Libri: gli “appetiti estremi” di Stefania e company

[:it]critiche-gastronomichedi Nadia Fondelli – A sorpresa, passo dopo passo la nostra collaboratrice Stefania Pianigiani vola sempre più in alto e oggi debutta anche in veste di autrice di libri, a quattro mani con la sua amica per caso Sabrina Somigli.

Sarà Pontassieve nell’ambito della manifestazione CookStock a battezzare, sabato 5 settembre,  il debutto librario di Stefania Pianigiani enogastrogiardiniera, come lei ama definirsi.
Giardiniera per mestiere,  seguitissima blogger appassionata di buona cucina e del buon stile toscano è diventata giornalista quasi per caso, alcuni anni fa.
Mi vanto, e a ben donde dato che i dati mi danno ragione, di aver intuito che dietro la tastiera di una blogger appassionata c’era una vera giornalista attenta, curiosa e competente prestata al giardinaggio.
Quando gli proposi di fare la giornalista e iniziare a scrivere per il mio “Toscana$Chianti News” quasi sorrise pensando che scherzassi e oggi eccoci qua al debutto di  “Appetiti estremi”.

E’ il suo primo libro scritto a quattro mani con Sabrina Somigli, edito da Ara Edizioni.
Una serie di racconti alla scoperta della Toscana meno esplorata dove non mancano cibo, territorio, arte, natura, ma soprattutto tanto humor che darà luogo a situazioni davvero “ridanciane”.  Appetiti Estremi è la dimostrazione di come un sogno si può avverare grazie alle testimonianze reali di Stefania Pianigiani, giornalista e blogger, ma soprattutto giardiniera e di Sabrina Somigli, microbiologa, prestata con successo alla ristorazione in veste di cuoca.

Ma soprattutto è una storia di amicizia, impressa nelle pagine che scorrono veloci sotto lo sguardo del lettore, e come dice il giornalista Aldo Fiordelli autore della prefazione: “Già dalle prime righe si ha la sensazione di leggere una Muriel Barbery più solare, meno tormentata, toscanizzata di un ‘ironia più pungente e con un velo di delicato cinismo”.  I disegni  e la copertina sono di Rakele Tondini, disegnatrice e insegnante di storia del costume al Museo del Tessuto di Prato, conosciuta dalle autrici per caso e con la quale è scattata subito la sintonia.
Ad arricchire i racconti, impostati sui principali pasti della giornata, la partecipazione straordinaria di Marco Stabile, chef stellato e presidente dei JRE Italia, Paolo Gori della trattoria da Burde, Giovanni Santarpia che fa la pizza più buona che ci sia, Simone Municchi della gelateria l’Antica Delizia, e la famiglia Pallai del ristorante K2 di Abbadia San Salvatore. Il libro è disponibile nelle migliori librerie, in vendita “online”  sui principali canali di distribuzione e debutta in anteprima nazionale sabato 5 settembre alle 17.30 a Pontassieve (FI), all’interno di  “Bocconi e Parole” in piazza Vittorio Emanuele II nell’ambito della manifestazione gastronomica “CookStock”, ove la Sieve al gusto si confonde…

Auguri Stefania, dalla tua redazione[:en]critiche-gastronomichedi Nadia Fondelli – A sorpresa, passo dopo passo la nostra collaboratrice Stefania Pianigiani vola sempre più in alto e oggi debutta anche in veste di autrice di libri, a quattro mani con la sua amica per caso Sabrina Somigli.

Sarà Pontassieve nell’ambito della manifestazione CookStock a battezzare, sabato 5 settembre,  il debutto librario di Stefania Pianigiani enogastrogiardiniera, come lei ama definirsi.
Giardiniera per mestiere,  seguitissima blogger appassionata di buona cucina e del buon stile toscano è diventata giornalista quasi per caso, alcuni anni fa.
Mi vanto, e a ben donde dato che i dati mi danno ragione, di aver intuito che dietro la tastiera di una blogger appassionata c’era una vera giornalista attenta, curiosa e competente prestata al giardinaggio.
Quando gli proposi di fare la giornalista e iniziare a scrivere per il mio “Toscana$Chianti News” quasi sorrise pensando che scherzassi e oggi eccoci qua al debutto di  “Appetiti estremi”.

E’ il suo primo libro scritto a quattro mani con Sabrina Somigli, edito da Ara Edizioni.
Una serie di racconti alla scoperta della Toscana meno esplorata dove non mancano cibo, territorio, arte, natura, ma soprattutto tanto humor che darà luogo a situazioni davvero “ridanciane”.  Appetiti Estremi è la dimostrazione di come un sogno si può avverare grazie alle testimonianze reali di Stefania Pianigiani, giornalista e blogger, ma soprattutto giardiniera e di Sabrina Somigli, microbiologa, prestata con successo alla ristorazione in veste di cuoca.

