“Terre Tagliamento Festival”: cultura ed escursioni di qua e di là dal fiume

“Terre Tagliamento Festival”: cultura ed escursioni di qua e di là dal fiume

Quattro giorni di escursioni a piedi e in bicicletta, passeggiate e spettacoli nei suggestivi centri storici e nell’ambiente naturale degli otto comuni friulani del Distretto del Commercio Terre Tagliamento, alla scoperta delle voci, dei suoni, dei sapori e delle storie di questo territorio.
Dal 3 al 6 ottobre 2024 torna il Terre Tagliamento Festival, arrivato alla seconda edizione, che anche quest’anno “saltellerà” come un anfibio tra i borghi del sanvitese sulla riva destra del Tagliamento, accompagnando il pubblico in luoghi suggestivi e significativi per la storia, la tradizione e il commercio locale.


Il festival che racconta il Friuli

Gli spettacoli vedranno la partecipazione di eccellenze del mondo culturale e teatrale friulano, come gli artisti della compagnia La Radice Selvatica, Molino Rosenkranz e il duo Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino. A far loro da filo conduttore grandi e piccole storie di personalità e luoghi del Friuli e del Tagliamento.
Non mancheranno proposte da fuori regione, come il nuovo spettacolo dedicato a Pier Paolo Pasolini di Massimo Zamboni, una prima nazionale al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento firmata dal celebre fondatore di CCCP e CSI.
Al Teatro di Casarsa della Delizia spazio all’intrigo di invenzioni e narrazioni dell’Orlando Furioso grazie alla viva voce di Roberto Mercadini, i monologhi del quale hanno riempito i teatri di tutta Italia e raggiunto la viralità su Youtube. Ancora l’arte della narrazione all’Auditorium di Sesto al Reghena con il racconto delle più grandi e bizzarre menti letterarie nello spettacolo La strategia dell’ostrica di Claudio Morici, grande divulgatore, tanto sul web e TV che a teatro, di biografie che spesso dal tragico sfociano nel comico. Un tocco di musica al femminile con MadEmoiselles Sarabande, duo pianistico a quattro mani che interpreta i grandi classici e composizioni contemporanee con leggerezza, semplicità̀ e piccoli aneddoti scanzonati.

Castello Valvasone Arzene

A spasso fra alcuni dei paesi più belli d’Italia

Le passeggiate a piedi permetteranno di scoprire gli angoli nascosti e le realtà economiche che tengono vivi i centri storici di borghi tra “i Più Belli d’Italia” come Cordovado, Valvasone e Sesto al Reghena, e comuni “Bandiera Arancione” del Touring Club come San Vito al Tagliamento; mentre le escursioni in bicicletta esploreranno le frazioni, i vigneti e gli argini naturali del Tagliamento, con un’attenzione anche per l’accessibilità rivolta alle disabilità nella mattinata della domenica. Non mancherà l’attenzione ai più giovani e alla famiglie con la caccia al tesoro medievale di Valvasone Arzene.
Gli eventi culturali saranno anche l’occasione per vivere le strade e le piazze degli otto comuni del Distretto del Commercio.
La novità di questa edizione è infatti l’integrazione con la rete di attività locali che, oltre ad essere interessati da passeggiate e attività cittadine, saranno parte attiva con proposte, decorazioni e promozioni. Verranno organizzati aperitivi e degustazioni in concomitanza degli eventi in programma e sarà possibile gustare menù convenzionati dedicati al festival, un evento che nei giorni della manifestazione diventa vetrina delle specialità enogastronomiche locali.
Ogni comune del distretto Terre del Tagliamento ha una storia unica, spesso legata alla viticoltura, a castelli medievali o a abbazie antiche, offrendo così una vasta gamma di esperienze autentiche lontane dai percorsi turistici più affollati.
Ad esempio, i borghi medievali come Valvasone Arzene e Cordovado sono noti per la loro architettura storica, mentre i paesaggi del fiume Tagliamento, uno degli ultimi grandi fiumi d’Europa che mantiene un corso naturale incontaminato, rappresentano una meta perfetta per chi cerca escursioni in natura.
Gli otto comuni del distretto sono: Casarsa della Delizia, Cordovado, Morsano al Tagliamento, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone Arzene

La rana simbolo del Tagliamento

Tagliamento: il fiume “selvaggio”

Il simbolo del progetto Terre del Tagliamento è la rana rossa di Lataste, un piccolo anfibio autoctono dal corpo snello e affusolato, con una colorazione marrone-rossiccia. L’anfibio che vive principalmente nelle aree umide e boschive, spesso in prossimità di fiumi, torrenti e zone alluvionali rappresenta l’identità dell’area del fiume dove trova rifugio tra la vegetazione e acqua.
Il Tagliamento vale la pena di essere conosciuto meglio perché è uno dei fiumi più importanti e affascinanti d’Italia, spesso considerato l’ultimo fiume alpino a regime fluviale naturale in Europa.
Questo corso d’acqua attraversa il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, con una lunghezza di circa 170 chilometri, e la sua sorgente si trova a Passo della Mauria, nelle Alpi Carniche, mentre sfocia nel Mar Adriatico vicino a Lignano Sabbiadoro.

