Mar 1, 2020 | Chianti Classico, Enogastronomia, Eventi
[:it]Si è appena conclusa alla Stazione Leopolda di Firenze la 27ma edizione di Chianti Classico Collection e si chiude con pollici in su da parte della critica, del giornalismo, degli addetti ai lavori e dal pubblico.
2500 professionisti e 400 giornalisti accreditati danno il polso di un grande successo anche se, in tempi di Coronavirus pesa la presenza del mondo asiatico.
Lo stato di salute della denominazione all’alba del secondo decennio del duemila viene riassunto dalle parole del Presidente del Consorzio Giovanni Manetti.
Il 2019 si chiude in maniera positiva per il Gallo Nero. La vendemmia 2019 ha visto le quotazione delle uve aumentare del 10%, e negli ultimi tre mesi le vendite delle bottiglie sono cresciute di un altrettanto 10%. Il traino economico sono le due tipologie premium, il Chianti Classico Riserva e il Chianti Classico Gran Selezione, che rappresentano complessivamente il 42% dei volumi di mercato e il 55% del fatturato complessivo del 2019. La sola Gran Selezione guadagna 15 punti percentuali sul valore del venduto.
“Soddisfazione è la parola chiave per il nostro 2019, con cui inauguriamo anche questo 2020.” Ha dichiarato Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio. “La famiglia di noi produttori si allarga sempre più (515) e siamo sempre più uniti: ci presentiamo uniti in manifestazioni come questa, condividendo non solo un marchio ma una progettualità comune, legata a un territorio e a un percorso di qualità. Segnale evidente di questo è l’adesione sempre maggiore al progetto della Gran Selezione: in un solo anno le aziende che la producono sono salite da 95 a 144. La vera essenza di questo territorio e di questa denominazione è l’impegno di noi tutti viticoltori per produrre qualità: vini sempre più autentici e territoriali, che sanno riflettere nelle sue varie sfaccettature così come le varie sfaccettature di una pietra preziosa riflettono la luce”.
La kermesse lascia nelle papille degustative il senso stesso della denominazione. Un grande classico che non tradisce mai anche se il gioco di parole può sembrare voluto. L’essenza della Toscana racchiusa in un bicchiere, un vino che più di altri è espressione del territorio e della sua storia.
L’edizione 2020 ci lascia anche la conferma di una formula rinnovata che conquista. Al di là dei banchini d’assaggio dov’è possibile scambiare due parole coi produttori, della grande sala riservata per le degustazioni della stampa fa colpo l’idea della “cena diffusa” in città. Non più la grande ma dispersiva cena di gala, ma lo spalmarsi in più ristoranti di produttori e giornalisti al tavolo insieme. Una sorta di conviviale be to be dove la conoscenza diretta fra vino e buon cibo permettere di raccontarsi e raccontare.
Un ottimo viatico per aprirsi al turismo esperenziale che, dopo la svolta degli anni Novanta dell’enoturismo pare sia la chiave di volta per conquistare un turista sempre più alla ricerca di senso stesso del territorio e della vita.
Dove trovarlo se non fra i dolci colli del Chianti Classico?[:]
Feb 8, 2020 | Enogastronomia, Firenze
[:it]Nella settimana che precede le grandi Anteprime vinicole di Toscana, a Firenze la pizza d’autore azzarda l’accoppiata col Brunello di Montalcino.
Un’idea a metà strada fra il gioco e la follia quella venuta a Michele Leo (3 spicchi Gambero Rosso) che abbina delle sue pizze, create per l’occasione, coi vini 2015 dell’azienda di Montalcino del Poggiolo.
La sfida era difficile ma Leo si è tuffato dentro all’idea “pizza e Brunello”con l’incoscienza del suo sorriso
sornione e la determinazione di chi sa il fatto suo avendo tante medaglie appuntate sul forno.
Il risultato? Altalenante nel risultato ma vincente nell’idea.
Si possono sposare le pizze gourmet oggi così amate con i grani classici dell’enologia italiana? E’ possibile andare oltre al binomio pizza e birra?
Due sì. E non lo diciamo da oggi, aggiungiamo.
Nel caso della serata proposta alla pizzeria Duje si partiva bene ad esplorare questo azzardo.