Ma soprattutto è una storia di amicizia, impressa nelle pagine che scorrono veloci sotto lo sguardo del lettore, e come dice il giornalista Aldo Fiordelli autore della prefazione: “Già dalle prime righe si ha la sensazione di leggere una Muriel Barbery più solare, meno tormentata, toscanizzata di un ‘ironia più pungente e con un velo di delicato cinismo”.  I disegni  e la copertina sono di Rakele Tondini, disegnatrice e insegnante di storia del costume al Museo del Tessuto di Prato, conosciuta dalle autrici per caso e con la quale è scattata subito la sintonia.
Ad arricchire i racconti, impostati sui principali pasti della giornata, la partecipazione straordinaria di Marco Stabile, chef stellato e presidente dei JRE Italia, Paolo Gori della trattoria da Burde, Giovanni Santarpia che fa la pizza più buona che ci sia, Simone Municchi della gelateria l’Antica Delizia, e la famiglia Pallai del ristorante K2 di Abbadia San Salvatore. Il libro è disponibile nelle migliori librerie, in vendita “online”  sui principali canali di distribuzione e debutta in anteprima nazionale sabato 5 settembre alle 17.30 a Pontassieve (FI), all’interno di  “Bocconi e Parole” in piazza Vittorio Emanuele II nell’ambito della manifestazione gastronomica “CookStock”, ove la Sieve al gusto si confonde…

Auguri Stefania, dalla tua redazione[:]

Pontassieve: Quàlita partecipa a Cookstock 3 giorni di cibo, vino e musica

[:it]Progetto Qualitadi redazione –  Quàlita, progetto rivolto alle piccole aziende del settore agroalimentare, sarà presente il 4, 5 e 6 di settembrealla seconda edizione della kermesse enogastronomica Cookstock, appuntamento che animerà le vie del centro di Pontassieve con degustazionivino, cibo di stradacooking show realizzati da grandi chefmostre eaperitivi, il tutto condito da ottima musica.

Cookstock, che lo scorso anno ha visto la presenza di 20.000 persone, è organizzato dall’Associazione Cavolo a Merenda e dal Comune di Pontassieve, con il supporto dell’azienda Ruffino.

Piazza Vittorio Emanuele II ospiterà il cibo di strada, piazza Boetani sarà dedicata ad attività ed animazioneper i più piccoli, via Ghiberti vedrà il coinvolgimento delle botteghe del borgo e degli agricoltori locali e piazza XIV Martiri, gestita da Ruffino, ospiterà una scuola di cucinacene guidate con gli chef, cocktail con il vino e incontri sul tema. Non mancheranno i cooking show nei principali palazzi e luoghi culturali di Pontassieve evisite guidate alle cantine dell’azienda Ruffino.

Quàlita sarà presente in via Tanzini con la Via delle eccellenze, una rosa composta da selezionati produttoridi vere eccellenze enogastronomiche che porteranno a Pontassieve un assaggio del territorio. Uno spazio in cui sarà possibile degustare, acquistare e scoprire ciò che c’è di speciale dietro al lavoro delle piccole realtà, alla loro passione, dedizione e alla qualità delle produzioni.

Da non perdere salame, finocchiona e prosciutto toscano dell’Azienda Agricola La Valle Del Sasso, prodotti da animali allevati direttamente in azienda e alimentati solo con cereali e fieni di prati  locali. Non mancherannofrutta e verdura da coltivazione biologica, prodotta e raccolta quotidianamente dall’azienda agricola L’Orto di Vaggio. Da assaggiare anche gli oli aromatizzati, le verdure sott’olio senza conservanti e prive di glutine, realizzate con un processo a crudo e le confetture, le composte ed il succo di mirtillo, tutto realizzato da prodotti coltivati direttamente dall’azienda. Per i wine lovers tappa obbligata allo stand dell’azienda agricola biologica Il Prato per sorseggiare un bicchiere di Chianti Rufina Riserva, degustare la grappa distillata con metodo artigianale o il Vinsanto entrambi ottenuti dalle vinacce del Chianti Rufina. Da provare anche la gelatina di vino Chianti Rufina Riserva in abbinamento ai formaggi. Il viaggio nell’universo del gusto continua con i produttori dell’Associazione Resistenza Contadina: la famosa pesca Regina di Londa, frutta e verdura a km zero prodotta dalle aziende agricole Fratelli Mugnai e Panicale e il formaggio caprino del Podere Varena.

Per non perdere le ultime news  #QualitaMag e #CS15 –  Facebook: QualitaMagazine e Cookstock

Orari manifestazione: venerdì 17.00 – 24.00 /sabato 10.00 – 24.00 /domenica 10.00 – 23.00[:en]Progetto Qualitadi redazione –  Quàlita, progetto rivolto alle piccole aziende del settore agroalimentare, sarà presente il 4, 5 e 6 di settembrealla seconda edizione della kermesse enogastronomica Cookstock, appuntamento che animerà le vie del centro di Pontassieve con degustazionivino, cibo di stradacooking show realizzati da grandi chefmostre eaperitivi, il tutto condito da ottima musica.

Cookstock, che lo scorso anno ha visto la presenza di 20.000 persone, è organizzato dall’Associazione Cavolo a Merenda e dal Comune di Pontassieve, con il supporto dell’azienda Ruffino.

