Bicci Di Lorenzo, da S.Maria del Fiore a UzzanoBicci Di Lorenzo, from S.Maria del Fiore to Uzzano

Bicci di Lorenzo, esponente di punta di una delle più prolifiche botteghe fiorentine, fu uno dei pittori più produttivi che operò in Firenze fra la fine del Trecento e la prima metà del Quattrocento. Il padre, Lorenzo di Bicci, era anche lui rinomato pittore esponente di quella pittura tardo gotica che tanti capolavori ha lasciato nella Firenze trecentesca.
Non era certo facile farsi spazio nella pittura fiorentina di quell’epoca dominata dai grandi geni di Masaccio e Piero della Francesca.

L’esordio giovanile del pittore non si allontana molto dai modelli paterni e solo in seguito, con l’influsso di Lorenzo Monaco e Gentile da Fabriano seppe rivitalizzare la sua arte, che non è certo innovatrice. Tuttavia la sua pittura è piacevole ed incontra il gusto dei committenti che sempre più spesso mostrano di apprezzare i temi apertamente popolari che l’artista va proponendo, non solo a Firenze (dalla tavola dei Santi Cosma e Damiano in S.Maria del Fiore al tabernacolo del Canto alla Cuculia in S.Frediano) ma anche nel contado, anzi è soprattutto merito della sua prolifica bottega se la cultura pittorica della scuola fiorentina riuscì a raggiungere le più sperdute parrocchie del contado.

Molte sue opere ancora oggi si possono ammirare nel territorio circostante la città; ricordiamo il tabernacolo con la Madonna, il Bambini e Santi di Ponte a Greve rammentato anche dal Vasari; a S.Martino a Gangalandi affresca il bel tempietto del battistero con le storie di S.Martino, tema a lui caro che sarà ripreso anche nella tavola di S.Martino a Uzzano, oggi spostata nella chiesa di S.Croce a Greve.
Il trittico di Uzzano si presenta ancora oggi nella originale cornice gotica monocuspidata.

Nella parte centrale è rappresentata una classica ma delicata immagine della Vergine col Bambino, ai lati due coppie di Santi, fra cui il vescovo Donato cui è dedicata una chiesetta nelle vicinanze di Greti. Nella predella vi sono rappresentati episodi della vita del santo, in particolare va considerato quello celebre della donazione del mantello al povero; nella cuspide la Crocifissione.

Questa tavola ha sofferto, oltre lo spostamento dalla sede originaria, anche un furto (nell’agosto del 1979) che rischiò di farla scomparire per sempre dall’elenco delle opere d’arte del contado chiantigiano. Fortunatamente recuperata dalle forze dell’arma dei Carabinieri al confine con la Svizzera, fu poi restaurata e ricollocata nella chiesa di S.Croce a Greve dove ancora oggi può essere venerata e ammirata.Bicci di Lorenzo, the most important exponent from one of the most prolific workshops in Florence, was an extremely productive painter working in Florence between the late 14th century and the first half of the 15th century. His Casino En Ligne father, Lorenzo di Bicci, was also a famous painter of the typical late Gothic style that was to leave so many masterpieces in 14th century Florence.
With the painting in Florence dominated by the genius of Masaccio and Piero della Francesca, it was certainly not easy for a painter to make a name for himself in that period.

The early painting of the young artist was very similar to his father’s style and it was not until later, under the influence of Lorenzo Monaco and Gentile da Fabriano, that he discovered ways of introducing new vitality into his art, though he was never to be an innovative painter. However his work was extremely pleasing and easily met the tastes of his clients, who frequently showed their appreciation of the clearly popular subjects executed by the artist; this was not only in Florence (with the panel of the Saints Cosma and Damiano in S. Maria del Fiore and the tabernacle of the Canto alla Cuculia in S. Frediano), but also in the surrounding countryside: the painting culture of the Florentine school reached some of the most isolated parishes in the district, thanks to his prolific workshop.

Many of his works can still be admired in the country areas around the city; these include the tabernacle with the Madonna and Child with Saints at Ponte a Greve, also mentioned by Vasari: he also frescoed the pretty shrine in the baptistery of S. Martino a Gangalandi with stories of St. Martin, one of his favourite subjects, which he later repeated in the panel of S. Martino at Uzzano, now in the Church of S. Croce at Greve.

