Dic 12, 2012 | Da non perdere, Monte Amiata
di Nadia Fondelli – Con un inatteso, ma gradito anticipo nel giorno dell’Immacolata l’Amiata si prepara ad ospitare gli amanti della neve per la sua stagione “bianca”.
Un bel sole ha permesso sabato scorso di far vivere agli appassionati una splendida giornata di montagna con le piste aperte di Vetta, Crocicchio-Dedo, Canalgrande Cantore, Panoramica e Campo Scuola Macinaie che hanno risposto alle aspettative di coloro che sfidando le basse temperature hanno accolto con gioia questo anticipo di stagione.
Temperature che mantenendosi rigide, ma con un bel sole hanno permesso di assaporare questa neve dell’immacolata e di anticipare il via ufficiale della stagione che avverrà sabato 15 e domenica 16 dicembre.
Piste ottime che dopo quest’aperitivo sono in questi giorni chiuse proprio per consentire agli operatori di lavorare al meglio per l’apertura del week-end ma soprattutto per preparare la stazione amiatina alle vacanze natalizie.
Sperando in ulteriori apporti nevosi naturali che aiutino nella preparazione della stazione, le basse temperature previste dovrebbero permettere l’attivazione dell’innevamento programmato per integrare i punti più delicati e le piste più importanti della stazione.
E per chi volesse essere sempre aggiornato ricordiamo che dalla scorsa stagione è possibile ricevere aggiornamenti sul livello neve e sullo stato di apertura di piste e impianti grazie allo ski info via sms. Per iscriversi basta inviare un sms al numero 320 2043206 con il testo Amiata. Per cancellarsi un sms allo stesso numero con testo Amiata Canc. Il servizio è gratuito.
Buona neve a tutti nelle splendide montagne toscane.
With Buy Cialis an unexpected, but welcome advance on the day of the Immaculate feast Amiata is preparing to host the snow lovers for its season “white”.
A beautiful sun on Saturday allowed all to give the fans a wonderful day in the mountains with open slopes of Peak, Crocicchio-Dedo, Canalgrande Cantore, Overview and Field School Macinaie who responded to the expectations of those braving the cold temperatures greeted with joy this early season.
Temperatures remaining rigid, but with a bright sun made it possible to enjoy this Immaculate feast snow and anticipate the official start of the season will be on Saturday 15 and Sunday 16 December.
Runs great after quest’aperitivo are closed these days just to allow you to work the best for opening weekend but also to prepare the station Amiata to the Christmas holidays.
Hoping for more of new snow natural help in the preparation of the train, low temperatures should enable the activation of scheduled to integrate the finer points and the tracks leading to the station.
And if you want to be updated from last season remember that you can receive updates on the snow level and the state of open ski lifts and slopes thanks to the info via sms. To subscribe, send an SMS to the number 320 2043206 with the text Amiata. To cancel a text message to the same number with text Amiata Delete This service is free.
Good snow at all in the beautiful mountains of Tuscany.
Dic 9, 2012 | Da non perdere, Eventi, Siena
di Stefania Pianigiani – Per Siena il 13 dicembre è la “Fiera di Santa Lucia”. Una festa che affonda le sue radici nel lontano 1852, dove nella piazza di fronte alla chiesa intitolata alla martire protettrice della vista, veniva organizzata la fiera della ceramica, allestita dalle fornaci della zona.
Nel corso degli anni, questa festa ha preso sempre più campo nel cuore dei senesi, tanto che le bancarelle adiacenti alla Chiesa del Carmine, si sono estese per tutto il Pian dei Mantellini.
Una cinquantina di banchi che vendono dolciumi tipici, come croccanti vari, brigidini, torroni, zucchero filato e le famose campanine.
Le campanine fatte in terracotta sono dipinte con i colori delle 17 contrade della città di Siena, e hanno origine come ricordo di un miracolo di Santa Caterina, la quale fece suonare tutte le campane di Siena per risvegliare il culto verso la “Santa” siciliana.