Piazza Vittorio Emanuele II ospiterà il cibo di strada, piazza Boetani sarà dedicata ad attività ed animazioneper i più piccoli, via Ghiberti vedrà il coinvolgimento delle botteghe del borgo e degli agricoltori locali e piazza XIV Martiri, gestita da Ruffino, ospiterà una scuola di cucinacene guidate con gli chef, cocktail con il vino e incontri sul tema. Non mancheranno i cooking show nei principali palazzi e luoghi culturali di Pontassieve evisite guidate alle cantine dell’azienda Ruffino.

Quàlita sarà presente in via Tanzini con la Via delle eccellenze, una rosa composta da selezionati produttoridi vere eccellenze enogastronomiche che porteranno a Pontassieve un assaggio del territorio. Uno spazio in cui sarà possibile degustare, acquistare e scoprire ciò che c’è di speciale dietro al lavoro delle piccole realtà, alla loro passione, dedizione e alla qualità delle produzioni.

Da non perdere salame, finocchiona e prosciutto toscano dell’Azienda Agricola La Valle Del Sasso, prodotti da animali allevati direttamente in azienda e alimentati solo con cereali e fieni di prati  locali. Non mancherannofrutta e verdura da coltivazione biologica, prodotta e raccolta quotidianamente dall’azienda agricola L’Orto di Vaggio. Da assaggiare anche gli oli aromatizzati, le verdure sott’olio senza conservanti e prive di glutine, realizzate con un processo a crudo e le confetture, le composte ed il succo di mirtillo, tutto realizzato da prodotti coltivati direttamente dall’azienda. Per i wine lovers tappa obbligata allo stand dell’azienda agricola biologica Il Prato per sorseggiare un bicchiere di Chianti Rufina Riserva, degustare la grappa distillata con metodo artigianale o il Vinsanto entrambi ottenuti dalle vinacce del Chianti Rufina. Da provare anche la gelatina di vino Chianti Rufina Riserva in abbinamento ai formaggi. Il viaggio nell’universo del gusto continua con i produttori dell’Associazione Resistenza Contadina: la famosa pesca Regina di Londa, frutta e verdura a km zero prodotta dalle aziende agricole Fratelli Mugnai e Panicale e il formaggio caprino del Podere Varena.

Per non perdere le ultime news  #QualitaMag e #CS15 –  Facebook: QualitaMagazine e Cookstock

Orari manifestazione: venerdì 17.00 – 24.00 /sabato 10.00 – 24.00 /domenica 10.00 – 23.00[:]

Massa Marittima: Toscana Foto Festival con sette mostre aperte fino ad agosto

[:it]mostra zipoli_6di redazione –  Ha preso il via sabato 11 luglio a Massa Marittima la 23° edizione del Toscana Foto Festival una rassegna ormai di respiro internazionale diretta da uno dei grandi maestri della fotografia italiana, Franco Fontana, e nata dalla volontà del Gruppo Fotografico Massa Marittima con il sostegno del Comune di Massa Marittima, sponsor privati come Lavazza e realizzata da A.Ma.Tur.

Tanti gli eventi in programma fino al 9 agosto tra workshop ( dal 16 al 25 luglio corsi tenuti da grandi nomi della fotografia come lo stesso Franco Fontana, Oliviero Toscani e Uwe Ommer, Settimio Benedusi, e il workshop sulla libertà di panorama di Wikimedia Italia), incontri, concorsi, proiezioni e poi mostre che saranno aperte nelle varie sedi espositive come il Palazzo dell’Abbondanza, il Convento delle Clarisse e il chiostro di Sant’Agostino, tutte ad ingresso libero.

Una delle novità di questa edizione della rassegna sarà anche il coinvolgimento di altre realtà del territorio come Marina di Scarlino. La Galleria del Porto ospiterà fino al 30 settembre la mostra “Un mondo d’acqua” di Riccardo Zipoli.
A Massa Marittima la mostra più importante è la collettiva di giovani fotografi cinesi “Peaceful” esposta nel Palazzo dell’Abbondanza (dal 11 luglio al 9 agosto aperta con orario 10-13 / 17-20 / 21-23).

Un ponte verso la cultura cinese contemporanea grazie alle foto dedicate al tema della pace realizzate da Fang Youjun, Yan Ling, Li Wenjun, Wang Shumei,  Li Tianyan, Jiang Jingyi, Zhou Jian. Al Convento delle Clarisse saranno esposte ben tre mostre, sempre aperte dall’11 al 9 agosto con orario dalle 10 alle 13, dalle 17 alle 20 e dalle 21 alle 23. La prima è quella di Antonio Presta, Consigliere Nazionale e Direttore del Dipartimento Giovani della Fiaf ( Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), dal titolo “Meno 400”.
Un omaggio ai minatori e alla miniere delle Colline Metallifere, i loro ritratti e i posti di lavoro spesso nel viscere della terra, i meno 400 metri appunto. Poi le fotografie di Veronica Nardulli nella rassegna dal titolo “Moonlight” .

