Dic 15, 2025 | Territori, Territori
C’è un filo invisibile che unisce l’Italia da nord a sud, ed è fatto di pietra, prospettive, fontane e voci che rimbalzano sotto i portici. Sono le piazze: luoghi dove la storia si è fermata, ma la vita continua a scorrere ogni giorno.
Non importa se medievali, rinascimentali o barocche: le piazze italiane sono il vero cuore pulsante del Paese, salotti a cielo aperto che oggi si riscoprono anche come mete di viaggio lento e consapevole.
In origine era l’agorà, uno spazio nel quale la popolazione partecipava al processo democratico. Col passare dei secoli, la piazza ha assunto un ruolo decisamente più sociale, venendo allo stesso tempo utilizzata come terreno di incontro e scontro tra il potere temporale e quello spirituale.
Viaggiando per l’Italia, si assiste alla visione di piazze gioiello, dove convivono cattedrali e palazzi municipali e che rappresentano la summa di stili architettonici, influenze sociali e della costante voglia degli italiani di ritrovarsi insieme all’aria aperta.
Andiamo, dunque, alla scoperta di quelle piazze d’Italia dalle sette più iconiche a quelle insolite, curiose ma incredibilmente affascinanti.
Piazza San Marco di Venezia (Veneto)
Non serve presentazioni perché pazza San Marco non è solo una piazza, è una scenografia naturale conosciuta in tutto il mondo.
Il pavimento che si specchia nell’acqua alta, le geometrie perfette della Basilica, il ritmo lento dei passi sotto le Procuratie: qui il tempo sembra sospeso.
È una piazza che non appartiene solo a Venezia, ma all’immaginario collettivo mondiale.

Il Campo, simbolo di Siena e del suo Palio
Piazza del Campo di Siena (Toscana)
Un abbraccio di mattoni che scende verso il Palazzo Pubblico.
Piazza del Campo è una delle piazze più armoniche d’Europa, unica per la sua forma a conchiglia e per il legame viscerale con il Palio.
Anche vuota, conserva una tensione emotiva fortissima: sembra sempre sul punto di accadere qualcosa.

piazza dei Miracoli con le luci del crepuscolo
Piazza dei Miracoli Pisa (Toscana)
Più che una piazza, un manifesto.
Il bianco accecante del marmo, il verde perfetto del prato, la Torre che sfida la gravità: Piazza dei Miracoli è uno dei complessi monumentali più iconici al mondo. Qui l’architettura diventa racconto universale.

piazza Navona, il cuore barocco di Roma
Piazza Navona Roma (Lazio)
Roma ha mille piazze, ma Piazza Navona è teatro puro.
Barocca, viva, rumorosa, a tratti caotica, è la sintesi perfetta della capitale: fontane monumentali, artisti di strada, caffè storici e quella sensazione tipicamente romana di essere sempre al centro della scena.

Piazza Maggiore, cantata da Lucio Dalla e crocevia di mondi
Piazza Maggiore Bologna (Emilia Romagna)
Ampia, solenne, accogliente.
Piazza Maggiore è la piazza civica per eccellenza: qui Bologna si ritrova, protesta, festeggia.
È una piazza che vive tutto l’anno, capace di essere insieme storica e contemporanea, elegante e popolare.

Tutta la bellezza di Napoli
Piazza Plebiscito Napoli (Campania)
Imponente e spiazzante.
Piazza Plebiscito è una piazza che si attraversa più che si guarda. È lo spazio della folla, degli eventi, delle attese.
Intorno, il Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco di Paola raccontano una Napoli monumentale, diversa ma complementare a quella dei vicoli.

L’unica piazza d’Europa che guarda il mare
Piazza Unità d’Italia Trieste (Friuli Venezia Giulia)
Una piazza che guarda il mare. Unica in Italia è unica in Europa per apertura e respiro.
Affacciata sul mare Adriatico, racconta l’anima mitteleuropea di Trieste, tra caffè storici, palazzi asburgici e un orizzonte che sembra infinito.

L’elegante piazza concava
Piazza Ducale, Vigevano (Lombardia)
Piazza Ducale è il simbolo assoluto di Vigevano.
La bella città lombarda, situata a 40 chilometri da Pavia (suo capoluogo di provincia) e 45 da Milano, cela una delle piazze più originali d’Italia.
La forma ricorda un po’ Piazza Navona, allungata e stretta, ma qui lo spettacolo è decisamente diverso ed è imperniato sulla facciata della Cattedrale di Sant’Ambrogio, dalla curiosa forma concava. Tutt’intorno, gli altri tre lati ospitano eleganti porticati con archi a tutto sesto, introduzione romantica a palazzi affrescati e con medaglioni dedicati ai personaggi della storia. Il salotto buono di Vigevano fu progettato da famosi architetti, tra cui spicca Bramante, chiamato alla corte di Ludovico il Moro per dare vita a un luogo simbolo della città. Lunga 134 metri e larga 48 metri, fu costuita tra il 1492 e il 1494.

la piazza più originale
Piazza degli scacchi, Marostica (Veneto)
Diversa da tutte le altre piazze d’Italia, quella degli Scacchi nella città veneta di Marostica è tutta da giocare.
La grande scacchiera pavimentale, un marchio di fabbrica della città (ancor prima dei suoi due castelli), viene realmente utilizzata ogni due anni, nel corso di una partita con figure umane che si muovono come pedoni, alfieri e torri lungo i 64 quadrati bianchi e rossi di questa magnifica cornice.
E durante il resto dell’anno?
Mercatini dell’artigianato, gli immancabili bar dove gustarsi uno spritz in compagnia e tutta la simpatia di una terra da scoprire.

la piazza che guarda il mare
Piazza IX aprile, Taormina (Sicilia)
Non è solo il luogo di ritrovo per eccellenza di Taormina, ma Piazza IX Aprile può essere considerata un monumento a sé stante.
Inno alla bellezza e al sole di Sicilia, che 365 giorni all’anno dona a questo affaccio panoramico sul mare il ruolo onorifico di cartolina della città.
Un salotto privilegiato dove gustare una granita, guardare l’andirivieni di traghetti verso la vicina costa calabrese, scorgere l’antica Torre dell’orologio che simboleggia lo scorrere del tempo e la stratificazione della storia nella Trinacria.

Una veduta d’insieme di Ariccia
Piazza di Corte, Ariccia (Lazio)
Se dici Palazzo Chigi, pensi alla sede del governo a Roma. Poco fuori la Capitale, è, però, la città della porchetta che ruba la scena.
Piazza di Corte ad Ariccia è il monumentale ingresso alla parte storica, il cui progettista – Gian Lorenzo Bernini – fu molto attivo in zona durante la seconda metà del Seicento.
Oltre a Roma, i Castelli Romani furono per il Bernini palcoscenico privilegiato per la fama eterna. La piazza ospita Palazzo Chigi (omonimo di quello capitolino), la Collegiata di Santa Maria Assunta e la coppia di fontane centrali a doppia vasca.
Curiosità: la fontana di Ariccia non è l’unica del Bernini in zona. Ne esiste, infatti, una variante attribuita all’architetto, che si trova anche vicina Rocca di Papa, realizzata in tufo invece che in marmo.