Il bello della ceramica è che ogni anno cambia, quindi per i collezionisti di “campane” grandi, medie e mignon è gioia infinita. Santa Lucia è legata ance a un rito religioso davvero particolare: tutti gli anni nella chiesa dedicata alla Santa, edificata nella Contrada della Chiocciola, per l’intera giornata, viene celebrato il rituale della benedizione degli occhi, e all’entrata della chiesa, è usanza distribuire dei panini benedetti, dietro offerta libera.
by Stefania Generic Levitra Pianigiani – For Siena December 13 is the “Fair of Saint Lucia.” A party that has its roots in 1852, where in the square in front of the church dedicated to the martyr patron of view, was organized the exhibition of ceramics, prepared by the furnaces in the area.
Over the years, this festival has become increasingly field in the heart of Siena, so that the stalls adjacent to the Church of the Carmine, have spread throughout the Pian dei Mantellini.
Fifty stalls selling traditional sweets such as crispy various brigidini, nougats, candy and the famous bells.
The bells are made in terracotta painted with the colors of the 17 districts of the city of Siena, and arise as a reminder of the miracle of St. Catherine, which he had all the bells Siena to awaken devotion to the “Holy” Sicilian.
The beauty of ceramics is that changes every year, and for collectors of “bells” large, medium and miniature is infinite joy. Saint Lucia is tied reeds in a religious ceremony very special: every year in the church dedicated to Santa, built in the Contrada of Snail, for the whole day, is celebrated the ritual of blessing the eyes, and the entrance to the church is custom distribution of blessed bread, behind donation.
Set 2, 2012 | Shopping, Siena
Il Palio? Va bene. Il Duomo? Ok. Il Panforte?
Ah, ora ci siamo! Non ci sono santi che tenga, il panforte rappresenta Siena nel mondo non meno delle sue decantate e gloriose contrade.
Ma come spesso accade per le cose gioiose, la molla iniziale è la tristezza, dovete dunque sapere che questa invenzione dolciaria affonda le sue radici nel Medioevo, quando la città era stretta sotto assedio.
Una suora, Sorella Berta, preoccupata dello stato di salute dei suoi concittadini, decise di preparare una pietanza altamente energetica impastando miele, canditi, mandorle, spezie e molto zenzero.
Nacque così il Panpepato, il primo antenato del panforte. Col tempo gli vennero attribuite virtù afrodisiache e, secondo gli anziani, teneva insieme le famiglie impedendo i litigi familiari. Il Panpepato veniva fatto prevalentemente nei monasteri dai frati e dalle suore, si dice infatti che l’industrializzazione del Panpepato sia dovuta a Giovanni Parenti a partire dal 1829.
Primo discendente del panpepato fu il Panforte delle Dame, o Panforte al cioccolato (come si conosce oggi), nato dopo il 1815. Anticamente si procedeva preparando un panpepato molto speziato e glassato con cioccolato fondente amaro.
La ricetta originaria venne modificata verso il 1830 confezionando il dolce con mandorle sbucciate e tostate, insieme a canditi di cedro; spopolerà in brevissimo tempo questa variante al cioccolato, tant’è che non sarebbe più mancata nei salotti signorili.
Il “nipotino più dolce” nacque solo nel 1879 in occasione della visita della Regina Margherita di Savoia, per merito del maestro delle cerimonie che ritenne il panpepato troppo poco regale.
Optò dunque per addolcire il sapore mettendo la zucca fra gli ingredienti e la vaniglia al posto del pepe nero. Nacque cosi il delicato Panforte Margherita, miscela perfetta di zucchero bianco accanto a poco miele, mandorle di “Avola” (cioè quelle più grandi e saporite), e con la speziatura affidata alla noce moscata, la vaniglia e la cannella di Ceylon.
Per rendere l’impasto più morbido si soleva aggiungere una certa dose di pasta di marzapane ricoprendo infine il tutto con un’abbondante spolverata di zucchero a velo.
The Palio? Ok. The Cathedral? Ok. Panforte?
