28 Giugno 2026

Umbria Jazz 2026, quando il jazz incontra la città: viaggio a Perugia tra musica, arte e sapori medievali

Dal 3 al 12 luglio 2026, Perugia torna a trasformarsi nella capitale mondiale del jazz con una nuova edizione di Umbria Jazz, uno dei festival musicali più prestigiosi d’Europa e un appuntamento capace di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.
Nato nel 1973, il festival è oggi molto più di una rassegna musicale: è un’esperienza che intreccia cultura, turismo, gastronomia e scoperta del territorio.


Perugia diventa un grande palcoscenico

Per dieci giorni il centro storico cambia volto. Le note del jazz risuonano tra piazze medievali, vicoli in pietra, palazzi rinascimentali e giardini panoramici. Concerti gratuiti e spettacoli a pagamento si alternano dall’alba fino a notte fonda, creando un’atmosfera unica dove la musica diventa parte integrante della città.
Il cuore del festival è l’Arena Santa Giuliana, che ospita i grandi concerti serali, ma Umbria Jazz vive anche in luoghi ricchi di fascino come il Teatro Morlacchi, la Galleria Nazionale dell’Umbria, Piazza IV Novembre, i Giardini Carducci, Corso Vannucci e decine di angoli del centro storico, dove artisti di strada e marching band trasformano ogni passeggiata in uno spettacolo.


Focus su Perugia, una delle città d’arte più affascinanti d’Italia

Visitare Umbria Jazz significa soprattutto scoprire Perugia. Capoluogo dell’Umbria, conserva uno dei centri storici medievali meglio preservati del Paese.
Passeggiare lungo Corso Vannucci significa attraversare il salotto della città, tra eleganti caffè storici, boutique e scorci panoramici sulla valle umbra.
Da non perdere Piazza IV Novembre, considerata una delle piazze più belle d’Italia, dominata dalla scenografica Fontana Maggiore, autentico capolavoro della scultura medievale, dalla Cattedrale di San Lorenzo e dal monumentale Palazzo dei Priori, sede della prestigiosa Galleria Nazionale dell’Umbria, che custodisce opere di Perugino, Beato Angelico, Piero della Francesca e Pinturicchio.
Sotto la città esiste un altro mondo. La spettacolare Rocca Paolina, fatta costruire nel Cinquecento da papa Paolo III, oggi è una vera città sotterranea attraversata da scale mobili, vicoli e resti delle antiche abitazioni medievali inglobate nella fortezza. È uno dei luoghi più suggestivi da visitare durante il festival, soprattutto nelle ore più calde.
Perugia è famosa anche per essere la città del cioccolato. Qui nasce il celebre Bacio Perugina e durante una visita è quasi obbligatoria una sosta alla Casa del Cioccolato Perugina, dove è possibile conoscere la storia dell’azienda e assistere alle lavorazioni artigianali.
La città offre inoltre una cucina autentica fatta di umbricelli al tartufo, torta al testo, salumi di Norcia, lenticchie di Castelluccio, olio extravergine e vini come il Sagrantino di Montefalco e il Torgiano Rosso.

Cosa vedere nei dintorni

Chi raggiunge Perugia per Umbria Jazz può facilmente trasformare il festival in una vacanza alla scoperta dell’Umbria.
A meno di mezz’ora si trovano Assisi, con la Basilica di San Francesco patrimonio UNESCO; Spello, uno dei borghi fioriti più belli d’Italia; Bevagna, con le sue botteghe medievali; Montefalco, capitale del Sagrantino, e il Lago Trasimeno, ideale per una giornata tra natura, borghi lacustri e tramonti spettacolari.