Da una parte Leo e la sua pizza “stellata” dall’altra un Brunello con punteggi altissimi della critica americana.
La platea di addetti ai lavori vedeva ai tavoli un vasto schieramento di umanità differente.
Da una parte giornalisti e critici abituati da anni a menar mascelle e papille gustative fra vini, piatti gourmet e giurie tecniche; dall’altra un esercito (molto nutrito) di influencer – parola peraltro da usare con cautela in tempi di Coronavirus – Instagramers e Bloggers che click dopo click e selfie dopo selfie rompono il ghiaccio della prima proposta d’entrée (pizza fritta con lampredotto e salsa verde accompagnato da una spumantizzazione di Brunello) con un rumorosissimo e inopportuno cin cin.
La prima proposta pizza proposta è frutto dell’amore e della passione per la tradizione partenopea. Una perfetta margherita impreziosita dal deciso ragù napoletano, “che cuoce da ieri mattina a poche ore fa” tiene a puntualizzare il pizzaiolo. Una pizza e un ragù che ti portano dritti sotto il Vesuvio. Che sa di casa e plaid della nonna.
Il boccone deve essere piccolo e la mascella lavorare a ritmo lento. Doveroso gustare ogni singolo angolo di bontà di questa pizza perfettamente accompagnata al Brunello di Montalcino 2015. Un vino che fa sentire la sua personalità senza aggredire e che trova un equilibrio inizialmente instabile ma poi quasi perfetto con questa pizza.
La sfida di Duje prosegue con un’inedita e azzardata pizza al Brunello di Montalcino accompagnata dal “Terra Rossa” 2015 del Poggiolo.
Michele Leo in questo caso è andato su un terreno a lui evidentemente meno congeniale: la toscanità.
La pizza con cavolo nero, fior di latte, salsiccia e salsa di patata con riduzione del celebre Sangiovese di Montalcino non era proprio azzeccata.
Tutte le giustificazioni del caso sono ammesse ci mancherebbe altro; ma la toscanità non è nelle sue corde come la napolatinità. Il cuore batte forte a Fuorigrotta e dintorni e si sente.
La salsiccia (tagliata troppo spessa) di un nome da spender bene come quello di Luca Menoni non “esce”, il cavolo nero è eccessivamente amaro e pungente e il tapping di salsa di patata con riduzione di Brunello oltre ad essere non bello esteticamente non è azzeccato in bocca laddove la patata avvina del tutto il Brunello.
Da rivedere ma complimenti al coraggio.
L’esperimento è andato. Nel bene e nel male e come in ogni debutto c’è sempre qualche nota da sistemare e qualche battuta da registrare.
L’applauso nelle prime però ci sta tutto.[:en]Nella settimana che precede le grandi Anteprime vinicole di Toscana, a Firenze la pizza d’autore azzarda l’accoppiata col Brunello di Montalcino.
Un’idea a metà strada fra il gioco e la follia quella venuta a Michele Leo (3 spicchi Gambero Rosso) che abbina delle sue pizze, create per l’occasione e l’abbinamento ai vini 2015 dell’azienda di Montalcino del Poggiolo.
La sfida era davvero difficile e Leo si è tuffato dentro all’idea “pizza e Brunello”con l’incoscienza del suo sorriso sornione e la
determinazione di chi sa il fatto suo avendo tante medaglie appuntate sul forno.
Il risultato? Altalenante nel risultato ma vincente nell’idea.
Si possono sposare le pizze gourmet oggi così amatecon i grani classici dell’enologia italiana? E’ possibile andare oltre al binomio pizza e birra?
Due sì. E non lo diciamo da oggi,
aggiungiamo.
Nel caso della serata proposta alla pizzeria Duje si partiva bene ad esplorare questo azzardo. Da una parte Leo e la sua pizza “stellata” dall’altra un Brunello con punteggi altissimi della critica americana.
La platea di addetti ai lavori vedeva ai tavoli un vasto schieramento di umanità differente. Da una parte i giornalisti e critici abituati da anni a menar papille gustative fra vini e piatti gourmet; dall’altra un esercito nutrito di “nuovi esperti” che si rispondono al nome di influencer – parola da usare con cautela in tempi di Coronavirus – e instagramers che click dopo click e selfie dopo selfie rompono il ghiaccio della prima proposta d’entrée (pizza fritta con lampredotto e salsa verde accompagnato da una spumantizzazione di Brunello) con un rumorosissimo e (ovviamente) non opportuno cin cin.
