28 Settembre 2025

14 escursioni alla scoperta dei colori del Trentino d’autunno

Giallo, arancione, rosso e oro. È proprio in autunno che la natura si trasforma, passando dalle tonalità del verde vivido ed intenso alle sfumature più calde e infuocate, come quelle dei larici, dei faggi e delle betulle. Questo fenomeno si chiama foliage e in Trentino puoi ammirarlo in tutte le sue sfumature.
Indossa degli scarponcini da trekking, scegli uno dei percorsi che trovi qui sotto e non dimenticare di portare con te la macchina fotografica per immortalare questo straordinario spettacolo: è il silenzioso regalo dell’autunno.

1 – Nelle valli del Leno

Profonde gole e valli scoscese scavate dai rami del selvaggio torrente Leno dividono le pendici dei monti circostanti coperti di faggi ed abeti, pronti a riscaldare con i colori più vividi le fresche giornate di ottobre, giocando a nascondino con banchi di basse nuvole e foschia autunnale, creando luci e ombre, offrendo un vero spettacolo per gli occhi e facendo innamorare delle Valli del Leno.

2 – Foliage in Lessinia

Dolci colline, faggete e praterie puntellate da malghe dai tetti di pietra, un’esperienza a contatto con la natura, lontano dal turismo di massa quella della Lessina.
E in autunno, i boschi circostanti colorano il panorama suggerendo sfumature uniche come pennellate d’artista sui pascoli ingialliti.
Quale migliore occasione per prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana ed immergersi nei morbidi colori di ottobre?

3 – Camminata al lago di Cei

Una camminata in uno dei luoghi più romantici del Trentino, che offre il foliage in tutte le sue sfumature che si specchiano nelle acque cristalline di questo tranquillo laghetto alpino: ti trovi al Lago di Cei, preziosa gemma al centro della riserva naturale di Prà dell’Albi-Cei, circondata da maestosi faggi e fitti canneti.

Foto: Carlo Baroni, CC BY-SA, APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo

4 – Fra i castagneti del Brentonico

Semplice passeggiata tra i maestosi castagneti secolari dell’Altopiano di Brentonico, tra il fiume Adige e il Lago di Garda, nel cuore del Parco Naturale del Monte Baldo – conosciuto dai botanici come “Giardino d’Europa” per la ricchezza di piante e fiori rari- hai la possibilità di scoprire scorci di rara bellezza.
Percorrendo il sentiero riempirai gli occhi di meraviglia: tutt’attorno al piccolo e caratteristico paese di Castione infatti si innalzano alberi antichi e maestosi le cui fronde si tingono d’oro nei mesi autunnali. Sono i castagni, che qui hanno trovato l’habitat ideale per regalarci uno dei frutti simbolo del Monte Baldo: i marroni.

Foto: Federico Monegatti, APT Trento

5 – Al Piz delle Agole

Percorso nei boschi di latifoglie in gran parte su strade lastricate e sterrate, con diversi punti di interesse naturalistico; molto gradevole nel suo sviluppo ad anello con modesti dislivelli.
L’itinerario permette di godere una splendida vista dal Piz delle Agole sulla Val di Cembra e di ammirare le caratteristiche baite in porfido e in legno lungo la strada.
Merita il giro la bella panoramica sul gruppo Brenta e la visita alla chiesetta di San Leonardo.

Percorso nei boschi di latifoglie in gran parte su strade lastricate e sterrate, con diversi punti di interesse naturalistico; molto gradevole nel suo sviluppo ad anello con modesti dislivelli.

Foto: APT Garda Trentino, Garda Trentino

6 – Al rifugio San Pietro

Percorso nei boschi di latifoglie in gran parte su strade lastricate e sterrate, con diversi punti di interesse naturalistico; molto gradevole nel suo sviluppo ad anello con modesti dislivelli.
Il rifugio San Pietro è una delle mete più amate da residenti e turisti per la facilità di accesso, per l’ottima cucina e per la spettacolare vista panoramica sul lago di Garda.
Questo trekking porta a conoscere alcune delle meraviglie della zona di Tenno.

Si parte da Canale di Tenno, borgo medioevale tra i più Belli d’Italia: qui, tra i vicoli e le vecchie case in pietra, il tempo sembra davvero essersi fermato. Inoltrandosi nel bosco si risalgono le pendici del Calino, fino alla località Bastiani. Da qui, in pochi minuti si raggiunge il rifugio San Pietro, collocato su una terrazza naturale che regala un panorama spettacolare sull’Alto Garda.
Il rifugio è una delle mete predilette del Garda Trentino, perché è facilmente raggiungibile anche in macchina. Se avete intenzione di mangiare qui, ricordatevi di prenotare!
Per il rientro, il sentiero porta sulle rive del lago di Tenno, famoso per lo straordinario colore azzurro delle sue acque. In estate è d’obbligo una sosta per un tuffo rinfrescante, prima di raggiungere il punto di partenza dell’escursione.

