Esplorando la costa croata: borghi marini e isole da non perdere

Esplorando la costa croata: borghi marini e isole da non perdere

La costa croata è una delle gemme nautiche del Mediterraneo, punteggiata da borghi marini incantevoli e isole mozzafiato che catturano l’immaginazione di viaggiatori di tutto il mondo.
Se stai pianificando un viaggio in questa regione, ecco alcuni borghi marini e isole che assolutamente non dovresti perdere.
Esplorare la costa croata è un’esperienza indimenticabile che ti porterà alla scoperta di borghi marini incantevoli e isole mozzafiato.
Con la sua combinazione di storia, cultura e bellezza naturale, questa regione è una destinazione da non perdere per chiunque desideri vivere un’avventura indimenticabile lungo le sponde dell’Adriatico.

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Rovigno (Rovinj)

Situata sulla costa occidentale dell’Istria, Rovigno è una delle città più pittoresche e più amate dal turismo internazionale della Croazia.
Chiarissima l’impronta veneziana che si caratterizza nelle sue case colorate che si affacciano sul mare Adriatico, dalle strette stradine lastricate in salita che convergono verso la chiesa alla sommita del colle e scendendo verso il suggestivo porticciolo.
Rovigno è una destinazione da non perdere per gli appassionati di arte, storia, cultura e natura. Esplora il suo centro storico, visita la splendida Chiesa di Sant’Eufemia e ammira il panorama mozzafiato dalla cima della torre campanaria e non partire senza acquistare uno dei preziosi merletti fatti a mano dalle donne del posto.

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Hvar (Isola di Hvar)

In italiano Lesina questa isola che si trova nel cuore della Dalmazia è conosciuta come la “Riviera croata”, L’isola è celebre fin dai tempi della Jugoslavia per le sue spiagge di ciottoli, le sue baie nascoste e la sua vivace vita notturna.
Grazie alla sua posizione che da sempre fin dai tempi degli antichi romani ne ha favorito la presenza di popoli.
Il pittoresco borgo di Hvar, con le sue eleganti piazze e i suoi edifici storici, è il cuore pulsante dell’isola.
Dedica del tempo a esplorare il castello medievale, passeggiare lungo il lungomare e goderti il tramonto da uno dei numerosi bar lungo il porto.
La regina tra le isole Dalmate insieme a Dubrovnik è meta di numerose navi da crociera che attraccano regolarmente nel porto di Hvar città che è visitata e apprezzata durante tutto l’anno, non solo nella stagione estiva.
Apprezzatissima anche dalle celebrità di tutto il mondo – che si fanno fotografare mentre sorseggiano cocktail presso i bellissimi beach bar della città – l’isola è famosa per i suoi pittoreschi campi di lavanda, le bellissime baie e le vicine isole Pakleni, paradiso del naturismo.

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Dubrovnik (Ragusa)

Conosciuta come la “Perla dell’Adriatico”, Dubrovnik è una delle città più iconiche della Croazia e dell’intera costa dell’Adriatico opposta alla nostra.
Circondata da possenti mura medievali e affacciata sulle acque cristalline del Mar Adriatico, Dubrovnik offre una combinazione unica di storia, cultura e bellezza naturale.
La città (e non solo costiera) geograficamente più meridionale della Croazia e anche la più famosa; meta di crociere e visite durante tutto l’anno, non solo nel periodo estivo.
Ogni angolo, vicolo e stradina dell’antica Ragusa nasconde un tesoro e tra le mura della città vecchi si respira la storia, quella con la esse maiuscola.
Circondata da 1940 metri di mura medievali che si sono conservate nei secoli nella loro forma originaria e che sono il simbolo della città, sono visitabili e insieme a tutto il centro storico protette dall’Unesco dal 1979.
Insieme ai laghi di Plitvice è indubbiamente una delle maggiori attrazioni della Croazia.


Korčula (Isola di Korčula)

Fra le acque turchesi dell’Adriatico, l’isola di Korčula è un gioiello nascosto della costa croata. Il suo borgo principale, Korčula città, è rinomata per le sue strette stradine medievali, le sue eleganti piazze e la sua atmosfera romantica.
Vicinissima alla terraferma e alla Penisola di Peljesac (che dista solo 15 minuti di traversata in traghetto) con belle spiagge di roccia, ma anche di sabbia, paesi ricchi di storia e un’antichissima tradizione vitivinicola, l’isola si trova a sud dell’isola di Hvar, dalla quale è separata dal Canale di Korcula.
Percorsa al centro da una catena montuosa l’isola è ricca di una costa molto variegata fatta di insenature. La baia più ampia e più famosa dell’isola è senz’altro quella di Vela Luka, vista in migliaia di foto iconiche.
Gli amanti delle immersioni possono approfittare delle coste rocciose nella parte più occidentale dell’isola – vicino a Vela Luka – dove si trovano molti siti per immersioni interessanti e i fondali sono profondi e misteriosi.


Trogir

Piccola isola situata nel centro della costa adriatica e collegata alla costa croata, Trogir è una città ricca di storia e fascino considerata un museo a cielo aperto.
E’ un vero gioiello medievale quello che si cela all’interno delle sue mura. Trogir conta oltre duemila anni di storia e grazie al numero impressionante di monumenti ed edifici barocchi e rinascimentali è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco dal 1997.
Il suo centro storico, anch’esso Patrimonio dell’Umanità Unesco, è un labirinto di strade lastricate, piazze medievali e palazzi rinascimentali.
Visita la Cattedrale di San Lorenzo, esplora il castello di Kamerlengo e passeggiare lungo il lungomare per ammirare le imbarcazioni tradizionali ormeggiate nel porto.


Vis (Isola di Vis)

L’isola di Vis (Lissa) è un’oasi di tranquillità e bellezza naturale grazie alla sua posizione poiché fra le isole della Dalmazia centrale è quella più distante dalla terraferma.
Proprio questa sua posizione isolata e la sua meravigliosa natura ne fanno una delle destinazioni più ambite dell’Adriatico. Fino alla fine degli anni Ottanta proprio per questo fu scelta da Tito come base militare ma oggi è famosa per essere stata set del film “Mamma mia 2” e per il suo geoparco che fa parte della rete mondiale Unesco dei geoparchi.
Il suo borgo principale, anch’esso chiamato Vis, è un affascinante labirinto di strade strette e case di pietra, circondato da vigneti e uliveti.
Da non perdere le sue spiagge appartate, le calette indimenticabili e le antiche rovine romane.


