Con l’ingresso di Chiusdino salgono a sei le Città del Miele in Toscana, insieme a Montalcino, Mulazzo, Pontremoli, Terriciola e Tresana.
La regione conta circa 7.300 apicoltori ed è la terza in Italia per numero di operatori del settore e la quinta per numero di alveari, che raggiungono quota 138.000. La Toscana si conferma inoltre tra le principali regioni italiane per la produzione di miele.

la millefiori della Val di Merse
Chiusdino, la millefiori della Val di Merse
Il borgo medievale di Chiusdino, in provincia di Siena, è entrato a far parte de Le Città del Miele, la rete dei territori che danno origine e identità ai mieli italiani.
Nell’area della cittadina toscana, la produzione di miele rappresenta una piccola ma significativa attività agricola legata alla tradizione locale.
Le colline e i boschi che circondano il borgo, soprattutto nelle aree vicine all’Abbazia di San Galgano, offrono un ambiente ideale per l’apicoltura grazie alla ricca presenza di fiori spontanei e piante aromatiche.
Gli apicoltori della zona producono soprattutto miele millefiori, ma anche varietà legate alla flora locale come castagno, acacia o melata di bosco.
La produzione avviene in modo artigianale, con tecniche tradizionali che rispettano i cicli naturali delle api e valorizzano la biodiversità del territorio.

la celebre abbazia di San Galgano
Scopriamo il borgo e i dintorni
La leggenda narra che a seguito di un’apparizione dell’arcangelo Gabriele, Galgano, cavaliere di Chiusdino, conficcò la sua spada nella roccia, ricreando il simbolo della Croce.

Le “Città del Miele”: viaggio nell’Italia della cultura apistica
In Italia il miele non è solo un prodotto della natura, ma anche un vero patrimonio culturale legato ai territori. A valorizzarlo è l’associazione Città del Miele, una rete che riunisce decine di comuni impegnati nella tutela dell’apicoltura, della biodiversità e delle tradizioni gastronomiche legate al miele.
Tra le località più attive figurano Montalcino, Montevecchio e Tornareccio, borghi dove il miele è protagonista di festival, degustazioni e laboratori dedicati alla scoperta dei mieli locali.
Il progetto valorizza anche la straordinaria varietà dei mieli italiani, dai più delicati come l’acacia e il millefiori fino a quelli più intensi come castagno, corbezzolo o eucalipto. Ogni territorio racconta così una storia diversa fatta di paesaggi, fioriture e tradizioni agricole.
Visitare una Città del Miele significa quindi scoprire un’Italia autentica e spesso poco conosciuta, dove natura, gastronomia e cultura rurale si incontrano nel segno di uno dei prodotti più antichi e preziosi del Mediterraneo.



0 commenti