Immagini di paesaggi insoliti e notturni ricchi di suggestioni. “Ho scelto la notte – spiega l’autrice – perché suggerisce, non mostra. la notte ci turba e ci sorprende per la sua stessa stranezza, libera quelle forze dentro di noi che di giorno sono dominate dalla ragione”. Stefano Pacini fotografo, reporter e viaggiatore, con la mostra  “A revolução está na rua”, ci offre invece un racconto per immagini della “Rivoluzione dei Garofani” che si svolse in Portogallo 40 anni fa e che lo liberò dalla dittatura. Stefano è stato l’unico fotografo straniero invitato e adesso queste foto sono esposte per la prima volta in Italia.  Infine Federico Giussani espone al Chiostro di Sant’Agostino dal 13 luglio al 9 agosto la  mostra “…e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Grossetano di origine milanese ha concretizzato la sua passione per i cieli stellati in una serie di splendide immagini che catturano la notte con risultati davvero sorprendenti.

Una sezione del Toscana Foto Festival sarà ospitata a Marina di Scarlino alla Galleria del Porto in località Puntone, dove sarà esposta la mostra“Mondi d’acqua” di Riccardo Zipoli, inaugurazione sabato 11 luglio alle 19 e aperta fino 30 settembre Un percorso espositivo 100 fotografie sul tema dell’acqua tratte dal ricchissimi archivio del fotografo e docente universitario, scattate in quarant’anni di attività e di viaggi in molti paesi del mondo. Un omaggio che il fotografo e docente dell’Università di Venezia ha voluto fare ad uno dei golfi più belli del Mediterraneo scegliendo un centinaio di immagini dal suo ricchissimo archivio di foto scattate in oltre quattro decenni di attività e di viaggi.

Dopo la mostra sarà organizzata un’asta benefica delle opere in favore dell’Amref che utilizzerà questi fondi per costruire pozzi d’acqua in Africa. Infine dal 13 al 23 agosto al Palazzo dell’Abbondanza di Massa Marittima la mostra di Giovanni Giannarelli dal titolo “Stand by Jazz”, una serie di immagini sui grandi eventi di jazz ed altri  eventi espositivi sono previsti a settembre.
Info e programma completo: tel. 0566901526 ,3473494326, e mail: info@toscanafotofestival.it  web www.toscanafotofestival.com

 [:en]mostra zipoli_6di redazione –  Ha preso il via sabato 11 luglio a Massa Marittima la 23° edizione del Toscana Foto Festival una rassegna ormai di respiro internazionale diretta da uno dei grandi maestri della fotografia italiana, Franco Fontana, e nata dalla volontà del Gruppo Fotografico Massa Marittima con il sostegno del Comune di Massa Marittima, sponsor privati come Lavazza e realizzata da A.Ma.Tur.

Tanti gli eventi in programma fino al 9 agosto tra workshop ( dal 16 al 25 luglio corsi tenuti da grandi nomi della fotografia come lo stesso Franco Fontana, Oliviero Toscani e Uwe Ommer, Settimio Benedusi, e il workshop sulla libertà di panorama di Wikimedia Italia), incontri, concorsi, proiezioni e poi mostre che saranno aperte nelle varie sedi espositive come il Palazzo dell’Abbondanza, il Convento delle Clarisse e il chiostro di Sant’Agostino, tutte ad ingresso libero.

Una delle novità di questa edizione della rassegna sarà anche il coinvolgimento di altre realtà del territorio come Marina di Scarlino. La Galleria del Porto ospiterà fino al 30 settembre la mostra “Un mondo d’acqua” di Riccardo Zipoli.
A Massa Marittima la mostra più importante è la collettiva di giovani fotografi cinesi “Peaceful” esposta nel Palazzo dell’Abbondanza (dal 11 luglio al 9 agosto aperta con orario 10-13 / 17-20 / 21-23).

Un ponte verso la cultura cinese contemporanea grazie alle foto dedicate al tema della pace realizzate da Fang Youjun, Yan Ling, Li Wenjun, Wang Shumei,  Li Tianyan, Jiang Jingyi, Zhou Jian. Al Convento delle Clarisse saranno esposte ben tre mostre, sempre aperte dall’11 al 9 agosto con orario dalle 10 alle 13, dalle 17 alle 20 e dalle 21 alle 23. La prima è quella di Antonio Presta, Consigliere Nazionale e Direttore del Dipartimento Giovani della Fiaf ( Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), dal titolo “Meno 400”.
Un omaggio ai minatori e alla miniere delle Colline Metallifere, i loro ritratti e i posti di lavoro spesso nel viscere della terra, i meno 400 metri appunto. Poi le fotografie di Veronica Nardulli nella rassegna dal titolo “Moonlight” .

Immagini di paesaggi insoliti e notturni ricchi di suggestioni. “Ho scelto la notte – spiega l’autrice – perché suggerisce, non mostra. la notte ci turba e ci sorprende per la sua stessa stranezza, libera quelle forze dentro di noi che di giorno sono dominate dalla ragione”. Stefano Pacini fotografo, reporter e viaggiatore, con la mostra  “A revolução está na rua”, ci offre invece un racconto per immagini della “Rivoluzione dei Garofani” che si svolse in Portogallo 40 anni fa e che lo liberò dalla dittatura. Stefano è stato l’unico fotografo straniero invitato e adesso queste foto sono esposte per la prima volta in Italia.  Infine Federico Giussani espone al Chiostro di Sant’Agostino dal 13 luglio al 9 agosto la  mostra “…e quindi uscimmo a riveder le stelle”. Grossetano di origine milanese ha concretizzato la sua passione per i cieli stellati in una serie di splendide immagini che catturano la notte con risultati davvero sorprendenti.