Mali Lošinj (Isola di Lošinj)

L’isola di Lussino o Losinj si trova nella parte settentrionale del Quarnero, nell’arcipelago di Cres e Lussino, davanti alla costa della Riviera del Quarnero e alle isole di Krk, Rab e Pag.
L’isola è l’undicesima per grandezza della Croazia ed è separata dalla vicina isola Cres dal canale di Osor o Cavanella, un canale artificiale costruito dai Romani, lungo 150 metri e largo 10 metri.
L’isola di forma sottile e allungata ed ha una costa articolata in numerose insenature dove ancorano in sicurezza splendidi yacht.
Oggi il turismo sull’isola Lussino è molto sviluppato specie nelle località  di Lussinpiccolo, Lussingrande e Nerezine. A proposito una curiosità: i nomi di Lussingrande e Lussinpiccolo non debbono trarre in inganno: il primo (il più antico) è un centro minore per dimensione ed importanza rispetto al secondo (di più recente fondazione ma di maggior sviluppo, capoluogo dell’isola).
L’isola di Lussino, così come tutte le altre località fin qui menzionate porta un doppio nome croato e italiano poiché anche se appartengono alla giovane Croazia, nata nel 1991 dopo la dissoluzione della Jugoslavia tutta la zona è storicamente legata al nostro lato dell’Adriatico fin dai tempi dell’antica Roma.
Lo testimonia la presenza di una piccola comunità di italiani autoctoni, che rappresentano una minoranza residuale di quelle popolazioni italiane che abitarono per secoli ed in gran numero, le coste dell’Istria e le principali città di questa, le coste e le isole della Dalmazia, e il Quarnaro, che erano territori della Repubblica di Venezia. Fino alla seconda guerra mondiale l’isola era a maggioranza italiana poi la presenza di italiani autoctoni è drasticamente diminuita in seguito all’esodo giuliano dalmata. Nonostante la maggior parte degli italiani abbia lasciato quindi l’isola, ne rimane una piccola parte, riunita nella comunità degli italiani di Lussinpiccolo.


Šibenik

Šibenik (Sebenico) è la più antica città fondata dai croati sulla costa ed è nota per la sua cattedrale rinascimentale di San Giacomo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco.
La città non è una meta turistica molto frequentata ad esclusione della parte vecchia fatta di strette stradine lastricate e numerosi monumenti storici risalenti al XV e XVI secolo.
Probabilmente è la più sottovalutata tra le città costiere della Dalmazia ma può essere base ideale per esplorare due tra le più famose attrazioni turistiche della Dalmazia centrale, le isole Kornati e il parco nazionale di Krka con le sue cascate.


Pag (Isola di Pag)

Conosciuta per i suoi paesaggi lunari, le sue spiagge di sabbia bianca e la sua produzione di formaggi e prosciutti, l’isola di Pag (Pago) è un luogo unico da esplorare lungo la costa croata.
L’isola sii trova a 180 km da Trieste ed è collegata alla terraferma da una linea di traghetto da Prizna e da un Ponte al litorale che conduce alla città di Zara.
La sua costa è molto articolata, ricca di baie e con un retroterra verde e collinoso. Il suo nome deriva dal latino “pagus” – villaggio – poiché anticamente era un villaggio di pescatori.
Singolare e impressionante il contrasto che caratterizza il territorio dell’isola, quasi completamente brulla e lunare verso la terraferma, verde e lussureggiante di vegetazione mediterranea dalla parte opposta.
L’isola è famosa anche per le sue saline e per i meravigliosi merletti geometrici che creano le donne di Pag.
I principali paesi dell’isola sono: Pag, Novalja, Lun, Kolan, Stara Novalja, Dinjiska, Povljana, Metajna, Zubovici, Simuni, Vlasici, Gorica, Kosljun e Caska.
Il borgo principale, anch’esso chiamato Pag, è tutto da vedere caratterizzato com’è dal castello medievale, dalle strade strette e tortuose, edifici in pietra e una vivace vita notturna estiva. 


Cres (Isola di Cres)

Cres è una delle isole più settentrionali del Golfo del Quarnero ed è separata dall’isola di Lussino da un canale con ponte mobile. E’ la seconda isola per grandezza dopo l’isola di Krk tra le isole del Quarnero.
Nella parte centrale dell’isola si trova il lago Vrana che oltre ad essere una riserva di acqua potabile è zona protetta. La superficie del lago si trova a 14 metri sul livello del mare, ma la depressione che lo ospita raggiunge anche i 60 metri sotto il livello del mare e il lago stesso nei suoi punti più profondi tocca i 74 metri!
Una leggenda racconta che al di sotto delle acque del lago ci siano i resti di un Castello che apparteneva a una ricca signora che, insieme alla sorella, era la proprietaria del grande campo che un tempo si trovava al posto del lago. Una delle due sorelle era avara e molto furba e oltre a non avere nessuna misericordia per i meno fortunati di lei, derubò la sorella divenendo l’unica proprietaria del campo e del castello. Per punizione venne colpita da una maledizione e una violenta tempesta si abbatté sulla valle e il suo castello venne completamente ricoperto dalle acque, scomparendo nelle profondità di quello che oggi è il lago Vrana.
Si dice che nei giorni di vento se si ascolta molto attentamente si possano ancora sentire le campane della torre del castello suonare. Altre leggende raccontano che le grotte attorno al lago siano abitate da fate…

Esplorando i rifugi più belli d’Italia: Un’avventura tra montagne e natura incontaminata

Esplorando i rifugi più belli d’Italia: Un’avventura tra montagne e natura incontaminata

L’Italia è ben nota per la sua straordinaria bellezza naturale, soprattutto quella delle sue straordinarie cime alpine e appenniniche.
Una delle migliori modalità per esplorare le montagne italiane è farlo attraverso i rifugi alpini.
Questi accoglienti spazi offrono riparo e conforto ai viaggiatori mentre esplorano le meraviglie delle Alpi italiane.
Ecco per vacanze speciali un’idea speciale, ovvero scoprire l’Italia della montagna attraverso una selezione dei rifugi più belli.

Rifugio Lagazuoi
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Rifugio Lagazuoi (Dolomiti)

Situato nelle spettacolari Dolomiti, il Rifugio Lagazuoi offre una vista mozzafiato sulle vette circostanti e sulle valli sottostanti.
Accessibile sia a piedi che tramite funivia, questo rifugio è il punto di partenza ideale per escursioni panoramiche e arrampicate avventurose.