Ah, now you’re talking! There’s no doubt about it, panforte represents Siena in the world no less than its praised and glorious contradas. But, as often happens for joyful things, it derives from sadness.
This sweet invention dates back to medieval times, while Siena was under siege.
A nun, Sister Berta, worried by the state of health of her fellow citizens, decided to prepare a dish full of energy by mixing together honey, candied fruit, almonds, spices and a lot of ginger. It was called Panpepato, the forefather of panforte.
It was thought to have aphrodisiac properties and, according to old people, it kept families together by preventing arguments. Panpepato was mainly made by monks and nuns in monasteries and it is said that Panpepato was industrialised by Giovanni Parenti in 1829.
The first descendant of panpepato was Panforte delle Dame, or Panforte with chocolate (as it is called today) which was invented after 1815. At that time, it was made by preparing a very spicy panpepato and glazing it with bitter chocolate.
The original recipe was modified towards 1830 by making it with shelled and toasted almonds, together with candied citrons; this chocolate variant was immediately successful and was always presented during important society occasions.
The “sweeter nephew” was invented in 1879 to celebrate the visit of Queen Margherita of Savoia to Siena, thanks to the master of ceremonies who deemed panpepato to not be regal enough. He therefore decided to sweeten it by adding pumpkin and vanilla instead of black pepper.
This became the delicate Panforte Margherita, a perfect combination of white sugar and a little honey, “Avola” almonds (the larger and tastier variety), and spiced with nutmeg, vanilla and Ceylon cinnamon. A certain amount of marzipan was added to make the dough softer. It then was covered with an abundant dusting of icing sugar.
Lug 7, 2012 | Arte e cultura, Eventi, Val d'Elsa | Val di Merse
Tutti i tipi di spettacolo che potete avere in mente – prosa, danza, circo, mimo, street band, one man show, burattini, marionette, clown, ecc… – si materializzano come per magia nelle piazze, nei giardini e nei chiostri del borgo medievale di Certaldo, il paese di Giovanni Boccaccio, dal 11 al 15 luglio 2012 per Mercantia – Festival internazionale di teatro di strada, edizione XXV, il più grande Festival italiano di spettacolo dal vivo che vede in scena, ogni sera, oltre 100 spettacoli, decine di lavorazioni artigianali, mostre di arte contemporanea.
Forte dell’impegno di Comune di Certaldo, Regione Toscana e Ministero dei Beni Culturali, Mercantia è anche uno dei Festival italiani di maggiore successo di pubblico: oltre 31.000 biglietti staccati (dati 2011) e 50.000 presenze le cifre da record.
Certaldo Alto, la cornice di Mercantia, è un borgo medievale situato nel cuore della Toscana, a metà strada tra Firenze, Pisa e Siena, a pochi chilometri da San Gimignano. Patria di Giovanni Boccaccio, del quale si può visitare la Casa museo (dove si spense nel 1375), Certaldo Alto è un borgo ricco di arte e cultura, con tre musei, un panorama mozzafiato, ricco tessuto di strutture ricettive e ristorative di grande qualità.
Il tema di Mercantia 2012 è “IL QUINTO ELEMENTO” ovvero il gioco collettivo.
“Mercantia poggia da sempre su 4 pilastri: il teatro, l’artigianato artistico, il borgo medievale, l’arte contemporanea – spiega il direttore artistico, Alessandro Gigli – così come 4 sono gli elementi naturali: acqua, terra, aria e fuoco. Quest’anno vogliamo valorizzare il “quinto elemento”, senza il quale non ha senso fare teatro, né vivere: il gioco, il gioco collettivo. L’uomo non può vivere senza giocare, e non è forse vero che “recitare” si dice “to play” in inglese e “jouer” in francese? Noi giochiamo al gioco del teatro col pubblico, che a Mercantia è un insieme di singoli individui, non spettatori, ma protagonisti di un grande gioco rituale collettivo”
Tra i quasi 100 gruppi presenti quest’anno, si segnalano per il teatro di strada l’one man band Barnelli (tedesco, lanciato col duo Otto e Barnelli da Renzo Arbore ne “L’altra domenica”, 1977), per il teatro di ricerca Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca, e il poeta Guido Ceronetti col suo Teatro dei Sensibili.
