10 Giugno 2026

Potenza, il capoluogo più alto d’Italia

Da oltre due secoli, è Potenza città capoluogo della Basilicata, il più alto d’Italia, con i suoi 819 metri di altezza sul livello del mare.
Elegante, ma accogliente, confidenziale, ma solitaria, Potenza città capoluogo è intima, gelosa delle architetture moderne e antiche che la attraversano e del suo millenario centro storico, fatto di vecchi e nuovi edifici che si inerpicano, sovrapponendosi alle piazzette, ai vicoli dell’antico nucleo medievale e alle scale d’un tempo, oggi affiancate da quelle meccanizzate.
Per questa sua conformazione, Potenza è anche detta “città verticale”. Qui la vita scorre tra via Pretoria, nel gergo potentino denominata “sopra Potenza”, proprio perché collocata su di un colle e la zona più moderna, che si estende sull’altro versante del Fondovalle, intorno all’area pianeggiante segnata dal corso del fiume Basento.
Tra centro e periferia, negozi di buon livello e locali di ogni ispirazione rendono Potenza una città capoluogo viva e intraprendente per gli amanti dello shopping e delle serate conviviali.

Pinacoteca provinciale

“La città verticale”

Potenza è una città dall’alto profilo storico e culturale che merita di essere percorsa e conosciuta, impreziosita da storiche chiese e preziose piazze, musei e gallerie d’arte, palazzi signorili e antiche porte medievali. E poi il Teatro Stabile, che domina la centrale Piazza Mario Pagano e, ancora, la Torre Guevara, unica testimonianza del vecchio castello signorile della città.
Nel mese di maggio, poi, Potenza diventa una città avvolta da un’atmosfera magica, che ruota attorno ai preparativi per le celebrazioni in onore del Santo Patrono di questo capoluogo, San Gerardo Vescovo da Piacenza – celebrazioni che coincidono con la storica Parata dei Turchi, un evento che si svolge tra mistica leggenda e velata realtà.

Uno scorcio di Potenza

Una delle città più antiche d’Italia

La storia di Potenza fissa le sue radici in un passato che riaffiora costantemente nel presente. Intensa, incisiva, incancellabile, la storia di Potenza custodisce in ogni angolo i segni di avvenimenti importanti.
Per quanto le sue origini siano antichissime e incerte, non è dubbia la fondazione romana scolpita nel suo nome, “Potentia”, e in quello di Via Pretoria, che ne attraversa l’intero centro storico.
Probabilmente, la prima collocazione della città capoluogo avviene in località Serra di Vaglio, a nord-est di Potenza, dove sono visibili i resti di un abitato indigeno frequentato dalla seconda metà dell’VIII secolo a.C. Non si può escludere che l’insediamento urbano, poi, si sia trasferito sul colle, dove sorge il centro più antico, per poi divenire, nel III sec. a. C., una prefettura romana denominata, appunto, “Potentia”.
Sede vescovile già nel V secolo, nel 1111 fa il suo ingresso in città il vescovo Gerardo La Porta da Piacenza, beatificato nel 1120 e amato profondamente dai potentini perché egli, non solo avrebbe liberato la città dalle condizioni precarie in cui versava ma, secondo alcune documentazioni e interpretazioni, avrebbe salvato Potenza dall’invasione dei Turchi.
La storia di Potenza narra anche del suo ruolo di roccaforte longobarda. Durante la dominazione normanna, la città assiste al passaggio di papa Innocenzo II e dell’imperatore Lotario II e più tardi, intorno al 1148, Ruggero II d’Altavilla ospita Luigi VII di Francia di ritorno dalla Terra Santa. Nel 1269 Potenza si ribella a Carlo d’Angiò, mentre nel 1273 nulla può contro uno dei tanti terremoti che l’hanno distrutta nei secoli, fino a quello del 23 novembre 1980. Da questi eventi, però, la Città Capoluogo si è sempre risollevata.
Guevara, Sanseverino e Loffredo sono i nomi di alcune famiglie che hanno segnato oltremodo la storia e la cultura della città, lasciando traccia della loro presenza in architetture ancora esistenti.
Nel 1860 Potenza è la prima città del Mezzogiorno ad insorgere, compatta, contro i Borboni, come documenta anche una delle due iscrizioni apposte all’interno del Tempietto di San Gerardo, in piazza del Sedile. Una di queste fa riferimento anche all’invasione dei briganti avvenuta nel 1809.