Rifugio Elisabetta Soldini (Monte Bianco)

Immerso nel cuore del massiccio del Monte Bianco, il Rifugio Elisabetta Soldini è circondato da uno scenario di straordinaria bellezza alpina.
Situato lungo il famoso Tour del Monte Bianco, questo rifugio è il luogo perfetto per rilassarsi dopo una giornata di escursioni o alpinismo.

Rifugio Alberto I


Rifugio Re Alberto I (Gran Paradiso)

Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Rifugio Re Alberto I è un’oasi di tranquillità circondata da maestose vette e ghiacciai scintillanti.
Accessibile solo a piedi, questo rifugio offre un’esperienza autentica di montagna e la possibilità di avvistare la fauna selvatica locale, come stambecchi e marmotte.

Rifugio Vittorio Emanuele II (Gran Paradiso)

Un altro gioiello del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Rifugio Vittorio Emanuele II uno dei rifugi più antichi e iconici delle Alpi italiane.
Situato a oltre 2.700 metri di altitudine, offre una vista spettacolare sulle vette circostanti e serve come punto di partenza per escursioni alpinistiche e passeggiate panoramiche.

Rifugio Bozano

Rifugio Bozano (Alpi Apuane)

Nelle Alpi Apuane della Toscana, il Rifugio Bozano è immerso in un paesaggio selvaggio e incontaminato, noto per le sue impressionanti formazioni rocciose e le grotte sotterranee.
Questo rifugio è il punto di partenza ideale per esplorare le montagne e le valli circostanti, nonché per assaporare la cucina tradizionale toscana.

Rifugio Torino (Monte Bianco)

Situato a 3.375 metri di altitudine uno dei più alti d’Italia, il Rifugio Torino offre una vista mozzafiato sul Monte Bianco e sulle vette circostanti.
Accessibile tramite funivia dalla città di Courmayeur, questo rifugio è una base ideale per escursioni alpinistiche, sci alpinismo e altre attività outdoor.

Rifugio Pradidali (Dolomiti)

Nel cuore delle Dolomiti, il Rifugio Pradidali è incastonato tra maestose pareti rocciose e prati alpini fioriti. Accessibile solo a piedi, questo rifugio è rinomato per la sua ospitalità e la sua cucina casalinga.
È il punto di partenza per escursioni verso alcune delle vette più iconiche delle Dolomiti.


Rifugio Pian dei Fiacconi (Monte Bianco)

Situato sul versante italiano del Monte Bianco, il Rifugio Pian dei Fiacconi offre una vista spettacolare sul ghiacciaio del Miage e sulle vette circostanti.
Accessibile tramite funivia da Courmayeur, questo rifugio è una base ideale per escursioni panoramiche e avventure alpine.

Rifugio Nuvolau (Dolomiti)

Immerso nel cuore delle Dolomiti Ampezzane, il Rifugio Nuvolau offre una vista mozzafiato sulle vette circostanti, tra cui il maestoso gruppo del Pelmo. Accessibile a piedi o in funivia, questo rifugio è rinomato per i suoi tramonti spettacolari e la sua cucina tradizionale.

Rifugio Brentei (Dolomiti)

Situato nel cuore del Gruppo di Brenta, il Rifugio Brentei è circondato da alcune delle più belle cime dolomitiche.
Accessibile solo a piedi, questo rifugio offre un’esperienza autentica di montagna e la possibilità di esplorare il suggestivo paesaggio alpino circostante
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Le 10 fioriture da non perdere a primavera

Le 10 fioriture da non perdere a primavera

Esplode la primavera ed esplode con essa la voglia di gite fuori porta. Davvero tanti gli itinerari italiani, da nord a sud dove vivere al meglio l’esplosione incredibile dei colori e dei profumi della stagione delle fioriture.
Abbiamo selezionato per voi delle gite indimenticabili da mettere per sempre nell’album dei ricordi.

La fioritura della lavanda a Demonte

Non solo la Francia per la lavanda. Demonte, nella Valle Stura è un piccolo comune di 2000 abitanti nella provincia di Cuneo. che fra giugno e luglio offre la possibilità di tuffarsi nel viola intenso e nel profumo inebriante dei campi di lavanda in fiore senza dover recarsi in Provenza.
Per ammirarli i punti di vista migliori si trovano lungo la Statale 21 tra Borgo San Dalmazzo e il Colle della Maddalena, oltre ai campi coltivati dalla distilleria per la produzione delle essenze.
Proprio la lavanda, fino alla prima metà del Novecento, costituiva una importantissima risorsa economica per l’economia del posto grazie alla produzione per l’appunto di olio essenziale.

La fioritura della lavanda a Demonte

Fioritura dei rododendri a Biella

Nella Riserva Naturale Parco della Burcina in provincia di Biella sono i rododendri ad offrire da fine maggio una stupenda fioritura che tinge le pendici dei monti di molteplici sfumature: macchie di colore bianco, rosa, rosso e lilla si susseguono in continuità.
Anche l’Oasi Zegna, la montagna che Ermenegildo Zegna negli anni Trenta ha trasformato in un giardino apre le porte agli appassionati. Con una rilassante passeggiata nella panoramica Zegna si può godere della fioritura della vallata e qui si possono ammirare conifere, azalee, dalie, ortensie e rododendri

I rododendri di Biella

I glicini di Alassio

Ad Alassio, in provincia di Savona, si può ammirare in primavera la splendida fioritura di 32 diverse specie diglicini e oltre 350 esemplari di agapanti.
I glicini di Villa della Pergola erano particolarmente amati dalla famiglia Hanbury, proprietaria della tenuta per quasi tutto il Novecento, tanto che Ruth Hanbury era solita organizzare la “Festa del glicine” alla quale partecipavano scrittori, giornalisti e tutta l’aristocrazia britannica che viveva in Liguria.

32 diversi tipi di glicine ad Alassio

Fioritura del loto a Mantova

Mantova è una delle città più belle d’Italia ed è nota per i suoi monumenti e le vie storiche. È anche considerata la città dei fiori di loto che proliferano in particolar modo sulle acque del lago Superiore: durante i mesi di giugno, luglio e agosto la fioritura su questo grande specchio d’acqua non ha nulla da invidiare a quelle del lontano Oriente.
Questo fiore esotico dalle tinte vivaci e il profumo inebriante, attraverso i secoli e le civiltà ha assunto un’aura di sacralità e mistero, tanto da diventare simbolo di purezza e divinità. I barcaroli del Mincio propongonoaffascinanti itinerari fluviali alla scoperta della sua bellezza, un modo semplice per godere anche di una prospettiva inusuale sulla panoramica città di Virgilio.