 

Chianti Classico: nel paesaggio più bello del mondo su una bici “eroica”

Chianti Classico: nel paesaggio più bello del mondo su una bici “eroica”

Quando Giancarlo Brocci appassionato di bici da sempre nel 1997 inventò quest’iniziativa mai avrebbe potuto immaginare cosa potesse diventare dopo pochi anni.

foto: Eroica

La nascita di un mito

L’Eroica nacque quasi per caso per “celebrare” le radici lontane e quasi eroiche (da qui il nome) di quel ciclismo eroico e polveroso del passato. Quello che fece scrivere un bel po’ di storia, letteratura, cultura, costume, persino musica italiana. Uno sport bellissimo dall’anima popolare fatto di sudore e gioia.
Era il ciclismo di Girardengo e poi di Bartali e Coppi; quello capace di insegnare i bisogni veri, quelli legati al sacrificio che cerca i limiti del proprio fisico, quando sete, fame, stanchezza si fanno sentire con tutta la loro intensità. E’ un ciclismo in grado di diffondere rispetto e creare legami tra avversari leali.
Da queste concezioni romanticamente sempre attuali è scaturita l’idea e al via in quella prima edizione di appassionati del ciclismo andato furono in novantadue.

foto: Eroica

La valorizzazione dell’ambiente

Oggi l’Eroica, 27 anni dopo è un esempio di valorizzazione del patrimonio ambientale, di stile di vita sostenibile, di ciclismo pulito che, guardando al passato, suggerisce il futuro e che ha fatto nascere in altre zone d’Italia moltissime altre corse di ciclismo in costume.
L’Eroica ha dato risalto e valorizzazione al territorio diventando oggi anche u
na Fondazione, tra i cui scopi c’è la salvaguardia del patrimonio delle ormai mitiche “strade bianche della Toscana“.
Il successo internazionale dell’evento è travolgente e lo testimoniano gli oltre 7000 iscritti a numero chiuso in arrivo da tutto il mondo e le 15000 persone, circa, che la prima domenica di ottobre rendono Gaiole in Chianti ancora più bella del solito.

foto: Eroica

Un fenomeno mondiale

Al via della edizione 2024, che sarà la numero 27 la cicloturistica storica più famosa al mondo, con partenza come sempre da Gaiole in Chianti, farà coprire agli oltre novemila iscritti tra sabato e domenica uno dei cinque percorsi disponibili: dal più lungo di 212 chilometri con oltre 4.000 metri di dislivello e 120 chilometri su strade bianche al più breve di 46.
I primi a partire alle 4,30 di sabato saranno i ciclisti in sella a biciclette costruite prima del 1930 e riportate allo splendore dalla passione e dal lavoro certosino di decine di collezionisti.
Alle 5 sarà la volta del percorso da 212 km da coprire, come gli altri, su biciclette costruite non più tardi del 1987 indossando abbigliamento d’epoca.
Obbligatori anche guaine dei freni esterne, cambio al tubo obliquo, pedali liberi o con le gabbiette. Domenica la «sfida» andrà dai 106 chilometri del percorso Val D’Arbia, agli 81 chilometri del percorso Gallo Nero, alla «passeggiata Valle del Chianti» di soli 46 chilometri.

foto: Eroica

 

Il fungo porcino protagonista ad Albareto

Il fungo porcino protagonista ad Albareto

Saporito, carnoso, ma soprattutto buono e mangereccio.
Il fungo è protagonista del debutto di ogni autunno nel Belpaese, ma sull’Appennino Parmense ha anche il regno incontrastato, perché qui il porcino è storia.


Fra i pendii della Francigena fra Emilia Romagna, Liguria e Toscana è la storia del porcino

È qui, ai piedi del monte Gottero, fra i pendii della via Francigena e al crocevia fra Emilia Romagna, Liguria e Toscana che cresce il prezioso Fungo IGP di Borgotaro ed è ad Albareto che al fungo è dedicato non solo un museo, inaugurato lo scorso anno – ultimo nato nella rete dei Musei del Cibo -, ma anche un appuntamento tradizionale, appetitoso ed attesissimo.
L’edizione 2023 sarà la 26sima della Fiera nazionale del fungo Porcino di Albareto (Parma) e promette di portare in città appassionati, buongustai e intenditori.
Appuntamento dal 4 al 6 ottobre per un fine settimana “a tutto fungo”, fra stand enogastronomici, menu per esaltarne il sapore, musica, mostre ed eventi legati alla micologia, show cooking in collaborazione con l’Associazione Gastronomi Professionisti di Parma e laboratori per bambini.


Il programma

Il Fungo Igp di Borgotaro è un prodotto di qualità superiore tutelato dal 1993.
Da oltre una decina di anni la manifestazione è gemellata con la Fiera del Tartufo Bianco di Alba (Cuneo), in calendario ad autunno più inoltrato.
Per questo ad Albareto, oltre alle delizie micologiche, arrivano anche le lusinghe del prezioso tubero e non mancano aziende delle Langhe a portare in esposizione le specialità di un altro territorio ricco di gusto e “cugino” per bontà. 

