Firenze: corri Luca, corri

[:it]DSCF8868di Nadia Fondelli –  Esistono momenti profondi e intensi e il cronista oggi ne ha vissuto uno bellissimo grazie a Luca Panichi mezzofondista di buon livello, classe 1969, che sta combattendo la sua gara più dura: quella contro un cancro al polmone.

E’ luogo comune dire che lo sport è soprattutto scuola di vita anche se questo concetto oggi è rimasto troppo spesso solo un luogo comune. Luca Panichi oggi ha dato una grande lezione di vita a tutti coloro che come si sono recati nella sede della gloriosa società Assi Gigli Rosso per assistere alla presentazione del suo libro “La mia storia continua” proprio “là dove tutto ebbe inizio” come recita la locandina di presentazione dell’evento.

Luca si è innamorato dell’atletica, proprio sulla pista degli Assi fin dal 1979. Poco più di un bambino lungo e magro che venendo dalla Rufina si è trovato a macinar chilometri sulla “pista” per elezione di Firenze con una generazione di atleti di grande livello di cui “Cannone”, come lo chiamavano gli amici, era una delle punte di diamante al punto di essere riuscito poi a chiudere una maratona di New York in 2h27’00 una di Firenze in 2h24’10, una mezza a Milano in 1h06’00 e dei 10.000 in 29’52”30.
Luca oggi sta gareggiando contro il nemico più tosto che esista al confronto del quale  il miglior keniano è un pivello: il cancro.
Quando nel dicembre 2012 arrivò la diagnosi dura e crudele Luca ha fatto partire il cronometro di questa sua gara difficilissima e quasi impossibile.
“Avevo due scelte – ha raccontato – mettermi sul divano e disperarmi oppure infilare le scarpe, uscire e cominciare a correre contro questo avversario. E così ho fatto”.
Tutta la sua gara fino ad oggi percorsa è raccontata nel libro “La mia corsa continua”  in cui racconta la sua storia di uomo e di atleta, intersecata con la malattia.

Una decisione coraggiosa la sua quella d mettere in piazza la malattia anche per esorcizzarla, motivata dalla necessità di lasciare una testimonianza forte sul fatto che, gli insegnamenti che ciascun atleta trae dalla sua pratica sportiva possono essergli utili e preziosi per affrontare anche le difficoltà nella vita.
Una testimonianza che è indirizzata anche a coloro che oggi non sanno essere più educatori e formatori sui tartan, ma esasperano la tecnica cercano solo il risultato.

Fiducia, speranza fede, amore e grinta i sentimenti che lo guidano in questa battaglia durissima che Luca combatte con serenità giorno dopo giorno.

Il volumetto tutto da leggere per capire i veri valori dello sport è introdotto da una breve introduzione di Stefano Mei, amico di Luca nella vita e nello sport.
Da ricordare che il ricavato delle vendite andrà al Reparto di Oncologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze e all’Associazione “www.pierogiacomelli.com”.[:en]DSCF8868di Nadia Fondelli –  Esistono momenti profondi e intensi e il cronista oggi ne ha vissuto uno bellissimo grazie a Luca Panichi mezzofondista di buon livello, classe 1969, che sta combattendo la sua gara più dura: quella contro un cancro al polmone.

E’ luogo comune dire che lo sport è soprattutto scuola di vita anche se questo concetto oggi è rimasto troppo spesso solo un luogo comune. Luca Panichi oggi ha dato una grande lezione di vita a tutti coloro che come si sono recati nella sede della gloriosa società Assi Gigli Rosso per assistere alla presentazione del suo libro “La mia storia continua” proprio “là dove tutto ebbe inizio” come recita la locandina di presentazione dell’evento.

Luca si è innamorato dell’atletica, proprio sulla pista degli Assi fin dal 1979. Poco più di un bambino lungo e magro che venendo dalla Rufina si è trovato a macinar chilometri sulla “pista” per elezione di Firenze con una generazione di atleti di grande livello di cui “Cannone”, come lo chiamavano gli amici, era una delle punte di diamante al punto di essere riuscito poi a chiudere una maratona di New York in 2h27’00 una di Firenze in 2h24’10, una mezza a Milano in 1h06’00 e dei 10.000 in 29’52”30.
Luca oggi sta gareggiando contro il nemico più tosto che esista al confronto del quale  il miglior keniano è un pivello: il cancro.
Quando nel dicembre 2012 arrivò la diagnosi dura e crudele Luca ha fatto partire il cronometro di questa sua gara difficilissima e quasi impossibile.
“Avevo due scelte – ha raccontato – mettermi sul divano e disperarmi oppure infilare le scarpe, uscire e cominciare a correre contro questo avversario. E così ho fatto”.
Tutta la sua gara fino ad oggi percorsa è raccontata nel libro “La mia corsa continua”  in cui racconta la sua storia di uomo e di atleta, intersecata con la malattia.