I loti nei laghi di Mantova

Fioritura dei ciliegi a Vignola

Se siete fan dell’Hamami, ovvero l’arte di contemplare i ciliegi in fiore, e il vostro sogno è ammirare la fioritura dei ciliegi in Giappone sappiate che potete godere di questo romanticissimo spettacolo anche in Italia.
Le mete sono, in realtà, molteplici.
L’appuntamento più famoso si tiene però a Vignola dove, tra fine marzo e inizio aprile, solitamente si organizza una sagra dedicata. A ricoprirsi di delicati petali sono, in questo caso, i ciliegi della Valle del Panaro.


La fioritura delle ginestre sull’isola d’Elba

L’isola d’Elba conosciuta in tutto il mondo per il mare limpido e le belle spiagge, ma anche per la sua storia e la sua arte e piena di una natura rigogliosa e incontaminata che esplode nella primavera con colori e profumi unici.
La parte occidentale dell’Isola viene definita “la costa in giallo” proprio perché nel mese di maggio tutte le ginestre sbocciano e il giallo diventa predominante.
Ecco allora che una passeggiata diventerà una esperienza rigenerante circondati dal verde e dalla rigogliosa e profumata fioritura primaverile.


Le sfumature di Castelluccio di Norcia

Se la primavera è la stagione dei fiori, la tappa ideale per una gita di un giorno in Umbria è il suggestivo villaggio di Castellucio di Norcia quando il suo altopiano si ricopre di un manto di fiori selvatici che regalano un colpo d’occhio incredibile. Un emozione unica quella pennellata che pare fatta ad acquerello.
Sulle alture dei monti Sibillini l’altopiano sotto Castelluccio si riveste di sconfinate distese di papaveri e viole che colorano i campi di coltivazione delle celebri lenticchie locali.
Uno spettacolo floreale tra i più suggestivi che la primavera regala in Italia al punto da divenirne una delle immagini più simboliche e spettacolari.

Castelluccio di Norcia

Fioritura dei crochi a Campo Imperatore

Man mano che la neve si scioglie e lascia scoperto il terreno ancora brullo, sono migliaia di crochi a formare un nuovo manto sulla piana abruzzese di Campo Imperatore.
Questi esili ma combattivi fiorellini, tipici di tante zone di montagna, offrono al visitatore uno straordinario spettacolo nei toni del viola e del bianco fino a quasi il mese di giugno.
Campo Imperatore è un vasto altopiano all’interno dei confini del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, nel comune di L’Aquila, che va dai 2100 metri di quota dell’Osservatorio astronomico per scendere verso la valle e le terre della Baronia a 1800 metri sul mare.

I crochi che tappezzano in primavera Campo Imperatore

Nella Valle dei Giganti in Puglia

Un suggestivo percorso tra I maestosi ulivi millenari pugliesi. Emozionante passeggiare tra gli enormi alberi che sono da sempre uno dei simboli più forti di questa terra. Monumenti viventi che affondano le radici nel tempo e nella terra rossa di Puglia.
Un percorso all’aria aperta adatto anche a chi si muove con bambini e che si può concludere con la tipica degustazione dell’olio extra vergine d’oliva ricavato da queste straordinarie piante plasmate dai secoli.

In fiore i maestosi olivi giganti di Puglia

Fioritura dei mandorli ad Agrigento

Un luogo imperdibile dove ammirare una incantevole fioritura di primavera è la Valle dei Templi, patrimonio dell’Unesco, vicino ad Agrigento.
Questa area archeologica sorge in una zona circondata da numerose piante tra cui numerosi mandorli che, una volta fioriti, offrono uno spettacolo incredibile.
I mandorli in fiore si stagliano accanto alle rovine degli antichi templi che vengono avvolti da una nuvola di petali rosa dal delicato profumo. Esiste anche una sagra dedicata a questo evento nelle prime settimane di manzo.

I fiori di mandorlo nella Valle del Templi

 

 

Chianciano Terme e la “ciaccia” di Pasqua

Chianciano Terme e la “ciaccia” di Pasqua

Ogni zona d’Italia ha le se tradizioni pasquali a tavola. Neanche la Toscana sfugge a questa regola. Tante tradizioni, una per ogni zona, tante tipicità. Andiamo alla scoperta della colazione di Pasqua.
Torna la mattina di Pasqua come da tradizione, nei bar di Chianciano Terme la tradizionale colazione pasquale con la “Ciaccia”.


Cos’è la ciaccia

Tutti i bar della famosa cittadina termale della Toscana meridionale aderenti a Confesercenti, allestiranno per residenti e turisti la tradizionale colazione di Pasqua offrendo, a partire dalle prime ore della mattina a residenti e turisti la “ciaccia”.
La “ciaccia” è un tipico impasto fatto con formaggio pecorino, servito insieme al capocollo ed al classico uovo sodo.
Una colazione pasquale per eccellenza da queste parti, forse magari un po’ pesante per i nostri palati avvezzi ad altro, ma un’occasione unica che segna anche in modo originale anche un buon auspicio per la stagione turistica, che abitualmente entra nel vivo in questa occasione

Ciliegi fioriti: i 7 posti più belli dove vederli a Tokyo

Ciliegi fioriti: i 7 posti più belli dove vederli a Tokyo

I ciliegi che potete ammirare fanno parte del genere Prunus e ce ne sono di diversi tipi in tutto il mondo, soprattutto nelle zone a clima temperato dell’emisfero nord, dal Giappone alla Cina e alla Corea fino a Nepal, India, Pakistan, Iran, Afghanistan ed Europa settentrionale.
Il Giappone è particolarmente famoso per i suoi ciliegi grazie alla grande varietà di piante e ai festeggiamenti con cui la fioritura viene accolta in tutto il paese.
Non appena i fiori sbocciano nei parchi e per le strade di tutto il paese, cominciano i picnic e le feste ‘hanami’, dove ammirare i ciliegi in compagnia e apprezzarne la bellezza, seppure effimera, che annuncia l’arrivo della stagione più calda. I ciliegi in giapponese si chiamano ‘sakura’ e non è esagerato dire che sono una vera e propria ossessione nazionale.