Una sezione del Toscana Foto Festival sarà ospitata a Marina di Scarlino alla Galleria del Porto in località Puntone, dove sarà esposta la mostra“Mondi d’acqua” di Riccardo Zipoli, inaugurazione sabato 11 luglio alle 19 e aperta fino 30 settembre Un percorso espositivo 100 fotografie sul tema dell’acqua tratte dal ricchissimi archivio del fotografo e docente universitario, scattate in quarant’anni di attività e di viaggi in molti paesi del mondo. Un omaggio che il fotografo e docente dell’Università di Venezia ha voluto fare ad uno dei golfi più belli del Mediterraneo scegliendo un centinaio di immagini dal suo ricchissimo archivio di foto scattate in oltre quattro decenni di attività e di viaggi.

Dopo la mostra sarà organizzata un’asta benefica delle opere in favore dell’Amref che utilizzerà questi fondi per costruire pozzi d’acqua in Africa. Infine dal 13 al 23 agosto al Palazzo dell’Abbondanza di Massa Marittima la mostra di Giovanni Giannarelli dal titolo “Stand by Jazz”, una serie di immagini sui grandi eventi di jazz ed altri  eventi espositivi sono previsti a settembre.
Info e programma completo: tel. 0566901526 ,3473494326, e mail: info@toscanafotofestival.it  web www.toscanafotofestival.com

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Fiesole: mangiare come gli Etruschi

[:it]Scen adi banchetto dalla Tomba dei Leopardi Tarquiniadi redazione – Parte a Fiesole il 29 giugno la I edizione di Magna Etruria una degustazione di piatti etruschi e romani nell’area archeologica di Fiesole in abbinamento alla mostra: La mensa in età etrusca, romana e longobarda.

Assaggiare cibi etruschi e romani all’interno degli scavi archeologi è l’atmosfera ideale per un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle origini del gusto.
Questo propone la I edizione di Magna Etruria: entrare idealmente in contatto con le radici genealogiche della cucina toscana, circondati dalle vestigia di questi due popoli che si sono combattuti per poi fondersi gli uni negli altri, anche per quel che riguarda le abitudini alimentari.

Il 29 giugno e il 12, 15 e 29 luglio, all’interno dell’area archeologica di Fiesole, nella terrazza sovrastante il Teatro Romano,sarà possibile degustare tutti i piatti in serate suggestive organizzate da Luca Bertini con la collaborazione del Caffè del Teatro Romano di Alvaro Fini, il Comune di Fiesole e Vetrina Toscana.

Oltre alla straordinaria location, l’amministrazione comunale di Fiesole proporrà ai partecipanti visite guidate gratuite alla mostra“La mensa in età etrusca, romana e longobarda” a cura degli Amici dei Musei di Fiesole.
Il curatore del Museo Marco De Marco presenterà insieme a Luca Bertini, ideatore dell’iniziativa, i piatti e spiegherà le loro origini etrusche. Inoltre, le serate del 29 giugno e del 15 luglio daranno libero accesso ai concerti di musica Jazz nell’anfiteatro. La serata del 12 luglio, invece, è stata inserita nel programma delle Notti dell’Archeologia in Toscana.

In tutto il periodo i ristoranti fiesolani di Vetrina Toscana proporranno un piatto della tradizione etrusca che ci farà comprendere come i gusti dei nostri antenati fossero molto più simili ai nostri di quanto ci si possa immaginare.
I ristoratori aderenti all’iniziativa offriranno ai propri clienti anche dei buoni sconto, offerti dal Comune di Fiesole, per la visita della mostra e dei buoni sconto saranno offerti ai visitatori della mostra per recarsi nei ristoranti ad assaggiare i piatti “etruschi” che lo chef avrà inserito in carta.

Il menù delle serate e i piatti dei ristoranti si ispireranno alle fonti storiche per lo studio dell’alimentazione degli Etruschi, sia di tipo letterario (greche e latine), sia sui reperti archeologici e sugli affreschi rinvenuti nelle tombe, appositamente studiate da Luca Bertini.

Si partirà con le uova, alimento immancabile del banchetto etrusco. Agli ospiti di riguardo, infatti, si offrivano uova sode prima di iniziare il pasto. Tracce della sacralità di questo alimento rimangono nel rito cattolico della benedizione delle uova, fonte di nuova vita, durante la settimana santa che precede la Pasqua, ma ancor più nelI’usanza, tipica di tutto il centro Italia, di consumare uova sode benedette prima di iniziare il pranzo pasquale.

Si finirà invece con la lattuga perché nella cultura gastronomica etrusca I’insalata veniva servita alla fine del pranzo, perché aveva il compito di facilitare la digestione. Marziale, nei suoi epigrammi, scrive: “perché mai la lattuga, che di solito chiudeva la cena degli avi, oggi dà inizio ai nostri pasti?” Già i Romani, dunque, avevano modificato l’usanza alimentare di consumare erbe e insalate a fine pasto.