The Uzzano triptych still possesses its original single-cusped Gothic frame. The centre panel contains a classic but delicate painting of the Virgin and Child, with two pairs of Saints in the side panels, among them Bishop Donatus, to whom a small church is dedicated near Greti. The predella contains illustrations of episodes from the life of the saint, and the famous scene of the donation of the cloak to the poor man is certainly worth studying with care; the Crucifxion is in the cusp.

Apart from being taken away from its original setting, the panel was also stolen (in August 1979) and risked disappearing for ever from the list of the works of art in the Chianti countryside. Luckily the police discovered it on the Swiss border, it was then restored and hung in the church of S. Croce at Greve where it can still be worshipped and admired to this day.

Festa della Beata GiovannaBeata Giovanna feast

Il 9 aprile, Lunedì dell’Angelo, si svolge a Signa la consueta Festa della Beata Giovanna, che rievoca l’annuale processione in onore della “Beata”, istituita nell’anno 1385 in occasione della traslazione della sua salma.
Per le vie principali del paese dalle ore 10.00 sfilerà il Corteo Storico in costumi del XIV secolo, con il Gonfalone, gli Alabardieri, i Musici e le bandiere delle Arti Minori e delle Arti Maggiori. Seguirà lo spettacolo degli Sbandieratori del Corteo Storico.
La cerimonia si concluderà in piazza Cavour, centro storico di Signa, davanti alla Pieve di San Giovanni Battista. All’interno della chiesa verrà poi liberato il passerotto che tiene in mano il bambino che sfila nel Corteo a dorso di un ciuchino: il suo volo attraverso le navate predirrà il futuro dell’annata.
Alla Chiesa di San Lorenzo – ore 16.00 – Tradizionale Concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi di Signa
Martedì 10 Aprile si svolge invece la Festa del Beatino.
Alle ore 20,30 il Corteo Storico farà nuovamente la sua uscita con partenza dalla Chiesa di San Lorenzo, seguendo il percorso Piazza della Repubblica, Via Mazzini, Piazza Cavour – Chiesa di San Giovanni e ritorno. Nella Chiesa di San Giovanni si tiene la cerimonia di chiusura dell’urna dove riposano i resti della Beata Giovanna che era rimasta esposta per i fedeli durante le festività pasquali.
Il pomeriggio del 10 aprile è dedicato alla benedizione dei bambini e degli animali. Nella Piazza sono presenti banchi alimentari(brigidini, dolciumi ecc..) e tradizione vuole che dopo la benedizione i bambini vadano alle “Giostre”.
L’evento è organizzato dal Corteo Storico di Signa, la Venerabile Compagnia del S.S.mo Sacramento e dello Spirito Santo e la Pieve di San Giovani Battista con il patrocinio del Comune di Signa.Il 9 aprile, Lunedì dell’Angelo, si svolge a Signa la consueta Festa della Beata Giovanna, che rievoca l’annuale processione in onore della “Beata”, istituita nell’anno 1385 in occasione della traslazione della sua salma.
Per le vie principali del paese dalle ore 10.00 sfilerà il Corteo Storico in costumi del XIV secolo, con il Gonfalone, gli Alabardieri, i Musici e le bandiere delle Arti Minori e delle Arti Maggiori. Seguirà lo spettacolo degli Sbandieratori del Corteo Storico.
La cerimonia si concluderà in piazza Cavour, centro storico di Signa, davanti alla Pieve di San Giovanni Battista. All’interno della chiesa verrà poi liberato il passerotto che tiene in mano il bambino che sfila nel Corteo a dorso di un ciuchino: il suo volo attraverso le navate predirrà il futuro dell’annata.
Alla Chiesa di San Lorenzo – ore 16.00 – Tradizionale Concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi di Signa
Martedì 10 Aprile si svolge invece la Festa del Beatino.
Alle ore 20,30 il Corteo Storico farà nuovamente la sua uscita con partenza dalla Chiesa di San Lorenzo, seguendo il percorso Piazza della Repubblica, Via Mazzini, Piazza Cavour – Chiesa di San Giovanni e ritorno. Nella Chiesa di San Giovanni si tiene la cerimonia di chiusura dell’urna dove riposano i resti della Beata Giovanna che era rimasta esposta per i fedeli durante le festività pasquali.
Il pomeriggio del 10 aprile è dedicato alla benedizione dei bambini e degli animali. Nella Piazza sono presenti banchi alimentari(brigidini, dolciumi ecc..) e tradizione vuole che dopo la benedizione i bambini vadano alle “Giostre”.
L’evento è organizzato dal Corteo Storico di Signa, la Venerabile Compagnia del S.S.mo Sacramento e dello Spirito Santo e la Pieve di San Giovani Battista con il patrocinio del Comune di Signa.