Poi Amerigo Fontani (attore di cinema e tv, già ne “La vita è Bella”) reinterpreterà un classico di Boccaccio, Frate Cipolla, mentre sul fronte ricerca Silvia Guidi (nome di punta di Laboratorio9 – La Limonaia), Zaches Teatro, Codice Ivan, Francesca Sarteanesi. E per strada grandi parate multicolore con i Nouvelle Lune ed i Teatro Carillon, tableaux vivants ispirati a Caravaggio con i Teatri 35 e uomini statua con i Teatro di Legno, il funky sfrenato delle street bands Fantomatik orchestra, Badabimbumband, il sound balcanico della Zastava Orkestar. O, per meditare, gong e campane de I Suoni di Seba.
Nella sezione “Internationals” spettacoli da tutto il mondo: il teatro dei piedi di Veronica Gonzalez (Argentina), i giochi di fuoco delle fantastiche Les Walkyries (Canada), i funambolismi ironici di Hirofumi Tsubomoto (Giappone), le malinconiche Marionetas Colegone (Spagna), i quadri viventi di Chris Channing (Inghilterra), la musica degli ebrei polacchi Ruach (Polonia), e gruppi da Cile, Bulgaria, Lettonia, ecc.
Nel Palazzo Pretorio, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta la mostra HOHO’, la riedizione contemporanea dell’“Omaggio a Giovanni Boccaccio”, disegni e dipinti dei più grandi pittori italiani del ‘900 ispirati alle novelle del Decameron e posseduti dal Comune di Certaldo – opere di nomi come Guttuso, Vespignani, Sassu, Manzu, Maccari, Raphael Mafai, ecc… – verranno esposti insieme ad opere contemporanee di Andrea Salvino, Francesco De Grandi, Andrea Mastrovito. E poi, sempre visitabili, la Casa museo di Giovanni Boccaccio, gli affreschi di Benozzo Gozzoli, l’originale Museo del Chiodo, il Giardino di Hidetoshi Nagasawa.
Il fior fiore dell’artigianato fiorentino e toscano e non solo, con oltre 40 stands di artigiani con lavorazioni dal vivo nel borgo alto, tra i quali la lavorazione di cuoio, pietra, legno, cappelleria, maschere teatrali, gioielli, e oltre 80 banchi di mercatino di oggettistica tipica ed originale nella parte bassa di Certaldo.
Ricettività a 360 gradi con il campeggio situato nella frazione di Marcialla, le aree sosta gratuita per camper, hotel di charme tra le mura medievali o modernissimi 4 stelle, bed & breakfasts situate nel borgo alto o confortevoli agriturismi nelle verdi campagne circostanti. Ristoranti e trattorie tipiche, piatti a base della speciale Cipolla di Certaldo (alimento di cui parla anche Boccaccio e presidio Slow Food – www.cipolladicertaldo.it).
L’ingresso a Mercantia varia da 10 a 20 euro a seconda del giorno. Info: tel. 0571 661265.
Ma per entrare “in contatto” con Mercantia fin da subito si consiglia di collegarsi ai canali Facebook facebook.com/Mercantia e Twitter, twitter.com/#!/Mercantia, o al canale You Tube per vedere i migliori video delle scorse edizioni youtube.com/user/MercantiaCertaldo.
Programma completo e tutte le informazioni utili su www.mercantiacertaldo.it
Foto Stefania Ghelli
Tutti i tipi di spettacolo che potete avere in mente – prosa, danza, circo, mimo, street band, one man show, burattini, marionette, clown, ecc… – si materializzano come per magia nelle piazze, nei giardini e nei chiostri del borgo medievale di Certaldo, il paese di Giovanni Boccaccio, dal 11 al 15 luglio 2012 per Mercantia – Festival internazionale di teatro di strada, edizione XXV, il più grande Festival italiano di spettacolo dal vivo che vede in scena, ogni sera, oltre 100 spettacoli, decine di lavorazioni artigianali, mostre di arte contemporanea.
