Un prosecco solidale per le Feste e per gli amici a quattro zampe

Un prosecco solidale per le Feste e per gli amici a quattro zampe

Un vino famosissimo buono da bere e che fa del bee al territorio. Questo è il nuovo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry Limited Edition.
Le bottiglie, saranno in vendita dal 1° dicembre, ma si possono prenotare già da oggi.e. Questo è il nuovo Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore Extra Dry Limited Edition in vendita  da oggi dell’azienda Le Manzane.

Un Prosecco Solidale 2022 frutto dell’11ᵃ Vendemmia Solidale che si è tenuta lo scorso settembre tra i filari di Glera della tenuta di San Pietro di Feletto (Treviso).

Parte del ricavato dalla vendita delle bottiglie servirà a finanziare il nuovo ambulatorio per cani e gatti dell’Ente Nazionale Protezione degli animali di Ponzano Veneto. Il servizio è rivolto alle persone meno abbienti (individuate su base Isee del proprietario o su segnalazione del Comune): ai loro piccoli amici verranno donati cibo e cure ambulatoriali.

Che sia da mettere sotto l’albero, da regalare o stappare in compagnia, il Prosecco Solidale è sempre un’ottima idea per le Festività. Le bottiglie, impreziosite da un bindello dedicato all’Enpa e da un’etichetta in Braille si possono già prenotare telefonando allo 0438 486606 o scrivendo a info@lemanzane.it.

Il Prosecco Solidale si potrà acquistare nelle enoteche, nei negozi specializzati, nel punto vendita della cantina Le Manzane e nello shop online con la possibilità, per tutti coloro che si iscrivono alla newsletter, di usufruire di un codice sconto del 10%.
Per le spedizioni vengono utilizzati solo cartoni eco-friendly.

I vini siciliani di Firriato sono i primi d’Italia di un”azienda carbon positive

I vini siciliani di Firriato sono i primi d’Italia di un”azienda carbon positive

In uno scenario enologico che deve sempre più guardare alla sostenibilità sia per la questione dell’impatto che in virtù dei cambiamenti climatici spicca l’esempio virtuoso dell’azienda siciliana Fittirato.

L”azienda vitivinicola della provincia di Trapani infatti non solo aveva raggiunto l’obiettivo dell’impatto zero nel 2017 conseguendo la “carbon neutrality” sancita dall’ente certificatore ma oggi nel 2022 raggiunge un altro straordinario traguardo ovvero, grazie alla produzione diretta di energia da fonti rinnovabili e con politiche di mitigazione dell’emissione di gas serra entrare in territorio positivo, ovvero aver superato l’impatto zero sulle sue emissioni di CO2, prodotte dal vigneto sino all’imbottigliamento, compensandole per il 150% con la produzione di energia pulita.

Insomma un gigante della sostenibilità che investire su di essa è possibile e porta vantaggi. Fra l’altro l’obiettivo è stato raggiunto proprio nei giorni in cui si è svolto, a Sharm el-Sheikh, la conferenza COP27 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

“Siamo la prima cantina italiana a raggiungere questo obiettivo strategico per la salvaguardia del nostro ambiente – afferma Federico Lombardo di MonteIato Chief Operating Officer di Firriato . Questo primato definisce un percorso virtuoso sul quale abbiamo impegnato risorse importanti e lavoro quotidiano perché la sostenibilità ambientale è un obiettivo di straordinaria importanza per l’immediato futuro del nostro pianeta; dalle tenute agricole sino al prodotto finito e pronto per raggiungere oltre 40 nazioni del mondo. Per Firriato è importantissimo pensare che al piacere di bere vino di qualità deve corrispondere la responsabilità sociale che quelle bottiglie non contribuiscano al peggioramento dei fattori di inquinamento che sono all’attenzione di moltissime associazioni e dei governi più responsabili che promuovono politiche di riduzione di CO2 per la salvaguardia del nostro pianeta”.

