14 Luglio 2023

Stop alla falsa Toscana

L‘Occitania promossa come la nuova Toscana francese!
Per chi non sapesse (e sono molti) dov’e sia questa regione vi diciamo che trattasi di una zona, peraltro molto bella, della Francia meridionale. Un’area turistica che si trova fra Tolosa, Montauban e Albi che ha pensato bene di cambiarsi il nome in “Toscana Occitana”.


Toscana fake made in France

Come se bastassero i filari di viti e cipressi del Tarn a tentare l’inganno. Eppure i cugini transalpini che in quanto a vini e paesaggi dovrebbero essere orgogliosi dei loro chateax e dei loro vigneti avrebbero tanto da dire e raccontare per attirare turisti senza bisogno di rubare ad altri l’identità.
Ma si sa bene che la parola sola Toscana evoca suggestioni non solo per sognatori ma anche per economisti d’assalto dato che l’Occitania da quando si è inventata questo nuovo brand ha portato all’incasso solo lo scorso anno ben 87 milioni di euro!


Come l’Occitania si traveste da Toscana

L’idea dal punto di vista del marketing territoriale era geniale se, furbescamente si usavano solo evocazioni ma invece i cugini francesi l’hanno fatta grossa perché lo scippo del nome territoriale vale l’accusa di “furto d’identità”
Un operazione sontuosa di promozione quella di Tolosa e dintorni portata avanti dell’Ufficio del turismo della regione di Gaillac e Albi che nel 2022 ha deciso di cambiare il nome della zona in “Toscana occitana” per farne un nuovo brand, con tanto di marchio registrato.
Una strategia precisa per rafforzare l’attrattività del territorio che ricade nel dipartimento di Tarn e che, secondo quanto raccontato dal media transalpino “La Dépêche du midi” ha avuto le importanti ricadute economiche suddette ed è valso pure un premio di marketing territoriale.


Di Toscana ce n’è una sola

Non ci sta prima di tutti il governatore della Toscana Eugenio Giani, che grida vendetta ed alza la voce. “Valuteremo le azioni da intraprendere”, annuncia insieme all’assessore alle attività produttive e al turismo Leonardo Marras. “Su questa storia non si scherza perché il furto di identità è reato. L’operazione dell’Occitania è eccessiva e fuori luogo.
Dopodiché
– aggiungono con ironia – se i francesi si spingono a usare il nome della nostra terra per pubblicizzare una regione così importante come l’Occitania significa che la Toscana vale davvero tanto, molto

di più di quanto si possa credere”.


La vicenda arriva sui banchi del parlamento europeo

A fare partire il primo atto istituzionale contro questa iniziativa è stato Nicola Danti, eurodeputato di Italia Viva eletto nella nostra regione, che ha presentato un’interrogazione a Bruxelles contro l’operazione di rebranding intrapresa dalla regione francese dell’Occitania.
“Al Parlamento europeo Lavoriamo quotidianamente contro azioni del genere che vengono operate nel resto del mondo e che creano danni alla nostra economia – attacca Danti -. Trovo paradossale che campagne del genere possano essere concepite anche nei paesi dell’Ue.
L’operazione ha chiaramente lo scopo di sfruttare l’attrattività turistica della ben più conosciuta Regione Toscana in Italia, utilizzando in maniera indebita un brand affermato e conosciuto in tutto il mondo
– spiega Danti nell’interrogazione -. Appare evidente come tale cambio nome si configuri come una pratica di concorrenza sleale, da considerare inaccettabile per il potenziale ingannevole nei confronti dei turisti e lo sfruttamento indebito di un riconosciuto marchio turistico. Si chiede quindi alla Commissione se sia a conoscenza di tale pratica e se ritenga doveroso intervenire presso la Regione dell’Occitania per porvi rimedio”.


Il passo indietro francese

“Siamo soddisfatti della risposta – dice il capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli che aveva sollevato la questione in consiglio regionale – è stato ribadito che il furto d’identità è reato e il confronto diretto tra le due regioni ha dato vita a una soluzione conciliativa.
Era davvero
inaccettabile che la regione francese potesse cambiare nome in Toscana Occitania, sia per il potenziare ingannevole nei confronti dei turisti, che per lo sfruttamento indebito di un riconosciuto marchio turistico”. conclude. “Il presidente dell’ente turistico della regione francese si è impegnato a cambiare il nome dell’ente affinché non ci siano dubbi sull’identità geografica della nostra regione.

Così anche se c’è un angolo nel Sud Ovest della Francia con il paesaggio segnato dall’andamento sinuoso delle colline ricamate da lunghi filari di vigneti, il profilo regolare dei campanili che svettano qui e lì e i tetti di tegole rosse non è detto che si sia in Toscana.
Cosi come ad esempio, nessuno penserebbe di chiamare Borgogna abruzzese la terra del Pecorino, oppure Dolomiti sudamericane le Ande ecco che anche la Francia deve fare chiarezza e promuoversi per ciò che è.

 

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