Una decisione coraggiosa la sua quella d mettere in piazza la malattia anche per esorcizzarla, motivata dalla necessità di lasciare una testimonianza forte sul fatto che, gli insegnamenti che ciascun atleta trae dalla sua pratica sportiva possono essergli utili e preziosi per affrontare anche le difficoltà nella vita.
Una testimonianza che è indirizzata anche a coloro che oggi non sanno essere più educatori e formatori sui tartan, ma esasperano la tecnica cercano solo il risultato.

Fiducia, speranza fede, amore e grinta i sentimenti che lo guidano in questa battaglia durissima che Luca combatte con serenità giorno dopo giorno.

Il volumetto tutto da leggere per capire i veri valori dello sport è introdotto da una breve introduzione di Stefano Mei, amico di Luca nella vita e nello sport.
Da ricordare che il ricavato delle vendite andrà al Reparto di Oncologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze e all’Associazione “www.pierogiacomelli.com”.DSCF8868[:]

Certaldo: il fuoco di Scarselli a casa Boccaccio

[:it]Scarselli_1 - OPEREdi redazione – Per tutto il 2015, Palazzo Pretorio di Certaldo ospita l’importante ciclo di mostre #4elements1palace, quattro esposizioni unite da un unico argomento, i quattro elementi fondamentali: Acqua, Fuoco, Aria, Terra.

Sono stati invitati ad esporre, senza alterare le proprie peculiarità iconografiche, 4 maestri della nostra epoca che, attraverso la loro arte, hanno trasferito nelle sale della prestigiosa sede l’intera loro poetica, analizzando in maniera artistica i quattro elementi.
Nata da un’idea dell’assessore alla cultura Francesca Pinochi e curate da Filippo Lotti e Roberto Milani con la collaborazione di Casa d’Arte San Lorenzo, ogni singola esposizione potrà essere considerata a tutti gli effetti, un evento nell’evento.
Dopo il successo della prima mostra, “AQUA” di Roberto Braida, è la volta di indagare il secondo elemento: il fuoco.
Questo “compito” è stato affidato a Marcello Scarselli, artista pisano di peso e caratura unica nella ricerca della forma/non forma.

“La visita al Palazzo Pretorio di Certaldo i primi giorni dell’anno è stata importante – dice Scarselli – quei muri pieni di storia, affrescati, patinati dal tempo, sono bellissimi. Ho sentito come artista il desiderio di sfida nei confronti di quelle opere e architetture. La mia ambizione – continua Scarselli – è voler far rivivere in quelle stanze il fuoco della mia arte; tutto si deve muovere, deve essere pieno di energia e grinta, di colore, di luce e di passione: il gesto imperioso e libero sarà il protagonista”.

La produzione di Scarselli è interamente risolta nella ricerca di un elemento archetipo forgiato e levigato, come se fosse la fucina di un fabbro che con sapiente maestria e la consapevolezza che ogni forma è già esistente in natura riesce a coinvolgere colui che guarda. Un insieme di masse equilibrate dal vuoto.
Il suo estro creativo è come un vulcano in eruzione, pronto a distribuire la propria lava incandescente sullo sguardo dello spettatore. L’impeto della sua creatività è però in netto contrasto con la sua indole, nonostante la mole.
Una sorta di gigante buono dell’arte. La sua forza emerge in tutta la sua pienezza nell’atto creativo che, come in pochi altri esempi, riesce a trasformare la materia in armonia. Una rincorsa alla bellezza del gesto informale che ha visto le su origini circa cinquant’anni fa ed ancora non ha visto colmare il suo corso. E Scarselli ne è un fulgido esempio.
L’inaugurazione della mostra è in calendario per domenica 26 aprile 2015 alle 16.30 nelle stanze di Palazzo Pretorio di Certaldo Aldo. Saranno esposte complessivamente circa 50 opere pittoriche alcune di grande formato a cui si aggiungeranno piccole sculture in ceramica, sculture in ferro e una installazione come omaggio al fuoco.

L’esposizione, che sarà documentata da un catalogo, edito da Bandecchi & Vivaldi, resterà aperta ai visitatori fino al 14 giugno.
Orario di apertura: 9.30-13.30 / 14.30-19.00 (aperto tutti i giorni). Ingresso euro 4,00 (ticket Sistema Museale, comprensivo visita Palazzo Pretorio e Casa di Boccaccio).
Per info: Sistema Museale di Certaldo 0571 661265 – musei@comune.certaldo.fi.it – www.comune.certaldo.fi.it[:en]Scarselli_1 - OPEREdi redazione – Per tutto il 2015, Palazzo Pretorio di Certaldo ospita l’importante ciclo di mostre #4elements1palace, quattro esposizioni unite da un unico argomento, i quattro elementi fondamentali: Acqua, Fuoco, Aria, Terra.

