Set 3, 2012 | Arte e cultura, Da non perdere, Val di Cornia
Bolgheri è soprattutto uno stato d’animo, un modo di vivere, un’atmosfera rarefatta di un mondo che si pensa estinto.
Perfetta questa frase per raccontare questo borgo e la sua terra e ci spiace solo di non averne la paternità perché questo semplice e centrato flash appartiene al Consorzio del Vino omonimo.
A volte bastano davvero poche parole per descrivere un luogo, per riassumere il tutto in poco più di una riga.
Difficile davvero dire Bolgheri e parlare di ciò che è speciale. Di un piccolissimo borgo che è solo la frazione di un comune ma che è più famose del comune a cui appartiene; di un luogo baciato dalla natura che si trova a metà strada fra le ultime propaggini delle Colline Metallifere lungo la costa maremmana livornese e che dallo sposalizio di questi due diversi fattori climatici sa trarne il meglio; del posto dove si trovano da secoli a silenti sentinelle quei rigogliosi cipressi resi immortali dai celebri versi di Giosuè Carducci nella poesia “Davanti a San Guido”; di quel luogo dov’è nata nel 1959 quella che è stata la prima oasi naturale privata d’Italia; dove sono quelle quattro vigne o poco più dov’è nato, quasi per scommessa, un vino che ha fatto la storia recente dell’enologia e che è oggi splende fra gli astri più lucenti nel firmamento della viticoltura mondiale.
Solo così si può parlare di Bolgheri, parlando di tutte le sue straordinarie unicità racchiuse fra le mura e le atmosfere rarefatte di quello che è un caratteristico borgo toscano sviluppatosi intorno a un castello più volte rimaneggiato nel corso dei secoli che si raggiunge dopo cinque chilometri di viale dove sono i famosi cipressi di cui sopra.
Una zona da svelarsi fra le frasche della sua oasi oggi del Wwf che mantiene inalterate le caratteristiche dell’antica Maremma con i ginepri, i pini domestici, i lecci, i frassini e dove si muovono sornioni i caprioli e gli scoiattoli fra i voli degli storni del falchi, dei germani reali.
Fermiamoci, siamo in un luogo magico. Alziamo il calice con quel vino unico, profumato, complesso e generoso che parla di un micro territorio e di una favola moderna che scopriremo piano piano.
First and foremost, Bolgheri is a state of mind, a lifestyle, a rare atmosphere of a Levitra world that is thought to be extinct.
This is the best sentence to describe this village and its land. We’re only sorry that we didn’t come up with it ourselves as this simple and focused flash belongs to the wine consortium of the same name.
At times only a few words are needed to describe a place, to sum it all up in little more than one line.
It’s hard to explain what makes Bolgheri so special. It’s a tiny village that is merely the hamlet of a municipality, but which is more famous than the municipality to which it belongs; a place caressed by nature that is located halfway between the final foothills of the Colline Metallifere (metal-bearing hills) along the Livorno coast in the Maremma area and which knows how to get the best out of the union of these two different climatic factors; the place where the silent sentinels of those luxuriant cypress trees have stood for centuries, made immortal in the famous verses of Giosuè Carducci in the poem Davanti a San Guido; that place where what was the first private nature park in Italy was created in 1959; where those four vines or more gave rise to a wine as if by accident that has gone down in recent wine-making history and still shines out as one of the brightest stars in world oenology.
This is the only way to talk about Bolgheri, about all of its extraordinary unique features contained within its walls and the rare atmosphere of a typical Tuscan village built up aroud a castle that has been reworked several times over the centuries, where you arrive after three miles of a wide road lined with the famous cypress trees.
Discover this area with the branches of its WWF oasis, which keeps the features of old Maremma intact with the juniper, domestic pine, oak and ash and where the deer and squirrels move craftily amidst the flight of the starlings, hawks and wild ducks.
That’s enough; this is a magical place. Let’s raise our glasses with this uniquely perfumed, full-bodied and generous wine that speaks of a small land and a modern-day fairytale that we discover a little at a time.
Set 2, 2012 | Arte e cultura, Val di Cornia
Alle spalle di Campiglia Marittima e del promontorio di Piombino, si estende, per circa 450 ettari, il Parco Archeominerario di San Silvestro. I segni dell’attività estrattiva di piombo, rame e argento risalenti al periodo etrusco, lo rendono uno straordinario museo a cielo aperto e ne fanno il nucleo storico più importante del distretto minerario campigliese.