Scoprendo la città civile e religiosa

Sono tanti i punti del capoluogo in grado di catturare l’attenzione del più curioso visitatore, gran parte dei quali si concentrano tra il centro storico e i quartieri periferici della città.
Antichi accessi e torri medievali, storiche scale, in pietra o meccanizzate, palazzi signorili e autentiche piazzette, vicoli stretti e stradine lastricate. E poi musei e gallerie d’arte, antiche ville e moderni centri culturali.
Potenza è tutto questo, luogo di cultura e continua scoperta in ogni suo angolo e quartiere: dal Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu”, allestito nello storico Palazzo Loffredo, al Teatro Francesco Stabile, nella centrale piazza Mario Pagano, fino al Conservatorio di musica intitolato al madriganilista rinascimentale venosino, Carlo Gesualdo di Venosa, al ponte Musmeci, costruzione contemporanea che fa da crocevia tra i diversi punti di accesso alla città.
Visitare le chiese di Potenza è come varcare la soglia del suo passato in cui si sono avvicendati eventi cruciali ancora impressi sulle tele e negli ornamenti che esse conservano.
Nel centro storico sorgono alcune tra le chiese più belle della città, sia nell’architettura che nel patrimonio artistico-culturale che le impreziosisce. Si va, infatti, dalla cattedrale di San Gerardopatrono della città, alla duecentesca chiesa di San Francesco, posta all’angolo di Piazza Mario Pagano, fino alla splendida chiesa di San Michele Arcangelo, esempio di arte romanica da ammirare in via Rosica, una traversa di via Pretoria.
Sul corso principale, in uno dei caratteristici vicoletti, ci si imbatte nella graziosa cappella del Beato Bonaventura, realizzata proprio nella piccola casa in cui nacque il sacerdote francescano beatificato nel 1775. Proseguendo in direzione di Porta Salza, uno degli antichi accessi alla città, prima di raggiungere l’antica chiesetta di Santa Lucia, si riconosce la chiesa della Trinità.
In Piazza Matteotti, sopra il Muraglione, cinta di difesa della città, sorge l’Edicola di San Gerardo, simbolo di gratitudine del popolo potentino verso il suo patrono, per la protezione assicurata a Potenza durante i moti rivoluzionari per l’unità d’Italia.
Spostandosi poi dal centro storico, in uno dei quartieri più antichi della città, si può ammirare la chiesa di San Rocco, e di qui, procedendo lungo la via Cavour, si raggiunge un’altra chiesa storica, quella di Santa Maria del Sepolcro, dallo stile gotico catalano.

Ponte Musmeci

Un’archeologia sorprendente

L’archeologia lucana e le forme d’arte ad essa connesse trovano collocazione in numerosi musei e siti disseminati tra il centro e la periferia della città.
Custodiscono le antiche vestigia storiche e artistiche della Basilicata attraverso l’esposizione delle importanti scoperte e degli approfonditi studi relativi all’archeologia lucana in generale. Sono il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata dedicato a “Dinu Adamestenu”, fondatore dell’archeologia lucana, con sede nello storico Palazzo Loffredo, nel centro storico di Potenza, e il Museo Archeologico Provinciale, situato nel rione Santa Maria, uno dei più antichi del Capoluogo.
Di impareggiabile valore e impatto è anche la cosiddetta Villa Romana di Malvaccaro che sorge in piena città e conserva pregevoli segni e simboli di un tempo lontano ma indimenticabile.

I sapori

I piatti tipici potentini consistono in pietanze semplici e genuine tramandate principalmente dal mondo contadino, come gran parte della tradizione gastronomica lucana.
Tra i piatti tipici potentini, immancabili sono salumi e latticini di grande pregio, ma la regina della tavola resta la pasta fatta in casa: cavatelli e fagioli, lagane e ceci, strascinati mollicati con peperoni cruschi e una spolverata di cacioricotta, ravioli al ragù, orecchiette e fusilli al sugo di pezzente, tanto per citarne alcuni.
Tra i secondi piatti, protagonisti dei banchetti sono l’agnello, seguito dal capretto, ma anche da carne di maiale fresca o stagionata, sotto forma di salumi saporiti a cui nessuno sa rinunciare.
Oltre all’ottimo vino Aglianico del Vulture Doc, dal sapore intenso e corposo, sulla tavola potentina non manca mai la Gassosa Avena, esclusiva bevanda prodotta proprio nel capoluogo lucano dai primi del Novecento, e difficile da trovare altrove, che rende più gustoso ogni pasto esaltandolo con il suo sapore inconfondibile.
Pur non potendo annoverare un dolce tipico, la cucina potentina vanta diverse specialità: dalle chiacchiere ai biscotti con la glassa o con le mandorle e, durante il periodo natalizio, i calzoncelli con le castagne e le cestarelle. Gustare per credere!

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