14 Settembre 2026

L’estate che resta: viaggio nelle piccole isole italiane dove settembre ha ancora il profumo del mare

C’è un momento dell’anno in cui le isole cambiano voce. È settembre, quando l’estate ufficiale comincia a fare le valigie ma il mare non sembra avere alcuna intenzione di seguirla.
Sulle piccole isole italiane la stagione non finisce con il calendario. Continua nelle barche che escono al mattino, nei pescatori che rientrano in porto, nei tavolini ancora apparecchiati davanti al mare, nei bagni al tramonto e nelle strade finalmente meno affollate.
È forse questo il momento migliore per partire: quando i grandi flussi dell’agosto sono ormai lontani e le isole tornano a mostrare il loro volto più autentico.
Perché settembre non è soltanto un’estate fuori stagione. È il tempo delle isole.


Procida, quando il mare si riprende la sua isola

Piccola, colorata, vulcanica e orgogliosamente diversa dalle più celebri Capri e Ischia, Procida è forse una delle destinazioni che meglio raccontano il fascino di settembre.
La Marina di Corricella, con le sue case color pastello affacciate sull’acqua, sembra fatta apposta per essere osservata lentamente. Senza fretta. Magari davanti a un piatto di pesce e a un bicchiere di vino.
Poi ci sono Terra Murata, l’Abbazia di San Michele, Palazzo d’Avalos, le spiagge di Chiaia e del Pozzo Vecchio, quella resa celebre da Il Postino.
A settembre il mare conserva ancora il calore dell’estate, mentre le presenze diminuiscono. E la luce più bassa regala all’isola colori ancora più intensi.
Procida non chiede di essere conquistata. Chiede di essere camminata.

Ponza, l’isola da vivere dal mare

Ponza è un’isola che si comprende davvero quando ci si allontana dalla terraferma.
Le sue coste sono un susseguirsi di calette, grotte, faraglioni e pareti rocciose. Cala Feola, Chiaia di Luna, le piscine naturali e le insenature raggiungibili soltanto via mare costruiscono un paesaggio che invita a prendere una barca e lasciarsi guidare dalla costa. Ma settembre regala anche un’altra Ponza: quella del silenzio.
È il momento per salire verso Le Forna, percorrere le strade panoramiche, fermarsi a guardare il porto dall’alto e scoprire un’isola che non vive soltanto di spiagge.
Qui il mare è paesaggio, ma anche storia: sotto la superficie ci sono grotte, relitti e fondali che fanno dell’isola una destinazione amata dagli appassionati di snorkeling e diving.


Ventotene, dove il tempo sembra davvero essersi fermato

Se Ponza è spettacolare, Ventotene è intima.
È l’isola per chi cerca dimensioni più raccolte, passeggiate, mare e soprattutto quella sensazione ormai rara di trovarsi in un luogo che non ha fretta di piacere a tutti.
Il porto romano, le stradine, le case colorate e il profilo dell’isola raccontano una storia antica che convive con la quotidianità dei suoi abitanti.
A settembre Ventotene diventa ancora più interessante per chi ama viaggiare lentamente: una passeggiata, un bagno, una tavola apparecchiata, il tramonto e il giorno dopo si ricomincia.


Capraia, l’isola selvaggia dell’Arcipelago Toscano

Capraia è per chi cerca un’isola diversa dall’immaginario delle spiagge affollate. È aspra, verde, vulcanica. Un’isola da esplorare a piedi, seguendo sentieri che attraversano una natura sorprendentemente intatta e arrivano fino a panorami sul mare aperto. Qui il turismo non ha cancellato la dimensione selvaggia del territorio.
Il piccolo porto, le case colorate, la vecchia colonia penale, i sentieri e le scogliere compongono un paesaggio nel quale la natura resta protagonista.
A settembre Capraia diventa una destinazione ideale per chi vuole mettere insieme mare, trekking, fotografia e silenzio. Non è l’isola per chi cerca soltanto un lettino.
È l’isola per chi vuole sentirsi lontano.

Marettimo, la più selvaggia delle Egadi

Nell’arcipelago delle Egadi, Marettimo è forse quella che più di tutte conserva un’anima da isola. Qui il mare non è soltanto una distesa azzurra da fotografare: è una strada, una fonte di vita, una memoria.
Le escursioni in barca permettono di scoprire grotte e coste altrimenti inaccessibili, mentre sulla terraferma i sentieri si arrampicano verso il Monte Falcone e regalano panorami spettacolari. Settembre è perfetto per vivere Marettimo senza la frenesia dell’alta stagione e soprattutto per assaggiare la cucina dell’isola, dove il pesce racconta ancora un rapporto quotidiano con il mare.