Una serie di itinerari archeologici e minerari conducono i turisti alla scoperta del parco. Il viaggio può essere organizzato a proprio piacimento e in base ai propri interessi, infatti l’area offre cammini naturalistici, percorsi trekking ed esplorazioni in miniera che si alternano a musei, visite guidate e laboratori didattici di archeologia per bambini e adulti.
Quattro le vie suggerite che permettono di raggiungere i luoghi più attrattivi del parco. Dal Museo dell’Archeologia e dei Minerali – presso la biglietteria – si prosegue su via del Temperino per giungere in circa 20 minuti all’omonima Miniera: un tragitto sotterraneo che permette di osservare i minerali e contemporaneamente conoscere l’evoluzione delle tecniche di estrazione.
Uscendo dalla cava si sale verso l’area di Pozzo Earle. Qui, una serie di edifici costruiti tra l’800 e il ‘900, sono stati ristrutturati per ospitare il Museo delle Macchine Minerarie e dei Minatori, che raccoglie sia testimonianze metallurgiche, sia alcuni aspetti della vita sociale del tempo.
Una volta raggiunta la stazione di partenza del treno, attraverso la nuova Galleria mineraria Lanzi-Temperino, è facile spostarsi dalle miniere della Valle del Temperino agli impianti per la frantumazione del calcare nella Valle dei Lanzi. Dopodiché, percorrendo via dei Lanzi, è possibile avventurarsi in pozzi di estrazione medioevali in una seducente esplorazione che si sviluppa ad anello, con partenza e arrivo dalla stessa Valle.
Da qua, sullo sfondo, spiccano i resti di Rocca San Silvestro, uno straordinario esempio di borgo medioevale fondato nel X secolo dai signori pisani della Gherardesca, per ospitare i minatori e i fonditori del tempo. Luogo fortemente suggestivo, la Rocca rappresenta il cuore del Parco ed è raggiungibile sia da via dei Manienti che da via delle Ferruzze, così chiamata per gli accumuli di ferro scavati negli anni ’40.
Alle porte di Livorno, archeologia e natura s’incontrano nel Parco di San Silvestro per farne uno storico itinerario tutto da scoprire.
Info:
Parchi della Val di Cornia – Ufficio Infomazioni e Prenotazioni
Tel 0565 226445
Website: www.parchivaldicornia.it
The Archaeological and Mining Park of San Silvestro covers approximately 450 hectares and is located behind Campiglia Marittima and the promontory of penis enlargement surgery before after Piombino. The traces of the extraction of lead, copper and silver, dating back to the Etruscan period, render the park an extraordinary outdoor museum and the most important historical settlement of the Campiglia Marittima mining district. Visitors will be able to discover the park through a series of archaeological and mining itineraries. The journey can be customised to suit individual preferences and interests: the area offers nature itineraries, hiking routes and the possibility of exploring the mines, as well as museums, guided tours and educational archaeology workshops for children and adults.
There are four recommended itineraries to reach the park’s most attractive sites. From the ticket office of the Museum of Archaeology and Minerals, continue walking uphill towards Via del Temperino to reach, in about 20 minutes, the mine of the same name: you will embark upon an underground journey, allowing you to contemplate the minerals and at the same time learn about the evolution of the extraction techniques.
Upon exiting the quarry, walk up towards the Earle Pit area. Here, a series of buildings, built between the nineteenth and twentieth centuries, have been restored to house the Museum of Mining Machines and Miners, which features a collection of metallurgical equipment and offers an insight into how the miners used to live.
Having reached the train station, through the new Lanzi-Temperino mining gallery, it is easy to move on from the mines of the Temperino Valley to the limestone-crushing plants in the Lanzi Valley. Then, walking along Via dei Lanzi, one can venture into medieval extraction pits and explore them following a ring-like course, with the valley acting as both the point of departure and arrival. From the valley, you can admire the remains of the San Silvestro Fortress in the background, an extraordinary example of a medieval hamlet founded in the tenth century by the Pisan noble family Della Gherardesca to accommodate the miners and casters of the time.
An extremely lovely place, the fortress is the heart of the park and can be reached from either Via dei Manienti or Via delle Ferruzze, the latter owing its name to the mounds of iron resulting from the extractions carried out during the 1940s.
Just outside Livorno, archaeology and nature merge into one in the San Silvestro Park, a historical itinerary waiting to be discovered.