Sono stati invitati ad esporre, senza alterare le proprie peculiarità iconografiche, 4 maestri della nostra epoca che, attraverso la loro arte, hanno trasferito nelle sale della prestigiosa sede l’intera loro poetica, analizzando in maniera artistica i quattro elementi.
Nata da un’idea dell’assessore alla cultura Francesca Pinochi e curate da Filippo Lotti e Roberto Milani con la collaborazione di Casa d’Arte San Lorenzo, ogni singola esposizione potrà essere considerata a tutti gli effetti, un evento nell’evento.
Dopo il successo della prima mostra, “AQUA” di Roberto Braida, è la volta di indagare il secondo elemento: il fuoco.
Questo “compito” è stato affidato a Marcello Scarselli, artista pisano di peso e caratura unica nella ricerca della forma/non forma.

“La visita al Palazzo Pretorio di Certaldo i primi giorni dell’anno è stata importante – dice Scarselli – quei muri pieni di storia, affrescati, patinati dal tempo, sono bellissimi. Ho sentito come artista il desiderio di sfida nei confronti di quelle opere e architetture. La mia ambizione – continua Scarselli – è voler far rivivere in quelle stanze il fuoco della mia arte; tutto si deve muovere, deve essere pieno di energia e grinta, di colore, di luce e di passione: il gesto imperioso e libero sarà il protagonista”.

La produzione di Scarselli è interamente risolta nella ricerca di un elemento archetipo forgiato e levigato, come se fosse la fucina di un fabbro che con sapiente maestria e la consapevolezza che ogni forma è già esistente in natura riesce a coinvolgere colui che guarda. Un insieme di masse equilibrate dal vuoto.
Il suo estro creativo è come un vulcano in eruzione, pronto a distribuire la propria lava incandescente sullo sguardo dello spettatore. L’impeto della sua creatività è però in netto contrasto con la sua indole, nonostante la mole.
Una sorta di gigante buono dell’arte. La sua forza emerge in tutta la sua pienezza nell’atto creativo che, come in pochi altri esempi, riesce a trasformare la materia in armonia. Una rincorsa alla bellezza del gesto informale che ha visto le su origini circa cinquant’anni fa ed ancora non ha visto colmare il suo corso. E Scarselli ne è un fulgido esempio.
L’inaugurazione della mostra è in calendario per domenica 26 aprile 2015 alle 16.30 nelle stanze di Palazzo Pretorio di Certaldo Aldo. Saranno esposte complessivamente circa 50 opere pittoriche alcune di grande formato a cui si aggiungeranno piccole sculture in ceramica, sculture in ferro e una installazione come omaggio al fuoco.

L’esposizione, che sarà documentata da un catalogo, edito da Bandecchi & Vivaldi, resterà aperta ai visitatori fino al 14 giugno.
Orario di apertura: 9.30-13.30 / 14.30-19.00 (aperto tutti i giorni). Ingresso euro 4,00 (ticket Sistema Museale, comprensivo visita Palazzo Pretorio e Casa di Boccaccio).
Per info: Sistema Museale di Certaldo 0571 661265 – musei@comune.certaldo.fi.it – www.comune.certaldo.fi.it[:]

Serravalle Pistoiese: la notte delle catapulte infuocate

[:it]catapultedi redazione – n’idea insolita, un occasione particolare per vivere una parte di Toscana poco nota e un evento particolare. “La Notte delle Catapulte Infuocate” di Serravalle Pistoiese vi aspetta a fine maggio.

E’ una delle esperienze più emozionanti per grandi e piccini, specie se appassionati di medioevo, di dame, cavalieri e antichi regni. La notte di sabato 30 maggio, domenica 31 Maggio e lunedì 1 Giugno non perdete l’emozione della “Notte Delle Catapulte infuocate”, evento medievale insolito e spettacolare che vi riporterà indietro nel tempo.
La collaborazione della Proloco Serravalle Pistoiese e il portale BambiniTravel.it specializzato in vacanze con bambini, potranno farvi viere un weekend a misura di bambino nel cuore della Toscana.
Nell’Antico Borgo in pietra circondato dalle verdi colline di Montecatini Terme, diventerete voi stessi protagonisti in un paesino medievale, proprio come Troisi e Benigni in Frittole del film “Non ci Resta che piangere”.