Un festival che ha fatto la storia della musica

Dal 1973 Umbria Jazz ha ospitato alcune delle più grandi leggende della musica internazionale. Sul palco del festival sono saliti artisti come Miles Davis, Dizzy Gillespie, Chet Baker, B.B. King, Herbie Hancock, Chick Corea, Pat Metheny, Diana Krall, Sting, Elton John, Prince, Liza Minnelli, Carlos Santana e molti altri, contribuendo a rendere Perugia una delle capitali mondiali del jazz.
Accanto ai grandi concerti trovano spazio le celebri Berklee at Umbria Jazz Clinics, organizzate in collaborazione con il prestigioso Berklee College of Music di Boston, che ogni anno portano a Perugia centinaia di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo.
Il periodo migliore per visitare Perugia coincide naturalmente con il festival, dal 3 al 12 luglio 2026, quando Perugia vive il suo momento più vivace e internazionale. Il consiglio è prenotare con largo anticipo: hotel, B&B e appartamenti registrano ogni anno il tutto esaurito già molti mesi prima dell’inizio della manifestazione.

Un viaggio dove la destinazione è anche la colonna sonora

Ci sono festival che si limitano a riempire un calendario di concerti. Umbria Jazz fa molto di più: trasforma Perugia in un teatro a cielo aperto dove ogni piazza, ogni vicolo e ogni terrazza panoramica diventano parte dello spettacolo.
È il luogo dove la bellezza di una città medievale incontra il linguaggio universale della musica. E dove, tra un assolo di sax e un tramonto sui tetti umbri, si scopre che il viaggio più bello è quello che riesce a emozionare tutti i sensi.


Umbria Jazz gourmet

In occasione di Umbria Jazz, la musica esce dai palchi e arriva in cucina. Alcuni dei ristoranti protagonisti della scena gastronomica umbra hanno infatti ideato piatti speciali che rendono omaggio al festival, trasformando il linguaggio del jazz in un’esperienza gastronomica fatta di creatività, tecnica e valorizzazione delle eccellenze del territorio.
Protagonista dell’iniziativa è Ada Gourmet, ristorante una stella Michelin, che presenta “Jam Session d’Estate”, un piatto pensato per raccontare il jazz attraverso consistenze, contrasti e materie prime umbre.
La creazione nasce da una base di panzanella realizzata con friselle, accompagnata da cardoncelli in doppia cottura e tartufo estivo. Come in una vera jam session, ogni elemento dialoga con gli altri in un continuo gioco di trasformazioni: la doppia cottura del cardoncello ne modifica completamente la consistenza, rendendolo croccante all’esterno e morbido all’interno, proprio come il jazz cambia ritmo e intensità durante un’improvvisazione. La panzanella, simbolo dell’estate, viene reinterpretata in una salsa elegante e dinamica, mentre il tartufo estivo richiama una delle eccellenze più rappresentative della terra che ospita il festival.
Anche Officina Gourmet firma un omaggio musicale con “La trota balla jazz”, un piatto che mette al centro sostenibilità e tecnica.
«Abbiamo due protagonisti: l’affumicatura della pasta attraverso la griglia e la trota, utilizzata a 360 gradi senza alcuno spreco, valorizzandone filetto, uova e persino le ossa. Per questo può essere chiamata “La trota che balla sul piatto”», spiegano dalla cucina.
Un racconto gastronomico che unisce il ritmo dell’affumicatura alla valorizzazione integrale dell’ingrediente, in perfetta sintonia con lo spirito libero e creativo del jazz.
A Bastia Umbra, l’Osteria Emiliana Favorita dedica invece a Umbria Jazz il piatto “Blue Note”, ispirato a uno degli elementi più iconici del linguaggio jazzistico.
«La Blue Note è quella nota imperfetta che rende perfetto il jazz.»
Nasce così un raviolo di pasta fresca ripieno di sgombro servito su acqua di cozze, un piatto che interpreta il concetto musicale della blue note come incontro tra tecnica, mare e gusto. Una ricetta che gioca sull’equilibrio tra precisione e sorpresa, proprio come accade nelle grandi improvvisazioni jazz.
Con queste creazioni, la ristorazione umbra dimostra ancora una volta come il festival rappresenti 

 

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