La stagione della fioritura in Giappone

In Giappone, la stagione della fioritura va generalmente dalla terza decade di marzo alla prima di aprile, ma se si considera la vastità geografica del paese, il periodo si estende per circa quattro mesi.
A sud, nelle isole subtropicali di Okinawa, i ciliegi cominciano a sbocciare a metà gennaio e sono in piena fioritura verso l’inizio di febbraio.
Poi è la volta della regione meridionale del Kyushu, dove a Kagoshima, Kumamoto, e anche a Fukuoka, i primi boccioli si aprono nell’ultima settimana di marzo culminando ai primi di aprile.
Proseguendo verso nord, nella regione del Kansai dove si trovano Osaka, Kyoto e Nara, i ciliegi fioriscono a fine marzo-inizio aprile.
A Tokyo e Yokohama la fioritura tende a cominciare negli ultimi giorni di marzo e a culminare nella prima settimana di aprile.
Nella regione settentrionale del Tohoku, la fioritura comincia ad aprile inoltrato o nell’ultima settimana del mese nel caso di Hirosaki, all’estremità più a nord dell’Honshu.
Come prevedibile, l’isola di Hokkaido è l’ultima in fatto di fioritura: a Sapporo e Hakodate comincia la prima settimana di maggio e raggiunge il culmine qualche giorno dopo.
I ciliegi sbocciano in periodi diversi a seconda della varietà delle piante, ma a Tokyo la maggior parte è in piena fioritura come detto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.


Dove trovare i ciliegi?

La varietà di ciliegio più diffusa in Giappone è la Somei-Yoshino, ottenuta da ibridazione e famosa per i fiori dai petali bianchi con una lieve sfumatura rosa.
Questi alberi si trovano spesso nei parchi, vicino alle scuole e lungo i fiumi o i fossati dei castelli e formano archi dai colori tenui che si riflettono sull’acqua.

Un’altra varietà di ciliegio pregiata per la sua bellezza è la Kawazu-zakura, diffusa per lo più nella zona di Kawazu, nella parte meridionale della penisola di Izu, a due ore e mezza di treno da Tokyo.
I fiori di questi alberi sono caratterizzati da un rosa più intenso rispetto alla varietà Somei-Yoshino e sbocciano circa un mese prima, a fine febbraio o inizio marzo. La festa dei ciliegi Kawazu-zakura è una meraviglia che attira ogni anno circa un milione di persone.

Per chi non è in Giappone in primavera, nella provincia di Aichi ci sono i ciliegi ‘shiki-zakura’ (o “delle quattro stagioni”), che fioriscono due volte all’anno e perciò si possono ammirare anche in autunno, in un suggestivo contrasto di fiori rosa delicato e foglie rosso vivace degli altri alberi.
In Giappone, ci sono anche ciliegi bonsai dalla forma estremamente curata, alberi in miniatura che uniscono due simboli della cultura giapponese.


Significato e simbolismo dei fiori di ciliegio

I ciliegi in fiore rappresentano una sensibilità estetica che trova espressione in tutta la cultura giapponese. I fiori di ciliegio sono infatti un motivo decorativo molto presente, dai paesaggi onirici delle stampe ukiyo-e ai raffinati paraventi dipinti, fino ad arrivare all’arte moderna, con manga e anime inclusi, e a prodotti di uso quotidiano come contenitori ‘bento’ per il pranzo.
Il ciliegio e i suoi fiori delicati hanno ispirato innumerevoli versi dedicati alla bellezza che donano al paesaggio e alla felicità nel vederli sbocciare ogni primavera.
Tra i tanti esempi, le parole del monaco zen e poeta Ikkyu (1394-1481): “Apri un ciliegio, ma non troverai i fiori: ma la brezza di primavera ne porterà a miriadi”.

La popolarità dei ciliegi in fiore è dovuta a molti fattori, tra cui il loro valore simbolico: i rami fioriti sembrano nuvole di petali che ricoprono gli alberi, per poi scomparire all’improvviso come nuvole soffiate via dal vento, simbolo della caducità e della transitorietà della vita.
Ciò è legato all’antico concetto buddista che nella cultura giapponese è conosciuto come “mono no aware” ovvero “il pathos delle cose”, che riconosce la bellezza della vita nella sua brevità.

Il periodo di fioritura dei ciliegi in Giappone è esattamente quello in cui termina il vecchio anno scolastico e inizia quello nuovo, con molti studenti che, dopo il diploma, entrano nel mondo del lavoro aprendo così un nuovo capitolo nella loro vita.
Quando si lascia indietro qualcosa, la nostalgia fatta di tristezza e felicità insieme è chiamata ‘natsukashii’, per molti evocata dai ciliegi che fioriscono in un periodo di transizione.
Le feste dedicate ai ciliegi si svolgono di solito nei parchi e nei giardini intorno ai castelli in tutto il Giappone, ma anche all’estero.


Le feste dedicate ai ciliegi

Le feste ‘hanami’ (letteralmente “guardare i fiori”) sono un’occasione per dare il benvenuto alla primavera ammirando i ciliegi, e anche un po’ una scusa per ritrovarsi a festeggiare tutti insieme all’aperto.
Spesso ci si riunisce tra amici e familiari, ma ci sono anche aziende che organizzano il loro ‘hanami’ per i dipendenti in un parco vicino alla sede.
In queste occasioni si fa un picnic e si sceglie preferibilmente un posto con molti ciliegi, ad esempio il parco di Yoyogi, molto popolare e in cui conviene andare la mattina molto presto per assicurarsi un buon posto.
Di solito si stende per terra un telone di plastica blu su cui tutti si siedono dopo essersi tolti le scarpe: inizia così la festa all’insegna del relax sotto i rami fioriti. Di solito si porta da qualcosa da mangiare e da bere da dividere coi commensali, e sono di moda anche ‘bento’ a tema, pietanze a forma di fiore e decorazioni rosa. È anche usanza mangiare il dolce di riso ‘sakura-mochi’ avvolto in una foglia di ciliegio.

I ciliegi vengono festeggiati in molte città anche con illuminazioni notturne che creano un’atmosfera in cui i fiori che risplendono al buio.
Dove c’è un castello, di solito ci sono anche dei ciliegi, ideali per la foto perfetta con il castello sullo sfondo del cielo blu, o con i petali che si riflettono sull’acqua del fossato.
La festa dei ciliegi di Hirosaki, nella regione di Aomori, è particolarmente famosa: con più di due milioni di visitatori, Hirosaki è stata selezionata come uno dei cento posti migliori per ammirare i ciliegi e per il paesaggio naturale.
A Tokyo, il canale di Nakameguro diventa particolarmente suggestivo quando i fiori e le lanterne appese ai ciliegi si riflettono sull’acqua come in un’incantesimo.