Un autunno caldo con l’eccellenze nell’Emilia del vino

Un autunno caldo con l’eccellenze nell’Emilia del vino

Proseguono con grande successo di pubblico le attività del progetto di destinazione turistica “Emilia Wine Experience”, che sarà ancora protagonista degli eventi in programma per il prossimo fine settimana (26 e 27 novembre) nel territorio emiliano.
Si parte da Roccabianca (Parma) dove da sabato 26 novembre si svolgerà l’ultima tappa del November Porc, l’evento nato nel 2002 per promuovere i due prodotti d’eccellenza del territorio, culatello e strolghino, ma non solo.
In questa occasione domenica 27 novembre alle ore 12, presso l’Arena del Sole di Piazza
Giuseppe Garibaldi, una masterclass dal titolo “Il re dei salumi e il suo vassallo incontrano le
bollicine granducali”.
Il Culatello, re dei salumi per eccellenza, con il suo elegante bouquet di profumi incontrerà la Cicciolata, “le villain du village”, ricca di sapori forti e sinonimo della festa del paese.
A questa inusuale coppia si uniranno, nella cornice della piazza, le bollicine della Fortana, vitigno delle nebbie, e le eleganti bollicine della Malvasia dei Colli di Parma.
La Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma e il Consorzio Tutela Vini Colli di Parma le accompagneranno nel racconto. Il tutto con la magistrale conduzione di Alberto Spisini, Maestro Onas e Sommelier Ais.
«Questo appuntamento rappresenta uno degli eventi che il progetto Emilia Wine Experience sta
organizzando per promuovere la promozione e la cultura del territorio – spiega Elisabetta Virtuani, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, capofila dell’iniziativa – in questi stessi giorni avremo ospiti giornalisti da tutta Italia che avranno l’occasione di conoscere, quindi raccontare, le aree della cosiddetta “Bassa Piacentina”».

Durante il weekend la stampa seguirà la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina per scoprire il paesaggio rivierasco insieme alla cucina tipica del grande fiume fatta di grande attenzione alle materie prime e identità territoriale, che ben si abbina ai vini dei Colli Piacentini. Farà seguito quindi la Strada del Culatello, meta ideale per assaporare la quiete degli
spazi aperti e dei paesaggi rurali incantati immersi nella nebbia. Il tutto alla scoperta di un territorio descritto e vissuto da Giovannino Guareschi e che ha visto nascere e crescere il Maestro Giuseppe Verdi, per poi scoprire il Re dei salumi, il Culatello di Zibello abbinato alle bollicine di Emilia.

Sempre domenica 27 novembre, questa volta a Vigoleno (Piacenza) ultima tappa de “L’Artusi d’autunno in Appennino”. A partire dalle 15 la visita guidata al Castello e a seguire i momenti musicali, i laboratori di cucina e la degustazione della rivisitazione della ricetta artusiana n.61, “zuppa di lenticchie con pancetta piacentina DOP croccante”, che sarà abbinata al Gutturnio Riserva dei Colli Piacentini.
“L’Artusi d’autunno in Appenino” è una manifestazione organizzata dalla Strada del Fungo Porcino di Borgotaro, dal Consorzio di tutela del fungo porcino IGP, dalla Cooperativa Granducato, in collaborazione e con il sostegno del Gal del Ducato di Parma e Piacenza. E con l’aiuto essenziale della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e del Comune di Vernasca.

Emilia Wine Experience è un progetto di costruzione di un brand territoriale distintivo che parte dalle eccellenze enologiche di Emilia per la creazione di un forte connubio territorio-vino-turismo come leva competitiva per la valorizzazione dei territori lungo le 5 Strade Vini e Sapori di Emilia delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Un modello di sviluppo locale che unisce prodotti di qualità e territori di qualità. In pochi mesi di lavoro sono state organizzate decine di masterclass ed eventi mirati  promuovere le eccellenze del territorio attraverso la parola di esperti ed opinion leader.
Tra le varie azioni anche numerosi press tour ed eventi pensati per la stampa italiana e non solo volti alla conoscenza diretta di persone e prodotti.

E’ di Modena la migliore mortadella d’Italia

E’ di Modena la migliore mortadella d’Italia

E’ la “Favola Gran Riserva” del salumificio Mec Palmieri la migliore mortadella d’Italia.
Una conferma per l’azienda modenese che si aggiudica anche quest’anno i Cinque Spilli ovvero il più alto riconoscimento assegnato dalla Guida Salumi d’Italia 2023.

Un ulteriore traguardo per l’azienda di San Prospero che, a partire dal 2017 è stata premiata in tutte le edizioni della rassegna.
La cerimonia di consegna dei premi ai migliori produttori della salumeria italiana si è svolta il 14 novembre nella splendida cornice del Teatro Verdi di Busseto (Parma), dove Sabatino Sorrentino, lo storico curatore della guida, ha unito il mondo della norcineria a quello dell’arte.

