I cioccolatai più bravi d’Italia? Tutti in Toscana

I cioccolatai più bravi d’Italia? Tutti in Toscana

[:it]IMG_9664di Stefania Pianigiani –  Chi fa il cioccolato più buono in Italia? Per fortuna sono tanti i maestri cioccolatieri all’altezza di partecipare agli International Chocolate Awards.

Solo per la Toscana, vanno citati Vestri, Slitti, Piccola Pasticceria; Torta Pistocchi Firenze(Claudio e Claudia Pistocchi che aprono oggi anche a Milano in Via De Amicis 7).

Stamattina a Firenze sono stati premiati i vincitori. Ma cosa sono gli International Chocolate Awards?

Il concorso è ideato da Martin Christy (UK), insieme a Monica Meschini (Italia) eMaricel Presilla (USA). Tutti e tre massimi esperti di cacao e cioccolato a livello internazionale.

Tale concorso si svolge ogni anno da 4 anni in due fasi: la semifinale italiana alla quale quest’anno si aggiunge tutta l’aerea mediterranea e che si è tenuta a Firenze; e la finale mondiale, alla quale accedono esclusivamente i finalisti della prima fase, ha luogo a Londra in autunno, a cui partecipano tutti i vincitori delle altre parti del mondo.

Come funziona il concorso? Sono 48 le categorie in gara, nelle variabili: latte, fondente, bianco o miste. Un percorso che prevede la degustazione di tavolette in purezza ed aromatizzate, spalmabili, gianduiotti, ganache, tartufi, cremini, e molto altro.“A differenza delle altre competizioni – sottolinea Monica Meschini, Responsabile Italiana del Comitato Organizzatore degli International Chocolate Awards: il nostro fine non è solo assegnare dei premi ma soprattutto rilasciare un’opinione costruttiva. Siamo felici di aver creato un sistema di giudizio uniforme per tutte le competizioni, basato sulla massima pluralità, equità e trasparenza, cardini imprescindibili per premiare i prodotti che realmente meritano”. Non a caso, per garantire il massimo rigore nei giudizi, i test sono effettuati alla cieca, evitando che i giudici sappiano in anticipo il nome del produttore e la tipologia di cioccolato utilizzato.

E ora non resta che aspettare Londra in autunno e la finale mondiale…[:en]IMG_9664di Stefania Pianigiani –  Chi fa il cioccolato più buono in Italia? Per fortuna sono tanti i maestri cioccolatieri all’altezza di partecipare agli International Chocolate Awards.

Solo per la Toscana, vanno citati Vestri, Slitti, Piccola Pasticceria; Torta Pistocchi Firenze(Claudio e Claudia Pistocchi che aprono oggi anche a Milano in Via De Amicis 7).

Stamattina a Firenze sono stati premiati i vincitori. Ma cosa sono gli International Chocolate Awards?

Il concorso è ideato da Martin Christy (UK), insieme a Monica Meschini (Italia) eMaricel Presilla (USA). Tutti e tre massimi esperti di cacao e cioccolato a livello internazionale.

Tale concorso si svolge ogni anno da 4 anni in due fasi: la semifinale italiana alla quale quest’anno si aggiunge tutta l’aerea mediterranea e che si è tenuta a Firenze; e la finale mondiale, alla quale accedono esclusivamente i finalisti della prima fase, ha luogo a Londra in autunno, a cui partecipano tutti i vincitori delle altre parti del mondo.

Come funziona il concorso? Sono 48 le categorie in gara, nelle variabili: latte, fondente, bianco o miste. Un percorso che prevede la degustazione di tavolette in purezza ed aromatizzate, spalmabili, gianduiotti, ganache, tartufi, cremini, e molto altro.“A differenza delle altre competizioni – sottolinea Monica Meschini, Responsabile Italiana del Comitato Organizzatore degli International Chocolate Awards: il nostro fine non è solo assegnare dei premi ma soprattutto rilasciare un’opinione costruttiva. Siamo felici di aver creato un sistema di giudizio uniforme per tutte le competizioni, basato sulla massima pluralità, equità e trasparenza, cardini imprescindibili per premiare i prodotti che realmente meritano”. Non a caso, per garantire il massimo rigore nei giudizi, i test sono effettuati alla cieca, evitando che i giudici sappiano in anticipo il nome del produttore e la tipologia di cioccolato utilizzato.

E ora non resta che aspettare Londra in autunno e la finale mondiale…[:]

Toscana ‘900: musei e percorsi d’arte

[:it]novecentodi redazione – Una guida, una app in 4 lingue, 11 mostre, 18 eventi collaterali, 108 musei, 7 itinerari turistici, una nuova rete museale aperta il sabato e la domenica, un pass per ingressi, visite guidate, didattica e sconti nei territori

Piccoli Grandi Musei, il progetto di Regione Toscana e Ente Cassa di Risparmio di Firenze nato per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, è dedicato quest’anno alla Toscana del ‘900: un percorso, una guida, un’applicazione, mostre e tanti eventi – a partire dal 13 giugno fino al 31 dicembre 2015 – per raccontare, attraverso mille voci, la storia di una regione e di un secolo.