Ciliegi in fiore: le feste e i luoghi più belli a Tokyo

A Tokyo, tra luoghi noti a tutti e angoli sconosciuti ai più, ci sono tantissimi posti da cui ammirare i ciliegi in fiore, ma per un’esperienza ancora più coinvolgente non c’è niente di meglio di un festival.
Qui presentiamo sette eventi tra i più popolari per ammirare la bellezza effimera dei fiori divertendosi e salutando la primavera insieme ai tokyoiti.


Sakura matsuri a Nakameguro

Con i suoi numerosi caffè e locali alla moda, la zona di Nakameguro è molto elegante e tranquilla ma, durante il Nakameguro Sakura-matsuri Festival, il suo canale si trasforma grazie alle lanterne, alle bancarelle con in vendita snack e bevande e alla folla lungo le sponde.
Con 800 ciliegi che si susseguono per 3,8 chilometri formando un arco rosa chiaro che costeggia il fiume, i riflessi tremolanti visti dai ponti sono davvero magici, perfetti per foto talmente belle da non sembrare vere.

Giardini Rikugien

La bellezza dei ciliegi è da ammirare anche la sera con gli ‘yozakura’, i fiori illuminati di notte, che creano un’atmosfera eterea e affascinante, con una bellezza dell’altro mondo.
Uno dei migliori esempi di ‘yozakura’ è quello del ciliegio piangente che si staglia al di là del portale principale dei giardini Rikugien.
I giardini furono realizzati nel 1702 per volere di Yanagisawa Yoshiasu, signore feudale e vassallo dello shogun, ispirato da alcuni versi pittoreschi di poesia ‘waka’; ancora oggi, nonostante i 70 anni di età, lo splendido ciliegio ‘shidarezakura’ fiorisce ogni anno con una cascata di fiori dalle delicate sfumature rosa che ricopre i suoi rami.
Durante l’evento “Giardini Rikugien: Speciale Vista Notturna di Primavera”, i visitatori possono entrare nel parco di notte, quando normalmente è chiuso, per godersi i sakura.


Sakura Fes Nihonbashi

Nihombashi è stato il fulcro della vita commerciale durante il periodo Edo (1603-1868) e oggi è una zona famosa per i suoi negozi esclusivi e come centro della finanza.
Pur trovandosi nel cuore della città, Nihonbashi sa come festeggiare i ciliegi e lo fa in tantissimi modi creativi e nuovi.
Al Sakura Fes Nihonbashi 2024, ristoranti e negozi in tutto il quartiere di Nihonbashi offriranno uno speciale “Sakura Menu” con piatti a tema primavera e fiori di ciliegio.
Sarà in vendita una grande varietà di dolci, snack, scatole per il pranzo “bento” e altri prodotti. Da non perdere sono anche gli edifici illuminati di rosa lungo le vie Edo Sakura-dori e Chuo-dori.


Sakura matsuri a Bokutei

Quando, come spesso accade, i ciliegi costeggiano fiumi, canali o fossati, il riflesso dei fiori sull’acqua li rende ancora più belli.
Il fiume Sumida, nella zona est di Tokyo, non fa eccezione con un chilometro di sponde lungo le quali, tra i ponti Azumabashi e Sakurabashi, i ciliegi furono piantati nel periodo Edo dall’ottavo shogun Tokugawa Yoshimune.
Durante il Bokutei Sakura-matsuri Festival, associazioni di quartiere, esercizi commerciali e associazioni turistiche allestiscono delle bancarelle, portando un’atmosfera di festa.
La sera, i ciliegi vengono illuminati e il panorama con la Tokyo Skytree sullo sfondo è di una bellezza garantita.

Festa sakura a Chiyoda

A nord del Palazzo imperiale, la passeggiata Chidorigafuchi nel verde è una piacevole fuga dal trambusto della città e in primavera i suoi ciliegi formano una galleria rosa lunga 700 metri.
Durante il Sakura Festival di Chiyoda, tenuto annualmente tra fine marzo e inizio aprile, circa 260 alberi delle varietà Somei-yoshino e Oshima sono illuminati la sera e la zona navigabile con le barchette resta aperta fino a tardi, per permettere di ammirare dal fiume lo spettacolo fiorito.
Anche negozi e associazioni locali organizzano eventi speciali a tema, esaltando ancora di più l’atmosfera di questa festa primaverile.

Sora Sagano, Unsplash

Sakura matsuri a Ueno

Il parco di Ueno è uno degli spazi verdi più amati a Tokyo e vi si trovano anche il laghetto Shinobazu, uno zoo e diversi musei.
La strada principale che lo attraversa, costeggiata dai ciliegi, è conosciuta in tutto il Giappone e persino citata in un ‘haiku’ del famoso poeta Matsuo Basho.
L’annuale Sakura Matsuri del parco di Ueno attrae sempre una grande folla

Festa dei ciliegi a Koganei

La festa dei ciliegi di Koganei ha tutti gli elementi per essere speciale: i ciliegi, più di 1700 e di 50 varietà, sono nel parco dove si trova il Museo all’Aperto dell’Architettura Edo-Tokyo, che da solo vale già una visita al contempo divertente e culturale.
In più, vengono organizzati vari eventi sul palco tra cui concerti, danze, hayashi (spettacoli tradizionali accompagnati da musica) e spettacoli con tamburi ‘taiko’, esperienze di cerimonia del tè e composizione floreale. Gustando le specialità locali e regionali delle bancarelle, si attende la sera, quando i ciliegi illuminati sono ancora più belli.

I 10 giardini più belli dove fioriscono i tulipani

I 10 giardini più belli dove fioriscono i tulipani

Le immagini delle loro fioriture all’ombra dei mulini a vento olandesi sono iconiche cartoline dei Paesi Bassi, ma i tulipani fiori amati da molto per la loro forma, i loro profumi e lo spettro incredibile della loro tavolozza ammaliano molti e oggi non è più fondamentale recarsi in Olanda per ammirare (grosso modo da fine marzo ai primi di maggio) la loro fioritura.
Sono molto diffusi negli ultimi anni anche in Italia le fioriture di tulipani fiore che ricordiamo è coltivato fin dai tempi antichi. 