Venerdi Santo: torna la Passione di Cristo di GrassinaHoly Friday: returned the Passion in Grassina

Un evento suggestivo torna anche per la Quaresima 2012: la Rievocazione storica della Passione di Cristo, manifestazione patrocinata dal Parlamento Europeo, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Firenze e dai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli.

Il venerdì Santo, 6 aprile, a Grassina frazione di Bagno a Ripoli alle ore 21.15 è prevista la sfilata del Corteo Storico per le vie del paese con scene della vita e della Passione di Cristo sul Calvario. Se piove  la manifestazione si terrà lunedì 9 aprile 2012 alla stessa ora, senza la sfilata.

Si tratta di un evento che viene da lontano, infatti risale addirittura ai primi decenni del XVII secolo.
Si trattava allora di un corteo di natura esclusivamente religiosa. Con il passare del tempo gli elementi spettacolari si sono molto sviluppati grazie alla grande suggestione degli eventi rappresentati, alle forti motivazioni psicologiche e all’ambientazione in scenari di raro fascino.

La rappresentazione della Passione di Cristo si compone di due parti che si svolgono contemporaneamente: il Corteo storico per le vie del paese, con la partecipazione di circa 500 figuranti in costume d’epoca, e le scene della vita e Passione di Cristo sul Calvario, interpretate da circa 80 personaggi.

Il Centro Attività Turistica Onlus di Grassina è l’organizzatore della manifestazione.
Per informazioni: Centro Attività Turistica Grassina, tel. 055 646051 – 333 8270007, sito internet http://www.rievstoricagrassina.it – http://www.catgrassina.org, email catgrassina@virgilio.it.Un play top online casino games poker evento suggestivo torna anche per la Quaresima 2012: la Rievocazione storica della Passione di Cristo, manifestazione patrocinata dal Parlamento Europeo, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Firenze e dai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli.

Il venerdì Santo, 6 aprile, a Grassina frazione di Bagno a Ripoli alle ore 21.15 è prevista la sfilata del Corteo Storico per le vie del paese con scene della vita e della Passione di Cristo sul Calvario. Se piove  la manifestazione si terrà lunedì 9 aprile 2012 alla stessa ora, senza la sfilata.

Si tratta di un evento che viene da lontano, infatti risale addirittura ai primi decenni del XVII secolo.
Si trattava allora di un corteo di natura esclusivamente religiosa. Con il passare del tempo gli elementi spettacolari si sono molto sviluppati grazie alla grande suggestione degli eventi rappresentati, alle forti motivazioni psicologiche e all’ambientazione in scenari di raro fascino.

La rappresentazione della Passione di Cristo si compone di due parti che si svolgono contemporaneamente: il Corteo storico per le vie del paese, con la partecipazione di circa 500 figuranti in costume d’epoca, e le scene della vita e Passione di Cristo sul Calvario, interpretate da circa 80 personaggi.

Il Centro Attività Turistica Onlus di Grassina è l’organizzatore della manifestazione.
Per informazioni: Centro Attività Turistica Grassina, tel. 055 646051 – 333 8270007, sito internet http://www.rievstoricagrassina.it – http://www.catgrassina.org, email catgrassina@virgilio.it.

 

San Gusm

Un borgo fortificato sulla sommità di un colle, circondato da campi di olivi, vigne e boschi e dal quale si apre un panorama mozzafiato che ha come sfondo il Chianti e che arriva fino alla Torre del Mangia di Siena.

Non è un sogno ma è la realtà che si può vivere a San Gusmè, un paese dal sapore antico, situato nel cuore di Castelnuovo Berardenga, a pochi passi dal Castello di Brolio.

Due porte, risalenti al XII secolo circa, permettono di accedere nel piccolo centro storico, la cui forma circolare ospita dentro di sé edifici suggestivi, vicoli stretti, piazzette in pietra.