Favignana, tra tonni, tufo e acque trasparenti

Favignana è probabilmente una delle isole italiane più facili da vivere lentamente. La bicicletta è il modo ideale per attraversarla: le strade permettono di raggiungere calette, cave e scorci sul mare senza avere bisogno di grandi spostamenti ma fermarsi all’acqua sarebbe un errore.
Favignana ha una storia profondamente legata alla pesca del tonno e alla famiglia Florio. L’ex Stabilimento Florio è uno dei luoghi simbolo di questa memoria e racconta un’epoca nella quale la tonnara rappresentava il cuore economico e sociale dell’isola e poi ci sono le antiche cave di tufo, trasformate dal tempo e dalla vegetazione in una sorta di architettura naturale.
È questa la Favignana più interessante: quella in cui un bagno a Cala Rossa può essere seguito dalla visita a un museo, da una pedalata e, naturalmente, da una cena a base di pesce.


Salina, l’isola verde delle Eolie

Nel cuore delle Eolie c’è un’isola che sembra avere scelto di rallentare ancora più delle altre. È Salina, verde, elegante e agricola.
Qui il mare convive con vigneti, capperi, terrazzamenti e piccoli centri abitati. È un’isola da scoprire anche attraverso i suoi sapori, perché il viaggio passa inevitabilmente dalla tavola. Il paesaggio invita a fermarsi: una passeggiata, un bagno, una granita, un bicchiere di vino locale e il tramonto sulle altre isole dell’arcipelago.
A settembre le Eolie mostrano una dimensione più morbida. E Salina è forse quella che meglio interpreta questa idea di vacanza lenta.

Alicudi – foto candido33 on Visualhunt.com

Alicudi e Filicudi, quando l’isola diventa un’altra dimensione

Poi ci sono Alicudi e Filicudi. Qui bisogna cambiare passo.
Alicudi è quasi una provocazione per il viaggiatore contemporaneo: pochissime strade, scale, sentieri e una vita scandita dalla natura. Non è il luogo per chi pretende di arrivare ovunque in automobile. È il luogo per chi vuole finalmente smettere di guardare l’orologio.
Filicudi è altrettanto affascinante, con il suo paesaggio vulcanico, i piccoli approdi e un mare da esplorare soprattutto in barca. Sono isole che non promettono divertimenti a ogni ora del giorno. Promettono qualcosa di più raro: tempo.

Le Tremiti, l’Adriatico che sembra Mediterraneo

Cambiamo mare e arriviamo alle Isole Tremiti. San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa compongono un piccolo arcipelago nel quale la natura incontra una storia antichissima.
San Domino è quella più verde e ricca di calette, San Nicola custodisce invece la dimensione storica e monumentale dell’arcipelago, dominata dall’antica abbazia-fortezza. Settembre è ideale per alternare bagni, passeggiate, escursioni in barca e visite culturali e per scoprire che non serve attraversare il Mediterraneo per trovare un mare che sembra caraibico.


Asinara, l’isola dove la natura ha preso il posto del carcere

C’è poi un’isola che merita un viaggio diverso. L’Asinara è natura, ma anche memoria. Quella che per decenni è stata un’isola-carcere è oggi un’area protetta dove la storia recente dell’Italia convive con un patrimonio naturalistico straordinario.
Si può esplorare a piedi, in bicicletta o attraverso escursioni organizzate, osservando paesaggi che alternano calette, macchia mediterranea e zone completamente selvagge. Qui il mare è soltanto una parte del viaggio.
L’altra è la memoria di un’isola che per molto tempo è rimasta separata dal resto del mondo e che oggi può essere finalmente conosciuta.

Il vero lusso di settembre? Avere tempo

Forse è questo il motivo per cui le piccole isole italiane sono particolarmente belle a settembre. Non soltanto perché il mare è ancora invitante e le giornate permettono di stare all’aperto, ma perché cambia il ritmo. Diminuiscono le code, le spiagge si svuotano, i ristoranti tornano a respirare, i porti recuperano la loro quotidianità e soprattutto torna a essere possibile vedere le isole per quello che sono. Non semplici destinazioni balneari, ma comunità sospese tra terra e mare, luoghi nei quali la pesca, l’agricoltura, la cucina, la religiosità, le feste, la memoria e il paesaggio sono ancora parte della stessa storia.

Un frammento d’estate da portare con sé

Settembre non è la fine dell’estate. Sulle piccole isole italiane è piuttosto un’estate diversa. Più lenta, più silenziosa, forse persino più autentica. È il momento in cui si può fare il bagno al mattino, pranzare senza guardare l’orologio, prendere una barca nel pomeriggio e aspettare il tramonto davanti a un porto. Poi arriva la sera.
Le luci si accendono nelle case, il rumore delle barche si attenua e il mare diventa scuro. Per qualche giorno si può avere la sensazione che il calendario non conti più ed è forse questo il regalo più bello delle piccole isole italiane: un frammento d’estate quando tutti gli altri hanno già cominciato a dimenticarla.

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