PROGRAMMA

giovedì 3 ottobre
20.30 Nicolò Oppicelli incontra il porcino IGP presso la sala consiliare del municipio di Albareto

venerdì 4 ottobre
17.30 Inaugurazione 27^ Fiera Nazionale del Fungo Porcino di Albareto con il Corpo Bandistico di Albareto ed Autorità presso il Palafungo
17.30 Apertura stand e piazzetta street food zona Fiera
19.30 Cena al Palafungo con menù a base di funghi porcini
22.00 Balliamo con la band “Gatti Matti” al Palafiera
24.00 La serata prosegue con Dj Savanta

sabato 5 ottobre
9.00-11.00 “Porcino e-Bike” semplice percorso con e-bike
9.30 Apertura mostra micologica con lezione introduttiva zona Fiera
9.30-23.00 Apertura Stand zona Fiera
9.30-20.00 Mostra trattori antichi e moderni zona Fiera
9.30-20.00 Mercato lungo la via Provinciale del paese
9.30-20.00 Banchi di artigianato presso la piazza del Comune
10.00  A Cavallo con Giulia  zona Fiera
10.00-18.00 Moto per tutti zona Fiera (Motari)
10.00-12:00 Incontriamo ì volontari del Soccorso Alpino
11.00-12:00 Spettacolo musicale con bolle di sapone, intrattenimento per i Bambini dai 0 ai 100 anni con Mago Bollicino
11.00-11.45  Casa Artusi presenta lo Show Cooking al Palafungo
12.00-14.30 Pranzo al Palafiera  con menù a base di funghi porcini
14.00-17.30 Fuori strada zona Fiera (jeep)
15.00-18.30 “Porcino e-Bike” Percorso competitivo
15.00-16.00 Chiaccherata col micologo: Oppicelli incontra il Porcino IGP nel bosco (Fontana del Faggio)
16.00-17.00 Chiaccherata col micologo: Oppicelli incontra il Porcino IGP nel bosco (Pianghierdi)
15.00-16:00 Spettacolo musicale con bolle di sapone, intrattenimento per i Bambini dai 0 ai 100 anni con Mago Bollicino
15.45-18.00 Esibizione Banda di Monterosso (SP) al Palafiera con la partecipazione del Corpo bandistico di Albareto e nell’ambito del progetto “Dagli Appennini alle Alpi migranti sulle note della musica” sarà presente una delegazione di Bellinzona
14.00-18:00 Soccorso Alpino prove pratiche ed esercitazioni aperte al pubblico
18.00 Premiazione del miglior Porcino presso la mostra micologica
18.45-21.00 Cena al Palafiera con menù a base di funghi porcini
22.00-24.00 Balliamo con Alterego Band
24.00-2.00  La serata prosegue con Dj Lasagna al Palafiera

domenica 6 ottobre
9.00-20.00 Apertura stand enogastronomici
9.30-19.00 Mercato presso la via Provinciale del paese
9.30-19.00 Banchi artigianato  presso la piazza del Comune
9.30-19.00 Mostra micologica zona Fiera
9.30-18.00 Mostra trattori antichi e moderni zona Fiera
10.00-11.00  Esecuzione sculture con motosega zona Fiera
10.00 A Cavallo con Giulia zona Fiera
10.00-17.00 Moto per tutti zona Fiera (Motari)
10.00-12:00 Incontriamo ì volontari del Soccorso Alpino
10.00-12.30 Jeep Fuori strada Zona Fiera
10.30 Parliamo dei funghi  al Museo del fungo (sessione di domande e risposte con micologo)
11.30-15.00 Pranzo al Palafiera menù a base di funghi porcini
14.00-18:00 Soccorso Alpino prove pratiche ed esercitazioni aperte al pubblico
14.30-18.00 Jeep Fuori strada Zona Fiera
15.30-18.00 Camminata nelle frazioni “Circuito dei remi”
15.30-17.00 Sculture con motosega zona Fiera
17.00 Chiaccherata con micologi ed esperti presso mostra micologica (Nicolò Oppicelli,Gaia Parizzi e Giorgio Guasti)
18.30-21.00 Cena Palafiera con menù a base di funghi Porcini Piano bar con Cri, Lele & Teo…
21.00-23.00 Ballo
23.00 Serata OnlyStaff


Il porcino di Borgotaro Igt

Borgotaro piccola cittadina di altura che si trova nel cuore dell’Appennino emiliano è conosciuta proprio per essere la “capitale del fungo porcino” grazie alla sua lunga tradizione nella raccolta e nella produzione di questi prelibati funghi.
Situato in un ambiente ideale per la crescita dei funghi porcini, grazie ai boschi circostanti e al clima fresco e umido. Borgotaro è profondamente legata all’agricoltura e alla tradizione della raccolta dei funghi porcini.
Quello locale è un porcino di alta qualità, noto per il suo sapore intenso e la sua consistenza carnosa unica che gli permette di fregiare del marchio di denominazione d’origine.
Autentica delizia culinaria rappresenta un patrimonio gastronomico prezioso per l’Emilia-Romagna. M
olto apprezzato nella cucina italiana e internazionale può essere utilizzato in molti piatti tra cui risotti, pasta, zuppe. Il suo sapore robusto e terroso lo rende un ingrediente molto versatile.

