Toscana: la salute vien mangiando

20160623162916718la redazione – Promuovere la cucina salutare con un occhio rivolto alla solidarietà. Nasce da questo connubio il contest ‘Eubiochef’, promosso da Vetrina Toscana e ANT per stimolare chiunque voglia partecipare, non solo chef ma anche food blogger e semplici appassionati, a presentare ricette ‘eubiotiche’ (dal greco eu-biotikós, che assicura il buon vivere). Ricette che troveranno spazio nei menù dei ristoranti aderenti a Vetrina Toscana.

L’iniziativa è stata presentata dall’assessore al turismo e alle attività produttive Stefano Ciuoffo, dal medico nutrizionista di ANT Enrico Ruggeri e dal delegato ANT per Firenze, Prato e Pistoia Simone Martini.

“Vetrina Toscana – ha detto Ciuoffo – dimostra ancora una volta grande vocazione alle iniziative di solidarietà, legando la buona cucina ed i prodotti di qualità agli effetti che questi hanno sulla salute. La dieta mediterranea è sinonimo di prodotti freschi, di provenienza locale ma anche di attenzione alla qualità e modalità della loro trasformazione. Questo contest è un modo di raccontare cose serie in modo piacevole, che poi è il ruolo che spetta a Vetrina Toscana attraverso la rete dei propri ristoratori”.

Al contest possono partecipare tutti i maggiorenni.
A partire dal 24 giugno e fino al prossimo 30 ottobre si potrà inviare la propria ricetta a vetrina.toscana@regione.toscana.it allegando una foto del piatto e una descrizione della natura salutare della ricetta e della sua relazione con la Toscana. Info e regolamento su Vetrina Toscana e su ANT.

Le ricette pervenute e ritenute idonee saranno pubblicate sul portale di Vetrina Toscana e sulla pagina dedicata di ANT. Gli autori delle migliori 5 (selezionate da apposito comitato tecnico scientifico di Fondazione ANT e Vetrina Toscana) saranno chiamati a raccontarle nel corso della serata finale che si terrà nel mese di novembre ed il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione ANT per la realizzazione di progetti gratuiti di assistenza domiciliare e prevenzione oncologica. Per tutto il mese di novembre i ristoranti di Vetrina Toscana aderenti al progetto faranno assaggiare alcune ricette.

Prato: assaggiare 300 anni di storia

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di redazione –  Prosegue il week end del meglio dell’enogastronomia pratese fra mmortadella, biscottini, pane e vini di Carmignano protagonisti di cooking show, degustazioni e food-contest per blogger da tutta Italia e chef fiorentini

Celebrare e assaporare il meglio della produzione enogastronomica pratese, dalla mortadella con l’alchermes al pane con la farina macinata a pietra, fino ai biscotti originali, il vermouth e i vini di Carmignano: dal 17 al 19 giugno 2016 va in scena EatPrato, kermesse organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con Associazione Strada dei Vini di Carmignano e dei Sapori Tipici Pratesi e la partecipazione dei principali Consorzi e associazioni di tutela del territorio.

Cooking show, degustazioni e laboratori del gusto animeranno piazza del Comune e i ristoranti di Prato per tutto il weekend, mentre durante la settimana precedente alcuni degli chef più rinomati di Firenze proporranno menu e piatti studiati ad hoc con i prodotti pratesi.

Si preannuncia ricchissimo il programma di “EatPrato”, a cui l’assessore Daniela Toccafondi affida il compito di promuovere il territorio pratese, anche dal punto di vista turistico.
Sono passati 300 anni da quando il Granduca Cosimo III de’Medici (nel 1716) indicò Carmignano come una delle quattro zone a vocazione viticola del Granducato di Toscana.
Da allora Prato ha espresso numerose eccellenze nel campo enogastronomico: per questo il comune di Prato ha dato vita a un progetto di valorizzazione dei prodotti, la nascita di un marchio che ne rafforzi l’identità, una campagna di promozione nazionale e un evento nel centro della città.
Protagoniste le eccellenze pratesi, dalla “Mortadella di Prato” al vermouth e i vini di “Carmignano” e poi ancora i biscotti e il pane Gran Prato, senza dimenticare le tante altre specialità.