Famosa in tutto il mondo per le sue meraviglie del passato – dall’arte etrusca ai grandi capolavori del Rinascimento – la Toscana viene raramente associata al Novecento.
Eppure durante il secolo scorso, l’intera regione ha svolto un ruolo importante nell’offrire stimoli e vivaci contesti agli artisti che qui hanno vissuto, lavorato e spesso raggiunto notorietà internazionale e ha anche rappresentato un’attrattiva per i collezionisti che hanno deciso di affidare a questi territori le proprie raccolte.
Questo ruolo si delinea chiaramente grazie a numerosissimi musei, disseminati nella nostra regione: oltre 100 realtà, grandi e piccole, per narrare attraverso luoghi e immagini, 100 anni d’arte.
E proprio per raccontare questa storia, è stata fatta la prima mappatura completa di tutti i suoi protagonisti. Oltre cento musei, nati nelle circostanze più diverse, alcuni dedicati a singoli artisti, altri creati con ambizioni antologiche, alcuni espressione di una volontà locale, altri frutto di una donazione, voluti per raccontare un’attività artistica, oppure una storia industriale.

Una ricognizione geografica che propone percorsi diversi, per tipologie museali o per generi di opere esposte, per periodi storici privilegiati o per tematiche affrontate, con lo scopo, naturalmente, di creare una rete in grado di valorizzare le realtà museali legate al Novecento Toscano e per andare alla scoperta dei quasi 450 artisti legati alla nostra regione, da Plinio Nomellini, Lorenzo Viani, Ottone Rosai e Massimo Campigli, a Marino Marini, Alberto Magnelli e Gino Severini, sino a Carla Accardi, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Daniel Spoerri, Alighiero Boetti e Igor Mitoraj, per citarne solo alcuni.

Per la prima volta ai soggetti promotori e finanziatori si è aggiunta quest’anno la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, che è interessata a sostenere questo modello di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo di progetti innovativi nel settore cultura.
Sono stati individuati 22 musei capofila che, grazie al progetto, dal 13 giugno al 31 dicembre 2015 verranno aperti anche il sabato e la domenica con molte attività didattiche, laboratori per famiglie e visite guidate gratuite che aiuteranno il visitatore a conoscere queste realtà.
In questo stesso periodo in molti dei musei coinvolti, si terranno 11 mostre e 18 eventi collaterali che approfondiranno ulteriormente la storia e i protagonisti del Novecento in Toscana.[:en]novecentodi redazione – Una guida, una app in 4 lingue, 11 mostre, 18 eventi collaterali, 108 musei, 7 itinerari turistici, una nuova rete museale aperta il sabato e la domenica, un pass per ingressi, visite guidate, didattica e sconti nei territori

Piccoli Grandi Musei, il progetto di Regione Toscana e Ente Cassa di Risparmio di Firenze nato per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, è dedicato quest’anno alla Toscana del ‘900: un percorso, una guida, un’applicazione, mostre e tanti eventi – a partire dal 13 giugno fino al 31 dicembre 2015 – per raccontare, attraverso mille voci, la storia di una regione e di un secolo.

Famosa in tutto il mondo per le sue meraviglie del passato – dall’arte etrusca ai grandi capolavori del Rinascimento – la Toscana viene raramente associata al Novecento.
Eppure durante il secolo scorso, l’intera regione ha svolto un ruolo importante nell’offrire stimoli e vivaci contesti agli artisti che qui hanno vissuto, lavorato e spesso raggiunto notorietà internazionale e ha anche rappresentato un’attrattiva per i collezionisti che hanno deciso di affidare a questi territori le proprie raccolte.
Questo ruolo si delinea chiaramente grazie a numerosissimi musei, disseminati nella nostra regione: oltre 100 realtà, grandi e piccole, per narrare attraverso luoghi e immagini, 100 anni d’arte.
E proprio per raccontare questa storia, è stata fatta la prima mappatura completa di tutti i suoi protagonisti. Oltre cento musei, nati nelle circostanze più diverse, alcuni dedicati a singoli artisti, altri creati con ambizioni antologiche, alcuni espressione di una volontà locale, altri frutto di una donazione, voluti per raccontare un’attività artistica, oppure una storia industriale.

Una ricognizione geografica che propone percorsi diversi, per tipologie museali o per generi di opere esposte, per periodi storici privilegiati o per tematiche affrontate, con lo scopo, naturalmente, di creare una rete in grado di valorizzare le realtà museali legate al Novecento Toscano e per andare alla scoperta dei quasi 450 artisti legati alla nostra regione, da Plinio Nomellini, Lorenzo Viani, Ottone Rosai e Massimo Campigli, a Marino Marini, Alberto Magnelli e Gino Severini, sino a Carla Accardi, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Daniel Spoerri, Alighiero Boetti e Igor Mitoraj, per citarne solo alcuni.

