Eccellenze di Toscana: la ceramicaThe excellence of Tuscany: ceramics

di Margherita Nieri – La lunga tradizione della ceramica in Toscana affonda le sue radici in tempi molto antichi, ancor prima delle invasioni barbariche in Italia, ma fu solo tra il Tre e il Quattrocento che si formarono i centri di produzione ceramica che ancora oggi fanno scuola in tutto il mondo.

Se desiderate scoprire la Toscana in modo nuovo e inusitato, vale davvero la pena rivisitare i luoghi della ceramica, della terracotta, della porcellana e della maiolica diffusi in tutta la Regione.

Da alcuni anni 11 Comuni –  vere e proprie “capitali” della ceramica toscana – cioè Anghiari, Asciano, Borgo San Lorenzo, Carmignano, Impruneta, Montelupo Fiorentino, Montepulciano, Montopoli in Val d’Arno, Sesto Fiorentino, Trequanda e Vicopisano, si sono riuniti nell’associazione “Terre di Toscana”, con lo scopo di rivalorizzare queste antiche e preziose manifatture.

Lungo gli itinerari delle “Strade della Ceramica e della Terracotta”, non si può che rimanere incantati dalle tante meraviglie di creatività e di raffinatezza cui hanno dato vita i maestri ceramisti della Toscana.

Nel nuovo Museo della Ceramica di Montelupo, ad esempio, si può ammirare il favoloso vassoio “Rosso di Montelupo”, dipinto con colori sanguigni e considerato uno dei gradi capolavori rinascimentali della maiolica.
Al Museo di Doccia di Sesto Fiorentino si ripercorre l’epoca d’oro della Ginori, con le sue porcellane in stile Art Nouveau o decorate con l’inconfondibile design di Giò Ponti.
Interessanti anche la bella Villa Pecori Giraldi (Borgo S.Lorenzo), che raccoglie i vasi in gres e i preziosi affreschi della manifattura Chini, e infine la produzione aretina dei famosi “vasi corallini”, caratterizzati da un intenso colore rosso brillante.

Web: www.ceramicatoscana.it
E-mail:  info@ceramicatoscana.itdi Margherita Nieri – The long tradition of ceramics in Tuscany has its roots in ancient times, even prior to the barbaric invasions in Italy, but it was only during the 14th and 15th centuries that ceramic production centres were founded, which still provide training around the world today.

If you’d like to discover a new and unusual side of Tuscany, it’s well worth revisiting the ceramic, terracotta, porcelain and majolica areas dotted across the region.

Eleven municipalities, true capitals of Tuscan ceramics, namely Anghiari, Asciano, Borgo San Lorenzo, Carmignano, Impruneta, Montelupo Fiorentino, Montepulciano, Montopoli in Val d’Arno, Sesto Fiorentino, Trequanda and Vicopisano, which came together in the Terre di Toscana association a few years ago, with the aim of redeveloping these valuable, old manufacturing practices.

Along the roads of ceramics and terracotta, you can’t help being enchanted by the many creative and elegant wonders created by the Tuscan master potters.

In the new ceramics museum in Montelupo, for example, you can admire the superb “Rosso di Montelupo” tray, painted with sanguine colours and regarded as one of the greatest Renaissance majolica masterpieces.
At the Museo di Doccia in Sesto Fiorentino you can relive the golden age of Ginori, with his porcelain in Art Nouveau style or decorated with the unmistakable design of Giò Ponti.
The stunning Villa Pecori Giraldi (Borgo San Lorenzo) is also interesting, which contains gres vases and valuable Chini manufacture frescoes, as well as the famous Arezzo-produced “vasi corallini”, characterised by a deep, bright red colour.

Web: www.ceramicatoscana.it
E-mail:   info@ceramicatoscana.it

L’uomo che sfida l’azzurroThe man who defies the blue

di Nadia Fondelli – Alessandro Bossini, trentenne gigliese, occhi azzurri come le spiagge della sua isola e ricciolo ribelle è veramente un personaggio fuori da ogni canone quando cerca di convincerti che le sue non sono imprese straordinarie, ma “cosette” quasi normali come se lui non fosse un pluricampione di Triathlon e un uomo dai record estremi!

Ha voluto solo dice “scoprire il mondo e se stesso viaggiando in solitario ed incontrando tanta umanità”. Non un divo strombazzato, ma una persona spontanea che cerca solo di far capire che le barriere, le distanze e le difficoltà sono un grande arricchimento.