La prima proposta è frutto dell’amore e della passione per la tradizione. Trattasi di una perfetta margherita impreziosita dal deciso ragù napoletano, “che cuoce da ieri mattina a poche ore fa” tiene a puntualizzare il pizzaiolo che sa di casa e plaid della nonna. Il boccone deve essere piccolo e la mascella a ritmo lento per far gustare ogni singolo angolo di bontà di questa pizza perfettamente accompagnata al Brunello di Montalcino 2015 che fa sentire la sua personalità senza aggredire e trovando un equilibrio inizialmente instabile ma poi quasi perfetto con la pizza.
La sfida di Duje prosegue con un’inedita e azzardata pizza al Brunello di Montalcino accompagnata dal “Terra Rossa” 2015 del Poggiolo.
Michele Leo in questo caso è andato su un terreno a lui evidentemente poco congeniale: la toscanità.
La pizza con cavolo nero, fior di latte, salsiccia e salsa di patata con riduzione del celebre Sangiovese di Montalcino non era proprio azzeccata.
Tutte le giustificazioni del caso sono ammesse. La toscanità non è nelle sue corde come la napolatinità e ci mancherebbe. Il cuore batte forte all’ombra del Vesuvio e si sente.
La salsiccia (troppo grossa e troppo spessa) di un nome da spender bene come quello di Luca Menoni non “esce”, il cavolo nero è troppo amaro e pungente e il tapping di salsa di patata con riduzione di Brunello oltre ad essere non bello esteticamente non è azzeccato in bocca. Da rivedere ma complimenti al coraggio.
L’esperimento è andato. Nel bene e nel male e come in ogni debutto c’è sempre qualche nota da sistemare e qualche battuta da registrare.[:]
Gen 19, 2020 | Enogastronomia, Pisa, Valdarno | Valdera | Colline Pisane
[:it]Di Roberta Capanni – San Miniato è la città del tartufo. Dopo il periodo (ristretto e regolamentato dalla Regione Toscana) della raccolta del bianco pregiato il tartufo resta comunque il re della cucina di queste colline. Se negli anni nel centro del paese (anzi città!) proprio il tartufo ha portato ad una crescita smisurata di ristoranti, fuori dal paese qualcuno esiste e resiste da anni.
Scendendo dalla collina di San Miniato verso la zona pianeggiante de La Serra un piccolo cartello indica, alla fine dei tornanti, “Il Convio”. La curva è stretta e non viene fatto di vedere la stradina che sulla sinistra di chi scende si presenta.
Molti “tirano dritto” e incontrano così il famoso “Papaveri e Papere” di Paolo Fiaschi ristorante perfetto per chi ama la cucina gourmet. Ma noi amiamo molto quelle domeniche al ristorante con il calore dell’accoglienza “campagnola” senza rinunciare alla cortesia, con un camino, le finestre con gli infissi un po’ provenzali, le vecchie foto di paese appese e una “bilanciatamente” casalinga.
Il Convio si trova sul fondo di una strada chiusa in mezzo alla campagna, alle pendici del paese. Il verde intorno e l’assoluta mancanza di traffico ne fanno un posto ideale per stare in pace, per chi li ha per far scorrazzare i bambini.
Se d’estate ci si gode il fresco all’ombra del verde sotto al pergolato, in inverno i raggi del sole riscaldano attraverso le vetrate che chiudono il portico. L’interno è caldo, accogliente e il servizio non è invadente ma curato.
Necci, pici, bistecca, formaggi, salumi un menù classico con qualche spunto che la stagione cambia e naturalmente il tartufo. Tagliolini, uova, carni tutto ciò che ben si abbina con il re del bosco.
In inverno il ristorante, non essendo di passaggio, apre nel fine settimana per poi riprendere a pieno ritmo nella bella stagione. Luogo adatto anche a pranzi per cerimonie visto che le “solite ville” iniziano a diventar noiose….
Roberta Capanni[:]
Gen 6, 2020 | Eventi, Firenze
[:en]
Torna l’appuntamento con la befana dei Vigili del fuoco in Piazza della Signoria.