Per tutta la durata della kermesse ristoranti, enoteche e bistrot di Prato proporranno menu speciali e aperitivi gourmet a base di specialità pratesi.

Tra coloro che hanno aderito all’iniziativa: il wine bar Le Barrique, il bar enoteca Lo Schiaccino, i ristoranti Le Fontanelle, Razmataz, Logli, Lo Scoglio, La Limonaia di Villa Rospigliosi, il vegetariano Yop e infine il Capriolo, Le Garage Bistrot, Megabono. Questi ultimi tre saranno inoltre protagonisti di altrettanti cooking show.

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di redazione –  Prosegue il week end del meglio dell’enogastronomia pratese fra mmortadella, biscottini, pane e vini di Carmignano protagonisti di cooking show, degustazioni e food-contest per blogger da tutta Italia e chef fiorentini

Celebrare e assaporare il meglio della produzione enogastronomica pratese, dalla mortadella con l’alchermes al pane con la farina macinata a pietra, fino ai biscotti originali, il vermouth e i vini di Carmignano: dal 17 al 19 giugno 2016 va in scena EatPrato, kermesse organizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con Associazione Strada dei Vini di Carmignano e dei Sapori Tipici Pratesi e la partecipazione dei principali Consorzi e associazioni di tutela del territorio.

Cooking show, degustazioni e laboratori del gusto animeranno piazza del Comune e i ristoranti di Prato per tutto il weekend, mentre durante la settimana precedente alcuni degli chef più rinomati di Firenze proporranno menu e piatti studiati ad hoc con i prodotti pratesi.

Si preannuncia ricchissimo il programma di “EatPrato”, a cui l’assessore Daniela Toccafondi affida il compito di promuovere il territorio pratese, anche dal punto di vista turistico.
Sono passati 300 anni da quando il Granduca Cosimo III de’Medici (nel 1716) indicò Carmignano come una delle quattro zone a vocazione viticola del Granducato di Toscana.
Da allora Prato ha espresso numerose eccellenze nel campo enogastronomico: per questo il comune di Prato ha dato vita a un progetto di valorizzazione dei prodotti, la nascita di un marchio che ne rafforzi l’identità, una campagna di promozione nazionale e un evento nel centro della città.
Protagoniste le eccellenze pratesi, dalla “Mortadella di Prato” al vermouth e i vini di “Carmignano” e poi ancora i biscotti e il pane Gran Prato, senza dimenticare le tante altre specialità.

Per tutta la durata della kermesse ristoranti, enoteche e bistrot di Prato proporranno menu speciali e aperitivi gourmet a base di specialità pratesi.

Tra coloro che hanno aderito all’iniziativa: il wine bar Le Barrique, il bar enoteca Lo Schiaccino, i ristoranti Le Fontanelle, Razmataz, Logli, Lo Scoglio, La Limonaia di Villa Rospigliosi, il vegetariano Yop e infine il Capriolo, Le Garage Bistrot, Megabono. Questi ultimi tre saranno inoltre protagonisti di altrettanti cooking show.

 

 

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Firenze: Toscana Pride in città per la prima volta

[:it]sfondo_pride-1200x630di redazione – Per la prima volta il Pride, la manifestazione dell’orgoglio Lgbtqi (lesbico, gay, bisex, trans, queer e intesex) viene ospitato a Firenze con una grande parata che il 18 giugno attraverserà le vie del centro storico del capoluogo della Toscana – partenza da Piazza D’Azeglio alle ore 15.00 – per dare insieme ai cittadini, tutti invitati a partecipare, nuovo impulso alla battaglia per il riconoscimento dei diritti e alla lotta alle discriminazioni.
Il Toscana Pride è organizzato da una rete di 18 associazioni Lgbtqi toscane e ha ottenuto il patrocinio ad oggi di 59 tra Comuni e Province oltre a quello ormai “tradizionale” della Regione.