Ha iniziato così, quasi per caso, un giorno, inforcando la sua bicicletta a Firenze e ritrovandosi poi, pedalata dopo pedalata a Valencia!
Da lì non ha più smesso e dal 2005 viaggia per il mondo in bici in solitaria. Periplo dell’India e del Nepal, il Giro del Mediterraneo, periplo dell’Australia e giro dell’Italia i suoi viaggi in cui si è impegnato a promuovere valori sociali al tal punto che, la regione Toscana, la provincia di Grosseto e il comune di Isola del Giglio l’hanno battezzato “ambasciatore di pace”.

Alessandro Bossini in silenzio, senza la gran cassa a far risuonare la sua musica ha continuato poi a portare avanti questi valori anche in acqua ricordandosi di essere uomo di mare ed ha così frantumato tutti i record anche in questo settore compiendo imprese ineguagliate di traversate a nuoto in solitaria nei seguenti tratti: Isola di Giannutri – Isola del Giglio, Isola d’Elba – Isola del Giglio, Isola di Montecristo – Isola del Giglio e poi, recentemente la Prima Traversata dell’Arcipelago Toscano a nuoto in cui ha coniuugato le finalità della promozione del territorio, dello sport e dell’impegno sociale.
65 ore di nuotata in cui Alessandro non potrà aver alcun contatto con le barche di supporto pena l’invalidazione del record alla cui regolarità è preposta la FIN.

Ma perché lo fa?
Perché amo il mare ed è normale per un ragazzo che come me, nato su un’isola, provare a sfidare il blu. Cominci fin da ragazzino con gli amici sfidandogli a raggiungere, giorno dopo giorno, lo scoglio più lontano e fu così che un giorno sono arrivato a Giannutri…

Cosa si prova in queste lunghe nuotate in solitario?

Gioia, senso di libertà e contatto vero con i rumori e gli odori della natura incontaminata delle nostre isole che voglio mettere in risalto. 7 isole fra le più belle del Mediterraneo, 7 perle di cultura e di storia ancora poco valorizzate nella loro unicità.

Si fa promotore dell’Arcipelago dunque?
Sì, voglio porre l’accento sul calore speciale delle genti isolane, sulle loro tipicità gastronomiche e sugli scenari selvaggi del mare. 7 isole così vicine, ma così diverse e lontane.
Vorrei che questo mare che divide le isole, simbolicamente con la mia traversata non fosse più un ostacolo, ma un ponte sfatando il mito degli isolani “reclusi del blu” e confinati dalle onde. Il mare non è una prigione, ma una via d’incontro, basta leggersi la storia.

Sappiamo che ci tiene a valorizzare anche le acque costiere e le sue biodiversità?


Bisogna migliorare la gestione e conservare le biodiversità terrestri e marine delle nostre isole. Il mio nuotare senza ausilio di mezzi meccanici significa proprio rivalutare la dimensione umana e porsi di fronte alla natura non come tiranno, ma come fruitore rispettoso del suo equilibrio.

Poi c’è da promuovere il nuoto di fondo?

Sì perché è questa una disciplina che ha scarso appeal mediatico eppure la bellezza e la libertà che si riesce ad esprimere in questa attività raramente si ritrovano altrove.
Questa Traversata strizza l’occhio a tutti gli amanti del mare. Un invito a non temere l’azzurro perché, se rispettato, offre molto: la libertà di un’onda, il sorriso dei delfini, il colore dei tramonti e molto altro ancora…
Infine e non ultimo per importanza il suo impegno forte e deciso nel sociale…
L’impresa che mi prefiggo ha una valenza sociale oltrechè sportiva. Tentare di abbattere una barriera così vasta e apparentemente incolmabile per le forze dell’ uomo, vuole essere di esempio a tutti per superare tutte quelle incertezze che ci immobilizzano nelle nostre paure.
Sono al fianco degli splendidi ragazzi del Gruppo Elba perché vivere insieme a loro dona gioia. Vorrei che nella “Run x you” di fine giugno abbiano voglia di abbattere anche loro alcune barriere buttandosi in mare con me, anche solo per pochi metri, anche solo per provare il brivido di un istante nell’azzurro. Vorrei che tutti possano abbattere le barriere delle diversità e delle difficoltà quotidiane.di Nadia Fondelli – Alessandro Bossini, the Giglio-born 30-year-old with eyes as blue as the waters of his island live sex video chat and curly-haired rebel, is truly an out-of-the-ordinary character when he tries to convince you that his are not extraordinary ventures, but almost normal little things as if he weren’t a many times triathlon champion and a man with extreme records!