I fiori amati anche dai sultani

Pare che in Medio Oriente fossero già molto diffusi fin dall’anno Mille tant’è che nell’Impero ottomano erano tra i fiori più pregiati, sinonimo di ricchezza e di potere al punto che i sultani organizzavano sontuose feste nelle loro corti reali per festeggiare la loro prima fioritura.
In Europa arrivarono per la prima volta nel 1554 grazie all’ambasciatore fiammingo alla corte di Ferdinando I alla corte di Solimano il Magnifico tale Ogier Ghislain de Busbecq che spedì alcuni bulbi al botanico Carolus Clusius, responsabile dei giardini reali olandesi.
Da allora l’Olanda è considerata la terra dei tulipani. Oggi sono considerati i primi messaggeri della primavera dato che sono fra ii primi fiori a sbocciare ogni anno, tra fine marzo e metà maggio.
Come detto oggi però non è necessario andare fino in Olanda per ammirarli, ma basta passeggiare in alcuni meraviglio si campi multicolor in Italia. Ecco dove!


1 – Villa Pisani Bolognesi Scalabrin, Vescovana, Padova (Veneto)

Nei dintorni di Padova, a sud della città si estende una grande pianura delimitata dai colli Euganei, dal mare e dai fiumi che affascinò il poeta Schelley.
In questo contesto, circondata da uno splendido giardino, è Gromboolia, ovvero la villa del doge Pisani, così rinominata dalla contessa Evelyn van Millingen Pisani, sposa di Almorò III, in onore al regno immaginario sognato da Edward Lear.
Alla contessa Evelyn è dedicata Giardinity, l’installazione di bulbi olandesi della garden designer Jacqueline van der Kloet. che conta di 60.000 tulipani che fioriscono ogni primavera, tingendo il giardino di mille colori.
Oggi lo spirito di questa donna dell’Ottocento rivive nel suo suggestivo e magico Hortus Floridus, nella ricchezza e nella varietà di colori e di piante di Giardinity, nel prato punteggiato di tulipani e fiori spontanei.
Villa e giardino sono aperti al pubblico tutti i giorni.


2 – Parco giardino Sigurtà, Valeggio sul Mincio, Mantova (Lombardia)

Un tesoro verde di oltre 600 anni che nasce dalla perfetta fusione tra un parco storico e un giardino moderno.
La storia del Parco Giardino Sigurtà di Valeggio sul Mincio inizia il 14 maggio del 1407, quando, durante la dominazione veneziana di Valeggio sul Mincio, il patrizio Gerolamo Nicolò Contarini acquistò l’intera proprietà che al tempo aveva una funzione puramente agricola. Vicino alla casa principale, si trovava un piccolo e geometrico giardino dedicato all’ozio dei nobili dalla quale poi nacque il giardino aperto poi per la prima volta al pubblico nel 1978 e divenuto in breve tempo meta prediletta di famosi botanici, amanti della natura e ospiti illustri fra cui Alexander Fleming, Selman Waksman, Conrad Lorenz e Albert Sabin, Carlo d’Inghilterra, Margareth Thatcher, Luchino Visconti e Indro Montanelli.
Vincitore di numerosi premi tra cui quello di parco più bello d’Italia nel 2013 e di secondo parco più bello d’Europa nel 2015, il Parco Giardino Sigurtà incanta i visitatori con il suo milione di tulipani di tantissime tonalità che sbocciano un po’ ovunque e affascina anche i social al punto di essere fra i cinquanta monumenti più fotografati d’Italia (leggi qui).
Andate a cercarli nei diversi punti del giardino troverete anche quelli acquatici.
Anche quest’anno nei mesi di marzo e aprile, inoltre, il parco accoglie Tulipanomania, la fioritura di tulipani già premiata a livello mondiale nel 2019 dalla World Tulip Society.

Foto di Annette da Pixabay


3 – Villa Taranto, Verbania (Piemonte)

Sulle rive occidentali del lago Maggiore in Piemonte sono i giardini di Villa Taranto, considerati tra i più belli al mondo e non solo per i tulipani.
L’aspetto odierno del giardino è il risultato dell’opera del capitano scozzese Mc Eacharn, iniziata nel 1931data in cui decise di acquistare la proprietà dalla marchesa di Sant’Elia per trasformarla in un esemplare giardino all’inglese, situato in un lembo d’Italia che, pur con maggior morbidezza e ricchezza di toni, poteva ricordargli la nativa Scozia.
Mc Eacharn fece diventare il giardino una vera e propria opera d’arte con migliaia di piante e fiori provenienti da ogni parte del mondo, distribuiti su un’area di circa 160 000 m² percorsa da ben 7 km di viali.
Oggi questa galleria d’arte botanica comprende circa 1.000 piante non autoctone e circa 20.000 varietà e specie di particolare valore.
I giardini sono suddivisi in diverse aree fra cui gli spettacolari giardini terrazzati con le cascatelle, la piscina e le vasche per ninfee e fior di loto, il “Giardino d’inverno” e il “Giardino palustre”, le fontane ornamentali e i giochi d’acqua.
In primavera, l’appuntamento da non perdere è la Festa del Tulipano, durante la quale viene allestito un labirinto di tulipani, ovvero un lungo sentiero sinuoso di circa 400 metri dove passeggiare e ammirare i bulbi appartenenti a 65 varietà differenti: tra queste il tulipano frangiato Fancy frills dal colore rosa pastello, l’appariscente Gold Fever dal giallo intenso e il candido Snow Lady, bianco come la neve.
Questi splendidi giardini sono aperti al pubblico dal 1952, ma Villa Taranto non è visitabile, in quanto sede della Prefettura della Provincia del Verbano – Cusio – Ossola. 


4 – I giardini di Sissi, Merano (Trentino Alto Adige)

Qui potrete passeggiare tra 300.000 fiori diversi fra cui tulipani, narcisi e giacinti esattamente come faceva la celebre principessa Sissi oltre un secolo fa.
I Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano non a caso sono stati ribattezzati i giardini di Sissi in omaggio all’imperatrice d’Austria che elesse questo castello a suo domicilio invernale.
Ma dalla metà dell’Ottocento in poi anche altri illustri turisti giunsero da tutta Europa per una pausa di benessere nella città termale di Merano, nota per il clima mite e la vegetazione mediterranea.
Estesi a digradare su una superficie di 12 ettari, i Giardini di Castel Trauttmansdorff riuniscono in un anfiteatro naturale paesaggi esotici e mediterranei, vedute mozzafiato sugli scenari montani circostanti e su una Kurstadt Merano baciata dal sole.
In più di 80 ambienti botanici diversi crescono piante provenienti da tutto il mondo.
La primavera è il momento giusto per veder sbocciare  splendidi tulipani, se ne contano oltre 250.000 bulbi.
Al centro del giardino botanico si trova il castello stesso, dove un tempo soggiornavano l’imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie, e che oggi ospita un ristorante e il Touriseum. 