Forte dell’impegno di Comune di Certaldo, Regione Toscana e Ministero dei Beni Culturali, Mercantia è anche uno dei Festival italiani di maggiore successo di pubblico: oltre 31.000 biglietti staccati (dati 2011) e 50.000 presenze le cifre da record.
Certaldo Alto, la cornice di Mercantia, è un borgo medievale situato nel cuore della Toscana, a metà strada tra Firenze, Pisa e Siena, a pochi chilometri da San Gimignano. Patria di Giovanni Boccaccio, del quale si può visitare la Casa museo (dove si spense nel 1375), Certaldo Alto è un borgo ricco di arte e cultura, con tre musei, un panorama mozzafiato, ricco tessuto di strutture ricettive e ristorative di grande qualità.
Il tema di Mercantia 2012 è “IL QUINTO ELEMENTO” ovvero il gioco collettivo.
“Mercantia poggia da sempre su 4 pilastri: il teatro, l’artigianato artistico, il borgo medievale, l’arte contemporanea – spiega il direttore artistico, Alessandro Gigli – così come 4 sono gli elementi naturali: acqua, terra, aria e fuoco. Quest’anno vogliamo valorizzare il “quinto elemento”, senza il quale non ha senso fare teatro, né vivere: il gioco, il gioco collettivo. L’uomo non può vivere senza giocare, e non è forse vero che “recitare” si dice “to play” in inglese e “jouer” in francese? Noi giochiamo al gioco del teatro col pubblico, che a Mercantia è un insieme di singoli individui, non spettatori, ma protagonisti di un grande gioco rituale collettivo”
Tra i quasi 100 gruppi presenti quest’anno, si segnalano per il teatro di strada l’one man band Barnelli (tedesco, lanciato col duo Otto e Barnelli da Renzo Arbore ne “L’altra domenica”, 1977), per il teatro di ricerca Mariangela Gualtieri / Teatro Valdoca, e il poeta Guido Ceronetti col suo Teatro dei Sensibili.
Poi Amerigo Fontani (attore di cinema e tv, già ne “La vita è Bella”) reinterpreterà un classico di Boccaccio, Frate Cipolla, mentre sul fronte ricerca Silvia Guidi (nome di punta di Laboratorio9 – La Limonaia), Zaches Teatro, Codice Ivan, Francesca Sarteanesi. E per strada grandi parate multicolore con i Nouvelle Lune ed i Teatro Carillon, tableaux vivants ispirati a Caravaggio con i Teatri 35 e uomini statua con i Teatro di Legno, il funky sfrenato delle street bands Fantomatik orchestra, Badabimbumband, il sound balcanico della Zastava Orkestar. O, per meditare, gong e campane de I Suoni di Seba.
Nella sezione “Internationals” spettacoli da tutto il mondo: il teatro dei piedi di Veronica Gonzalez (Argentina), i giochi di fuoco delle fantastiche Les Walkyries (Canada), i funambolismi ironici di Hirofumi Tsubomoto (Giappone), le malinconiche Marionetas Colegone (Spagna), i quadri viventi di Chris Channing (Inghilterra), la musica degli ebrei polacchi Ruach (Polonia), e gruppi da Cile, Bulgaria, Lettonia, ecc.
Nel Palazzo Pretorio, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta la mostra HOHO’, la riedizione contemporanea dell’“Omaggio a Giovanni Boccaccio”, disegni e dipinti dei più grandi pittori italiani del ‘900 ispirati alle novelle del Decameron e posseduti dal Comune di Certaldo – opere di nomi come Guttuso, Vespignani, Sassu, Manzu, Maccari, Raphael Mafai, ecc… – verranno esposti insieme ad opere contemporanee di Andrea Salvino, Francesco De Grandi, Andrea Mastrovito. E poi, sempre visitabili, la Casa museo di Giovanni Boccaccio, gli affreschi di Benozzo Gozzoli, l’originale Museo del Chiodo, il Giardino di Hidetoshi Nagasawa.
