8 Giugno 2026

Dieci luoghi unici per scoprire la Galizia

Galizia è acqua, è terra, è vento… Galizia è sentimento, passione, allegria, nostalgia… Galizia è arte, storia, leggenda… È tutto ciò che ci fa sognare, emozionare, meravigliare… Tutto questo è Galizia; una terra che scoprirete poco a poco, passo dopo passo.
Per questo vi presentiamo una selezione di dieci luoghi unici di questa terra che sicuramente non vi faranno rimanere indifferenti e che, senza dubbio, incarnano l’essenza della Galizia: troverete meraviglie della natura, come le Illas Cíes (isole Ciés) o le scogliere di Vixía Herbeira, monumenti Patrimonio dell’Umanità, come le Mura di Lugo, la Torre di Ercole o il Cammino di Santiago e il suo centro storico, luoghi caratterizzati dalla loro bellezza architettonica e paesaggistica, come la Ribeira Sacra o la Ferrol illuminista, e altri luoghi non meno speciali in quanto a valore mitologico e storico, come il Cabo Fisterra o il Castro de Santa Trega.

1 – Ribeira Sacra

La prima tappa del nostro percorso tra i “10 luoghi unici della Galizia” è la Ribeira Sacra, dove si trova la maggior concentrazione di edifici religiosi in stile romanico d’Europa.
La Ribeira Sacra é una terra segnata dal passaggio dei fiumi Miño e Sil che, scorrendo tra le montagne, ne modellano l’incantevole paesaggio. Tutto ciò, unito alla fede e alla spiritualità che avvolgono ancora i numerosi conventi disseminati in queste terre, fa di questo angolo della Galizia una scelta azzeccata per i sensi.
Addentratevi in questa atmosfera magica per conoscere un luogo speciale come Santo Estevo de Ribas de Sil, antico convento il cui edificio è stato completamente ristrutturato e inserito nella rete di Paradores Nacionales (hotel di lusso situati in edifici di grande interesse storico e artistico). Un altro dei conventi che non potete perdervi è quello di San Pedro de Rocas, , un tempio scavato nella roccia viva. Entrando nella chiesa la sensazione è molto simile a quella che si prova entrando in una grotta primitiva. Attorno al tempio, potrete scoprire sepolcri antropomorfi che la pietra, l’accumulo di pioggia e i licheni avvolgono in una patina magica. Ma questi sono solo due esempi del patrimonio che potete trovare nella Ribeira Sacra, ve ne sono molti altri che vi attendono sulle rive del Miño e del Sil, come le chiese di San Paio de Diomondi e di San Miguel de Eiré, o i monasteri di Santa Cristina de Ribas de Sil Montederramo.
Ma non tutto è patrimonio architettonico nella Ribeira Sacra; il suo paesaggio, costituito da bosco autoctono, è il luogo ideale per gli amanti della natura che desiderano percorrere diversi itinerari. Non dimenticate di fermarvi a contemplare la grande opera creata dalla natura nella gola del fiume Mao, con i suoi impressionanti salti. E, se ciò che vi piace è contemplare paesaggi, venite a Parada de Sil, dove vi attendono le gole più agresti e scoscese della zona. Le più famose sono “lobalcóns de Madrid” (i balconi di Madrid), dai quali possiamo osservare la spettacolarità delle gole sospese nel vuoto…ammesso che non soffriate di vertigini.
Quando si parla di Ribeira Sacra si parla anche di vino, aspetto che salta all’occhio non appena si fa ingresso in queste terre: il paesaggio è caratterizzato dai famosi “socalcos”, vigneti disposti su terrazzamenti situati sulle pendici delle montagne. Visto che vi trovate già in queste terre, non perdete l’occasione di provarne i deliziosi vini, che fanno parte di una delle 5 denominazioni di origine vinicole esistenti in Galizia.
Speriamo che possiate salutare la Ribeira Sacra con l’anima in pace, dopo averne percorso i monti magici, dove la natura selvaggia e la fede convivono in perfetta armonia. Guidati dalle rive del Miño, o navigando tra le gole del Sil, scoprirete angoli inaccessibili dalla strada, nei quali si nascondono autentici gioielli medievali tra i terrazzamenti che fanno di questa regione un luogo non lontano dal paradiso.