Non potrà mancare il farro offerto per l’occasione dal Consorzio Produttori di Farro della Garfagnana IGP e neppure il pesce. Gli Etruschi, infatti, erano considerati dai Greci e dai Latini i “signori assoluti e incontrastati dei mari che bagnano la penisola italica”.
Avevano una flotta molto efficiente per difendere i porti e i loro traffici commerciali. Non ci sono pervenuti molti reperti tranne dei pesi per le reti e qualche amo. Di grande importanza è la serie di piatti con immagini di pesci alcuni dei quali conservati nel Museo Civico Archeologico di Fiesole (immagine in allegato)

Magna Etruria è un evento ideato da Luca Bertini, realizzato in collaborazione con il Comune di Fiesole e Vetrina ToscanaI ristoranti fiesolani che hanno aderito sono:
VINANDRO – BISTROT CAFFÈ al n.5 – RISTORANTE ‘I POLPA – RISTORANTE della PENSIONE BENCISTÀ – RISTORANTE AURORA – RISTORANTE CAVEMARE  – LINEA 7 – TRATTORIA CAVE DI MAIANO

Per i dettagli: www.magnaetruria.itwww.vetrina.toscana.it

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica del Comune di Fiesole o al bar del Teatro Romano o telefonare ai numeri:  055 5961323 – 311;  3484003148 o 3474068135
Costo a persona per ogni serata: € 35,00

 [:en]Scen adi banchetto dalla Tomba dei Leopardi Tarquiniadi redazione – Parte a Fiesole il 29 giugno la I edizione di Magna Etruria una degustazione di piatti etruschi e romani nell’area archeologica di Fiesole in abbinamento alla mostra: La mensa in età etrusca, romana e longobarda.

Assaggiare cibi etruschi e romani all’interno degli scavi archeologi è l’atmosfera ideale per un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle origini del gusto.
Questo propone la I edizione di Magna Etruria: entrare idealmente in contatto con le radici genealogiche della cucina toscana, circondati dalle vestigia di questi due popoli che si sono combattuti per poi fondersi gli uni negli altri, anche per quel che riguarda le abitudini alimentari.

Il 29 giugno e il 12, 15 e 29 luglio, all’interno dell’area archeologica di Fiesole, nella terrazza sovrastante il Teatro Romano,sarà possibile degustare tutti i piatti in serate suggestive organizzate da Luca Bertini con la collaborazione del Caffè del Teatro Romano di Alvaro Fini, il Comune di Fiesole e Vetrina Toscana.

Oltre alla straordinaria location, l’amministrazione comunale di Fiesole proporrà ai partecipanti visite guidate gratuite alla mostra“La mensa in età etrusca, romana e longobarda” a cura degli Amici dei Musei di Fiesole.
Il curatore del Museo Marco De Marco presenterà insieme a Luca Bertini, ideatore dell’iniziativa, i piatti e spiegherà le loro origini etrusche. Inoltre, le serate del 29 giugno e del 15 luglio daranno libero accesso ai concerti di musica Jazz nell’anfiteatro. La serata del 12 luglio, invece, è stata inserita nel programma delle Notti dell’Archeologia in Toscana.

In tutto il periodo i ristoranti fiesolani di Vetrina Toscana proporranno un piatto della tradizione etrusca che ci farà comprendere come i gusti dei nostri antenati fossero molto più simili ai nostri di quanto ci si possa immaginare.
I ristoratori aderenti all’iniziativa offriranno ai propri clienti anche dei buoni sconto, offerti dal Comune di Fiesole, per la visita della mostra e dei buoni sconto saranno offerti ai visitatori della mostra per recarsi nei ristoranti ad assaggiare i piatti “etruschi” che lo chef avrà inserito in carta.

Il menù delle serate e i piatti dei ristoranti si ispireranno alle fonti storiche per lo studio dell’alimentazione degli Etruschi, sia di tipo letterario (greche e latine), sia sui reperti archeologici e sugli affreschi rinvenuti nelle tombe, appositamente studiate da Luca Bertini.

Si partirà con le uova, alimento immancabile del banchetto etrusco. Agli ospiti di riguardo, infatti, si offrivano uova sode prima di iniziare il pasto. Tracce della sacralità di questo alimento rimangono nel rito cattolico della benedizione delle uova, fonte di nuova vita, durante la settimana santa che precede la Pasqua, ma ancor più nelI’usanza, tipica di tutto il centro Italia, di consumare uova sode benedette prima di iniziare il pranzo pasquale.

Si finirà invece con la lattuga perché nella cultura gastronomica etrusca I’insalata veniva servita alla fine del pranzo, perché aveva il compito di facilitare la digestione. Marziale, nei suoi epigrammi, scrive: “perché mai la lattuga, che di solito chiudeva la cena degli avi, oggi dà inizio ai nostri pasti?” Già i Romani, dunque, avevano modificato l’usanza alimentare di consumare erbe e insalate a fine pasto.