Tra i gioielli della frazione merita una citazione la chiesa della SS. Annunziata che, al suo interno, vanta la straordinaria Annunciazione del pittore senese Pietro Sorri.

Uno dei simboli di San Gusmè è la statuetta del “Luca Cava”, posta all’ingresso del paese e raffigurante il protagonista di una buffa leggenda.
Si narra che, alle fine dell’800, il proprietario di un’osteria, stanco di dover ripulire ogni giorno l’ingresso della sua bottega dalla sporcizia dei passanti, decise di costruire uno stanzino con la scritta “bagno pubblico”.
Purtroppo l’analfabetismo diffuso dell’epoca impediva alle persone di leggere quelle parole. Fu così che l’oste decise di costruire una statuina raffigurante un uomo accovacciato, dal significato inequivocabile.
La statua non passò inosservata. I paesani capirono subito, il luogo ritornò pulito e all’ometto fu messo il nome di “Luca Cava”. Ancora oggi a questo personaggio è dedicata, a inizio settembre, la Festa del Luca.

Come arrivare
Da Firenze, uscita Firenze Certosa, seguire le indicazioni per Siena. Da Siena raccordo autostradale Siena/Bettolle, uscita per Castelnuovo Berardenga (14 km circa da Siena). Proseguire in direzione Nord per 5 Km oltre il paese di Castelnuovo e seguire le indicazioni per San Gusmè.
Da Roma, uscita Valdichiana A1, seguire le indicazioni per Siena , raccordo autostradale Siena/Bettolle, uscita per Castelnuovo Berardenga (14 km circa da Siena). Proseguire in direzione Nord per  5 Km oltre il paese di Castelnuovo e seguire le indicazioni per San Gusmè.

Per informazioni
Associazione Pro San Gusmè
Piazza Matteotti 8 – 53010 SAN GUSME’
Tel. e Fax 0577 359345
Email: pro@sangusme.it
Web site: www.sangusme.itA walled village on the top of a Cialis 10mg hill, surrounded by fields of olives, vines and woods and with an incredible panoramic view of Chianti, ending at the Torre del Mangia in Siena.

This is not a dream, but rather the reality that may be lived at San Gusmè, a region with an ancient flare, located in the heart of Castelnuovo Berardenga just a few steps from the Castello di Brolio.

Two gates dating back to the XII Century allow access to the small historic center, circular in shape and with suggestive buildings, narrow alleys, small stone squares.

Among the jewels of the area is the Church of SS. Annunziata which inside holds an extraordinary Annunciation, work of artist Pietro Sorri from Siena.

One of the symbols of San Gusmè is the statuette of “Luca Cava”, placed at the entry of the town and representing the hero of a comical legend.
It is said that at the end of the ‘800s, the owner of an inn, tired of having to clean from his shop every day the dirt left by those passing by, decided to build a small closet with the sign “Public Bathroom”.
However the illiteracy which was common at the time prevented the people from reading the words.  He then decided to build a statue, representing a man squatting, impossible to misunderstand.
The statue did not pass unnoticed.  The people immediately understood, the place was clean once more and the little figure was given the name of “Luca Cava”.  The Festa del Luca is dedicated, at the beginning of September, to this personage.

Directions
From Florence, take the Firenze Certosa exit and follow the signs for Siena.  From Siena take the Siena/Bettolle highway; take the Castelnuovo Berardenga exit (14 km from Siena). Continue north for 5 km. to Castelnuovo and follow the signs for San Gusmè.
From Roma, Take the Valdichiana A1 exit, follow the signs for Siena.  Take the Siena/Bettolle highway, exit at Castelnuovo Berardenga (14 km from Siena). Continue north for 5 km. to Castelnuovo and follow the signs for San Gusmè.

For more information:
Associazione Pro San Gusmè
Piazza Matteotti 8 – 53010 SAN GUSME’
Tel. e Fax 0577 359345
Email: pro@sangusme.it
Web site: www.sangusme.it

Museo Archeologico del Chianti senese: una struttura dinamica e interattivaThe Siena Archeological Chianti Museum: dynamic and interactive

Una struttura dinamica ed interattiva che racconta il legame del territorio chiantigiano con la civiltà etrusca.
Il giovane Museo Archeologico del Chianti senese, che ha sede dal 2006 nella Rocca di Castellina in Chianti, è stato fortemente voluto dalle amministrazioni locali per valorizzare decenni di ricerche archeologiche sul territorio e per dare risalto al patrimonio dell’area attraverso progetti educativi e didattici.