“La Regione è stata ben lieta di dare attraverso il patrocinio la sua solidarietà, così come fa ormai da anni, alle iniziative della comunità Lgbtqi – ha affermato il presidente Enrico Rossi intervenendo stamani a palazzo Strozzi Sacrati alla presentazione del programma insieme alla portavoce del comitato promotore Barbara Caponi e a Valeria Santini della direzione artistica del Toscana Pride Park 2016 -. Ho voluto essere presente alle sfilate Gay Pride di Grosseto e Viareggio di qualche anno fa, e ho la memoria di eventi che fanno venire in mente soprattutto una parola: serenità. Quella di una festa di popolo gioiosa, tesa a sottolineare la volontà di volersi sentire liberi e di vedere riconosciuti diritti inaleniabili per tutti gli esseri umani”.

Si parla di parità dei diritti, legittimazione dei legami affettivi e genitoriali e laicità delle istituzioni nel manifesto politico del Toscana Pride.
Temi di grande attualità che, dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, individuano nuovi obiettivi da raggiungere nell’ambito delle politiche di welfare, del lavoro e delle politiche educative di contrasto al sessismo e alla violenza di genere, con un’attenzione particolare alle questioni locali quali la piena attuazione della Legge regionale n. 63/2004 contro le discriminazioni o la necessità di campagne a tutti i livelli di sensibilizzazione contro omobitransfobia.

In attesa della festa il 9 giugno dalle 10.00 alle 13.00, a palazzo Strozzi Sacrati si terrà il convegno “Welfare e Lavoro. Politiche di inclusione per le persone LGBTI”, una iniziativa di confronto sul tema del diversity management, welfare aziendale e politiche di inclusione, organizzata insieme a General Electric in collaborazione con ANPAS Toscana.
Martedì 14 giugno alle ore 18.00, presso la sede del Robert F. Kennedy Human Rights Italia, (Via Ghibellina 12) si terrà l’incontro sul tema “Le persecuzioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere” promosso da UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Robert F. Kennedy Human Rights Italia e Comitato Toscana Pride 2016.[:en]sfondo_pride-1200x630di redazione – Per la prima volta il Pride, la manifestazione dell’orgoglio Lgbtqi (lesbico, gay, bisex, trans, queer e intesex) viene ospitato a Firenze con una grande parata che il 18 giugno attraverserà le vie del centro storico del capoluogo della Toscana – partenza da Piazza D’Azeglio alle ore 15.00 – per dare insieme ai cittadini, tutti invitati a partecipare, nuovo impulso alla battaglia per il riconoscimento dei diritti e alla lotta alle discriminazioni.
Il Toscana Pride è organizzato da una rete di 18 associazioni Lgbtqi toscane e ha ottenuto il patrocinio ad oggi di 59 tra Comuni e Province oltre a quello ormai “tradizionale” della Regione.

“La Regione è stata ben lieta di dare attraverso il patrocinio la sua solidarietà, così come fa ormai da anni, alle iniziative della comunità Lgbtqi – ha affermato il presidente Enrico Rossi intervenendo stamani a palazzo Strozzi Sacrati alla presentazione del programma insieme alla portavoce del comitato promotore Barbara Caponi e a Valeria Santini della direzione artistica del Toscana Pride Park 2016 -. Ho voluto essere presente alle sfilate Gay Pride di Grosseto e Viareggio di qualche anno fa, e ho la memoria di eventi che fanno venire in mente soprattutto una parola: serenità. Quella di una festa di popolo gioiosa, tesa a sottolineare la volontà di volersi sentire liberi e di vedere riconosciuti diritti inaleniabili per tutti gli esseri umani”.

Si parla di parità dei diritti, legittimazione dei legami affettivi e genitoriali e laicità delle istituzioni nel manifesto politico del Toscana Pride.
Temi di grande attualità che, dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, individuano nuovi obiettivi da raggiungere nell’ambito delle politiche di welfare, del lavoro e delle politiche educative di contrasto al sessismo e alla violenza di genere, con un’attenzione particolare alle questioni locali quali la piena attuazione della Legge regionale n. 63/2004 contro le discriminazioni o la necessità di campagne a tutti i livelli di sensibilizzazione contro omobitransfobia.