Cosa  vi aspetta?
L’ingresso all’antica Rocca con l’accampamento medievale e,  appena alzato lo sguardo e guardate all’orizzonte la Rocca Antica con la Torre Esagonale: pura emozione.
Varcndo la porta dell’antico regno vi troverete in un racconto fiabesco. Falchi e poiane che volteggiano nell’aria sopra di  voi, tende e accampamenti intorno a voi con guerrieri pronti alla battaglia, dame e cavalieri che si aggirano tra i mestieranti dell’epoca.

Tutto ciò non è casuale perchè la storia di Serravalle affonda nel terreno di battaglia, quelle molte e aspre combattute tra fiorentini e lucchesi. Questa splendida rocca è stata infatti a lungo contesa, anche per la posizione strategica tra le due vallate che dividevano l’autonoma Lucca dalla strapotente Firenze.

La rievocazione che vi attende è studiata nei minimi particolari. Soldati agguerriti si fronteggeranno con armature luccicanti e abiti tipici del tempo.
A Serravalle Pistoiese vi attende la caccia al tesoro medievale per i più piccoli: siete pronti a varcare la Porta del Tempo e a farvi aiutare anche da mamma e papà?
Vi attendono Intrighi e cortesie, onori e inganni… Da non perdere anche la cena medievale
Per la prenotazione obbligatoria e per ogni altra informazione:
www.bambinitravel.it/ponte2giugno/offerte-toscana.php
Telefono: 345 44.90.713[:en]catapultedi redazione – n’idea insolita, un occasione particolare per vivere una parte di Toscana poco nota e un evento particolare. “La Notte delle Catapulte Infuocate” di Serravalle Pistoiese vi aspetta a fine maggio.

E’ una delle esperienze più emozionanti per grandi e piccini, specie se appassionati di medioevo, di dame, cavalieri e antichi regni. La notte di sabato 30 maggio, domenica 31 Maggio e lunedì 1 Giugno non perdete l’emozione della “Notte Delle Catapulte infuocate”, evento medievale insolito e spettacolare che vi riporterà indietro nel tempo.
La collaborazione della Proloco Serravalle Pistoiese e il portale BambiniTravel.it specializzato in vacanze con bambini, potranno farvi viere un weekend a misura di bambino nel cuore della Toscana.
Nell’Antico Borgo in pietra circondato dalle verdi colline di Montecatini Terme, diventerete voi stessi protagonisti in un paesino medievale, proprio come Troisi e Benigni in Frittole del film “Non ci Resta che piangere”.

Cosa  vi aspetta?
L’ingresso all’antica Rocca con l’accampamento medievale e,  appena alzato lo sguardo e guardate all’orizzonte la Rocca Antica con la Torre Esagonale: pura emozione.
Varcndo la porta dell’antico regno vi troverete in un racconto fiabesco. Falchi e poiane che volteggiano nell’aria sopra di  voi, tende e accampamenti intorno a voi con guerrieri pronti alla battaglia, dame e cavalieri che si aggirano tra i mestieranti dell’epoca.

Tutto ciò non è casuale perchè la storia di Serravalle affonda nel terreno di battaglia, quelle molte e aspre combattute tra fiorentini e lucchesi. Questa splendida rocca è stata infatti a lungo contesa, anche per la posizione strategica tra le due vallate che dividevano l’autonoma Lucca dalla strapotente Firenze.

La rievocazione che vi attende è studiata nei minimi particolari. Soldati agguerriti si fronteggeranno con armature luccicanti e abiti tipici del tempo.
A Serravalle Pistoiese vi attende la caccia al tesoro medievale per i più piccoli: siete pronti a varcare la Porta del Tempo e a farvi aiutare anche da mamma e papà?
Vi attendono Intrighi e cortesie, onori e inganni… Da non perdere anche la cena medievale
Per la prenotazione obbligatoria e per ogni altra informazione:
www.bambinitravel.it/ponte2giugno/offerte-toscana.php
Telefono: 345 44.90.713[:]

Anteprima assoluta: “Profumi di Boboli” sposa il giardino tropicale di Firenze

[:it]immagine-10di Nadia Fondelli – Un’anteprima assoluta dalle nostre pagine!
Segnatevi in agenda di tenervi liberi e scoprire la Firenze che non conoscete dal 4 a 7 giugno prossimi.

Negli ultimi anni è tutta una tendenza a scoprire e riscoprire, lontano dal cemento delle città, luoghi desueti, insoliti, poco noti, molto bucolici e quasi sconosciuti.
Sì lascia alle spalle i palazzoni, si sale in collina per sentir frusciare il vento fra i capelli e qui fra il verde cerchiamo nuove scoperte e vecchie emozioni…

E’ questo il nuovo trend del turista della domenica, quello convinto di avere il sapere in mano perché sa vedere oltre le porta della città.
E’ quello che naviga su internet a leggere recensioni improvvisate su aggregatori modaioli che però non sa che molto spesso non è necessario trovarsi la domenica sera in coda in auto a sbuffare dopo la gita-scoperta domenicale quando, i luoghi da scoprire sono sotto il naso.