Il Museo Archeologico del Chianti senese custodisce le testimonianze storiche delle origini di tutto il comprensorio del Chianti, con reperti provenienti dagli scavi archeologici di Monte Calvario e del Poggino, a Castellina in Chianti, dalla tomba B della necropoli del Poggione a Castelnuovo Berardenga, dagli scavi di Cetamura a Gaiole in Chianti e di La Malpensata e Poggio La Croce a Radda in Chianti.

Le vetrine del Museo ospitano anche testimonianze importanti che hanno permesso di ricostruire aspetti quotidiani della vita etrusca, come la vocazione alla coltivazione della terra e la capacità di produrre vino.
Nel sito di Poggio La Croce, infatti, sono stati ritrovati alcuni semi di “Vitis Vinifera”, risalenti a ventitre secoli fa, e alcuni resti attribuibili alla presenza di un torchio per la spremitura dell’uva.

Il Museo, poi, si presenta come una struttura interattiva, grazie ad un allestimento multimediale d’avanguardia che permette ai visitatori di approfondire la conoscenza dei reperti esposti nelle quattro sale al primo piano attraverso guide cartacee personalizzate. I visitatori ed i ragazzi delle scuole possono anche partecipare ad attività di ricerca e di simulazione nel laboratorio di archeologia sperimentale che si trova al piano terra, con l’aiuto di esperti archeologi.

Museo Archeologico del Chianti senese
Sito Internet: www.museoarcheologicodelchianti.it
Telefono 0577 – 742090 – fax 0577 – 741388
E-mail: info@museoarcheologicodelchianti.it.

Orari apertura
dal lunedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 18.30
Giorno di chiusura il mercoledì
La prenotazione dello spazio visita è richiesta per gruppi superiori alle 15 persone

Prezzi di ingresso
Ingresso gratuito per i bambini con età di 6 anni o inferiore
Biglietto intero euro 3.00 – Biglietto ridotto euro 2.00
Biglietto per i gruppi euro 1.50
Biglietto per i gruppi scolastici (obbligo) euro 1.00
Usufruiscono del biglietto ridotto gli studenti universitari muniti di libretto, gli ultrasessantacinquenni, i soci di associazioni del volontariato del Circondario del Chianti Senese, i bambini dai 7 ai 14 anniA dynamic and interactive structure that tells the history of the Etruscan legacy to the Chianti region.
The young Siena Archeological Chianti Museum, located since 2006 in the Rocca di Castellina in Chianti, has been strongly promoted by local administrations to enhance the patrimony of the area through educational and teaching projects.

The Siena Archeological Chianti Museum preserves the historical testimonies of the origins of the region, with discoveries from the archaeological excavations at Monte Calvario and Poggino, Castellina in Chianti, from Tomb B of the Poggione necropolis in Castelnuovo Berardenga, excavations of Cetamura a Gaiole in Chianti and La Malpensata and Poggio La Croce in Radda in Chianti.

The Museum windows also contain important testimony that has allowed the reconstruction of daily aspects of Etruscan life, such as their vocation for farming and their wine-producing capabilities.
At the Poggio La Croce site, in fact, some seeds of “Vitis Vinifera” have been found which are twenty three centuries old, as well as some remains attributed to the presence of an ancient grape press.

The Museum is also  interactive, thanks to the installation of a latest generation multimedia system that allows the visitor to deepen his knowledge of  the finds exhibited in the four rooms comprising the first floor, through personalized paper brochures.  Visitors and school children can also participate in research activities and simulations in the experimental archaeology laboratory, which is on the ground floor, with the assistance of expert archaeologists.

Museo Archeologico del Chianti Senese
Website: www.museoarcheologicodelchianti.it
Telephone 0577 – 742090 – fax 0577 – 741388
E-mail: info@museoarcheologicodelchianti.it.

