25 Settembre 2026

A Firenze arriva “Amaridamare”. Tre serate per esplorare il mondo degli amari

Sarà l’albergo Bernini Palace ad ospitare tre serate speciali per esplorare il mondo degli amari
tra masterclass, storytelling e aperitivi tematici.
L’umbra Green Heart Distillery e i toscani Liquorificio Morelli e Distilleria Elettrico saranno i protagonisti della nuova rassegna spirits ospitata nel cinque stelle in centro a Firenze.


I tre appuntamenti per tre produttori

Tre appuntamenti, tre produttori d’eccellenza e un unico filo conduttore: raccontare il mondo degli amari attraverso un’esperienza che coinvolge vista, olfatto, gusto e cultura.
Nasce a Fiirenze “Amaridamare”
, la nuova rassegna che sarà ospitata al Bernini Palace Hotel di Firenze, che da settembre a novembre 2026 trasformerà il suo elegante bar in un salotto dedicato alla scoperta delle erbe, delle spezie e delle botaniche che danno vita ad alcuni tra gli amari più interessanti del panorama italiano.
Il format – ideato dalla testata Il Forchettiere in collaborazione con l’hotel del gruppo Due Torri – prevede in ogni tappa una masterclass guidata con i produttori e gli esperti delle aziende ospiti, seguita da un aperitivo tematico durante il quale le botaniche protagoniste degli amari saranno reinterpretate dallo chef Stefano Bellini in una serie di finger food creati appositamente per l’occasione.

Non solo miixology, le botaniche entrano anche nel piatto

Un dialogo tra mixology e cucina che permetterà agli ospiti di scoprire come gli aromi presenti nel bicchiere possano ritrovarsi, trasformati e valorizzati, anche nel piatto.
Ad aprire il calendario sarà Green Heart Distillery, protagonista della serata di mercoledì 30 settembre (a partire dalle ore 18,30) seguita da Liquorificio Morelli di Palaia (Pisa) mercoledì 21 ottobre e da Distilleria Elettrico di Livorno mercoledì 25 novembre.
Tre
realtà diverse per storia, filosofia e approccio produttivo, ma accomunate dal’attenzione alla qualità delle materie prime e dalla capacità di interpretare in chiave contemporanea la tradizione liquoristica italiana.
“Il format Amaridaamare – spiega il giornalista Marco Gemelli – nasce con l’obiettivo di valorizzare una categoria in forte crescita, sempre più presente non soltanto come fine pasto ma anche nel mondo dell’aperitivo e della miscelazione.
Le serate offriranno infatti
‘opportunità di approfondire le caratteristiche delle singole etichette, conoscere i processi produttivi, esplorare il ruolo delle botaniche e comprendere come queste possano dialogare

con la gastronomia”.
“Sono partito dalle botaniche che caratterizzano l’amaro – aggiunge lo chef Stefano Bellini – ed
è stato interessante, oltre che divertente, capire come portarle in cucina.
Di solito, quando
penso a un piatto parto dall’ingrediente principale e poi vi costruisco intorno sapori, profumi

e consistenze. Qui ho seguito quasi il percorso contrario: sono partito da una botanica, da una nota aromatica, e mi sono chiesto quale ingrediente potesse accompagnarla e trasformarla in un piatto. È diventata quasi una sfida riuscire a utilizzare il maggior numero possibile di botaniche senza ripeterle, abbinandole ogni volta a ingredienti diversi. Alcune botaniche diventano protagoniste, altre restano più discrete, magari solo in un profumo o in una nota finale”.
“Amaridamare nasce dal desiderio di valorizzare sempre di più il bar del Bernini Palace, aprendolo non soltanto ai nostri ospiti, ma anche alla città e trasformandolo in un luogo di incontro e di scoperta”, dichiara David Foschi, Direttore dell’Hotel Bernini Palace.
“Il mondo degli amari ci affascina per la sua ricchezza di storie, territori e botaniche e ci piacerebbe, attraverso questa rassegna, arricchire progressivamente la nostra bottigliera e costruire nuove occasioni di degustazione e conoscenza. Sarà un percorso che crescerà appuntamento dopo appuntamento, anche grazie al confronto con produttori e professionisti del settore”.

La rassegna si inserisce nel programma di eventi del Bernini Palace dedicati alla cultura del gusto e alla valorizzazione delle eccellenze italiane, confermando il ruolo dell’hotel come luogo di incontro tra ospitalità, territorio e alta qualità.
Qui i biglietti per l’aperitivo: https://www.eventbrite.it/e/2001160779762.


Gli amari, il gusto italiano della tradizione

Non chiamateli semplicemente digestivi. Gli amari sono una piccola enciclopedia liquida della tradizione italiana, nata dall’incontro fra erbe, radici, spezie, cortecce, fiori e frutti e da una sapienza antica fatta di infusi, macerazioni e ricette spesso gelosamente custodite.
Il loro nome racconta già molto: amaro è il gusto, talvolta deciso e persistente, che deriva dalle sostanze vegetali utilizzate nella preparazione. Ma dietro quel bicchierino scuro che per generazioni ha chiuso il pranzo o la cena c’è un mondo assai più vasto.
Le origini affondano nelle preparazioni erboristiche e farmaceutiche, nei conventi e nelle antiche farmacie, dove piante e spezie venivano utilizzate per preparare rimedi e tonici. Nel tempo quelle ricette hanno lasciato il laboratorio per entrare nelle case, nei caffè e nei ristoranti, trasformandosi in una delle espressioni più curiose del bere italiano.
Ogni territorio ha poi costruito il proprio racconto. Dalle montagne alle coste, cambiano botaniche, profumi e gradazioni: rabarbaro, genziana, liquirizia, china, anice, ginepro, agrumi, erbe alpine e mediterranee diventano ingredienti di ricette profondamente legate ai luoghi in cui sono nate.
E così l’amaro non è soltanto una bevanda, ma anche una forma di memoria gastronomica. Un modo per assaggiare un paesaggio attraverso le sue piante e le sue tradizioni. Dietro molte etichette c’è infatti una storia familiare, un’erboristeria, un monastero, una distilleria o un’antica ricetta locale.
Oggi gli amari stanno vivendo una nuova stagione: accanto ai grandi classici della tradizione sono comparsi prodotti artigianali, interpretazioni contemporanee e utilizzi nella mixology. Il bicchiere di amaro non è più soltanto il rituale di fine pasto dei nonni, ma può diventare anche un ingrediente da cocktail e un originale strumento per raccontare l’Italia del gusto.
Un viaggio che vale la pena di cominciare proprio dal bicchiere: perché per capire davvero un amaro bisogna prima scoprire le erbe, i territori e le storie che contiene.

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