In attesa della festa il 9 giugno dalle 10.00 alle 13.00, a palazzo Strozzi Sacrati si terrà il convegno “Welfare e Lavoro. Politiche di inclusione per le persone LGBTI”, una iniziativa di confronto sul tema del diversity management, welfare aziendale e politiche di inclusione, organizzata insieme a General Electric in collaborazione con ANPAS Toscana.
Martedì 14 giugno alle ore 18.00, presso la sede del Robert F. Kennedy Human Rights Italia, (Via Ghibellina 12) si terrà l’incontro sul tema “Le persecuzioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere” promosso da UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Robert F. Kennedy Human Rights Italia e Comitato Toscana Pride 2016.[:]

Firenze: Florence Wine fa 10!

[:it]vino4di redazione – X edizione del Florence Wine Event in arrivo: ingresso a 10 euro, Vermentino, Ribolla gialla, Nebbiolo e Chianti Classico. Si svolgerà l’11 e 12 giugno all’Ippodromo del Visarno

E’ già iniziato il conto alla rovescia per uno degli eventi più attesi dagli amanti del vino in città. Torna a Firenze la decima edizione del Florence Wine Event, il più importante festival vinicolo che quest’anno si terrà l’11 e 12 giugno ed esce dal centro per trasferirsi all’Ippodromo del Visarno, all’interno del Parco delle Cascine nell’intento di ridare dignità a questo parco che troppe promesse ha avuto…

Sarà un’edizione speciale (e non solo per il biglietto d’ingresso di 10 euro!) con una formula nuova: alle tradizionali degustazioni delle più importanti etichette del territorio italiano spiegate dai produttori, si aggiunge il mercato a chilometro zero. Ogni stand, infatti, proporrà anche la vendita diretta dei vini in assaggio. Il pubblico potrà quindi acquistare subito, e ad un prezzo vantaggioso, il vino preferito direttamente dai produttori.

Protagonisti assoluti della manifestazione i vini che verranno da tutta Italia, ecco qualche anticipazione sulle aziende partecipanti: avremo la sarda Siddura con il suo vermentino, la friulana Salis Terrae con la ribolla gialla, le piemontesi Carretta e Criolin con Nebbiolo e Moscato d’Asti.  Poi, una bella rappresentanza di toscani: da Artimino a Castelli del Grevepesa, dalla Fattoria Poggiopiano alle Novelire, dalla Fattoria di Piazzano alla tenuta La Novella, solo per fare alcuni nomi.

Sarà inoltre davvero un evento per tutti, per appassionati, curiosi, coppie amici e da questa edizione anche per famiglie: ci sarà un’area kids gestita dalle animatrici di I’Brucomela dove i bambini potranno giocare e partecipare a laboratori mentre i genitori degusteranno il vino.

La location all’aperto permetterà di trascorrere un weekend rilassante godendo della frescura: ci saranno anche tante golosità enogastronomiche. Si potrà scegliere tra le delizie del Panaio, con i suoi salumi di qualità, la porchetta artigianale,  le vere tigelle con vari ripieni, il bombolone senza mollica, gelati artigianali e altre prelibatezze. In degustazione ci saranno anche olio e grappe.

Il festival vinoso ospiterà anche gli Extraevent con eventi speciali che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione.

INFORMAZIONI
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 11 dalle ore 11 alle 23 e domenica 12 giugno dalle 11 alle 20.
Ingresso €10 a persona: Drink card con 10 degustazioni a scelta, brochure e calice (a cauzione) con tracollina. La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione. Il pubblico potrà acquistare le bottiglie di vino direttamente dall’azienda preferita.[:en]vino4di redazione – X edizione del Florence Wine Event in arrivo: ingresso a 10 euro, Vermentino, Ribolla gialla, Nebbiolo e Chianti Classico. Si svolgerà l’11 e 12 giugno all’Ippodromo del Visarno