For further information:
Parchi della Val di Cornia – Information and booking office
Tel. 0565 226445
Web site: www.parchivaldicornia.it
Apr 8, 2012 | Livorno
La più ambita delle onorificenze è la cosiddetta “livornina”. Le livornine sono le leggi “più avventuristiche emesse il 30 luglio dell’anno della salutifera incarnazione del Signore 1591 da Don Ferdinando Medici, duca di Fiorenza et Siena, Signore di Porto Ferraio all’isola d’Elba , di Castiglion della Pescaia et dell’isola del Giglio”.
La premessa è affascinante: “prima concediamo a voi tutti mercanti, Hebrei, Turchi, Mori et altri mercanti reali, libero et amplissimo salva condotto, facoltà et licenza che possiate venire, stare, trafficare, passare et abitare con le vostre famiglie e sensa esse, partire, tornare et negoziare altrove per tutto il nostro ducal dominio senza impedimento o molestia reale o personale…”
La storia di Livorno, Leghorn già anticamente nomato e poi ripristinato dalle truppe Anglo- Americane nella seconda guerra mondiale, ha le sue radici “libertarie” proprio in quelle leggi. Così la citta dei “privilegi” ebbe l’ avventura di esser meta di tutti i popoli a portata di mare e forse la radice “no global” del futuro.
Livorno fu invasa dai Greci, dagli ebrei Portoghesi, dagli Armeni, dai Greci Ortodossi, dagli Olandesi Alemanni, dalla comunità inglese, dai Siro Moronti, dai Valdesi, un favoloso miscuglio di razze et etnie di cui restano preziose tracce.
Quando Olimpio Bizzi, uno dei più grandi corridori ciclisti, il più grande a detta di Gino Bartali, veniva immortalato nelle foto; rappresentava la sintesi della razza Livornese: lo chiamavano “il Motorino” ma aveva qualcosa di tutti i suoi avi. Il primo ” livornino” della nostra storia.
The most sought-after recognition is the so-called “livornina payday loans guaranteed no fax“. The citizens of Leghorn have the “most adventurous laws issued on 30th July of the year of the incarnation of our Lord 1591 by Don Ferdinando Medici, duke of Fiorenza et Siena, Lord of Porto Ferraio on the Isle of Elba, of Castiglion della Pescaia and of the Isle of Giglio”.
The introduction is fascinating: “first we grant to all you merchants, Jews, Turks, Moors and other real merchants, free and unhindered safe conduct and licence to come, stay, trade, and live with your families or without them, leave, come back and trade elsewhere in our Dukedom without hindrance or real or personal assault…”
The history of Leghorn, the ancient name of the city which was restored by the Anglo-American troops during the Second World War, drives its “libertarian” roots into those laws. The city of “privileges” therefore has the adventure of being the destination of many seafaring peoples and perhaps the “no global” root of the future. Leghorn was invaded by the Greeks, the Portuguese Jews, the Armenians, the orthodox Greeks, the Alemann Dutch, the English community, the Siro Moronti, the Valdesians, a fabulous mixture of races and ethnic groups, precious traces of which still remain.
When Olimpio Bizzi, one of the greatest Italian cyclists, the greatest in the world according to Gino Bartali, was immortalised in photos; he represented the synthesis of the Leghorn race: they called him the “Motorino” but he had something of all his ancestors. He was the first “Leghornian” of our history.
Apr 6, 2012 | Livorno
La “Coppa Montenero” storica corsa automobilistica in circuito, si disputava a Livorno fino agli anni’20 del novecento a metà estate, e divenne famosa negli anni’30 tra i Prix Internazionali rappresentando per due volte ufficialmente il “Gran Premio d’Italia”.
Il circuito con partenza dalla rotonda di Ardenza traversava il centro e saliva per il colle di Montenero scalando il Castellaccio, e tra la macchia scendeva sul Romito immettendosi nell’Aurelia a Castel Sonnino e lungocosta in saliscendi passava da Calafuria e Castel Boccale, poi percorreva il rettifilo a sud di Antignano e quello dell’omonimo viale sul lungomare in zona balneare, quindi tornava alla rotonda di Ardenza dove era situato l’arrivo dopo aver compiuto un multiforme itinerario per una lunghezza totale di circa 20 Km.
Il tortuoso percorso ripetuto per vari giri era estenuante; tormentato da oltre 100 curve, in salita misto veloci e lente a tornanti, ed in discesa velocissime, in rapida sequenza, a slaloom, a raggio variabile e prive di protezioni da alberi e precipizi, taluni a picco sul mare.