2 – Mura di Lugo

Nel nostro viaggio speciale passiamo dalla città di Lugo, le cui mura sono, di tutte le fortificazioni militari romane, l’esempio sopravvissuto meglio. Dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sono un esempio eccezionale del tipo di costruzione in grado di illustrare diversi periodi significativi della storia umana.
Dalle loro origini romane, passando dall’epoca medievale fino all’innovativo e rivoluzionario XIX secolo, costituiscono un monumento singolare, prova delle diverse sfaccettature dell’evoluzione di una città come Lugo che è, in se stessa, un importante complesso storico-artistico sin dalle sue origini come Lucus Augusti.
Lugo tutto gira attorno alle mura, che sono il cuore della città. Salire sul cammino di ronda e percorrere i quasi 2,3 chilometri di questo ampio corridoio bimillenario, vi trasporterà in un’altra epoca, ma, senza subbio, la gente a passeggio, che chiacchiera o pratica sport, vi farà accorgere che le mura sono più vive che mai, in quanto il cammino sembra una delle tante strade di questa incantevole città. Attorno alle mura, vi sono altri luoghi di interesse di Lugo che dovete visitare una volta giunti in città, come il burgo vello (vecchio borgo) o la cattedrale.
Senza alcun dubbio, passeggiando nell’incantevole centro storico approderete in qualche localino in cui riprendere le forze: non dimenticate di provare il pulpo á feira (polpo alla gallega, cotto e condito con paprika, olio e sale), la spalla di maiale con cime di rape o le filloas (crêpe) al miele. Non per niente il motto dice: e per pranzo, Lugo!
Ma Lugo è molto altro ancora. Se per caso arrivate qui al solstizio d’estate o all’inizio di ottobre, potrete unirvi al baccano delle migliaia di visitatori che assistono all’Arde Lucus, una festa in cui viene evocato il passato romano della città, e alle feste patronali di San Froilán.
Infine, non dobbiamo dimenticare che Lugoè città di passaggio di uno dei fiumi più importanti della Galizia, il Miño; accanto ad esso è stato riabilitata una grande area verde che è possibile attraversare sotto le cime di alberi autoctoni. E così, accompagnati dalla freschezza delle rive del Miño, salutate questa meravigliosa città. Non per niente l’adocchiarono i romani…


3 – Serra da Capetara

Continuiamo la nostra peregrinazione tra i “10 luoghi unici della Galizia” dirigendoci a nord, alla Serra da Capelada, dove si trovano alcune delle scogliere più alte d’Europa.
La loro cima più alta è quella di Vixía Herbeira, a 620 metri sul livello del mare. Da lì potrete osservare tutta la maestosità e la grandezza di queste scogliere, le più alte dopo i fiordi norvegesi, poiché alla loro elevata altitudine si aggiunge una pendenza dell’80%.
Da lì, le vedute sono impressionanti: il meraviglioso panorama del possente oceano Atlantico e dell’agreste costa nelle vicinanze di Santo André è, senza alcun dubbio, uno dei più straordinari di tutto il litorale europeo.
E, a proposito di Santo André, non perdete l’opportunità di visitare il santuario che si trova sulla strada che sale fino alla Serra da Capelada. Si tratta di uno dei più venerati della Galizia al quale, come dice il detto, “chi non va da morto, va da vivo”. Se desiderate seguire la tradizione, depositate una pietra sui “milladoiros” (mucchietti di pietre) presenti sul cammino, come testimonianza della vostra visita. E, se ciò che desiderate è trovare la metà della mela, portate con voi dell’armeria splendens, qui conosciuta come erba dell’amore; non si sa mai…
Una volta giunti alla Serra da Capelada, continuate il cammino e approfittatene per visitare il Cabo Ortegal con il suo faro, dove rimarrete allibiti davanti alla forza del mare che sbatte contro gli “Aguillóns”, rocce appuntite che emergono dal mare e sulle quali le onde irrompono con tutta la loro forza. La vostra esperienza sarà più forte se arriverete con il temporale, perché quindi conoscerete la furia del mare in tutto il suo splendore, una sensazione di potere che non dimenticherete mai. Una volta lì, respirate profondamente e percepite l’immensità della terra, la forza del vento e la pace che trasmette questo luogo.
Se scendete fino a Cariño e le forze vi vengono a mancare, non dimenticate che potete degustare un delizioso “guiso de raya” (razza in umido) o un “revuelto de erizos y algas” (ricci e alghe saltati), prodotti tipici della gastronomia locale, che vi inonderanno con il sapore di salsedine.