Photo credit: seanavigatorsson on Visualhunt

Tagliatelle ai funghi porcini Igt di Borgotaro

Ingredienti:
250g di tagliatelle fresche o secche
200g di funghi porcini di Borgotaro freschi
2 cucchiai di olio d’oliva extra vergine
2 spicchi d’aglio, tritati finemente
1/2 cipolla, tritata finemente
1/2 tazza di vino bianco secco
1/2 tazza di panna da cucina
Prezzemolo fresco, tritato (per guarnire)
Sale e pepe nero macinato fresco a piacere
Parmigiano Reggiano grattugiato (per servire)

Preparazione:
Pulisci i funghi porcini: Rimuovi la terra dai funghi porcini con un pennello o un panno umido. Taglia i funghi a fette sottili o a tocchetti, a seconda delle dimensioni.
In una pentola grande, porta a ebollizione dell’acqua salata e cuoci le tagliatelle fino a quando sono al dente. Scolale e mettile da parte.
Nel frattempo in una padella grande, scalda l’olio d’oliva a fuoco medio. Aggiungi l’aglio e la cipolla tritati e falli soffriggere per circa due minuti finché diventano dorati.
Aggiungi i funghi porcini tagliati alla padella e cuocili per circa 5-7 minuti fino a quando si ammorbidiscono e iniziano a dorarsi.
Versa il vino bianco nella padella con i funghi e cuoci per altri 5 minuti o finché il vino è ridotto della metà. Regola di sale e pepe a piacere. Aggiungi le tagliatelle cotte alla padella con la salsa di funghi. Mescola bene per coprire le tagliatelle con la salsa.
Trasferisci le tagliatelle ai funghi porcini in piatti individuali. Cospargi con prezzemolo fresco tritato e parmigiano reggiano grattugiato. Servi caldo.

 

 

Camminare a fine estate nei luoghi abbandonati dal turismo di massa

Camminare a fine estate nei luoghi abbandonati dal turismo di massa

Sardegna, Liguria, Calabria, Sicilia, Molise e Venezia fuori stagione. Itinerari splendidi solo per camminatori “controcorrente” di settembre.
Mentre tutti tornano a lavoro e, pian piano, le città riprendono i loro ritmi incessanti, c’è chi pensa di proseguire con ancora un po’ d’estate per godere della bella luce settembrina, prima del lungo inverno.
E’ il popolo dei viaggiatori di settembre, quelli che non amano tuffarsi nelle calche agostane, nel traffico da bollino nero ma pazienti, spesso anche soffrendo in città, aspettano il rientro di tutti per concedersi il momento più giusto per viaggiare, quello meno affollato.
Anche nel popolo dei camminatori sono tanti gli amanti di settembre che cercano nella fine della bella stagione il silenzio dei propri passi e la quiete per ricominciare al meglio un nuovo anno.

Con la Compagnia dei Cammini settembre è un mese ricco di viaggi tra i boschi quasi deserti, le spiagge ormai vuote in cui rubare gli ultimi tuffi della stagione estiva e i piccoli borghi del nostro Paese, abbandonati dai turisti.

La via dei Banditi

In Sardegna sul cammino dei banditi

E’ il caso della Sardegna dove a settembre si può fare il cammino dei Banditi, dall’Ogliastra alla Barbagia dedicato solo a chi è ben allenato.
Un percorso avventuroso e selvatico che unisce alcuni dei luoghi legati alle vicende del banditismo sardo a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Da Ulassai a Oliena sulle tracce di Samuele Stocchino, detto la Tigre d’Ogliastra, Giovanni Salis, detto Corbeddu e tanti altri.
Tra storia e leggenda, si camminerà sui sentieri che percorrevano, si visiteranno le grotte dove si rifugiavano, si dormirà nei boschi secolari sotto gli stessi alberi testimoni di tante vicende legate a questa pagina di storia.
Si parte dall’Ogliastra per inerpicarsi giorno dopo giorno fino al Gennargentu sulle cime più alte dell’isola ed entrare così in Barbagia.
Un viaggio fuori dalla Sardegna più conosciuta, un viaggio autentico: sul cammino non mancheranno gli incontri con i pastori che ancora vivono secondo il “codice barbaricino”.
Chi si dava “alla macchia” in questi luoghi remoti partiva con una scorta di provviste di prodotti tradizionali (pane carasau, formaggio), si integrava con quanto veniva offerto o si riusciva a ottenere lungo la strada: questa sarà anche la provocazione di questo cammino veramente wild. Ovili, grotte, ripari sotto la roccia saranno i nostri punti tappa. Si dorme sempre all’aperto, grazie a ripari naturali o al semplice telo tarp che potrà diventare un rifugio.

