Torre del Colle, piccolo borgo vicino Bevagna, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Umbria.
Qui vivono pochissime persone e, in alcune occasioni, le strade e le tavole si illuminano con centinaia di candele creando un’atmosfera unica. Tra pietra, silenzi e luci soffuse, sembra un luogo sospeso nel tempo.
Se state cercando una destinazione fuori dalle rotte turistiche convenzionali e desiderate perdervi tra le atmosfere rarefatte dei borghi segreti in Italia, c’è un luogo che sembra uscito direttamente da una fiaba.
Stiamo parlando del Borgo Torre del Colle in Umbria, un minuscolo gioiello fortificato situato a pochi chilometri dalla rinomata cittadina di Bevagna.

Torre al Colle
Un minuscolo gioiello a lume di candela
Immaginate un paesino fermo nel tempo, abitato oggi da appena 10 residenti, che ha saputo rinascere e reinventarsi grazie a un’intuizione geniale e moderna: trasformare le sue antiche e silenziose viuzze in un affascinante ristorante diffuso in Umbria.
Al calar della sera, questo luogo si trasforma in un palcoscenico di pura poesia. Se sognate un’esperienza indimenticabile e immersiva, la cena a lume di candela a Torre del Colle – illuminata dal magico bagliore di ben 300 fiammelle tremolanti – vi farà assaporare l’essenza più autentica e pura dei borghi romantici in Umbria.Scopriamo insieme la storia millenaria, le attrazioni nascoste e i sapori di questa straordinaria gemma incastonata tra i colli.

Dal rischio abbandono al boom
Adagiato su una collina a circa 250 metri sul livello del mare, con una vista privilegiata sulla valle del torrente Attone e sui primi contrafforti dei Monti Martani, Borgo Torre del Colle è una frazione del comune di Bevagna, in provincia di Perugia.
Le origini di questo insediamento affondano le radici in epoche remote. Già in età romana, la zona ospitava un pagus e un probabile tempio dedicato alla dea Latona, ma è nel X secolo che il borgo assume le sembianze di un castello medievale, noto inizialmente come Castrum Turris Collis e poi come Torre San Lorenzo.
Per lungo tempo feudo della potente famiglia ghibellina degli Antignano, il castello passò poi nell’orbita di Bevagna, diventando uno dei quattro baluardi difensivi del territorio. Oggi, varcando l’antico arco a sesto acuto che segna l’ingresso al paese, si ha l’impressione di fare un salto indietro nei secoli. Le possenti mura perimetrali, perfettamente conservate, cingono un reticolo di vicoli in pietra dove regna una pace assoluta.
Fino a poco tempo fa, il rischio di abbandono era tangibile per questo borgo di appena 10 abitanti. Tuttavia, la tenacia dei locali e l’amore per il territorio hanno innescato un vero e proprio miracolo di riqualificazione, che ha fatto di Torre del Colle una meta imperdibile per gli amanti del turismo lento e di qualità.
Serpillo: il miracolo del ristorante diffuso in Umbria
Come può un paese quasi spopolato tornare a essere il cuore pulsante di una comunità e un polo di attrazione per viaggiatori e buongustai?
La risposta porta il nome di Serpillo, un progetto gastronomico rivoluzionario che ha declinato in modo eccellente il concetto di ristorante diffuso in Umbria.
Nato dall’intraprendenza di giovani chef, in particolare di Daniele Giorgetti, questo ristorante non si limita a occupare una singola sala chiusa, ma si espande letteralmente per le vie del paese.
I tavolini colorati vengono disposti lungo i ciottoli della pavimentazione, nei minuscoli slarghi tra le case del ‘400 e sotto i balconi fioriti.
Gli stessi abitanti di Torre del Colle sono diventati parte attiva di questa rinascita, curando gli spazi comuni e accogliendo i visitatori con l’autentica ospitalità umbra.
La cucina di Serpillo è un connubio perfetto tra la solida tradizione regionale e tecniche di respiro contemporaneo. Il menù, stagionale e studiato con cura, valorizza i prodotti del territorio: dalle carni locali al tartufo, fino all’olio extravergine d’oliva e ai formaggi, proponendo piatti come i tradizionali passatelli o reinterpretazioni creative come il risotto mantecato al cavolo nero con pancia di maiale, sempre a prezzi estremamente accessibili.
Magia allo stato puro la cena a lume di candela a Torre del Colle
Se durante il giorno Torre del Colle incanta per i suoi scorci assolati sui vigneti, è di sera che si compie la vera magia.
Per valorizzare la bellezza cruda e ancestrale dei vicoli, il ristorante Serpillo organizza un evento che è diventato rapidamente iconico: la cena a lume di candela a Torre del Colle. In occasioni speciali e in determinati periodi dell’anno, l’illuminazione elettrica del borgo viene abbassata o spenta, e i vicoli si accendono grazie alla luce fioca e romantica di oltre 300 candele disposte lungo i muretti, sui gradini e sui tavoli.
Non è un’esagerazione affermare che questa esperienza trasformi Torre del Colle in uno dei principali borghi romantici in Umbria.
Immaginate di sedervi al vostro tavolo, circondati da mura millenarie, sotto un cielo stellato privo di inquinamento luminoso, mentre la luce delle candele danza creando ombre suggestive sulle pietre antiche. I suoni sono attutiti, l’aria profuma di mosto, legna e prelibatezze culinarie. È un momento di pura disconnessione dalla frenesia quotidiana, un’immersione in un’atmosfera intima che attrae coppie da tutta Italia in cerca di emozioni autentiche.
Cosa vedere a Torre del Colle e nei dintorni di Bevagna
Nonostante le dimensioni microscopiche, il borgo e i suoi dintorni offrono spunti di grande interesse storico e culturale. Una passeggiata al suo interno richiede poco tempo, ma ogni angolo merita di essere osservato con lentezza:
L’antico Torrione e la Chiesa di San Lorenzo: L’unica torre originaria del castello, posizionata sull’angolo sinistro delle mura, è stata oggi riadattata a campanile. Proprio a ridosso del torrione si erge la Chiesa di San Lorenzo, la cui prima fondazione risale all’XI secolo.
Le dimore storiche: Passeggiando all’interno della cinta muraria, si possono ammirare splendidi esempi di abitazioni signorili e contadine risalenti al Quattrocento, intatte nella loro essenza architettonica.
Il Belvedere sulle vigne: Dai margini delle mura si apre una vista panoramica mozzafiato. Lo sguardo spazia sulle dolci colline circostanti, disegnate dai celebri vigneti del Sagrantino di Montefalco e dagli uliveti, offrendo tramonti indimenticabili.
La Maestà di Pierino Stortini: Appena fuori dal borgo, sotto il campanile, si trova un’edicola sacra del 1924, opera di Pierino Stortini. Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino affiancata da San Francesco e San Michele Arcangelo.
Santuario della Madonna della Valle: Seguendo la strada verso ovest per circa 5 chilometri, in un contesto naturale di grande pace, si raggiunge questo santuario molto venerato dalla popolazione locale.




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