Per la prima volta ai soggetti promotori e finanziatori si è aggiunta quest’anno la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, che è interessata a sostenere questo modello di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo di progetti innovativi nel settore cultura.
Sono stati individuati 22 musei capofila che, grazie al progetto, dal 13 giugno al 31 dicembre 2015 verranno aperti anche il sabato e la domenica con molte attività didattiche, laboratori per famiglie e visite guidate gratuite che aiuteranno il visitatore a conoscere queste realtà.
In questo stesso periodo in molti dei musei coinvolti, si terranno 11 mostre e 18 eventi collaterali che approfondiranno ulteriormente la storia e i protagonisti del Novecento in Toscana.[:]

Pistoia: Burri, la Collezione Gori e le fotografie di Amendola in mostra

[:it]12-Alberto-Burri-Grande-ferro-Celle-1986-foto-Aurelio-Amendoladi redazione –  Il 10 maggio a Pistoia, a Palazzo Sozzifanti, apre al pubblico fino al 26 luglio la mostra “Burri e Pistoia. La Collezione Gori e le fotografie di Amendola”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e curata da Bruno Corà, con opere della Collezione Gori, della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello e fotografie di Aurelio Amendola.

A cento anni dalla nascita, molti Paesi – e su tutti gli Stati Uniti – renderanno omaggio al grande artista umbro che ha demolito e riconfigurato la pittura occidentale. Un anniversario che anche la città di Pistoia si appresta a celebrare con una grande mostra.
Il percorso espositivo presenta un nucleo significativo di lavori appartenente alla collezione di Giuliano Gori, grande amico di Burri fin dagli anni Sessanta, decennio in cui appaiono i “Legni” le “Combustioni”, i “Ferri”, le “Plastiche” che definiscono in modo emblematico il rapporto di Burri con ‘la materia’ da trasformare in pittura.

Le opere in mostra sono affiancate da un ricco repertorio di fotografie di Aurelio Amendola, a lungo collaboratore e testimone dell’azione artistica del Maestro. Istantanee che forniscono un fedele ritratto dell’artista e dell’uomo. L’immagine più celebre di Burri proviene proprio dall’obiettivo di Amendola: parte di una spettacolare serie di scatti delle “Combustioni” realizzate nell’atelier di Morra nel 1976.

Le opere di Burri, in un ideale dispiegamento dei suoi più significativi esiti, dai Catrami alle Muffe, dai Sacchi alle Combustioni e ai Legni, dai Cretti fino ai Cellotex, rendono emblematica la grande lezione di questo Maestro che con la città di Pistoia ebbe un particolare e amichevole rapporto, tuttora testimoniato dal Grande Ferro Celle, scultura progettata espressamente dall’artista nel 1986 per lo spazio aperto lungo la strada che unisce Montale a Pistoia, nel punto di accesso alla Fattoria di Celle di Santomato, sede della Collezione Gori. Perfettamente inserita nell’ambiente circostante, la scultura, attraverso l’incrocio di ogive metalliche, dà origine a differenti inquadrature e punti d’osservazione del paesaggio. Fa parte della serie di sculture che Burri soleva realizzare in occasione di avvenimenti straordinari quali la Biennale di Venezia o Kassel.

In mostra, oltre ai notevoli pezzi della collezione Gori, riferibili in gran parte agli anni Cinquanta, si potrà ammirare l’opera di rilevante valenza storica Sacco, del 1952, prestata dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello. I Sacchi – considerati la risposta dell’arte italiana ai linguaggi dell’informale – rappresentano un pezzo importante della storia di Burri e dell’Italia dopo l’ultima guerra.

In occasione dell’apertura della mostra, il 10 maggio, dalle 11 alle 17 sarà realizzato l’annullo speciale di un francobollo del Centenario (serie SZ1 1949 emesso il 12 marzo), e saranno stampate tre cartoline (Il grande ferro / Legno bruciato della collezione Gori / una delle foto delle combustioni di Amendola), che potranno essere raccolte in un apposito cofanetto.
Tra maggio e luglio saranno inoltre organizzate visite guidate gratuite, a cura di Artemisia Associazione Culturale, tra queste anche un percorso pensato apposta per i più piccoli.
La mostra s’inserisce nell’ambito dell’iniziativa Piccoli Grandi Musei 2015. Toscana ‘900. Musei e Percorsi d’arte.

Burri e Pistoia. La collezione Gori e le fotografie di Amendola
Pistoia, Palazzo Sozzifanti, ingresso Vicolo dei Pedoni, 1
9 maggio – 26 luglio 2015
Orari: Martedì-Venerdì dalle 14.30 alle 19.30; Sabato e Domenica dalle 10 alle 18
In mattinata aperto per scolaresche o visite guidate, su prenotazione
Ingresso: € 3,00 – gratuito per studenti, over 65 e possessori dei biglietti del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo
Info e prenotazioni: +39 0573 974226 (Lunedì – Venerdì dalle 8.30 alle 13.30)
eventi@fondazionecrpt.it, www.mostrefondazionecrpt.it [:en]12-Alberto-Burri-Grande-ferro-Celle-1986-foto-Aurelio-Amendoladi redazione –  Il 10 maggio a Pistoia, a Palazzo Sozzifanti, apre al pubblico fino al 26 luglio la mostra “Burri e Pistoia. La Collezione Gori e le fotografie di Amendola”, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e curata da Bruno Corà, con opere della Collezione Gori, della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello e fotografie di Aurelio Amendola.