Alle 15,45 si svolger’ l’annuale appuntamento per tutti i bambini con lamagica vecchietta ‘planerà’ dalla Loggia dei Lanzi
Come ogni anno, la Befana dei Vigili del Fuoco torna a volare in Piazza della Signoria a Firenze. È quanto avverrà nel pomeriggio del 6 gennaio, nell’ambito dell’ormai tradizionale evento dedicato ai bambini di Firenze e a quelli di passaggio in città.
L’invito, rivolto a tutti i bimbi, è di presentarsi in piazza alle 15,45: poco dopo la Befana darà prova di capacità acrobatiche non indifferenti, calandosi dalla terrazza sopra la Loggia e distribuendo caramelle e dolci ai piccoli spettatori.
Nella difficile discesa aerea, l’anziana e magica signora non sarà sola: insieme a lei, per aiutarla, ci saranno
cinque valorosi vigili del fuoco.
L’impresa, che ha il patrocinio del Comune di Firenze, sarà possibile grazie al supporto logistico delle Gallerie degli Uffizi e all’impegno del personale operativo ed amministrativo della Direzione regionale e del Comando dei Vigili del Fuoco di Firenze insieme all’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Sezione Firenze.
Oltre ad allietare le famiglie, l’evento ha anche un obiettivo sociale: L’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Unità di Crisi del Mibact raccoglieranno infatti donazioni da destinarsi alla tutela e conservazione del patrimonio storico artistico recentemente danneggiato dal terremoto nel Mugello.
Quello di piazza Signoria non sarà l’unico appuntamento fiorentino della Befana, alle ore 10,30 circa, infatti, apparirà all’ospedale pediatrico Meyer: un momento attesissimo da suoi piccoli ospiti, che ogni anno, il 6 gennaio, la vedono atterrare direttamente in reparto. La leggendaria vecchietta distribuirà loro dolci e giocattoli, donati dal personale del Comando Vigili del Fuoco di Firenze, dal Reparto Volo VVF Arezzo e dalla Associazione Nazionale VVF Sez. Firenze.
“Come ogni anno, gli Uffizi non potevano certo mancare ad un appuntamento così entusiasmante ed atteso dai bambini quale è arrivo della Befana in piazza Signoria a Firenze – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – stavolta a questo grande piacere si aggiunge la finalità di sostegno al patrimonio culturale ed artistico del Mugello danneggiato dal recente terremoto: una missione importantissima alla quale le Gallerie sono fiere di poter dare il loro contributo.
Il Direttore Regionale Ing. Giuseppe Romano ed il Comandante dei Vigili del Fuoco di Firenze Ing. Maurizio Lucia sottolineano come l’iniziativa, oltre ad essere coerente con lo spirito e i valori del CNVVF, ha gli intenti primari di portare all’attenzione del pubblico la pratica della solidarietà, infatti attraverso la partecipazione ad unmomento gioioso si traggono spunti di riflessione sulle difficoltà che vivono le popolazioni colpite da emergenze, e di promuovere una solida cultura della sicurezza attraverso il progetto “Never Lost Young” ovvero come comunicare ai soccorritori le coordinate anche in assenza di rete dati”.[:]
Gen 4, 2020 | Arte e cultura, Firenze
[:it]
Cinque incontri al Museo Marino Marini di Firenze. Cinque fra i più importanti interpreti del teatro italiano. Cinque “frammenti” dei loro spettacoli più famosi recitati negli spazi teatralizzati per l’occasione del museo.
La rassegna Frammenti. Teatro in museo, ideata dal critico Roberto Incerti, porterà al Museo di piazza San Pancrazio le rappresentazioni artistiche di Sandro Lombardi, Giuliano Scabia, Paolo Hendel, Silvia Guidi, Bustric, nomi questi che sono stati i protagonisti di una pagina fondamentale della scena teatrale italiana.
Ingresso gratuito.