Non potrà mancare il farro offerto per l’occasione dal Consorzio Produttori di Farro della Garfagnana IGP e neppure il pesce. Gli Etruschi, infatti, erano considerati dai Greci e dai Latini i “signori assoluti e incontrastati dei mari che bagnano la penisola italica”.
Avevano una flotta molto efficiente per difendere i porti e i loro traffici commerciali. Non ci sono pervenuti molti reperti tranne dei pesi per le reti e qualche amo. Di grande importanza è la serie di piatti con immagini di pesci alcuni dei quali conservati nel Museo Civico Archeologico di Fiesole (immagine in allegato)

Magna Etruria è un evento ideato da Luca Bertini, realizzato in collaborazione con il Comune di Fiesole e Vetrina ToscanaI ristoranti fiesolani che hanno aderito sono:
VINANDRO – BISTROT CAFFÈ al n.5 – RISTORANTE ‘I POLPA – RISTORANTE della PENSIONE BENCISTÀ – RISTORANTE AURORA – RISTORANTE CAVEMARE  – LINEA 7 – TRATTORIA CAVE DI MAIANO

Per i dettagli: www.magnaetruria.itwww.vetrina.toscana.it

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica del Comune di Fiesole o al bar del Teatro Romano o telefonare ai numeri:  055 5961323 – 311;  3484003148 o 3474068135
Costo a persona per ogni serata: € 35,00

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Artimino, serata di “Bollicine” e musica dal vivo

[:it]art2di redazione – La Villa medicea “La Ferdinanda” festeggia col tradizionale cocktail party a base di degustazioni di champagne e spumanti, auto di lusso, spettacoli e fuochi d’artificio. Esibizione di Simona Bencini dei “Dirotta su Cuba”

Una serata frizzante, in tutti i sensi: per la sesta edizione di Bollicine – il tradizionale appuntamento estivo nella Tenuta di Artimino, sulle colline di Carmignano (Prato) – Villa medicea “La Ferdinanda” ha organizzato per giovedì 2 luglio un cocktail party dedicato al mondo di spumanti e champagne, declinato stavolta in chiave musicale grazie all’esibizione di Simona Bencini dei “Dirotta su Cuba”.

Per l’occasione, a partire dalle 20,30 sul giardino Belvedere della villa sarà allestito un banco d’assaggio con case produttrici di champagne e spumante, e verrà realizzato un buffet con le auto di lusso della Porsche AutoIn Firenze esposte nel cortile. Al calar del sole, la performance della cantante fiorentina e degli artisti della compagna CoronaEvents animerà la serata prima di cedere il passo al dj-set con musica lounge e disco.

Infine spettacoli, performance live e fuochi d’artificio a illuminare la villa e tutta la tenuta.

Forte di intuizioni e contaminazioni lifestyle che ne hanno sancito il successo, la manifestazione “Bollicine” è ormai uno degli appuntamenti tradizionali del bon vivre made in Tuscany e richiama centinaia di ospiti da tutta la regione.

Biglietto d’ingresso: 38 euro
Per prenotazioni: villa@artimino.com tel. 0558751426-7-8

 [:en]art2di redazione – La Villa medicea “La Ferdinanda” festeggia col tradizionale cocktail party a base di degustazioni di champagne e spumanti, auto di lusso, spettacoli e fuochi d’artificio. Esibizione di Simona Bencini dei “Dirotta su Cuba”

Una serata frizzante, in tutti i sensi: per la sesta edizione di Bollicine – il tradizionale appuntamento estivo nella Tenuta di Artimino, sulle colline di Carmignano (Prato) – Villa medicea “La Ferdinanda” ha organizzato per giovedì 2 luglio un cocktail party dedicato al mondo di spumanti e champagne, declinato stavolta in chiave musicale grazie all’esibizione di Simona Bencini dei “Dirotta su Cuba”.

Per l’occasione, a partire dalle 20,30 sul giardino Belvedere della villa sarà allestito un banco d’assaggio con case produttrici di champagne e spumante, e verrà realizzato un buffet con le auto di lusso della Porsche AutoIn Firenze esposte nel cortile. Al calar del sole, la performance della cantante fiorentina e degli artisti della compagna CoronaEvents animerà la serata prima di cedere il passo al dj-set con musica lounge e disco.

Infine spettacoli, performance live e fuochi d’artificio a illuminare la villa e tutta la tenuta.

Forte di intuizioni e contaminazioni lifestyle che ne hanno sancito il successo, la manifestazione “Bollicine” è ormai uno degli appuntamenti tradizionali del bon vivre made in Tuscany e richiama centinaia di ospiti da tutta la regione.

Biglietto d’ingresso: 38 euro
Per prenotazioni: villa@artimino.com tel. 0558751426-7-8

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Alla scoperta del Bursòn

[:it]DSC_0018di Nadia Fondelli – Uno dei vini italiani più interessanti ma sconosciuto ai più. Full immersion in questo autoctono e sorprendente romagnolo.

Senza tanti giri di parole è uno dei vini italiani più interessanti che ho assaggiato e non vi stupite se non avete mai sentito parlare del Bursòn perché nemmeno la sottoscritta, nonostante oltre venti anni “di girar per cantine” e gli esimi colleghi presenti alla “scoperta” mai avevamo sentito parlare di questo vitigno autoctono riscoperto nelle vallate della Romagna.