E’ già iniziato il conto alla rovescia per uno degli eventi più attesi dagli amanti del vino in città. Torna a Firenze la decima edizione del Florence Wine Event, il più importante festival vinicolo che quest’anno si terrà l’11 e 12 giugno ed esce dal centro per trasferirsi all’Ippodromo del Visarno, all’interno del Parco delle Cascine nell’intento di ridare dignità a questo parco che troppe promesse ha avuto…

Sarà un’edizione speciale (e non solo per il biglietto d’ingresso di 10 euro!) con una formula nuova: alle tradizionali degustazioni delle più importanti etichette del territorio italiano spiegate dai produttori, si aggiunge il mercato a chilometro zero. Ogni stand, infatti, proporrà anche la vendita diretta dei vini in assaggio. Il pubblico potrà quindi acquistare subito, e ad un prezzo vantaggioso, il vino preferito direttamente dai produttori.

Protagonisti assoluti della manifestazione i vini che verranno da tutta Italia, ecco qualche anticipazione sulle aziende partecipanti: avremo la sarda Siddura con il suo vermentino, la friulana Salis Terrae con la ribolla gialla, le piemontesi Carretta e Criolin con Nebbiolo e Moscato d’Asti.  Poi, una bella rappresentanza di toscani: da Artimino a Castelli del Grevepesa, dalla Fattoria Poggiopiano alle Novelire, dalla Fattoria di Piazzano alla tenuta La Novella, solo per fare alcuni nomi.

Sarà inoltre davvero un evento per tutti, per appassionati, curiosi, coppie amici e da questa edizione anche per famiglie: ci sarà un’area kids gestita dalle animatrici di I’Brucomela dove i bambini potranno giocare e partecipare a laboratori mentre i genitori degusteranno il vino.

La location all’aperto permetterà di trascorrere un weekend rilassante godendo della frescura: ci saranno anche tante golosità enogastronomiche. Si potrà scegliere tra le delizie del Panaio, con i suoi salumi di qualità, la porchetta artigianale,  le vere tigelle con vari ripieni, il bombolone senza mollica, gelati artigianali e altre prelibatezze. In degustazione ci saranno anche olio e grappe.

Il festival vinoso ospiterà anche gli Extraevent con eventi speciali che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione.

INFORMAZIONI
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 11 dalle ore 11 alle 23 e domenica 12 giugno dalle 11 alle 20.
Ingresso €10 a persona: Drink card con 10 degustazioni a scelta, brochure e calice (a cauzione) con tracollina. La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione. Il pubblico potrà acquistare le bottiglie di vino direttamente dall’azienda preferita.[:]

Vallombrosa: letteratura e ambiente per il rilancio

[:it]20150630_134301di redazione – In tempi in cui sempre più è necessario parlare di paesaggio e ambiente un ruolo importante lo gioca il Premio letterario Vallombrosa il cui leit motiv dell’edizione 2016 è “L’uomo e il suo paesaggio”.

Nato nel 1999 su iniziativa del Rotary Club Firenze Valdisieve, per fare emergere le eccellenze culturali e sociali del territorio nel 2014 il premio si è trasformato guardando sempre più al mondo della letteratura e assumendo la denominazione di Premio Letterario Vallombrosa con un ampio respiro nazionale e internazionale.

Un occasione non banale per accendere i riflettori su una località che è stata per un millennio, da San Giovanni Gualberto e gli altri eremiti in poi, un centro culturale e spirituale fra i più importanti d’Europa come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale e membro della giuria di qualità, Eugenio Giani.

Un occasione anche aggiungiamo noi per parlare di ambiente e sua tutela perché la foresta millenaria oltre ai monaci ha altri importanti custodi nella Guardia Forestale che cura e protegge da sempre la foresta oggi profondamente ferita dopo la bufera di vento del marzo 2015 che ha distrutto qualcosa come cento campi da calcio.

Saranno Giorgio Boatti con “Un paese ben coltivato” di Laterza, Paolo Repossi con “L’erba che fa il grano. Romanzo di collina”  di Instar libri, Vinicio Caossella con “Il paese dei Coppoloni” Feltrinelli e Marco Teglia con “Il popolo va a Viareggio di Sarnus a giocarsi il premio.

