I cantanti a tenore alternano il loro ritmo al calpestio dei cavalli. Cavalieri e amazzoni omaggiano spettatori e Autorità offrendo pani, dolci e primizie.
Zoccoli a ritmo di trotto esplodono in ardite pariglie: sfrecciano i cavalieri di Padria e i sartiglieri di Oristano. I Mamuthones e gli Issohadores di Mamoiada e i Boes e Merdules di Ottana catturano sguardi e obiettivi fotografici con le loro maschere intrise di fascino e mistero. Le launeddas del Sarrabus fanno da contorno a corteo e serata conclusiva.
Sono suoni e colori, musiche e danze, gioielli e costumi della Cavalcata sarda di Sassari, dove ogni anno – tradizionalmente nella penultima domenica di maggio – si incontrano le peculiarità identitarie di tutte le comunità isolane. Uno spettacolo indimenticabile per ricchezza e maestosità, una festa che dà vita al più grande evento laico della Sardegna, giunto nel 2026 alla 75^ edizione.

Cavalieri di Oliena. Cavalcata sarda. Credits: Gianni Careddu/commons.wikimedia.org .Licenza: CC BY-SA per Sardegna Turismo
Il clou della cavalcata sarda di Sassari
Atmosfera unica e indimenticabile. Il clou inizia la mattina di domenica 17 maggio con la sfilata lungo un percorso di due chilometri nelle vie del centro storico sassarese, con fulcro in piazza d’Italia.
A piedi e sulle traccas, carri trainati da buoi e addobbati con fiori, procedono una sessantina di gruppi folk e più di venti a cavallo provenienti da tutta la Sardegna.
Tutti indossano l’abito tradizionale, caratteristico del luogo di provenienza, spesso arricchito da curati ricami e gioielli in filigrana d’oro e d’argento. Appresso un imponente corteo di oltre trecento cavalieri. Il pomeriggio è dedicato alle pariglie, giostre equestri nelle quali i più coraggiosi cavalieri si esibiscono, nell’ippodromo cittadino, in spettacolari acrobazie sui cavalli in corsa.
In serata in piazza d’Italia la rassegna dei canti e delle danze tradizionali della Sardegna: musiche e balli tradizionali, sulle note di launeddas, canti a tenore e fisarmoniche, sino a notte inoltrata.

Suonatore di Posada – Cavalcata sarda. Credits: Gianni Careddu/commons.wikimedia.org. License: CC BY-SA.
La storia di una tradizione
La caratterizzazione laica e trascinante della ‘festa della bellezza’ – è l’appellativo che si è guadagnata – risale alla fine del XIX secolo, da allora il fascino è rimasto immutato.
Secondo lo scrittore Enrico Costa la prima edizione della Cavalcata risale al 1711, quando il consiglio comunale, sul finire della dominazione spagnola, deliberò di omaggiare il re Filippo V di Spagna. Partecipò tutta l’orgogliosa nobiltà tatharesa.
La manifestazione, a cui puoi assistere oggi, nasce ufficialmente nel 1899 in occasione della visita del re Umberto I accompagnato dalla moglie Margherita di Savoia, giunti in città per l’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II. Parteciparono tremila persone, in abito tradizionale, tutte provenienti dalla provincia di Sassari. Anche le edizioni del 1929 e del 1939 accolsero esponenti della casa reale.
Un’espressione autentica e fiera della cultura sarda, che invita a scoprire la combinazione unica del fortissimo senso di comunità, essenza della Sardegna, e delle sue bellezze naturali, culturali, artigianali ed enogastronomiche.
Vivrai dal di dentro la magia di un cerimoniale che si ripete identico, ma ogni anno provoca nuove emozioni. Per le strade risuonano musiche antiche, protagonisti e spettatori si mescolano in uno spettacolo che è come un museo vivente, fatto di donne, uomini e bambini con gli abiti tradizionali, corpetti, gonne, copricapo velati e berritte.

Piazza Italia, Sassari
Sassari; l’anima autentica della Sardegna
Spesso oscurata dalle mete balneari più celebri, Sassari è una città che sorprende chi decide di scoprirla davvero. Situata nel nord-ovest della Sardegna, rappresenta un perfetto equilibrio tra storia, cultura e identità locale, lontano dai circuiti più turistici.
Il cuore della città è il suo centro storico, un intreccio di vicoli, piazze e palazzi storici che raccontano secoli di dominazioni e influenze. Su tutte spicca Piazza d’Italia, elegante salotto urbano dominato dal Palazzo della Provincia, simbolo della Sassari ottocentesca.
Tra i luoghi imperdibili c’è il Duomo di San Nicola, con la sua facciata barocca riccamente decorata, e il Palazzo Ducale, oggi sede del Comune, che testimonia il passato nobiliare della città.
Ma Sassari non è solo architettura: è una città profondamente legata alle sue tradizioni. L’evento più rappresentativo è la Faradda dei Candelieri, patrimonio Unesco, che ogni anno ad agosto trasforma le strade in un’esplosione di colori, devozione e partecipazione popolare.
A rendere Sassari ancora più interessante è la sua posizione strategica. A pochi chilometri si trovano alcune delle spiagge più belle del nord Sardegna, come quelle di Platamona, ideali per chi vuole unire cultura e relax.
Visitare Sassari significa entrare in contatto con una Sardegna autentica, fatta di storia, riti e quotidianità. Una destinazione perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dal solito turismo balneare, senza rinunciare alla bellezza del mare.



0 commenti