La storia di questo vino, come in tutte le favole che si rispettino, ha una nascita un po’ speciale. Antonio Longanesi trascorreva le sue giornate d’inverno in un capanno di caccia a cui era abbarbicata una vite selvatica sconosciuta che lo incuriosì per la dolcezza dei frutti e la capacità di mantenersi matura fino all’autunno.

Erano gli anni’50 del Novecento quando quella vite cominciò a crescere in vigna fino a divenire un vino impensabile per le pianure romagnole. Longanesi lo fece conoscere ai compaesani, la vite si moltiplicò e degli anni ’90 sono i primi esperimenti che portarono poi alla nascita del consorzio Il Bagnocavallo sotto la cui bandiera si riuniscono oggi i 27 produttori di Bursòn.

Siamo nella piana di Ravenna e circa 200 gli ettari vitati. L’uva che da Longanesi ha preso il nome, molto robusta e resistente si presta all’invecchiamento. Almeno cinque gli anni di riposo perfetti di cui almeno due in botte, preferibilmente tonneax.

Il Bursòn sorprende davvero innanzitutto per il colore vivace dall’inconfondibile violaceo che denota tutta la sua ricchezza in salutari polifenoli (addirittura 4300 in media contro i 1800 del Sangiovese!), ma soprattutto affascina per il gusto intenso, molto ampio e ricco con aromi di frutta a bacca rossa, pepe, tabacco, spezie e cacao.
I tannini non aggrediscono, ma avvolgono con eleganza al palato donando grande consistenza ed eleganza. Un vino sontuoso che può ricordare come stile, tanto per intenderci, l’Amarone per l’uso dell’appassimento.
Ne esistono di due tipi: etichetta blu senza appassimento caratterizzato dalla freschezza e il campione assoluto ad etichetta nera.

Il Bursòn che ho scoperto nella sfida lanciata alla cucina toscana, ampiamente vinta, e in cui erano presenti anche il presidente del Consorzio Daniele Longanesi e l’enologo-creatore Sergio Ragazzini è un vino esportato al 60% pluripremiato dov’è tutta la passione e l’allegria della Romagna e dove i produttori sono ancora contadini dalle mani grosse e non manager in colletto bianco.

Onore al Bursòn e buona degustazione a chi avrà voglia di scoprire qualcosa di nuovo![:en]DSC_0018di Nadia Fondelli – Uno dei vini italiani più interessanti ma sconosciuto ai più. Full immersion in questo autoctono e sorprendente romagnolo.

Senza tanti giri di parole è uno dei vini italiani più interessanti che ho assaggiato e non vi stupite se non avete mai sentito parlare del Bursòn perché nemmeno la sottoscritta, nonostante oltre venti anni “di girar per cantine” e gli esimi colleghi presenti alla “scoperta” mai avevamo sentito parlare di questo vitigno autoctono riscoperto nelle vallate della Romagna.

La storia di questo vino, come in tutte le favole che si rispettino, ha una nascita un po’ speciale. Antonio Longanesi trascorreva le sue giornate d’inverno in un capanno di caccia a cui era abbarbicata una vite selvatica sconosciuta che lo incuriosì per la dolcezza dei frutti e la capacità di mantenersi matura fino all’autunno.

Erano gli anni’50 del Novecento quando quella vite cominciò a crescere in vigna fino a divenire un vino impensabile per le pianure romagnole. Longanesi lo fece conoscere ai compaesani, la vite si moltiplicò e degli anni ’90 sono i primi esperimenti che portarono poi alla nascita del consorzio Il Bagnocavallo sotto la cui bandiera si riuniscono oggi i 27 produttori di Bursòn.

Siamo nella piana di Ravenna e circa 200 gli ettari vitati. L’uva che da Longanesi ha preso il nome, molto robusta e resistente si presta all’invecchiamento. Almeno cinque gli anni di riposo perfetti di cui almeno due in botte, preferibilmente tonneax.

Il Bursòn sorprende davvero innanzitutto per il colore vivace dall’inconfondibile violaceo che denota tutta la sua ricchezza in salutari polifenoli (addirittura 4300 in media contro i 1800 del Sangiovese!), ma soprattutto affascina per il gusto intenso, molto ampio e ricco con aromi di frutta a bacca rossa, pepe, tabacco, spezie e cacao.
I tannini non aggrediscono, ma avvolgono con eleganza al palato donando grande consistenza ed eleganza. Un vino sontuoso che può ricordare come stile, tanto per intenderci, l’Amarone per l’uso dell’appassimento.
Ne esistono di due tipi: etichetta blu senza appassimento caratterizzato dalla freschezza e il campione assoluto ad etichetta nera.

Il Bursòn che ho scoperto nella sfida lanciata alla cucina toscana, ampiamente vinta, e in cui erano presenti anche il presidente del Consorzio Daniele Longanesi e l’enologo-creatore Sergio Ragazzini è un vino esportato al 60% pluripremiato dov’è tutta la passione e l’allegria della Romagna e dove i produttori sono ancora contadini dalle mani grosse e non manager in colletto bianco.

Onore al Bursòn e buona degustazione a chi avrà voglia di scoprire qualcosa di nuovo![:]