La via del sale

La via del sale fra Liguria e Lombardia

Tra la Liguria e la Lombardia, invece, prima della stagione delle piogge, si può percorrere la Via del Sale  con un itinerario solo per camminatori esperti identificato a partire da quel fascio di percorsi che, già da tempi antichi, collegavano l’Oltrepò Pavese alla costa ligure di Camogli e Portofino per consentire ai mercanti il trasporto del sale con le loro carovane di muli.
La partenza è da Varzi, importante borgo commerciale nel XIII secolo, di cui oggi rimangono ancora le antiche torri della cinta muraria; si passa poi in Piemonte, per attraversare l’Appennino ligure e raggiungere infine il mare.
Il percorso si snoda fra rigogliosi boschi e ampi crinali, prevalentemente su sentieri e mulattiere, in strette e affascinanti valli e con la vista che spesso si spinge fino alle lontane Alpi.
Si passa per diversi insediamenti rurali per capire come in questi luoghi si vivesse nei secoli passati: Varzi, Castellaro, Torriglia, Uscio e giù fino a Portofino con con un tuffo nel mare di San Fruttuoso; antichi borghi ricchi di fascino, panorami emozionanti e una grande accoglienza, compresa l’ottima cucina locale, renderanno speciale questo cammino.

La costa jonica

Nella Calabria meno conosciuta

E ancora si può tornare a vivere una Calabria diversa da quella che solitamente visitiamo l’estate per un cammino adatto a tutti lungo la costa ionica calabrese, nella punta estrema della penisola italiana, con le montagne dell’Aspromonte a fare da cornice tra l’azzurro del mare e del cielo e il bianco delle rocce.
Camminando si potranno ascoltare il frangersi delle onde del mare, i suoni del vento e degli uccelli e con la possibilità di rigenerarsi con un bagno nelle splendide acque del mare Ionio.
La luce del sole che tramonta sull’Etna si trasforma in una scenografia da immortalare in foto e che sicuramente rimarrà a lungo impressa nella mente di ognuno di noi.
Ospitalità, mare limpido, spiagge infinite e deserte, camminate tra i profumi della macchia mediterranea e degli agrumi, le fiumare, i borghi arroccati in lontananza, cibo genuino e tradizionale saranno i punti forti di questo viaggio in una terra poco conosciuta e lontana dal “tradizionale” turismo di massa legato al mare… che sarà tutto per noi e per le tartarughe Caretta Caretta.
Questo tratto di costa infatti rappresenta l’area di nidificazione più importante d’Italia per questa specie, come accertato dai più recenti studi eseguiti dall’Università della Calabria di Cosenza.

Il cammino dei Sanniti

In Molise sul cammino dei sanniti

A settembre si può anche approfittare del bel tempo per visitare luoghi sconosciuti e inediti come il Cammino dei Sanniti in Molise solo per camminatori esperti.
Un percorso lungo le tracce di un popolo scomparso attraverso una storia fantastica, di coraggio e lotta per la libertà.
Sulle orme di un romanzo, Viteliù, che significa Italia, nel linguaggio antico dei popoli italici, perché l’Italia nacque proprio lì e nacque per difendere libertà e autodeterminazione di ben dodici popoli appenninici sotto la guida di Sanniti e Marsi.
Questo viaggio sulle tante tracce rimaste di un popolo antico è destinato a chi ama la storia e le sue suggestioni.
Così le mura ciclopiche su un monte diventano un accampamento, le basi di un tempio riprendono vita e ogni sasso squadrato saprà raccontare storie antiche come il Santuario della Nazione, la città del Toro Sacro, la Pietra-che-viene-avanti, l’antro di Kerres. Senza dimenticare il presente: incontri con persone vere, natura e cultura. Nella prima parte del viaggio, l’ambiente sarà più montano e si saliranno alcuni monti panoramici, tra cui il Monte Kaprum e il Monte Campo, entrambi di circa 1.750 metri. Si cammina, poi, sul tratturo Celano – Foggia, uno dei tratturi principali che collegavano Abruzzo, Molise e Puglia per il trasferimento stagionale delle greggi.

La Magna Francigena

In Sicilia sulla Magna via Francigena

E infine la Sicilia, a fine settembre già più tranquilla da scoprire a passo lento lungo la Magna Via Francigena, un percorso da fare solo con un buon livello di esperienza.
Questa è una delle più importanti vie storiche siciliane, un tempo strada romana fino a diventare il fulcro del sistema viario normanno.
È anche la testimonianza che anche la Sicilia nel Medioevo partecipò attivamente al fenomeno del pellegrinaggio.
Da questa strada che collega la costa nord a quella sud e che attraversa il cuore dell’isola, è passata la storia della Sicilia e dell’Europa intera, pellegrini, soldati, viaggiatori, arabi, greci, normanni: qui si è incontrato il Mediterraneo e qui si è formata l’Europa.
La Magna Via è lunga quasi 140 km da farsi in sei tappe, le più belle e selvagge, tralasciando quelle con più asfalto e paesaggi eccessivamente antropizzati.
Si parte da Piana degli Albanesi alle porte di Palermo, patria del miglior cannolo siciliano, attraverseremo paesi e borghi evocativi come Corleone, Prizzi, Sutera, e concluderemo alle porte di Agrigento, a Racalmuto, il paese che diede i natali al grandissimo Leonardo Sciascia. Percorrere oggi la Magna Via significa tante cose, ma soprattutto dare opportunità di lavoro e di sviluppo di un turismo sostenibile a chi vive nella Sicilia interna. Significa anche sostenere concretamente le strutture ricettive che hanno avviato la loro attività e supportare il lavoro dell’Associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia, che attraverso il recupero dei sentieri e coinvolgendo attivamente le realtà locali, hanno avviato questo grande progetto.