4 – Ferrol illuminista

Il nostro viaggio nel nord della Galizia ci porta alla città di Ferrol per vedere il suo Arsenal, unico porto militare dell’Illuminismo rimasto intatto in Europa e la più grande base navale dell’epoca.
Benché alle origini Ferrol fosse una località dalla forte tradizione peschereccia, nel corso del XVI secolo il suo porto iniziò ad accogliere le navi dell’Armata Reale. Dopodiché, saranno i monarchi Filippo V, Ferdinando VI e Carlo III a promuovere la costruzione della grande opera che trasformò la città nella principale base militare del nord-est della Spagna e nella più grande base navale dell’epoca in Europa. Al suo interno, al quale potete accedere previa richiesta di un permesso, si trova la Sala de Armas (Sala delle Armi), che fu un’antica caserma di addestramento militare e che oggi è residenza della marina per il personale inviato a Ferrol. Potete, inoltre, visitare il Museo Navale e la diga denominata Dique de la Campana, una delle più grandi al mondo. Non bisogna dimenticare l’Exponav, importante mostra della costruzione navale.
Un’altra delle tappe obbligate a Ferrol è il famoso Quartiere della Magdalena, nel quale comincerete a conoscere la storia di questa città industriale e dedita alla pesca. Nell’attraversare questo quartiere, illuminato dalle balconate e caratterizzato da un tracciato perfetto (a forma di tavoletta di cioccolato), non dimenticate di visitare i balconi dei Jardines de Herrera, da cui potrete ammirare un magnifico panorama dell’Arsenal. Il Teatro Jofre, la chiesa di San Xiao o l’Ateneo Ferrolano sono altri luoghi di interesse che accompagneranno la vostra visita.
Allontanandoci dal centro dalla città, possiamo concludere l’itinerario visitando il quartiere peschereccio di A Graña, con le sue tipiche case strette e le sue strade acciottolate, che ci condurranno all’interno del Castello di San Felipecon il centro abitato ai suoi piedi. Questa fortezza è un fedele riflesso dello stile dei modelli accademici della sua epoca, l’Illuminismo. Contemplando da qui i magnifici panorami della ría (valle fluviale in cui si insinua il mare) e il Castello de la Palma, situato nel comune di Mugardos, sarà impossibile non ricordare l’importanza storica e culturale del complesso costituito dalle fortezze difensive della ría di Ferrol e dell’Arsenal Militar, che rendevano quest’ingresso un forte inespugnabile dal mare, in particolare per le incursioni inglesas.


5 – Torre d’Ercole

E continuiamo il nostro viaggio tra i “10 luoghi unici della Galizia” saltando da una città all’altra. Giungiamo a La Coruña per ammirare la Torre di Ercole, il faro più antico del mondo di origine romana in funzione, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Il Farum Brigantium fu costruito dall’Impero Romano alla fine del I secolo o agli inizi di quello successivo. Situato all’ingresso del porto di La Coruña, questo monumentale faro fu progettato per facilitare la navigazione lungo la frastagliata costa galiziana, un punto strategico sulla rotta marittima che univa il Mediterraneo al nord-est europeo.
Secondo la leggenda, l’eroe greco Ercole giunse in Spagna alla ricerca del gigante Gerione, per liberare queste terre dal suo abusivo potere. Lo scontro tra i due durò tre giorni e tre notti, e si concluse con la vittoria di Ercole, che sconfisse il gigante e lo decapitò, per poi sotterrarne la testa vicino al mare. In quel luogo, in commemorazione della sua vittoria, fu costruito un faro, nelle cui vicinanze fu fondata la città di Crunia, nome della prima donna che vi abitò e della quale Ercole si innamorò.
Salite le sue ripide scale e, una volta arrivati in cima, godetevi l’impressionante panorama della città di La Coruñae dell’oceano Atlantico, mentre il vento soffia impetuoso. Ma fate attenzione a non fare rumore, non sia mai che il gigante si svegli… Dopo aver ammirato il panorama dei tetti della città, percorrete il lungomare, e visitate le famose spiagge di Orzán e Riazor, osservare come il mare si schianta in questa zona è uno spettacolo unico. Se proseguite sul lungomare, in direzione O Parrote, arriverete a Porta Real e da qui accederete allazona di A Mariña (La Marina), con le sue balconate, per cui La Coruña riceve il nome di “città di cristallo”.
Approfittatene per ammirare questa facciata della città, dove potrete sostare a darvi una rinfrescata in uno dei suoi tradizionali caffè, gustandovi un delizioso gelato artigianale. Approssimatevi anche ai giardini di Méndez Núñez e passeggiate poi per la Rúa Real, che sbocca nella piazza più famosa della città, la piazza María Pita. Lì potete ammirare una statua in onore dell’eroina più famosa della città, mentre vi godete un delizioso aperitivo in uno dei suoi bar.
Orario di apertura della Torre di Ercole :  Da ottobre a marzo (da lunedì a domenica): dalle 10:00 alle 18:00. Da aprile a settembre (da lunedì a domenica): dalle 10:00 alle 19:00. Luglio e agosto (da lunedì a domenica): dalle 10:00 alle 21:00. Ulteriori informazioni sul sito  www.turismocoruna.com.
Salutate questo meraviglioso “balcone dell’Atlantico” con la sensazione di essere stati accarezzati non solo dall’odore di mare e vento salato, ma anche dalla sua gente, perché sin dall’antichità si dice che questa sia la città in cui nessuno è forestiero.