L’incredibile piazza-piscina
Bagno Vignoni (Toscana)
È il borgo della “pace termale” in quella Val d’Orcia da sempre meta di chi ama il buon cibo e l’ottimo vino. Piazza delle Sorgenti a Bagno Vignoni (frazione di San Quirico d’Orcia) è un unicum in Italia.
Si tratta, infatti, di una piazza che in realtà è una grande vasca alimentata da risorgive termali, un rettangolo lungo 49 metri e largo 29, che già i Romani sfruttavano per dei salutari bagni.
Circondata da case in pietra e dal verde di quest’angolo della Toscana, è decisamente una tappa imperdibile durante la visita alla valle delle meraviglie.

la piazza-loggia
Piazza della loggia, Brescia (Lombardia)
Piazza della Loggia a Brescia fu teatro di una delle pagine più dolorose del secondo dopoguerra: il 28 maggio 1974, durante una manifestazione antifascista, un attentato terroristico uccise otto persone e altre 102 rimasero ferite.
A vederla oggi, però, incanta sin dal primo sguardo. Una piazza suggestiva e affascinante, tra le più importanti della città, su cui insiste il celebre Palazzo della Loggia, di stile rinascimentale.
Da qui si parte alla volta dei vicoli e delle strade ricche di boutique di Brescia, che permettono di raggiungere i principali monumenti in pochissimo tempo, dalla Porta Bruciata al Duomo, al Palazzo Notarile o a Casa Vender.

la piazza del popolo
Piazza del popolo, Offida (Marche)
Sembra di trovarsi, improvvisamente, in uno sceneggiato ambientato nel XIV secolo, circondato da dame e cavalieri che parlano in un vernacolo ormai lontano.
Piazza del Popolo a Offida, nell’ascolano, è un luogo di ritrovo e di bellezza tradizionale, a poca distanza da quel Teatro Serpente Aureo che – insieme al Pecorino Docg – è una delle ricchezze di questo borghetto marchigiano.

la piazza dei mercatini di Natale
Piazza del Duomo, Bressanone (Trentino Alto Adige)
Un capolavoro di bellezza e di cura del bene pubblico, Piazza del Duomo a Bressanone è sicuramente ben nota per gli eventi natalizi, per i colorati e sfavillanti Mercatini di Natale.
Ma anche durante la restante parte dell’anno è davvero piacevole passeggiare all’ombra della sua cattedrale col doppio campanile, fulcro di un centro storico che si caratterizza per i suggestivi portici, sotto i quali si trovano centinaia di negozi di lusso, moda, artigianato ed enogastronomia locali. Un vero e proprio gioiello da non perdere.

la piazza in pendenza
Piazza della Repubblica, Cortona (Toscana)
Un po’ a imitazione della più celebre piazza aretina, Piazza della Repubblica a Cortona è il salottino ideale di questo bel borgo toscano, che i più conoscono per essere la città di Jovanotti.
C’è molto invece da esplorare nel centro storico cortonese, perfetto esempio dell’eleganza d’altri tempi che questa regione mette a disposizione del visitatore. Vicinissima a Piazza Signorelli (parimenti bella), vi affacciano due palazzi fondamentali per la storia cittadina, il Comunale e quello del Capitano del Popolo, o Passerini.
Da qui partono Via Guelfa e Via Ghibellina: una singolar tenzone che dura ancora oggi, come ai tempi medievali.
Ott 27, 2025 | Territori
Gli irlandesi sono famosi per creare nel periodo di Halloween un mix unico al mondo di mistero e allegria. Non c’è da stupirsi: l’Irlanda è il luogo in cui tutto è cominciato.
Risalendo alle origini di Halloween (dall’inglese antico All Hallows’ Eve, “la notte di tutti i santi”), si arriva alle nebbioline autunnali dell’Ireland’s Ancient East e alla festa celtica di Samhain, una grande celebrazione caratterizzata dal fuoco e da ricchi banchetti che segnava la fine della stagione della luce e l’inizio dei giorni bui dell’inverno.

Travestirsi per confondere le creature dell’aldilà
In questo momento di transizione i Celti credevano che ci fosse un’interazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti e che gli spiriti potessero passare facilmente da uno all’altro. Temendo di poter essere trascinati nell’aldilà dalle creature ultraterrene, i Celti si travestivano per confonderle e spaventare a loro volta fantasmi, fate, folletti e demoni che avevano passato il confine tra i due mondi.
L’usanza di travestirsi ad Halloween è, quindi, saldamente radicata nell’antica ritualità celtica precristiana, così come la tradizione di accendere falò, nata in Irlanda sulle cime delle colline con clan e comunità che si riunivano per accendere enormi fuochi cerimoniali in occasione di Samhain.

Il primo falò che dava il via a tutti gli altri
Una delle più grandi feste celtiche del fuoco si svolgeva sulla cima di Tlachtga, o la Collina di Ward, nell’attuale contea di Meath. Recenti scavi archeologici suggeriscono che oltre 2000 anni fa questa collina fosse usata per banchetti e festeggiamenti e antichi manoscritti rivelano che proprio in questo luogo i Celti accendessero il primo falò seguito da tutti gli altri nelle diverse zone dell’isola.
Ancora oggi l’area dove si trovano la Hill of Ward e la Hill of Tara, dove regnavano gli Alti Re d’Irlanda, è uno dei centri più importanti per le tradizioni irlandesi legate ad Halloween.
È qui infatti che va in scena il suggestivo Púca Festival, ispirato alle antiche celebrazioni di Samhain. Viene organizzata ogni anno nella contea di Meath e nella vicina contea di Louth, attualizzando in modo creativo e coinvolgente gli elementi caratteristici della festa celtica: il fuoco, la musica e la danza, i prodotti dell’artigianato e del raccolto. Per celebrare l’Irlanda come luogo di nascita di Halloween, gli eventi di Púca includono una spettacolare rievocazione dell’accensione simbolica del fuoco di Samhain, musica dal vivo e performance, installazioni luminose, un mercato agricolo, tour tematici e laboratori.
Un altro importantissimo evento dedicato ad Halloween si svolge a Derry-Londonderry: il Derry Halloween, definito dagli organizzatori il più grande festival dedicato ad Halloween d’Europa, rievocherà ancora una volta gli antichi spiriti celtici per festeggiare con un pizzico di mistero che strizza l’occhio alle atmosfere un po’ dark questa ricorrenza.
L’appuntamento è dal 28 al 31 ottobre 2023 nelle strade e nelle piazze di Derry~Londonderry.
Il festival, che quest’anno si svolgerà interamente all’interno delle mura storiche della città, avrà un programma di eventi inquietantemente divertente che rianimerà le storie e i personaggi dell’antica festa di Samhain, celebrata in Irlanda migliaia di anni fa per segnare l’inizio dell’inverno.