Se poi aggiungete che, quello stesso turista della domenica è anche consumatore abituale di feste, festicciole, sagre e sagrette paesane spesso di dubbio gusto e qualità viene proprio da sorridere a pensare che, anche queste, è di alta qualità le si possono  trovare sotto il naso.

Non intende il vostro autore con queste righe deridere il lettore, ma per consolidate e ventennali abitudini chi conosce le righe che scrivo sui magazine con cui collaboro sa bene che, certi luoghi e certi eventi che leggete copia-incollati ovunque da me non li trovate mai recensiti.
Una precisa scelta. Non sono sbadata, sono solo non “allineata”. Non parlo di ciò che non mi convince.

E siccome sono selettiva nelle mie scelte rido solo al pensiero che davvero spesso, ciò che cerchiamo lo abbiamo davvero sotto casa e non lo conosciamo.
Capita così che se unite i  due ingredienti di cui sopra: luoghi splendidi ed eventi di qualità troverete il primo week end di giugno, senza allontanarsi troppo da Firenze, anzi rimanendo ben dentro le sue mura ciò che fa per voi.

Ho sempre scritto, ogni anno di “Profumi di Boboli” fin dalla sua nascita nove anni fa negli spazi monumentali del giardino più famoso di Firenze che per la prima volta si apriva  ad un’esposizione e ne ho apprezzato lo scorso anno il voler uscire da quelle mura storiche e rassicuranti per emigrare alla scoperta di altri spazi fiorentini che seppur belli, storici e splendidi poco il pubblico conosceva e ho sempre apprezzato la selettiva qualità degli espositori partecipanti.

Scoprire che quest’anno questa bella manifestazione primaverile si svolgerà fra le parete quasi segrete di uno splendido giardino tropicale sito nel cuore di Firenze e che quasi nessuno conosce è per me veramente il top.

Ricordo che questo giardino personalmente lo scoprii su segnalazione di un’amica e collega alcuni anni fa. Neppure io, confesso, lo conoscevo prima anche se nelle strade adiacenti ci sono passata migliaia di volte e in quella zona sono nata e cresciuta.
Alzi la mano a Firenze chi conosce il giardino tropicale dell’Istituto Agronomico d’Oltremare e alzi la mano due volte chi sa cosa sia questa organizzazione dalla storia centenaria ed emanazione del Ministero degli affari esteri?

Per ora godetevi l’anteprima assoluta di sapere che dal 4 a 7 giugno si svolgerà “I profumi di Boboli 2015 … e aroma di caffè”, IX edizione mostra mercato di fragranze e complementi proprio presso l’Istituto Agronomico per l’Oltremare di Firenze, in via Antonio Cocchi, 4° Firenze.
A presto altre novità…[:en]immagine-10di Nadia Fondelli – Un’anteprima assoluta dalle nostre pagine!
Segnatevi in agenda di tenervi liberi e scoprire la Firenze che non conoscete dal 4 a 7 giugno prossimi.