6 – Cammino di Santiago

Facciamo ora una deviazione straordinaria sulla tabella di marcia per fare qualcosa di speciale: prendete indumenti sportivi, uno zaino e delle scarpe comode, perché non dovete lasciare la Galizia senza aver percorso, per lo meno, un piccolo tratto del Cammino di Santiago. Quest’ultimo possiede i suoi segreti, che aspettano di essere scoperti da tutti voi.
La rotta di pellegrinaggio verso Santiago ha giocato un ruolo fondamentale nel facilitare lo scambio culturale tra la penisola iberica e il resto dell’Europa durante il Medioevo. Per questo motivo, il Cammino di Santiago fu dichiarato primo itinerario culturale europeo dal Consiglio d’Europa. Quello conosciuto come Cammino francese fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Questa è la rotta dalla maggior tradizione storica e quella più conosciuta a livello internazionale. Inizia a Roncisvalle (Navarra) e arriva fino a Santiago de Compostela, in totale 750 chilometri. Si tratta, pertanto, di un cammino che unisce l’Europa al nord della Spagna attraverso la quiete di chiese, ponti, cattedrali, conventi…sempre con il verde sullo sfondo.
Se desiderate ottenere il certificato denominato Compostela, dovete percorrere gli ultimi 100 chilometri a piedi o a cavallo, o gli ultimi 200 se decidete di farlo in bicicletta. Non dimenticate che sulla credenziale del pellegrino devono essere apposti almeno 2 timbri al giorno. L’ideale sarebbe farlo da Sarria, in quanto dista dalla città compostelana circa 113 chilometri.
Sul cammino da Sarria entrerete in contatto con il cuore della Galizia più agreste, attraversando le province di Lugo e La Coruña. Durante il percorso passerete attraverso querceti, boschetti e prati in cui potrete osservare le mucche di razza bionda galiziana o frisona che pascolano in tranquillità. Questa è, senza dubbio, la migliore opportunità di vedere da vicino com’è la vita in campagna e di immergersi nell’aria pura di queste terre verdi.
Approfittate dell’occasione, passando dal comune di Arzúa, per provarne i deliziosi formaggi con denominazione d’origine: una squisita pausa lungo il cammino per riposare e riprendere le forze.
Proseguendo sul cammino, sempre con la natura come compagna di viaggio, ci avvicineremo poco a poco alle terre di Santiago. Con un ultimo sforzo giungerete al villaggio di San Marcos, ultima tappa prima di raggiungere il Monte do Gozo. Da esso, i pellegrini scorgono la città di Santiago de Compostela: le torri della cattedrale sono il miglior incentivo per continuare nonostante la fatica accumulata. Inoltre, è probabile trovare sul luogo altri gruppi di pellegrini, il che renderà il momento ancora più emozionante. Da lì, scenderete fino a raggiungere San Lázaro, per poi proseguire, senza fretta ma senza fermarvi, verso la vostra meta finale; non senza prima aver attraversato il famoso quartiere di San Pedro o la Porta do Camiño e la Plaza de Cervantes. Quando arriverete alla monumentale Praza do Obradoiro, l’emozione si impossesserà di voi: il suono della cornamusa sullo sfondo, la cattedrale protagonista del momento, la stanchezza accumulata e la sensazione di aver raggiunto una meta, di un desiderio che si avvera.