La zucca era originariamente una rapa
Un altro elemento immancabile ad Halloween sono le zucche scavate e illuminate per farle sembrare volti spaventosi: l’usanza di intagliarle è nata in Irlanda, anche se inizialmente i vegetali utilizzati erano rape o patate di grandi dimensioni, usate per creare le lanterne da Jack-o’-Lantern originali.
Il nome della decorazione simbolo di Halloween deriva infatti da un racconto popolare irlandese che narra di un uomo di nome Stingy Jack che provò a prendersi gioco del Diavolo: indispettito dalla sua furbizia, come punizione, lo condannò a vagare per l’eternità con solo un tizzone ardente proveniente dalle fiamme eterne dell’Inferno e inserito all’interno di una rapa scavata per non farlo spegnere e per illuminare l’oscurità.
Le migliaia di immigrati irlandesi che dovettero lasciare l’isola soprattutto nel periodo della Grande carestia, a metà del 1800, portarono questa tradizione in America, patria della zucca, e quella invernale sostituì la rapa per rievocare la leggenda di Stingy Jack.

“Trick or Treat”: i dolci dell’anima
“Dolcetto o scherzetto” è un’altra tradizione originaria dell’Irlanda: i bambini e i poveri andavano di porta in porta per chiedere cibo, legna o denaro. In cambio di ciò che ricevevano cantavano canzoni o recitavano preghiere per l’anima dei defunti. In particolare, “i dolcetti” sono legati alla caratteristica “soul cake” (torta dell’anima), un tipo pane dalla forma circolare e appiattita, arricchito con frutta secca. Questa tradizione era nota, infatti, con il nome di “souling”, ovvero elemosina delle anime.
Dall’Irlanda tutte queste tradizioni, in gran parte legate all’antica ritualità celtica, si sono sparse per il mondo e sono diventate, per adulti e bambini, un’occasione di far festa e di rendere allegro l’autunno.
Set 5, 2025 | Territori
Il Carso è una terra speciale poco nota dove la natura vi sorprenderà ogni volta.
I prati e le foreste, la pietra, l’acqua e il mondo sotterraneo sono delle particolarità davvero uniche, che regalano alla regione un vero e proprio tesoro di gioielli naturali.
Ogni foglia, erba o farfalla, ogni pino robusto e ogni caverna misteriosa, che giace sotto le sue radici, creano migliaia di forme di vita, che non potete ammirare in nessun’altro angolo al mondo.
Tuttavia, i fenomeni carsici, i capolavori calcarei che donano al Carso il suo carattere così distinto, non sono l’unica perla della regione.
Grazia alla sua straordinaria diversità di flora e fauna, il Carso è uno degli habitat naturali più ricchi in Europa, nonché una delle aree con la biodiversità più interessante al mondo. Tanti buoni motivi allora per i viaggiatori per scoprire questo estremo angolo ad est d’Italia dove i confini sono spesso solo linee invisibili tratteggiate dal sangue della storia e dove storie e tradizioni di popoli diversi si contaminano in poesia.

Terra aspra di vento, di confine e di grande bellezza
La maggior parte dell’altopiano carsico è inserito nel programma Natura 2000, la rete europea delle aree protette speciali per la conservazione della biodiversità.
Il Carso ad esempio è la casa di oltre 300 specie di farfalle. Qui è possibile ammirare l’incredibile biodiversità animale e vegetale specialmente nelle foreste e sulle lande, sui prati umidi, nelle acque stagne, tra le fessure rocciose, nei ghiaioni e nei prati cosparsi di pietra, sui terreni agricoli e nel mondo ipogeo carsico. La tranquillità della natura carsica affascina chiunque, ma i turisti sul Carso possono godere anche dell’esatto opposto.
Il Carso non è solo crocevia di venti ed eventi dato che è stato scenario di battaglie tragiche della storia, ma è un luogo che, ribadiamo, si distingue anche come punto d’incontro di varie culture.
Da percorrere con suggestione i sentieri della pace che ripercorrono la storia turbolenta e l’assurdità delle battaglie belliche.
A lasciare tracce indelebili nel paesaggio e negli abitanti è stata la Grande guerra.
Gli accadimenti di cento anni fa hanno lasciato molte trincee e gallerie con intere armate che, temporaneamente, si erano appropriate delle caverne sotterranee.
È possibile esplorare in silenzio i resti ben curati e segnati della prima guerra mondiale lungo i percorsi a tema che si snodano ai margini occidentali del Carso, collegati con i sentieri della pace oltre il confine italiano.

Terrano e prosciutto
Se chiedete agli sloveni le prime cose che pensano immaginando il Carso la risposta sarà senz’altro il Terrano ed il Prosciutto crudo.
Il Terrano, famoso vino color rubino di denominazione controllata, e il prosciutto crudo maturato sulla bora sono la vera coppia più bella del mondo ambasciatrice del Carso.
I colori intensi e l’intreccio perfetto di sapori vi trasporteranno in un viaggio culinario davvero interessante, La cucina carsica offre dei piatti autentici.
Il pane fatto in casa, una fetta di prosciutto crudo, un tocchetto di pancetta o il collo di maiale accompagnati da un calice di Terrano rappresentano il tradizionale benvenuto, seguito da tutta una serie di specialità locali. Specialità a volte intense come il Carso stesso, oppure selvagge come la natura che lo circonda.
Le trattorie locali hanno da secoli tutte una caratteristica che le contraddistingue: coccolano i loro ospiti come se fossero di casa e fra i loro “familiari” più fedeli ci sono sicuramente i triestini per i quali il Carso è la campagna sotto casa.
E se i triestini, notoriamente esigenti quando hanno i piedi sotto il tavolo al desco, puntano decisamente al Carso per le gite fuori porta dove oltre a frequentare le Osmize (di cui vi parleremo) amano le tradizionali trattorie c’è da stare sereni che fra questi piccoli paesi in mezzo a questa campagna speciale si mangia bene.

Milan Perhavec di Pri Hribu
Sosta d’obbligo da Milan nel piccolo borgo di Povir
Tappa d’obbligo a Povir piccolo borgo che si trova a metà strada fra Sezana e Divacca (fra Sežana e Divača in sloveno) che si trova in Slovenia, a pochi chilometri da Trieste e appena oltre il valico di confine di Fernetti/Fernetiči.
Qu si trova la trattoria (gostilna) Pri Hribu da anni casa di tutti gli amanti del gusto che amano farsi coccolare dalla famiglia Perhavec. Prima c’era Marija ad accogliere gli ospiti e oggi suo figlio Milan: ma la gentilezza e il sorriso sono il biglietto da visita di famiglia.
La trattoria è rinomata sia per i funghi di cui Milan è uno dei più autorevoli esperti di tutta la zona e che ovviamente riesce a cucinare in modo perfetto, ma anche, pur trovandosi nel cuore del Carso, per il pesce freschissimo che arriva direttamente dall’Adriatico distante in realtà mezz’ora di strada.
L’arrivo nel cuore della piazzetta di Povir è sorprendente, un grande cancello e un muretto in pietra che spalanca la visione di un fresco pergolato che in realtà è un’incredibile vigna pensile.
Milan accoglie con il sorriso chiedendo subito se si preferisce un nero o un bianco, inteso come terrano per il nero e malvasia per il bianco ovviamente.
Nel menù è facile perdersi e difficile scegliere se optare per terra o mare dato che, in entrambi i casi si cade bene…
Il consiglio è d’iniziare con un antipasto classico dove poter provare la norcineria di zona e soprattutto lo straordinario prosciutto del Carso, rigorosamente tagliato a mano.
Mettetelo in bocca, lasciate che fetta dopo fetta si sciolga nel vostro palato e godetene anche se nel piatto misto ottimo è anche l’ombolo istriano (o Žlomprt che è un muscolo del carré di maiale essiccato), la pancetta, il salame fatto in casa e il formaggio caprino della tradizione accompagnato da sottaceti fatti in casa in bacche di ginepro, funghi e olive.
Tipiche di zona sono le zuppe calde di legumi e funghi (ottime nella stagione) ma anche la pasta fatta in casa con ragù e funghi è davvero iconica.
Passando ai secondi straordinari i piatti di carne brasati e gli arrosti (la carne slovena è rinomata per il gusto) Per chi ama il mare le fritture e gli arrosti di pesce sono indimenticabili, non a caso i triestini, e lo ribadiamo lasciano il litorale di Barcola per salire in carso quando vogliono mangiare bene il pesce.
Finiamo con l’ottima panna cotta e un grande strudel prima di salutare Milan con un sorriso e un arrivederci.
E dopo aver girato la prima curva di Povir, prima ancora d’imboccare la strada statale sentiamo già nostalgia….
Ago 4, 2025 | Territori