Camminare e far rinascere le antiche Vie è come accarezzare dolcemente l’anima di un territorio e la Sicilia, con tutta la sua bellezza e ricchezza di storia, arte e natura, ha bisogno di tante carezze, e tante sa restituirne.

Le 10 baie più belle del selvaggio ovest irlandese

Le 10 baie più belle del selvaggio ovest irlandese

Visto che è l’anno del compleanno numero 10 della Wild Atlantic Way, la strada turistica irlandese costiera segnalata più lunga del mondo, che si estende per ben 2500 chilometri lungo tutta la costa ovest irlandese, vale la pena fare una carrellata delle 10 spiagge più belle, tra le sue risorse paesaggistiche più suggestive.
Perfette per una giornata di relax, sfidare le onde su un surf, avvistare cetacei o per mettersi in ascolto dello spirito autentico dell’Atlantico contemplando l’infinità dell’oceano regalano momenti di puro incanto. Farsi un viaggio, da sud verso nord (o al contrario) cercando di vedersele tutte può essere un buon modo per scoprire alcune delle aree meno battute dell’isola da un punto di vista davvero particolare. Quello del suo blu più intenso.

Allihies, Beara, Contea di Cork

Allihies Beach, Contea di Cork

Uno splendido mix di acque blu scuro e turchesi si alternano in questa profonda spiaggia di sabbia fine e candida, parte della frastagliata penisola di Beara, ideale anche per fare trekking lungo l’anello Beara Way di 130 chilometri.
Il colpo d’occhio è spettacolare,
anche per il contrasto con il verde alle sue spalle e i morbidi rilievi collinari. Da mettere in agenda anche l’Allihies Copper Mines Museum e la vicina Dursey Island per fare un giro sulla Duresey Island Cable Car, l’unica funivia d’Irlanda.

Coumeenoole beach & Bay, contea di Kerry

Coumeenoole Beach, Contea di Kerry

Situata sulla panoramica Slea Head Drive, all’estremità della penisola di Dingle, Coumeenoole offre una splendida vista sulla baia e sulle isole Blasket.
Uno
dei motivi per cui questa è una delle più note spiagge della contea di Kerry è dovuto alla sua assoluta unicità paesaggistica: verdi colline che scendono digradando verso la baia, per cedere il passo a irte scogliere a picco sull’oceano.
Nota curiosa: proprio accanto al parcheggio c’è una pietra
commemorativa che indica il luogo in cui vennero girate alcune scene dela “La figlia di Ryan”, eretta nel 1999, 30 anni dopo la realizzazione di questo grande classico hollywoodiano dal sapore irlandese, vincitore di due Oscar.

Fanore Beach, Contea di Clare

Fanore Beach, Contea di Clare

Incorniciata da imponenti dune di sabbia, Fanore è un paradiso apprezzato da escursionisti, nuotatori e surfisti (che possono contare sulla Aloha Surf School), nell’area del lunare reticolo calcareo del Burren, che si sviluppa alle sue spalle. Raggiunta anche da una passerella di legno, è uno dei 188 Discovery Points disseminati lungo la Wild Atlantic Way.
Per
chi ama i viaggi dallo spirito on the road, poco lontano, c’è un’area autorizzata con alcuni servizi per
sostare con il camper.

Dog’s Bay Beach, Contea di Galway

Seguendo la costa del Connemara, in direzione di Clifden, si incontra uno dei quei luoghi che hanno dell’incredibile e dalla bellezza quasi surreale: Dog’s Bay Beach, uno sperone roccioso e forma di “t”. Si sviluppa dalla costa e la parte perpendicolare, definita da due spiagge gemelle, è coperta di sabbia chiarissima, composta interamente di frammenti di conchiglie, e bagnata da trasparenze turchesi che rapidamente diventano blu-smeraldo, dove il fondale diventa profondo.
Totalmente selvaggia, ideale per meditazioni tra terra, cielo e mare.

Keem Bay, Achill Island, Contea di Mayo


Keem Bay, Achill Island, Contea di Mayo

Una spiaggia, incastonata nella costa panoramica di Achill Island, che gode di una posizione incantevole, delimitata da scogliere ad alto effetto scenografico.
Non c’è da stupirsi che abbia avuto un ruolo da protagonista nel film “Gli spiriti
dell’isola”. È una delle Bandiere Blu di Achill Island e se d’estate raduna un bel po’ di persone che vogliono godersi la sua forma riparata dal vento, nei mesi meno caldi, merita una pausa per tranquille passeggiate.

Streedagh Beach. Contea di Sligo

Streedagh Beach, Contea di Sligo

Diventata famosa anche perché luogo del cuore di Marianne e Connell di “Normal People”, con la sua forma stretta e allungata, che si sviluppa tra due acque, è un altro luogo da scegliere per una passeggiata sulla sabbia soffice e bianca. La barriera corallina al largo crea condizioni ideali per il surf.
Non lontano c’è il maneggio Island View – Riding Stables per
scoprirla in sella.