A cento anni dalla nascita, molti Paesi – e su tutti gli Stati Uniti – renderanno omaggio al grande artista umbro che ha demolito e riconfigurato la pittura occidentale. Un anniversario che anche la città di Pistoia si appresta a celebrare con una grande mostra.
Il percorso espositivo presenta un nucleo significativo di lavori appartenente alla collezione di Giuliano Gori, grande amico di Burri fin dagli anni Sessanta, decennio in cui appaiono i “Legni” le “Combustioni”, i “Ferri”, le “Plastiche” che definiscono in modo emblematico il rapporto di Burri con ‘la materia’ da trasformare in pittura.

Le opere in mostra sono affiancate da un ricco repertorio di fotografie di Aurelio Amendola, a lungo collaboratore e testimone dell’azione artistica del Maestro. Istantanee che forniscono un fedele ritratto dell’artista e dell’uomo. L’immagine più celebre di Burri proviene proprio dall’obiettivo di Amendola: parte di una spettacolare serie di scatti delle “Combustioni” realizzate nell’atelier di Morra nel 1976.

Le opere di Burri, in un ideale dispiegamento dei suoi più significativi esiti, dai Catrami alle Muffe, dai Sacchi alle Combustioni e ai Legni, dai Cretti fino ai Cellotex, rendono emblematica la grande lezione di questo Maestro che con la città di Pistoia ebbe un particolare e amichevole rapporto, tuttora testimoniato dal Grande Ferro Celle, scultura progettata espressamente dall’artista nel 1986 per lo spazio aperto lungo la strada che unisce Montale a Pistoia, nel punto di accesso alla Fattoria di Celle di Santomato, sede della Collezione Gori. Perfettamente inserita nell’ambiente circostante, la scultura, attraverso l’incrocio di ogive metalliche, dà origine a differenti inquadrature e punti d’osservazione del paesaggio. Fa parte della serie di sculture che Burri soleva realizzare in occasione di avvenimenti straordinari quali la Biennale di Venezia o Kassel.

In mostra, oltre ai notevoli pezzi della collezione Gori, riferibili in gran parte agli anni Cinquanta, si potrà ammirare l’opera di rilevante valenza storica Sacco, del 1952, prestata dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello. I Sacchi – considerati la risposta dell’arte italiana ai linguaggi dell’informale – rappresentano un pezzo importante della storia di Burri e dell’Italia dopo l’ultima guerra.

In occasione dell’apertura della mostra, il 10 maggio, dalle 11 alle 17 sarà realizzato l’annullo speciale di un francobollo del Centenario (serie SZ1 1949 emesso il 12 marzo), e saranno stampate tre cartoline (Il grande ferro / Legno bruciato della collezione Gori / una delle foto delle combustioni di Amendola), che potranno essere raccolte in un apposito cofanetto.
Tra maggio e luglio saranno inoltre organizzate visite guidate gratuite, a cura di Artemisia Associazione Culturale, tra queste anche un percorso pensato apposta per i più piccoli.
La mostra s’inserisce nell’ambito dell’iniziativa Piccoli Grandi Musei 2015. Toscana ‘900. Musei e Percorsi d’arte.

Burri e Pistoia. La collezione Gori e le fotografie di Amendola
Pistoia, Palazzo Sozzifanti, ingresso Vicolo dei Pedoni, 1
9 maggio – 26 luglio 2015
Orari: Martedì-Venerdì dalle 14.30 alle 19.30; Sabato e Domenica dalle 10 alle 18
In mattinata aperto per scolaresche o visite guidate, su prenotazione
Ingresso: € 3,00 – gratuito per studenti, over 65 e possessori dei biglietti del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo
Info e prenotazioni: +39 0573 974226 (Lunedì – Venerdì dalle 8.30 alle 13.30)
event[:]

Firenze: a Capo Nord in bici, per solidarietà

[:it]1008-claudia-caponord-12di redazione – Il 10 maggio, alle ore 10.00 il gruppo di ciclisti amatoriali “I Ciclomacchinisti” partirà in bici dall’Ospedale Meyer di Firenze diretto a Capo Nord in Norvegia.

Quattromilacinquecento chilometri di strada per realizzare un sogno e raccogliere fondi per combattere la Fibrosi Cistica, ad oggi una delle malattie genetiche più comuni in Italia.

Sono Mario Gulino, Marco Passarini e Simone Fuso i tre protagonisti di una delle più belle iniziative di raccolta fondi della Lega Italiana Fibrosi Cistica Toscana Onlus: “Pedala per un Respiro”, patrocinata dall’Ospedale Meyer e sostenuta da HDI, Vertical Media, FIAB, Il Ciclone ASD, DLF Pisa-Perugia-Ravenna e Mercurialis.