Foto: Raffaele Merler, Madonna di Campiglio Azienda per il Turismo

7 – Val di Fumo, la via delle valli

Escursione su un altipiano a 1800 m di quota lungo un sentiero pianeggiante, adatto anche a famiglie, immersi in uno scenario unico tra rocce, vegetazione e acqua.
La Val di Fumo è la vallata più estesa dell’intero Gruppo Adamello–Presanella. Soprannominata il “piccolo Canada del Trentino”, per l’enorme quantità d’acqua che scorre sui suoi versanti e per le foreste di abete rosso, pino cembro e larice, è una “valle di nuvole e misteri” che trasporta l’escursionista in uno stato di pura contemplazione di fronte a questa sublime opera d’arte realizzata dalla Natura.
Il tragitto che la attraversa è quasi pianeggiante e adatto alle famiglie (ma non ai passeggini). La natura vi regna sovrana e chi si inoltra in questa valle potrà trascorrere una giornata assaporando solo la pace, i suoni dell’acqua e l’aria fresca di alta quota.
Nei mesi estivi, un rifugio, adagiato su di uno sperone nel cuore della valle, offre la possibilità di ristorarsi, pernottare e  godere di uno scenario in continuo cambiamento che riempie gli occhi di innumerevoli colori cangianti.


8 – Alla forra del Lupo

E’ uno dei percorsi tematici dedicati alla Grande Guerra (1914-1918) tra i più belli ed emozionanti del Trentino.
Ciò che lo rende unico  è il tracciato, che porta l’escursionista in una gola, tra alte pareti di roccia, dove gli austro-ungarici scavarono trincee e profondi ricoveri. Poi i panorami, bellissimi, sull’alta valle di Terragnolo, sul passo della Borcola e sull’imponente massiccio montuoso del Pasubio.
Dalla sella di Serrada (loc. Cogola), il percorso (SAT137) sale gradualmente il versante destro della vale di Terragnolo  e raggiunge Forte Dosso delle Somme. Spettacolari i passaggi tra alte pareti di roccia, in particolare la Forra del Lupo – Wolfsschlucht, così come spettacolari sono i panorami che si aprono sul massiccio montuoso del Pasubio, teatro di aspri combattimenti.

Foto: Pillow Lab, APT Valli di Sole, Peio e Rabbi

9 – Alle Cascate del Saént

Percorso ad anello, nel cuore della Val di Rabbi, che ti conduce ai piedi di questi spumeggianti salti d’acqua creati dal torrente Rabbies.
L’itinerario, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, in autunno, ti permette di ammirare la colorazione delle foglie del larice che diventano di un arancione talmente vivo da sembrare surreale. Un contrasto unico con il cielo limpido, tipico delle giornate settembrine.
Questo percorso ad anello conduce ad uno dei luoghi più fotografati della Val di Rabbi: le Cascate di Saént.. Una fotografia non rende la loro spettacolarità, le emozioni che scaturiscono dalle loro acque e nemmeno la sensazione di freschezza che proverai quando, attraversandole, gli zampilli d’acqua incontreranno la tua pelle. Non ti resta che visitarle di persona!
Questo itinerario fa parte del progetto Uno Di Un Milione. Qui potrai partecipare ad un’esperienza d’arte, relazione e partecipazione che ti guiderà lungo i percorsi dell’acqua della Val di Sole, e ti farà scoprire come la comunità della valle abbia creativamente immaginato la propria visione a tutela dell’ambiente e delle generazioni future.

Foto: ApT San Martino, APT San Martino di Castrozza

10 – Anello Poit – Cordognè – San Giovanni

Un sentiero tematico di mezza quota adatto a tutti, realizzato tra i boschi e prati che sovrastano il paese di Mezzano, uno de I Borghi più belli d’Italia.
Questo facile anello, percorribile in circa 2 ore e mezza, è consigliatissimo durante il periodo del foliage, quando la presenza di numerosi  faggi regala una vera e propria esplosione di colori e sfumature autunnali, dal giallo al bruciato, fino al rosso fuoco.
Lungo il cammino raggiungerai piccole radure, finestre con vista su scorci insoliti e inaspettati: dalle Pale di San Martino al Monte Pavione, dai verdi prati di San Giovanni alle acque color turchese del Lago della Val Noana.