Cosa sono le bubble room
Come suggerisce anche la parola stessa, sono delle grandi bolle trasparenti fatte solitamente in plastica (ma il materiale può variare) dove dentro si può dormire usufruendo comunque di quelle comodità di una classica camera (tv a parte).
La cosa davvero straordinaria nella straordinarietà della “canera” è che quasi sempre le bubble room sosno posizionate in luoghi incantevoli.
In mezzo ai boschi, in suggestivi declivi innevati, sulle sponde di laghi e ruscelli o sulle rive del mare. In ogni caso è la natura che vedete trasparire fuori dalla bolla a fare la differenza.
Sconosciute fino a pochi anni fa hanno avuto un successo sempre crescente fra chi è alla ricerca di qualcosa di spettacolare per passare una serata romantica e regalare una sorpresa alla propria metà.
In fin dei conti dormire sotto le stelle sentendo solo i rumori della natura è sicuramente qualcosa di unico e particolare da provare, magari non solo per San Lorenzo ma anche per festeggiare un’importante ricorrenza o per una fuga romantica.

bubble room in Sicilia
Dove fare glamping in Italia
Glamping è il nome anglosassone che è stato coniato per definire questa nuova modalità di soggiorno. Una parola che deriva dalla fusione di glamour e campeggio e che sostanzialmente significa campeggiare all’aperto ma in modo glamour unendo così l’avventura del campeggio, senza rinunciare al lusso di un hotel.
In Italia oggi ci tante “bolle” dove provare questa esperienza e noi abbiamo fatto la nostra segnalazione per voi con le 10 bolle più conosciute.
Non fatevi spaventare dall’idea che un’esperienza esclusiva avrà senz’altro un prezzo esclusivo perchè non è così. Il prezzo varia chiaramente a seconda del luogo, dalla stagione e dai comfort offerti ma in linea di massima, tanto per dare un indicazione si può spendere da un minimo di 150 euro a notte a un massimo di 500.

Bubble room ai piedi delle Dolomiti
Le 10 bubble room da prenotare subito
1 – Bubble Room delle Dolomiti al maso La Marianna (Trentino-Alto Adige): Siamo tra il Parco Naturale Adamello Brenta ed il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi all’interno di uno storico maso. La bubble si trova quasi alla porta della Valle dei Mocheni, una valle incantata dal fascino unico, a soli 20 minuti di auto da Trento.
La struttura originaria del Maso risale alla fine del 1800 e la bubble gode di una vista unica e privilegiata sulle vette delle montagne che la circondano. In autunno il paesaggio si tinge di giallo e arancione creando cosi uno spettacolo della natura. Questa zona del Trentino solitamente da inizio novembre si tinge di bianco con l’arrivo della neve. Il glamping comunque rimane aperto anche in quel periodo per offrire dei soggiorni da sogno ai loro ospiti.
2 – Bubble Suite di Biccari (Puglia):
Siamo sul Monte Cornacchia, sulle rive dello splendido lago Pescara di Biccari, in Puglia.
Più che una bubble in questo caso si tratta di una mini casa pop up. Un alloggio temporaneo concepito e realizzato in Belgio da un team di designer e progettisti che hanno voluto dare una svolta al concetto di pernottamento nella natura.
Il comfort è quello di una stanza di un hotel, ma è la suggestione delle pareti e del soffitto trasparente come in una bubble vi fanno sentire completamente immersi nella naturai.
All’interno della “bolla” è un letto matrimoniale ma è possibile aggiungere volendo un ulteriore posto letto per poter permettere il soggiorno anche alle famiglie con bambini.
3 – Bubble Sicily (Sicilia): A qualche chilometro da Catania a bivio Iannarello con vista Etna vista sulle colline siciliane e il cielo stellato. c’è bubble Siciliy dove la scelta ideale per una coppia romantica è la queen Bubble trasparente dotata di letto baldacchino, bagno privato con doccia idromassaggio, frigo bar e un ampio spazio esterno privato dotato di arredo da esterno e di vasca idromassaggi riscaldata per godere al massimo momenti indimenticabili. Potrai ammirare le stelle grazie al telescopio presente all’interno della bolla e godere della natura circostante. Per i più tecnologici la bolla Lè dotata anche di wifi, aria condizionata o riscaldamento.
Riscaldamento Frigo Bar Set Cortesia
4 – Bubble Luxotel (Veneto): Siamo sul Lago di Garda e per la precisione a Bardolino dovìè presente in un celebre camping una grande e stupenda bubble suite. E’ una tra le più grandi tra quelle presenti in oggi Italia. La bolla è incastonata tra alberi di ulivo, che la mettono al sicuro da occhi indiscreti ma che allo stesso tempo tengono libera la vista verso l’alto per poter osservare le stelle alla notte, comodamente sdraiati sul proprio letto.

Bubble room Veneto
5 – Bubble Suite Antico Podere San Francesco (Toscana):La nuova Bubble Suite dell’Antico Podere San Francesco è una camera davvero speciale all’interno del parco in mezzo a un’oliveta storica. La bolla è pensata come una suite ma con tutte le caratteristiche che invocano all’avventura, ideata per chi ama concedersi momenti davvero esclusivi in 80 mq di comfort. È dotata di vasca in camera e climatizzatore per le serate estive più calde.
6 – Bubble Glamping Atmosfera, (Basilicata)
Nei boschi della Basilicata, precisamente a Satriano di Lucania (Potenza), si trovano delle bubble rooms dai curiosi nomi che richiamano la natura del luogo. Due bubble glamping a basso impatto ambientale e glamour poichè dotate di ogni comfort e con pezzi di design e oggetti recuperati dalla vecchia masseria di famiglia. L’esperienza è sempre disponibile perché si sta aperti tutto l’anno e in qualsiasi condizione metereologica.
7 – Bubble Room La Casa dei nonni (Marche)
Sulle colline marchigiane, a Monteleone di Fermo, sorge una bubble room dal gusto retrò. Il b&b La casa dei nonni offre un’esperienza di glamping con vista su un’ampia valle verde.
La bolla ha un letto matrimoniale e un piccolo bagno accanto. Chi vuole cucinare può usufruire della cucina del b&b e poi godersi il pranzo o la cena in terrazza o in giardino.
Quel che sorprenderà gli ospiti è l’appuntamento in giardino alle 21.30 con i proprietari del b&b per un’originale osservazione astronomica, tra mitologia e archeoastronomia.