Mario, siciliano di origini ma toscano di adozione, Marco, di San Severino Marche, e Simone, umbro di Foligno, hanno in comune una professione e una passione. Tutti e tre sono macchinisti delle ferrovie e sono amanti del ciclismo.

Folgorati dal libro Tre Uomini in bicicletta di Altan, Rumiz e Rigatti, dal 2011 ogni anno organizzano un viaggio in bici per l’Europa: dall’Italia hanno già raggiunto insieme Lisbona, Istanbul e l’Irlanda.

Ma quest’anno il viaggio sarà ben più ambizioso: 4.500 chilometri su due ruote per raggiungere Capo Nord, in Norvegia.
Per la prima volta in assoluto, dopo aver conosciuto il figlio di un collega affetto da Fibrosi Cistica, i tre ciclisti hanno deciso di trasformare il loro viaggio di piacere in un’impresa collettiva a sostegno dei ragazzi, delle famiglie e della ricerca per combattere questa difficile malattia.
“La Fibrosi Cistica è una malattia genetica senza cura, ad oggi una delle più comuni nel nostro Paese. Ogni settimana in Italia nascono 4 bambini con questa malattia e – spiega Franco Berti, Presidente della LIFC Toscana Onlus – si stima che in totale i malati siano circa 6.000; di questi circa il 50% supera i 18 anni e la vita attesa per un bambino che nasce oggi è di circa 40.

Grazie alla ricerca e al miglioramento continuo della qualità delle cure, la situazione è in costante progresso. L’idea di legare un’impresa ciclistica come quella dei Ciclomacchinisti alla FC ci ha profondamente colpiti e commossi, non solo per la sua originalità, ma anche perché è estremamente indovinata. Difatti la malattia colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e l’utilizzo della cyclette è una delle attività consigliate proprio dai medici per alleviare i sintomi dei ragazzi.”

“Si tratta di un’iniziativa molto importante – continua Franco Berti – non solo per raccogliere donazioni, ma anche per sensibilizzare la popolazione su questa malattia e su come gestirla quando si dà alla luce un bambino che ne è affetto.”

Il 10 maggio 2015 alle ore 10.00 i tre Ciclomacchinisti partiranno dall’Ospedale Meyer di Firenze, sede del Centro Regionale Fibrosi Cistica, faranno tappa al Parco delle Cascine per unirsi ai bambini della manifestazione Bimbimbici 2015 e poi proseguiranno per Capo Nord, con tappe giornaliere da 160 km attraverso Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia.
Durante l’itinerario i ciclisti saranno accolti dalle varie delegazioni dei Centri per la lotta alla Fibrosi Cistica sparsi in Europa, da quello di Cesena a quello di Verona fino alla Germania e alla Norvegia, che hanno sostenuto fin da subito con grande entusiasmo l’iniziativa: “In questo modo – spiega Mario Gulino – sarà come se tracciassimo un collegamento invisibile tra i Centri, in una comunione d’ideali e d’intenti.”

Per affrontare il viaggio i Ciclomacchinisti utilizzeranno biciclette ibride tra un mezzo da corsa e una mountain bike, sul modello di quelle da ciclo-cross. Se riusciranno a trovare un camper a cui appoggiarsi, potranno percorrere la strada più agevolmente, ma in caso contrario porteranno con sé tutto il necessario, comprese le tende da campeggio per ogni evenienza. L’arrivo è previsto intorno alla metà di giugno.

Ci sono molti modi per contribuire al progetto Pedala per un Respiro direttamente dal sito ufficiale www.pedalaperunrespiro.it. Chi ha un’azienda può sostenere l’impresa e i progetti LIFC facendo una donazione. Chi è appassionato di ciclismo può fare una donazione e pedalare assieme ai Ciclomacchinisti per un tratto del percorso, mentre chi desidera partecipare virtualmente all’impresa, potrà acquistare km facendo una donazione libera online tramite PayPal o con carta di credito oppure tramite bonifico bancario.

Tutti sono invitati a condividere l’iniziativa e farla conoscere sui social network con l’hashtag ufficiale #PedalaPerUnRespiro

Per informazioni e donazioni: www.pedalaperunrespiro.it

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PedalaPerUnRespiro

Hashtag ufficiale: #PedalaPerUnRespiro

 [:en]1008-claudia-caponord-12di redazione – Il 10 maggio, alle ore 10.00 il gruppo di ciclisti amatoriali “I Ciclomacchinisti” partirà in bici dall’Ospedale Meyer di Firenze diretto a Capo Nord in Norvegia.

Quattromilacinquecento chilometri di strada per realizzare un sogno e raccogliere fondi per combattere la Fibrosi Cistica, ad oggi una delle malattie genetiche più comuni in Italia.