Hours
Monday through Sunday, 10 am to 6:30 pm
Closed Wednesdays
Reservations requested for groups larger than 15 people

ADMISSION
Admission is free for children 6 years and under
Full ticket Euro 3.00 – Discount tickets Euro 2.00
For groups Euro 1.50
School groups (required) Euro 1.00
Discount tickets available to university students with student card, seniors, members of volunteer associations of the Circondario del Chianti Senese, and children from 7 to 14 years of age.

Il sistema museale della Valdelsa si svelaDiscovering the Valdesa museums

Il Sistema Museale della Valdelsa si presenta e si svela per l’inizio della stagione 2012.

Un convegno e sopratutto giornate nel territorio per svelare un territorio dove forte è  il legame fra paesaggio, musei e valorizzazione.
Un territorio che, musealmente, abbraccia tutte le tipologie di musei, sia quelli di taglio demoetnoantropologico e archeologico che quelli di arte sacra e del paesaggio.
Nel concreto si tratta di un calendario di passeggiate guidate sul territorio della Valdelsa e di un convegno di archeologia distribuito su due giorni.

In Valdelsa, dove la bellezza insegue la bellezza, dove è la bellezza che si fa paesaggio ed il paesaggio diventa museo la direzione del sistema museale ha pensato di organizzare cinque giornate da passare dentro questo grande museo senza mura. Un museo di cui tutti indistintamente possono godere e di cui tutti siano portatori dei valori più profondi e identitari.

Uno degli obiettivi del pacchetto di passeggiate proposte è proprio cercare di rendere esplicito la variabilità di questo paesaggio valdelsano e per far questo saranno degli specialisti a guidare il viaggiatore in ogni singola passeggiata: geologi, archeologi, storici, esperti forestali.

La Valdelsa ha nella sua estrema variabilità la punta di diamante del suo paesaggio: una variabilità geomorfolgica e litologica, storico-insediativa e vegetazionale.
E poi, le vicende storiche che si sono susseguite in questa valle dal medioevo in avanti, hanno portato ad una contaminazione vicendevole felicissima di realizzazioni artistiche, di correnti architettoniche e decorative, di tendenze pittoriche. Tutto questo costituisce il Paesaggio.

La prima passeggiata si svolgerà nel territorio di Montespertoli, nella valle del Virginio, un territorio che si trasformò molto prima di altre aree del contado fiorentino, in un banco di prova per la creazione di proprietà fondiarie cittadine unitarie e la cui evoluzione storica portò al sistema della villa-fattoria, dei poderi sparsi, ad un disegno della campagna entrato ormai nel mito della Toscana odierna: i cipressi, la viabilità di crinale, la casa colonica, la villa, i vigneti.

La seconda si svolgerà nel territorio di Certaldo, sulla collina di Semifonte, il mito per antonomasia della Valdelsa: “Firenze fatti in là che Semifonte diventa città!”
La collina serba ancora oggi evidentissime tracce di questa storia svoltasi fra la fine del 1100 e l’inizio del 1200. Una storia che evidenzia lo sforzo estremo che Firenze intraprese in questa parte meridionale del suo contado per assoggettarlo, controllarlo, sfruttarlo economicamente, ma anche riversandoci immense quantità di capitali che costruirono lo scheletro di quel paesaggio che oggi ha reso la Toscana famosa nel mondo intero.
Un esempio per tutti lo mostra proprio la collina di Semifonte con la cupola di San Michele, costruita dal canonico Giovan Battista Capponi quasi quattro secoli dopo i fatti di Semifonte e proprio a ricordo di questi e per sancire la presenza del potere mediceo attraverso il simbolo per eccellenza della città: la cupola di Santa Maria del Fiore.

Con la terza passeggiata passeremo in riva sinistra dell’Elsa e più in alto, subito sotto il crinale che la divide dalla Valdera; saremo in un altro mondo.
Sembra incredibile come a pochissimi chilometri in linea d’aria (solo 14) da Semifonte e dalle dolci colline coltivate in riva destra si passi ad un paesaggio totalmente diverso, aspro, boscoso, roccioso, con le ofioliti cioè quelle rocce verdi usate dai magister lapidei nel medioevo per comporre le tessere verdi di quel suggestivo cromatismo tipico della tecnica di rifinitura muraria chiamata Incrostazione, mutuato dal Battistero di San Giovanni e da San Miniato a Monte.
Non la usò invece la verde ofiolite Johannes Bundivulus nella costruzione di Santa Maria a Chianti, il maestro lapideo che lavorò alla pieve che andremo a visitare alla fine della passeggiata che invece si svolgerà nella valle del rio Casciani, un autentico mondo diverso, dove ci sono soffioni, putizze e mofete tipiche della zona geotermica delle Colline Metallifere, presente con un’appendice anche in Valdelsa.