7 – Santiago de Compostela

Avendo percorso o meno il Cammino il nostro viaggio giunge ora nel capoluogo della Galizia, Santiago de Compostela, meta di pellegrinaggio della cristianità sin dal IX secolo.
Dalle acque del mar Baltico e del mare del Nord, migliaia di pellegrini hanno camminato fino al santuario galiziano e hanno portato con sé la conchiglia di San Giacomo lungo tutti i cammini di Santiago, veri cammini della fede. A tutto ciò bisogna aggiungere che, sia in epoca romanica che durante il barocco, il santuario di Santiago de Compostela esercitò un’influenza decisiva sullo sviluppo dell’architettura, non solo in Galizia ma anche nel nord della penisola iberica.
Prima di entrare nella cattedrale, l’ideale è percorrere lentamente le varie strade della città vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e comunemente conosciuta come “la almendra” (la mandorla). La rúa do Franco, con i suoi tipici ristoranti, o la rúa do Vilar, con i suoi portici, vi condurranno fino alla sua soglia. Una volta lì, arrivate fino alla Praza do Obradoiro e guardatevi attorno: il pazo de Raxoi, sede del Comune; l’Hostal dos Reis, oggi Parador Nacional (hotel di lusso situato in edifici di grande interesse storico e artistico); il Colexio de San Xerome, sede del rettorato dell’Università, e la Cattedrale creano un quadro eccezionale che vi farà sentire piccoli se paragonati a un complesso monumentale di tale entità. Il suono di fondo della cornamusa arricchirà ancor di più la vostra esperienza, in quanto un gaitero (suonatore di gaita, cornamusa tradizionale usata in Galizia) è solito suonare sotto l’arco del Pazo de Xelmírez, quindi, ecco, affinate l’udito!
Accedete alla cattedrale dal magnifico Pórtico da Gloria, opera del Maestro Matteo, dove la sua effigie (conosciuta come santo dos croques, per l’abitudine dei pellegrini di sbattere la testa contro la statua) e il complice “sorriso di Daniele” vi daranno il benvenuto. Percorrete l’interno di questo tempio, con raccoglimento, lentamente, con la consapevolezza della rilevanza di questa grande opera, per visitare la tomba dell’Apostolo. Visitate ogni cappella e prestate attenzione ai dettagli del suo impressionante altare maggiore. Potete approfittarne per assistere alla messa e, con un po’ di fortuna, vedrete il botafumeiro, un turibolo dalle grandi dimensioni che fa parte di un rito unico di questa città. Senza alcun dubbio, anche voi sentirete il raccoglimento e l’emozione dei pellegrini, la sensazione di aver raggiunto una meta, di un desiderio che si avvera…
Non dimenticate di visitare le diverse piazze che circondano la cattedrale, come quella di A Inmaculada o A Acibechería, quella di A Quintana o la piazza Praterías, coronata dall’unica facciata in stile romanico rimasta nel tempio. Indubbiamente i nomi di queste piazze provengono dalle antiche corporazioni medievali, ancora presenti, in quanto potete trovare diversi locali in cui acquistare argento o gaietto, un perfetto souvenir di questa città.
Dopo questo percorso magico, non potete lasciare Santiago senza mangiare un boccone in uno dei suoi tipici ristoranti della Rúa do Franco. Ognuno di essi ha la sua vetrinetta in cui vengono collocate le migliori specialità delle rías (valli fluviali in cui si insinua il mare) e delle terre galiziane: lepadi, polpo, granceola, spigola, vitello galiziano e via dicendo. Tutto ciò, ovviamente, accompagnato dai nostri migliori vini. E come dessert, la tarta de Santiago (torta di Santiago), a base di mandorle, è la scelta migliore per addolcire il palato.
Per concludere la visita a Santiago, non vi è niente di meglio che visitare la Alamedae ao seu paseo da Ferradura, e il suo paseo de A Ferradura, dal quale ammirerete un magnifico panorama della cattedrale. Senza dubbio, il miglior congedo da questo viaggio nel capoluogo della Galizia.