Sono Mario Gulino, Marco Passarini e Simone Fuso i tre protagonisti di una delle più belle iniziative di raccolta fondi della Lega Italiana Fibrosi Cistica Toscana Onlus: “Pedala per un Respiro”, patrocinata dall’Ospedale Meyer e sostenuta da HDI, Vertical Media, FIAB, Il Ciclone ASD, DLF Pisa-Perugia-Ravenna e Mercurialis.

Mario, siciliano di origini ma toscano di adozione, Marco, di San Severino Marche, e Simone, umbro di Foligno, hanno in comune una professione e una passione. Tutti e tre sono macchinisti delle ferrovie e sono amanti del ciclismo.

Folgorati dal libro Tre Uomini in bicicletta di Altan, Rumiz e Rigatti, dal 2011 ogni anno organizzano un viaggio in bici per l’Europa: dall’Italia hanno già raggiunto insieme Lisbona, Istanbul e l’Irlanda.

Ma quest’anno il viaggio sarà ben più ambizioso: 4.500 chilometri su due ruote per raggiungere Capo Nord, in Norvegia.
Per la prima volta in assoluto, dopo aver conosciuto il figlio di un collega affetto da Fibrosi Cistica, i tre ciclisti hanno deciso di trasformare il loro viaggio di piacere in un’impresa collettiva a sostegno dei ragazzi, delle famiglie e della ricerca per combattere questa difficile malattia.
“La Fibrosi Cistica è una malattia genetica senza cura, ad oggi una delle più comuni nel nostro Paese. Ogni settimana in Italia nascono 4 bambini con questa malattia e – spiega Franco Berti, Presidente della LIFC Toscana Onlus – si stima che in totale i malati siano circa 6.000; di questi circa il 50% supera i 18 anni e la vita attesa per un bambino che nasce oggi è di circa 40.

Grazie alla ricerca e al miglioramento continuo della qualità delle cure, la situazione è in costante progresso. L’idea di legare un’impresa ciclistica come quella dei Ciclomacchinisti alla FC ci ha profondamente colpiti e commossi, non solo per la sua originalità, ma anche perché è estremamente indovinata. Difatti la malattia colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e l’utilizzo della cyclette è una delle attività consigliate proprio dai medici per alleviare i sintomi dei ragazzi.”

“Si tratta di un’iniziativa molto importante – continua Franco Berti – non solo per raccogliere donazioni, ma anche per sensibilizzare la popolazione su questa malattia e su come gestirla quando si dà alla luce un bambino che ne è affetto.”

Il 10 maggio 2015 alle ore 10.00 i tre Ciclomacchinisti partiranno dall’Ospedale Meyer di Firenze, sede del Centro Regionale Fibrosi Cistica, faranno tappa al Parco delle Cascine per unirsi ai bambini della manifestazione Bimbimbici 2015 e poi proseguiranno per Capo Nord, con tappe giornaliere da 160 km attraverso Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia.
Durante l’itinerario i ciclisti saranno accolti dalle varie delegazioni dei Centri per la lotta alla Fibrosi Cistica sparsi in Europa, da quello di Cesena a quello di Verona fino alla Germania e alla Norvegia, che hanno sostenuto fin da subito con grande entusiasmo l’iniziativa: “In questo modo – spiega Mario Gulino – sarà come se tracciassimo un collegamento invisibile tra i Centri, in una comunione d’ideali e d’intenti.”

Per affrontare il viaggio i Ciclomacchinisti utilizzeranno biciclette ibride tra un mezzo da corsa e una mountain bike, sul modello di quelle da ciclo-cross. Se riusciranno a trovare un camper a cui appoggiarsi, potranno percorrere la strada più agevolmente, ma in caso contrario porteranno con sé tutto il necessario, comprese le tende da campeggio per ogni evenienza. L’arrivo è previsto intorno alla metà di giugno.

Ci sono molti modi per contribuire al progetto Pedala per un Respiro direttamente dal sito ufficiale www.pedalaperunrespiro.it. Chi ha un’azienda può sostenere l’impresa e i progetti LIFC facendo una donazione. Chi è appassionato di ciclismo può fare una donazione e pedalare assieme ai Ciclomacchinisti per un tratto del percorso, mentre chi desidera partecipare virtualmente all’impresa, potrà acquistare km facendo una donazione libera online tramite PayPal o con carta di credito oppure tramite bonifico bancario.

Tutti sono invitati a condividere l’iniziativa e farla conoscere sui social network con l’hashtag ufficiale #PedalaPerUnRespiro

Per informazioni e donazioni: www.pedalaperunrespiro.it

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/PedalaPerUnRespiro

Hashtag ufficiale: #PedalaPerUnRespiro

 [:]

Firenze: apre la casa delle Eccellenze, un angolo Expo a Firenze

[:it]Expo - Casa Eccellenze Firenze-2di redazione – Inaugurata a Firenze l’area espositiva che recupera i locali dell’ex Tribunale aperta fino al 31 ottobre con ingresso gratuito e nuovi allestimenti ogni 15 giorni.