La quarta passeggiata la faremo nel territorio di Castelfiorentino che ha l’imprimatur della viabilità rappresentato dalla Francigena quale elemento prioritario e maggiormente influente – insieme alla caratteristiche naturali – nella genesi formativa del paesaggio della Valdelsa.
Una viabilità che ha pesantemente influenzato la presenza di correnti artistiche e decorative, culturali e architettoniche susseguitesi nella valle nel corso dei secoli.
Nel territorio di Castelfiorentino infatti seguiremo un tratto della via Francigena partendo da una delle tante pievi valdelsane – quella dei Santi Pietro e Paolo a Coiano – toccata da questa importantissima arteria e arriveremo alla Madonna della Tosse, per poi finire la giornata al BE.GO. in compagnia di Benozzo Bozzoli. Quel Benozzo a cui sarà toccato, durante le sue permanenze in Valdelsa, di camminare negli stessi luoghi in cui cammineremo noi quella domenica.

Il bosco domina anche l’ultima passeggiata, quella nel territorio di Montaione, nella valle del torrente Carfalo, e si tratterà della passeggiata dal taglio più prettamente naturalistico (ed infatti in quell’occasione sarà presente anche un esperto forestale) di tutto il pacchetto.
Anche qui, come per Gambassi Terme e forse anche più, vale lo stesso discorso dell’incredulità: da quel terrazzo sulla Valdelsa che è Montaione si vedono vicinissimi i campi riarsi del fondovalle dove domina l’argilla.
Eppure qui, a cento metri in linea d’aria dal paese, c’è un paesaggio contrassegnato da un’idrografia a carattere montagnoso – con tonfi di acqua perenne e piccole cascate – e da un bosco dove è presente il faggio, un albero come sappiamo di vera e propria montagna. Un bosco che ha ospitato nei secoli scorsi la comunità monastica di San Vivaldo e che andremo a visitare alla fine della giornata.

Info: http://cultura.empolese-valdelsa.itIl Sistema Museale della Valdelsa si presenta e si svela per l’inizio della stagione 2012.

Un convegno e sopratutto giornate nel territorio per svelare un territorio dove forte è  il legame fra paesaggio, musei e valorizzazione.
Un territorio che, musealmente, abbraccia tutte le tipologie di musei, sia quelli di taglio demoetnoantropologico e archeologico che quelli di arte sacra e del paesaggio.
Nel concreto si tratta di un calendario di passeggiate guidate sul territorio della Valdelsa e di un convegno di archeologia distribuito su due giorni.

In Valdelsa, dove la bellezza insegue la bellezza, dove è la bellezza che si fa paesaggio ed il paesaggio diventa museo la direzione del sistema museale ha pensato di organizzare cinque giornate da passare dentro questo grande museo senza mura. Un museo di cui tutti indistintamente possono godere e di cui tutti siano portatori dei valori più profondi e identitari.

Uno degli obiettivi del pacchetto di passeggiate proposte è proprio cercare di rendere esplicito la variabilità di questo paesaggio valdelsano e per far questo saranno degli specialisti a guidare il viaggiatore in ogni singola passeggiata: geologi, archeologi, storici, esperti forestali.

La Valdelsa ha nella sua estrema variabilità la punta di diamante del suo paesaggio: una variabilità geomorfolgica e litologica, storico-insediativa e vegetazionale.
E poi, le vicende storiche che si sono susseguite in questa valle dal medioevo in avanti, hanno portato ad una contaminazione vicendevole felicissima di realizzazioni artistiche, di correnti architettoniche e decorative, di tendenze pittoriche. Tutto questo costituisce il Paesaggio.

La prima passeggiata si svolgerà nel territorio di Montespertoli, nella valle del Virginio, un territorio che si trasformò molto prima di altre aree del contado fiorentino, in un banco di prova per la creazione di proprietà fondiarie cittadine unitarie e la cui evoluzione storica portò al sistema della villa-fattoria, dei poderi sparsi, ad un disegno della campagna entrato ormai nel mito della Toscana odierna: i cipressi, la viabilità di crinale, la casa colonica, la villa, i vigneti.