Gli spettacoli:
Sandro Lombardi – 13 gennaio, ore 18:00
Vincitore di quattro premi Ubudella critica colme miglior attore italiano. Nelle sue interpretazioni, quasi sempre dirette dal regista Federico Tiezzi, classicità e contemporaneità vanno di pari passo. Assieme a Tiezzi e all’attrice Marion D’Amburgo è stato fondatore dell’innovativa compagnia i Magazzini. Adesso è in tournée con un ammaliante, asciutto “Faust”, dove Lombardi regala una autentica prova monstre. Al Museo Marino Marini l’attore interpreterà pillole da Dante, Testori e dal “Casanova” di Schnitzler. Una autentica chicca sarà una sconvolgente, spiazzante versione de “La cavalla storna” di Pascoli.
Giuliano Scabia – 27 gennaio, ore 18:00
Scrittore, drammaturgo, attore, docente, regista teatrale, Giuliano Scabia è una leggenda vivente del nuovo teatro italiano. Ha fatto parte del Gruppo 63 ed è stato precursore del teatro di affabulazione. Già negli anni ’70 creò eventi ambientati fra boschi, fiumi, monti, scuole e soprattutto manicomi. Una famosa situazione è stata quella realizzata all’ospedale psichiatrico di Trieste nel ’73 col gigantesco cavallo azzurro in cartapesta di Marco Cavallo, assieme a Vittorio e Franco Basaglia. L’incontro di Scabia al Marini si chiamerà Una signora impressionante.
Paolo Hendel – 3 febbraio, ore 18:00
Satira politica, linguaggio del corpo, momenti surreali. E’ Paolo Hendel, capace di far ridere sul fatto del giorno con la grazia di un cartoon. Il suo nuovo spettacolo La gioventù è sopravvalutataè una chicca di humour noir. A Frammenti. Teatroin museo vedremo un Paolo Hendel insolito che leggerà le fiabe di Calvino.
Silvia Guidi – 10 febbraio, ore 18:00
E’ la dea del teatro off. Il suo spettacolo del ’91 La leggenda dei Viscontidove lei si cospargeva il volto col nero di seppia mentre recitava Max Aub divenne uno spettacolo di culto che portò in un centro sociale anche il pubblico più borghese. Il teatro di Silvia Guidi esplora la sensualità più nascosta, i labirinti della mente, le inquietudini di ogni tipo. Attualmente dirige a Firenze lo spazio privato C3 Lab. Al Museo Marino Marini la Guidi darà vita ad alcuni frammenti al femminile tratti da Un Paese da Nobele reciterà una fiaba nera completamente al buio.
Bustric – 24 febbraio, ore 18:00
Bustric, al secolo Sergio Bini, è uno dei maestri del teatro-magia. Nei suoi lavori c’è tutta l’arte del teatro e lo stupore che deriva dalla magia. Rimane nella memoria un suo esilarante Napoleone con straordinari travestimenti e cambi di scena. Bustric è un artista internazionale ed è di casa a Parigi, ma è stato anche fra gli interpreti del film Oscar di Benigni La vita è bella. Da cinque anni dirige a Firenze allo Spazio Alfieri la rassegna Magico Teatro.[:en]Cinque incontri al Museo Marino Marini di Firenze. Cinque fra i più importanti interpreti del teatro italiano. Cinque “frammenti” dei loro spettacoli più famosi recitati negli spazi teatralizzati per l’occasione del museo.
La rassegna Frammenti. Teatro in museo, ideata dal critico Roberto Incerti, porterà al Museo di piazza San Pancrazio le rappresentazioni artistiche di Sandro Lombardi, Giuliano Scabia, Paolo Hendel, Silvia Guidi, Bustric, nomi questi che sono stati i protagonisti di una pagina fondamentale della scena teatrale italiana.
Ingresso gratuito.
Gli spettacoli:
Sandro Lombardi – 13 gennaio, ore 18:00
Vincitore di quattro premi Ubudella critica colme miglior attore italiano. Nelle sue interpretazioni, quasi sempre dirette dal regista Federico Tiezzi, classicità e contemporaneità vanno di pari passo. Assieme a Tiezzi e all’attrice Marion D’Amburgo è stato fondatore dell’innovativa compagnia i Magazzini. Adesso è in tournée con un ammaliante, asciutto “Faust”, dove Lombardi regala una autentica prova monstre. Al Museo Marino Marini l’attore interpreterà pillole da Dante, Testori e dal “Casanova” di Schnitzler. Una autentica chicca sarà una sconvolgente, spiazzante versione de “La cavalla storna” di Pascoli.