Una scelta difficile per la giuria che oltre a Giani comprende Luciana Castellina vincitrice dell’edizione 2014, Alessandro Benvenuti scrittore e autore, Palo Ciampi scrittore e giornalista e Alberto Severi giornalista.

Il premio che sarà assegnato sabato 11 giugno alle ore 17.00 nella Sala del Capitolo a Vallombrosa oltre ad essere patrocinato è anche un vanto del comune d Reggello nel cui territorio si trova la millenaria foresta e che si fa notare in occasione della presentazione alla stampa per l’assenza delle sue istituzioni.

Di contrappasso non è mancato il generale Giuseppe Vadalà comandante delle Guardie Forestali della Regione Toscana cui va tutta la nostra solidarietà per le vicende di attualità che coinvolgono questa meravigliosa istituzione da sempre attenta, vigile e rispettosa nel proteggere ambiente e territorio che il nostro governo vuole cancellare per astruse regole di semplificazioni amministrative.[:en]20150630_134301di redazione – In tempi in cui sempre più è necessario parlare di paesaggio e ambiente un ruolo importante lo gioca il Premio letterario Vallombrosa il cui leit motiv dell’edizione 2016 è “L’uomo e il suo paesaggio”.

Nato nel 1999 su iniziativa del Rotary Club Firenze Valdisieve, per fare emergere le eccellenze culturali e sociali del territorio nel 2014 il premio si è trasformato guardando sempre più al mondo della letteratura e assumendo la denominazione di Premio Letterario Vallombrosa con un ampio respiro nazionale e internazionale.

Un occasione non banale per accendere i riflettori su una località che è stata per un millennio, da San Giovanni Gualberto e gli altri eremiti in poi, un centro culturale e spirituale fra i più importanti d’Europa come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale e membro della giuria di qualità, Eugenio Giani.

Un occasione anche aggiungiamo noi per parlare di ambiente e sua tutela perché la foresta millenaria oltre ai monaci ha altri importanti custodi nella Guardia Forestale che cura e protegge da sempre la foresta oggi profondamente ferita dopo la bufera di vento del marzo 2015 che ha distrutto qualcosa come cento campi da calcio.

Saranno Giorgio Boatti con “Un paese ben coltivato” di Laterza, Paolo Repossi con “L’erba che fa il grano. Romanzo di collina”  di Instar libri, Vinicio Caossella con “Il paese dei Coppoloni” Feltrinelli e Marco Teglia con “Il popolo va a Viareggio di Sarnus a giocarsi il premio.

Una scelta difficile per la giuria che oltre a Giani comprende Luciana Castellina vincitrice dell’edizione 2014, Alessandro Benvenuti scrittore e autore, Palo Ciampi scrittore e giornalista e Alberto Severi giornalista.

Il premio che sarà assegnato sabato 11 giugno alle ore 17.00 nella Sala del Capitolo a Vallombrosa oltre ad essere patrocinato è anche un vanto del comune d Reggello nel cui territorio si trova la millenaria foresta e che si fa notare in occasione della presentazione alla stampa per l’assenza delle sue istituzioni.

Di contrappasso non è mancato il generale Giuseppe Vadalà comandante delle Guardie Forestali della Regione Toscana cui va tutta la nostra solidarietà per le vicende di attualità che coinvolgono questa meravigliosa istituzione da sempre attenta, vigile e rispettosa nel proteggere ambiente e territorio che il nostro governo vuole cancellare per astruse regole di semplificazioni amministrative.[:]

Frutti dimenticati riscoperti e “specialisti” non pervenuti

[:it]Pesca-Regina-Londadi Nadia Fondelli – Ormai è assodato. Lo sanno pure i muri – anche se lo dicono sottovoce per non disturbare la cassaforte dei monopolisti della nostra salute – l’alimentazione base del presente e del futuro è nella verdura e nella frutta.