La Mortadella Favola Gran Riserva è un prodotto d’eccellenza unico nel suo genere, contraddistinto dall’inconfondibile timbro a fuoco e dalla caratteristica legatura fatta a mano con corda tricolore.
Insaccata nella cotenna sottile e naturale, cotta lentamente in forni in pietra, la mortadella è composta di sole carni italiane pregiate ed è ricca di tagli nobili di suini 100% italiani. Ulteriori ingredienti che contribuiscono a conferire unicità e ad esaltare il sapore speciale della Mortadella Favola Gran Riserva, il sale integrale dolce di Cervia, gli aromi naturali e il miele d’acacia.
Siamo onorati di ricevere il premio di Migliore Mortadella d’Italia della Guida Salumi d’Italia, un riconoscimento prestigioso che abbiamo già avuto il piacere di ottenere in diverse precedenti edizioni – commenta Francesco Palmieri, amministratore delegato del Salumificio Mec Palmieri e rappresentante della quarta generazione di imprenditori dell’azienda. Questo importante traguardo rappresenta l’impegno e la passione che le persone della nostra azienda profondono nel lavoro quotidiano, portato avanti coniugando la tradizione di una famiglia operosa e visionaria alla volontà di offrire prodotti innovativi e di alta qualità”.
Guida Salumi d’Italia 2023 è un progetto pionieristico capace di raccontare un comparto alimentare unico al mondo per varietà, qualità e tipicità. Su 162 produttori valutati, sono 46 le eccellenze premiate con i Cinque Spilli, analizzate nel dettaglio attraverso parametri tecnici e qualitativi, cui si aggiungono 20 Premi Speciali assegnati in maniera trasversale ai diversi protagonisti del settore.
Un settore variegato e vivace, che nel 2021 ha visto una ripresa nei consumi, sia in Italia (+5,4% in volume) che all’estero (export +15,2% a volume e +12% a valore), oltre che della produzione (+7% in volumi e + 6,2% a valore).
La Mortadella Favola l’Originale del Salumificio Mec Palmieri è un prodotto per tutti, senza glutine, lattosio, glutammato e polifosfati aggiunti. Quattro le referenze disponibili: ClassicaPistacchioGran Riserva e G.R. Pistacchio. La Famiglia Palmieri detiene il brevetto originale dell’involucro e per la sua ricetta utilizza solo ingredienti di primissima qualità.
5 viaggi a tema in Italia alla scoperta del tartufo

5 viaggi a tema in Italia alla scoperta del tartufo

5 mete imperdibili in cui stanarlo con il cane, degustarlo in versione classica o gourmet, imparare a cucinarlo da chef. Tra Molise, Umbria, Emilia e Alto Adige, l’inverno è profumatissimo.

Per gli amanti del turismo eco e slow, alla scoperta degli habitat prediletti del pregiato tartufo nero umbro: al Relais Borgo Campello a Campello sul Clitunno (PG) è tempo di raccolta tra dicembre e gennaio.
Luogo meraviglia da un antico borgo italiano recuperato, l’albergo diffuso tra i colli meno battuti dell’Umbria organizza un’esclusiva caccia al tartufo con il cavatore e il suo cane.
Rigenerante la camminata tra i boschi mentre ci si lascia sorprendere dal tesoro, ingrediente che finirà in tavola per la cena preparata dalla chef del relais. www.borgocampello.com/it/.

Da Borgotufi, albergo diffuso di Castel del Giudice (IS) in Molise, circondato dai boschi dell’Appennino molisano-abruzzese, si parte per una giornata nell’azienda agricola Le Tartufaie, per vivere un tour esperienziale alla scoperta delle varianti nere e bianco pregiato, dell’ambiente in cui nascono, e per partecipare alla cavatura con il tartufaio Antonio e la sua cagnolina Kelly. Poi, l’indimenticabile degustazione con menu a scelta con tartufo bianco o nero nella casetta vintage con vista. www.borgotufi.it

Non solo Alba. In Emilia-Romagna, Appennino modenese, il tartufo nero e quello bianco sono di casa. E si entra a casa dello Chef Paolo Balboni, al ristorante EXÉ di Fiorano Modenese (MO) che sul tesoro del bosco ha elaborato un menu indimenticabile. Prima dell’esperienza a tavola, un aperitivo imperdibile: il corso per preparare la celeberrima pasta all’uovo con la sfoglina, come nella migliore tradizione emiliana, e i consigli dello chef per preparare il tartufo come i grandi, con un’appetitosa lezione di cucina. Alla fine tutti promossi al gran banchetto finale. www.exerestaurant.com