Giuliano Scabia – 27 gennaio, ore 18:00
Scrittore, drammaturgo, attore, docente, regista teatrale, Giuliano Scabia è una leggenda vivente del nuovo teatro italiano. Ha fatto parte del Gruppo 63 ed è stato precursore del teatro di affabulazione. Già negli anni ’70 creò eventi ambientati fra boschi, fiumi, monti, scuole e soprattutto manicomi. Una famosa situazione è stata quella realizzata all’ospedale psichiatrico di Trieste nel ’73 col gigantesco cavallo azzurro in cartapesta di Marco Cavallo, assieme a Vittorio e Franco Basaglia. L’incontro di Scabia al Marini si chiamerà Una signora impressionante.
Paolo Hendel – 3 febbraio, ore 18:00
Satira politica, linguaggio del corpo, momenti surreali. E’ Paolo Hendel, capace di far ridere sul fatto del giorno con la grazia di un cartoon. Il suo nuovo spettacolo La gioventù è sopravvalutataè una chicca di humour noir. A Frammenti. Teatroin museo vedremo un Paolo Hendel insolito che leggerà le fiabe di Calvino.
Silvia Guidi – 10 febbraio, ore 18:00
E’ la dea del teatro off. Il suo spettacolo del ’91 La leggenda dei Viscontidove lei si cospargeva il volto col nero di seppia mentre recitava Max Aub divenne uno spettacolo di culto che portò in un centro sociale anche il pubblico più borghese. Il teatro di Silvia Guidi esplora la sensualità più nascosta, i labirinti della mente, le inquietudini di ogni tipo. Attualmente dirige a Firenze lo spazio privato C3 Lab. Al Museo Marino Marini la Guidi darà vita ad alcuni frammenti al femminile tratti da Un Paese da Nobele reciterà una fiaba nera completamente al buio.
Bustric – 24 febbraio, ore 18:00
Bustric, al secolo Sergio Bini, è uno dei maestri del teatro-magia. Nei suoi lavori c’è tutta l’arte del teatro e lo stupore che deriva dalla magia. Rimane nella memoria un suo esilarante Napoleone con straordinari travestimenti e cambi di scena. Bustric è un artista internazionale ed è di casa a Parigi, ma è stato anche fra gli interpreti del film Oscar di Benigni La vita è bella. Da cinque anni dirige a Firenze allo Spazio Alfieri la rassegna Magico Teatro.[:]
Gen 4, 2020 | Eventi, Firenze
[:it]
di redazione – Anche quest’anno per celebrare il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, l’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi. La manifestazione si rifà ad un’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, che seguiva determinate regole di carattere religioso, organizzava un fastoso corteo detto “Festa de’ Magi”.
Recuperata dall’Opera di Santa Maria del Fiore a partire dal 1996, in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell’Opera (1296), la manifestazione si svolge, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi e del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e la partecipazione dei comuni della provincia.
Il solenne corteo con in testa i Re Magi a cavallo, in sontuosi abiti di seta ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli, è composto da circa 700 figuranti, tra cui quelli della Repubblica fiorentina.
Dopo la partenza da Piazza Pitti, alle ore 14.00, il corteo si snoderà lungo le strade del centro di Firenze fino ad arrivare in piazza Duomo, alle ore 15.30. Qui, dopo il saluto dei figuranti e lo scoppio della colubrina, i Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente. All’intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, seguirà la lettura del brano del Santo Vangelo dei Magi e il saluto del Cardinale Giuseppe Betori che parlerà del significato dell’Epifania. Infine, sempre il Cardinale Betori accoglierà i bambini di alcune parrocchie della Diocesi fiorentina, donando loro la calza della Befana con i dolcetti.
La “Cavalcata dei Magi”, inizialmente realizzata nel XV secolo con periodicità triennale e dal 1447 ogni cinque anni, era composta da tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero e proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere adoravano Gesù Bambino. Della Compagnia dei Santi Re Magi, detta anche “La Stella”, fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici e per questo con la loro cacciata da Firenze, nel 1494, l’iniziativa fu soppressa. Da quel momento la Cavalcata dei Magi subì trasformazioni che nel tempo la resero sempre meno di carattere religioso fino a estinguersi.