Il fior fiore dell’artigianato fiorentino e toscano e non solo, con oltre 40 stands di artigiani con lavorazioni dal vivo nel borgo alto, tra i quali la lavorazione di cuoio, pietra, legno, cappelleria, maschere teatrali, gioielli, e oltre 80 banchi di mercatino di oggettistica tipica ed originale nella parte bassa di Certaldo.
Ricettività a 360 gradi con il campeggio situato nella frazione di Marcialla, le aree sosta gratuita per camper, hotel di charme tra le mura medievali o modernissimi 4 stelle, bed & breakfasts situate nel borgo alto o confortevoli agriturismi nelle verdi campagne circostanti. Ristoranti e trattorie tipiche, piatti a base della speciale Cipolla di Certaldo (alimento di cui parla anche Boccaccio e presidio Slow Food – www.cipolladicertaldo.it).
L’ingresso a Mercantia varia da 10 a 20 euro a seconda del giorno. Info: tel. 0571 661265.
Ma per entrare “in contatto” con Mercantia fin da subito si consiglia di collegarsi ai canali Facebook facebook.com/Mercantia e Twitter, twitter.com/#!/Mercantia, o al canale You Tube per vedere i migliori video delle scorse edizioni youtube.com/user/MercantiaCertaldo.
Programma completo e tutte le informazioni utili su www.mercantiacertaldo.it
Foto Stefania Ghelli
Lug 7, 2012 | Arte e cultura, Eventi, Val d'Elsa | Val di Merse
La XXII edizione della Festa Medievale torna a illuminare il centro storico di Monteriggioni, splendido borgo a nord della città di Siena, attraversato dalla Via Francigena e famoso al mondo per la citazione dantesca che ne esalta la tonda cerchia muraria e la preziosa corona di torri.
I primi due weekend di luglio – dal 6 all’8 e dal 13 al 15 luglio – decine di eventi scalderanno il cuore del borgo fortificata tra performance dal vivo, musica, danza, teatro e antichi sapori. Sulle note del tema “Inferno e Paradiso”, nelle piazze e nei giardini del borgo andrà in scena un ricco programma di spettacoli selezionati dal direttore artistico Gabriele Tozzi di Jobel Teatro con l’obiettivo di ricreare l’atmosfera e l’ambientazione di un villaggio medievale con le sue guarnigioni militari, gli artigiani, i nobili e i popolani.
Come ogni anno, la formula articolata su due week-end con temi diversi ma collegati è stata pensata per offrire una duplice occasione per raggiungere le Terre di Siena e vivere la Festa: una sorta di percorso a tappe in cui rimane stabile il tema dello scontro tra bene e male, luce e ombra, angeli e demoni, sempre in continua lotta tra loro.
The XXII edition 50-one electronic cigarette of the Medieval Festival returns to illuminate the historical centre of Monteriggioni, a splendid village north of the city of Siena, crossed by the Via Francigena and internationally famous for being quoted by Dante, who praises the ring of walls and precious crown of towers.
The first two weekends in July – from 6 to 8 and from 13 to 15 July – dozens of events will warm the heart of the fortified town, with live performances, music, dance and theatre and antique flavours. Based on the theme “Inferno and Paradise”, the village’s squares and gardens will provide the setting for a rich programme of performances selected by the artistic director Gabriele Tozzi of Jobel Teatro, with the aim of recreating the atmosphere and ambience of a medieval village with its military garrisons, tradesmen, gentry and townspeople.
Like every year, the formula arranged over two weekends with different, but connected, themes, has been conceived to offer a double opportunity to come to the “Terre di Siena” [Lands of Siena] and experience the Festival: a sort of journey in separate legs, linked by the theme of the battle between good and evil, light and shade, angels and demons, constantly fighting one another.