Da sempre lo dice la nostra cara e vecchia dieta mediterranea ma troppo spesso lo dimentichiamo nella rincorsa a modelli e stili di vita che danneggiano la salute, ma sono tanto comodi.
La legge della comunicazione del resto insegna che la massificazione piace e che parlare di buone regole è argomento fastidioso.

Così è stato per molti anni, gli anni della plastica, del preconfezionato e del fast salvo scoprire poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, che il rovescio della medaglia c’era. Addio salute.

Facendo due conti si è compreso allora che il costo sociale di cattive politiche è un boomerang assassino. Spendere oggi uno per risparmiare e nutrire i popoli di veleni corrisponde a spendere domani dieci per garantire cure a vite a popoli avvelenati.

Malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative erano sconosciute pochi decenni fa quando sulla tavola la carne scarseggiava, i prodotti lavorati non esistevano, i legumi erano la bistecca dei poveri e frutta e verdura non mancava mai.

E’ stato comodo e troppo facile distruggere l’economia di micro produzioni contadine di cui nessuno si sarebbe interessato in nome della spesa da carrello.
Oggi ne paghiamo il conto ed ecco che l’economia che ha fatto risorgere l’Italia dalle macerie della guerra, quella contadina sacrificata in nome del progresso, oggi è la chiave per un futuro migliore.
Non un vero ritorno al passato, sarebbe impossibile, ma un passato rivisto in chiave moderna per curarsi e non ammalarsi mangiando.

La frutta dimenticata ritorna così ad avere un seppur piccolo (e ci auguriamo in crescita) numero di produttori e seguaci ben consci di dover trovare la chiave di volta per non essere dei Don Chisciotte qualsiasi.
E pensare che in poco più di un ventennio siamo stati capaci di azzerare un patrimonio unico fatto di: primo paese al mondo a produrre pesche, pere e kiwi; ben oltre 170.000 varietà vegetali commestibili prodottee (la Gran Bretagna seconda ne ha 2100) e oltre 120 varietà di grani quando un colosso come gli Usa ne hanno solo 6.

E di frutti dimenticati da rilanciare se n’è parlato in abbondanza in un interessante confronto fra stampa specializzata, produttori, scienziati e amministratori pochi giorni fa a Londa: paese conosciuto per la celebre e ormai introvabile pesca regina.

La regina appunto tardiva settembrina a cui il paese mugellano ha da sempre dedicato la sua festa che insieme alla cotogna che si coltivava dalle parti dell’odierna via di Villamagna a Firenze rimangono tracce, insieme a tantissime altre varietà solo nei dipinti di Bartolomeo Bimbi testimone con le sue tele di come la frutta e le sue mille varietà fossero invece conosciute e rispettate sulle tavole rinascimentali.

Peccato che fra i tantissimi (sempre più) colleghi che vantano specializzazione in enogastronomia sulle rive del lago di Londa fossimo solo una manciata.
Peccato che la buona e sana divulgazione che si può fare non abbia appeal. Peccato non aver compreso la richiesta di sostegno lanciata da un’amministrazione lungimirante che tanto sta facendo in termini di sostegno e formazione per riprendere in chiave moderna una produzione che determina un economia; peccato per non sapere e non poter raccontare ai consumatori che ci mangiamo (quando la mangiamo) frutta costruita in laboratorio con il solo scopo di essere adatta alla grande distribuzione anche se deve stare venti giorni in frigorifero e col gusto pari a zero.

Peccato non sapere e non poter raccontare che il chilometro zero non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, non capire come costruire insieme una filiera, delle corrette etichettature, come sviluppare piante naturalmente resistenti ai parassiti, perché non chiedere agli chef-divi perché la frutta non esiste nei loro menù, etc…

Chi ci rimette è il consumatore perché al poutpourri del tutto si cucina a tutte le ore in tv si può rispondere solo con informazione corretta e coraggiosa. Ma forse è il coraggio che manca a questo paese per rifiorire.[:en]Pesca-Regina-Londadi Nadia Fondelli – Ormai è assodato. Lo sanno pure i muri – anche se lo dicono sottovoce per non disturbare la cassaforte dei monopolisti della nostra salute – l’alimentazione base del presente e del futuro è nella verdura e nella frutta.