He just wanted to say, “discovering the world and oneself travelling alone and meeting lots of humanity.” He isn’t a boastful diva, but a spontaneous person who just tries to get the message across that barriers, distances and difficulties are a real embellishment.
He began one day as if by accident by getting on his bike in Florence and ending up, pedal after pedal in Valencia!
From then on he’s never stopped and he’s been cycling alone around the world since 2005. Cycling around India and Nepal, the Mediterranean, Australia and Italy, his travels whereby he has undertaken to promote social values to such a point that the Tuscan regional government, Grosseto provincial government and the Giglio Island council have conferred upon him the title of “ambassador of peace”.

Alessandro Bossini in silence, without the loud speaker to blast out his music, he has also continued to promote these values in the water, having remembered that he’s a man of the sea, also smashing all the records in this field, fulfilling unparalleled undertakings of lone swimming crossing in the following stretches: Giannutri island – Giglio island, Elba island – Giglio island, Montecristo island – Giglio island and the recently First Tuscan Archipelago Swim Crossing, which will bring together the aims of promoting the area, sport and social commitment.
65 hours of swimming when Alessandro cannot have any contact with the support boats, else the record will be rendered invalid according to FIN, which is in charge of the regulations.

Why are you doing it?
Because I love the sea and it’s normal for a lad who, like me, born on an island, wants to take on the waves. I started when I was a boy with my mates, challenging one another to reach, day after day, the furthest rock and so one day I reached Giannutri…

What goes through your mind during these long lone swims?

Joy, a sense of freedom and real contact with the sounds and smells of the unpolluted nature of our islands, which I want to bring into the spotlight. Seven of the most beautiful islands in the Mediterranean, seven pearls of culture and history still underdeveloped in their uniqueness.

Are you promoting the archipelago then?
Yes, I’d like to emphasise the special warmth of the islanders, their typical cuisine and the wild scenery of the sea. Seven islands so near and yet so different and distant. With my crossing, symbolically, I’d like this sea, which divides the islands, to no longer be seen as an obstacle, but a bridge exploding the myth of the islanders as hermits of the sea and confided by the waves. The sea is not a prison, but a meeting point; just read the history books. 
We also know that you care about promoting the coastal waters and their biodiversity.
We need to improve the management and preserve the land and marine biodiversities of our islands. My swim, without the help of mechanical means, means reassessing the human dimension and offering ourselves to nature not as a tyrant but as a respectful user of its equilibrium.

Are you also promoting open sea swimming?

Yes, because this is a discipline that has little media appeal despite the beauty and freedom that this activity offers, which is rarely found elsewhere. This crossing attracts all sea lovers; an invitation to not fear the sea since, if respected, it offers so much: the freedom of the waves, the smile of dolphins, the colours of the sunset and much more…

Last but not least, what do you have to say about your strong and decisive commitment to society?

The enterprise that I’ve set for myself has a social and sporting value. Attempting to break down such a vast and seemingly overwhelming barrier for man’s strengths means being an example for everyone to overcome all the uncertainties that paralyse us with fear. 
I’m right by the side of the wonderful youth of Gruppo Elba because being with them gives me joy. I’d also like some of them to break down their own barriers at Run x you at the end of June by diving into the sea with me, if only just for a few metres, just to feel the excitement of a moment in the sea. I’d like everyone to be able to break down the barriers of diversity and everyday problems.

Toscana Underground: tutto un mondo da scoprire sotto il livello del mareUnderground Tuscany: a below-sea-level world lies waiting to be discovered

Quello che nasconde la Toscana nelle sue profondità più intime nessuno lo sa. Raramente si parla del patrimonio di enorme valore che questa regione custodisce sottoterra, labirinti fatti di grotte, necropoli etrusche, ma anche di miniere e cunicoli, di bottini e gallerie ricavate nel tufo.

Tutto un mondo sotterraneo che a ben cercare, è possibile percorrere e scoprire per vedere una faccia davvero inusuale ed originale della nostra Toscana.

Come non cadere ad esempio vittime del fascino discreto dei “bottini” e delle fonti sotterranee della bella Siena?

Nel suo sottosuolo svela ai visitatori un acquedotto, ancora oggi percorribile a piedi in alcuni tratti, di elevata qualità ingegneristica e creativa, costituito da cunicoli che corrono per ben 25 chilometri sotto le abitazioni e le chiese della città allo scopo di portare acqua alle fonti medievali e ai pozzi.