8 – Capo Fisterra

E, proseguendo con la tematica giacobea, il nostro itinerario continua verso il cabo Fisterrapoiché durante l’apogeo dei pellegrinaggi vi era chi, dopo aver visitato il sepolcro di Santiago, prolungava il proprio viaggio fino a queste terre per realizzare un percorso segnato nel cielo dalla Via Lattea.
Fisterra (Finisterre) fu considerata nell’antichità la fine del mondo conosciuta. Di fatti, la sua posizione geografica e gli impressionanti tramonti, fecero credere a Decimo Giunio Bruto (generale romano che condusse la conquista della Galizia) che questo fosse, in effetti, il luogo in cui moriva il sole. I dintorni di questo capo sono stati un luogo magico sin dall’antichità, poiché si racconta che qui si trovava l’Ara Solis, un altare in cui, secondo la leggenda, i fenici praticavano il culto del sole. Vi invitiamo, quindi, a visitare questo angolo delle nostre coste, in cui la magia del luogo guiderà i vostri passi.
Al vostro arrivo alla località di Fisterra (Finisterre) visitate la zona del porto lì potrete contemplare l’andirivieni di imbarcazioni in un mare così tranquillo che non vi sembrerà di trovarvi sulla feroce Costa da Morte. Perdetevi tra le strade di questo paese di pescatori e entrate in una delle sue osterie, dove vi accompagneranno gli aneddoti dei vecchi lupi di mare, mentre assaporate un buon piatto di longueiróns (cannolicchi) come aperitivo o qualsiasi altro delizioso prodotto di queste rabbiose acque.
Continuate il viaggio verso la zona del faro, non senza prima esservi fermati al santuario romanico di Santa María das Areas che accoglie al suo interno la venerata immagine del Cristo dalla Barba Dorata. Racconta la leggenda che un’imbarcazione si sbarazzò di lui per le difficoltà di navigazione, e che questi arrivò al paese trascinato dal mare. Non perdete l’opportunità di avvicinarvi a questa immagine per poter verificare di persona se è vero ciò che tutti raccontano: affermano che gli crescono i capelli e le unghie… Sulla strada verso la fine del mondo dobbiamo visitare un’altra meta magica: lerovine dell’eremo di San Guillerme,un luogo intriso di poteri magici legati alla fecondità. Di fatti qui, non molto tempo fa, si recavano le coppie nella speranza che avvenisse il miracolo e che potessero concepire il figlio che non arrivava.
Seguendo la stessa strada, non è strano incontrare più di un pellegrino che cammina lentamente mentre si gode il panorama della ría de Corcubión, (valle fluviale in cui si insinua il mare) con il Monte Pindo sullo sfondo.
Una volta giunti al faro, le maestose vedute della scogliera sull’oceano Atlantico, il mare che sbatte con forza e la sensazione che non vi sia nient’altro tra questo pezzo di terra e il nuovo continente, salvo tutta quest’acqua, vi lascerà il segno, poiché non tutti i giorni si ha la fortuna di osservare il tramonto lì dove finisce il mondo.