Bubble room Marche
8 – Bubble room Casale Millesoli (Umbria)
Più che una bolla è un igloo trasparente quello del Casale MilleSoli, in provincia di Perugia nel cuore dell’ Umbria. Potete vivere un’esperienza di ecoturismo emozionale a contatto con la natura, tra querce secolari con vista sulle colline e a tu per tu con la luna.
L’igloo si trova a 180 metri dal casale, ai confini del bosco ed è provvisto di letto, lenzuola, coperte, zanzariera, e torcia ma non di bagno, acqua, ed elettricità. Perciò prenotando l’igloo si ha diritto anche a una stanza con bagno nel casale, in stile rustico e dagli arredi essenziali.
9 – Bubble room Antico Palter (Piemonte)
Se c’è una bubble da scegliere è sicuramente Antico Palter, uno dei più belli d’Italia situato fra le colline del Piemonte centrale e a due passi dalla valle del Po e del Monferrato. Nasce accanto all’omonimo famoso ristorante all’interno di un grande parco verde di più di 1500 mq con tanto di laghetto, pontile, sauna e hot tub. Offre il massimo della privacy e una vera e propria esperienza di relax agli ospiti che decidono di prenotarla. Qui tutto è curato nei massimi dettagli, a partire dai fiori e dalle candele, fino all’erba lungo i piccoli vialetti che portano alla bolla; insomma la perfezione. E’ presente anche un piccolo cabin di legno, nel quale si respira un’atmosfera magica, dove su richiesta gli ospiti possono gustare una cena romantica a lume di candela. Anche in questo caso tutto è curato alla perfezione, a partire dalle porcellane usate per il servizio, fino alla cura degli arredi interni della location stessa.

Bubble room Liguria
10 – Bubble suite Antares (Liguria)
Sulla riviera di ponente della Liguria, molto vicino al confine con la Francia tra le bellissime colline della provincia di Imperia e immerso nella Valle Argentina, è presente da anni il bed and breakfast le Macine del Confluente che immerso in una vera oasi di relax tra i verdi ulivi dell’entroterra ligure lungo il corso del fiume Fora di Taggia dal 2021 ospita una meravigliosa bubble suite del circuito Bubble Emotions chiamata Bubble Suite Antares.
La Bubble prende il nome dall’omonima stella della costellazione dello Scorpione è una struttura completamente trasparente che si auto sostiene grazie all’immissione costante all’interno di un getto di aria. Il giardino di ulivi ed eucalipti circostante non solo fa sentire l’ospite completamente immerso nella natura, ma garantisce anche la giusta privacy.
Lug 28, 2025 | Territori
Difficili da raggiungere e selvagge. E’ un binomio in parte azzeccato. Spesso e volentieri infatti, alcune spiagge italiane sono selvagge proprio perché difficili da raggiungere…
Sono posti quasi segreti e sconosciuti ai più. Luoghi isolati dove godersi il mare in beata solitudine. Baie incontaminate protette da falesie e spesso raggiungibili attraverso lunghi e difficili sentieri o soltanto via mare.
Anche nel periodo più affollato dell’anno è quindi possibile ritagliarsi un angolo di paradiso incontaminato lungo gli oltre 7000 km di costa italiana.
Ecco allora una lista delle spiagge meno affollate d’Italia anche in alta stagione.

Punta Crena, photo Love Liguria
Punta Crena (Liguria)
Fondali bassi e acqua cristallina, Punta Crena è considerata una delle spiagge più belle della Liguria.
Si tratta di una piccola caletta isolata, circondata da ripide scogliere e scavata dall’erosione costante del mare, uno scrigno nascosto e poco frequentato anche nei giorni di punta della stagione balneare perché non è così facile da raggiungere e probabilmente la sua bellezza è anche dovuta al fatto che sia poco accessibile.
La si può raggiungere solo via mare solo a nuoto, in materassino, in pedalò o in canoa dal più affollato molo di Varigotti.
L’unico accesso via terra è tramite un sentiero impervio che termina a strapiombo sulla spiaggia da usare quindi solo per i più esperti e allenati.
È presente una corda per calarsi, ma consigliamo molta prudenza. Il sentiero è quello per la Chiesa di San Lorenzino, da dove partono due sentieri: uno verso il castello di Punta Crena, uno verso Varigotti e la Spiaggia di Punta Crena.

Spiaggia del giardino, photo Isola d’Elba
Spiaggia del Giardino, isola d’Elba (Toscana)
Il nome di giardino indica due piccole spiagge quasi gemelle affiancate tra loro. Una si presenta con una media lunghezza ed ha inizio a sinistra del sentiero che conduce al mare, l’altra di dimensioni minori, comincia alla destra e prosegue nascosta da un gruppo di rocce.
Le due spiagge sono composte da ghiaia e ciottoli scuri che si scaldano sotto i raggi del sole.
Scogliere di colore scuro, verde con patine d’ossidazioni di ferro e altri minerali s’innalzano alle spalle dell’arenile. Alcune frane hanno fatto cadere sulla spiaggia e a mare dei grossi blocchi di pietra che ostacolano un po’ il grazioso arenile.
Sono raggiungibili a piedi. In prossimità di uno slargo sulla strada provinciale con una piazzola ideale si può lasciare l’auto e lì, nei pressi di una piccola rovina isolata imboccate un sentiero che scende verso il mare. Il percorso a piedi dura circa dieci minuti e si snoda in mezzo alla macchia mediterranea.

Cala Violina, photo Punta Ala
Cala Violina, Punta Ala (Toscana)
Nel Golfo di Follonica, a meta strada tra Punta Ala e Follonica c’è una delle calette più suggestive e rinomate d’Italia e non solo della riviera toscana.
Il nome romantico di Cala Violina deriva dal suono delicato che la particolare sabbia produce quando ci si cammina sopra.
E’ una spiaggia di finissimo quarzo chiaro che se calpestata produce un rumore unico. La pineta e la macchia mediterranea alle spalle, il mare turchino con acque limpide e trasparenti e i fondali di rara bellezza, formati da banchi di Poseidonia Oceanica e grandi massi di arenaria, tra le quali si scorgono pesci di tutte le dimensioni fanno di questa spiaggia un paradiso tropicale nel cuore della Maremma toscana.
Non è però (giustamente) per tutti dato che per arrivare si può prendere l’auto, ma bisogna muoversi presto, perché il parcheggio è a numero chiuso, visto che la spiaggia si trova inserita all’interno di una riserva naturale che va protetta: la Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino: uno scenario naturale immacolato. Un’altra opzione è arrivare in bicicletta.
Da quel punto in poi, proprio per tutelare la natura della Riserva Maremmana, bisogna procedere a piedi fino alla spiaggia in un sentiero nella pineta lungo poco più di un chilometro, questo significa che in circa 20 minuti, con delle scarpe comode, si arriva a destinazione.