Negli ultimi anni è tutta una tendenza a scoprire e riscoprire, lontano dal cemento delle città, luoghi desueti, insoliti, poco noti, molto bucolici e quasi sconosciuti.
Sì lascia alle spalle i palazzoni, si sale in collina per sentir frusciare il vento fra i capelli e qui fra il verde cerchiamo nuove scoperte e vecchie emozioni…
E’ questo il nuovo trend del turista della domenica, quello convinto di avere il sapere in mano perché sa vedere oltre le porta della città.
E’ quello che naviga su internet a leggere recensioni improvvisate su aggregatori modaioli che però non sa che molto spesso non è necessario trovarsi la domenica sera in coda in auto a sbuffare dopo la gita-scoperta domenicale quando, i luoghi da scoprire sono sotto il naso.
Se poi aggiungete che, quello stesso turista della domenica è anche consumatore abituale di feste, festicciole, sagre e sagrette paesane spesso di dubbio gusto e qualità viene proprio da sorridere a pensare che, anche queste, è di alta qualità le si possono  trovare sotto il naso.
Non intende il vostro autore con queste righe deridere il lettore, ma per consolidate e ventennali abitudini chi conosce le righe che scrivo sui magazine con cui collaboro sa bene che, certi luoghi e certi eventi che leggete copia-incollati ovunque da me non li trovate mai recensiti.
Una precisa scelta. Non sono sbadata, sono solo non “allineata”. Non parlo di ciò che non mi convince.
E siccome sono selettiva nelle mie scelte rido solo al pensiero che davvero spesso, ciò che cerchiamo lo abbiamo davvero sotto casa e non lo conosciamo.
Capita così che se unite i  due ingredienti di cui sopra: luoghi splendidi ed eventi di qualità troverete il primo week end di giugno, senza allontanarsi troppo da Firenze, anzi rimanendo ben dentro le sue mura ciò che fa per voi.
Ho sempre scritto, ogni anno dell’evento “Profumi di Boboli” fin dalla sua nascita nove anni fa negli spazi monumentali del giardino più famoso di Firenze che per la prima volta si apriva  ad un evento e ne ho apprezzato lo scorso anno il voler uscire da quelle mura storiche e rassicuranti per emigrare alla scoperta di altri spazi fiorentini che seppur belli, storici e splendidi poco il pubblico conosceva e ho sempre apprezzato la selettiva qualità degli espositori partecipanti.
Scoprire che quest’anno questa bella manifestazione primaverile si svolgerà fra le parete quasi segrete di uno splendido giardino tropicale sito nel cuore di Firenze e che quasi nessuno conosce è per me è veramente il top.
Ricordo che questo giardino personalmente lo scoprii su segnalazione di un’amica e collega alcuni anni fa. Neppure io, confesso, lo conoscevo prima anche se nelle strade adiacenti ci sono passata migliaia di volte e in quella zona sono nata e cresciuta.
Alzi la mano a Firenze chi conosce il giardino tropicale dell’Istituto Agronomico d’Oltremare e alzi la mano due volte chi sa cosa sia questa organizzazione dalla storia centenaria ed emanazione del Ministero degli affari esteri?
Per ora godetevi l’anteprima assoluta di sapere che dal 4 a 7 giugno si svolgerà “I profumi di Boboli 2015 … e aroma di caffè”, IX edizione mostra mercato di fragranze e complementi proprio presso l’Istituto Agronomico per l’Oltremare di Firenze, in via Antonio Cocchi, 4° Firenze.
A presto altre novità…[:]

[:it]Firenze liberty[:]

[:it]20140905_111941 20140906_190327 20140915_183529 20150220_120538di Nadia Fondelli –  Un nuovo stile architettonico “floreale” stava ottenendo grande successo in Europa nel momento in cui il cancan faceva scandalizzare le signore e ingolosire gli uomini su cui incombeva la spada di Damocle dell’imminente prima guerra mondiale. Uno stile che faticava ad emergere in Italia e a Firenze soprattutto, città da sempre orgogliosa di sé e scettica verso il nuovo e forestiero.

Nella città che fu di Dante la prima costruzione del nuovo stile che, faticosamente si fece spazio nel centro storico è la casa Paggi situata fra via Brunelleschi e via de’Pecori. Il Liberty, con questo nome fu noto questo stile innovativo, irruppe così con il suo nuovo linguaggio in pieno centro città, nei tempi della sua riqualificazione, là dove fu il ghetto da poco demolito per fare spazio alla Firenze capitale di qualche decennio prima.


Opera dell’architetto Giovanni Paciarelli, la costruzione, risalente al 1903, era sede dei “Grandi Magazzini all’Industria Inglese, Pola e Todescan”. Il nuovo stile era deciso ed esplicito grazie alla forza che seppe dare a questo linguaggio il giovane e promettente assistente dell’architetto che rispondeva al nome di Giovanni Michelazzi, un pischello appena uscito dall’Accademia. 

Le decorazioni della facciata adornate dalle ceramiche fatte dalla manifattura Cantagalli di Firenze, i ferri battuti delle officine Michelacci di Pistoia e le protomi dal volto di donna, caratterizzano l’edificio. 
Per molti era un’orrore e anche i critici non furono teneri – Camillo Boito definì l’edificio “un pugno in un occhio”, ma nel giornale “L’Arte decorativa Moderna” la casa Paggi venne invece definita “una sfida alle abitudini locali”.

Firenze doveva svegliarsi e girare pagina?
Sì, del resto ai tavoli del vicino caffè delle Giubbe Rosse non a caso iniziavano a sedersi per oziare Marinetti, Montale e compagnia bella…

Il liberty-floreale è il nuovo e quindi trova immediata simpatia e diffusione fra artisti e artigiani capaci di produzioni di altissimo livello nel campo della grafica e delle arti applicate, anche se, per quel che riguarda l’architettura, le bocche ancora si storcono al punto che, Giovanni Michelazzi ormai diventato architetto in proprio, sarà l’unico a proseguire su questa strada, facendo spesso i conti con aspre critiche e incomprensioni. 