9 – Isole Cies

Ci spostiamo ora verso sud, per conoscere le Illas Cíes (isole Ciés). Si tratta di uno degli arcipelaghi che appartengono al Parco marittimo-terrestre Illas Atlánticas de Galicia, insieme alle Isole Ons, Sálvora e Cortegada.
Grazie alla loro ricchezza, sia faunistica che vegetale, e alla spettacolarità dei loro paesaggi, queste isole costituiscono un importante patrimonio, culturale e naturale, di grande valore.
Parlare delle Illas Cíes significa parlare di natura allo stato puro. Accedendovi dai porti di Vigo, Cangas o Baionada cui, in alta stagione, i catamarani che effettuano regolare servizio di linea partono in direzione di questo arcipelago, potremo osservare la loro imponente immagine sullo sfondo della ría de Vigo. valle fluviale in cui si insinua il mare. Come ancestrali leviatani, agresti e indomabili, quest’immagine vi trasporterà in un altro tempo; un tempo in cui contiamo solo noi e ciò che ci circonda; un tempo fatto per essere goduto.
Una volta a bordo della barca che vi porterà alle isole, gabbiani, cormorani, sule bassane e i sempre giocherelloni delfini, saranno i vostri compagni di viaggio, accaparreranno la vostra attenzione per tutta la durata della traversata. Nel corso del viaggio, il mare sarà disseminato di piccole barche per la pesca artigianale, testimoni della ricchezza quasi inesauribile dei fondali marini galiziani.
La miglior fotografia delle tre isole, quella Nord, la Monteagudo, quella di Mezzo o del Faro e quella Sud o San Martiño, sembra piccola accanto alla bellezza naturale che scoprirete poco a poco man mano che il catamarano si avvicinerà alla meta, l’imbarcadero situato vicino alla  spiaggia di Rodas. Esso può essere considerato il centro nevralgico dal quale cominciare a esplorare questo paradiso, che già in passato Tolomeo definì “isole degli Dèi”.
Quando l’imbarcazione avrà attraccato, potrete scegliere di riposare sulla meravigliosa sabbia della spiaggia di Rodas o dirigervi verso una più tranquilla, come quella di Figueiras. Le loro limpide e ricche acque faranno gioire tutti coloro a cui piacerà immergervisi. Saraghi, spigole, tordi neri, tordi marvizzi, invertebrati di ogni genere, alghe di tutti i colori… Vita ovunque sarà il ricordo che porterete con voi dopo esservi immersi nel paradiso sottomarino delle isole Cíes.
Sono d’obbligo la visita al Centro di interpretazione, dove riceverete tutte le informazioni relative a questo paradiso, e la visita ai fari. La strada che conduce a uno qualsiasi di essi è una camminata che gli amanti del trekking non dimenticheranno in fretta, in quanto si trova in un contesto naturale e dalla tranquillità quasi atemporale. Ma, se dovessimo consigliarne uno solo, sarebbe quello situato sulla cima del Monte Faro, le vedute saranno, com’è ovvio, coronate da un paesaggio da cartolina. E se la cornice di questi panorami fosse un tramonto, quest’immagine rimarrà scolpita nella nostra retina per sempre.

10 – Castro de Santa Trega

Per concludere l’itinerario tra i “10 luoghi unici della Galizia”, giungiamo al comune di A Guarda nel quale si trova il castro de Santa Trega. insediamento fortificato di origine celtica. Da qui potrete ammirare la “miglior vista panoramica sui castros al confine tra due paesi”. Naturalmente, le vedute da lì sono insuperabili: la Galizia, dominata dal porto di A Guarda, il possente oceano Atlantico e la vicina costa portoghese modellano l’orizzonte.
La cosa migliore da fare è portare con sé una buona macchina fotografica per immortalare il momento.
Il panorama acquisisce ancora più valore se facciamo un viaggio nel tempo: gli abitanti del castro godevano già di queste vedute dalle loro case. Ovviamente la posizione dell’insediamento non fu scelta per il paesaggio, ma piuttosto per motivi strategici e di sicurezza, poiché in questo modo controllavano il traffico marittimo e la foce del fiume Miño,
Questo paese, situato a 341 metri di altitudine, accolse circa 5000 persone nella sua epoca di maggior splendore, attorno al I secolo a.C., ed era uno dei più grandi del nord-est peninsulare. È costituito per la maggior parte da case ovali, ma ve ne sono anche rettangolari, con angoli arrotondati, a causa dell’influenza romana. Benché vi possa sembrare un paese caotico, vi è un ordine logico di “unità familiari” che potreste aver voglia di scoprire, nonché i petroglifi che si trovano all’esterno e all’interno del recinto. I suoi abitanti avevano un’economia autonoma e lavoravano inoltre ceramiche, gioielli, tessuti e strumenti che potrete osservare nel museo archeologico situato in paese.
E, a proposito del paese, passate da A Guarda, dove una visita al porto è d’obbligo. Lì potrete vedere come le imbarcazioni riposano prima di iniziare una nuova giornata di lavoro, sempre con il canto dei gabbiani e il lieve brusio dei motori delle barche sullo sfondo.
E per concludere la giornata in bellezza, possiamo osservare il tramonto seduti ai tavolini di in uno dei locali del paese, degustando un’aragosta fresca, la cui sagra gastronomica si tiene a luglio.
Saluterete queste terre, bagnate dalle acque del Miño e dell’oceano Atlantico, con la gradevole sensazione di aver fatto un viaggio nel tempo e di aver contemplato un impressionante panorama da uno dei castros più visitati della Galizia.

 

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