatico e che nasce dal connubio di tre grandi tradizioni culinarie: quella mitteleuropea, quella veneta e quella slava alle quali si affianca una robusta e saporitissima cucina popolare dai piatti semplici e genuini che la gente delle campagne e dei monti prepara utilizzando le poche materie prime a disposizione. Emblematica in questo senso è la polenta fatta con la farina di mais, ma anche di grano saraceno che per secoli ha costituito l’alimento base della popolazione.


La cucina triestina

Molti piatti della cucina triestina sono attinti dalla tradizione asburgica: è il caso della iota (minestrone di fagioli, patate e crauti), della porcina (carne di maiale bollita e servita con senape e kren), del gulash, dello strudel di mele o dei  cuguluf (una sorta di panettone di origine viennese).
Altrettanto peculiari sono i piatti a base di pesce: sardine marinate, granzevola alla triestina, zuppa di canocchie, baccalà alla triestina, brodetto di pesce, scampi alla busara, seppie in umido con polenta.
Sono solo alcune delle gustosissime pietanze che hanno come ingrediente base i pesci, i crostacei e i molluschi che secondo i periodi e le stagioni vengono pescati nell’alto Adriatico.
Il pesce si trova ovviamente anche in tutte le altre zone marine da Lignano Sabbiadoro a Grado dove è stata mantenuta una particolarissima gastronomia che ha nel boreto alla gradese il suo simbolo.


La cucina goriziana

Di stampo decisamente mitteleuropeo la cucina goriziana in cui primeggiano fra i primi gli gnocchi di patate con le susine conditi con  burro fuso, cannella e un po’ di zucchero; gli gnocchi di pane, gli gnocchetti  di fegato o di semolino in brodo e fra i secondi i kaiserfleish (carré di maiale affumicato e cosparso di kren fresco e grattuciato accompagnato da crauti), il gulash e la cacciagione. Fra i contorni da ricordare le patate in tecia  (saltate in padella con le cipolle), i kipfel (piccole mezzelune fritte fatte con un impasto simile a quello degli gnocchi di patate), mentre fra i dolci da segnalare la gubana goriziana che è diversa perchè fatta con la pasta sfoglia da quella della valle del Natisone, la putizza, la pinza (tradizionale focaccia pasquale), le palatschinken (omelette ripiene di marmellata di albicocca o cioccolata).


La cucina friulana

Carne, latticini, insaccati, rustiche verdure e legumi sono alla base della saporita cucina friulana tutta giocata sulla semplicità delle ricette e sulla genuinità dei prodotti e che la ristorazione delle province di Udine e Pordenone ha saputo ben valorizzare.
Tipicamente friulani sono il frico (formaggio fatto cuocere lentamente in cui possono essere aggiunti anche patate o cipolle) il muset e brovade (cotechino con rape messe a macerare nelle vinacce), la gubana il dolce tipico della valle del Natisone con un ricchissimo ripieno a base di frutta secca, una passa, cedro e canditi.
Un richiamo a parte nella cucina regionale merita la cucina carnica gustosissima e rigorosamente stagionale che utilizza con fantasia gli ingredienti poveri e genuini della montagna: farine di mais e grano saraceno, patate, fagioli, carne suina e selvaggina, funghi, erbe, frutti di bosco e poi tantissimi prodotti di malga: dal latte al formaggio con un’eccezionale varietà di ricotte salate e affumicate, ingredienti ai quali le donne usavano mescolare (con accostamenti inediti e tuttora unici) spezie, frutta secca, aromi portati da casa d’inverno dai cramars i commercianti ambulanti di spezie e stoffe, dopo che avevano percorso a piedi nella bella stagione le strade d’oltralpe.
E questo accostamento fra dolce e salato è alla base del più tipico piatto carnico: i cjarsòns sorta di agnolotti con ripieno a base di ricotta.


Un cesto di prodotti unico

Fra i prodotti tipici non si può non parlare di uno dei simboli del Friuli Venezia Giulia: il prosciutto di San Daniele del Friuli conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Rinomato è anche quello leggermente affumicato di Sauris.
Il loro segreto?
La paziente tecnica con cui vengono preparati (tramandata di generazione in generazione) e l’aria dei luoghi dove vengono stagionati: le amene colline di San Daniele e la conca alpina di Sauris. 
Prosciutti tipici (ma la loro produzione è limitata) sono anche quelli del Carso e di Còrmons.
Ottimi i formaggi a iniziare dal Montasio la cui genuinità e garantita da un marchio di origine e qualità.
In Carnia si producono ricotte fresche e affumicate e formaggi di malga più o meno stagionati mentre nelle valli dell’Arzino, del Cosa e di Tramonti si trova il caratteristico formaggio salato e sul carso il tabor.
Fra gli insaccati che vengono ancora lavorati artigianalmente in molte salumerie primeggiano i salami, le soppresse, le salsicce e il muset e fra i dolci la celebre gubana e gli struccoli della valle del Natisone.

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