La seconda si svolgerà nel territorio di Certaldo, sulla collina di Semifonte, il mito per antonomasia della Valdelsa: “Firenze fatti in là che Semifonte diventa città!”
La collina serba ancora oggi evidentissime tracce di questa storia svoltasi fra la fine del 1100 e l’inizio del 1200. Una storia che evidenzia lo sforzo estremo che Firenze intraprese in questa parte meridionale del suo contado per assoggettarlo, controllarlo, sfruttarlo economicamente, ma anche riversandoci immense quantità di capitali che costruirono lo scheletro di quel paesaggio che oggi ha reso la Toscana famosa nel mondo intero.
Un esempio per tutti lo mostra proprio la collina di Semifonte con la cupola di San Michele, costruita dal canonico Giovan Battista Capponi quasi quattro secoli dopo i fatti di Semifonte e proprio a ricordo di questi e per sancire la presenza del potere mediceo attraverso il simbolo per eccellenza della città: la cupola di Santa Maria del Fiore.

Con la terza passeggiata passeremo in riva sinistra dell’Elsa e più in alto, subito sotto il crinale che la divide dalla Valdera; saremo in un altro mondo.
Sembra incredibile come a pochissimi chilometri in linea d’aria (solo 14) da Semifonte e dalle dolci colline coltivate in riva destra si passi ad un paesaggio totalmente diverso, aspro, boscoso, roccioso, con le ofioliti cioè quelle rocce verdi usate dai magister lapidei nel medioevo per comporre le tessere verdi di quel suggestivo cromatismo tipico della tecnica di rifinitura muraria chiamata Incrostazione, mutuato dal Battistero di San Giovanni e da San Miniato a Monte.
Non la usò invece la verde ofiolite Johannes Bundivulus nella costruzione di Santa Maria a Chianti, il maestro lapideo che lavorò alla pieve che andremo a visitare alla fine della passeggiata che invece si svolgerà nella valle del rio Casciani, un autentico mondo diverso, dove ci sono soffioni, putizze e mofete tipiche della zona geotermica delle Colline Metallifere, presente con un’appendice anche in Valdelsa.

La quarta passeggiata la faremo nel territorio di Castelfiorentino che ha l’imprimatur della viabilità rappresentato dalla Francigena quale elemento prioritario e maggiormente influente – insieme alla caratteristiche naturali – nella genesi formativa del paesaggio della Valdelsa.
Una viabilità che ha pesantemente influenzato la presenza di correnti artistiche e decorative, culturali e architettoniche susseguitesi nella valle nel corso dei secoli.
Nel territorio di Castelfiorentino infatti seguiremo un tratto della via Francigena partendo da una delle tante pievi valdelsane – quella dei Santi Pietro e Paolo a Coiano – toccata da questa importantissima arteria e arriveremo alla Madonna della Tosse, per poi finire la giornata al BE.GO. in compagnia di Benozzo Bozzoli. Quel Benozzo a cui sarà toccato, durante le sue permanenze in Valdelsa, di camminare negli stessi luoghi in cui cammineremo noi quella domenica.

Il bosco domina anche l’ultima passeggiata, quella nel territorio di Montaione, nella valle del torrente Carfalo, e si tratterà della passeggiata dal taglio più prettamente naturalistico (ed infatti in quell’occasione sarà presente anche un esperto forestale) di tutto il pacchetto.
Anche qui, come per Gambassi Terme e forse anche più, vale lo stesso discorso dell’incredulità: da quel terrazzo sulla Valdelsa che è Montaione si vedono vicinissimi i campi riarsi del fondovalle dove domina l’argilla.
Eppure qui, a cento metri in linea d’aria dal paese, c’è un paesaggio contrassegnato da un’idrografia a carattere montagnoso – con tonfi di acqua perenne e piccole cascate – e da un bosco dove è presente il faggio, un albero come sappiamo di vera e propria montagna. Un bosco che ha ospitato nei secoli scorsi la comunità monastica di San Vivaldo e che andremo a visitare alla fine della giornata.

Info: http://cultura.empolese-valdelsa.it