13 Luglio 2023

Le ville-fattorie del Chianti Classico verso il riconoscimento Unesco

L’unicità del paesaggio culturale delle colline tra Firenze e Siena è ufficialmente tra i siti candidati a divenire patrimonio Unesco.
Presentato a Firenze un Comitato scientifico internazionale di altissima levatura accademica


Il paesaggio del Chianti Classico sotto studio

“Il Sistema delle Ville-fattoria nel Chianti Classico” è stato ufficialmente inserito nell’elenco della Lista propositiva italiana dei siti candidati a Patrimonio dell’Umanità: un primo importante passo per un progetto condiviso dall’intero territorio coinvolto.
La proposta è stata ideata e curata dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico E.T.S. con unanime condivisione di tutte le amministrazioni comunali del territorio interessato e con il fondamentale supporto della Regione Toscana in qualità di soggetto proponente.


Dal Rinascimento a oggi un paesaggio intonso

Il sistema delle ville – fattoria nel Chianti Classico  è fra  le testimonianze più significative  dei processi  che  a partire dal Rinascimento hanno investito i territori  agricoli  compresi fra le città di Firenze e di Siena, contrassegnando l’evoluzione del loro assetto insediativo e produttivo.
Questi territori sono stati infatti interessati dalle costanti attenzioni da parte delle due città dominanti che ne hanno fatto luoghi elettivi  della loro politica di renovatio culturale,  sociale e produttiva , dopo  il  gravissimo declino  intervenuto con la peste nera  ed  il susseguirsi  di epidemie e carestie che hanno flagellato l’Europa  nella seconda metà del XIV secolo.
In questa politica di rilancio hanno trovato introduzione, accanto a  nuove forme insediative, anche nuovi modelli e di organizzazione fondiaria, espressi dal sistema  della villa -fattoria, superando le forme di epoca medievale con modelli aziendali mirati alla gestione  dell’intera filiera economica.
In questo quadro si è delineata una  riformulazione complessiva della struttura  territoriale medievale, che ha visto il riuso delle  preesistenze insediative in ville- fattoria  capaci  di assolvere le  funzioni strategiche  richieste dalla nuova economia territoriale rinascimentale.
Questa azione di  renovatio  del sistema  storico insediativo e produttivo delle ville-fattoria  ha interessato il territorio candidato soprattutto a partire  dalla seconda metà del XVI secolo, quando  con la fine delle  lunghe  guerre fra Firenze e Siena questo non è più luogo di frontiera e teatro di scontro e l’iniziativa di rilancio condotta dalle due città,  si  diffonde sull’intera area  chiantigiana determinandone i caratteri salienti, ancora oggi riconoscibili,  storici, strutturali ed identitari.


Chi sono i componenti del gruppo di studio

Questi caratteri sono quindi oggetto di studio da parte di un gruppo di  consulenti scientifici, diretti e coordinati dalla prof.ssa Paola Eugenia Falini, a cui si affianca un comitato scientifico internazionale di recentissima nomina composto da: Cristina Castel-Branco, Prof. Università di Lisbona (Portogallo); Monica Luengo, Architetto del paesaggio, Membro onorario del Comitato scientifico internazionale dei Paesaggi Culturali ICOMOS-IFLA ; Hidenobu Jinnai, Prof. Ing. Università Hosei di Tokyo (Giappone); Jukka Jokilehto, Prof. Arch. Università Nova Gorica (Slovenia); Alessandro Pacciani, Prof. Università degli Studi di Firenze, Accademico dei Georgofili (Italia); Luigi Zangheri, Prof. Arch. Università degli Studi Di Firenze e Presidente Emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno (Italia).


Il ruolo fondamentale della Fondazione Tutela del Chianti Classico

“La Fondazione  – commenta la Presidente Tessa Capponi Borawska – ha organizzato scrupolosamente tutta l’analisi preliminare alla presentazione della richiesta formale di inserimento nella lista propositiva italiana. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta la Regione Toscana, i Sindaci del territorio e tutti gli altri soggetti coinvolti, che con il loro sostegno hanno reso possibile il raggiungimento di questo primo ambito traguardo. È con grande entusiasmo, infine, che oggi presentiamo i membri di un comitato scientifico internazionale, che affiancherà i nostri illustri consulenti scientifici nella realizzazione del dossier finalizzato all’ottenimento del prestigioso riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità”.

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