Un artigiano che batte davanti al pubblico il Fiorino, una collezione numismatica creata appositamente per Expo2015, video esclusivi sull’artigianato artistico e un’installazione di piume nella gabbia che un tempo ospitava gli inquisiti sotto processo. I locali dell’ex tribunale di Firenze, uno dei rari esempi di architettura barocca a Firenze, tornano alla vita con la Casa delle Eccellenze, temporary mall patrocinato da Expo 2015 e aperto fino al 31 ottobre con ingresso gratuito.

La Casa delle Eccellenze, promossa e finanziata da Camera di Commercio di Firenze, realizzata da PromoFirenze anche con il patrocinio di Comune di Firenze e Regione Toscana, è stata inaugurata oggi pomeriggio da Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze e Mario Curia, consigliere delegato di PromoFirenze e dall’assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze. L’iniziativa rientra nel progetto internazionale Work’nFlorence #Expo2015Firenze diretto da Alessandro Grassi. 

«Il recupero di un luogo meraviglioso come l’ex tribunale di piazza San Firenze e allo stesso tempo l’allestimento di un temporary mall che ogni 15 giorni cambia volto, con rotazione delle aziende partecipanti, è un altro dei progetti che sottolineano come Expo 2015 si possa vivere a Milano come a Firenze», ha sottolineato Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze. 

«L’obiettivo è quello di esporre le produzioni che si contraddistinguono per innovazione, tradizione o eccellenza, realizzate dalle imprese fiorentine in settori chiave come l’industria di qualità, l’artigianato artistico e l’enogastronomia», ha aggiunto Mario Curia, consigliere delegato di PromoFirenze. 

Il periodo espositivo di questo temporary mall è scandito seguendo un calendario tematico, mentre nell’area absidale una suggestiva zona conferenze è aperta al confronto, ai dibattiti e alle presentazioni di aziende, consorzi, reti e istituzioni. 

La Casa delle Eccellenze è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19,30 (compresa la domenica).

Foto: tratta da Firenze Today[:en]Expo - Casa Eccellenze Firenze-2di redazione – Inaugurata a Firenze l’area espositiva che recupera i locali dell’ex Tribunale aperta fino al 31 ottobre con ingresso gratuito e nuovi allestimenti ogni 15 giorni.

Un artigiano che batte davanti al pubblico il Fiorino, una collezione numismatica creata appositamente per Expo2015, video esclusivi sull’artigianato artistico e un’installazione di piume nella gabbia che un tempo ospitava gli inquisiti sotto processo. I locali dell’ex tribunale di Firenze, uno dei rari esempi di architettura barocca a Firenze, tornano alla vita con la Casa delle Eccellenze, temporary mall patrocinato da Expo 2015 e aperto fino al 31 ottobre con ingresso gratuito.

La Casa delle Eccellenze, promossa e finanziata da Camera di Commercio di Firenze, realizzata da PromoFirenze anche con il patrocinio di Comune di Firenze e Regione Toscana, è stata inaugurata oggi pomeriggio da Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze e Mario Curia, consigliere delegato di PromoFirenze e dall’assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze. L’iniziativa rientra nel progetto internazionale Work’nFlorence #Expo2015Firenze diretto da Alessandro Grassi. 

«Il recupero di un luogo meraviglioso come l’ex tribunale di piazza San Firenze e allo stesso tempo l’allestimento di un temporary mall che ogni 15 giorni cambia volto, con rotazione delle aziende partecipanti, è un altro dei progetti che sottolineano come Expo 2015 si possa vivere a Milano come a Firenze», ha sottolineato Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze. 

«L’obiettivo è quello di esporre le produzioni che si contraddistinguono per innovazione, tradizione o eccellenza, realizzate dalle imprese fiorentine in settori chiave come l’industria di qualità, l’artigianato artistico e l’enogastronomia», ha aggiunto Mario Curia, consigliere delegato di PromoFirenze. 

Il periodo espositivo di questo temporary mall è scandito seguendo un calendario tematico, mentre nell’area absidale una suggestiva zona conferenze è aperta al confronto, ai dibattiti e alle presentazioni di aziende, consorzi, reti e istituzioni. 

La Casa delle Eccellenze è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19,30 (compresa la domenica).

Foto: tratta da Firenze Today[:]

Pontassieve: le Sieci si tinge di rosa

[:it]bannerdi Nadia Fondelli – Sabato 9 e domenica 10 maggio appuntamento da non perdere a Le Sieci per la seconda edizione di “Le Sieci si tinge di rosa”.

Un week end dedicato alla prevenzione, alle donne e alla loro forza e quali migliori protagoniste di tutto ciò che le Dragoon Lady, squadra di canottaggio di Dragoon Boat, che sanno come fare squadra, per sensibilizzare su un tema importante e combattere il tumore al seno.

Con il patrocinio del comune di Pontassieve e la fattiva opera di Lilt (lega italiana lotta ai tumori), Ce.ri.on. (centro riabilitazione oncologica) e associazione sportiva canottieri comunali e con la special guest Tiberio Timperi nella giornata di sabato pomeriggio.