I piloti si stremavano in frenetici cambi di marcia, usurando freni e gomme, impegnando a fondo le monoposto da corsa, specie le pià pesanti e poderose, che nei lunghi rettilinei ai lati di Antignano lanciavano a velocità impressionanti tra i pali e la rete aerea dei filobus.
Il “Circuito di Montenero”duro banco di prova per uomini e macchine, ricordava la conformazione del Nurburing in Germania, ma aveva il fascino di essere incorniciato dal Mar Tirreno visibile da ogni parte del tracciato di gara, che saliva fino a 300 mt. di altezza al Valico del Castellaccio, che separa il versante nord con la splendida veduta panoramica di Livorno fino a Pisa, dal versante sud donde l’orizzonte si allunga all’Isola d’Elba ed oltremare ad intravedere la Corsica.
Apprezzato dagli squadroni tedeschi delle Mercedes 16 cilindri e delle strapotenti Auto Union a motore posteriore, era teatro di epici duelli con i ruggenti e agili bolidi rossi delle Alfa Romeo e delle Maserati, nei tempi in cui la Ferrari era ancora nei sogni dell’ingegner Enzo.
Erano sfide leggendarie di corridori del passato, tra i famosi rivali ed amici italiani Nuvolari e Varzi e gli assi germanici Caracciola e Rosemeyer, che a bordo di argentei e sibilanti “mostri” da 6 litri, con oltre 500 hp. raggiungevano velocità intorno ai 300 Kmh.
Titolato “Coppa Ciano” per il livornese medaglia d’oro con D’Annunzio, attirava migliaia di presenze, sportivi assiepati lungo il percorso, equipe di varie nazioni, staff di tecnici e meccanici, cronisti, ed i più amati piloti dell’epoca che simpatizzavano con il pubblico come il grande Tazio Nuvolari, amante di Livorno e vincitore di 5 coppe, ricordato dagli appassionati in un tornante del Castellaccio detto “curva Nuvolari”, primo pilota ad intraversare il bolide prima delle curve derappando su 4 ruote!
Livorno eil suo circuito erano di questi “eroi”, che affascinavano le folle e la “Montenero” era il grande evento, tecnico e sportivo eccezionale, irripetibile ai nostri tempi, su una fantastica pista ricavata tra mare e monti e che replicata nel tempo fu per due edizioni nel 1932 e nel 1934 il “Gran Premio d’Italia”.
The “Montenero Trophy”, a historic car race, was held at Leghorn in the Twenties in the middle of summer, and payday loans direct in the Thirties became famous among the International Prix as it officially represented the “Italian Grand Prix”.
The circuit, starting from the Ardenza roundabout, crossed the centre, went up Montenero Hill to Castellaccio and then came down to Romito, went along the Aurelia to Castel Sonnino and up and down along the coast past Calafuria and Castel Boccale, then it went along the straight stretch south of Antignano and the avenue that takes its name along the seafront in the swimming area, then it returned to the Ardenza roundabout where the arrival was located after running a varied itinerary amounting to a total length of about 20 km.
The winding route was repeated for several laps and was exhausting; tormented by over 100 bends, with mixed fast and slow uphill stretches, hairpins, very fast downhill slopes, in rapid sequence, with variable bends and no protection from trees and precipices, some of which jut out over the sea.
The drivers soon became exhausted with frenetic gear changes, wearing out brakes and tyres, taking it out on the one-seater racing cars, especially the heaviest and most unwieldy ones that in the long straight stretches on either side of Antignano moved at amazing speeds between the posts and overhead cables of the trolley buses.
The “Montenero Circuit”, a hard testing ground for men and cars, was similar to the layout of Nurburing in Germany, but it had the added value of being surrounded by the Tyrrhenian Sea that could be seen from all parts of the circuit which climbed to a height of 300 metres at Valico del Castellaccio, on the northern side of which is a splendid panoramic view of Leghorn as far as Pisa, and on the southern side, the Isle of Elba and Corsica.
Appreciated by the German teams of the 16-cylinder Mercedes and the powerful Auto Union with the engines at the rear, it was the theatre of epic duels with the roaring and agile red rockets of Alfa Romeo and Maserati, at a time when Ferrari was just a dream in Enzo Ferrari’s head.
They were legendary duels between racers of the past, between the famous Italian friends and rivals, Nuvolari and Varzi, and the German aces, Caracciola and Rosemeyer, who reached speeds of up to 300 Kmh on their silvery and hissing 6-litre “monsters” with over 500 hp.