Giu 1, 2012 | Arte e cultura, San Gimignano, Siena
Nell’Ospedale di S. Fina, fondato all’indomani della morte della Santa (12 marzo 1253) grazie alle offerte lasciate sul sepolcro dai pellegrini e all’intervento del Comune che ne promosse la costruzione e ne assunse il patrocinio, si trovava una farmacia edificata qualche anno più tardi (1508) come struttura autonoma dell’ospedale e lì venivano per l’appunto preparate le medicine secondo le prescrizioni dei medici. Negli antichi ricettari si leggono interessanti e allo stesso tempo curiosi rimedi contro la peste applicati durante l’epidemia degli anni 1631-1633; non solo centinaia di libbre di miele venivano impiegate come lenitivo e anticatarrale ma si utilizzarono anche una notevole quantità di viole mammole le quali, oltre al loro uso in vari medicamenti, si pensa che fossero impiegate per disinfettare ed odorare gli ambienti chiusi dell’ospedale poiché si riteneva che il contagio avvenisse attraverso l’aria miasmatica. Un grandissimo numero di ricette riguarda infatti la fabbricazione di pomi odoriferi che andavano accostati alle narici per “filtrare” l’aria da respirare. Per evitare inoltre che il “veleno” inalato si mescolasse con la saliva si consigliava di masticare radici amare per la disinfezione del cavo orale o si prescrivevano preparati sudoriferi o purganti per espellere il “veleno” attraverso la traspirazione o per via intestinale. A questa farmacia apparteneva una splendida collezione di vasi databili tra la seconda meta del XV secolo ed il XIX, alcuni dei quali di produzione locale mentre altri provenivano da varie fornaci come quelle di Faenza, Montelupo, Siena, Montaione, Gambassi e Firenze. La collezione in seguito fu trasferita a Roma al Museo di Palazzo Venezia nel 1983 e arricchita da materiale di documentazione. Nella seconda metà del XIII secolo, in concomitanza con il periodo più florido nella storia di S. Gimignano, l’ospedale vide accrescere il suo patrimonio grazie a donazioni, acquisti di terre, case e mulini. Nonostante i tentativi da parte della Chiesa di rivendicarne il patrocinio, l’ospedale dipendeva direttamente dal Comune e divenne ben presto il più importante della città paragonabile, per ricchezza e numero di assistiti, solo a quello S. Maria della Scala.
In the hospital of S. Fina Electronic Cigarette, founded following the death of the Saint (12th March 1253) thanks to the offers left on her tomb by pilgrims and the action of the Comune which promoted its construction and became its patron, there was a pharmacy which was built a few years later (1508) as an independent hospital structure. The medicines prescribed by the doctors were prepared here. The old recipes include interesting and curious remedies against the plague which were applied during the epidemic of 1631-1633; not only were thousands of pounds of honey used for soothing the throat and coughs but also a considerable quantity of violets which, as well as being used for various medications, were probably also used to disinfect and perfume the closed rooms of the hospital as it was believed that diseases were picked up through miasmic air. A large number of recipes involved the production of scent holders which were held to the nostrils in order to “filter” the air being breathed. To prevent the “poison” inhaled from entering the saliva, people were advised to chew bitter roots in order to disinfect the mouth. Sweating preparations or purges were also prepared to expel the “poison” through the pores or the intestine. This pharmacy once owned a splendid collection of vases dating back to between the second half of the fifteenth century and the nineteenth century, some of which were locally produced while others came from various kilns in Faenza, Montelupo, Siena, Montaione, Gambassi and Florence. The collection was later transferred to the Museum of Palazzo Venezia, Rome, in 1983 and was enriched with documentary material. In the second half of the thirteenth century, during the maximum flowering of S. Gimignano, the wealth of the hospital grew thanks to donations and the purchases of land, houses and mills. In spite of the attempts of the Church to take over the hospital, it stayed in the hands of the Comune and soon became the most important one in the town, comparable, for wealth and number of patients, only to that of S. Maria della Scala.