20 Settembre 2025

Tre grandi chef celebrano 30 anni di Ferrara e 10 anni del Delta del Po Patrimonio Unesco

La Manifattura dei Marinati di Comacchio (Ferrara) si prepara ad accogliere tre cene che sono molto più di semplici eventi gastronomici: sono viaggi nel tempo, orchestrati con la precisione di un cronista quattrocentesco e la passione di chi sa che la cultura si nutre anche attraverso il palato.Il progetto “Festina Lente” – quella locuzione latina che Augusto amava e che significa “affrettati lentamente” – non poteva trovare cornice più appropriata. Work and Belong, la cooperativa che ha fatto dell’appartenenza territoriale la propria missione, organizza questi tre appuntamenti per celebrare un doppio anniversario UNESCO: i trent’anni di Ferrara come Patrimonio dell’Umanità e i dieci anni del Delta del Po come Riserva della Biosfera. 

Chef Igles Corelli

La doppia festa Unesco: Ferrara e il delta del Po

Il primo appuntamento il 26 settembre è affidato alle sapienti mani del pluripremiato chef Igles Corelli che porta in scena il concetto di economia circolare applicata alla cucina rinascimentale. Una scelta tutt’altro che anacronistica: già nel XV secolo, la corte estense praticava forme di sostenibilità ante litteram, utilizzando ogni parte degli ingredienti secondo quella che oggi chiameremmo filosofia zero waste.
Il menu si apre con un Cannolo croccante farcito di storione al latte, salsa allo zafferano – una preparazione che evoca i fasti della tavola ducale ma utilizza il pesce simbolo del Delta. i Tortelli ripieni di germano, burro tostato, salsa al formaggio e olio alle erbe, raccontano invece la tradizione venatoria delle valli, mentre il Petto di pollo alle mandorle, salsa agli agrumi e composta di mele richiama le influenze arabe che, attraverso la Sicilia, arrivarono fino alle corti padane. Il Tortino alle visciole e oro conclude il percorso con quella teatralità baroccheggiante che tanto piaceva ai signori del tempo.

Chef Simone Finetti

Tre grandi chef per una festa unica

Lo chef Simone Finetti di Villa Albertina ad Argenta (Ferrara) porta in scena il 5 ottobre un tributo diretto a Messisbugo, il celebre scalco di Ippolito d’Este, le cui ricette rappresentano il primo grande trattato di cucina rinascimentale italiana.
La sua “Opera” del 1549 non era solo un ricettario, ma un vero manuale di civiltà conviviale, dove ogni piatto raccontava una filosofia dell’abitare e del condividere.
Insalata di lumache, garum di sgombri, crema di sedano rapa alla vaniglia, salsa di valeriana riportano alla luce sapori che i palati moderni hanno dimenticato, ma che rappresentavano la sofisticazione culinaria dell’epoca.
Pasticcio di maccheroni. Ragout bianco di Germano e Animelle, besciamella ai tartufi di pineta evoca quella complessità di preparazione che faceva della cucina rinascimentale un’arte del tempo lungo. Riso e brodetto di Anguilla, mantecato al burro di pino marittimo e salsa d’erbe amare di pineta celebra invece il matrimonio perfetto tra la tradizione risicola padana e la regina indiscussa delle valli comacchiesi.
Ma è il dessert – Passeggiata in golena – a rivelare la poetica dell’evento: Semifreddo al foie gras d’anguilla, visciole, more selvatiche e fiori di sambuco che trasforma il paesaggio in sapore, mentre il Terriccio di cioccolato bianco, frutta secca e pepe rosa racconta tattilmente l’esperienza del camminare lungo gli argini.

Chef Giacomo Devoto

Giacomo Devoto, chef stellato, anima della Locanda de Banchieri a Fosdinovo (MS), è una figura carismatica e visionaria, dedita alla celebrazione della cucina delle Terre di Luni, originario della Val di Magra chiude il trittico il 10 ottobre con un approccio che guarda al futuro senza tradire il passato.
Porterà in tavola Seppia Farcita al Cappun Magro, Risotto all’estratto di Zuppa di Mare, Coniglio Farcito di Salsiccia e Castagne che riporta alla tradizione della selvaggina di corte, reinterpretata con sensibilità contemporanea e, dulcis in fundo, Salviamisù.

I costumi di un maestro e una location unica

I banchetti godranno dell’accompagnamento di musica rinascimentale. Un capitolo a parte meritano i costumi dei figuranti che animeranno le serate, ispirati ai disegni preparatori che l’artista Remo Brindisi realizzò per raccontare l’evento storico della Regata delle donne comacchiesi.
Il grande pittore di adozione comacchiese aveva saputo catturare l’essenza del Rinascimento liberandola dalla polvere dei musei, e le sarte locali hanno raccolto questa eredità con spirito innovativo.
La Manifattura dei Marinati si impone per cultura e identità. Qui, dove ancora si trasforma  l’anguilla in oro gastronomico attraverso l’antica arte della marinatura, come in un processo alchemico di antica tradizione.
Gli spazi scanditi dal ritmo degli archi, le sale che profumano ancora di sale e di tempo, diventano il teatro ideale per una narrazione culinaria che affonda le radici nel tempo.

Castello di San Michele, Ferrara

Focus: Ferrara, la città ideale da scoprire in bicicletta

Ferrara è una delle gemme più sorprendenti d’Italia: elegante, vivibile e ricca di storia.
Dichiarata Patrimonio Unesco, la città degli Este è considerata il primo esempio di “città moderna” del Rinascimento, con il suo centro storico armonioso, i palazzi sontuosi e le mura ancora perfettamente conservate.
Un viaggio a Ferrara è un’esperienza lenta, da gustare passo dopo passo o, meglio ancora, in sella a una bici – il mezzo preferito dai ferraresi. Tra le tappe imperdibili ci sono il Castello Estense, con i suoi ponti levatoi e le prigioni sotterranee, il Duomo di San Giorgio e il magnifico Palazzo dei Diamanti, oggi sede di grandi mostre internazionali.
Ma Ferrara conquista anche a tavola: i celebri cappellacci di zucca, il pasticcio ferrarese e i dolci tipici come la tenerina raccontano un legame autentico con la tradizione.
Che sia per un weekend o una tappa on the road tra Emilia e Veneto, Ferrara sa incantare chi cerca arte, gusto e autenticità in un’unica destinazione.

Delta del Po

Focus: delta del Po, l’oasi segreta tra acqua e cielo

Il Delta del Po è uno dei paesaggi più straordinari e sorprendenti d’Italia: una terra sospesa tra acqua e cielo, dichiarata Patrimonio Unesco per il suo valore naturalistico unico. Qui, dove il “grande fiume” incontra l’Adriatico, il tempo sembra rallentare e la natura torna a essere protagonista assoluta.
Un viaggio nel Delta del Po significa esplorare valli salmastre, canneti, lagune e isole fluviali, habitat di oltre 370 specie di uccelli, tra cui fenicotteri rosa, aironi e cavalieri d’Italia. Le escursioni in barca o in bicicletta lungo gli argini regalano scorci indimenticabili, tra silenzi profondi e tramonti che incendiano l’orizzonte.
Oltre alla natura, il Delta custodisce borghi suggestivi e tradizioni autentiche: da Comacchio, la “piccola Venezia” con i suoi canali e ponti seicenteschi, ai sapori locali come l’anguilla marinata o il risotto di valle.
Che sia per un weekend di relax o per un viaggio slow a contatto con la natura, il Delta del Po è una destinazione capace di sorprendere chiunque, un’oasi nascosta dove scoprire l’Italia più selvaggia e poetica.

 

0 commenti