Narin-Portnoo Beach, Contea di Donegal


Narin-Portnoo Beach, Contea di Donegal

Non c’è da stupirsi se 4 delle 10 spiagge più belle della top 10 sono nella contea di Donegal, l’area forse più selvaggia e remota di tutta la Wild Atlantic Way.
Da sud verso nord, la prima che si incontra è Narin-Portnoo Beach, che si snoda lungo la
costa per 2 km vicino al villaggio di Portnoo. Con la sua ampiezza è anche molto popolare per bagni oceanici che sono una sferzata di energia.
A pochi metri dalla riva, l’isolotto di Inishkeel, con i ruderi
di un sito ecclesiastico, che è raggiungibile a piedi con la bassa marea nei mesi primaverili.

Marble Hill beach, contea di Donegal

Marble Hill Beach, Contea di Donegal

Con gli yacht attraccati nella baia, gli amanti del birdwatching tra le dune e quelli della sua sabbia dorata, si capisce subito che Marble Hill sia una delle spiagge più apprezzate del Donegal.
Dall’alto sembra quasi il profilo di un volto e negli
immediati dintorni le baie che le contendono il posto nella Top 10 si susseguono numerose a breve distanza l’una dall’altra.

Kinnagoe Bay, Contea di Donegal


Kinnagoe Bay, Contea di Donegal

Un remoto tratto di spiaggia sabbiosa riparato da un’imponente collina verde, in un’area appartata della penisola di Inishowen. Anche Kinnagoe Bay è una dei 188 Discovery Points e dire che lascia senza fiato non è un vuoto cliché, ma descrivere la sua magnifica realtà.
Al largo delle sue coste, nel 1588 si inabisso la Trinidad Valencera, vascello
dell’Invincibile Armanda spagnola, scoperto nel 1971 da alcuni membri del Derry Sub Aqua Club, e ricordato da una targa.
I materiali recuperati dai sub sono visibili al Tower Museum di Derry e
all’Ulster Museum di Belfast.

Five Finger Strand, Donegal

Five Finger Strand, Contea di Donegal

Selvaggia poesia atlantica: così si potrebbe descrivere la spiaggia più a nord della Top 10 della Wild Atlantic Way.
Incontaminata e nascosta da imponenti
dune di sabbia, tra le più alte d’Europa, occupa una porzione di una profonda insenatura di sabbia chiara che con la bassa marea avanza in profondità verso l’entroterra. Da mettere in agenda il punto panoramico Sand Dunes at Lagg: quando splende il sole, l’intensità dei colori e il contrasto tra l’azzurro del mare e del cielo, il bianco della sabbia e il verde delle colline è commovente.
Per
un’esperienza particolare, non lontano, Wild Alpaca Way, per trekking vista mare in compagnia di
docili alpaca.
Se non si riesce a vederle proprio tutte, per capire la forza e l’unicità della costa atlantica irlandese vale la
pena di sceglierne almeno tre, includendo almeno un tramonto, magari nei periodi di bassa stagione per
provare la sensazione di avere solo per sé uno spettacolo della natura.

Slovenia: regina delle due ruote

Slovenia: regina delle due ruote

È da qualche anno che gli appassionati di ciclismo sono abituati a vedere, in vetta alle classifiche dei ranking internazionali e dei grandi giri, così come per le Grandi Classiche, i nomi di ciclisti sloveni: da Matej Mohorič, che ha trionfato alla Milano-Sanremo nel 2022, a Primož Roglič, Medaglia d’Oro a Tokyo, tre volte vincitore alla Vuelta e una al Giro nel 2023, fino al vero e proprio cannibale di questa generazione di ciclisti: Tadej Pogačar, uno schiacciasassi sia nelle corse di un giorno che nei grandi giri, che ha appena terminato di sbalordire una volta di più il mondo con una performance eccezionale al suo esordio nel Giro d’Italia, con l’obiettivo mai nascosto di ripetere l’impresa di Pantani del 1998, ovvero quella di collezionare, nello stesso anno, la Maglia Rosa e quella Gialla del Tour de France.

Tadej trionfa al Tour


Qual’é il segreto dei grandi ciclisti sloveni?

Per scoprirlo, siamo andati a casa loro, lungo le vie della Slovenia, così belle da pedalare ovunque, che un po’ tutto il paese può essere considerato una grande pista ciclabile.
E questo è sicuramente il primo elemento a colpire l’occhio del ciclista: la cura del fondo stradale, fondamentale sia per la sicurezza che per godersi, nel relax più totale, la ricchezza e la diversità paesaggistica di questa piccola Repubblica, mentre le ruote scorrono sull’asfalto come sul velluto.
Il secondo elemento è l’aria pulita che si respira pedalando su strade quasi mai trafficate, che porta con sé ora il profumo del Mediterraneo, ora quello della vegetazione alpina e prealpina.
Il terzo è la varietà, che si ricollega al secondo: come cambiano i profumi, cambiano anche gli scenari e i tipi di percorso, che in poche decine di km passano da arcigni passi alpini, fino alle colline ventilate del Carso e alla piana della Pannonia.
Questo rende il 
Giro di Slovenia (dove il leader indossa una Maglia Verde!) una delle gare più interessanti del calendario UCI World Tour, scelta ogni anno a giugno dai migliori ciclisti al mondo in preparazione del Tour de France.
L’ultimo elemento è forse lo stile di vita a misura d’uomo: qui si cerca di vivere senza la fretta di strafare, lentamente o počasi, come dicono in Slovenia, consapevoli di chi si è e del luogo da cui si viene. Si viene da una terra viva, che ribolle di sorgenti termali e dove le acque irrigue nutrono i suoi frutti prelibati, che diventano poi gli ingredienti di una cucina semplice e nutriente.
Perché è partendo da questa semplicità, dalla sua profonda conoscenza, che si cresce davvero. Così un giovane ciclista diventa un campione, così la semplice cucina slovena di campagna diventa gourmet.