Le Due Sorelle, photo Lovely Ancona
Spiagga delle Due Sorelle, Ancona (Marche)
Così denominata per i due faraglioni gemelli che emergono dal mare, la spiaggia delle Due Sorelle si trova nel celebre comune turistico di Sirolo ed è incastonata nel cuore del Parco Regionale del Monte Conero a pochi chilometri dalla città di Ancona tra la turistica spiaggia dei Sassi Neri e la Cava Davanzali. Un angolo di paradiso con sassolini bianchi e acque verde smeraldo.
È una delle spiagge più belle delle Marche, selvaggia e incontaminata, anche perché raggiungibile solo via mare, a bordo dei traghetti giornalieri che partono dal porto di Numana o su imbarcazioni private.
L’unico sentiero che conduce alla spiaggia via terra è il Passo del Lupo che però non è più accessibile a causa del pericolo frane.
Protetta dal promontorio verdissimo del monte Conero alle sue spalle e immersa nella macchia mediterranea, la spiaggia delle Due Sorelle non è sicuramente tanto conosciuta per quanto è bella.

Cala Goloritzé, photo Sardegna Info
Cala Goloritzé, Baunei (Sardegna)
Acqua turchese, rocce dalla forma fantasiosa che fanno largo all’immaginazione di ognuno, imitando figure strane e leggende di pietra.
Nel comune di Baunei, in provincia di Ogliastra,ecco Cala Goloritze al riparo dagli sguardi indiscreti e della Sardegna modaiola e appannaggio dei bagnanti meno pigri.
Per conquistarsi questo paradiso infatti è obbligatorio armarsi di spirito e coraggio e percorrere un suggestivo sentiero di circa un’ora che passa attraverso una vecchia mulattiera un tempo usata dai carbonai, battuta dal sole a picco! L’alternativa è arrivarci via mare dalla vicina spiaggia di Santa Maria Navarrese. Da segnalare che per la sua tutela da quest’anno la spiaggia è a pagamento e a numero chiuso.

Fiordo di Crapolla, photo Sorrento
Spiagga di Crapolla, Massa Lubrense (Campania)
Trattasi di una piccola insenatura naturale, situata a Massa Lubrense, nella magica Penisola Sorrentina. Si presenta come una profonda fenditura nella roccia e la spiaggia fatta di ciottoli fa parte della Riserva Marina Protetta di Punta Campanella ed è un luogo di storia millenaria ed epica, la tradizione, infatti, racconta che proprio qui sbarcò San Pietro durante il suo viaggio per Roma.
In memoria di questo importante passaggio, lungo il sentiero che porta al fiordo, si trova l’omonima cappella che, secondo la leggenda, sarebbe stata edificata sulle rovine di un antico tempio dedicato al dio Apollo. Questo spiegherebbe il toponimo Crapolla. A ovest dell’insenatura, invece, si scorgono i resti di una villa romana dove si riconoscono porzioni di mura in opus reticolatum.
È una vera e propria piscina naturale di natura incontaminata.
La si raggiunge solo a piedi, partendo dalla piazzetta di Torca e seguendo un’antica mulattiera immersa nella macchia mediterranea che prevede anche una scalinata di 700 gradini!
Il percorso, dunque, è difficile e non adatto a tutti, inoltre, per la sua conformazione la spiaggia è esposta al sole solo in alcune ore del giorno, ma è un luogo davvero suggestivo che vale la pena di vedere. L’ingresso è comunque contingentato in qualsiasi periodo dell’anno. A nostro avviso per poter godere appieno della tranquillità del luogo, è possibile recarsi li o al mattino presto o al tramonto. Vi consigliamo inoltre se decidete di fare il bagno di prestare attenzione alla corrente che si crea all’entrata dal mare alla “piscina naturale”. Infatti, l’imboccatura dà direttamente sul mare aperto e quindi correnti e passaggio di barche possono causare movimenti d’acqua imprevisti, l’interno delle piscine invece è molto tranquillo.

Spiaggia Lu Nastri
La spiagga de Lu Nastru, Maratea (Basilicata)
Un sentiero ripido tra rocce a picco sul mare, profumo di mirto e suono di cicale, porta a una delle spiagge più belle e meno conosciute di Maratea. La spiaggia della Rena d’u Nastru, si trova tra l’abitato di Cersuta e la roccia dove sorge la Torre Apprezzami l’Asino.
Una spiaggia, come alcune altre a Maratea, che si è formata nel 1894, quando i materiali di risulta della ferrovia vennero scaricati, tramite un nastro trasportatore, sulla costa e da qui il nome.
Si chiama la spiaggia de lu Nastru, in dialetto locale, anche perché nel tempo ha subito profondamente l’erosione del mare e si è andata via via restringendo, fino a diventare un nastro di terra per l’appunto, stretto e lungo.
In seguito venne soprannominata la “spiaggia degli olandesi” perché le frazioni di Maratea, Cersuta e Acquafredda furono abitate da olandesi e francesi nel corso degli anni ’80 e ’90.
Si racconta che la prima olandese nota ad arrivare fu una ragazza che si fidanzò con uno dei giardinieri del conte Rivetti, l’imprenditore piemontese che scoprì Maratea, e lì vi si stabilì.
Tra sassolini neri e una natura selvaggia, questa perla della costa lucana regala bagni memorabili nelle sue acque cristalline dai riflessi verdi e blu.
Un tempo vi si trovava un lido attrezzato, oggi regna il silenzio della natura. Scopritela prima che scompaia del tutto.

Cretacco, isole Tremiti – photo Wikipedia
Isola del Cretacci, isole Tremiti (Puglia)
L’isola del Cretaccio, in realtà è solo un grande scoglio vicino alle più grandi e abitate delle isole Tremiti, San Domino e San Nicola: un paradiso da scoprire.
Qui si trova l’imperdibile Cala del Diavolo, una suggestiva spiaggetta formata da scogli di creta liscia dalle importanti proprietà benefiche, raggiungibile solo via mare.
Cala del Diavolo è invece conosciuta come luogo dove nidificano i gabbiani e dove riecheggiano antiche leggende legate al vicino scoglio della Vecchia.
Vale la pena scoprire anche la cala del Cretaccio e le altre calette di quest’isola di natura argillosa che prende il nome dalla creta. È un’isola disabitata e priva di vegetazione, dalle coste friabili che sarà destinata ne tempo a scomparire per l’azione degli agenti atmosferici e delle correnti marine. È curioso il fenomeno del mare che, quando piove, diventa giallo per via della creta che si scioglie. Ma non preoccupatevi, di solito l’acqua risplende nelle infinite sfumature di blu! Visitatela prima che scompaia