Da sempre lo dice la nostra cara e vecchia dieta mediterranea ma troppo spesso lo dimentichiamo nella rincorsa a modelli e stili di vita che danneggiano la salute, ma sono tanto comodi.
La legge della comunicazione del resto insegna che la massificazione piace e che parlare di buone regole è argomento fastidioso.

Così è stato per molti anni, gli anni della plastica, del preconfezionato e del fast salvo scoprire poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, che il rovescio della medaglia c’era. Addio salute.

Facendo due conti si è compreso allora che il costo sociale di cattive politiche è un boomerang assassino. Spendere oggi uno per risparmiare e nutrire i popoli di veleni corrisponde a spendere domani dieci per garantire cure a vite a popoli avvelenati.

Malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative erano sconosciute pochi decenni fa quando sulla tavola la carne scarseggiava, i prodotti lavorati non esistevano, i legumi erano la bistecca dei poveri e frutta e verdura non mancava mai.

E’ stato comodo e troppo facile distruggere l’economia di micro produzioni contadine di cui nessuno si sarebbe interessato in nome della spesa da carrello.
Oggi ne paghiamo il conto ed ecco che l’economia che ha fatto risorgere l’Italia dalle macerie della guerra, quella contadina sacrificata in nome del progresso, oggi è la chiave per un futuro migliore.
Non un vero ritorno al passato, sarebbe impossibile, ma un passato rivisto in chiave moderna per curarsi e non ammalarsi mangiando.

La frutta dimenticata ritorna così ad avere un seppur piccolo (e ci auguriamo in crescita) numero di produttori e seguaci ben consci di dover trovare la chiave di volta per non essere dei Don Chisciotte qualsiasi.
E pensare che in poco più di un ventennio siamo stati capaci di azzerare un patrimonio unico fatto di: primo paese al mondo a produrre pesche, pere e kiwi; ben oltre 170.000 varietà vegetali commestibili prodottee (la Gran Bretagna seconda ne ha 2100) e oltre 120 varietà di grani quando un colosso come gli Usa ne hanno solo 6.

E di frutti dimenticati da rilanciare se n’è parlato in abbondanza in un interessante confronto fra stampa specializzata, produttori, scienziati e amministratori pochi giorni fa a Londa: paese conosciuto per la celebre e ormai introvabile pesca regina.

La regina appunto tardiva settembrina a cui il paese mugellano ha da sempre dedicato la sua festa che insieme alla cotogna che si coltivava dalle parti dell’odierna via di Villamagna a Firenze rimangono tracce, insieme a tantissime altre varietà solo nei dipinti di Bartolomeo Bimbi testimone con le sue tele di come la frutta e le sue mille varietà fossero invece conosciute e rispettate sulle tavole rinascimentali.

Peccato che fra i tantissimi (sempre più) colleghi che vantano specializzazione in enogastronomia sulle rive del lago di Londa fossimo solo una manciata.
Peccato che la buona e sana divulgazione che si può fare non abbia appeal. Peccato non aver compreso la richiesta di sostegno lanciata da un’amministrazione lungimirante che tanto sta facendo in termini di sostegno e formazione per riprendere in chiave moderna una produzione che determina un economia; peccato per non sapere e non poter raccontare ai consumatori che ci mangiamo (quando la mangiamo) frutta costruita in laboratorio con il solo scopo di essere adatta alla grande distribuzione anche se deve stare venti giorni in frigorifero e col gusto pari a zero.

Peccato non sapere e non poter raccontare che il chilometro zero non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, non capire come costruire insieme una filiera, delle corrette etichettature, come sviluppare piante naturalmente resistenti ai parassiti, perché non chiedere agli chef-divi perché la frutta non esiste nei loro menù, etc…

Chi ci rimette è il consumatore perché al poutpourri del tutto si cucina a tutte le ore in tv si può rispondere solo con informazione corretta e coraggiosa. Ma forse è il coraggio che manca a questo paese per rifiorire.[:]