Il calendario ricco e vivace prevede visite di prevenzione del melanoma, punto di informazione e d’ascolto Lilt, racconti della vita sul fiume, dei renaioli, dei mestieri sull’Arno e dell’alluvione e si concluderà il sabato prima dell’aperitivo con la presentazione delle Dragoon Lady e i loro racconti speciali della vita e delle città viste dal fiume.
La domenica invece la filarmonica Puccini di Molin del Piano, la banda che sfilerà in città con i bambini e soprattutto i giri in Dragoon Boat lungo il fiume accompagnati dalle Dragoon Lady sui  loro spettacolari barconi saranno il momento clou di tutta la due giorni in cui il paese de Le Sieci si tingerà di rosa: simbolo delle Dragoon lady e della prevenzione del tumore al seno.

Due giorni intensi di festa e allegria, ma anche di riflessione e speranza grazie a questa straordinaria squadra nata nel 2006 per volontà della Lilt con la collaborazione dei canottieri comunali Firenze.
Le Dragoon Lady sono state il secondo equipaggio in Italia formato da donne operate di tumore al seno e oggi, dopo anni di trasferte e successi in giro per il mondo sono le attuali campionesse d’Italia.
Sono donne straordinarie che si divertono, lottano, vincono, perdono, soffrono e gioiscono nello sport accomunate dalla volontà di far capire che dalla malattia si può uscire.
Testimonial pregiate della città di Firenze, sono un esempio tangibile del valore della prevenzione e molte di loro sono anche impegnate in prima fila nel volontariato.
Sono loro la vera forza delle donne, quelle da cui dobbiamo sempre prendere esempio. Loro le vere campionesse della vita e chi vi scrive ha il piacere e l’onore di accompagnare molte di loro la domenica in splendidi percorsi di fitwalking per le colline fiorentine.
Donne che sanno amare e guardare la vita e la città da tutte le angolazioni: dal basso del fiume così come dall’alto delle colline.
Andate a conoscerle a Le Sieci, guardare i loro sorrisi sinceri e i loro occhi radiosi e ve ne innamorerete come è successo a me.[:en]bannerdi Nadia Fondelli – Sabato 9 e domenica 10 maggio appuntamento da non perdere a Le Sieci per la seconda edizione di “Le Sieci si tinge di rosa”.

Un week end dedicato alla prevenzione, alle donne e alla loro forza e quali migliori protagoniste di tutto ciò che le Dragoon Lady, squadra di canottaggio di Dragoon Boat, che sanno come fare squadra, per sensibilizzare su un tema importante e combattere il tumore al seno.

Con il patrocinio del comune di Pontassieve e la fattiva opera di Lilt (lega italiana lotta ai tumori), Ce.ri.on. (centro riabilitazione oncologica) e associazione sportiva canottieri comunali e con la special guest Tiberio Timperi nella giornata di sabato pomeriggio.

Il calendario ricco e vivace prevede visite di prevenzione del melanoma, punto di informazione e d’ascolto Lilt, racconti della vita sul fiume, dei renaioli, dei mestieri sull’Arno e dell’alluvione e si concluderà il sabato prima dell’aperitivo con la presentazione delle Dragoon Lady e i loro racconti speciali della vita e delle città viste dal fiume.
La domenica invece la filarmonica Puccini di Molin del Piano, la banda che sfilerà in città con i bambini e soprattutto i giri in Dragoon Boat lungo il fiume accompagnati dalle Dragoon Lady sui  loro spettacolari barconi saranno il momento clou di tutta la due giorni in cui il paese de Le Sieci si tingerà di rosa: simbolo delle Dragoon lady e della prevenzione del tumore al seno.

Due giorni intensi di festa e allegria, ma anche di riflessione e speranza grazie a questa straordinaria squadra nata nel 2006 per volontà della Lilt con la collaborazione dei canottieri comunali Firenze.
Le Dragoon Lady sono state il secondo equipaggio in Italia formato da donne operate di tumore al seno e oggi, dopo anni di trasferte e successi in giro per il mondo sono le attuali campionesse d’Italia.
Sono donne straordinarie che si divertono, lottano, vincono, perdono, soffrono e gioiscono nello sport accomunate dalla volontà di far capire che dalla malattia si può uscire.
Testimonial pregiate della città di Firenze, sono un esempio tangibile del valore della prevenzione e molte di loro sono anche impegnate in prima fila nel volontariato.
Sono loro la vera forza delle donne, quelle da cui dobbiamo sempre prendere esempio. Loro le vere campionesse della vita e chi vi scrive ha il piacere e l’onore di accompagnare molte di loro la domenica in splendidi percorsi di fitwalking per le colline fiorentine.
Donne che sanno amare e guardare la vita e la città da tutte le angolazioni: dal basso del fiume così come dall’alto delle colline.
Andate a conoscerle a Le Sieci, guardare i loro sorrisi sinceri e i loro occhi radiosi e ve ne innamorerete come è successo a me.[:]