Spiaggia dei cento gradini
Spiaggia dei cento gradini, Poggio Miggiano (Puglia)
La Spiaggia dei cento scalini o dei cento gradini è chiamata anche, semplicemente Baia di Miggiano o Cala di Miggiano.
E’ una piccola spiaggetta nascosta dentro ad una insenatura presso Porto Miggiano nel cuore del modaiolo Salento.
Si chiama così proprio per il fatto che per raggiungerla bisogna percorrere non pochi gradini!
Per arrivare giù alla spiaggetta ci sono in realtà due opzioni: la prima, anche la più semplice, è di scendere usando i gradini fatti in cemento che permettono di arrivare in fondo alla spiaggia senza problemi, l’altra opzione per scendere fino alla spiaggetta è molto pericolosa.
Bisogna infatti stare molto attenti a dove mettere i piedi…
Una volta raggiunta la spiaggetta vi troverete in paradiso, il mare è di un verde smeraldo unico e circondato da un alta scogliera impressionante.
Tutto il paesaggio circostante rappresenta una meraviglia per gli occhi e per lo spirito. La piccola spiaggetta, dalla sabbia bianca e finissima, fa quasi da contrasto con un tratto di costa caratteristico e conosciuto per via delle alte e ripide scogliere proprio a significare una pietra preziosa incastonata nella roccia. Questo tratto di costa è un capolavoro della natura da visitare senza dubbio alcuno.
Lug 23, 2025 | Territori
Dove fare il bagno… non al mare? Non solo acqua di mare. Fiumi, laghi, cascate, forre, canyon. Tante le alternative al bagno al mare. Per chi vuole evitare la folla e il caos del bagnasciuga ecco alcune mete perfette per refrigerarsi e immergersi nella natura e fare il bagno. In luoghi di straordinaria bellezza dal nord al sud dell’Italia e che rispondono alla domanda di dove fare il bagno… non al mare.
Laghi
Evitando di soffermarci sui grandi laghi italiani iniziamo questo nostro viaggio da nord a sud della penisola. Dai laghi naturali a quelli artificiali, da quelli vulcanici a quelli alpini. Tante scelte per bagnarsi nelle acque lacustri. Dove fare il bagno… non al mare? Iniziamo dal Trentino.
Lago di Caldaro
Siamo in Trenino Alto Adige a pochi chilometri da Bolzano e nel bel mezzo dei vigneti. Quello di Caldaro è il lago balneabile più grande della regione. Attenzione però, l’acqua non è per tutti perché essendo nel cuore delle Alpi, è fresca e non supera mai i 18 gradi.

Lago-Cavazzo. Foto Mario-jr-Nicorelli
Lago di Cavazzo
Leggenda vuole che questo lago friulano si sia formato con le lacrime scese dal cielo sotto forma di pioggia. Romanticismo a parte, il lago è perfetto per bagni rilassanti ma anche per fare surf e pescare. Da non perdere nelle vicinanze la Casa delle Farfalle, da visitare soprattutto se siete insieme a bambini.
Lago del Predil (o di Raibl)
Dove fare il bagno… non al mare sulle Alpi al confine fra Italia e Slovenia?
Nell’estremo lembo nord orientale d’Italia a pochi passi da Tarvisio e la sua millenaria foresta e dal confine sloveno c’è questa conca glaciale incastonata in un paesaggio mozzafiato. Acque cristalline di un incredibile colore azzurro-verde intenso e al centro un’isoletta. C’è anche un attrezzato stabilimento balneare con spiaggia attrezzato; proprio accanto a quel che resta di un fronte austro-ungarico che ricorda che qui cento anni fa il silenzio del bosco era interrotto dal rumore delle bombe.

Lago Predil / Rabl
Lago dell’Accesa
In una delle zone più autentiche della Maremma, vicino a Massa Marittima è questo lago misterioso. Cannicci e prati dove prendere il sole, una area archeologica da visitare nei paraggi e un’acqua limpidissima dagli strani effetti calmanti. Ebbene sì. Raccontano i bagnanti abituali che bagnandosi in queste acque si dorme di più e meglio…
Lago di Bracciano
Dove fare il bagno… non al mare poco a nord di Roma? Siamo all’interno del Parco regionale Bracciano-Martinano e qui si trova questo ampio e celebre lago facilmente raggiungibile da molte località del centro Italia.
Molte le spiagge, anche attrezzate adatte anche alle famiglie con bambini.

Lago di Bracciano
Lago Alimini
In Puglia sei chilometri di sabbia molto fine, bandiera e vela blu e acqua cristallina. Il mare è lì a due passi e i laghi in realtà sono due. Alimini Grande alimentato dall’acqua di mare e Alimini Piccolo fatto di acqua dolce. Una volta il lago era uno solo e oggi invece i due sono paralleli al mare e sono separati fra di loro solo da dune. Dopo un bagno rinfrescante nel Salento meno chiassoso consigliamo anche di osservare bene la natura circostante. Non a caso siete in una zona naturalisticamente protetta.

Lago Alimini. Foto Paolo Margari
Fiumi
Il bagno di fiume spesso considerato un ripiego al bagno a mare oggi sta vivendo un grande successo. I fiumi che proponiamo sono un campionario di bellezze e natura incredibile, spesso poco nota. Ecco allora dove fare il bagno… non al mare, ma al fiume?
Fiume Verzasca
Anche se in questo caso abbiamo appena sconfinato in Svizzera vale la pena fare un tuffo in queste acque considerate fra le più cristalline d’Europa. Bellissimo il fondale e tutto l’ambiente boscoso circostante fatto di betulle larici e piccole piscine naturali.
Torrente Fer
Per gli inglesi è il luogo più bello d’Italia dove fare il bagno. Siamo nel Piemonte più selvaggio in uno scenario fiabesco tagliato in due dalle acque color smeraldo di questo torrente in cui s’immergeva per rilassanti bagni rinfrescanti anche Camillo Benso Conte di Cavour. Continuiamo il nostro viaggio su dove andare a fare il bagno… non al mare.
Guje di Garavot
In Valchiusella a solo un’ora da Torino sono queste gole raggiungibili da un solo sentiero. La difficoltà a raggiungerle rende speciale e “isolato” il luogo dove domina la natura il Salto del Pis. 14 metri di salto e una conca di 30 metri di larghezza per rilassarsi in cerca di pace e tranquillità.

Pozze Smeraldine
Pozze Smeraldine
Il fiume Meduna poco lontano dalla località di Tramonti di Sopra crea queste straordinarie e profonde piscine naturali. Siamo nel cuore del Parco delle Dolomiti Friulane in uno degli scenari naturalistici più intonsi del paese. Non a caso non è facilissimo nemmeno raggiungerle ma la loro bellezza è tutta lì. In quella natura selvaggia di montagna di rara bellezza.

