5 Agosto 2026

Genova e le Cinque Terre, il viaggio nel cuore del pesto alla genovese

In Liguria il pesto non è soltanto un condimento, ma un vero patrimonio culturale che racconta il legame tra il territorio, il mare e le colline ricoperte di basilico.
Il suo profumo accompagna da secoli la cucina ligure e durante l’estate diventa uno dei simboli gastronomici più amati dai visitatori che scelgono questa regione per le vacanze.


La partenza naturale? Genova

Il viaggio alla scoperta del pesto parte naturalmente da Genova, la città, capitale del cibo di mare italiana con il suo slow Fish ha dato i natali alla ricetta originale del pesto preparata secondo tradizione nel mortaio di marmo con basilico genovese Dop, pinoli, aglio, Parmigiano Reggiano, pecorino, olio extravergine di oliva e sale.
Qui il pesto si incontra nei vicoli del centro storico, nelle trattorie tradizionali e nei laboratori artigianali dove ancora oggi viene preparato seguendo gesti antichi.
La cultura del pesto è profondamente legata anche ai territori collinari alle spalle del capoluogo, dove il basilico cresce grazie al clima mite e alla particolare esposizione al sole.


Fra Prà e le colline

Uno dei luoghi simbolo è Pra’, quartiere di Genova considerato la patria storica del basilico genovese, dove questa pianta aromatica viene coltivata in serra e raccolta nel momento ideale per ottenere il massimo del profumo e dell’intensità.
Durante l’estate molte località liguri celebrano il pesto attraverso sagre, serate gastronomiche e appuntamenti dedicati ai prodotti tipici.
Nei borghi dell’entroterra e lungo la costa non mancano occasioni per assaggiare piatti della tradizione come le
trofie al pesto, le trenette con patate e fagiolini, le lasagne al pesto e molte altre ricette che raccontano una cucina semplice ma ricca di sapore. Tra gli appuntamenti gastronomici estivi si trovano anche sagre che abbinano il pesto ad altri prodotti simbolo della Liguria, come quelle dedicate alle trofie al pesto nell’entroterra genovese.

Dai carrugi alle Cinque Terre

Il pesto diventa così il filo conduttore di un itinerario che porta alla scoperta di alcuni dei paesaggi più belli della regione.
Dopo una passeggiata tra i carruggi di Genova, il viaggio può proseguire verso i borghi marinari della Riviera di Levante, da Camogli a Sestri Levante, fino alle celebri Cinque Terre, dove il profumo del basilico incontra quello del mare.
La gastronomia ligure offre naturalmente molto altro: la focaccia genovese, la focaccia di Recco, la farinata, i pansoti con salsa di noci, il pesce azzurro e i vini prodotti sui terrazzamenti affacciati sul Mediterraneo. Il pesto diventa così il punto di partenza per scoprire una cucina profondamente legata alla natura e alla stagionalità.
Un’esperienza imperdibile per chi visita la Liguria in estate è partecipare a una degustazione o a un laboratorio dedicato alla preparazione del pesto: imparare a dosare gli ingredienti, utilizzare il mortaio e conoscere la storia di questa ricetta permette di trasformare un semplice assaggio in un vero viaggio nella cultura ligure.
Tra mare cristallino, borghi colorati e colline profumate di basilico, la Liguria dimostra che anche una salsa può raccontare un intero territorio. Il pesto alla genovese non è soltanto una specialità gastronomica, ma il simbolo di una regione capace di trasformare ingredienti semplici in un patrimonio conosciuto e amato in tutto il mondo.


La ricetta: trofie al pesto

Le trofie al pesto sono uno dei piatti simbolo della tradizione ligure. La ricetta originale prevede il pesto alla genovese preparato con basilico fresco, pinoli, Parmigiano Reggiano, Pecorino, aglio, olio extravergine d’oliva e, secondo la tradizione, l’aggiunta di patate e fagiolini cotti insieme alla pasta.

Ingredienti (per 4 persone)

Per il pesto:
50 g di foglie di basilico genovese DOP
30 g di pinoli
60 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
20 g di Pecorino Sardo grattugiato
1 spicchio d’aglio
100 ml di olio extravergine d’oliva ligure
Sale grosso q.b.

Per la pasta:
400 g di trofie fresche
200 g di fagiolini
2 patate medie
Sale q.b.

Preparazione

Lavate delicatamente le foglie di basilico e asciugatele con cura senza schiacciarle. Nel mortaio pestate l’aglio con qualche granello di sale grosso, aggiungete i pinoli e continuate a lavorare fino a ottenere una crema. Unite poco alla volta le foglie di basilico, schiacciandole con movimenti rotatori fino a ricavarne una salsa verde profumata. Incorporate quindi il Parmigiano Reggiano e il Pecorino, mescolando con delicatezza, e versate infine l’olio extravergine d’oliva a filo fino a ottenere un pesto cremoso e omogeneo.
Nel frattempo pelate le patate e tagliatele a cubetti. Pulite i fagiolini eliminando le estremità e divideteli a pezzetti.
Portate a ebollizione una pentola con abbondante acqua salata e cuocete prima le patate per circa 5 minuti. Aggiungete quindi i fagiolini e, dopo altri 5 minuti, unite le trofie. Proseguite la cottura seguendo il tempo indicato sulla confezione della pasta.
Prima di scolare, conservate un mestolo dell’acqua di cottura. Trasferite il pesto in una zuppiera e diluitelo con poca acqua di cottura, mescolando fino a renderlo morbido. Unite le trofie con le patate e i fagiolini e amalgamate delicatamente, in modo che il condimento avvolga perfettamente tutti gli ingredienti.
Servite immediatamente, completando, se gradito, con una spolverata di Parmigiano Reggiano e qualche foglia di basilico fresco.

Il consiglio dello chef: per rispettare la tradizione ligure, il pesto non va mai scaldato direttamente sul fuoco. Va lavorato esclusivamente con il calore della pasta e con poca acqua di cottura, così da preservare il profumo intenso del basilico e la sua caratteristica colorazione verde brillante.

 

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