La parola “bottino”, che deriva dal termine latino del 1200 “buctinus”, si riferisce al fatto che queste gallerie avevano la volta a botte. I cunicoli venivano scavati al centro dei due strati geologici che costituiscono il terreno tipico della zona senese, ovvero quello superiore sabbioso da cui filtra l’acqua piovana e quello inferiore più duro, fatto di argilla, a sostenere l’apertura. Qui si creava il “gorello” (canaletto) con i docci di terracotta, su cui scorreva l’acqua verso le fonti. Ancora oggi molti bottini in prossimità della città sono funzionanti e conducono acqua alle fonti di Siena, tra le quali la più rilevante è senz’altro Fonte Gaia, in Piazza del Campo, oggi considerata una delle maggiori opere scultoree del Quattrocento. Peccato che per visitare questi bottini sia necessario avvertire con mesi di anticipo il Comune, ma per chi volesse saperne di più, c’è sempre il neo nato Museo dell’Acqua a Siena presso la Fonte di Pescaia, dove sono esposti e spiegati tutti i segreti dell’acquedotto senese.

Tra le meraviglie “underground” che riserva la Toscana, anche i numerosi Parchi archeominerari disseminati soprattutto nella zona di Grosseto e Livorno, come quelli di Montieri e Gavorrano e quello di San Silvestro a Campiglia Marittima.
Se invece siete dalle parti di Lucca e della Garfagnana, prendetevi un’ora per scendere nelle meravigliose viscere della Grotta del Vento di Vergemoli, dove vi ritroverete ad ammirare a bocca aperta migliaia di stalattiti e stalagmiti dai colori candidi che vi catapulteranno in un vero e proprio mondo incantato parallelo.

www.ladianasiena.it – www.grottadelvento.comIt remains largely unknown what Tuscany has hiding in its innermost depths. The cash payday loans immensely valuable underground heritage that this region contains is rarely spoken about: labyrinths of caves, Etruscan necropolises, mines, tunnels, passages and “buttini” carved into the tufa stone. This is a whole underground world that offers a new and wholly unusual glimpse of Tuscany to those who care to explore it.

And who can resist the discreet charm of the underground streams and “treasures” that the beautiful city of Siena holds in its depths?
In its subsoil lies an aqueduct, still passable in some places and testament to its high quality and creative engineering, consisting of 25km-long tunnels that run beneath the city’s houses and churches, designed to bring water to the medieval fountains and wells.

The word “bottino”, which denotes the Latin word from around 1200, “buctinus”, refers to the fact that, at one time, these tunnels were barrel vaulted. The tunnels were dug at the centre of the two geologic strata that form the terrain for which the Siena area is famous, i.e. the upper, sandy layer that filters the rainwater and the lower, harder clay layer that supports the opening. From here the water would collect in the “gorello” (little channel), with its terracotta tiles, and flow towards the fountains. Many “bottini” near the city continue to function today, bringing water to Siena’s fountains, the most important of which is undoubtedly the Fonte Gaia in Piazza del Campo, thought to be one of the greatest sculptures of the 15th century. It’s a pity that, in order to visit these “bottini”, visitors must contact the City Council months in advance. However, for those who are eager to learn more about them, a new Water Museum (in Italian, the “Museo dell’Acqua”) that promises to reveal and explain all the secrets of the Siena’s underground waterways has been opened at the site of Siena’s Fonte di Pescaia. And yet Tuscany holds even more underground wonders in the form of archaeological parks (such as Montieri, Gavorrano and San Silvestro archaeological park in Campiglia Marittima), many of which can be found in the Grosseto and Livorno area in particular.

If, however, you find yourself in or around the Lucca and Garfagnana area, be sure to take an hour to explore Vergemoli’s great Wind Cove (Grotta del Vento). Here you can admire thousands of white-coloured stalactites and stalagmites that will catapult you into a parallel wonderland.
Prepared to be amazed.

www.ladianasiena.it – www.grottadelvento.com

 

Toscana segreta: fantasmi e leggende che popolano Secret Tuscany: the ghosts and legends haunting the region

Di leggende su giovani nobili assassinate e guerrieri decapitati che ancora con i loro fantasmi infestano castelli e residenze storiche, la Toscana ne è piena. Si potrebbero organizzare veri e propri itinerari “stregati” alla scoperta di magioni e borghi antichi oggetto di fantasie e storie popolari, tanto improbabili quanto affascinanti e caratteristiche, simbolo di una Toscana ricca di memorie storiche rilevanti.