Torrente Resia
Torrente Resia
Nella zona di confine Italo-Slovena, conosciuta anche come “Slavia Friulana”, non si può rimanere indifferenti alla vista di un torrente dalle acque cristalline che solca una delle vallate più suggestive delle Alpi Giulie.
Il Resia origina alle pendici meridionali del massiccio del Monte Canin, che svetta a quasi 2600 metri, e percorre circa 20 chilometri ricevendo il tributo di numerosi rii prima di mescolare le sue acque a quelle del fiume Fella, del quale è il principale affluente.
Il torrente è quasi ovunque intatto in quanto non attraversa centri abitati e si mostra particolarmente scenografico tra il Ponte Rop e il Ponte di Tesa, dove un restringimento della valle e la presenza di blocchi ciclopici in alveo creano meravigliose piscine naturali ammirate da turisti e pescatori.
Fiume Trebbia
Dove fare il bagno non al mare senza allontanarsi troppo dalla città? Le acque di questo fiume emiliano – ma non troppo lontano da Milano – sono considerate le più pulite d’Europa e sono perfette. Trasparenti, dalle sfumature incredibili che cambiano colore fra gole e insenature sono un vero must per gli amanti del genere del nord-centro Italia.

Fiume Trebbia
Fiume Santerno
Dove fare il bagno non al mare fra Emilia e Toscana? Nel cuore dell’Appennino, scorre placido il Santerno. Un fiume ricco di angoli nascosti e segreti. Basta scegliere quello giusto anche se il consiglio è di fermarsi in località Moraduccio, proprio sul confine delle due regioni. Qui il fiume forma una bellissima cascata di venti metri fra rocce bianche e lisce dove è comodo fermarsi. Il consiglio è ammirarlo anche dall’alto andando a visitare, un chilometro oltre il fiume il misterioso borgo abbandonato di Castiglioncello ancora visibile nel bosco, come se la vita si fosse fermata.

Fiume Santerno
Torrente Lima
Il torrente Lima è l’unico luogo a sud delle Alpi dove è possibile fare rafting. Non a caso. Anche se siamo vicino all’Abetone in questa zona di Toscana il cuore è molto montano.
Fare il bagno nelle strette di Cocciglia o nella “laguna blu” è esperienza indimenticabile. Si tocca con mano il lavoro della natura in queste gole scavate dai secoli nella roccia calcarea. La laguna blu è una piscina naturale con un azzurro mai visto e un acqua sempre fresca e rinfrescante.

Torrente Lima
Fiume Cecina
Tanto toscani associano questo nome a quello di una località balneare che dal fiume prende il nome. Il Cecina in realtà, risalendolo oltre Volterra offre un punto straordinario dove fare bagni fantastici e tranquillo lontano dal mare. Basta andare a Pomarance al Masso delle Fanciulle. Un nome evocativo legato a una leggenda locale. La gola tutta ricoperta da florida macchia mediterranea regala un fiume pulito, placido e ricco di pesci davvero invitante per immergersi al fresco.
Rio Pitriscioni
In Sardegna si va per il mare, ma a volte vale la pena voltare le spalle alla spiaggia e avventurarsi all’interno. Incredibile se qualcuno solo vi chiedesse dove fare il bagno… non al mare in Sardegna non sapreste cosa rispondere e vi scapperebbe da ridere. Invece, non distante da San Teodoro, in Gallura è questo fiume che si trova nel massiccio del Monte Nieddu. Alte pareti di granito scolpiscono un paesaggio straordinario scavato dal letto del fiume che per The Guardian è uno dei migliori d’Italia. Luogo perfetto oltre che per il bagno anche per chi vuole praticare canyoning e torrentismo.

Rio Pitriscioni
Gola dell’Alacantara
Un fiume antichissimo nel cuore della Sicilia che regala bagni indimenticabili in un parco geologico e botanico.
Celebre la spiaggetta dove soffermarsi ad ammirare la colata lavica che ha dato origine alla gola. Acqua freddissima e non adatta a tutti.
Cascate
Sono forse i luoghi più suggestivi dove fermarsi a fare un bagno. Magari anche solo per una semplice “doccia” naturale.
Cascata Fermona
Vicino a Varese, nel piccolissimo territorio di Ferrera sono le Cascata Fermona ottimo luogo dove fare il bagno… non al mare. . Tre cascate in successione, la prima di oltre trenta metri e in fondo una vasca perfetta per rilassarsi. Spettacolare la vegetazione rigogliosa circostante fatta tutta di meravigliose felci.
Cascata Kozjak
Appena un salto fuori dai confini italiani per entrare in Slovenia e scoprire una delle cascate più belle d’Europa. Siamo a Caporetto località per noi italiani tristemente famosa per una delle sconfitte più famose della storia. Un salto di 15 metri lungo la gola del torrente Kozjak, appena sopra il fiume Isonzo (Soča in sloveno) famoso nel mondo per il suo incredibile color smeraldo. Questa cascata è un vero angolo naturale spettacolare. Famosa in Europa per il suo fascino. Facile arrivarci con pochi passi nel bosco risalendo il corso dell’Isonzo appena fuori il paese. Le sue pareti calcaree imponenti, le sue grotte carsiche è la sua acqua cristallina sono indimenticabili. Attenzione però alla balneazione che è proibita nel tonfano sotto le cascate. Siamo in un area naturale protetta. Per un bagno rinfrescante consigliamo le zone balneabili dell’Isonzo e del Natisone. Facile trovare ampi piazzale in cui potersi immergere e rinfrescarsi.

Cascate-Kozjak. Foto di Stefano Merli
Stretti di Giaredo
Nell’estremo lembo della Lunigiana, fra Toscana, Emilia Romagna e Liguria esiste una strepitosa gola scavata dall’acqua del fiume Gordana e dal vento che scende dai monti e si insinua nella gola.
Una forra straordinaria da esplorare a piedi fra i massi delle pareti e il letto del fiume che scorre fra strette pareti rocciose che quasi chiudono il cielo sulla testa. L’acqua in alcuni tratti profonda vira dall’azzurro al verde a seconda del riflesso che i pochi raggi del sole filtrano sulle pareti. In alcuni tratti per attraversare il canyon è necessario nuotare ma attenzione, l’acqua è freddissima!

Stretti di Giaredo
Cascata di Malbacco
Vicino a Seravezza, alle spalle della modaiola Versilia scorre un fiume limpido che dà origine a una cascata unica. La forza erosiva del fiume Malbacco qui ha scavato per secoli, goccia dopo goccia la roccia creando uno straordinario scivolo naturale da dove i più coraggiosi osano tuffarsi. Per i più timidi consigliamo un bagno nelle tante vasche naturali e cascatelle oppure camminare e fotografare la straordinaria natura circostante.

Cascate Acquacheta
Cascata Acquacheta
Sempre in Toscana, ma nel cuore dell’Appennino sono queste cascate già citate e descritte nei minimi dettagli da Dante nella Divina Commedia.
Siamo nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e sono raggiungibili solo dai più avventurosi dato che per arrivarci c’è da camminare abbastanza.
Cascata Capelli
In un piccolo paesotto della provincia di Salerno, nel cuore del Cilento, sono queste cascate che sembrano essere uscite direttamente da un libro di fiabe.
Il nome esteso delle cascate sono Capelli di Venere e si generano dalle acque del Rio Bussentino. Le piante attorno a cui scorre l’acqua creando ricami incredibili sono non a caso il tipo di felce chiamato Capelvenere. Attenzione però alla temperatura dell’acqua. Siamo in un bosco fitto, il sole filtra poco e l’acqua difficilmente supera la temperatura di 10 gradi.

Cascate Cappelli