Foto di Andreas Hensel da Pixabay

5 – Castello di Pralormo, Torino (Piemonte)

Il castello di Pralormo, di origini medievali, fu restaurato nel XIX secolo dal conte Carlo Beraudo di Pralormo, diplomatico e uomo politico dell’età albertina, che lo trasformò in dimora chiamando ad operare il famoso architetto paesaggista tedesco Xaver Kurten al fine di creare un magnifico giardino all’inglese.
Come ogni primavera, anche quest’anno, dal 30 marzo al 1 maggio 2024, il castello che si trova a soli 30 chilometri da Torino, ospita Messer Tulipano, amatissima manifestazione che celebra questo meraviglioso fiore. Si potrà passeggiare nel parco tra i colori di 100.000 tulipani, esposizioni a tema e scenografie eccezionali.
La manifestazione, inoltre, coinvolge tutto il parco, tra aiuole morbide e sinuose dei grandi prati alle aiuole serpeggianti tra gli alberi secolari.
Messer Tulipano è nato nel 2000 da un’idea di Consolata Pralormo che dopo un viaggio in Olanda pensò di dar vita nel parco storico del castello di famiglia ad un grande evento dedicato al tulipano.
Da allora ogni edizione ospita un nuovo piantamento, completamente rinnovato nelle varietà e nel colore. Andate a scoprire allora i tulipani di questa edizione. 

Foto di Christiane da Pixabay

6 – Castello reale di Govone (Piemonte) 

Il castello di Govone fu una delle residenze della casa reale dei Savoia dal 1792 al 1870, iscritta alla lista del patrimonio dell’umanità dell’Unesco, ora adibita a palazzo comunale.
Fu re Carlo Felice, insieme alla moglie Maria Cristina a restaurare completamente il castello e a riqualificare ed ampliare il suo parco dotato di giardino all’italiana.
In questa storica ed affascinante cornice ogni anno si festeggia l’inizio della primavera con romantiche passeggiate tra i tulipani selvatici che crescono spontaneamente nel parco.
Si tratta dei Tulipa oculus solis Saint-Amans, varietà Praecox Ten, che tingono di rosso il sottobosco di platani, ippocastani e querce.
Ma ricordate che la loro fioritura dura solo una decina di giorni. In occasione di questo spettacolo della natura si può inoltre partecipare a visite guidate al castello, concerti, mostre d’arte ed esposizioni di ricami bandera, spettacoli all’aperto per bambini, sfilate di figuranti in costume e degustazioni di prodotti locali. 

Foto di Todd MacDonald da Pixabay

7 – Parco delle Groane, Arese, Milano (Lombardia) 

È un grande campo cosiddetto u-pick, nato da un’idea di Edwin Koeman e Nitsuhe Wolanios, una coppia di olandesi che volevano creare il luogo più sereno e colorato della provincia di Milano.
In questo meraviglioso campo di tulipani alle porte di Milano si può passeggiare tra i fiori colorati e poi raccogliere e portare a casa tutti i tulipani che si vuole.
Situato nel Parco della Groane, accanto al bellissimo borgo Valera e alla settecentesca Villa Ricotti, il giardino di tulipani si estende per 2 ettari e ospita circa 450 varietà.
La fioritura dura al massimo sei settimane a partire dalla metà del mese di marzo.
Ai visitatori vengono dati dei cestini dove raccogliere i fiori raccolti. Non vi resta che rilassarvi immergendovi tra i colori della natura.

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

8 – Giardini della Landriana, Tor di San Lorenzo, Ardea (Lazio)

A sud di Roma, in località Ardea si trovano i Giardini della Landriana, realizzati negli anni Sessanta da Lavinia Taverna e dall’architetto paesaggista inglese Russell Page.
Questi splendidi giardini dall’ambientazione mediterranea si estendono per oltre 10 ettari all’interno della grande tenuta della Landriana, sul litorale laziale.
La caratteristica del giardino è di essere diviso in “stanze”, ognuna delle quali vanta una particolare caratteristica botanica che la rende unica, come ad esempio la valle delle rose antiche con il lago, il giardino degli aranci, il viale bianco, il giardino degli ulivi, il prato blu, la vasca spagnola e molte altre da scoprire durante una piacevole visita guidata.
In particolare nel giardino degli ulivi e in quello dei viburnum potrete ammirare degli splendidi tulipani.
Anche quest’anno, dal 25 al 28 aprile 2024, i giardini accoglieranno la Primavera alla Landriana.
In occasione dell’evento si potrà visitare il giardino botanico. 


9 – I tulipani di Blufi, Palermo (Sicilia)

Nei dintorni di Blufi, comune palermitano situato su un colle del versante meridionale delle Madonie, fioriscono i tulipani selvatici.
Precisamente vicino al Santuario Madonna dell’Olio si trova un bellissimo campo di tulipani che da qualche anno ormai è diventato meta abituale degli appassionati di natura e fotografia.
Tra mandorli e ulivi, qui fiorisce il tulipano precoce o Tulipano di Raddi (Tulipa raddii).
Resistenti alle operazioni di aratura dei terreni, per via della posizione dei bulbi a circa 50 cm di profondità, i tulipani selvatici fioriscono generalmente tra marzo e maggio.
Chi percorre la strada statale 290 in primavera quindi noterà una bellissima distesa dal colore rosso vivo che ricrea uno scorcio di Olanda in piena Sicilia


10 – Il giardino di Lù, Pimental, Cagliari (Sardegna)

Anche questa primavera apre “Il Giardino di Lù“, a Pimentel, piccolo paese agricolo nella provincia del Sud Sardegna.
Qui in un fondovalle percorso dal rio Funtana Brebeis, fioriscono 100 mila bulbi di tulipano piantati 6 anni fa nella memoria di Luena, scomparsa per un tumore ovarico.
Da allora la mamma di Luena ha costruito una rete sociale dedicata alla sensibilizzazione e alla prevenzione.
I proventi della raccolta vengono devoluti alla ricerca sul cancro ovarico. Si può accedere al giardino dalla metà di marzo, l’ingresso è gratuito.