Foto: C.C. Azienda per il Turismo della Val di Fassa, APT Val di Fassa

11 – Riflessi di natura al lago di San Pellegrino

Prenditi il tuo tempo. Poco più di 1000 metri è il perimetro del sentiero intorno al lago, ma nelle sue acque puoi leggere tutta la geografia di valle mentre sulle sponde la respiri.
Qui, a 1900 metri, sul confine orientale del Trentino, sul passo che ha preso il nome dai frati di San Pellegrino, passaggio di soldati e fronte di battaglie, questo lago regala benessere e amplifica bellezza in tutte le stagioni.
Lungo il suo percorso, arricchito di sculture in legno, attraversi ponti e passerelle.
Soprattutto, nelle sue acque, a seconda della luce e delle ombre disegnate dal giro del sole, riconosci in uno specchio azzurro e verde le creste di Costabella e del Col Margherita, della Cima di Juribrutto e, addirittura, Cima d’Uomo. Man mano che cammini, potresti accorgerti che il passo rallenta per darti il tempo di guardare ma, soprattutto, di respirare il profumo di larice, cirmolo e pino mugo. Cerchi con lo sguardo le tracce degli animali del bosco ed i colori dei rami di ginepro, ingrediente fondamentale della tradizione ladina. E, finito il giro, viene voglia di continuare a passeggiare, a ritmo dolce, attraverso la verdissima conca di Fuciade.

Foto: ph. Frizzera, APT Paganella

12 – Dalla terrazza Belvedere

Una passeggiata facile e adatta a tutta la famiglia tra i boschi di faggete che fanno da cornice a Fai della Paganella.
La meta è la Terrazza Belvedere di Fai, raggiungibile in poco più di venti minuti di passeggiata, partendo dal paese. Da qui puoi partire per altri sentieri… o fermarti per goderti il panorama sulla Valle dell’Adige.

Foto: APT Valsugana, CC BY-ND, APT Valsugana e Lagorai

13 – Passeggiata Santa Brigida e del castagno

Una passeggiata facile e adatta a tutta la famiglia tra i boschi di faggete che fanno da cornice a Fai della Paganella.
La meta è la Terrazza Belvedere di Fai, raggiungibile in poco più di venti minuti di passeggiata, partendo dal paese. Da qui puoi partire per altri sentieri… o fermarti per goderti il panorama sulla Valle dell’Adige.
Passeggiata ideale che ci riporta indietro nel tempo ammirando gli antichi masi e godendo dello splendido panorama che si ha dalla chiesetta di Santa Brigida.
Centro termale rinomato sin dalla fine dell’Ottocento, località climatica di grande fascino naturale conservato sino ad oggi, Roncegno Terme è posto in posizione panoramica verso la bassa Valsugana.
A valle dell’abitato, in località Ferme, distante pochi minuti dal centro storico, si trova il centro tennis dotato di otto campi da gioco e accanto il centro golf, una nuova struttura fra campi e boschi, dentro i quali è quietamente nascosto un suggestivo biotopo.
Sulle colline di Roncegno numerosi tipici masi punteggiano i pendii dove dimorano centinaia di grandi castagni, tipico frutto del luogo a cui è dedicata una nota festa annuale.

Foto: Simone Mondino, Madonna di Campiglio Azienda per il Turismo

14 – Val Brenta la via delle valli

Passeggiata ideale che ci riporta indietro nel tempo ammirando gli antichi masi e godendo dello splendido panorama che si ha dalla chiesetta di Santa Brigida.
La Val Brenta si sviluppa su due ampi pianori, Brenta Bassa e Brenta Alta, che danno il nome alle malghe lungo il sentiero. Qui la natura crea un paesaggio maestoso, tra pareti rocciose, ghiaioni e guglie scolpite dal tempo, incorniciate dai piccoli ghiacciai che circondano l’imponente Crozzon di Brenta.
L’acqua accompagna il cammino con torrenti e cascatelle, mentre la valle si apre in un anfiteatro naturale tra i più spettacolari delle Dolomiti di Brenta. Nonostante l’abbandono delle malghe, l’anima pastorale del luogo sopravvive nel silenzio dei pascoli.
Fu proprio dall’alpeggio della Malga Brenta Alta che l’alpinista inglese D.W. Freshfield descrisse il Crozzon con parole colme di meraviglia: “Proprio al centro di tanta bellezza, imponente di fronte a noi si ergeva una roccia colossale, uno dei più prodigiosi monumenti delle forze della natura.”

 

 

 

 

 

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