Se vi trovate a passare dallo splendido Castello di Sorci ad esempio, ad Anghiari in provincia di Arezzo, potrete visitare l’antica struttura del XII secolo, oggi divenuta una locanda e che fu di ispirazione anche per il famoso film toscano con Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere”.

Il Castello è spesso visitato perché fu dimora di un noto capitano di ventura di cui narrò anche il letterato Niccolò Machiavelli, Baldaccio d’Anghiari. Baldaccio fu ucciso barbaramente a tradimento in Palazzo Vecchio e una volta decapitato, il corpo venne gettato in Piazza Signoria di fronte a una folla sconvolta: si dice che il suo spirito cerchi ancora vendetta nel Castello che fu sua dimora, e in molti dichiarano di avere sentito il rumore delle sue armature nel cuore della notte.

Sempre ad Arezzo e Cortona è nota la leggenda delle “Porte del Morto”: porticine alte e sottili terminanti a sesto acuto presenti in molte residenze antiche, che si dice servissero solo da uscita per i defunti. Secondo una lontana credenza, forse etrusca, la Morte usciva di casa col defunto e poteva rientravi solo dalla medesima entrata, ecco perché i morti venivano portati fuori solo da queste porte che poi venivano subito richiuse saldamente, per non permettere che rientrasse la Morte in casa.

E che dire dei tanti castelli in Lucchesia? Tutti accolgono un fantasma o uno spettro come fosse un silenzioso ed onorato guardiano. Basta ascoltare ognuno di questi castelli, ognuno dei tanti borghi toscani, per scoprire storie e leggende davvero indimenticabili.Tuscany certainly has its fair share of stories involving assassinated young noblemen and beheaded warriors who continue to inhabit the region’s Levitra Online castles and stately homes. Themed ghost tours could one day be organised around the manors and medieval villages providing the settings for these folk tales and urban legends. Unlikely as they may be, however, these captivating and unique fables represent the region’s colourful past.

While in the province of Arezzo, for example, you might wish to stop off at the beautiful Sorci Castle in Anghiari. This ancient 12th century site is now an eatery and was the inspiration behind the famous Tuscan film Non Ci Resta Che Piangere (Nothing Left to Do But Cry), starring Roberto Benigni and Massimo Troisi.

The castle is a popular attraction because it was once the home of the well-known mercenary soldier leader, Baldaccio d’Anghiari. As documented by the writer Niccolò Machiavelli, Baldaccio was brutally and treacherously murdered in the Palazzo Vecchio, his beheaded body thrown from a window in front of a shocked crowd gathered in Piazza Signoria. Legend has it that his spirit continues to seek revenge in the castle that was once his home and, on many occasions since, witnesses claim to have heard the clanging of his armour in the night.

Arezzo is also home to the famous “Doors of the Dead”. A feature of many of the oldest buildings in Cortona, it is believed that these tall, narrow, pointed arch openings served the sole purpose of conveying coffins out of the house. According to a distant – possibly Etruscan – belief, Death would leave the house along with the deceased person and could only return through the same entrance. This explains perhaps why bodies could only exit through these doors and why the doorways would immediately be closed up tight again afterwards: to prevent Death from re-entering the house.

Finally, what about all those castles in Lucca? Here, the resident ghosts are revered as silent and honoured – almost mandatory – custodians. For some truly unforgettable stories and legends, just listen carefully when visiting these castles or touring one of the many Tuscan towns.

Il cunicolo di MachiavelliThe Machiavelli secret

Da non moltissimi anni è stato ripristinato nelle sue forme originali ed è visitabile a Sant’Andrea in Percussina vicino a San Casciano, il tunnel sotterraneo che usava Niccolò Machiavelli e che collega la villa l’Albergaccio – luogo di villeggiatura, o come lui stesso preferiva dire di esilio – all’odierna omonima trattoria.

Un remoto sottopasso che si presenta come diviso in due linee rette congiunte da una curva, in prossimità della quale si apre, alla luce esterna, una finestra che si affaccia sul pozzo del antica borgata; pozzo collocato esternamente, proprio innanzi all’osteria, che si può considerare un vero e proprio simbolo di questo borgo chiantigiano.

Il tunnel realizzato in cotto, si presenta a botte e costituisce una vera e propria leggenda rinascimentale legata a questo straordinario personaggio.