Piccola capitate del Porcino IGP, i boschi della Valtaro, in provincia di Parma, custodiscono anche il prezioso fungo ipogeo. Si può andare a caccia fino a marzo, partecipando a “Una giornata da tartufaio” affiancati da una Guida Ambientale Escursionistica e con l’ausilio del cane da cerca. S’impara qui a individuare e raccogliere il tartufo, ma non finisce qui: lo chef Mario Marini dell’agriturismo “Il Cielo di Strela”, insegna ai partecipanti anche tutti i segreti per pulire e cucinare il tartufo nero. (Prenotazione obbligatoria: info@ilcielodistrela.it, www.turismovaltaro.it

Idea per gli innamorati in cerca di gusto e romanticismo: in Alta Valle Isarco, il Romantik Hotel Stafler di Vipiteno (BZ) con la firma dello Chef 2 Stelle Michelin Peter Girtler, organizza dal 18 novembre al 6 dicembre 2022 le Settimane del Tartufo.
Ricchissima l’offerta: due notti in camera o suite di charme con colazione regionale e buffet dolci nel pomeriggio, menu a scelta da 6 portate e un menu esclusivo a base di 5 specialità al tartufo nell’antica Gasthofstube, aperitivo con lo Chef Peter Girtler, e total relax nell’oasi benessere Romantica, con un buono wellness di 25 euro per un massaggio rilassante aromatico. Il prezzo per 2 notti è a partire da 351 euro a persona. www.romantikhotels.com

Coppa del mondo del panettone. Premiati nei giorni scorsi a Milano

Coppa del mondo del panettone. Premiati nei giorni scorsi a Milano

Prima dell’assegnazione della Coppa del Mondo di calcio con i mondiali in Qatar alle porte è stato assegnato nei giorni scorsi a Milano il titolo mondiale del Panettone.

Un grande evento internazionale interamente dedicato al lievitato per eccellenza nato per celebrare storia e lavorazione di un prodotto in grado di valicare i confini d’origine per imporsi sulla scena dolciaria mondiale.
Oltre alla competizione l’evento ha promosso dimostrazioni, degustazioni, visite agli espositori, laboratori, workshop per celebrare la storia e la lavorazione di un prodotto che è riuscito a valicare i confini d’origine e la stagionalità per imporsi sulla scena dolciaria mondiale.

È stata una finale emozionante che ha visto sfilare i finalisti da tutto il mondo durante la cerimonia di Premiazione della Coppa del Mondo del Panettone 2022 che si è svolta a Milano a Palazzo delle Stelline dal 4 al 6 novembre.

A conquistare il titolo di miglior panettone del Mondo per la categoria Panettone
tradizionale è stato il maestro pasticcere Giuseppe Mascolo (Italia), al secondo posto
Claudio Colombo (Italia) e al terzo posto Luca Poncini (Svizzera).
Il lavoro della giuria internazionale del Panettone tradizionale in questi giorni è stato serrato sotto la severa sorveglianza del notaio per giudicare i panettoni per forma, profumo e sapore.

Podio tutto italiano per la categoria panettone al cioccolato. Primo classificato
Annibale Memmolo della Pasticceria Memmolo Mirabella Eclano, Avellino (Italia), secondo Bruno Andreoletti della Pasticceria Andreoletti Brescia (Italia), al terzo posto Marcio A. Orellana M. di Nima Srl di Gorle, Bergamo (Italia).

Durante la premiazione è stato assegnato anche il Premio del Maestro del Panettone 2022 ad Achille Zoia indiscusso maestro degli impasti (frolla, lievitata, sfoglia) e titolare della Boutique del Dolce. Il Pastry Chef vanta una trentennale esperienza nell’ambito della pasticceria e della didattica e ha contribuito a creare la storia del Panettone nel mondo, non a caso il suo è stato nominato Panettone Paradiso. Figlio d’arte, inizia ad approcciare il mestiere ancora ragazzino accanto al padre e allo zio con il quale approda alla famosa Pasticceria Biffi di Milano. Nel 1998- 1999 riceve il riconoscimento di Pasticcere dell’anno conferitogli dall’Accademia maestri pasticceri italiani.