le strade verdi della Slovenia

La Slovenia in bicicletta: Green Gourmet Route e Green Wellness Route

Non bisogna essere certo Roglič o Pogačar per saltare in sella, allacciare il casco e godersi le meraviglie dei percorsi ciclabili della Slovenia, né più e né meno di quanto bisogna essere grandi chef per apprezzarne la cucina, o mineralisti, per riconoscerne le straordinarie proprietà delle acque termali, enologi, per il vino e così via.
Qualunque sia la vostra passione, il modo migliore per attraversare la Slovenia sono le due ruote.
Il marchio di qualità Slovenia Green, sviluppato dall’Ente Sloveno per il Turismo con l’obiettivo di certificare le buone pratiche del turismo sostenibile, ha disegnato due itinerari ciclistici che attraversano le più importanti aree del paese, focalizzati su due tematiche fondamentali: il turismo termale (Slovenia Green Wellness Route) e il turismo enogastronomico (Slovenia Green Gourmet Route).

Karnik, paese natale di Pogačar

Un percorso ciclistico per rimettersi al mondo: La Green Wellness Route

Ptuj, Dobrna, Rogla, Čatež, Laško e molte altre rinomate località termali slovene: tutte attraversate da un unico itinerario cicloturistico.
La Green Wellness Route è un percorso ad anello di 16 tappe della lunghezza media di 40 km ciascuna, con partenza e arrivo a Lubiana.
Le tappe giornaliere, che si dirigono prima nel montuoso nord nel paese, poi verso le pianure della Pannonia e infine tra le colline meridionali (terra di ottimi vini), sono progettate in modo che nel pomeriggio ci sia abbastanza tempo per divertirsi e coccolarsi negli oltre 10 centri termali migliori della Slovenia centro-orientale. E poi, dopo una bella pedalata, il potere rigenerante delle acque e dei trattamenti si sente anche meglio!


In sella, di verde e di gusto: la Green Gourmet Route

Più che un percorso cicloturistico, la Green Gourmet Route è un fil rouge, anzi, un filo verde che collega in undici giorni tutte le località del paese che hanno ricevuto la certificazione Slovenia Green Destination.
Alternando tratti in bici più o meno impegnativi a collegamenti in treno, Slovenia Green Gourmet Route attraversa alcuni dei panorami più spettacolari di tutto il paese, dal Carso, al Collio e al Vipacco a ovest, fino alle colline del sud-est al confine con l’Ungheria.
C’è un motivo, però, se nel nome questo itinerario ha la parola gourmet: la Slovenia si è imposta, negli ultimi anni, quale destinazione di eccellenza dal punto di vista enogastronomico, entrando di prepotenza nell’olimpo della cucina mondiale grazie a fuoriclasse quali Ana Ross.
In ciascuna tappa, il percorso propone sempre alcuni tra i ristoranti che meglio esprimono la cucina del territorio, insigniti peraltro dell’etichetta di qualità Slovenia Green Cuisine, che ne certifica l’utilizzo di prodotti locali e le ricadute positive sulla comunità.
I percorsi Slovenia Green Gourmet Route e Slovenia Green Wellness Route sono realizzati su misura per i cicloamatori, lontano dalle strade principali e con il giusto dislivello, attraverso molti posti lungo il tragitto che vale la pena visitare.
Non è detto che il percorso vada fatto tutto insieme: in combinazione con i treni, è possibile pianificare gite nel fine settimana o percorrerne prima una metà e poi partire alla scoperta del resto del percorso.


Tra strada e Mountain Bike nella Slovenia di montagna: Juliana Bike!

Quando si sente forte il richiamo dello sterrato e delle ruote “grasse”, dalla Slovenia risponde Juliana Bike: un percorso ad anello di 7 tappe che si spiega su un totale di 290 km che permettono di esplorare le strade ai piedi delle Alpi Giulie.
Partenza e arrivo sono a Bohinj, sulle sponde del lago più grande del Paese, mentre tra le tappe intermedie spiccano Kranjska Gora e il passo di montagna di Vršič, noto anche come “la salita dei russi”, costruito praticamente a mano dai prigionieri di guerra durante il primo conflitto Mondiale.
Da questo passo, contraddistinto da ben 50 tornanti numerati proprio come la più famosa Alpe d’Huez, si raggiunge la Valle del’Isonzo, il fiume smeraldino che lambisce le località di Bovec e Tolmino, prima di rientrare a Bohinj dopo la frazione da Zakojca a Podbrdo.