[:en]
by redaction – Anche quest’anno per celebrare il giorno dell’Epifania, lunedì 6 gennaio, l’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi. Giunta alla XVIII edizione dell’epoca “moderna”, la manifestazione si rifà ad un’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, che seguiva determinate regole di carattere religioso, organizzava un fastoso corteo detto “Festa de’ Magi”.
Recuperata dall’Opera di Santa Maria del Fiore a partire dal 1996, in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell’Opera (1296), la manifestazione si svolge, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi e del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e la partecipazione dei comuni della provincia.
Il solenne corteo con in testa i Re Magi a cavallo, in sontuosi abiti di seta ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli, è composto da circa 700 figuranti, tra cui quelli della Repubblica fiorentina.
Per il terzo anno consecutivo, prenderanno parte al corteo i rappresentanti di alcune comunità etniche presenti a Firenze (Albania, Camerun, Eritrea, Filippine, Nigeria, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Sri Lanka) che sfileranno nei loro abiti tradizionali.
Dopo la partenza da Piazza Pitti, alle ore 14.00, il corteo si snoderà lungo le strade del centro di Firenze fino ad arrivare in piazza Duomo, alle ore 15.30. Qui, dopo il saluto dei figuranti e lo scoppio della colubrina, i Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente. All’intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, seguirà la lettura del brano del Santo Vangelo dei Magi e il saluto del Cardinale Giuseppe Betori che parlerà del significato dell’Epifania. Infine, sempre il Cardinale Betori accoglierà i bambini di alcune parrocchie della Diocesi fiorentina, donando loro la calza della Befana con i dolcetti.
La “Cavalcata dei Magi”, inizialmente realizzata nel XV secolo con periodicità triennale e dal 1447 ogni cinque anni, era composta da tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero e proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere adoravano Gesù Bambino. Della Compagnia dei Santi Re Magi, detta anche “La Stella”, fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici e per questo con la loro cacciata da Firenze, nel 1494, l’iniziativa fu soppressa. Da quel momento la Cavalcata dei Magi subì trasformazioni che nel tempo la resero sempre meno di carattere religioso fino a estinguersi.
Il programma è consultabile su: www.operaduomo.firenze.it
Programma della CAVALCATA DEI MAGI in dettaglio
Ore 13.00, Piazza Pitti esibizione “Balletto Rinascimentale” della Associazione Contrada Alfiere
Ore 13.30, Piazza Pitti esibizione “Balletto Rinascimentale del Gruppo Storico” dell’Opera Diocesana di Assistenza di Diacceto O.D.A.
Ore 14.10, partenza del corteo dei Figuranti da Piazza Pitti
Percorso: Piazza Pitti, Via Guicciardini, Ponte Vecchio, Por Santa Maria, Via Lambertesca, Loggiato degli Uffizi.
Ore 14.25, nell’attesa che il corteggio raggiunga piazza del Duomo, il Piccolo Coro Melograno di Firenze si esibirà sul Sagrato del Duomo con canti natalizi e del repertorio dello Zecchino d’Oro
Ore 14.25, Mons. Timothy commenta i canti del Piccolo Coro del Melograno
Ore 14.30, il corteo è agli Uffizi
Ore 14.35, il corteo arriva in Piazza della Signoria dove, nell’attesa, si esibirà il Gruppo dei Bandierai degli Uffizi che con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si uniranno poi al corteggio
Ore 15.00, commento di Mons. Timothy al corteo storico
Ore 15.00, arrivo in Piazza del Duomo del corteo
Schierati i figuranti si effettua il Saluto alla Voce e Scoppio della Colubrina
Il Presidente dell’Opera, Franco Lucchesi, il Cardinale Giuseppe Betori, Fiorenza e i Re Magi portano i doni al presepe
Ore 15.45, saluto del Presidente dell’Opera
Lettura del brano del Santo Vangelo dei Magi
S.E. Card. Giuseppe Betori Arcivescovo di Firenze commenta il Vangelo ai bambini e li intrattiene sul significato della giornata.
Lancio dei palloncini
Consegna ai bambini delle parrocchie della Diocesi fiorentina delle calze da parte del Cardinale
Consegna delle targhe ricordo ai Comuni ed ai gruppi partecipanti
Ore 16.30/17.00, uscita dei figuranti dalla piazza[:]