Il liberty però, anche per mancanza di spazi, lasciò presto il centro storico è trovo il suo centro in quelle nuove zone di espansione della città, dove si stava stabilendo la nuova classe sociale e si stava affermando la tipologia del villino.
I villini sorgono quindi nei quartieri ottocenteschi e primo novecenteschi di espansione della città di Firenze. 
I Lampredi di via Giano della Bella nascono con gli albori del novecento, ma è soprattutto la zona che si sviluppa alle spalle di Piazza Beccaria, dove una volta era Porta alla Croce, quella che maggiormente si caratterizza come la Firenze liberty e, non a caso, i più importanti artisti come Galileo Chini qui avevano le loro case studio.

Da via del Ghirlandaio dov’era sede della bottega Chini a viale Mazzini il passo è breve e qui venne edificato il villino Ventilari nel 1907 distrutto fra il 1959 e il 1961, poi il villino “La Prora” nella vicina via Guerrazzi, anch’esso distrutto dopo il 1955.
Del 1907 è il villino Ravazzini di via Scipione Ammirato, strada dove nel 1910-11 sorge il capolavoro liberty fiorentino: il suggestivo villino Broggi.

Per l’eccentrico architetto Michelazzi, il Broggi sarà la prima possibilità di progettazione completa e da così sfogo alla sua creatività.
La morfologia della facciata è lo specchio della conformazione interna e la decorazione è perfettamente integrata con l’architettura. L’impianto trapezoidale si sviluppa intorno alla monumentale scala elicoidale, coperta a cupola e illuminata da una lanterna colorata, montata su una struttura in ferro a forma di un grande ragno; la ringhiera ha la forma di drago e le figure femminili danzanti di Galileo Chini completano la decorazione della cupola e delle pareti della stanza ottagonale. All’esterno, festoni in ceramica verde si inseriscono fra la muratura grigia dell’intonaco e le specchiature in laterizio che riempiono i fantasiosi spazi creati dalle cornici. Sulla soggetta, impreziosita dai tralci in ferro battuto e dalla ringhiera, il festone di ceramica reca la scritta “Erectum MCMXI architetto Michelazzi”. 

Il pensiero architettonico di Michelazzi si riscontra anche nella palazzina-studio di via Borgognissanti, progettata nel 1911 e costruita al posto di un immobile di fine ottocento destinato a scuderia e demolito nel 1910. 
L’edificio, stretto fra due costruzioni precedenti, è denso di elementi liberty che sfruttano l’accentuato verticalismo per sottolineare la doppia funzione del palazzo.

La nuova strana architettura nel centro storico della città sollevò così tante critiche come dicevamo, al punto che, il quotidiano La Nazione del 22 gennaio 1912 la definisce “sacrilega” in una città dove il “gusto e l’arte era campione”. 
La stagione liberty è brevissima, la prima guerra mondiale toglie il sorriso a molti e Michelazzi rimane ben presto solitario e fuori dalle norme. 
Rimarrà sempre coerente al suo credo non adeguandosi per inseguire facili successi. Al ritorno dal conflitto mondiale il clima in cui aveva operato in città, polemiche a parte, non era più lo stesso e la sua vita lavorativa non avrà più la stessa vena. Il sentimento di inadeguatezza e le delusioni familiari lo porteranno al suicidio il 24 Agosto 1924.

Ma di lui, di Galileo Chini e degli altri maestri del liberty, fortunatamente rimangono i capolavori, anche se molti sono andati ahimè persi per colpa della folle mano distruttrice del soprintendente Procacci che1962 decretò la distruzione di molti villini.

Per un tour di art-noveau consigliammo di girovagare dietro piazza Beccaria e vedere dopo il Villino Broggi e il Villino Ravazzini di Via Scipione Ammirato e la casa-bottega di Chini di via del Ghirlandaio, le case e le insegne di vecchie botteghe di via Cimabue di via Orcagna e magari immaginare, sempre naso all’insù, nella stessa Piazza Beccaria il celebre cinema, teatro e ristorante Alahmbra che ha fatto la storia della di Firenze.



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Isola d’Elba e il suo tesoro in passarella

Isola d’Elba e il suo tesoro in passarella

[:it]IMG_2835di redazione – Un fine settimana di eventi quello del 18 e 19 aprile sull’isola d’Elba con un protagonista d’eccezione: il vino Aleatico.

Sabato 18 aprile si terrà la prima edizione dell’AleatiCup: una veleggiata all’insegna dei “piaceri del buon vivere organizzata dallo Yacht Club Portoferraio e dalla Lega Navale Italiana sez. di Portoferraio.
Il 19 aprile torna a Portoferraio Elba Aleatico che quest’anno vedrà la concomitanza con la tappa elbana del 1° Tuscany Bike Challenge, in collaborazione con Vetrina Toscana.
La V edizione di Elba Aleatico e l’Anteprima dei vini Elba DOC si svolgerà nel chiostro del Centro Culturale De Laugier a Portoferraio. La rassegna è organizzata dall’AIS delegazione Isola d’Elba e dal Consorzio di Tutela dei Vini Elba DOC con il patrocinio della Provincia di Livorno e del Comune di Portoferraio.