Entitled “Coppa Ciano” after the gold-medal citizen of Leghorn with D’Annunzio, it attracted thousands of sports fans who crowded along the route, teams from several countries, engineers and mechanics, journalists, and the most popular drivers of the times who had good relations with the public, such as the great Tazio Nuvolari, a lover of Leghorn and winner of 5 trophies, commemorated by racing fans with a hairpin on Castellaccio called the “Nuvolari bend”, the first driver to put the car sideways before the bend and skid with all 4 wheels!
Leghorn and its circuit belonged to these crowd-enchanting “heroes” and the “Montenero” was a great technical and sports event, which could not be repeated today, on a fantastic circuit lying between the sea and the mountains and which, repeated over the years, was the “Italian Grand Prix” for two editions in 1932 and 1934.
Apr 4, 2012 | Eventi, Livorno
Appuntamento con il XXIX Trofeo Accademia Navale e città di Livorno e con una nuova edizione di Tuttovela, il Villaggio della Vela che, allestito al Porto Mediceo, affienca il prestigioso appuntamento velico da sabato 21 aprile – con inaugurazione del Villaggio alle ore 11,00 – a martedì 1 maggio 2012.
Per dieci giorni – dal 22 al 1 maggio – le acque labroniche saranno grandi protagoniste di regate spettacolari grazie ai numerosi equipaggi di tutte le età provenienti da ogni parte del mondo (Classi d’Altura Irc e Orc, Monotipi e Derive), e grazie al Villaggio della Vela lo spettacolo sarà assicurato anche a terra.
Tuttovela, area espositiva e luogo di incontro per regatanti, appassionati di vela e curiosi, l’anno scorso ha accolto oltre 100 mila visitatori che hanno affollato gli oltre 100 stand ed animato i numerosi eventi di intrattenimento e spettacoli.
Quest’anno numerosi eventi collaterali coinvolgeranno non solo i regatanti al rientro dalle regate ma anche i tantissimi visitatori che potranno scegliere fra un panorama di grandi eventi fatto di convegni, conferenze, mostre, iniziative di carattere sociale e culturale, momenti riservati ai più piccoli, serate di gala, spettacoli di cabaret, concerti e molto altro ancora.
Fra le principali novità di questa edizione di Tuttovela, l’apertura di un nuovo settore dedicato al mare all’interno del Villaggio: Under Water of the Sea, che sarà interamente dedicato con una mostra alle attività subacquee, sport e passione molto diffuso nei mari italiani che ben si prestano alla pratica di tutte le attività collegate alla subacquea.
L’ingresso a Tuttovela, il Villaggio della Vela, sarà come sempre libero e gratuito (dalle ore 10 alle 22).
Appuntamento con il XXIX Trofeo Accademia Navale e città di Livorno e con una nuova edizione di Tuttovela, il Villaggio della Vela che, allestito al Porto Mediceo, affienca il prestigioso appuntamento velico da sabato 21 aprile – con inaugurazione del Villaggio alle ore 11,00 – a martedì 1 maggio 2012.
Per dieci giorni – dal 22 al 1 maggio – le acque labroniche saranno grandi protagoniste di regate spettacolari grazie ai numerosi equipaggi di tutte le età provenienti da ogni parte del mondo (Classi d’Altura Irc e Orc, Monotipi e Derive), e grazie al Villaggio della Vela lo spettacolo sarà assicurato anche a terra.
Tuttovela, area espositiva e luogo di incontro per regatanti, appassionati di vela e curiosi, l’anno scorso ha accolto oltre 100 mila visitatori che hanno affollato gli oltre 100 stand ed animato i numerosi eventi di intrattenimento e spettacoli.
Quest’anno numerosi eventi collaterali coinvolgeranno non solo i regatanti al rientro dalle regate ma anche i tantissimi visitatori che potranno scegliere fra un panorama di grandi eventi fatto di convegni, conferenze, mostre, iniziative di carattere sociale e culturale, momenti riservati ai più piccoli, serate di gala, spettacoli di cabaret, concerti e molto altro ancora.
Fra le principali novità di questa edizione di Tuttovela, l’apertura di un nuovo settore dedicato al mare all’interno del Villaggio: Under Water of the Sea, che sarà interamente dedicato con una mostra alle attività subacquee, sport e passione molto diffuso nei mari italiani che ben si prestano alla pratica di tutte le attività collegate alla subacquea.
L’ingresso a Tuttovela, il Villaggio della Vela, sarà come sempre libero e gratuito (dalle ore 10 alle 22).