La leggenda narra infatti – per altro tutto è riscontrabile in una lettera che lo stesso Niccolò scrisse all’amico Francesco Vettori – che egli fosse costretto a passare per quell’angusto cunicolo sotto la strada, per poter andare inosservato dai suoi “pidocchi” – come egli stesso gli definisce – i compagni di gioco dell’osteria: l’oste, il beccaio, il mugnaio e due fornaciai.

Con loro passava le giornate, arrabbiandosi e gridando prima di tornare alla villa in cui si spogliava degli abiti pieni di fango, per indossare quelli “curiali” ed immergersi così nelle letture.
Ma perché Machiavelli si serviva di quel cunicolo quando poteva passare indisturbato dall’esterno?

Lasciamo spazio alla leggenda, ma sicuramente quel cunicolo rappresentava per il contraddittorio Niccolò, una simbologia dove egli si poteva idealmente cambiare le vesti e quindi sdoppiarsi in due.
Vale la pena scoprire questo mondo speciale.Da non moltissimi anni è stato ripristinato nelle sue forme originali ed è visitabile a Sant’Andrea in Percussina vicino a San Casciano, il tunnel sotterraneo che usava Niccolò Machiavelli e che collega la villa l’Albergaccio – luogo di villeggiatura, o come lui stesso preferiva dire di esilio – all’odierna omonima trattoria.

Un remoto sottopasso che si presenta come diviso in due linee rette congiunte da una curva, in prossimità della quale si apre, alla luce esterna, una finestra che si affaccia sul pozzo del antica borgata; pozzo collocato esternamente, proprio innanzi all’osteria, che si può considerare un vero e proprio simbolo di questo borgo chiantigiano.

Il tunnel realizzato in cotto, si presenta a botte e costituisce una vera e propria leggenda rinascimentale legata a questo straordinario personaggio.

La leggenda narra infatti – per altro tutto è riscontrabile in una lettera che lo stesso Niccolò scrisse all’amico Francesco Vettori – che egli fosse costretto a passare per quell’angusto cunicolo sotto la strada, per poter andare inosservato dai suoi “pidocchi” – come egli stesso gli definisce – i compagni di gioco dell’osteria: l’oste, il beccaio, il mugnaio e due fornaciai.

Con loro passava le giornate, arrabbiandosi e gridando prima di tornare alla villa in cui si spogliava degli abiti pieni di fango, per indossare quelli “curiali” ed immergersi così nelle letture.
Ma perché Machiavelli si serviva di quel cunicolo quando poteva passare indisturbato dall’esterno?

Lasciamo spazio alla leggenda, ma sicuramente quel cunicolo rappresentava per il contraddittorio Niccolò, una simbologia dove egli si poteva idealmente cambiare le vesti e quindi sdoppiarsi in due.
Vale la pena scoprire questo mondo speciale.

Cavalcare all’islandese vicino a San GimignanoCavalcare all’islandese vicino a San Gimignano

A due passi da San Gimignano è possibile vivere un’esperienza unica; fare una passeggiata equestre, cavalcando all’islandese.
Un’idea insolita per la Toscana quella della Fattoria Voltrona al cui interno vivono, in gruppo, dodici cavalli islandesi destinati a escursioni all’aperto per cavalieri esperti e principianti.

Si chiamano Pila, Tindra, Askja, Gimli, Geysir, Artilli, Brenna, Blesi, Hneta, Twystin, Djaukni e Sörtli i dodici esemplari dell’allevamento, la cui razza viene definita, da un punto di vista tecnico, a 5 marce. Oltre a passo, trotto e galoppo i cavalli islandesi si muovono, infatti con altre due andature: tölt e l’ambio veloce.

Il tölt è un’andatura a quattro tempi particolarmente sciolta senza scosse, che rende possibile una posizione più stabile per il cavaliere. L’ambio, al contrario, è un passo elastico e veloce, con sequenza laterale in due tempi, nel quale si spostano contemporaneamente le due gambe di un stesso lato del corpo e l’animale raggiunge la velocità da corsa.
Moltissimi gli itinerari proposti per difficoltà e durata, che si snodano nelle strade bianche del Chianti e della Valdelsa tra viali di cipressi, oliveti, vigneti e boschi.

Una guida specializzata seguirà i cavalieri lungo tutta la passeggiata, accompagnando il percorso con spiegazioni e curiosità relative ai luoghi toccati dalle escursioni.