La mattina saranno presentati i vini 2015 del Consorzio Elba Doc accompagnati  dalla degustazione dei prodotti e delle  specialità della gastronomia elbana proposte da produttori e ristoratori che fanno parte di ElbaTaste. Nel pomeriggio verrà presentato l’Aleatico Passito delle sedici aziende che aderiscono al consorzio.

 

In questa giornata alcuni ristoranti dell’isola che fanno parte della rete di Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove i ristoranti e le botteghe che utilizzano i prodotti del territorio, incoronano l’Aleatico come protagonista dei loro menù.

 

Proprio in onore di questo grande vino, la Gran Fondo dell’Isola d’Elba cambia il nome in: Gran Fondo Elbaleatico. Ciclismo, Turismo, enogastronomia, promozione del territorio uniti per rendere omaggio al “vino dell’imperatore”.

Si racconta, infatti, che Napoleone, in attesa al largo nella rada di Portoferraio, prima di sbarcare studiasse con attenzione il nuovo piccolo regno che l’avrebbe accolto: l’isola d’Elba.

Il 4 maggio 1814 il cannocchiale si soffermò su di una grande vigna cinta da mura. Era “La Chiusa” gestita dalla stirpe dei Foresi fin dal Seicento.
Secondo la tradizione, il generale fece ammarare una scialuppa e raggiunse il luogo dove assaggiò un vino dolce rosso rubino che subito gli tirò su il morale. Aveva scoperto l’Aleatico che diventò il suo vino preferito.

Nell’immaginario collettivo tutte le isole hanno un tesoro, per l’Elba è di sicuro l’Aleatico: il 18 e 19 Il vino dell’imperatore regnerà davvero incontrastato.[:en]IMG_2835di redazione – Un fine settimana di eventi quello del 18 e 19 aprile sull’isola d’Elba con un protagonista d’eccezione: il vino Aleatico.

Sabato 18 aprile si terrà la prima edizione dell’AleatiCup: una veleggiata all’insegna dei “piaceri del buon vivere organizzata dallo Yacht Club Portoferraio e dalla Lega Navale Italiana sez. di Portoferraio.
Il 19 aprile torna a Portoferraio Elba Aleatico che quest’anno vedrà la concomitanza con la tappa elbana del 1° Tuscany Bike Challenge, in collaborazione con Vetrina Toscana.
La V edizione di Elba Aleatico e l’Anteprima dei vini Elba DOC si svolgerà nel chiostro del Centro Culturale De Laugier a Portoferraio. La rassegna è organizzata dall’AIS delegazione Isola d’Elba e dal Consorzio di Tutela dei Vini Elba DOC con il patrocinio della Provincia di Livorno e del Comune di Portoferraio.

La mattina saranno presentati i vini 2015 del Consorzio Elba Doc accompagnati  dalla degustazione dei prodotti e delle  specialità della gastronomia elbana proposte da produttori e ristoratori che fanno parte di ElbaTaste. Nel pomeriggio verrà presentato l’Aleatico Passito delle sedici aziende che aderiscono al consorzio.

 

In questa giornata alcuni ristoranti dell’isola che fanno parte della rete di Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove i ristoranti e le botteghe che utilizzano i prodotti del territorio, incoronano l’Aleatico come protagonista dei loro menù.

 

Proprio in onore di questo grande vino, la Gran Fondo dell’Isola d’Elba cambia il nome in: Gran Fondo Elbaleatico. Ciclismo, Turismo, enogastronomia, promozione del territorio uniti per rendere omaggio al “vino dell’imperatore”.

Si racconta, infatti, che Napoleone, in attesa al largo nella rada di Portoferraio, prima di sbarcare studiasse con attenzione il nuovo piccolo regno che l’avrebbe accolto: l’isola d’Elba.

Il 4 maggio 1814 il cannocchiale si soffermò su di una grande vigna cinta da mura. Era “La Chiusa” gestita dalla stirpe dei Foresi fin dal Seicento.
Secondo la tradizione, il generale fece ammarare una scialuppa e raggiunse il luogo dove assaggiò un vino dolce rosso rubino che subito gli tirò su il morale. Aveva scoperto l’Aleatico che diventò il suo vino preferito.

Nell’immaginario collettivo tutte le isole hanno un tesoro, per l’Elba è di sicuro l’Aleatico: il 18 e 19 Il vino dell’imperatore regnerà davvero incontrastato.[:]